Bundesgericht Tribunal fédéral Tribunale federale Tribunal federal {T 0/2} 2C_341/2012 Sentenza del 19 aprile 2012 II Corte di diritto pubblico Composizione Giudici federali Zünd, Presidente, Karlen, Donzallaz, Cancelliera Ieronimo Perroud. Partecipanti al procedimento A.________, ricorrente, contro Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, Sezione della popolazione, 6500 Bellinzona, Consiglio di Stato del Cantone Ticino, Residenza governativa, 6500 Bellinzona. Oggetto Revoca del permesso di dimora CE/AELS, ricorso in materia di diritto pubblico contro la sentenza emanata il 30 marzo 2012 dal Giudice delegato del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino. Fatti: A. Arrivato in Svizzera nel gennaio 2003 insieme alla convivente B.________, da cui si č separato nel 2007 e alla quale č stata attribuita l'autoritŕ parentale sul loro figlio C.________, A.________, cittadino italiano (come la compagna e il loro figlio), si č visto rilasciare dapprima un permesso di dimora CE/AELS senza attivitŕ, poi dall'ottobre 2003 un identico permesso per svolgere un'attivitŕ lucrativa, infine, dal gennaio 2009, un permesso quale redditiere, valido fino al 4 gennaio 2014. B. L'11 ottobre 2011 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha revocato il permesso di dimora CE/AELS di A.________ e gli ha fissato un termine all'11 novembre successivo per lasciare la Svizzera. A sostegno della sua decisione l'autoritŕ ha ritenuto che l'interessato, da tempo senza attivitŕ lucrativa, era privo di sufficienti mezzi finanziari per il suo sostentamento ed era a carico dell'assistenza pubblica. Detta decisione č stata confermata dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 29 novembre 2011, e poi dal Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo con sentenza del 30 marzo 2012. C. Il 16 aprile 2012 A.________ ha presentato un ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale con cui chiede l'annullamento della sentenza cantonale. Postula inoltre il conferimento dell'effetto sospensivo nonché il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. Il Tribunale federale non ha ordinato uno scambio di allegati scritti. Diritto: 1. Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione la sua competenza (art. 29 cpv. 1 LTF), rispettivamente l'ammissibilitŕ dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 136 I 24 consid. 1 pag. 43; 135 II 22 consid. 1 pag. 24; 135 III 1 consid. 1.2.1 pag. 4; 134 IV 36 consid. 1 pag. 37 con rispettivi rinvii). 2. Come giŕ spiegato da questa Corte, trattandosi non del rilascio iniziale o della proroga bensě della revoca di un permesso giŕ concesso, detto rimedio č ricevibile nei casi in cui, come in concreto, senza la revoca, l'autorizzazione avrebbe ancora effetti giuridici (DTF 135 II 1 consid. 1.2.1 pag. 4). Inoltre dato che č cittadino italiano il ricorrente puň, di regola, appellarsi all'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunitŕ europea e i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC oppure Accordo sulla libera circolazione delle persone; RS 0.142.112.681) per far valere un diritto a soggiornare in Svizzera, per svolgervi o no un'attivitŕ lucrativa (cfr. art. 4 ALC e 6 Allegato I ALC, rispettivamente art. 6 ALC e 24 Allegato I ALC), senza che l'art. 83 lett. c n. 2 LTF gli sia opponibile (cfr. DTF 131 II 339 consid. 1.2 pag. 343; 130 II 493 consid. 1.1 pag. 496, 388 consid. 1.2 pag. 390). Inoltrato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF), da una persona legittimata ad agire (art. 89 cpv. 1 LTF) il presente gravame č, quindi, in linea di principio, ricevibile. Non occorre pertanto appurare se la ricevibilitŕ sia data anche in virtů di altre norme. 3. 3.1 Il ricorrente non rimette in discussione la sentenza impugnata riguardo al fatto che nulla puň dedurre dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone né dalla legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20) oppure sulla questione della proporzionalitŕ del provvedimento impugnato. In merito a questi aspetti, che non occorre piů di conseguenza riesaminare in questa sede, ci si limita a rinviare ai pertinenti considerandi del giudizio contestato (cfr. sentenza cantonale consid. 3 a 5.1 pag. 5 segg.). 3.2 In realtŕ egli fonda tutta la sua argomentazione sulla difficile relazione con la ex convivente, la quale influirebbe negativamente sia sul suo rapporto con il figlio, che non ha piů potuto vedere da marzo 2011 e di cui ha solo notizie frammentarie, sia sulla ricerca di lavoro (per di piů complicata da problemi di salute di cui soffre in seguito ad un infortunio stradale). Afferma pertanto che un suo allontanamento comprometterebbe il rapporto con il figlio, senza poi dimenticare i problemi d'integrazione ai quali sarebbe confrontato in caso di rientro in Italia. Considera quindi il provvedimento querelato lesivo del principio della proporzionalitŕ con riferimento al rispetto della sua vita privata e familiare. Sennonché come ben rilevato nel giudizio impugnato, ai cui pertinenti considerandi si rinvia (cfr. sentenza cantonale consid. 5.2.2 pag. 8 seg.), e peraltro non ridiscusso in questa sede, il legame esistente tra il ricorrente e il figlio non raggiunge, sia dal profilo affettivo che economico, l'intensitŕ richiesta dalla prassi affinché l'insorgente possa pretendere, in virtů del medesimo, al rilascio di un permesso di dimora. Inoltre detto rapporto potrŕ in ogni caso essere mantenuto, adattandone se necessario le modalitŕ, nell'ambito di visite turistiche cosě come mediante contatti scritti o telefonici. Per quanto concerne poi le difficoltŕ relazionali con l'ex convivente e la loro influenza sul rapporto con il figlio, ci si limita a ribadire, come giŕ constatato dalla Corte cantonale, che detti aspetti esulano dal presente litigio e vanno proposti dinanzi alle competenti autoritŕ civili. Infine per quanto concerne gli inconvenienti legati ad un suo ritorno in Italia, va riaffermato che si tratta di disagi ai quali sono confrontati la maggior parte degli stranieri costretti a tornare nel proprio paese d'origine dopo un lungo soggiorno all'estero. 3.3 Da quel che precede discende che l'impugnativa risulta manifestamente infondata e puň essere evasa secondo la procedura semplificata prevista dall'art. 109 LTF. 4. 4.1 Con l'evasione del ricorso, la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo č divenuta priva d'oggetto. 4.2 La domanda di assistenza giudiziaria con nomina di un avvocato d'ufficio presentata dal ricorrente non puň trovare accoglimento, atteso che le sue conclusioni erano sin dall'inizio prive di probabilitŕ di successo (art. 64 LTF). Si terrŕ comunque conto della sua situazione finanziaria nel fissare le spese che verranno poste a suo carico (art. 66 cpv. 1 LTF). Non si assegnano ripetibili ad autoritŕ vincenti (art. 68 cpv. 3 LTF). Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: 1. Il ricorso č respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria con nomina di un avvocato d'ufficio č respinta. 3. Le spese giudiziarie ridotte di fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente. 4. Comunicazione al ricorrente, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Giudice delegato del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, nonché all'Ufficio federale della migrazione. Losanna, 19 aprile 2012 In nome della II Corte di diritto pubblico del Tribunale federale svizzero Il Presidente: Zünd La Cancelliera: Ieronimo Perroud