31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 1
II
(Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità)
CONSIGLIO
DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 22 dicembre 1986
che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa gli
orientamenti di politica economica per il 1987
( 86 / 667 / CEE )
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
Articolo 1
Il Consiglio adotta la relazione annuale sulla situazione
economica e sugli orientamenti per la Comunità , contenuti
nella parte 1 della relazione acclusa alla presente decisione e
che fissano gli orientamenti di politica economica da seguirsi
da parte degli Stati membri , contenuti nella parte 2 di detta
relazione .
Articolo 2
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione .
Fatto a Bruxelles , addì 22 dicembre 1986 .
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro
pea ,
vista la decisione 74 / 120 / CEE del Consiglio , del 18 feb
braio 1974 , relativa alla realizzazione di un grado elevato di
convergenza delle politiche economiche degli Stati membri
della Comunità economica europea ! 1 ), modificata dalle
decisioni 75 / 787 /CEE ( 2 ) e 79 / 136 / CEE ( 3 ) in particolare
l'articolo 4 ,
vista la proposta della Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo ( 4 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 5 ),
Per il Consiglio
Il Presidente
G. SHAW
0 ) GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag . 16 .
( 2 ) GU n . L 330 del 24 . 12 . 1975 , pag . 52 .
( 3 ) GU n . L 35 del 9 . 2 . 1979 , pag . 8 .
( 4 ) GU n . C 322 del 15 . 12 . 1986 .
( 5 ) GU n . C 333 del 29 . 12 . 1986 .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 3
RELAZIONE ECONOMICA ANNUALE
1986 / 1987
N. L 385 / 4 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
RELAZIONE ECONOMICA ANNUALE 1986 / 1987
INDICE
Parte I — Ridurre la disoccupazione in un'economia europea più dinamica
Per un'effettiva attuazione della strategia comunitaria di cooperazione
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1 . Sintesi e conclusioni
2 . Andamento dell'economia e convergenza
2.1 . Economia mondiale
Riquadro : Conseguenze economiche del contro-shock petrolifero
2.2 . Le prospettive economiche della Comunità
2.3 . Convergenza nominale e reale nella Comunità
3 . La strategia di cooperazione per la crescita e l'occupazione
3,1 . Obiettivi e metodi
3.2 . Le previsioni per il 1986 e 1987 dal punto di vista della strategia di cooperazione
3.3 . Imperativi di politica macro-economica nel 1987 ed oltre
Riquadro : scenari a medio termine della Strategia di cooperazione
4 . Contributo delle politiche economiche alla strategia di cooperazione
4.1 . Orientamenti monetari e problemi di coordinamento
4.2 . Politica di bilancio
4.2.1 . Disavanzi di bilancio , debito pubblico , crescita e occupazione
4.2.2 . Spese pubbliche , fiscalità , crescita e occupazione
4.3 . Retribuzioni e mercato del lavoro
4.3.1 . Redditi e costi salariali
4.3.2 . Adattamento del mercato del lavoro ai fini di una crescita maggiormente induttiva di occupa
zione
4.4 . Adattabilità dei mercati
4.5 . Il finanziamento delle politiche comunitarie : bilancio e ingegneria finanziaria
4.6 . Il dialogo sociale
4.7 . Il coordinamento internazionale della politica economica
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 5
Parte II — La politica economica degli Stati membri
Applicazione della strategia di cooperazione per la crescita e l'occupazione negli Stati , membri nel
1987
Belgio
Danimarca
Germania
Grecia
Spagna
Francia
Irlanda
Italia
Lussemburgo
Paesi Bassi
Portogallo ,
Regno Unito
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ALLEGATO
PARTE I
RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE IN UNA ECONOMIA EUROPEA PIÙ DINAMICA
PER UN'EFFETTIVA ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA COMUNITARIA DI
COOPERAZIONE
1 . SINTESI E CONCLUSIONI
1.1 . Allorché ha adottato l'ultima relazione economica
annuale ( 1985 / 1986), il Consiglio , avendo preso atto
del parere favorevole del Parlamento europeo , del
Comitato economico e sociale e delle parti sociali
europee , ha approvato la proposta di «una strategia di
cooperazione in materia di cooperazione e di crescita »
nella Comunità , presentata dalla Commissione .
caratterizzati da un aumento della disoccupazione o
dal suo permanere a livelli elevati , ciò rappresentereb
be un progresso notevole .
Peraltro , progresso non vuol dire necessariamente
piena occupazione . Per evitare che aumenti ancora nel
lungo termine il numero dei senza lavoro sono
necessarie opportune misure , specialmente per quanto
attiene la disoccupazione giovanile e cronica , i cui
effetti politici e sociali nel lungo periodo potrebbero
rivelarsi disastrosi . I mutamenti strutturali a livello
settoriale e regionale , indotti dall'indispensabile ade
guamento delle strutture di produzione e dal progres
so tecnico , esigono anch'essi opportune misure che
tengano conto della dimensione sociale : i conseguenti
problemi potranno essere superati tanto più facilmen
te quanto più rapida sarà la ripresa economica della
Comunità .
Perché la strategia comunitaria abbia successo , è
necessario modificare , in alcuni casi in maniera
sensibile , le politiche economiche e i comportamenti .
Queste modifiche sono peraltro in atto , ma è neces
sario accelerarle e consolidarle . Bisogna far sì che tutti
gli operatori economici contribuiscano in egual misu
ra al successo della strategia e che aumenti il consenso
alla politica economica . Il dialogo sociale a livello
comunitario , e soprattutto a livello nazionale , è
quindi un importante strumento per l'attuazione della
strategia .
Questa strategia mira a ridurre nettamente e durevol
mente la disoccupazione nell'arco di alcuni anni . La
disoccupazione europea , risultante da gravi insuffi
cienze economiche e sociali , non può essere ridotta
con misure puntuali che ne attaccherebbero solo i
sintomi . La strategia comunitaria tiene conto non solo
degli aspetti macro e microeconomici del problema ,
ma anche di quelli sociali , cercando di combattere il
male alle radici . A tal fine , sul versante macroecono
mico , i salari reali dovranno aumentare ancora per un
certo periodo a ritmo contenuto , anche se nel contem
po occorrerà assicurare un sufficiente livello di
domanda , nel rispetto degli imperativi di stabilità . La
combinazione di questi fattori aumenterà la redditivi
tà , gli investimenti e l'occupazione . Dal lato microe
conomico è indispensabile , tenendo conto degli aspet
ti sociali , migliorare la flessibilità dei mercati dei beni ,
dei servizi , dei capitali e del lavoro e , in particolare ,
promouvere la creazione di nuove imprese , la forma
zione professionale e l'applicazione di nuove tecnolo
gie . L'intento é di facilitare i necessari mutamenti
strutturali , di dare nuovi dinamici impulsi all'attività
economica e consentire così di rafforzare la competi
tività dell'economia europea grazie ai vantaggi di un
grande mercato interno .
1 . 2 . La presente relazione economica annuale 1986/ 1987
esamina l'andamento e le prospettive economiche e
aggiorna gli orientamenti della politica economica alla
luce della strategia comunitaria .
1.3 . Il calo dei prezzi petroliferi , la normalizzazione del
corso del dollaro e la diminuzione dei tassi di interesse
hanno notevolmente modificato il quadro economico
esterno alla Comunità . E la prima volta nel secondo
dopoguerra che , in un lasso di tempo così breve , i
consumatori di petrolio della Comunità assistono ad
un siffatto miglioramento delle ragioni di scambio in
termini reali . Il dollaro si è deprezzato in un contesto
più equilibrato al quale hanno contribuito l'accordo
L'accelerazione della crescita per effetto di tale politica
è stata stimata per il periodo 1986 - 1990 al 3 - 3,5 %
annuo , probabilmente con un aumento medio dell' I -
1,5 % dei livelli occupazionali che consentirebbe di
ridurre di circa 4 punti il tasso medio di occupazione
da qui al 1990 (*). In confronto agli ultimi anni ,
(>) 1990 : EUR 10 circa 7 % , EUR 12 circa 8 % .
12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 7
del Gruppo dei cinque del settembre 1985 e i risultati
del vertice di Tokyo del maggio 1986 . La diminuzione
dei saggi d'interesse , fattore di per sé positivo , non
basta però a ridurre il consistente indebitamento dei
paesi in via di sviluppo . Lo svolgimento dei recenti
negoziati sull'indebitamento estero del Messico e Sa
politica di risanamento interno di questo paese posso
no essere considerati anch'essi fattori positivi . L'ac
cordo raggiunto nel settembre di quest'anno a Punta
del Este per l'avvio di una nuova serie di negoziati
commerciali multilaterali nel quadro del GÀTT cor
robora la speranza che vengano arrestate e invertite le
tendenze al protezionismo .
Neppure la ripresa dell'economia mondiale basterà
peraltro ad imprimere forti impulsi all'economia
comunitaria nei prossimi anni , per la natura stessa del
necessario processo di adattamento , che implica la
riduzione del consistente disavanzo di bilancio degli
Stati Uniti , e il consolidamento della posizione dei
paesi OPEC e in via die sviluppo . Per la Comunità
questo è un motivo di più per promuovere la coope
razione internazionale al fine di agevolare l'indispen
sabile processo di adattamento su scala mondiale e ,
nel contempo , per incentrare gli sforzi sul rafforza
mento del proprio potenziale di crescita .
1.4 . La moderata crescita osservata nella Comunità nel
1986 continuerà probabilmente nel 1987 . Stando alle
previsioni , la crescita del PIL in termini reali dovrebbe
lievemente accelerarsi ( 1985 : 2,4% ; 1986 : 2,5 % ;
1987 : 2,8 % ) senza peraltro raggiungere il livello
possibile , oltre che necessario , per ridurre nettamente
e in modo durevole la disoccupazione . Il limite oltre il
quale la crescita reale determina un aumento dell'oc
cupazione è ora pero molto più basso rispetto agli anni
'60 e '70 . L'aumento dei livelli occupazionali previsto
per il 1986 e 1987 è , in entrambi gli anni , dello 0,8 %
circa . Poiché tuttavia la popolazione attiva continua
ad accrescersi , fenomeno dovuto sempre di meno a
fattori demografici e sempre di più a un mutamento
dei comportamenti il tasso medio di disoccupazione
della Comunità (EUR 9 ; 1985 : 11,1 % , 1986 : 11 % ,
1987 : 10,8 % ) diminuirà in misura irrilevante , deno
tando in ciò un andamento ancora del tutto insoddi
sfacente .
È tuttora insoddisfacente anche la ripartizione della
crescita tra regioni e paesi della Comunità, mentre nel
periodo precedente la prima crisi petrolifera le regioni
e i paesi meno sviluppati avevano registrato una netta
ripresa in termini di PIL reale procapite . Questo
processo ha accusato però in seguito una battuta
d'arresto se non una parziale inversione di tendenza e
si ha l'impressione che neppure nel 1986 e 1987 si avrà
quella reale convergenza che è uno dei fattori princi
pali per il rafforzamento della coesione economica e
sociale della Comunità .
Nonostante questi positivi sviluppi a livello interna
zionale , sono necessari ulteriori notevoli sforzi per
risolvere i grandi problemi dell'economia mondiale .
Occorre dare quanto prima un migliore assetto al
sistema monetario europeo . Per tornare ad una distri
buzione accettabile dei saldi di parte corrente a livello
mondiale è indispensabile che gli Stati Uniti riducano
gradualmente il disavanzo di bilancio e che il Giappo
ne adotti una politica espansionistica che dovrebbe
accompagnarsi ad un ulteriore apprezzamento dello
yen . La Comunità e i paesi dell'EFTA contribuiranno
a questo processo di aggiustamento internazionale ,
soprattutto imprimendo un maggior dinamismo alla
loro crescita su basi sane . Per una sufficiente espan
sione del commercio mondiale è quindi necessaria
soprattutto un'accelerazione della crescita in Giappo
ne e in Europa . L'accelerazione della crescita mondia
le consentirebbe di risolvere inoltre , anche se , a
scadenza più lontana , il problema dei paesi in via di
sviluppo fortemente indebitati .
Le crescenti incertezze che gravano sul contesto
internazionale potrebbero sensibilmente ridurre ,
rispetto alle previsioni attuali , le prospettive di cresci
ta del commercio mondiale . I rischi che esse compor
tano possono così riassumersi :
— ulteriore netto deprezzamento del dollaro o flut
tuazioni erratiche dei cambi ;
— nonostante le intenzioni ribadite a Punta del Este ,
un processo di aggiustamento insufficiente o ina
deguato in Giappone e negli Stati Uniti potrebbero
indurre un rapido aumento del protezionismo ;
non si escludono d'altra parte una recessione negli
Stati Uniti o una nuova impennata inflazionisti
ca ;
— una nuova consistente variazione dei prezzi petro
liferi ;
— un deterioramento della situazione dei paesi in via
di sviluppo : il persistente peggioramento delle
ragioni di scambio delle materie prime esportate e
la mancanza di adeguati finanziamenti stranieri
nonché l'insufficiente espansione dei mercati esteri
per i loro prodotti agricoli e industriali potrebbero
costringere i paesi in via di sviluppo a ridurre
ulteriormente la crescita e le importazioni .
Nel complesso , il fattore trainante della crescita
comunitaria è ora la domanda interna . Questa com
ponente essendosi manifestata , nel primo semestre di
quest'anno , con un andamento dapprima incerto , le
previsioni di crescita della scorsa primavera per il
1986 hanno dovuto essere lievemente ridimensionate .
I fattori più dinamici della domanda interna in termini
reali sono ormai gli investimenti in attrezzature ( 1986 :
6,1 % ; 1987 : 6,9 % ) e i consumi privati ( 1986 :
3,7 % ; 1987 : 3,5 % ); gli investimenti in costruzioni
sono in ripresa mentre i consumi pubblici continuano
ad aumentare a ritmo molto lento . Nonostante il
peggioramento del saldo della bilancia commerciale in
termini reali , che influisce negativamente sulla cresci
ta , l'eccedenza della bilancia di parte corrente in
termini nominali della Comunità continua per ora ad
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aumentare ( 1985 : 0,5 % del PIL , 1986 : 1,2 % ; 1987 :
0,9 % ).
paesi la crescita dei salari reali tenga conto dei minori
tassi d'inflazione . In relazione a quest'ultimo aspetto è
palese l'importanza del dialogo sociale .
Questo andamento evidenzia soprattutto il notevole
miglioramento delle ragioni di scambio in seguito al
calo dei prezzi petroliferi e al deprezzamento del
dollaro . La fattura petrolifera della Comunità si è
dimezzata , nella maggioranza dei paesi il potere di
acquisto dei consumatori , in aumento nel 1986 ,
continuerà ad accrescersi vigorosamente nel 1987 ; i
salari reali procapite sono rimasti praticamente stazio
nari nel 1986 anche se potrebbero essere nuovamente
in aumento nel 1987 ; la redditività delle imprese è
migliorata anche se , in media comunitaria , essa è
ancora ben lungi dal livello del periodo precedente la
prima crisi petrolifera ; in alcuni Stati membri il
governo ha utilizzato in parte il miglioramento delle
ragioni di scambio per ridurre , tramite opportune
misure fiscali , il disavanzo pubblico .
1.5 . Il netto miglioramento delle condizioni dell'offerta
negli ultimi anni e gli effetti positivi del calo dei prezzi
petroliferi non bastano ad innescare nella Comunità
una crescita sufficiente che , con la creazione di nuovi
posti di lavoro , consenta di ridurre adeguatamente il
tasso di disoccupazione . Le indagini a medio termine
indicano che , nonostante il miglioramento del conte
sto economico , il tasso di crescita medio del periodo
1986 - 1990 dovrebbe rimanere inferiore al 3 % e che
pertanto nel 1990 il tasso di disoccupazione nella
Comunità dei Dodici dovrebbe restare superiore al
10 % . Ciò è dovuto in parte anche al fatto che nei
prossimi anni il contesto internazionale non dovrebbe
fornire alcun impulso di rilievo alla crescita . La
strategia comunitaria in materia di crescita e di
occupazione decisa l'anno scorso e riassunta al punto
1.1 . non è quindi affatto divenuta superflua ma , al
contrario , deve essere ora attuata con consapevole
determinazione. In tal modo il miglioramento delle
condizioni dell'offerta e il mutamento dei comporta
menti in atto potranno essere utilizzati per accelerare
la crescita dei livelli occupazionali . Potranno così
essere utilizzati in modo ottimale anche le favorevoli
condizioni indotte dal calo dei prezzi petroliferi e dei
tassi d'inflazione . Qualora nel 1987 - 1988 questa
opportunità non venga colta , verrà meno la possibilità
di ridurre nettamente la disoccupazione nella Comu
nità nel decennio in corso .
Il vigoroso aumento degli investimenti privati che si
prevede per il 1986 e per il 1987 non solo consolida la
domanda , ma amplia anche le capacità di produzione.
Nondimeno , in percentuale del PIL , gli investimenti
della Comunità sono tuttora , nel complesso , di circa
quattro punti inferiori al periodo che ha preceduto la
prima crisi petrolifera , sicché bisogna accelerare gra
dualmente la crescita delle capacità produttive e la
creazione di posti di lavoro . E dunque necessario far
leva sugli investimenti ancora per alcuni anni .
L'effettiva applicazione della strategia comunitaria
per una maggiore crescita ed occupazione è un
elemento importante anche per la realizzazione dei
grandi obiettivi e progetti a medio termine della
Comunità . S'innesca una reazione a catena . La pro
mozione del progresso tecnico e il completamento del
mercato interno contribuiscono notevolmente al raf
forzamento del potenziale produttivo e della compe
titività comunitaria ; contemporaneamente la realizza
zione di questo obiettivo sarà considerevolmente
facilitata — anche dal punto di vista sociale — se
l'applicazione della strategia riuscirà effettivamente
ad imprimere nuovi impulsi per una crescita creativa
di posti di lavoro . Una crescita di questo tipo agevo
lerebbe in notevole misura il recupero delle regioni
arretrate e la riconversione delle zone industriali in
regresso . Nello stesso tempo il rafforzamento della
coesione economica e sociale della Comunità e il
nuovo decollo del processo reale di convergenza
contribuirebbero ad accrescere il potenziale economi
co e il dinamismo globale della Comunità . Infine la
crescita nel rispetto della stabilità facilita l'ulteriore
sviluppo dello SME e la cooperazione monetaria ,
mentre la creazione di una zona di stabilità monetaria
e valutaria favorisce la stabilità degli scambi , potenzia
l'integrazione e riduce la dipendenza da perturbazioni
esterne .
I tassi d'inflazione sono ulteriormente regrediti ed è
migliorata la loro convergenza verso una maggiore
stabilità . A questo favorevole andamento ha contri
buito in gran parte il miglioramento delle ragioni di
scambio . Il calo dei prezzi all'importazione , in parti
colare di quelli del petrolio , frena l'aumento dell' indi
ce dei prezzi dei consumi privati e , nella maggior parte
dei paesi , determina un minor incremento dei salari e
dei costi in termini nominali . A ciò ha oltresì contri
buito la maggiore convergenza della politica di stabi
lità condotta da qualche anno nello SME e nella
Comunità . Il tasso medio d'inflazione della Comunità
(prezzo dei consumi privati 1986 : 3,7 % ; 1987 :
3,0 % ) ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 20
anni ed ora ciò che importa è di mantenere e
consolidare questa maggiore stabilità e convergenza
dei prezzi . Al riguardo sembra essere lecito un certo
ottimismo . Da un lato , è aumentato il grado di
utilizzazione delle capacità , dall'altro l'aumento degli
investimenti incomincia a indurre una crescita delle
capacità produttive e non è escluso che stia indietreg
giando il punto a partire dal quale insorgono tensioni
sulle capacità . Inoltre nel 1987 l'andamento dei prezzi
all'importazione non dovrebbe compromettere la sta
bilità interna ed è probabile che nella maggioranza dei
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 9
aumento delle entrate e una diminuzione delle spese
pubbliche .
1.6 . Nel 1987 e al di là si dovrà cercare di migliorare
ulteriormente le condizioni dell'offerta e la flessibilità
dei mercati . Se a quel momento si affievoliranno gli
effetti positivi del miglioramento delle ragioni di
scambio occorrerà sostenere la domanda interna,
rispettando l'obiettivo di consolidare a medio tèrmine
le finanze pubbliche .
L'elemento più dinamico dovrebbero e potrebbero
essere gli investimenti privati per i quali sarebbe
sufficiente una lieve accelerazione della tendenza in
atto per raggiungere la crescita necessaria al consegui
mento degli obiettivi della strategia comunitaria . Ogni
decisione d'investimento si basa ovviamente su un
calcolo obiettivo di convenienza ; perciò è importante
migliorare ulteriormente la redditività , ridurre gli
interessi reali su basi sane e promuovere l'afflusso di
capitali di rialzo . Sono però importanti anche la
fiducia dell'imprenditore e la sua disponibilità ad
assumere rischi , che vanno quindi incoraggiate . Il
contributo dell'imprenditore consiste dunque soprat
tutto nel reagire il più presto possibile all'aumento
della redditività con maggiori investimenti che creino
più posti di lavoro .
1.7 . Il ruolo della politica di bilancio nell'attuazione della
strategia comunitaria è determinante ma molto arduo .
Questa politica deve tendere a medio termine al
consolidamento delle finanze pubbliche ma nel con
tempo deve utilizzare , con determinazione e al più
presto , tutti gli spazi di manovra sia presenti che
futuri , per migliorare le condizioni dell'offerta e della
domanda con sgravi di imposte e dei contributi sociali
e una maggiore dinamica degli investimenti pubblici .
Si tratta di margini risultanti da maggiori entrate e
minori spese in seguito alla più vigorosa crescita e
all'aumento dei livelli occupazionali . Questi margini
di manovra differiscono peraltro sensibilmente da uno
Stato membro all'altro . La situazione più favorevole si
riscontra in Germania e in Lussemburgo . In Francia i
margini di manovra esistenti vengono utilizzati : con
sistenti sgravi fiscali sono già stati previsti per il 1 987 e
ulteriori riduzioni sono in vista per il 1988 , pur in
presenza di una riduzione del deficit di bilancio nel
corso dei due anni . Se l'espansione continuerà all'este
ro e , soprattutto , nella Comunità , la politica di
bilancio in Francia ne risulterà maggiormente facilita
ta . Nel Regno Unito il governo ha previsto , nella sua
dichiarazione d'autunno , un aumento della spesa
pubblica dell'ordine di 4,75 miliardi di sterline nel
1987 / 1988 . Ciò significa che le spese pubbliche
previste per il 1987 / 1988 si situano ad un livello
superiore del 2 % circa , in termini reali , al risultato
stimato per il 1986 / 1987 . Viceversa o in considera
zione del persistente disavanzo di bilancio e della
situazione del debito pubblico , Belgio , Grecia , Irlan
da , Italia e Portogallo devono seguitare a dar priorità
al risanamento finanziario . Ciò è del resto compatibile
con il rilancio degli investimenti privati e l'aumento
dei livelli occupazionali , come si è verificato negli
ultimi anni in Danimarca . In un ultimo gruppo di
paesi (Danimarca , Spagna , Paesi Bassi ) i vincoli di
bilancio si sono attenuati ma altri aspetti degli sviluppi
prevedibili limitano il margine di manovra macroeco
nomico .
Gli investimenti pubblici e gli investimenti in infra
strutture in senso lato, che non devono essere finan
ziati tutti dalla pubblica amministrazione dovrebbero
anch'essi contribuire maggiormente alla dilatazione
della domanda . Gli investimenti pubblici hanno risen
tito del consolidamento del bilancio , sicché dagli inizi
degli anni '70 la loro quota nel PIL comunitario è
calata di quasi 1,5 punti . Per progetti di pubblica
utilità di questo tipo vi è oggi una lacuna che va
colmata . Occorre quindi prendere anche a livello
comunitario le opportune iniziative e predisporre i
necessari finanziamenti pubblici e privati . Il margine
di manovra ottenuto con la ristrutturazione e con
l'aumento delle entrate o la riduzione delle spese
pubbliche grazie alla crescita più rapida e all'incre
mento dell'occupazione , dovrebbe essere parzialmen
te utilizzato per realizzare questi obiettivi .
Notevoli impulsi alla domanda dovrebbero provenire
nei prossimi anni anche dai consumi privati, ossia dal
maggior aggregato della domanda interna . La mode
rata crescita dei salari reali, l'aumento dell'occupazio
ne e la riduzione delle imposte e dei contributi sociali
conseguente alla crescita del margine di manovra
finanziario consentono , anche a medio termine , incre
menti dei consumi privati in termini reali prossimi a
quelli del PIL . Ciò che conta è che nella prospettiva del
consolidamento a medio termine delle finanze pubbli
che si riducano in tempi relativamente brevi le imposte
e i contributi sociali . In una fase successiva , quando
aumenteranno sensibilmente la redditività delle
imprese e i livelli occupazionali , la maggiore occupa
zione e il graduale aumento dei salari reali dovrebbero
imprimere maggiori impulsi ai consumi privati e , allo
stesso tempo determinare progressivamente un
Pertanto nel 1987 / 1988 solo un piccolo gruppo di
paesi riuscirà forse a far leva sulle condizioni dell'of
ferta e della domanda tramite la politica di bilancio .
Ciò che conta è però che il loro numero aumenti con
l'avanzare della ripresa , innescando una reazione a
catena che va incoraggiata con la cooperazione . A ciò
si aggiunga che gli Stati membri dispongono di
ulteriori margini di manovra per creare , mediante
ristrutturazione delle entrate e spese pubbliche (e in
particolare con la riduzione selettiva delle sovvenzio
ni), un contesto più favorevole ad un aumento dei
livelli occupazionali . Si tratta di possibilità da non
sottovalutare , in merito alle quali dovrebbe aver luogo
uno scambio di esperienze . Il principio della ristruttu
razione dovrebbe valere anche per il bilancio comuni
tario .
N. L 385 / 10 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro
anche l'adeguamento di certe norme troppo rigide o
superate . Molte , singole iniziative per la creazione di
posti di lavoro specie per indipendenti e nelle piccole
imprese sono già state realizzate o sono in corso
d'esame ; al riguardo occorrono misure di incentiva
zione e scambi di esperienze .
Le misure per migliorare la flessibilità dei mercati e
soprattutto del mercato del lavoro coinvolgono spesso
importanti aspetti sociali , che dovrebbero essere
approfonditi con le parti sociali , rientrando essi in
gran parte nella loro autonomia contrattuale . Ciò vale
in particolare per la ristrutturazione e la riduzione
dell'orario lavorativo , che favoriscono anch'essi una
crescita creativa di più posti di lavoro , purché il livello
dei costi rimanga invariato .
1.8 . Sebbene il contesto monetario internazionale sia pro
fondamente mutato , la Comunità non deve modifica
re i suoi principali orientamenti monetari . La politica
monetaria dovrebbe ancora utilizzare il margine di
manovra esistente per finanziare opportunatamente la
crescita reale e , contestualmente , per mantenere i
successi ottenuti sul fronte dell'inflazione con la
riduzione del suo tasso tendenziale ed eventualmente
per consolidarli . Finora il compito della politica
monetaria è stato sensibilmente facilitato dal contesto
internazionale . Il deprezzamento del dollaro , il ribas
so dei prezzi petroliferi e la diminuzione degli interessi
americani hanno accresciuto il margine per ridurre i
saggi d'interesse senza rischio di alimentare l'inflazio
ne . Un ulteriore netto calo del dollaro potrebbe però
rendere necessaria una reazione flessibile dei tassi
d'interesse europei per sventare il pericolo di una sua
nuova impennata , i cui effetti nel medio periodo
sarebbero negativi naturalmente . Occorre impedire
che si crei un nuovo potenziale d'inflazione . Anche il
decrescere delle aspettative inflazionistiche e l'accre
sciuto risparmio globale dovrebbero , nella maggior
parte dei paesi , indurre un calo dei tassi di interesse
reali a lungo termine su basi sane , conformemente alla
strategia . Lo SME si è rivelato un fattore di stabiliz
zazione . I progressi della convergenza , insieme ad una
liberalizzazione dei movimenti dei capitali , hanno
reso più attuale l'esigenza di uno stretto coordinamen
to della politica economica (monetaria , finanziaria ,
dei redditi ) sia nei singoli Stati membri che tra di essi .
Progressi fatti nella creazione di una zona di stabilità
monetaria riducono la dipendenza da influenze ester
ne e pongono le premesse per ulteriori progressi
dell'integrazione delle economie europee .
In questo campo dovrebbe restare di attualià il
principio che nella relazione economica dell'anno
scorso era stato così formulato : «Lo spirito con cui
questa discussione sarà portata avanti è importante
per il suo successo . L'obiettivo di una maggiore
flessibilità non è di rimettere in causa le conquiste
sociali ma di creare più posti di lavoro . Pertanto si
dovrà tentare di conciliare quanto più possibile l'effi
cacia economica con il mantenimento e lo sviluppo del
progresso sociale .»
1.10 . Perche la strategia comunitaria per più crescita e
occupazione abbia successo occorre realizzarne effet
tivamente le direttive in tutti gli Stati membri . Ciò vale
sia per i provvedimenti di politica macro e microeco
nomica che per il dialogo sociale a livello comunitario
e nazionale .
1.9 . Le misure per migliorare la flessibilità dei mercati e del
contesto in cui operano le imprese , per incoraggiare la
creazione soprattutto di nuove piccole e medie impre
se , la formazione professionale nonché lo sviluppo e
l'applicazione di nuove tecnologie devono continuare
ad avere priorità . Il completamento del mercato
interno è importante per potenziare la concorrenza e
migliorare il funzionamento dei mercati . La politica
del lavoro è di particolare rilevanza per una crescita
che aumenti l'occupazione . Le parti sociali dovrebbe
ro moderare ancora per un certo tempo gli incrementi
dei salari reali per un aumento dei livelli occupazionali
finché gli investimenti induttivi di posti di lavoro non
siano divenuti abbastanza redditizi e il tasso annuo di
disoccupazione non sia in netto e progressivo regres
so . In questa prospettiva la maggioranza dei paesi ha
fatto negli ultimi anni notevoli progressi che , in
presenza di una sufficiente crescita della domanda ,
dovrebbero indurre ben presto un vigoroso aumento
dell'occupazione cui potrebbe concorrere anche una
riduzione dei contributi sociali ; a tal fine si dovrebbe
ro utilizzare margini di manovra finanziari che non
pregiudichino né la qualità dei regimi di sicurezza
sociale né il loro equilibrio di bilancio . Dovrebbe
La Commissione intende inserire nella sua comunica
zione al Consiglio «Affari economici e finanziari »,
prevista per il luglio 1987 , un bilancio intermedio
sull'applicazione della strategia comunitaria . Il dibat
tito su questo bilancio intermedio potrebbe essere per
il Consiglio ECOFIN l'occasione per adempiere il
mandato ricevuto dal Consiglio europeo dell'Aia che
lo invitava «a seguire i progressi realizzati nella
strategia di crescita cooperativa adottata alla fine del
1985 ». In quest'ottica e per agevolare l'elaborazione
di questo bilancio la Commissione invita i governi
degli Stati membri a presentare per gli inizi del maggio
1 987 una relazione succinta che descriva le iniziative e
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 11
le misure di politica economica prese . Queste relazioni
— eventualmente integrate da relazioni delle parti
sociali — potrebbero essere discusse nel Comitato di
politica economica e nel quadro del dialogo sociale
europeo .
della direttiva 74 / 121 /CEE del Consiglio del 18
febbraio 1974 relativa alla stabilità , alla crescita e alla
piena occupazione nella Comunità^) tenendo conto
delle condizioni particolari esistenti in ciascun pae
se .
La Commissione invita altresì le parti sociali a pren
dere l'iniziativa del dialogo a livello nazionale sulle
tematiche della strategia comunitaria .
Sul piano nazionale , in molti paesi il dialogo sociale
sui temi della strategia comunitaria non ha fatto
ancora sufficienti progressi . La Commissione invita
perciò i governi degli Stati membri a prendere le
iniziative necessarie in applicazione dell'articolo 3 (') GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag . 19 .
2 . ANDAMENTO DELL'ECONOMIA E CONVERGENZA
2.1 . Economia mondiale
Negli ultimi 1 8 mesi l'economia mondiale è stata contraddi
stinta da tre avvenimenti di rilievo : il calo del 50 % dei prezzi
del petrolio in dollari , una correzione della sopravvalutazio
ne del dollaro e la discesa dei saggi di interesse . Gli effetti
combinati di questi tre fattori permetteranno all'economia
mondiale di ritornare a medio termine ad una crescita più
stabile . Tuttavia , le previsioni a breve non sono molto più
ottimistiche rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso . Nel
1986 e 1987 la crescita nella zona dell'OCSE dovrebbe , nel
complesso , raggiungere il 2,5 % e sarebbe quindi lievemente
inferiore rispetto al 1985 .
Il dimezzamento del prezzo in dollari consente di ridurre il
costo del consumo di petrolio del mondo occidentale di circa
220 miliardi di dollari . Poiché più della metà del petrolio è
venduto sui mercati internazionali , i pagamenti effettuati dai
paesi importatori netti di petrolio ai paesi esportatori netti
dovrebbero dimuinire di circa 120 miliardi di dollari . La
riduzione della fattura petrolifera totale della Comunità
( compresa la produzione propria ) calcolata in base ai livelli di
consumo del 1985 , rappresenta circa 85 miliardi di ECU
(2,5 % del PIL ), mentre lo sgravio della fattura petrolifera
netta ( importazioni ) ammonta a circa 60 miliardi di ECU
( 1,8 % del PIL ).
Il rallentamento dell'inflazione indotto dal calo dei prezzi
petroliferi ha contribuito ad abbassare i saggi d'interesse .
Negli Stati Uniti i tassi d'interesse a breve sono diminuiti di
1 ,5 punti nei dodici mesi fino al luglio scorso e il regresso dei
tassi a lungo termine , ancora più pronunciato , ha raggiunto
2,5 punti . Un calo analogo è stato constatato nella Comunità
(i tassi a breve sono parimenti diminuiti di 1 ,5 punti e i tassi a
lungo termine di 2 punti ). Il netto rilassamento della politica
monetaria , soprattutto negli Stati Uniti , ha significativamen
te contribuito a questa evoluzione dei tassi di interesse ( vedi
grafici 8 e 9 ).
Il crollo dei prezzi petroliferi e la diminuzione dei saggi
d'interesse hanno migliorato la redditività delle industrie
utilizzatrici di energia che probabilmente intraprenderanno
nuovi investimenti o ritarderanno lo smantellamento degli
impianti più vecchi . Si avrebbe così un certo aumento del
potenziale produttivo , indotto dall'offerta .
La diminuzione generale dei tassi d'interesse , pur giovando ai
paesi in via di sviluppo fortemente indebitati , non basta a
ridurre significativamente il loro debito esterno . Una flessio
ne generale dei tassi di interesse di un punto rappresenta per
questi paesi circa 7 miliardi di dollari l'anno ( il che dimostra
l'ampiezza del loro indebitamento a breve o a tasso fluttuan
te ). Quattro paesi in via di sviluppo debitori hanno però
accusato simultaneamente un nuovo deterioramento delle
loro ragioni di scambio ( - 1 ,7 % nel 1985 ) e un calo dei loro
proventi di esportazione ( - 1,6 % nel 1985 , - 0,9 % previ
sto per il 1986 ). Di conseguenza essi hanno accusato un
maggior disavanzo di parte corrente e non sono stati in grado
di aumentare i loro tassi di crescita (4,1 % nel 1985 , 3,3 %
I prezzi del petrolio sono scesi da 25 - 30 dollari al barile nel
1985 a 10 - 15 dollari nel corso di questo anno . Il calo
relativo calcolato in moneta europea è ancora più marcato . Il
prezzo spot in dollari è infatti diminuito del 50 % circa nei
dodici mesi fino al settembre scorso mentre la caduta dei
prezzi in ECU è stata all'incirca del 65 % . Questi sviluppi
non incideranno solo sul mercato petrolifero , ma avranno
anche importanti effetti indiretti , cioè la riduzione della
fattura petrolifera , l'impulso disinflazionistico , le conseguen
ze favorevoli sul potenziale produttivo dei paesi industrializ
zati e quindi la possibilità di attuare politiche economiche
adeguate ad un tasso di crescita più rapido . Il calo del 50 %
del prezzo del petrolio è un fatto senza precedenti , di cui è
difficile prevedere con certezza gli effetti sull'economia
mondiale .
Il calo dei prezzi a 10 - 15 dollari al barile dovrebbe
determinare un sensibile aumento del consumo di petrolio ed
una crescita a più alta intensità energetica tanto più marcata
quanto maggiore sarà l'allineamento al ribasso dei prezzi
interni delle diverse fonti di energia . Sul piano interno ciò
rischia di aggravare i problemi connessi alla tutela ambien
tale mentre sul piano esterno , combinata con la diminuzione
dell'offerta di petrolio da parte dei paesi produttori , un'ac
celerazione sensibile del consumo di prodotti petroliferi
aumenterebbe le probabilità di un rapido rialzo dei loro
prezzi .
N. L 385 / 12 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
previsto per il 1986 ). Soprattutto i paesi esportatori di
petrolio (principalmente i paesi dell'OPEC ma anche il
Messico , la Cina e la Malaysia ) attraversano un periodo di
austerità che esigerà un contenimento delle loro importazio
ni . Le prospettive sono tuttavia migliori per certi paesi di
recente industrializzazione ( ad esempio Taiwan e là Corea
del Sud ), la cui competitività è fortemente aumentata in
seguito all'allineamento delle loro monete al dollaro che è in
ribasso .
scambio dei paesi industrializzati hanno registrato il miglio
ramento più marcato del dopoguerra ( 7,5 % , ma più del
30 % se si esclude il commercio tra i paesi dell'OCSE ). Il
volume delle importazioni mondiali , escluse quelle della
Comunità , ponderate con le quote di mercato della Comu
nità stessa , dovrebbe però registrare una crescita molto lenta
(circa 1,3 % nel 1986 , 2,4 % nel 1987). Ciò dimostra che
l'Europa , nel suo complesso , ha sempre più bisogno di
un'espansione autogena .
Gli indicatori economici attuali non segnalano per il 1987 né
una forte crescita , né una recessione dell'economia mondiale .
Non è peraltro sicuro che questa prospettiva piuttosto
modesta si concreti sicché le ipotesi della Commissione in
materia di commercio mondiale potrebbero risultare troppo
ottimistiche . Infatti :
Il ribasso del dollaro , indubbiamente considerevole (33 %
rispetto all'ECU nei 18 mesi fino al settembre scorso , 40 %
rispetto allo yen ) non basta , da solo , ad equilibrare rapida
mente la bilancia commerciale degli Stati Uniti . Nel primo
semestre del 1986 il crollo dei prezzi petroliferi ha compen
sato gli effetti del deprezzamento del dollaro sulle ragioni di
scambio . Le previsioni a breve dei servizi della Commissione
non anticipano però nuovi ribassi dei prezzi petroliferi ,
sicché l'aumento dei prezzi all'importazione dei prodotti non
petroliferi potrebbe provocare in seguito un deterioramento
delle ragioni di scambio , che , in prospettiva , porterebbe ad
un aggiustamento del volume delle esportazioni e delle
importazioni degli Stati Uniti . Per il 1986 e 1987 non è
peraltro ancora lecito prevedere una diminuzione del disa
vanzo commerciale poiché le spese per importazioni potreb
bero aumentare più rapidamente dei proventi d'esportazioni
( effetti della curva J ). D'altra parte , il saldo delle operazioni
correnti si degraderà progressivamente dato il crescente
onere del servizio del debito estero negli Stati Uniti . Di
conseguenza il disavanzo di parte corrente degli Stati Uniti
dovrebbe rimanere di gran lunga superiore a 100 miliardi di
dollari , nel 1986 e 1987 . Le eccedenze della Comunità e del
Giappone aumenteranno considerevolmente nel 1986 grazie
all'effetto dei prezzi petroliferi . Nel 1986 l'eccedenza del
Giappone potrebbe rappresentare più del 4 % del PIL ,
percentuale che è di quattro volte superiore a quella della
Comunità .
( i ) il deprezzamento del dollaro non ha ancora indotto una
ripresa dell'inflazione negli Stati Uniti . Tuttavia , esso
dovrebbe provocare prima o poi un aumento dei prezzi
all'importazione in questo paese e far salire i prezzi in
dollari delle materie prime . Di conseguenza il rischio di
una nuova impennata inflazionistica non va sottostima
to . Qualora una politica di bilancio restrittiva nell'in
tento di ridurre il disavanzo di bilancio dovesse coinci
dere con una stretta monetaria intesa ad impedire un
eccessivo ribasso del dollaro o a stroncare un'impenna
ta inflazionistica , vi è effettivamente il rischio che
l'economia entri in una nuova recessione ;
( ii ) i prezzi del petrolio potrebbero riprendere a salire più
rapidamente di quanto ora previsto soprattutto se i
paesi membri dell'OPEC riuscissero a ridurre insieme la
loro produzione .
È possibile che la fissazione di quote da parte dei paesi
dell'OPEC verso la metà del 1986 abbia già innescato
un'evoluzione in questo senso . È vero peraltro che
attualmente il prezzo del petrolio oscilla fortemente in
entrambi i sensi ;
( iii ) in considerazione dell'indebitamento internazionale e
delle prospettive poco favorevoli per i paesi in via di
sviluppo , sussiste per il sistema bancario il rischio che
importanti paesi cessino i loro pagamenti .
Quanto alle politiche di aggiustamento interno negli Stati
Uniti, la legge Gramm-Rudman-Hollings sulla riduzione del
disavanzo , adottata alla fine del 1985 , ha imposto una
disciplina di bilancio rigorosa per riassorbire l'intero disa
vanzo del bilancio federale nell'arco di cinque anni . Le
prospettive di realizzare questo obiettivo restano peraltro
incerte , anche se vi sono vive pressioni per ridurre il
disavanzo a 230 miliardi di dollari per l'esercizio 1986 , il che
esigerebbe una stretta finanziaria destinata a protrarsi nel
tempo . La politica di bilancio del Giappone è restata nella
traiettoria dell'obiettivo di risanamento a medio termine
delle finanze pubbliche ; in autunno il governo ha adottato un
programma di provvedimenti intesi a sostenere la domanda
interna , che prevedono in particolare spese per 300 miliardi
di yen (1 % del prodotto interno lordo in valore in lavori
pubblici ). È chiaro però che , nonostante queste misure , il
miglioramento delle ragioni di scambio non si ripercuote
integralmente sull'intera economia , in particolare sui consu
matori , e perciò non imprime ancora l'impulso che era lecito
attendersi .
Nell'anno trascorso il contesto economico mondiale si è
radicalmente modificato per effetto del calo del prezzo del
petrolio, del deprezzamento del dollaro e della diminuzione
dei saggi d'interesse . Per i paesi industrializzati consumatori
di petrolio, l'ampiezza e la rapidità del contestuale migliora
mento delle ragioni di scambio non trovano precedenti nel
secondo dopoguerra . Per evitare un rallentamento della
domanda e della produzione tendenziale a livello mondiale,
la domanda interna dei paesi industrializzati deve raggiun
gere un livello sufficiente. Il necessario aggiustamento eco
La crescita del commercio mondiale di manufatti dovrebbe
restare nel complesso moderata . Nel 1986 le ragioni di
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 13
nomico richiederà tuttavia qualche tempo e vi è il rischio che
venga perturbata l'evoluzione verso una situazione nuova ed
un maggior equilibrio dell'economia mondiale . Spetta innan
zitutto ai paesi industrializzati condurre politiche specifiche e
coordinate per trarre il massimo vantaggio dal miglioramen
to delle condizioni dell'offerta e per accelerare la correzione
dei principali squilibri delle bilance dei pagamenti. Va altresì
considerato che la situazione debitoria dei paesi in via di
sviluppo è tuttora precaria e minaccia l'economia internazio
nale .
TABELLA 1
Produzione mondiale , commercio e prezzi
1984 1985 1986 1987
Prodotto interno lordo in termini reali — variazioni in % I
rispetto all'anno precedente: I
EUR 12 2,2 2,4 2,5 2,8
altri paesi dell'OCSE 5,5 3,4 2,6 2,4
— Stati Uniti 6,5 2,8 2,8 2,3
— Canada 5,0 4,5 3,3 2,8
— Giappone 5,7 4,5 2,0 2,4
— Altri paesi 3,3 3,6 2,5 2,4
Tatale OCSE 4,4 3,0 2,6 2,5
Volume delle importazioni mondiali — variazione
in % rispetto all'anno precedente: I
EUR compreso — ponderazioni in funzione delle impor I I
tazioni mondiali 9,3 3,4 3,8 4,4
EUR escluso — ponderazioni in funzione I I
delle importazioni mondiali 10,4 2,2 2,3 3,1
EUR escluso — ponderazioni I I
in funzione delle quote di mercato EUR 7,5 1,9 1,3 2,4
Prezzi mondiali all'esportazione I
in dollari — variazioni in % rispetto all'anno preceden
'
l l
Materie prime esclusi combustibili - 1,5 - 10,5 3,2 - 1,6
Petrolio greggio ( FOB ) - 4,5 - 3,0 - 47,3 - 12,9
Manufatti - 2,8 - 1,2 17,3 4,0
Bilancia delle partite correnti — in miliardi di dollari: I
EUR 12 2,8 14,4 50,5 43,5
Altri paesi dell'OCSE - 67,5 - 74,4 - 65,8 - 75,5
— Stati Uniti - 101,6 - 117,7 - 139,5 - 140,5
— Canada 1,9 - 1,7 - 5,4 - 6,5
— Giappone 35,1 49,2 85,0 79,0
— Altri paesi - 3,0 - 4,3 - 6,0 - 7,6
Totale OCSE - 64,7 - 60,0 - 15,3 - 32,0
Paesi dell'OPEP - 6,0 1,4 - 32,2 - 24,8
Altri paesi in via di sviluppo (') - 20,0 - 22,2 - 22,3 - 21,2
Altri paesi ( 2 ) 25,2 5,0 - 1,4 - 0,7
Errori ed omissioni . - 65,5 - 75,8 - 71,1 78,6
(') La voce «Altri paesi in via di sviluppo» comprende la Cina , la Iugoslavia e il Sud Africa .
( 2 ) La voce «Altri paesi » esclude il commercio intra Comecon .
Fonte: Servizi della Commissione ( in base alle previsione economiche ottobre ).
N. L 385 / 14 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 2
L'equilibrio risparmio / investimenti negli Stati Uniti , in Giappone e nella Comunità (% del PNL/PIL)
Risorse Impieghi
Risparmio Invest . Eccedenza Eccedenza Deficit
privato " privato = . dl . = dl Parte + , de,,e
risparmio corrente Amm. Pubi .
Stati Uniti 1985
1986
1987
17,2 - 16,6 = 0,6 = - 2,9 + 3,5
16,4 - 16,5 = - 0,1 = - 3,5 + 3,4
15,9 - 16,6 = - 0,7 = - 3,3 + 2,6
Giappone 1985
1986
1987
32,9 - 28,0 = 4,9 = 3,7 + 1,2
34,2 - 28,9 = 5,3 = 4,3 + 1,0
33,5 - 29,5 = 4,0 = 3,5 + 0,5
EUR 12 1985
1986
1987
21,7 - 16,1 = 5,6 = 0,5 + 5,1
22,4 - 16,5 = 5,9 1,2 + 4,7
22,6 - 17,0 = 5,0 = 0,9 + 4,1
Nota: I dati sono tratti dai conti nazionali degli Stati Uniti , del Giappone e della Comunità e non sono rigorosamente
confrontabili .
Fonte: Servizi della Commissione ( in base alle previsioni economiche dell'ottobre 1986 ).
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 15
GRAFICO 1
Il prezzo del petrolio
Prezzi medi all'importazione di petrolio grezzo nella Comunità (EUR 12 ) in dollari , in ECU e in termini reali
(Indice 1973 = 100)
(') Corretto per il deflatore dei consumi privati .
Fonte : Eurostat e servizi della Commissione .
N. L 385 / 16 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Conseguenze economiche del controshock petrolifero
Uno degli elementi principali della congiuntura economica del 1986 è la caduta dei prezzi del petrolio .
In base all'ipotesi — plausibile ma non certa — «di un prezzo medio del petrolio di 15 dollari al barile
nel 1986», il calo rispetto al 1985 sarebbe del 45% . Il forte deprezzamento del dollaro rispetto
all'ECU ha ulteriormentre amplificato questo movimento : espresso in ECU , il prezzo al barile del
petrolio dovrebbe calare nel 1986 all'incirca del 55% rispetto al 1985 . L'entità del ribasso e
l'importanza economica di questa fonte di energia fanno intravedere l'importanza del controshock
petrolifero per le prospettive di crescita delle economie europee .
Queste conseguenze si manifesteranno sia a breve che a medio-lungo termine e riguarderanno non solo
la domanda e l'offerta , ma anche la politica economica . Si devono tuttavia formulare due riserve
preliminari .
— Si ipotizza qui un calo definitivo del prezzo del petrolio . Vi sarebbe quindi tutto il tempo necessario
perché le sue conseguenze si sviluppino in tutta la loro ampiezza (a differenza degli scenari
presentati nel corpo del testo , in cui il prezzo del petrolio risale a medio termine). Di conseguenza ,
nel comportamento degli operatori economici non viene introdotto un tempo di attesa mentre
nella realtà economica l'incertezza circa la durata del ribasso rischia di ritardare la loro
reazione .
— D'altra parte , nel 1986 sono intervenuti anche altri avvenimenti di rilievo ( ad es . il deprezzamento
del dollaro ), che interferiscono con le conseguenze intrinseche del controshock petrolifero . I
prevedibili effetti favorevoli per l'Europa possono quindi non concretarsi in un miglioramento
immediato e proporzionale della congiuntura europea .
TABELLA 3
Stima degli effetti di un calo dei prezzi petroliferi da 27 a 15 dollari al barile
Livello
del PNL ( in % )
Livello dei
prezzi al consumo
( in % )
Livello di
occupazione ( in % )
Saldo corrente
( in % del PNL )
1986 1987 1986 1987 1986 1987 1986 1987
Stime della Commissione (')
Germania 1,4 1,7 - 1,7 - 2,4 0,9 1,2 1,4 0,3
Francia 0,9 1,9 - 1,4 - 2,2 0,9 1,2 1,5 0,9
Italia 0,3 2,1 - 1,2 - 2,9 0,2 0,7 1,5 0,5
Regno Unito 0,3 0,9 - 0,3 0,2 0 0 - 1,4 - 0,7
EUR 10 0,9 1,4 - 1,4 - 2,2 0,5 0,9 1,0 0,5
Modello Hermes ( 2 ) \
Francia 1,1 1,9 - 3,5 - 4,4 0,3 0,5 ' ' "
Fonti:
(* ) Queste stime sono state effettuate dai servizi delia Commissione e non si basano direttamente su modelli econometrici . La stima
per la Comunità (EUR 10 ) si basa su valutazioni per ciascun paese .
( 2 ) Il modello Hermes (Harmonised European Research for Macrosectorial and Energy Systems) si basa sull'ipotesi che il 30%
dell'aumento dei profitti venga investito nell'ammodernamento dell'industria .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 17
A breve termine vi saranno due effetti diretti : un trasferimento di redditi dai paesi produttori di
petrolio verso i paesi importatori netti e riduzioni generalizzate dei costi di produzione degli
utilizzatori . Ipotizzando un prezzo del petrolio di 15 dollari al barile , questi trasferimenti sono
considerevoli : per la Comunità europea essi rappresentano 1,8 punti del PIL , con differenze molto
nette tra gli Stati membri a seconda del loro grado di dipendenza (da 4,1 punti per il Portogallo a - 0,8
punti per il Regno Unito ).
Ciò indurrebbe di per sè [ x ) tra due anni un'accelerazione della crescita del PIL a prezzi costanti , che
supererebbe dell' I , 5 % il livello che avrebbe raggiunto senza il calo del prezzo del petrolio . Questi
effetti favorevoli saranno peraltro attenuati dal probabile brusco ribasso delle importazioni dei paesi
produttóri di petrolio , ma appare scontato che l'impatto globale sui paesi europei resterebbe positivo .
D'altra parte , il calo del prezzo del petrolio dovrebbe consentire di ridurre i deficit pubblici (economie
di spese per l'energia comprese tra 0,1 e 0,5 punti del PIL , accrescimento in termini reali degli
imponibili fiscali e parafiscali ).
Il miglioramento delle ragioni di scambio indotto dal controshock petrolifero determinerà inoltre una
diminuzione molto netta del ritmo dell'inflazione nei paesi europei (tranne probabilmente il Regno
Unito , per il deprezzamento della sterlina ) sicché il tasso inflattivo potrebbe scendere al 2 % circa tra
due anni . Ciò ha già provocato una diminuzione marcata dei tassi d'interesse nominali a lungo termine
( - 2,0 punti dal luglio 1985 al luglio 1986 per la Comunità ), mentre paradossalmente la diminuzione
dei tassi di interesse a breve sembra più esitante , in quanto fortemente legata alle fluttuazioni dei
cambi .
Questo calo è importante poiché aumenta la solvibilità degli operatori economici indebitati , anche nel
breve periodo , a seconda dell'entità del loro indebitamento a tassi rivedibili . La disinflazione in atto
dovrebbe infine facilitare il ruolo delle autorità monetarie .
A lungo termine, il perdurare degli effetti di cui sopra dipenderà soprattutto dal permanere del prezzo
del petrolio a basso livello ma anche dalle relative anticipazioni degli operatori economici . Si osservi in
proposito che , anche se il prezzo del petrolio restasse per un certo tempo a circa 15 dollari al barile ,
non è escluso che in prosieguo esso ricominci a salire in seguito alla crescita della domanda mondiale e
alla diminuzione dell'offerta . Gli effetti a lungo termine sono quindi inficiati da incertezza . Dal lato
dell'offerta , gli effetti , che per loro natura si sviluppano appieno nel medio e lungo periodo
proverrebbero soprattutto da un aumento della capacità produttiva redditizia . Grazie al migliora
mento delle prospettive di redditività , potrebbero essere realizzati certi piani di investimento che
sarebbero rimasti lettera morta senza il controshock petrolifero , per l'impossibilità di disporre di
margini sufficienti di utile . Questo impatto potrebbe essere rinforzato nei primi anni ritardando la
messa fuori uso degli impianti più vecchi , che resterebbero economicamente redditizi grazie alla
caduta del prezzo del petrolio . Sebbene difficilmente stimabili , questi effetti sull'offerta potrebbero
consentire una crescita della capacità produttiva del 2—5 % nel lungo periodo per l'insieme della
Comunità .
Il calo del prezzo del petrolio ha conseguenze rilevanti per la politica economica . Esso infatti può
alleviare , a scadenza più o meno ravvicinata a seconda dei paesi , i vari condizionamenti che
imbrigliano attualmente le politiche monetarie e finanziarie , condizionamenti che , per la maggioranza
dei paesi della Comunità , derivano dalla necessità di contenere l'inflazione , di diminuire i disavanzi
pubblici e di migliorare la bilancia delle partite correnti . Aumentano quindi gli effetti indiretti che
proverrebbero dalla ricostituzione di margini di manovra per la politica economica . Tutto ciò non può
che facilitare l'attuazione della strategia di cooperazione in materia di crescita e di occupazione .
0 ) Questo impatto s'intende a parità di tutte le altre condizioni , in particolare economiche, e si sovraporrà quindi
. agli effetti di altri fattori determinanti ( legge Gramm-Rudman-Hollings , debolezza del dollaro , ecc .).
N. L 385 / 18 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
2.2 . Le prospettive economiche della Comunità della Comunità dovrebbero salire del 3,7 % circa in volume,
diventando così il principale propulsore della ripresa . La
Germania registrerà il più alto tasso di crescita dei consumi
privati ( un po ' meno del 5 % ).
Parallelamente ai consumi privati , anche gli investimenti
continuano a sostenere la ripresa economica quantunque i
tassi di crescita siano inferiori a quelli osservati nelle riprese
precedenti . Ciò è dovuto soprattutto alla minore espansione
degli investimenti in costruzioni , che nel 1986 dovrebbero
tuttavia aumentare pressoché del 2,3 % dopo la flessione del
1985 ( - 2,6% in termini reali ). Viceversa gli investimenti in
attrezzature sono tuttora in netto aumento ( crescita del 6 %
circa in termini reali ). Questa evoluzione è confermata dalle
inchieste più recenti sugli investimenti industriali nella
Comunità . Stando a queste informazioni , i piani di investi
mento già espansionistici che le imprese industriali avevano
predisposto lo scorso autunno per il 1986 sono stati rivisti in
aumento in quasi tutti gli Stati membri (dal 7 % al 10 % in
termini reali ). Nel 1986 l'industria continua dunque ad
investire più dell'insieme dell'economia . La crescita relativa
mente rapida degli investimenti nel 1985 / 1986 è finora
riuscita solo a stabilizzare il numero di posti di lavoro
industriali nella Comunità . È quindi chiaro che nei prossimi
anni gli investimenti dovranno continuare ad aumentare a
ritmo sostenuto , per compensare i cali dei livelli occupazio
nali indotti dalla loro eccessiva debolezza nella seconda metà
degli anni '70 e agli inizi degli anni '80 (vedi grafico 10 ).
Le trasformazioni radicali del contesto economico descritte
sopra dimezzamento del 50 % della fattura petrolifera ,
correzione del tasso di cambio del dollaro , diminuzione dei
tassi d'interesse e regresso dell'inflazione — hanno migliorato
le prospettive di crescita a medio termine dell'Europa . Agli
inizi del 1986 , la ripresa economica , peraltro piuttosto
modesta , ha dato tuttavia segni di esitazione . I paesi
produttori di petrolio hanno contratto la loro domanda di
prodotti industriali più rapidamente di quanto i paesi
consumatori non abbiano accresciuto la loro domanda
interna . In particolare , i paesi dell'OPEC e del Comecon , che
nel 1985 rappresentavano più di un terzo delle esportazioni
totali della Comunità verso paesi terzi , potrebbero addirit
tura comprimere fortemente le loro importazioni nel 1986
(rispettivamente di circa 25 % e 11 % in volume ). D'altra
parte , le importazioni della maggior parte dei paesi in via di
sviluppo non produttori di petrolio sono rimaste nel 1986
praticamente stazionarie , in ragione delle difficoltà connesse
al loro indebitamento esterno , dei bassi prezzi delle materie
prime e della penuria di divise . Sebbene i paesi dell'OCSE non
membri della Comunità abbiano accresciuto le loro impor
tazioni , nel 1986 i mercati di esportazione della Comunità
non denoteranno , nel complesso , una sensibile espansione .
Inoltre , essendo diminuita la competitività dei prezzi , le
esportazioni della Comunità a prezzi costanti dovrebbero
addirittura registrare un lieve calo . E quindi soprattutto
grazie al dinamismo delle importazioni intracomunitarie che
le esportazioni degli Stati membri aumenteranno nel 1986
all'incirca del 2,2 % in volume , tasso che peraltro rappre
senta meno della metà di quello del 1985 ( 5,7 % ). Le
importazioni degli Stati membri dai paesi terzi aumenteranno
invece molto più rapidamente .
Come negli ultimi anni , l'aumento dei consumi pubblici è di
gran lunga inferiore al tasso di crescita media della domanda
interna ( 1,7% ), che nella Comunità registrerà una netta
espansione nel 1986 ( + 3,8 % in termini reali contro 2,2 %
nel 1985 ).
A differenza di quanto avvenuto per la crescita del prodotto
interno lordo in volume l'effetto delle ragioni di scambio sui
prezzi al consumo è stato quasi immediato , anche se il ribasso
dei costi non si è pienamente ripercosso sui prezzi di vendita .
In media , tuttavia , il consumatore europeo ha beneficiato del
miglioramento delle ragioni di scambio più del consumatore
giapponese , perché in Giappone una parte maggiore dei
vantaggi di tale miglioramento è rimasto nelle imprese .
Il commercio estero apporterà un contributo nettamente
negativo alla crescita reale della Comunità che , senza di esso ,
sarebbe stata maggiore di più di un punto . Questo impulso
negativo delle esportazioni nette della Comunità in termini
reali favorisce tuttavia sensibilmente il riassorbimento degli
squilibri del commercio mondiale . Nonostante le importanti
modifiche intervenute nel volume delle esportazioni e delle
importazioni , ma grazie al netto miglioramento delle ragioni
di scambio , la bilancia delle partite correnti della Comunità
registrerà nel 1986 un'eccedenza nettamente superiore a
quella del 1985 ( circa 1,2 % del prodotto interno lordo
nominale contro lo 0,5 % nel 1985 ).
Come risulta dalle inchieste presso i consumatori della
Comunità , la stabilizzazione dei prezzi ha provocato un
incremento significativo del potere di acquisto . Nel 1986
l'aumento medio dei prezzi al consumo nella Comunità (circa
3,7 % ) sarà il più basso degli ultimi venti anni .
Nel primo semestre del 1986 , la debolezza delle esportazioni
è stata solo in parte compensata dal dinamismo della
domanda interna . Anticipando nuovi ribassi dei prezzi nei
primi mesi dell'anno , i consumatori hanno lievemente diffe
rito i propri acquisti . Il fenomeno ha interessato anche le
imprese , che hanno parzialmente ridotto le loro scorte di beni
intermedi . In un primo tempo , i consumatori , il cui reddito
reale era aumentato inaspettatamente , hanno palesato una
maggiore propensione al risparmio . Ma , dal secondo trime
stre la domanda finale ha manifestato segni di ripresa , come
altresì confermato dall'aumento della fiducia dei consuma
tori , un indice anticipatore desunto dalle inchieste effettuate
periodicamente nella Comunità . Nel 1986 i consumi privati
Nonostante il considerevole incremento dei tassi salariali
reali ( 2,3 % , in base al deflatore dei consumi ), i costi salariali
prò capite in termini reali nella Comunità resteranno stabili
nel 1986 ( in base al deflatore del PIL ). Questa situazione
favorevole , che non si ripeterà nei prossimi anni , è dovuta al
netto miglioramento delle ragioni di scambio , che ha ridotto i
costi delle imprese pur aumentando nel contempo il potere di
acquisto dei consumatori .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 19
La ripresa , che peraltro finora none stata molto dinamica , ha
avuto un certo effetto anche sul mercato del lavoro . Nel 1986
il numero degli occupati nella Comunità dovrebbe aumenta
re dello 0,8 % , tasso nettamente superiore alla media degli
anni '60 e '70 (vedi tabella 4 ). In una prospettiva macroeco
nomica , sembra essersi ulteriormente abbassato il limite oltre
il quale la crescita della produzione comincia a ripercuotersi
sui livelli occupazionali . La crescita dell'occupazione è però
imputabile anche alle misure specifiche prese nel quadro della
politica occupazionale , nonché alla crescente diffusione del
lavoro a tempo parziale . L'aumento dei livelli occupazionali
sarà superiore alla media in Danimarca ( 1,9 % ), in Spagna
( 1,8 % ), nonché in Germania e nei Paesi Bassi ( 1,1 % in
entrambi i paesi ). Nonostante il netto incremento del numero
dei posti di lavoro , nel 1986 la disoccupazione nella
Comunità diminuirà solo lievemente (dal 12 % nel 1985
all' I 1,9 % , EUR 12) data la continua crescita della popola
zione attiva (quasi 0,8 % nel 1986 ), alla quale negli ultimi
tempi , più dei fattori demografici , ha contribuito l'aumento
del tasso di attività ( soprattutto femminile ).
Per il 1987 nessun indicatore annuncia finora un'eventuale
surriscaldamento . Per l' insieme dei paesi membri la Commis
sione prevede infatti un nuovo rallentamento dei prezzi al
consumo nel 1987 (3 % contro 3,7 % nel 1986 ), dovuto
soprattutto ai progressi compiuti nella lotta contro l'inflazio
ne nei paesi membri che avevano finora accusato forti
aumenti dei prezzi (Grecia , Spagna , Portogallo e Italia ).
Negli altri Stati membri , il tasso di inflazione dovrebbe
stabilizzarsi al livello relativamente basso del 1986 , oppure
registrare solo un modesto incremento .
Nel 1987 la domanda interna ( + 3,5 % ) resterà il principale
motore della crescita , sia pure con un incremento probabil
mente un po' inferiore a quello del 1986 . I fattori più
dinamici saranno ancora i consumi privati ( 3,5 % in termini
reali ) e gli investimenti fissi ( 5,1 % in termini reali ); gli
investimenti in attrezzature ( 6,9 % in termini reali) saranno
molto più dinamici degli investimenti in costruzioni ( 3,2 %
in termini reali ). La crescita dei consumi pubblici resterà
invece modesta ( 1,3 % ). Inoltre , le esportazioni non dovreb
bero imprimere alcun impulso significativo alla crescita
dell'economia europea nel 1987 . Dopo aver praticamente
ristagnato nel 1 986 , i mercati d'esportazione della Comunità
dovrebbero registrare una leggera espansione l'anno prossi
mo (2,4 % circa in termini reali ), in seguito alla ripresa del
commercio mondiale . Nel 1987 le esportazioni dei paesi
membri ( all'interno e all'esterno della Comunità ) potrebbero
aumentare del 3,5 - 4 % . Tuttavia , poiché le importazioni
della Comunità continueranno ad aumentare a ritmo soste
nuto ( circa 6,5 % ), il commercio esterno continuerà ad
influire negativamente sulla sua crescita reale (probabilmente
- 0,8 % contro - 1 ,2 % nel 1986 ). La Comunità continuerà
dunque a contribuire al riassorbimento degli squilibri del
commercio mondiale . Nonostante l'andamento negativo del
commercio esterno della Comunità in volume, l'eccedenza di
parte corrente resterà nettamente positiva ( 1987 : 0,9 % del
PIL , ossia 42 miliardi di dollari contro 1,2 % del PIL nel
1986 ossia 52 miliardi ).
Nel complesso , e in considerazione della attuali politiche , la
crescita economica della Comunità dovrebbe mantenersi nel
1987 appena al di sotto del 3 % . I tassi di crescita andranno
dal 3,6% in Italia al - 0,2% in Grecia . Nonostante
l'aumento dell'occupazione (0,8 % l'anno , sia nel 1986 che
nel 1987 ), la disoccupazione resta eccessiva . Nel 1987 , il
tasso di disoccupazione della Comunità dei dodici dovrebbe
calare lievemente scendendo dall' I 1 ,9 % all'I 1 ,7 % .
Prosegue la ripresa economica nella Comunità, soprattutto
in seguito al trasferimento dei redditi associato alla caduta
dei prezzi all'importazione . La domanda interna, soprattutto
i consumi privati e gli investimenti, costituisce il principale
motore della crescita, mentre i mercati d'esportazione esterni
della Comunità accusano nell'insieme una certa debolezza.
La decelerazione dei prezzi e il calo dei tassi di interesse
migliorano le prospettive di crescita a medio termine . Nella
lotta contro la disoccupazione nella Comunità si comincia a
fare qualche progresso, anche se tuttora insufficiente rispetto
a quanto necessario o possibile .
Nonostante il progressivo miglioramento del mercato del
lavoro , certi suoi segmenti continuano a porre problemi
specifici . Va in particolare rilevata la continua crescita della
quota relativa dei disoccupati cronici nella Comunità : attual
mente il 40 % circa dei disoccupati sono senza lavoro da più
di un anno , contro il 36 % nel 1983 . Sebbene sia difficile fare
confronti diretti tra gli Stati membri , sembra che al riguardo
sussistano notevoli differenze : ad esempio , mentre in Dani
marca la quota dei disoccupati cronici sarebbe solo del 6 %
circa , essa sarebbe superiore al 50 % in Belgio , nei Paesi Bassi
e in Spagna , mentre in Germania , Francia , Irlanda , Italia e
Regno Unito sarebbe compresa tra il 30 e il 40 % . La
disoccupazione giovanile è leggermente diminuita (da 4,6
milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 1986 , pari a quasi 35 %
della disoccupazione totale di EUR 9 ). Ciò risulta da fattori
demografici e da programmi speciali elaborati negli Stati
membri per promuovere l'insegnamento e la formazione di
base . Il tasso di disoccupazione dei giovani da 15 ai 25 anni
resta peraltro inaccettabile a livello comunitario (20 %
circa).
Prospettive economiche per il 1987. La progressiva ripresa
dell'attività economica della Comunità entrerà nel 1987 nel
quinto anno . Secondo il normale profilo ciclico delle prece
denti riprese , dovremmo ora entrare nell'ultima fase del ciclo
e non saremmo lontani dal suo massimo. Nondimeno , questa
conclusione non sembra fondata alla luce dei fatti , in quanto
l'attuale ripresa congiunturale differisce sensibilmente da
quelle dei cicli precedenti . Diversamente da quanto avvenuto
nel 1972 / 1973 enei 1979 / 1980 , alla crescente utilizzazione
delle capacità ha fatto finora riscontro non un più rapido
rialzo dei prezzi ma una diminuzione del tasso inflattivo .
Non si è accelerato neppure l'aumento dei costi salariali ,
come era invece generalmente successo nelle ultime fasi di
ripresa , non essendosi verificate le penurie di manodopera
che avevano caratterizzato tali fasi .
N. L 385 / 20 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 4
EUR 12: Principali aggregati economici , 1961-1987
(Variazioni annuali in % )
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati deflatore
8,8
2,0
6,6
7,0
3,5
- 1,0
1,3
privati ( 13 )
pubblici ( 13 )
totale
Investimenti
fissi lordi
in volume
di cui : costruzioni
macchine e attrez
zature
Domanda interna (prezzi cost .):
Indicatore nazionale
Divario rispetto agli altri membri
dell'OCSE
Reddito da lavoro
dipendente
nominale
reale A ( 3 )
B ( 3 )
10,2
4,8
5.1
4,6
5,6
3.2
5.6
5.0
- 0,6
10,0
4.7
5,2
4,5
100
100
100
0,3
2,2
7.1
- 0,6
14,6
2,2
12,1
12,1
1,2
- 0,6
0,5
2,1
- 0,2
14,9
2,5
2,5
2,2
104,5
67.4
108,8
0,0
4,7
10.5
13,5
- 3,8
2,9
10,8
- 0,1
10,9
12,1
- 1,7
- 6,8
- 4,1
- 1,8
- 4,1
12,8
1.7
0,6
1,1
104,3
60,0
105,5
- 1,2
7.8
- 0,7
15,1
10,6
- 5,4
45,0
4,1
11,2
0,5
10,6
10,4
- 2,2
5,3
- 1,5
0,8
1,0
10,9
0,3
0,4
1.5
103,0
60,4
98,9
- 0,9
9,3
- 0,8
14,3
11,6
- 5,6
49,8
4.6
9,6
1,2
8.3
8.4
- 1,7
0,7
- 0,4
0,8
- 1,9
9,9
1.5
1,4
2,1
102,4
62,3
93.2
- 0,8
10.3
0,0
12,7
10,6
- 5,5
53,5
4,9
8,5
2,4
6,0
5,8
1,7
0,5
2,4
- 2,6
8,0
2,2
- 1,1
6.8
0,8
1,0
2,0
99,9
68,2
85,6
0,4
11,1
0,5
10,8
9,4
- 5,1
58,9
5,1
8,8
2,5
6,2
3,7
5,2
1,2
4.2
2.3
6,1
3.8
0,4
6,0
- 0,1
2,3
1,8
98,1
75,5
95,1
0,8
11,0
1,2
9,0
8,4
- 4,7
60,3
5.1
6.4
2,8
3.5
3,0
5,0
2,0
5,1
3,2
6,9
3,5
0,9
4,8
1.3
1,8
2,0
97,4
79,0
95,9
0,8
10,8
0,9
6,5
- 4,1
61,8
5,0
1,4
- 4,2
7.6
0,9
0,6
2,1
101,1
64,7
86.7
- 0,2
10.8
0,1
12,0
8.7
- 5,4
56,0
4,9
Produttività ( 4 )
Costi salariali reali unitari ( s )
Saggio di profitto ( 5 ) ( s )
Competitività ( 5 ) ( 7 )
Occupazione
Disoccupati registrati in %
della popolazione attiva civile ( 8 ) ( 9 )
Saldo delle partite correnti in % del PIL
Tassi di interessi a lungo termine ( 10 )
Massa monetaria ( n )
Indebitamento o accredi
tamento della pubblica
amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL ( 12 )
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL
( ] ) Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
( 2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
( 3 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
( 4 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell' insieme dell'economia .
( 5 ) Indice : 1961-1973 = 100 .
( 6 ) EUR-4 : Germania , Francia , Italia , Regno Unito ; settore non agricolo .
( 7 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 9 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita di
competitività .
( s ) Definizione Eurostat ,
( 9 ) Senza la Grecia , la Spagna , il Portogallo .
( 10 ) Senza la Spagna , il Portogallo .
(") Fine anno . Massa monetaria in senso largo M2 o M3 a seconda i paesi .
( 12 ) Senza la Grecia , l'Irlanda e il Portogallo .
i 13 ) Stima per EUR 10 .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 21
TABELLA 5
Importazioni di beni delle grandi zone economiche
(Tassi di variazione in volume)
1982 1983 1984 1985 1986 (>) 1987 ( 2 )
EUR 12 (compreso intra EUR ) 2,7 2,0 7,1 5,5 6,3 6,4
Stati Uniti - 2,3 12,7 23,6 4,7 10,9 6,3
Giappone 0,5 - 2,8 11,0 - 1,9 8,5 6,4
OPEP 5,1 - 10,1 - 7,4 - 11,3 - 25,0 - 12,5
Altri paesi in via sviluppo - 8,2 - 1,2 5,5 3,3 1,8 3,0
Mondo - 0,8 1,7 8,9 3,4 3,8 4,4
(') Previsioni dei servizi della Commissione ; ottobre 1986 .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
TABELLA 6
Tasso di variazione delle componenti della domanda, EUR 12
(Tassi di variazione in volume)
1983 1984 1985 1986 (>) 1987 (>)
Consumi privati 1,0 0,9 2,2 3,7 3,5
Consumi publici 1,7 1,0 1,7 1,7 1,3
Investimenti fissi - 0,3 1,3 2,4 4,2 5,1
Contributo alla variazione del PIL
l
I
Della domanda finale interna ( 2 ) ( 3 ) 0,9 1,0 2,1 3,4 3,4
Delle variazioni delle scorte ( z ) 0,5 - 0,2 0,0 0,4 0,2
Del saldo estero ( 2 ) - 0,3 0,1 0,2 - 1,2 - 0,8
PIL 1,2 2,0 2,4 2,5 2,8
Esportazioni di beni e servizi 3,1 7,6 5,7 2,2 3,7
Importationi di beni e servizi 1,5 5,6 5,3 6,3 6,2
(') Previsioni dei servizi della Commissione dell'ottobre 1986 .
( 2 ) Variazione in % del P1L del periodo precedente
( 3 ) Escluso le variazioni delle scorte
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
N. L 385 / 22 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 7
Previsioni di crescita del prodotto interno lordo nel 1986 e 1987
%
1986V ) 1987 (' )
PIL PIL Deflàtore PIL PIL Deflàtore
nominale in volume del PIL nominale in volume del PIL
Belgio 6,7 2,0 4,6 3,1 1,3 1,8
Danimarca 7,8 2,9 4,8 5,5 1,8 3,7
Germania 7,1 3,1 3,9 4,6 3,2 1,4
Grecia 23,2 0,5 22,6 12,1 - 0,2 12,3
Spagna 15,1 2,9 11,8 9,3 3,0 6,1
Francia 6,9 2,2 4,6 5,3 2,5 2,7
Irlanda 7,6 1,8 5,6 6,8 3,1 3,6
Italia 12,7 2,8 9,7 9,1 3,6 5,3
Lussemburgo 8,0 2,4 5,4 5,3 2,6 2,6
Paesi Bassi 2,0 1,6 0,4 0,1 1,8 - 1,7
Portogallo 23,8 3,8 19,2 14,4 3,5 10,5
Regno Unito 6,3 2,3 3,9 7,0 2,7 4,2
EUR 12 8,8 2,5 6,2 6,4 2,8 3,5
f 1 ) Previsioni dei servizi della Commissione dell'ottobre 1986 .
TABELLA 8
Indicatori dell'andamento del mercato del lavoro
Disoccupati in % della popolazione attiva civile Tasso annuale di variazione dell'occupazione totale
1960 1970 1983 1985 1986 1987 1961—1970 1971—1980 1981—1985 1986 1987
Belgio 3,1 2,1 14,3 13,7 12,9 13,4 0,6 0,3 - 0,8 0,3 - 0,6
Danimarca 1,6 1,1 10,1 8,8 7,6 7,7 1,1 0,7 0,9 1,9 0,3
Germania 1,0 0,6 8,4 8,4 8,1 7,7 0,2 - 0,1 - 0,6 1,1 1,0
Grecia 7,8 7,8 7,6 8,3 - 0,7 0,6 1,0 0,5 0,0
Spagna 17,8 22,1 21,7 21,5 0,7 - 2,1 - 2,2 1,8 1,2
Francia 0,7 1,3 8,8 10,3 10,5 10,7 0,6 0,4 - 0,5 0,1 0,3
Irlanda 4,7 5,3 14,9 18,0 18,4 18,0 - 0,0 0,9 - 0,9 - 1,1 0,7
Italia 7,2 4,4 10,9 12,9 13,4 12,8 - 0,5 0,5 0,5 0,5 1,3
Lussemburgo 0,1 0,0 1,6 1,6 1,3 1,2 0,6 1,3 0,1 0,8 0,7
Paesi Bassi 0,7 1,3 14,3 13,1 12,0 11,1 1,2 0,2 - 0,9 1,1 0,9
Portogallo 10,2 8,7 8,6 8,5 - 0,5 - 0,3 - 0,7 0,3 0,3
Regno Unito 1,6 2,5 11,6 12,0 12,0 12,0 0,2 0,2 - 0,8 0,8 0,8
EUR 12 11,0 12,0 11,9 11,7 0,2 0,2 - 0,6 0,8 0,8
EUR 9 (») 2,5 2,0 10,3 11,1 11,0 10,8
USA 5,5 4,9 9,6 7,2 6,9 6,9 1,9 2,0 1,6 2,2 1,7
Giappone 1,7 1,1 2,7 2,6 2,8 2,9 1,4 0,8 1,0 \
(') Tranne la Grecia , Spagna e Portogallo .
Nota : Questi tassi di disoccupazione sono calcolati in base ai dati sul numero di disoccupati registrati secondo una definizione comune d'Eurostat .
Eccezioni : per la Grecia , Spagna e Portogallo , i dati sono desunti dalle inchieste nazionali .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione (ottobre 1986 ).
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 23
GRAFICI DA 2 a 5
Evoluzione comparata delle economie della Comunità , degli Stati Uniti e del Giappone, 1982—1986
2 . Prodotto interno lordo, d.v.s . 3 . Produzione industriale
Media mobile su 3 mesi d.v.s .
4 . Tasso di disoccupazione, d.v.s . 5 . Bilancia commerciale
fob / cif miliardi di ECU , media mobile su 3 mesi d.v.s .
N. L 385 / 24 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
GRAFICI DA 6 a 9
Evoluzione comparata delle economie della Comunità , degli Stati-Uniti e del Giappone, 1983—1986
6 . Prezzi al consumo
Variazione su 6 mesi , in tassi annuali , d.v.s .
7 . Tassi di cambio
Indice di DSP per unità monetaria
marzo 1979 = 100
8 . Tassi d'interesse a lungo termine 9 . Tassi d'interesse a breve termine
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 25
GRAFICO 10
Tendenza all'investimento industriale nella Comunità ( indicatore tratto dalle inchieste presso gli imprenditori)
confrontata con altri indicatori macroeconomici
1985 e 1986 : stime dei servizi della Commissione , tranne per gli investimenti fissi lordi industriali basati sui risultati delle inchieste
congiunturali e sugli investimenti nella Comunità .
Fonte: Eurostat e inchieste sugli investimenti nella Comunità .
2.3 . Convergenza nominale e reale nella Comunità
I principali avvenimenti politici verificatesi nella Comunità
l'anno scorso — accordo sul programma di completamento
del mercato interno , Atto unico europeo e adesione della
Spagna e del Portogallo — rinforzano l'importanza della
convergenza economica .
La nozione di convergenza comprende fondamentalmente
due obiettivi distinti . Il primo consiste nella convergenza
verso la stabilità dei prezzi ma comprende anche un miglior
controllo degli sviluppi monetari , dei redditi nominali e degli
equilibri macrcoeconomici quale quello delle finanze pubbli
che e della bilancia dei pagamenti ; in questo caso si può
parlare di convergenza nominale. Il secondo obiettivo con
siste soprattutto nel ravvicinamento «verso l'alto» delle
condizioni di vita , misurate ad esempio dal PIL reale
procapite delle regioni e degli Stati membri della Comunità ,
ma prevede anche un allineamento dei tassi di disoccupazio
ne verso un livello più basso ; in tal caso si può parlare di
convergenza reale . Questi obiettivi di politica economica si
trovano già enunciati nel preambolo e nell'articolo 104 del
trattato che istituisce la Comunità economica europea .
L'Atto unico europeo afferma nel suo articolo 130 «che la
Comunità mira a ridurre il divario tra le diverse regioni e il
ritardo delle regioni meno favorite» , precisando che si tratta
di un obiettivo perseguito attraverso il coordinamento delle
politiche economiche dei paesi membri e mediante l'azione
che la Comunità svolge attraverso i propri fondi a finalità
strutturale e i propri strumenti finanziari ( articolo 130 B).
La convergenza nominale e quella reale non sono due
obiettivi indipendenti . La realizzazione della convergenza
nominale è infatti una condizione fondamentale per una
crescita economica duratura e dinamica , che aiuti le regioni e
gli Stati membri relativamente più poveri a ridurre il divario
che li separa da quelli più prosperi . Tassi inflattivi conver
genti e bassi sono parimenti necessari per assicurare la
stabilità nello SME e rendere più prevedibili i fattori che
determinano le decisioni di investimento e di risparmio .
Insieme al completamento del mercato interno la stabilità
monetaria dovrebbe imprimere un forte impulso agli scambi
intracomunitari . D'altra parte , la riduzione dei consistenti
deficit pubblici o esterni lascerebbe spazio alle politiche di
rilancio economico .
N. L 385 / 26 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Qui di seguito vengono esaminate le recenti tendenze dei
principali indicatori economici sui quali deve basari la
valutazione della convergenza .
dei tassi inflattivi in Europa nel prossimo futuro . Il tasso di
crescita della massa monetaria e dei costi salariali unitari
dovrebbe continuare a diminuire , mentre si ridurranno i
differenziali tra gli Stati membri .
Convergenza nominale . Come in altri paesi industrializzati ,
il tasso di inflazione della Comunità è considerevolmente
diminuito dal 1982 (vedi grafico 11 ). Nel 1986 il tasso di
crescita del deflatore dei consumi privati della Comunità
sarebbe , secondo le stime , del 3 ,7 % , valore che non era stato
più registrato da 20 anni . Questo tasso dovrebbe continuare
tendenzialmente a diminuire l'anno venturo .
Mentre , da un lato , le politiche monetarie si sono ravvicina
te , dall'altro la recente situazione delle finanze pubbliche ,
tanto a livello della Comunità che nei vari Stati membri , è
meno soddisfacente . Il diverso grado di successo delle
politiche di contrazione dei disavanzi pubblici potrebbe
compromettere il consolidamento della convergenza verso la
stabilità monetaria , finora realizzata . Se è vero che in alcuni
paesi il deficit del settore pubblico è stato contenuto , in altri il
fabbisogno di finanziamento del settore pubblico rimane
eccessivo . Negli anni più recenti , la maggioranza di questi
paesi ha finanziato il proprio deficit ricorrendo sempre più a
emissioni di titoli fruttiferi , senza far ricorso al sistema
bancario . Questo tipo di finanziamento , più sano , è un
elemento della politica monetaria tesa alla stabilità dei
prezzi , di cui si è detto sopra . D'altra parte , il persistere di
deficit elevati ha inevitabilmente indotto un corrispondente
aggravio del debito pubblico ed ha spinto all'insù i tassi di
interesse reali sui mercati finanziari . L'aggravio dell'onere
degli interessi , che ne consegue , dovrebbe essere considerato
un segnale perché vengano presi opportuni provvedimenti
per correggere gli squilibri delle finanze pubbliche . Se non si
conterranno maggiormente i deficit delle amministrazioni
pubbliche di questi paesi , si rischierà nuovamente di dover
ricorrere ad un maggior finanziamento monetario del debi
to .
Alla diminuzione del tasso medio di inflazione ha fatto
riscontro una progressiva riduzione dei differenziali inflattivi
tra gli Stati membri , soprattutto dal 1984 , come illustrato
dalla tabella 9 e dal grafico 12 , secondo i quali , per il
deflatore dei consumi privati , il processo di convergenza
dovrebbe continuare nel 1986 e 1987 . Nell'attuale situazio
ne , si prevede una crescita di questo deflatore che dovrebbe
variare dal 22 % per la Grecia — con un aumento di 4 punti
rispetto all'anno scorso — a praticamente 0 % per i Paesi
Bassi e la Germania . La tabella 9 indica peraltro che la
convergenza nominale degli ultimi anni è ancora più pronun
ciata tra i paesi che fanno parte dello SME . Lo SME si è
rivelato un catalizzatore della convergenza nominale in
quanto i paesi a tasso d'inflazione relativamente alto hanno
subito pressioni che hanno favorito una maggiore stabilità
dei prezzi durante i periodi sempre più lunghi nei quali i
cambi sono restati fissi (vedi capitolo 4.1 ). La riduzione e la
migliore convergenza dei tassi inflattivi dovrebbero essere
considerate un successo delle politiche economiche , in
particolare della gestione dello SME .
La Comunità nel suo insieme ha ridotto il deficit delle
amministrazioni pubbliche dal 5,6 % nel 1982 al 5,1 % nel
1985 e questa tendenza favorevole dovrebbe proseguire nel
corso di quest'anno e l'anno venturo ; nel 1987 il deficit
dovrebbe ridursi al 4,1 % . Tuttavia , per l'insieme della
Comunità , questo regresso non ha ancora permesso di
contenere la crescita del debito pubblico in percentuale del
PIL . Il rapporto , che nel 1982 era in media del 50 % per la
Comunità , non ha cessato di aumentare e nel 1987 supererà il
63 % (per maggiori dettagli vedi capitolo 4.2 ). In vari paesi ,
tra cui il Belgio , l'Irlanda e l'Italia , l'indebitamento supera ora
il PIL annuale e stando alle previsioni queste tendenze
preoccupanti persisterebbero nel 1986 e 1987 .
Il recente regresso dei tassi di inflazione annuali fa seguito
agli sforzi per potenziare il controllo sulle loro determinanti
fondamentali ( vedi grafico 13 ). La politica monetaria si è
orientata maggiormente verso la stabilità dei prezzi , come
illustrato dalla minore crescita della massa monetaria per
unità prodotta . Questa decelerazione consegue in parte al
fatto che , per finanziare i deficit di bilancio , si è fatto minor
ricorso alla creazione di moneta . Inoltre l'aggiustamento dei
salari nominali ha determinato un netto calo dei costi
salariali unitari . Il fatto che le condizioni monetarie e i costi
salariali unitari degli Stati membri si siano nel frattempo
ravvicinati dimostra che la maggior parte dei paesi della
Comunità gestisce in modo analogo le politiche di stabiliz
zazione . Mentre in alcuni paesi l'evoluzione dei pubblici disavanzi è
tuttora preoccupante , nella maggior parte degli Stati membri
che accusano gravi problemi di partite correnti la situazione
dovrebbe sensibilmente migliorare nel 1986 e 1987 . La
tabella 10 indica che la Danimarca , la Grecia e l'Irlanda
ridurranno il deficit di parte corrente grazie al consistente
miglioramento delle loro ragioni di scambio e delle misure
intese a ridurre i consumi interni .
Il rallentamento dell'inflazione nel corso di quest' anno e nel
1987 sarà facilitato da fattori esogeni favorevoli ma reversi
bili , quali il forte calo dei prezzi del petrolio e il consistente
deprezzamento del dollaro . L'effetto deflazionistico di questi
fattori giocherà peraltro «una tantum». Perché il tasso di
inflazione resti moderato , l'andamento dei costi salariali
unitari e delle condizioni monetarie deve essere compatibile
con la stabilità dei prezzi . Le previsioni per il 1986 e 1987
autorizzano al riguardo un certo ottimismo circa l'evoluzione
Convergenza reale . La convergenza al rialzo nei due settori
dell'evoluzione del prodotto interno lordo prò capite in
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 27
crescita del PIL procapite superiore a quella della Comunità .
Le attuali previsioni per il 1986 e il 1987 non indicano la
ripresa del processo di convergenza reale .
termini reali e dell'occupazione è determinante per la coesio
ne economica e sociale della Comunità . La realizzazione
della convergenza reale è diventata ovviamente un obiettivo
più ambizioso dopo le successive adesioni , dal 1980 , di paesi
relativamente meno prosperi ma popolosi . I recenti amplia
menti hanno accentuato le divergenze nella Comunità , per
quanto riguarda sia il PIL prò capite che il livello di
disoccupazione . La tabella 1 1 , che classifica gli Stati membri
in ordine decrescente a seconda del reddito reale prò capite
(espresso in termini di potere di acquisto standardizzato ) nel
1985 , indica che il cittadino medio dei quattro Stati membri
più poveri (Spagna , Grecia , Portogallo e Irlanda ), che
rappresentano circa il 20 % dell'attuale popolazione comu
nitaria , disponeva l'anno scorso di un reddito reale inferiore
del 50 % a quello del cittadino medio dei quattro paesi più
ricchi (Germania , Francia , Danimarca e Lussemburgo). Se si
considerano gli estremi (Portogallo e Lussemburgo ), il
rapporto è praticamente di 1:3 .
L'evoluzione del tasso di disoccupazione dei vari paesi — la
cui misura pone innegabilmente problemi di confrontabilità
— ha anch'esso palesato forti differenze dal 1975 . Infatti , il
grado di dispersione tra gli Stati membri è triplicato in un
decennio , come risulta dal grafico 16 , per effetto sia della
dinamica occupazionale , sia dell'andamento dei tassi di
crescita della popolazione attiva , due variabili che dalla metà
degli anni '70 hanno avuto un'evoluzione divergente .
Dalla metà degli anni '70 questi sviluppi contrari alla
convergenza reale sono visibili anche per le regioni della
Comunità europea , dove le disparità assolute si sono consi
derevolmente accentuate ( vedi grafico 16 ). Invece , l'indica
tore di disparità del reddito reale procapite tra le regioni di
ciascuno dei grandi Stati membri è rimasto praticamente
invariato nei dieci anni precedenti il 1984 . In nessun paese le
disparità regionali di reddito si sono sensibilmente attenuate .
La degradazione della convergenza per quanto attiene la
disoccupazione negli Stati membri è altresì visibile a livello
regionale . Mentre nel 1976 il tasso medio di disoccupazione
nelle 25 regioni più svantaggiate della Comunità era dell'8 %
contro il 2,4 % nelle 25 regioni più ricche , tale tasso
raggiungeva nel 1985 rispettivamente il 21,1 % e 6,6 % .
Negli anni '60 , quando la crescita dell'economia europea era
dinamica , il commercio mondiale si liberalizzava e si realiz
zava l'unione doganale , la Comunità ha compiuto rapidi
progressi nella convergenza reale . Il PIL reale prò capite e il
livello di disoccupazione negli Stati membri hanno avuto
un'evoluzione convergente fino a circa la metà degli anni '70
(vedi grafici 14 e 15 ). Dal grafico 15 risulta , ad esempio , che
dal 1960 alla prima crisi petrolifera i quattro paesi più poveri
della Comunità sono riusciti a recuperare circa un terzo del
ritardo che li separava dai quattro Stati membri relativamen
te più ricchi . All'epoca , l'attenuarsi della dispersione degli
Stati membri rispetto alla media europea ha coinciso con una
rapida espansione del PIL prò capite in termini reali nell'in
sieme della Comunità (4 % l'anno , vedi tabella 11 ).
È chiaro quindi che una crescita più dinamica è un'impor
tante condizione perché le regioni relativamente meno
sviluppate colmino il loro ritardo e le regioni industriali in
declino si riconvertano . L'attuazione della strategia di coo
perazione e il completamento del mercato interno comuni
tario contribuirebbero ad instaurare l'indispensabile clima
macroeconomico . Tuttavia , per ridurre le disparità di reddi
to reale rispetto ai paesi relativamente più prosperi della
Comunità , le regioni relativamente più svantaggiate non solo
dovranno partecipare all'espansione economica generale
dell'Europa , ma dovranno anche registrare un tasso di
crescita superiore alla media europea . Perciò è indispensabile
che insieme alla creazione di un contesto generale di crescita
più dinamica nella Comunità vengano gettate basi sane per
uno sviluppo economico stabile e durevole nelle regioni di cui
trattasi .
Questa esperienza dimostra che la realizzazione di una
crescita dinamica nella Comunità è determinante per il
processo di convergenza reale . Se la Comunità fosse in grado
di generare un'evoluzione simile a quella degli anni '60 nei
prossimi dieci o quindici anni , l'obiettivo della convergenza
reale e di una maggiore coesione economica sarebbe molto
più vicino . Senonché , non ricorrono più le condizioni degli
anni '60 e la Comunità deve tenerne conto .
Dal 1975 , quando è iniziata la crisi economica mondiale
innescata dal primo shock petrolifero e il tasso tendenziale di
crescita è considerevolmente calato , il processo di conver
genza reale della Comunità si è interrotto se non addirittura
invertito . Questo fenomeno può essere constatato sia
nell'evoluzione della crescita reale , sia in quella della disoc
cupazione . I quattro paesi relativamente più poveri non
hanno in complesso raggiunto , dopo la prima crisi petroli
fera , il tasso di crescita globale dell'Europa , a motivo della
debole espansione in Grecia e soprattutto in Spagna . Allo
stesso tempo , la Germania e la Danimarca , che sono i due
paesi più ricchi dopo il Lussemburgo , hanno registrato una
Il processo di recupero e di riconversione a livello regionale
deve poggiare , tra l'altro , su nuovi investimenti pubblici e
privati che esigeranno una mobilitazione di mezzi finanziari
considerevoli . Una parte di questi fondi potrebbe essere
ricavata incoraggiando il risparmio interno . Gli investimenti
nelle regioni e nei paesi più poveri non potranno però venir
realizzati senza un apporto sufficiente di capitali . I capitali
affluiranno spontaneamente in queste zone della Comunità
solo se le prospettive di redditività saranno adeguate . A tal
fine le autorità regionali dovrebbero prendere provvedimenti
che creino un contesto economico e politico favorevole alle
imprese . La soppressione dei controlli sui movimenti di
N. L 385 / 28 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Negli ultimi tempi la Comunità ha fatto sensibili progressi
verso una convergenza nominale. La gestione della politica
economica globale e il funzionamento dello SME hanno
permesso, negli ultimi anni, di ridurre i tassi inflattivi nella
maggioranza dei paesi. E altresì in atto la correzione degli
squilibri esterni . Vari paesi sono riusciti a comprimere il loro
disavanzo publico mentre in altri il fabbisogno di finanzia
mento del settore pubblico è tuttora eccessivo . Fino alla metà
degli anni '70, la Comunità ha registrato una crescita
dinamica e sostenuta e, contestualmente, progressi sulfronte
della convergenza reale . Successivamente questo processo ha
però subito una battuta di arresto se non addirittura una lieve
inversione. Per riavviare la convergenza reale nella Comunità
devono essere soddisfatte varie condizioni reciprocamente
complementari. Innanzitutto, occorre creare un quadro di
crescita più dinamica nella Comunità nel suo complesso, ciò
che costituisce un obiettivo centrale della strategia di coope
razione . In secondo luogo, è necessario migliorare il clima
economico nelle regioni relativamente in ritardo o in declino
industriale, mediante opportune politiche di aggiustamento,
che rientrano nelle competenze delle autorità nazionali e
regionali . In terzo luogo, è necessario che la Comunità —
attraverso i propri strumenti finanziari, gli interventi della
Banca europea per gli investimenti e gli strumenti finanziari
di questa ultima — completi le azioni condotte dalle autorità
delle regioni svantaggiate per porre le basi di una crescita
duratura . Tutto ciò contribuirebbe notevolmente ad una
maggiore coesione tra le regioni e gli Stati membri della
Comunità .
capitali , proposta dalla Commissione , incoraggerà anch'essa
i trasferimenti finanziari poiché dissiperà qualsiasi timore
degli investitori stranieri quanto alla mobilità dei loro fondi .
Tuttavia , l'esperienza passata suggerisce che le importazioni
di capitali privati , da sole , sono spesso insufficienti . Ad esse
bisogna aggiungere un'azione deliberata dei pubblici poteri ,
in cui la Comunità svolge un ruolo di rilievo attraverso i suoi
fondi strutturali , la Banca europea per gli investimenti e gli
altri suoi strumenti fianziari .
A norma dell'articolo 130 D dell'Atto unico europeo , la
Commissione presenterà al Consiglio una proposta d'insieme
destinata a modificare la struttura e le regole di funziona
mento dei fondi strutturali .
Scopo di tale proposta è di :
— precisare e razionalizzare le missioni di questi fondi
perché contribuiscano meglio alla realizzazione degli
obiettivi di coesione economica e sociale :
— aumentarne l'efficacia ;
— coordinare meglio gli interventi dei fondi tra di loro e con
quelli degli strumenti finanziari della Comunità .
In questo modo si potrebbe dare un contributo consistente
alla coesione economica e sociale della Comunità . Anche il
rinforzamento del processo di convergenza reale contribuirà
ad imprimere un maggior dinamismo alla Comunità .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 29
TABELLA 9
Prezzi al consumo privato (deflatore , variazione annua % )
1961 -
1969
1970-
1977
1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987
Belgio
Danimarca
Germania
Grecia
Spagna
Francia
Irlanda
Italia
Lussemburgo
Paesi Bassi
Portogallo
Stati Uniti
3,2
5,7
2,7
2,4
5,9
4,2
4,5
3,7
2,3
4,0
2,6
3,7
7.4
10,0
5.5
10,5
13.4
8,3
13.8
12.9
6,8
8,0
13,1
12.5
4.1
9.2
2,8
12,8
19,2
8,7
8,0
12,9
3.4
4.5
21,0
9,1
3,9
10.4
4,0
16.5
16,2
10.4
14,9
15,1
5.2
4.3
24,0
13.5
6,5
10,7
5.8
21,2
15,6
13.2
18,6
20,2
7,7
6.9
22.3
16.4
8,1
12,0
6,0
23,3
15.1
12,8
21.2
19,2
8,6
6,3
16,9
11,5
7.4
10,2
4,7
21,2
14,2
11,2
16,0
17,0
10,6
5,3
22,5
8.5
7,5
7,2
3.1
18,6
12,2
9,5
8.2
15,1
8,0
2,8
25,5
5,2
5,9
6,5
2.4
18,0
11,1
7.3
8.5
11,1
6.4
2.6
29,3
5,1
4,8
5.0
2.1
18,4
8.4
5.5
4.2
9,4
4,0
2.6
19,3
5.3
1,3
3,3
0,0
22,5
8,6
2,5
3,7
6,2
0,5
0,0
11,8
4,0
1,5
2,8
1,1
12,5
5,3
2,3
3,2
4,0
1,3
- 1,0
9,0
3,9
Medie
EUR 12
EUR 10
SME
3,7
3,6
3,6
9,8
9,3
8,5
9,0
7,7
7,2
10,6
9,8
8,7
13,2
12,9
11,6
12,1
11,7
11,5
10,4
9.8
9.9
8,4
7,7
8,1
7,0
6,2
6,2
5,8
5,3
5,0
3,7
3,1
2,4
3.0
2,6
2.1
a) Scarto medio
rispetto
alla media
EUR 12
EUR 10
SME
1,2
1,0
1,0
3,1
3,0
2,5
3,7
3,1
3,6
4,2
4,0
4,2
4,5
4,8
5,0
3,9
3,9
4,6
4,0
3,9
4,3
4,2
3,9
4,1
3,3
2,8
3,0
2,5
2,1
2,3
2,7
2,3
2,0
1,6
1,4
1,1
b) Scarto medio
rispetto
al minimo
EUR 12
EUR 10
SME
3,3
1,8
1,5
5.3
4,9
3.4
6,1
4,9
4,4
6,7
5,9
4,7
7,3
6,9
5,8
6,1
5,7
5,4
5,8
5,2
5,2
5,6
4,9
5,3
4,6
3,8
3,8
3,7
3,3
2,9
3,7
3,1
2,3
4.0
3,6
3.1
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione , ottobre 1986 .
TABELLA 10
Saldo delle partite correnti in percentuale del PIL
1961 - 1970 1971 - 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986
Differenza
1986-1982
1987
Belgio / Lussemburgo 0,9 0,6 - 3,2 - 2,0 0,5 1,1 1,8 3,5 5,5 3,8
Danimarca - 2,2 - 2,9 - 3,0 - 4,2 - 2,2 - 3,2 - 4,4 - 4,1 0,1 - 3,6
Germania 0,7 0,6 - 0,8 - 0,5 0,7 1,0 2,2 3,2 2,7 2,1
Grecia - 3,1 - 2,2 - 0,2 - 3,8 - 4,7 - 4,1 - 8,4 - 5,8 - 2,0 - 3,7
Spagna - 0,9 - 2,4 - 2,3 - 1,4 1,3 1,7 3,5 5,9 3,7
Francia 0,2 - 0,4 - 1,4 - 3,0 - 1,7 - 0,9 - 0,8 0,1 3,1 0,4
Irlanda - 2,3 - 6,4 - 14,8 - 10,7 - 6,9 - 5,7 - 3,2 - 1,3 9,4 - 1,3
Italia 1,8 - 0,2 - 2,3 - 1,6 0,2 - 0,8 - 1,1 1,2 2,8 0,9
Paesi Bassi 0,0 1,2 2,1 2,8 2,9 4,1 4,3 3,9 1,1 2,8
Portogallo - 1,0 - 3,3 - 11,7 - 13,5 - 7,2 - 3,0 1,8 5,4 18,9 4,2
Regno Unito 0,0 - 0,6 2,4 1,5 0,8 0,3 1,0 - 0,1 - 1,6 - 0,6
EUR 12 0,4 (*) - 0,1 - 0,6 - 0,6 0,0 0,1 0,5 1,2 1,8 0,9
1 EUR 10
N. L 385 / 30 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 11
PIL reale prò capite espresso in livelli costanti di potere di acquisto
1960 1965 1970 1975 1980 1985
Lussemburgo 145,4 135,5 128,8 126,9 124,4 129,3
Danimarca 126,6 129,5 123,5 117,7 115,9 123,9
Germania 123,4 121,5 118,7 114,5 119,3 121,6
Francia 104,9 106,9 109,9 114,4 115,6 114,0
Belgio 103,4 104,7 107,1 111,0 112,2 109,8
Paesi Bassi 118,3 114,9 115,6 114,7 110,9 106,1
Regno Unito 125,8 116,5 105,9 103,5 98,7 102,0
Italia 83,5 85,4 92,2 89,3 93,3 91,7
Spagna 59,9 69,8 73,7 81,6 75,2 75,0
Irlanda 67,3 65,9 66,7 68,5 70,4 70,7
Grecia 39,1 46,1 52,3 57,7 59,0 57,1
Portogallo 32,8 36,5 41,2 43,5 47,3 46,2
EUR 12 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
USA 186,6 179,5 163,0 154,7 152,6 157,6
Giappone 63,1 79,7 104,3 106,5 114,0 128,1
EUR 12 ( 1960 = 100 ) 100,0 121,8 147,7 166,4 189,0 198,2
USA ( 1960 = 100 ) 100,0 116,9 129,5 137,7 154,4 166,9
Giappone ( 1960 = 100 ) 100,0 153,5 244,0 280,1 340,6 401,4
Fonte : Eurostat e servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 31
GRAFICO 1 1
Evoluzione del deflatore dei consumi privati
(Variazione annua percentuale)
Fonte: servizi della Commissione .
N. L 385 / 32 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
GRAFICO 12
Deflatore dei consumi privati
Media ponderata EUR 12 e tassi di inflazione massimo e minimo deli Stati membri
Fonte: servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 33
GRAFICO 13
Deflatore dei consumi privati , costo del lavoro per unità prodotta , crescita della massa monitaria per unità
prodotta
Media ponderata dei tassi di crescita EUR 12
(') Massa monetaria definita in senso lato ( M2 o M3 ) divisa per PIL a prezzi correnti .
Fonte : servizi della Commissione .
N.-L 385 / 34 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
GRAFICO 14
Evoluzione del PIL reale pro capite : differenze fra Stati membri (')
Scarto quadratico medio del PIL reale pro capite , riferito alla media comunitaria , in %
(') Le differenze vengono misurate dal coefficiente di variazione ponderato .
,,«••• . . / scarto quadratico medio ponderato
Il coefficiente di variazione ponderato I - r x 100 1
indica il grado di dispersione relativo rispetto alla media . Una diminuzione del coefficiente indica una diminuzione della
dispersione .
Fonte: servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N.-L 385 / 35
GRAFICO 15
Rapporto del reddito ( ! ) pro capite dei quattro paesi più poveri e dei quattro più ricchi della Comunità (EUR 12 )
( in percentuale )
0 ) PIL pro capite a prezzi e livelli di potere di acquisto costanti del 1980
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
N. L 385 / 36 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
GRAFICO 16
Evoluzione delle differenze relative alla disoccupazione (' ) fra gli Stati membri e fra le regioni della Comunità
Scarto quadratico medio rispetto ai tassi di disoccupazione della Comunità
( ] ) Le differenze vengono misurate per scarti quadratici medi ponderati con la popolazione . Le regioni vengono scelte al livello II di
disaggregazione . Si tratta ad esempio delle «Provinces» in Belgio , dei « Regierungsbezirke» in Germania , delle « Régions » in
Francia , delle « Regioni » in Italia , delle «Provincies » nei Paesi Bassi e dei «Groups of Countries » nel Regno Unito . Nessuno degli
aggregati comprende la Grecia . I dati per i primi anni riguardano EUR 9 .
Fonte : servizi della Commissione , direzione generale della politica regionale .
3 . LA STRATEGIA DI COOPERAZIONE PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE
3.1 . Obiettivi e metodi
Con la Relazione economica annuale 1985 / 1986 , il Consi
glio ha adottato una strategia per ridurre significativamente e
durevolmente il tasso di disoccupazione nella Comunità
entro il decennio in corso , attaccando il problema alle radici .
Tale obiettivo consiste in una riduzione all'incirca del
30-40 % del numero di disoccupati ( cioè 4-5 milioni di
persone ), corrispondente a un calo di 3-4 punti del tasso di
disoccupazione della popolazione attiva .
Dopo l'adesione della Spagna e del Portogallo , il problema di
fondo resta immutato ; anche questi due paesi accusano
infatti una disoccupazione massiccia ( nel 1986 , 21,7 % per
la Spagna e 8,6 % per il Portogallo ). Il tasso medio di
disoccupazione della Comunità a dodici ammonta così nel
1986 all' I 1,9 % H ).
Nelle loro analisi a medio termine , i servizi della Commis
sione ipotizzano che la forza lavoro della Comunità aumen
terà nei prossimi cinque anni al ritmo dello 0,3 % l'anno .
Una riduzione del tasso di disoccupazione pari a 3-4 punti da
qui al 1990 richiederà allora un aumento annuo dell'occu
pazione dell' I % -1 ,5 % sino alla fine del decennio .
Comme nell'ultima Relazione annuale , vengono qui presen
tati degli scenari a medio termine per illustrare gli ordini di
grandezza e le misure raccomandate (vedi riquadro).
Un primo scenario , lo scenario di base , illustra gli sviluppi
che risulterebbero da comportamenti e da politiche immutate
rispetto al passato . Questo scenario tiene ovviamente conto
delle modifiche intervenute nel contesto internazionale negli
ultimi mesi , nonché delle previsioni per il 1986 e 1987 .
Nel periodo 1986-1990 , il tasso medio di crescita sarebbe del
2,7 % (EUR 10), mentre , nello stesso periodo , l'occupazio
ne crescerebbe dello 0,7 % l'anno , tasso ancora insufficiente
per ridurre significativamente la disoccupazione ; nel
(') Nel calcolo della media della Comunità dei 12 , i dati utilizzati
per Grecia , Spagna e Portogallo non sono interamente confron
tabili con quelli degli altri paesi ; a riguardo , vedi tabella 8 .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 37
In questo contesto , gli investimenti sia privati che pubblici
constituiscono una variabile chiave .
1990 il tasso di disoccupazione (EUR 1 0 ) sarebbe pari a circa
il 9,7 % della popolazione attiva , contro il 10,8 % del 1986 .
In tal caso , nella Comunità a dodici il tasso di disoccupazione
resterebbe superiore al 10 % .
Nel quadro della strategia di cooperazione , essi rinforzeran
no innanzitutto la dinamica della domanda, senza la quale è
impossibile un'accelerazione della crescita . Dal lato dell'o/-
ferta, essi rafforzeranno lo stock di capitale . Il ritorno ad una
crescita più duratura e sostenuta esige un più rapido aumento
dello stock di capitale e quindi un aumento della quota delle
risorse destinata ogni anno agli investimenti privati e pub
blici , che nella Comunità a dodici è tuttora di quasi 4 punti di
PIL inferiore al livello degli anni sessanta . Questa flessione è
peraltro dovuta per più di un terzo al calo della quota degli
investimenti pubblici nel PIL .
Una analisi più dettagliata per gli anni 1986 e 1987 alla luce
degli imperativi della strategia di cooperazione figura al
punto 3.2 della presente relazione . Questa analisi permetterà
di stabilire in che misura la più favorevole evoluzione nel
1986 e 1987 derivi da una modifica dei comportamenti nella
direzione voluta dalla strategia di cooperazione e in che
misura vi abbia invece concorso l'eccezionale miglioramento
delle ragioni di scambio , di cui ha beneficiato quest'anno
l'economia europea .
È comunque chiaro che il problema della disoccupazione non
si risolverà spontaneamente . Per questo , tenendo conto del
recente andamento congiunturale , la presente relazione
raccomanda alcune misure conformi alla strategia di coope
razione definita l'anno scorso .
D'altra parte , i dati disponibili per il settore privato ( tranne
edilizia abitativa e agricoltura ) dei quattro maggiori paesi
della Comunità confermano anch'essi la necessità di un
aumento significativo del tasso di investimento . In questi
paesi la crescita dello stock di capitale continua mediamente
a stagnare al suo livello più basso dal 1980 , cioè attorno al
2,5 % (vedi grafico 18 ). Perche lo stock di capitale ritorni ad
un ritmo di crescita tendenziale del 3,5 % , che consenta di
sostenere durevolmente un'analoga crescita della produzio
ne , la quota degli investimenti nel valore aggiunto del settore
privato dovrebbe aumentare di 2-3 punti ( ipotizzando
costante l'intensità di capitale ). Il volume di investimenti
necessario è quindi cospicuo .
Queste misure e i loro effetti a medio termine verranno
descritte dettagliatamente più oltre (punto 3.3 . e capitolo 4 ).
Esse consentirebbero di ridurre la disoccupazione in due
modi : da un lato con il ritorno ad una crescita sostenuta , che
nel periodo 1986- 1990 dovrebbe situarsi in media tra il 3 % e
il 3,5 % ; dall'altro mantenendo , se non addirittura aumen
tando , il contenuto occupazionale di ogni punto di crescita .
Queste misure si articolano sostanzialmente attorno a due
grandi assi : sul piano macroeconomico , si tratta di mante
nere la domanda ad un livello appropriato , aumentando nel
contempo la redditività degli investimenti creatori di posti di
lavoro grazie ad un moderato aumento dei costi salariali
procapite in termini reali ; sul piano microeconomico , biso
gna ulteriormente migliorare l'adattabilità dei mercati dei
beni e dei fattori di produzione e favorire la creazione di
imprese .
Per realizzare la riduzione voluta del tasso di disoccupazione
è altresì necessario che continui ad aumentare il numero di
posti di lavoro creati per ciascun punto di crescita . Sotto il
profilo storico , il rapporto tra crescita e occupazione si è
peraltro modificato dagli anni '60 a favore dell'occupazione .
Ciò è illustrato dalla riduzione del differenziale tra crescita
economica e aumento dell'occupazione , cioè dal rallenta
mento della crescita della produttività media per occupato
(vedi grafico 17 ). Al riguardo è altresì significativa la
reazione piuttosto favorevole dell'occupazione alla modesta
ripresa della crescita dal 1983 .
Il fatto che gli aumenti di produttività per occupato nell'in
sieme dell'economia restino relativamente modesti , non
significa , tuttavia , che l'Europa debba accontentarsi di una
strategia difensiva in materia di occupazione e rinunci al
progresso tecnico . Al contrario , una modernizzazione delle
capacità produttive di pari passo con aumenti di produttività
significativi , dovunque ciò sia possibile , è auspicabile per
accrescere l'efficienza economica e migliorare le condizioni di
vita , nonché necessaria perchè l'Europa possa rafforzare la
propria competitività ed affermare la propria presenza sui
principali mercati avanzati in cui ha perduto terreno durante
gli anni '70 .
Ad esempio , nello scenario che illustra quest'anno la strategia
di ' "cooperazione, il tasso medio di crescita del periodo
1986-1990 sarebbe del 3,5 % e corrisponderebbe quindi a
quello indicato lo scorso anno . Il tasso di disoccupazione
potrebbe essere ridotto di circa 4 punti entro il 1990
raggiungendo circa il 7 % alla fine del decennio nella
Comunità a dieci (circa l' 8 % nella Comunità a dodici ). Una
crescita media di quasi il 3,5 % nel periodo 1986 e 1990
suppone tuttavia la sua progressiva accelerazione . In queste
condizioni , l'occupazione potrebbe aumentare verso la fine
del decennio ad un ritmo lievemente superiore all' I , 5 % .
L'applicazione risoluta della strategia condurrebbe così nel
1990 non solo ad una significativa riduzione della disoccu
pazione , ma anche ad un risanamento dell'economia europea
che consentirà di scontare , per gli anni successivi , una
crescita appropriata in condizioni di stabilità e nuove rapide
riduzioni del tasso di disoccupazione .
È quindi necessario conciliare la modernizzazione delle
capacità produttive con la creazione di un numero sufficiente
di posti di lavoro nell'insieme dell'economia . Ciò è possibile ,
N. L 385 / 38 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
poiché il rapporto che si stabilisce a livello macroeconomico
tra crescita ed occupazione è in realità il risultato di vari
fattori :
( i ) In un contesto di crescita più dinamica , il tasso di
utilizzazione dello stock di capitale può essere durevol
mente più elevato , il che migliora la produttività del
capitale e crea condizioni favorevoli alla creazione di
nuovi posti di lavoro .
In effetti , grazie al corrispondente aumento dei prezzi
relativi dei loro prodotti , questi ultimi settori possono
mantenere la loro redditività e sono così in grado di
creare posti di lavoro .
Si opera così tra i vari settori , in condizioni favorevoli
all'occupazione (*), un trasferimento degli aumenti di
potere d'acquisto connessi al progresso tecnico .
Perché questo meccanismo funzioni correttamente ,
come è auspicabile dal punto di vista dell'occupazione ,
devono essere soddisfatte soprattutto due condizioni : la
moderata crescita dei costi salariali procapite in termini
reali deve giovare anche ai settori i cui aumenti di
produttività sono superiori alla media . Inoltre i mercati
devono svolgere efficacemente il loro ruolo nella for
mazione dei prezzi : vi contribuiranno un rafforzamento
della concorrenza ed il completamento del mercato
interno . D'altra parte , un contesto di stabilità moneta
ria permette di interpretare i segnali provenienti dalle
variazioni dei prezzi .
( ii ) La riduzione e la ristrutturazione del tempo di lavoro
possono anch'esse contribuire ad aumentare il contenu
to occupazionale della crescita . La riduzione può
operarsi sia sviluppando il lavoro a tempo parziale sia
diminuendo la durata settimanale o annuale del lavoro .
Queste misure avranno però pieno effetto sull'occupa
zione solo se non freneranno i meccanismi che condu
cono — a livello macroeconomico — ad una crescita
più sostenuta e più creatrice di posti di lavoro e se non si
ripercuoteranno sul livello dei costi . In tal caso , gli
aumenti di produttività potranno essere distribuiti
anche sotto forma di riduzioni dell'orario lavorativo .
Inoltre , l'aumento del numero dei lavoratori saltuari o
in base a contratto a tempo determinato potrà parimen
ti contribuire ad aumentare il contenuto occupazionale
della crescita , soprattutto se le imprese rinunceranno a
ricorrere al lavoro straordinario . Queste misure sono in
gran parte da adottarsi nel quadro di accordi tra le parti
sociali e la loro attuazione dovrebbe essere di un
dialogo approfondito tra le stesse .
Pertanto , un moderato aumento dei costi salariali reali
nell'insieme dell'economia , che modifichi la remunerazione
relativa del lavoro e del capitale in senso favorevole a
quest'ultimo , giova anche all'occupazione sia a livello micro
che macroeconomico . In queste condizioni , le imprese sono
incentivate ad aumentare il grado di utilizzazione dei loro
impianti e allo stesso tempo vengono costituite premesse più
propizie allo sviluppo di attività creatrici di occupazione .
Viene così messo in evidenza un importante aspetto delle
misure raccomandate dalla strategia di cooperazione , vale a
dire la loro stretta complementarietà , siano esse di tipo
macro o microeconomico . Un'accelerazione della crescita
favorisce tanto più l'occupazione , quanto maggiore è la
capacità delle imprese di reagire prontamente all'accresciuta
domanda . Una maggiore adattabilità dei mercati dei beni ,
del lavoro e dei capitali non basta pero , di per sé , ad incitare
le imprese a realizzare investimenti il cui rendimento non sia
assicurato anche dalle favorevoli prospettive della domanda .
Concludendo , si può dire che una maggiore adattabilità dei
mercati troverà la sua piena giustificazione economica e
sociale in un contesto di crescita dinamica , senza il quale si
rischia di tornare a comportamenti difensivi che compromet
terebbero il fondamento stesso del rinnovamento dell'econo
mia europea .
( iii ) Vi è infine una tendenza a lungo termine , dovuta alla
ristrutturazione progressiva dell'occupazione a favore
di settori a bassi incrementi di produttività per occupa
to , in particolare i servizi , e a scapito del settore
industriale caratterizzato da più marcati aumenti di
produttività . Tra il 1970 e il 1983 la quota dei servizi
privati e pubblici nell'occupazione della Comunità
(EUR 6 ) è così salita dal 48 % al 59 % mentre , nello
stesso periodo , la produttività media annuale è aumen
tata solo dell' I ,6 % nel settore dei servizi e del 3,3 %
nell'industria manifatturiera .
È del resto normale che la produttività aumenti in
misura diversa da settore a settore e da impresa a
impresa . Condizioni favorevoli devono però permette
re che gli aumenti di produttività realizzati dai settori
più efficienti giovino all'insieme dell'economia e creino ,
in definitiva , posti di lavoro . A tal fine , un accresci
mento moderato dei costi salariali reali procapite in
tutti i settori dell'economia ed il meccanismo dei prezzi
relativi svolgono un ruolo essenziale .
Infatti , quando i settori che realizzano aumenti di
produttività superiori alla media li impiegano per
ridurre relativamente i loro prezzi , non solo essi
migliorano la loro competitività e possono aumentare
la propria produzione in risposta ad un aumento della
domanda , ma questa diminuzione beneficia anche quei
settori dove gli aumenti di produttività sono più deboli .
Se non muteranno rapidamente i comportamenti e le strate
gie, nel 1990 la Comunità accuserà ancora un tasso di
( J ) Per quanto riguarda l'evoluzione relativa dell'occupazione , della
produttività e dei prezzi di diversi settori nella Comunità , vedi
capitolo B.3 della Rassegna economica annuale 1986 / 1987 . La
tabella 14 della presente relazione indica , inoltre , che questo
meccanismo è stato particolarmente accentuato in Giappone ,
dove le differenze in termini di incrementi di produttività e di
prezzi relativi tra industria e altri settori sono state particolar
mente marcate . Il dinamismo dell'industria giapponese ha
giovato anche agli altri settori dell'economia che , nel complesso ,
sono stati gli unici ad aumentare i loro livelli occupazionali .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 39
reale prò capite , visto dal lato dei costi , sarebbe pressoché
stabile mentre il salario reale prò capite calcolato in base al
deflatore dei consumi privati , che corrisponde approssima
tivamente al potere d'acquisto , aumenterebbe del 2,3 % il
suo ritmo più rapido dal 1980 .
D'altra parte , il calo del prezzo del petrolio ha un effetto
positivo diretto sul livello delle capacità produttive economi
camente redditizie , sia perchè consente di utilizzare più
estensivamente lo stock di capitale , sia perchè le imprese
mantengono più a lungo in attività impianti che altrimenti
avrebbero smantellato .
disoccupazione superiore al 10 %, prospettiva che è inaccet
tabile . Solo una crescita più sostenuta e induttiva di occupa
zione, dell'ordine del 3 % - 3,5 % in media annuale nel
periodo 1986 - 1990, potrà ridurre significativamente e
durevolmente la disoccupazione . Al riguardo èfondamentale
il ruolo degli investimenti, la cui quota nel valore aggiunto
dovrebbe progressivamente aumentare di circa 3 punti . Deve
inoltre migliorare il rapporto tra crescita e occupazione, il
che non significa che l'Europa possa accontentarsi di una
strategia occupazionale difensiva, anzi, la concorrenza ester
na impone di modernizzare le strutture di produzione. Il
rapporto tra crescita e occupazione è tuttavia determinato da
altri fattori, come una riduzione e una ristrutturazione della
durata media del lavoro per occupato, che non si ripercuota
sul livello dei costi, una più rapida creazione di posti di lavoro
nei settori dove gli aumenti di produttività sono relativamen
te deboli e il contenimento dei costi salariali prò capite in
termini reali in tutti i settori dell'economia . Infatti, quando i
settori che registrano aumenti di produttività superiori alla
media beneficiano anche di una crescita moderata dei costi
salariali procapite.in termini reali, essi possono ridurre i loro
prezzi relativi . Ciò migliora la loro competitività e giova
inoltre ai settori dove gli aumenti di produttività sono più
scarsi, i quali registrano allora un aumento di redditività e
sono in grado di creare posti di lavoro . È così possibile
conciliare a livello macroeconomico progresso tecnico e
aumento dell'occupazione . Questi fattori sono condizionati
in larga misura da una maggiore flessibilità dei mercati, che
però troverà la sua giustificazione economica e sociale solo in
un contesto di crescita più dinamica . Tutto ciò mette in
risalto la stretta complementarietà delle misure raccomanda
te dalla strategia di cooperazione a livello sia macro che
microeconomico .
Vari indicatori evidenziano l'inversione della tendenza degli
anni '70 al deterioramento delle condizioni dell'offerta,
inversione che peraltro risale agli inizi degli anni '80 :
— Dal 1980 , l'aumento dei costi salariali prò capite in
termini reali ( salario e oneri sociali ) nella Comunità è
rimasto contenuto in una percentuale media dell' I %
circa l'anno , mentre dal 1973 al 1980 l'aumento era
ancora del 2,4 % . In vari paesi , i lavoratori dipendenti
hanno quindi già sopportato notevoli sacrifici , tanto più
che spesso il loro reddito disponibile è stato gravato da
maggiori oneri fiscali e parafiscali .
— I costi salariali unitari in termini reali , che misurano
l'evoluzione relativa del salario reale e della produttività
del lavoro , sono ormai ritornati nella Comunità presso
ché al livello degli anni '60 .
— Il concomitante aumento del tasso di profitto macroeco
nomico ( rapporto tra utile di esercizio e valore aggiunto )
ha indotto un nuovo aumento del rendimento del capitale
produttivo ( rapporto tra utile di esercizio e stock di
capitale). Cionondimeno , in media comunitaria , la red
ditività ha recuperato sinora solo parte del terreno
perduto dopo la prima crisi petrolifera (vedi grafico
18 ).
— Per la prima volta — da almeno venti anni — la
redditività aumenta da un certo tempo più rapidamente
dei salari reali prò capite .
3.2 . Le previsioni per il 1986 e 1987 dal punto di vista della
strategia di cooperazione
Le previsioni per il 1986 e il 1987 sono poco soddisfacenti se
confrontate con gli obiettivi della strategia di cooperazione .
Nel 1986 , e anche nel 1987 , la crescita economica (2,5 % e
2,8 % ) e l'aumento dell'occupazione ( in media 0,8 % )
resteranno inferiori al ritmo tendenziale necessario . Se da un
lato è chiaro che il ritorno ad un tasso di crescita più
sostenuto non può essere che progressivo , dall'altro la
lentezza attuale di questo processo desta naturalmente
preoccupazioni , tanto più che la Comunità beneficia di un
considerevole miglioramento delle sue ragioni di scambio che
agisce in generale sulle condizioni dell'offerta e della doman
da nel senso voluto dalla strategia di cooperazione .
Nel 1987 , i costi salariali prò capite in termini reali
dovrebbero tuttavia aumentare a ritmo più rapido . Secondo
le più recenti previsioni , la loro crescita sarebbe dell' I ,3 % , il
ritmo più rapido dal 1980 . 1 costi salariali unitari in termini
reali diminuiranno appena dello 0,7 % , ossia al ritmo più
fiacco dal 1981 . Allo stesso tempo , la situazione si presenta
meno favorevole anche dal punto di vista della competitività
esterna .
Il miglioramento delle ragioni di scambio ha consentito
infatti alle economie europee di fare ulteriori progressi verso
una redditività soddisfacente e , nel contempo , ha permesso
un aumento relativamente sostenuto dei redditi reali delle
famiglie . Il ribasso dei prezzi dei prodotti importati non giova
solo alle imprese ma anche ai consumatori ; infatti il salario
In effetti , dal marzo 1985 al giugno 1986 , l'ECU si è
apprezzato del 42 % rispetto al dollaro , mentre si è deprez
zato appena del 7,4 % rispetto allo yen . Per ciascuna delle
economie europee prese singolarmente , queste ampie fluttua
zioni dei cambi sono state evidentemente ammortizzate dalla
relativa stabilità delle monete comunitarie e in particolare di
N. L 385 / 40 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
La debolezza della domanda negli ultimi anni e le incertezze
che gravano su di essa possono però giocare a sfavore degli
investimenti . Al riguardo , da un'analisi più dettagliata dei
grafici 18 e 19 , che confrontano la crescita dello stock di
capitale nei quattro maggiori paesi della Comunità con il suo
rendimento e tasso di utilizzo , si possono trarre due interes
santi conclusioni :
quelle che partecipano allo SME . Resta nondimeno il fatto
che il tasso di apprezzamento medio rispetto alle monete dei
19 principali partner commerciali varia nella Comunità da
un massimo del 14,3 % per la Repubblica federale di
Germania ad un minimo dell' I ,2 % per il Regno Unito . Per
l'insieme dei paesi della Comunità , ed escluso il commercio
intracomunitario , l'apprezzamento è del 17,8 % . L'Europa
ha quindi perduto ormai i vantaggi procuratile su parecchi
mercati da un dollaro forte .
— Mentre dopo la prima crisi petrolifera a un calo del
rendimento aveva fatto seguito una minore crescita dello
stock di capitale , l'aumento temporaneo della redditività
tra il 1976 e il 1978 , e quello innescatosi dal 1982 non
hanno influito sufficientemente sugli investimenti .
— Il nesso abbastanza stretto che sembrava sussistere fino al
1975 tra il tasso di utilizzazione della capacità e la crescita
dello stock di capitale sembra essersi successivamente
attenuato . Come osservato nel rapporto tra curva di
redditività e curva di crescita dello stock di capitale , dal
1981 la crescita dello stock di capitale si discosta sempre
più sensibilmente dal tasso di utilizzazione della capacità
produttiva .
Le modifiche del contesto internazionale hanno ovviamente
influito sulla crescita e sulla struttura della domanda globale .
Un miglioramento delle ragioni di scambio , come quello di
cui ha beneficiato la Comunità , modifica naturalmente il
rapporto tra domanda esterna e domanda interna . Comun
que , gli effetti negativi sulle esportazioni dell'apprezzamento
delle monete europee e del rallentamento della crescita di
importanti partner commerciali della Comunità si sono fatti
avvertire con estrema rapidità . Come era auspicabile per
altre ragioni , il trasferimento di redditi dall'esterno per un
importo pari al 2 % circa del PIL è stato utilizzato in vari
paesi sia per migliorare la situazione finanziaria delle imprese
allorquando i salari nominali si sono rapidamente adeguati al
regredire dell'inflazione , sia per risanare più rapidamente le
finanze pubbliche . In questi paesi , la ripresa della domanda
interna è molto più contenuta e diluita nel tempo di quanto
sarebbe avvenuto se i consumatori fossero rimasti i principali
beneficiari del miglioramento delle ragioni di scambio .
Nel 1986 il miglioramento delle ragioni di cambio ha quindi
influito favorevolmente sia sulle condizioni dell'offerta che
sulla domanda . Sebbene questi effetti continueranno indub
biamente ad influire sulla domanda interna nel 1987 , essi
restano insufficienti e rischiano inoltre di affievolirsi rapida
mente , sicché il miglioramento delle prospettive occupazio
nali dipende ora dall'effettiva applicazione della strategia di
cooperazione .
Nel complesso , la domanda globale (domanda interna ed
esportazioni ) aumenterebbe nel 1987 del 3,6 % appena ,
tasso che , tenuto conto della reazione delle importazioni , è
insufficiente a realizzare una crescita del PIL superiore
al 3% .
Per realizzare gli obiettivi di questa strategia , sara necessario
modificare sin dal 1987 , in modo talora sensibile , i compor
tamenti e le politiche di tutti gli operatori economici .La crescita della domanda interna a partire dal 1985 proviene
soprattutto da una rapida espansione dei consumi privati
( 3,6 % in media nel 1986 e 1987 ) e degli investimenti in
attrezzature ( tra il 6 % e il 7 % nel 1986 e 1987 ). È evidente
la ripresa degli investimenti in costruzioni , anche se il loro
tasso di crescita permane debole ( 3,2 % nel 1987 ).
Innanzitutto , le imprese dovranno reagire con maggiore
determinazione all'attuale miglioramento delle condizioni
dell'offerta , realizzando maggiori investimenti . Poiché ogni
decisione di investimento si basa ovviamente su un calcolo
economico , è opportuno migliorare ulteriormente la redditi
vità , ridurre su base sana i tassi di interesse reali a lungo
termine e sviluppare il mercato dei capitali di rischio . Poiché
le decisioni di investimento si basano però anche sulla fiducia
e sullo spirito imprenditoriale , è altresì necessario indirizzare
questi comportamenti in senso favorevole all'occupazione . In
primo luogo , un maggior dinamismo degli investimenti
privati avrebbe effetti favorevoli sulla domanda . In secondo
luogo , dal punto di vista dell'offerta , esso consentirebbe
un'evoluzione parallela della capacità produttiva e della
produzione, attenuando le tensioni inflazionistiche che
potrebbero derivare da un tasso di utilizzazione in aumento .
Le economie europee approfitterebbero così pienamente
dell'attuale situazione . Le pressioni inflazionistiche che pos
sono derivare da un maggior tasso di utilizzazione della
capacità produttiva sono infatti ora neutralizzate in gran
La quota nel PIL delle risorse destinate agli investimenti e la
crescita dello stock di capitale restano tuttavia ancora
inferiori alle occorrenze a medio termine . Varie determinanti
degli investimenti privati denotano tuttavia un andamento
favorevole . Il rendimento medio dello stock di capitale é in
aumento ( vedi grafico 18 ) anche se solo nella Repubblica
federale di Germania esso è ritornato pressoché al livello del
periodo anteriore alla prima crisi petrolifera . Nei paesi della
Comunità , il tasso d'utilizzazione della capacità produttiva
aumenta nel complesso rapidamente (vedi grafico 19 per i
quattro maggiori paesi della Comunità ). Continua la dimi
nuzione dei tassi di interesse nominali , che contribuisce
parimenti a modificare il rendimento degli investimenti
finanziari rispetto a quelli produttivi , a favore di questi
ultimi .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 41
anche perché l'Europa possa contribuire alla correzione degli
squilibri mondiali delle bilance delle partite correnti e alla
soluzione dei problemi dei paesi in via di sviluppo .
Il necessario dosaggio delle misure di politica economica
corrisponde a quello definito nella Relazione annuale
dell'anno scorso . Ciò che ora conta è la sua effettiva
applicazione , il che implica tra l'altro che il dialogo sociale in
corso a livello della Comunità si estenda agli Stati membri ,
onde meglio armonizzare i contributi delle imprese , dei
lavoratori e dei pubblici poteri .
A livello dei singoli Stati membri , il dosaggio deve non solo
tener conto dei margini di manovra disponibili ma deve
essere anche ampiamente accettato dalle parti sociali e , a tal
fine , deve essere oggetto di un dialogo approfondito tra e con
le parti sociali stesse a livello nazionale .
parte dalla moderazione dei costi delle importazioni e di
quelli salariali . Inoltre il miglioramento della redditività che
ne consegue incita ad una utilizzazione più estensiva dello
stock di capitale . In terzo luogo , una più rapida creazione di
posti di lavoro giustificherebbe i sacrifici già sostenuti in
molti paesi dai lavoratori dipendenti . Essa aumenterebbe
così le probabilità che l'accrescimento dei salari reali resti
favorevole all'occupazione per un tempo sufficientemente
lungo .
Ciò peraltro chiama in causa anche i responsabili della
politica economica , che devono mostrare anch'essi , con le
loro azioni , la determinazione a contribuire al rilancio
dell'offerta e della domanda nella Comunità .
Nel 1 986 il miglioramento delle ragioni si scambio ha influito
positivamente sia sulle condizioni dell'offerta che sulla
domanda . Il miglioramento della redditività, in atto dall'ini
zio del decennio grazie anche alla moderata crescita dei costi
salariali in termini reali, si è accelerato . D'altra parte la
redditività non è ancora tornata in media comunitaria al
livello degli anni '60 . Secondo le previsioni, nel 1987 la
crescita dei costi salariali procapite in termini reali dovrebbe
accelerarsi . D'altronde, la crescita della domanda globale
resterà ad un livello inferiore a quello necessario dal punto di
vista della strategia di cooperazione . In particolare, la ripresa
degli investimenti e meno sostenuta di quanto si potesse
sperare in base al miglioramento della maggior parte delle
loro principali determinanti . Un miglioramento delle pro
spettive della domanda giocherebbe a loro favore. Attual
mente il miglioramento delle prospettive occupazionali
dipende dall'applicazione effettiva della strategia di coopera
zione da parte di tutti gli operatori . Le imprese dovrebbero
reagire con maggiori investimenti ed una ancor più rapida
creazione di posti di lavoro al miglioramento delle condizioni
dell'offerta . Ciò renderà possibile e giustificherà pienamente
l'ulteriore e necessario contenimento della crescita dei costi
salariali procapite in termini reali . In questo processo devono
peraltro intervenire anche i responsabili della politica econo
mica .
Alla politicafinanziaria spetta un ruolo fondamentale , cioè la
ristrutturazione delle spese e delle entrate pubbliche a favore
di una crescita induttiva posti di lavoro , nonché il sostegno
della domanda . A questo riguardo , possono prospettarsi tre
tipi di misure , i cui effetti sono analizzati più dettagliatamen
te nel capitolo 4 .
— Per modernizzare le capacità produttive europee occor
rerebbe oltre alla ripresa degli investimenti privati , anche
un rilancio degli investimenti pubblici economicamente
redditizi , che per di più sosterrebbe direttamente la
crescita .
— I salari reali dovrebbero crescere ad un ritmo moderato ,
pari a circa 1 % all'anno , come già raccomandato nella
Relazione dell'anno scorso e , nel contempo , si dovrebbe
ro ridurre i contributi sociali ; dal punto di vista delle
imprese , questa riduzione , che migliorerebbe le condizio
ni dell'offerta e favorirebbe gli investimenti , diminuireb
be i costi salariali indiretti , che in media comunitaria
rappresentano all'incirca il 30 % del costo salariale
totale ; dal punto di vista dei lavoratori essa determine
rebbe una lieve accelerazione del potere di acquisto , che
sosterrebbe la domanda .
Tutto ciò non deve ovviamente compromettere la situa
zione finanziaria dei regimi di sicurezza sociale . Bisogna
peraltro considerare che la crisi economica comporta per
tali regimi un eccesso di spese e minusvalenze di entrate ,
che diminuiranno con il miglioramento della situazione
economica . I margini di manovra che ne conseguiranno
dovrebbero essere sistematicamente utilizzati per ridurre
i costi salariali , percorrendo così in parte il cammino
inverso rispetto agli anni '70 . Si potrebbe prendere in
maggior considerazione anche una fiscalizzazione delle
spese sociali connesse alla crisi .
— Anche una riduzione delle imposte dirette gravanti sui
consumatori e sulle imprese contribuirebbe a sostenere la
domanda e a migliorare le condizioni dell'offerta .
3.3 . Imperativi di politica macroeconomica nel 1987 ed
oltre
Gli interventi di risanamento realizzati dall'inizio del decen
nio e le recenti modificazioni del contesto internazionale
danno una opportunità eccezionale alle economie europee .
La redditività delle imprese aumenta , le pressioni inflazioni
stiche di origine interna restano deboli ; il miglioramento
delle ragioni scambio ha avuto un potente effetto disinfla
zionistico e l'inflazione è ritornata in media comunitaria al
suo ritmo più basso dagli anni '60 . La riduzione della spesa
petrolifera ha attenuato i vincoli esterni e la Comunità
registra un'eccedenza esterna pari all' I ,2 % del PIL nono
stante la debolezza delle sue esportazioni .
L'occasione che si offre alla Comunità deve essere colta con
determinazione , non solo per risolvere il problema più
urgente per le economie europee , cioè la disoccupazione , ma
N. L 385 / 42 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
da compromettere più tardi i successi realizzati nella lotta
contro l'inflazione e , nel contempo , bisognerà assicurare un
finanziamento sufficiente della crescita reale . Il margine di
manovra delle autorità monetarie sarà tanto maggiore
quanto più deboli resteranno le pressioni inflazionistiche
endogene , in particolare l'andamento dei costi salariali
nominali .
Nel complesso , questi provvedimenti ( 3 ) non dovrebbero
comprométtere la riduzione del deficit finanziario a medio
termine . Infatti , insieme ad altre misure che migliorano
parimenti le condizioni dell'offerta , essi contribuiscono ad
una crescita più sostenuta , e duratura e ad un calo della
disoccupazione . Diminuirà così progressivamente l'ecceden
za di spesa dovuta alla crisi economica e aumenterà più
rapidamente la base imponibile .
L'attuazione di politiche macroeconomiche improntate agli
orientamenti definiti sopra , giustificherà appieno i sacrifici
sopportati dai lavoratori . Essa è altresì una condizione
perché le misure microeconomiche , necessarie per migliorare
l'adattabilità dei mercati , risultino pienamente efficaci per
l'occupazione .
Dal 1987 sarà peraltro necessaria anche un'accelerazione
della crescita , che potrebbe indubbiamente provenire da un
miglior coordinamento delle politiche economiche con i
principali partner dell'Europa (vedi cap . 4.7 ). Vi potrebbe
contribuire anche il rilancio degli investimenti privati indotto
dalla maggiore fiducia degli imprenditori circa l'evoluzione
futura della domanda e della redditività . In caso di evoluzio
ne sfavorevole potrebbe risultare necessario prospettare un
aumento limitato e temporaneo del disavanzo di bilancio in
media comunitaria , fermo restando l'obiettivo di consolida
mento a medio termine delle finanze pubbliche .
Ciò pone naturalmente il problema del coordinamento delle
politiche finanziarie nella Comunità . In certi paesi , il risana
mento del bilancio richiede ancora un impegno consistente ,
mentre altri dispongono già di margini di manovra o ne
disporrebbero in un contesto più dinamico .
Il compito dei primi sarebbe considerevolmente facilitato da
un tale contesto mentre , per il secondo gruppo , il risanamen
to finanziario dei partner , qualora realizzato in un contesto
di crescita mediocre , rischierebbe di compromettere la loro
stessa crescita . Anche a questo riguardo sono quindi evidenti
i vantaggi della cooperazione .
L'ulteriore tendenziale ribasso dei tassi di interesse nella
Comunità , che rispecchierebbe la riduzione e la maggiore
convergenza dei tassi inflattivi , sosterebbe anch'esso la
domanda . Inoltre , le autorità monetarie potrebbero accetta
re nuove diminuzioni dei tassi di interesse per resistere alle
future pressioni sul dollaro . Sul piano interno , occorrerà
tuttavia evitare che si accumuli un potenziale di liquidità tale
Le misure di risanamento prese dall'inizio del decennio e le
recenti modifiche del contesto internazionale danno un
eccezionale opportunità alle economie europee. Questa
opportunità va colta risolutamente, non solo per risolvere il
problema della disoccupazione ma anche perché l'Europa
possa contribuire alla correzione degli squilibri mondiali
delle bilance delle partite correnti e alla soluzione dei
problemi dei paesi in via di sviluppo . Alla politicafinanziaria
spetta un ruolo importante, cioè la ristrutturazione delle
spese e delle entrate pubbliche in senso favorevole al
miglioramento delle condizioni dell'offerta e all'occupazio
ne, nonché il compito di sostenere adeguatamente la doman
da . La riduzione e la maggiore convergenza dei tassi inflattivi
dovrebbe consentire l'ulteriore tendenziale ribasso dei tassi di
interesse . Nondimeno, tenendo conto dei problemi che un
nuovo calo del dollaro provocherebbe sui mercati valutari e
della necessità di finanziare la crescita su basi sane, si deve
evitare l'accumularsi di un potenziale di liquidità che, in
prospettiva, comprometterebbe la stabilità . L'attuazione
delle misure raccomandate deve essere oggetto di una stretta
cooperazione: a) tra gli Stati membri, che tenga in particolare
conto dei margini di manovra, che differiscono da paese a
paese e, b) tra e con le parti sociali, per assicurare un vasto
consenso e un equilibrato apporto di tutte le categorie .
( 3 ) Queste misure sono illustrate più dettagliatamente nel riqua
dro .
TABELLA 12
Investimenti pubblici e totali nella Comunità ( J )
(in % del PIL)
1970 1974 1979 1984 1985 ( 2 ) 1986 ( 2 ) 1990 ( 3 )
Investimenti fissi lordi delle amministra
zioni pubbliche 4,2 4,0 3,2 2,8 2,8 2,7 3,6
Investimenti fissi lordi nell'insieme dell'eco
nomia 22,7 22,3 20,8 18,6 18,4 18,5 21,7
(') Senza la Grecia , l'Irlanda , la Spagna e il Portogallo .
( 2 ) Previsioni economiche dell'ottobre 1986 dei servizi della Commissione .
( 3 ) Scenario di cooperazione .
Fonte : Eurostat e servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 /43
TABELLA 13
Indicatori dell'offerta e della domanda
1961-
1973
(media )
1974
1981
(media )
1982 1983 1984 1985 C) 1986 0 1987 0)
(i) Indicatori della domanda
(Variazioni percentuale annua)
Domanda interna a prezzi costanti I I
Indice della Comunità 5,0 1,6 0,8 0,8 1,4 2,2 3,8 3,5
Scarto CE / altri
paesi dell'OCSE - 0,5 - 0,6 1,0 - 1,9 - 4,2 - 1,1 0,4 0,9
Consumi privati 5,0 3,0 0,6 1,0 0,9 2,2 3,7 3,5
Investimenti fissi lordi 5,6 0,0 - 1,5 - 0,3 1,3 2,4 4,2 5,1
Esportazioni di
beni e servizi 9,2 4,6 1,5 3,1 7,6 5,7 2,2 3,7
(ii) Indicatori delle condizioni dell'offerta
Occupazione
(Variazione annua %) 0,3 - 0,1 - 0,9 - 0,8 0,1 0,4 0,8 0,8
Produttività
(Variazione annua in %) 4,5 2,1 1,5 2,0 1,9 2,0 1,7 2,0
Costo reale del lavoro per unità prodotta
(Indice 100: 0 1961-1973 100,0 104,3 103,0 102,4 101,1 99,9 98,1 97,4
Reddività ( 2 )
(Indice 100: 0 1961-1973 100,0 68,0 61,8 59,8 64,7 68,4 77,9 82,8
Investimenti in beni strumentali
(Variazione annua %) 0,2 0,3 3,4 8,0 6,1 6,9
Competitività costi ( 3 )
(Ìndice 100: 0 1961—1973) 100,0 108,8 98,9 93,2 86,7 85,6 95,1 95,9
(') Stime e previsioni economiche dei servizi della Commissione .
( 2 ) Stime per l'insieme della Comunità a dieci : risultato lordo di gestione nell'insieme dell'economia sullo stock di capitale ai prezzi
• di sostituzione .
( 3 ) Tassi di cambio effettivo reale sulla base del costo del lavoro per unità prodotta nell'insieme dell'economia rispetto agli altri
paesi dell'OCSE , con esclusione del commercio intracomunitario .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
N. L 385 / 44 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 14
Evoluzioni settoriali in Europa , negli Stati Uniti e nel Giappone ( 1970-1982 )
EUR 6 ( 3 ) USA Giappone
1 . Valore aggiunto a prezzi costanti
(Variazione anua % 1970-1982 }
Agricoltura 1,8 2,1 0,2
Industria (') 1.7 2,1 7,1 '
Servizi commerciali 3,4 3,6 5,1
Servizi non commerciali ( 4 ) 2,4 1,9 4,2
Totale ( 2 ) 2,5 2,7 5,2
2 . Occupazione nel 1982
(Indice 100 nel 1970)
Agricoltura 67,2 97,2 68,7
Industria (') 83,0 97,8 100,4
Servizi commerciali 117,2 136,2 132,2
Servizi non commerciali ( 4 ) 124,5 121,4 133,4
Totale ( 2 ) 99,9 121,7 111,5
3 . Produttività per occupato
( Variazione annua % 1970-1982)
Agricoltura 5,2 2,3 3,5
Industria (' ) 3,3 2,3 7,1
Servizi commerciali 2,1 1,0 2,7
Servizi non commerciali ( 4 ) 0,5 0,2 1,8
Totale ( 2 ) 2,5 1,0 4,3
4 . Prezzi relativi rispetto ai prezzi del prodotto
industriale nel 1982
(Indice 100 nel 1970)
Agricoltura 83,5 120,7 147,9
Industria (') 100,0 100,0 100,0
Servizi commerciali 110,3 112,4 161,3
Servizi non commerciali ( 4 ) 138,4 125,3 240,8
Totale ( 2 ) 110,6 116,4 147,8
(') In senso stretto .
( 2 ) Compresi gli altri settori : energia , edilizia e lavori pubblici .
( J ) Belgio , Germania , Francia , Italia , Paesi Bassi , Regno Unito .
( 4 ) Sostanzialmente le amministrazioni pubbliche .
Fonte: ISCE e servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 /45
GRAFICO 17
PIL e occupazione nella Comunità (EUR 12 ) ( saggi di variazione annua) (')
(') I segmenti paralleli alle ascisse rappresentano la crescita media annua del periodo .
Fonte : Eurostat e servizi della Commissione ( 1985—1987 : stime e previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 ).
N. L 385 / 46 31 . 12 . 86Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
GRAFICO 18
Redditività (') e crescita dello stock di capitale ( 2 ) nella Comunità (EUR 4) ( 3 )
(') Risultato netto di gestione sullo stock di capitale lordo ai costi di sostituzione .
( 2 ) Stock di capitale lordo a prezzi costanti (variazione in % annua ),
( 3 ) Germania , Francia , Italia , Regno Unito .
Fonte: servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 47
GRAFICO 19
Tasso di crescita e di utilizzazione dello stock di capitale (•) ( 2 ) ( Indice 100 : massimo degli ultimi 25 anni )
Germania Francia
Italia Regno Unito
(') Tasso di incremento dello stock di capitale lordo .
( 2 ) Tasso di utilizzazione calcolato sulla base dei dati ottenuti da un' inchiesta nell'industria manifatturiera .
Fonte: servizi della Commissione .
N. L 385 / 48 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Scenari a medio termine della strategia di cooperazione
L'evoluzione della Comunità può essere illustrata in due modi : o con una proiezione a medio termine
basata sull'ipotesi di una continuazione delle politiche attuali e di un'invarianza dei comportamenti
economici , oppure con una rappresentazione estremamente schematica della strategia di coopera
zione . 1 dati numerici vengono presentati soltanto a titolo esemplificativo e non vanno interpretati
come obiettivi formali di politica economica .
Gli scenari sono stati calcolati con il modello Compact per la Comunità a dieci . Il modello è descritto
nei particolari in Economia Europea n . 27 .
Le ipotesi relative al contesto internazionale
Per la traiettoria di riferimento come per la strategia di cooperazione è stata formulata l'ipotesi che il
prezzo del petrolio inizi nuovamente a salire entro la fine del decennio , con la conseguenza che per gli
anni 1987-1990 le ragioni di scambio subiranno un deterioramento del 7% circa . Per i tassi di
cambio , l'ipotesi è una quasi stabilizzazione delle parità US$ / ECU e YEN /ECU , a partire dal loro
livello medio del 1986 .
Negli Stati Uniti , il disavanzo pubblico dovrebbe progressivamente ridursi dal 3,4 % del PIL nel 1986
all' I % nel 1990 , mentre in Giappone si stabilizzerebbe sullo 0,5 % del PIL a decorrere dal 1987 , dopo
aver raggiunto l' I % nel 1986 . La crescita sarebbe moderata negli Stati Uniti ( 2,7%-2,8 % in media
nel periodo 1986-1990 , a seconda degli scenari ), e alquanto sostenuta in Giappone ( 3,7 %-3,8 % ) per
lo stesso periodo .
Scenario che illustra la strategia di cooperazione
Dallo scenario che illustra quest'anno la strategia di cooperazione emerge un ritmo di crescita identico
a quello presentato nella relazione dello scorso anno ( 3,5% perla media degli anni 1986-1990 ). Il
tasso di crescita della domanda nominale nello scenario di cooperazione è mantenuto approssima
tivamente al livello della traiettoria di riferimento ( tasso del 6% o leggermente superiore ). Questo
tasso di crescita è sufficiente per indurre tra il 1986 e il 1990 una riduzione di 3,7 punti percentuali del
tasso di disoccupazione della popolazione attiva , e consente di ritrovare , alla fine del decennio , un
aumento tendenziale dell'occupazione leggermente superiore all' I , 5 % annuo . Il dosaggio di politica
economica è inteso a suscitare , in condizioni di stabilità monetaria , un accresciuto dinamismo delle
economie europee , mediante un'azione combinata sulle condizioni dell'offerta e della domanda .
Relativamente all'incremento dei costi salariali reali procapite , viene adottata la stessa ipotesi
dell'anno scorso , ossia un aumento annuo dell' I % (media 1986-1990); lo scarto rispetto agli aumenti
di produttività ammonta in media annua all' I , 3% annuo .
Tale moderazione nella crescita dei costi salariali reali è ottenuta con due mezzi : in primo luogo , con
un'azione sui salari reali al lordo dei contributi sociali versati dagli imprenditori — come nello scenario
dell'anno scorso , questi salari aumentano dell' I , 1 % in media annua per il periodo 1986-1990 ; in
secondo luogo , con una riduzione dei contributi sociali che va a vantaggio , nella debite proporzioni ,
sia dei datori di lavoro che dei lavoratori . Cumulato su quattro anni ( 1987-1990), il ribasso ipotizzato
dei contributi sociali ammonta exante all' I % del PIL .
La politica di bilancio a medio termine è caratterizzata da una riduzione progressiva delle imposte
dirette dovute dalle famiglie e da un incremento degli investimenti pubblici . Queste due misure ,
cumulate su quattro anni , rappresentano ciascuna 1 ' 1,2% del PIL . Oltre alle riduzioni endogene di
alcuni trasferimenti ( in particolare , indennità di disoccupazione ), si è ipotizzato che il progressivo
miglioramento della situazione economica consenta di frenare l'aumento delle spese inteso ad
alleggerire direttamente il mercato del lavoro ( ad esempio , programmi di prepensionamento ).
La riduzione duraturo dell'inflazione , il miglioramento della situazione finanziaria delle imprese —
che allenterà le tensioni sul mercato dei capitali — e una politica monetaria che , pur restando orientata
verso la stabilità , consenta di finaziare una crescita reale più rapida , implicano una riduzione dei tassi
d'interesse nominale a lungo termine , in media comunitaria , di circa 3 punti percentuali tra il 1986 e il
1990 . Per tale periodo , il tasso d'interesse reale si attesta mediamente intorno al 3,6% .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 49
Tra il 1987 e il 1990 , il cumulo delle riduzioni di imposte e degli aumenti della spesa pubblica a medio
termine ammonta a un totale del 3,2 % del PIL . Questa incidenza sul disavanzo pubblico è in ampia
misura compensata da una crescita più elevata e da una riduzione delle prestazioni sociali . Nel 1990 , il
rapporto tra disavanzo pubblico e PIL è più basso di mezzo punto percentuale rispetto al 1986 . Questa
compressione è tuttavia più lenta di quella adottata nella proiezione di base .
Nello scenario di cooperazione , la bilancia dei pagamenti correnti , in media per il periodo 1986-1990 ,
è inferiore , in percentuale del PIL , di 0,5 punti al livello della proiezione di base ( 0,1 % del PIL contro
0,6 % ). Il capitolo 4.7 presenta una variante dello scenario di cooperazione , nella quale si suppone che
il Giappone apporti un contributo maggiore al riassorbimento degli squilibri mondiali . In tal caso , la
bilancia dei pagamenti correnti della Comunità registra , tra il 1986 e il 1990 , un miglioramento di 0,3
punti del PIL rispetto allo scenario di cooperazione .
Alcuni importanti aggregati macroeconomici , che illustrano la strategia di cooperazione
Proiezione di base Scenario di cooperazione
Tasso annuo medio di crescita
1986-1990 (in %) I
PIL in volume 2,7 3,5
Deflatore del PIL 3,3 2,7
PIL in valore 6,0 6,2
Occupazione 0,7 1,2
Produttività 2,0 2,3
Consumi privati 3,0 3,4
Investimenti 3,7 6,8
Salari reali pro capite 1,9 1,1
Costi salariali unitari reali - 0,3 - 1,3
Livelli annui medi, \
1986-1990 (in %) l
Tasso d'interesse a lungo termine l
(in %) 7,7 6,3
Conto delle partite correnti della bilancia dei I
pagamenti (in % del PIL) 0,6 0,1
Livello nel 1990 ,
Livello attuale secondo lo scenario
di cooperazione
Tasso di disoccupazione (in %) 10,8 7,1
Disavanzo pubblico (in % del PIL) 4,7 3,9
Nota : le cifre si riferiscono a EUR 10 . La principale differenza per la media comunitare EUR 12 sarebbe il tasso di disoccupazione :
1986 : 11,9% , 1990 : 8,2% .
Le cifre presentate sopra sono derivate da un modello molto schematico e sono menzionate solo a titolo indicativo degli ordini di
grandezza possibili .
4 . CONTRIBUTO DELLE POLITICHE ECONOMICHE ALLA STRATEGIA DI COOPERAZIONE
4.1 . Orientamenti monetari e problemi di coordinamento
Gli Stati membri della Comunità hanno fatto nuovi progressi
sulla via della convergenza verso una politica monetaria che
lasci sufficiente spazio per una crescita reale in un contesto di
stabilità monetaria . La decelerazione della crescita degli
aggregati monetari e la loro migliore convergenza dimostra
no innegabilmente una maggiore coerenza delle politiche
monetarie nazionali ( tabella 15 ). Verso la fine degli anni '70 ,
la massa monetaria in senso lato aumentava ancora nella
Comunità ad un ritmo annuale all'incirca del 15 % (SME
13 % ), mentre oggi il suo tasso d'espansione è del 9,5 %
circa ( SME : meno del 7 % ) e non dovrebbe normalmente
accelerarsi . La politica monetaria ha così fornito un cospicuo
contributo al rallentamento dell'inflazione nella Comunità . Il
tasso d'inflazione medio della Comunità dovrebbe calare
quest'anno al 3,7 % , mentre nel 1980 era ancora del
13 % .
N. L 385 / 50 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
tendenziale , ma ciò non significa che gli Stati membri devono
reagire tutti allo stesso modo alla stabilità dei prezzi
importata .
Uno dei principali obiettivi della politica monetaria è di
raggiungere e mantenere un alto grado di stabilità monetaria ,
in linea con la strategia di cooperazione . Dalla stabilità
monetaria dipende la realizzazione degli altri obiettivi della
politica economica . Riducendo le incertezze che gravano sul
potere d'acquisto futuro della moneta , essa crea condizioni
favorevoli alla cooperazione degli operatori economici e , in
particolare , smorza la necessità di ricorrere a meccanismi
d'indicizzazione . La politica monetaria migliora altresì le
condizioni di allineamento dei prezzi relativi e contribuisce
perciò ad una efficace allocazione dei fattori produttivi .
I paesi in cui il tasso d'inflazione e le anticipazioni inflazio
nistiche si sono già stabilizzate ad un basso livello non
devono sostanzialmente imprimere un nuovo orientamento
alla politica monetaria adottata prima che iniziasse il calo dei
prezzi all'importazione . In tal modo , la politica monetaria
sosterrà una crescita reale più elevata . D'altra parte , una
deviazione iniziale temporanea dall'obiettivo monetario non
esige necessariamente una rettifica , in quanto in questi paesi
essa non rischia d'incidere sulle anticipazioni . Se , date le
premesse attuali , la crescita tendenziale , in termini reali ,
dovesse effettivamente riprendere nel 1987 , la politica
monetaria dovrebbe tenerne conto per la definizione del
l'obiettivo dell'offerta di moneta .
L'inquadramento della politica monetaria in una prospettiva
di medio periodo consente di orientare durevolmente le
anticipazioni nel senso auspicato senza compromettere i
successi ottenuti nella lotta contro l'inflazione .
Nondimeno , la politica monetaria deve valutare corretta
mente il margine possibile di crescita reale ; qualora il tasso
d'espansione del potenziale produttivo aumentasse durante il
periodo di applicazione della strategia di cooperazione , la
politica monetaria dovrebbe reagire opportunamente , così
come sarebbe necessaria un'iniezione di liquidità se la
persistente debolezza dei prezzi energetici facesse aumentare
tale potenziale .
I paesi che hanno ottenuto apprezzabili risultati nella lotta
contro l'inflazione ma il cui tasso inflattivo resta di gran
lunga superiore alla media comunitaria — ad esempio l'Italia
— dovrebbero consolidare la parte di stabilità importata che
inizialmente influisce solo sul livello dei prezzi , nonché
cercare di ribassare durevolmente l'inflazione . Quest'obietti
vo può essere raggiunto purché annunciato senza equivoci e
sostenuto da misure monetarie credibili . Una politica che
miri a contenere l'espasione della massa monetaria non
ostacolerebbe una nuova flessione dei tassi d'interesse ; anzi i
tassi d'interesse nominali e reali di lungo periodo discende
ranno anch'essi , man mano che le anticipazioni inflazionisti
che si stabilizzeranno al ribasso .
La fissazione di obiettivi quantitativi per la massa monetaria
o il credito è sempre fondamentale in una politica monetaria
concepita per il medio periodo e basata su una sostanziale
stabilità dei prezzi . Tuttavia , le innovazioni finanziarie , la
crescente liberalizzazione dei movimenti dei capitali , le
mutazioni strutturali dei mercati monetari e finanziari e le
variazioni della domanda di moneta incidono , talvolta
sensibilmente , sugli aggregati monetari , e di ciò bisogna tener
conto per valutare l'evoluzione monetaria . L'annuncio di un
obiettivo monetario annuale segna una tappa del previsto
percorso della politica monetaria e consente ai datori di
lavoro , ai sindacati e ai governi di aggiustare le loro decisioni .
Migliorando l'informazione degli operatori economici , gli
obiettivi fissati per l'offerta di moneta riducono il rischio di
frizione e facilitano la contrattazione delle parti sociali . I
paesi che dispongono solo di un margine limitato per una
politica monetaria indipendente e il cui pricipale obiettivo è
di stabilizzare il cambio delle loro monete beneficieranno
anch'essi della politica monetaria a medio termine dei grandi
paesi , purché le anticipazioni dei tassi di cambio si stabiliz
zino ed essi possano importare e conservare una sostanziale
stabilità dei prezzi .
Infine , i paesi dove il tasso d'inflazione è ora basso mentre le
anticipazioni inflazionistiche restano maggiori di quanto
giustificato dall'attuale ritmo di lievitazione dei prezzi — ad
esempio la Francia — devono moderare la dilatazione della
massa monetaria conformemente all'obiettivo della crescita
reale a medio termine . La flessione e la stabilizzazione delle
curve dei tassi d'interesse , recentemente osservate in questo
paese , dove i tassi a lungo termine sono calati del 3 % e quelli
a breve termine del 2 % tra il gennaio e l'agosto 1986 ,
dimostrano la nuova credibilità della politica monetaria . La
stabilizzazione ad un basso livello dei tassi d'interesse
dipende infatti da quella delle anticipazioni inflazionisti
che .
L'orientamento qui raccomandato per la politica monetaria
postula tuttavia che vengano relegate in secondo piano le
considerazioni d'ordine congiunturale , perchè altrimenti si
comprometterebbe il progresso realizzato verso un alto
grado di stabilità dei prezzi . Non bisogna neppure dimenti
care che una politica monetaria di medio periodo tende
altresì a stabilizzare la congiuntura . In fase di recessione , la
massa monetaria aumenta ad un ritmo relativamente rapido
rispetto a quello del PIL . La liquidità aumenta ma senza
incidere sfavorevolmente sulle anticipazioni inflazionisti
Per il momento , la congiuntura coincide praticamente per la
maggior parte degli Stati membri : la maggioranza di essi
attraversa una fase di ripresa moderata e tutti ( tranne la
Grecia ) importano stabilità grazie al forte calo dei prezzi
all'importazione . Non si profila , almeno nel breve periodo ,
nessuna minaccia di una nuova impennata inflazionistica .
L'attuale basso tasso d'inflazione sottovaluta peraltro quello
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 51
che . Viceversa , la contrazione delle liquidità in fase di
espansione modera le anticipazioni inflazionistische , senza
però che a ciò si aggiungano i pesanti effetti d'una politica di
stabilizzazione .
Lo SME ha fornito un apporto decisivo alla convergenza
delle politiche monetarie e alla lotta contro l'inflazione ,
obbligando i paesi che vi partecipano a rispettare una
disciplina chiara in materia di cambi . I paesi a forte inflazione
hanno potuto importare una certa dose di stabilità dei prezzi
durante i periodi sempre più lunghi di stabilità dei cambi ,
rinforzando così il processo di disinflazione . Tuttavia , lo
SME ha potuto guadagnare in stabilità solo osservando
rigorosamente un obiettivo di stabilità comune. Di conse
guenza , la maggiore stabilità dei tassi di cambio è stata nel
contempo la causa e l'effetto della maggiore stabilità dei
prezzi e dei costi nello SME . Il riallineamento dei cambi
operato in aprile ed agosto non ha modificato questa
interdipendenza fondamentale .
Nondimeno , in un regime di cambi flessibili la politica
monetaria può trovarsi di fronte ad un conflitto tra le
esigenze interne e quelle esterne . Essa potrebbe quindi esigere
una gestione flessibile in funzione delle fluttuazioni dei cambi
all'esterno della Comunità , onde evitare perturbazioni reali
che potrebbero provocare distorsioni e compromettere prima
o poi l'obiettivo prioritario , ossia la stabilità monetaria . Ciò ,
peraltro , non dovrebbe rimettere fondamentalmente in causa
gli orientamenti prescelti . Lo SME resta nonostante tutto un sistema di cambi fissi ma
aggiustabili . In caso di imperfetto coordinamento delle
politiche economiche , i differenziali che si formano per le
grandi determinanti dei tassi di cambio richiedono aggiusta
menti periodici , quantunque una politica di questo tipo non
ammetta di massima divergenze iniziali di tendenze econo
miche . In futuro , l'integrazione più stretta dei mercati
finanziari esigerà una maggiore liberalizzazione dei movi
menti di capitali . I tassi d'interesse si sono già sensibilmente
ravvicinati in seno allo SME . Il differenziale tra i tassi
tedeschi a lungo termine e quelli francesi , dopo il riallinea
mento , non supera effettivamente il 2 % , mentre era prima
del 3 % . Anche il Belgio ha registrato un calo spettacolare dei
tassi d'interesse a lungo termine .
In Europa , i tassi d'interesse nominali sono fortemente calati
negli ultimi anni . Nel 1981 il tasso nominale medio a breve
era per la Comunità del 15 % , mentre ora è sceso all'8,8 % e
corrisponde praticamente al tasso medio degli anni '70
( tabella 16 ). Si suppone che la diminuzione dei tassi d'inte
resse proseguirà — ma più lentamente — nel prossimo
futuro . Nonostante il successo della lotta contro l'inflazione ,
i tassi d'interesse reali a lungo termine sono tuttora conside
rati relativamente elevati . Quanto al livello attuale dei tassi
d'interesse reali , non bisogna tuttavia dimenticare che in certi
paesi il tasso d'inflazione è ora inferiore a quello di medio
periodo e che il livello dei tassi d'interesse reali è quindi
sopravvalutato . Tassi d'interesse reali troppo bassi non
rispecchiano adeguatamente la relativa scarsità di capitali .
Essi hanno dato luogo negli anni '70 ad un'eccessiva
accumulazione capitalistica dell'apparato produttivo , che
denota la difettosa ripartizione macroeconomica di un
risparmio relativamente scarso , ed implica altresì minori
tassi di rendimento . Inoltre , tassi d'interesse reali troppo
bassi scoraggiano il risparmio a livello macroeconomico e
sopprimono così la base stessa di una crescita più rapida .
Come risulta dal grafico 20 , il livello dei tassi d'interesse reali
previsto per il 1986 corrisponde praticamente a quello della
fine degli anni '60 , mentre il tasso di rendimento del capitale
fisso non è invece ritornato ancora a questo livello .
Il riallineamento ha dunque avuto un'incidenza concreta su
tassi d'interesse . Le monete di cui si prevedeva un riallinea
mento al ribasso hanno dovuto resistere alle pressioni
rialzando i loro tassi d'interesse , il che dimostra che , nei paesi
dove l'erosione monetaria è maggiore , il rinvio del riallinea
mento ha avuto un notevole effetto di stabilizzazione .
Poiché sono prevedibili più ampi movimenti dei capitali , la
loro crescente liberalizzazione rappresenta di per sé un
rischio virtuale per la stabilità dello SME , rischio che può
essere peraltro neutralizzato con una maggiore convergenza
delle politiche monetarie e delle politiche economiche globa
li . L'ulteriore liberalizzazione dei capitali è dunque stretta
mente connessa ad una più stretta integrazione delle econo
mie della Comunità e allo sviluppo del sistema monetario
europeo su basi sane .
Da un lato , tassi d'interesse reali sufficientemente elevati
sono necessari per evitare una cattiva allocazione delle risorse
e per salvaguardare una crescita indotta dall'offerta , che crei
più posti di lavoro . D'altra parte , sarebbe certamente
auspicabile che i tassi d'interesse , sia nominali che reali ,
diminuissero progressivamente con lo stabilizzarsi delle
anticipazioni inflazionistiche ad un livello basso e che si
ricostituisse il risparmio globale .
Una maggiore integrazione monetaria richiede un coordina
mento migliore . Ciò vale non solo per la politica monetaria di
ciascuno dei paesi che partecipano allo SME , ma anche per la
concertazione a livello nazionale sugli strumenti della politi
ca economica generale : gli strumenti della politica economica
devono essere dosati in modo da non compromettere il
sistema dei cambi fissi . Ciò che più importa è "tuttavia che una
politica monetaria incentrata sulla stabilità interna ed esterna
venga sostenuta dalla politica finanziaria e da un'appropriata
evoluzione dei redditi . La necessità di un coordinamento ,
soprattutto tra i maggiori Stati membri , è divenuta più
imperiosa nello SME . Occorre innanzitutto pervenire ad un
maggiore accordo sugli obiettivi della politica di stabilità .
Una strategia monetaria incentrata sul medio periodo costi
tuisce il mezzo idoneo per pervenire , su basi sane , alla voluta
riduzione «organica » dei tassi d'interesse reali .
N. L 385 / 52 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Un'azione coordinata nel campo della politica monetaria non
significa però uniformità , poiché ogni paese accusa problemi
diversi ed occorrono metodi differenti per ovviare alla grave
penuria di convergenza delle politiche di bilancio e alle
connesse divergenze delle anticipazioni inflazionistiche . Nei
limiti delle proprie possibilità , ogni paese deve trovare il
dosaggio che gli consenta di meglio allinearsi all'obiettivo
comune di una crescita durevole non inflazionistica e crea
trice d'occupazione .
L'orientamento generale della politica monetaria dei paesi
dello SME dovrà tenere conto anche degli sviluppi esterni al
sistema monetario europeo . Quanto maggiori saranno la
convergenza economica e la liberalizzazione dei movimenti
di capitali , tanto meno i fattori esterni minacceranno la
stabilità dello SME , poiché la loro importanza relativa
diminuirà in una zona monetaria integrata . Movimenti di
capitali tra la zona SME e i paesi che non ne fanno parte non
rappresenteranno più un pericolo grave per la stabilità dello
SME , in quanto interesseranno anche i paesi che partecipano
al sistema . Al riguardo , è fondamentale sviluppare il ruolo
dell'ECU . Nell'eventualità di una fuga dal dollaro , un tale
potenziamento permetterebbe ad una parte dei capitali di
rifluire verso l'ECU anzicchè confluire verso il marco
tedesco , come spesso è successo in passato . Considerando le
incertezze che gravano sul futuro del dollaro , questa migliore
integrazione della politica europea sul piano monetario e
valutario , oltre che particolarmente opportuna , avrebbe il
vantaggio di facilitare un'azione concertata europea per il
riassorbimento degli squilibri delle bilance dei pagamenti .
La politica monetaria della Comunità dovrebbe porsi l'obiet
tivo di finanziare adeguatamente il margine disponibile di
crescita reale e, nel contempo, quello di salvaguardare e, se
necessario, potenziare i risultati ottenuti nella lotta per una
riduzione durevole dell'inflazione tendenziale . Finora il suo
compito è stato facilitato dagli sviluppi esterni . Il calo del
dollaro nonché la caduta dei prezzi petroliferi e dei tassi
d'interesse americani hanno allargato il margine per una
riduzione dei tassi d'interesse europei senza rischio di nuove
pressioni inflazionistiche . Se il dollaro dovesse continuare a
calare significativamente, ciò potrebbe esigere una gestione
flessibile dei tassi d'interesse europei perfarfronte ai rischi di
un nuovo marcato deprezzamento della moneta americana,
con tutte le conseguenze negative che implica a medio
termine. Occorre tuttavia assolutamente evitare che si accu
muli un nuovo potenziale inflazionistico . Lo SME si è
rivelato un fattore di stabilizzazione . I progressi compiuti
verso la convergenza e la liberalizzazione dei movimenti di
capitali hanno ulteriormente accresciuto la necessità di un
più stretto coordinamento delle politiche economiche, sia sul
piano interno — tra politica monetaria, fiscale ed evoluzione
dei redditi — che tra Stati membri . Il successo ottenuto nella
creazione di una zona di stabilità monetaria attenua l'impatto
dei fattori esterni e costituisce una premessa importante per
una maggiore integrazione delle economie europee.
TABELLA 15
Decelerazione e convergenza dei tassi di crescita della massa monetaria
(%)
1961 -
1969
1970
1977
1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987
Media ponderata
EUR 14,8 14,8 13,9 11,9 11,5 11,3 11,2 9,5 9,9 9,7 7,4
SME 11,7 14,0 13,8 12,9 9,7 8,7 9,5 10,2 8,4 7,7 6,9 5,6
Misure di dispersione in
relazione alla media ( 1 ):
EUR 4,2 4,0 3,9 4,1 4,1 2,7 3,6 3,0 4,4 4,2 2,6
SME 2,1 3,4 4,2 4,0 3,4 2,5 2,3 3,5 3,1 3,2 1,5 1,2
Misure dì dispersione in
relazione al valore più bas
so ( l )
EUR 6,5 10,2 9,0 6,6 7,3 4,8 5,8 5,5 5,0 4,4 3,8
SME 4,8 5,2 9,2 8,1 4,4 4,4 3,0 4,8 4,4 2,8 1,6 2,0
( ] ) L'indice di dispersione rappresenta la somma ponderata degli scarti assoluti rispetto ad una grandezza di riferimento .
Fonte : Servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 53
TABELLA 16
Evoluzione dei tassi di interesse
%)
1961 -
1969
1970
1977
1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986
Tassi di interesse nominali
a breve termine I I
EUR 12 4,8 8,5 8,8 10,9 13,7 15,0 13,7 11,9 11,2 10,5 8,8
SME 4,5 7,8 6,9 9,8 12,2 14,0 11,8 8,9 9,0 8,3 6,3
USA 4,1 5,7 7,4 10,1 11,6 14,0 10,6 8,7 9,4 7,5 6,5
Japon — 8,0 5,1 5,8 10,7 7,4 6,8 6,5 6,3 6,5 5,3
Tassi di interesse nominali
a lungo termine I
EUR 12 6,5 9,8 10,3 11,2 13,0 15,1 14,3 12,7 12,0 10,8 9,0
SME 6,3 9,2 8,8 10,1 11,5 13,5 12,5 10,6 10,3 9,1 7,5
USA 4,6 6,5 7,9 8,7 10,8 12,9 12,2 10,8 12,0 10,8 8,1
Japon — 7,7 6,3 8,3 8,9 8,4 8,3 7,8 7,3 6,5 5,2
Tassi di interesse nominali a
lungo termine (depurati dei
prezzi del PIL) ( l ): \\
EUR 12 2,4 - 0,3 0,1 0,4 0,1 4,2 3,7 4,4 5,7 4,8 2,6
SME 2,3 0,4 0,6 1,3 0,8 3,5 2,1 2,7 4,5 4,1 2,1
USA 1,6 0,3 0,5 0,2 1,2 4,0 5,3 7,7 8,2 7,0 3,9
Japon — - 1,0 1,7 5,7 6,1 5,7 6,6 7,1 6,7 5,2 3,9
(') La definizione dei tassi di interesse reali pone dei problemi metodologici . Tali problemi si fanno maggiormente sentire , quando delle variazioni nelle ragioni di
scambio di notevole ampiezza , come quelle registrate nel 1986 , introducono un elemento di distorsione dei prezzi interni rispetto all' inflazione tendenziale
( secondo gli indicatori , verso l 'alto o verso il basso). Un miglioramento delle regioni di scambio tende a far aumentare i prezzi del PIL .
Fonte : Servizi della Commissione .
N. L 385 / 54 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
GRAFICO 20
Rendimento del capitale e tassi di interesse nella Comunità
(') Risultato netto di gestione delle imprese ( esclusa l'edilizia ) in percentuale dello stock di capitale (EUR-4 ) ( Indice 100 =
1960 ).
( 2 ) Rendimento dei titoli pubblici in base deflazionato con l'indice dei prezzi del P1L (EUR-10 ).
Fonte : servizi della Commissione .
4.2 . Politica di bilancio
4.2.1 . Disavanzi di bilancio, debito pubblico, crescita e
occupazione
Le prospettive di crescita nella Comunità possono essere
migliorate con un equilibrio appropriato dei saldi di bilancio
degli Stati membri . Nel 1986 la riduzione dei disavanzi di
bilancio è stata nell' insieme più rapida che nell'anno prece
dente . Per l'insieme della Comunità (EUR 12), il fabbisogno
di finanziamento netto passa dal 5,1 % del PIL nel 1985 al
4,7 % nel 1986 , mentre nel 1985 la riduzione era stata
soltanto di tre decimi di punto ( tabelle 17 e 18 ). La riduzione
del fabbisogno di finanziamento netto è stata superiore in
taluni paesi dove il disavanzo era molto elevato (Grecia e
Italia ) e in Danimarca , dove nel 1986 il bilancio sarà in
attivo . Il processo di riduzione dei disavanzi dovrebbe
continuare nel 1987 .
Tuttavia , in numerosi paesi le riduzioni realizzate non
bastano a permettere la stabilizzazione e ancor meno la
diminuzione del debito pubblico in percentuale del PIL . In
effetti , per l'insieme del periodo 1986-1987 , il debito
pubblico espresso in percentuale del PIL aumenterà di 4 punti
o più nella metà degli Stati membri della Comunità (Belgio ,
Spagna , Irlanda , Italia , Paesi Bassi e Portogallo — vedi
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 55
tabella 19 ). All'origine di tale evoluzione si trova il persistere
di elevati disanvanzi di bilancio . In numerosi paesi , il servizio
del debito è pressappoco uguale al disavanzo globale . In tre
paesi (Germania , Lussemburgo e soprattutto Danimarca ) si
prevede invece una diminuzione del tasso d'indebitamento
pubblico .
nia , mostrano che un certo aumento annuo del debito
pubblico è legittimo . Per la Germania , il Consiglio degli
esperti valuta tale incremento «legittimo», secondo la defi
nizione delle « finanze pubbliche», all' I ,5 % del potenziale di
produzione .
I disavanzi di bilancio che danno luogo ad un elevato
indebitamento pubblico hanno due importanti conseguenze
macroeconomiche . In primo luogo , gli operatori economici
saranno disposti ad investire in titoli pubblici una parte
crescente dei loro averi soltanto in contropartita di tassi
d'interesse reali sempre più elevati . In secondo luogo , la
presenza di forti disavanzi di bilancio aumenta i rischi di una
ripresa inflazionistica dell'espansione monetaria , ciò che
provoca un ulteriore aumento dei tassi d'interesse reali ,
assimilabile a un premio di rischio . A causa dell'elevato
livello dei tassi d'interesse reali , gli investimenti privati
vengono elusi , con tutte le conseguenze negative che ciò può
comportare per la crescita a medio termine .
La scelta di una strategia di politica di bilancio deve sempre
tener conto dell'offerta e della domanda . Nelle condizioni
attuali , esistono buone ragioni di optare per un rafforzamen
to dell'offerta o di un sostegno della domanda . I principali
Stati membri che hanno praticamente stabilizzato il debito
pubblico sono la Germania , la Francia , il Regno Unito . La
Germania registra persino un'attenuazione del debito pub
blico . In Francia i margini di manovra esistenti sono
utilizzati , importanti sgravi fiscali essendo fin d'ora previsti
per il 1987 e riduzioni supplementari annunciate per il 1988 ,
mentre il disavanzo di bilancio sarebbe contemporaneamente
ridotto durante i due anni . Se l'espansione dovesse unifor
marsi all'estero , particolarmente nella Comunità , la politica
di bilancio in Francia ne risulterebbe agevolata . Nel Regno
Unito il governo ha previsto , nella sua dichiarazione d'au
tunno , un aumento della spesa pubblica dell'ordine di 4,75
miliardi di sterline nel 1987 / 1988 . Ciò significa che le spese
pubbliche previste per il 1987 / 1988 si situano ad un livello
superiore del 2 % circa , in termini reali , al risultato stimato
per il 1986 / 1987 . Perciò , qualora la strategia di cooperazio
ne diventasse , nella sua applicazione , il fondamento
dell'azione economica per l'insieme della Comunità , alcuni di
questi tre paesi potrebbero ragionevolmente prendere una
combinazione di riduzione di imposte e di realizzazione di
investimenti pubblici con un dosaggio che tuttavia potrebbe
differire da un paese all'altro . È possibile prevedere entro
termini ragionevoli una compensazione parziale derivante
dalle entrate supplementari e dalla riduzione delle spese
connesse alla crisi in conseguenza di una maggiore cresci
ta .
Così , quando i disavanzi e i debiti pubblici presentano livelli
elevati , predominano i loro effetti negativi a medio termine e
la loro riduzione dovrebbe avere soltanto effetti benefici . Può
accadere che gli effetti negativi di questo aggiustamento sulla
domanda prevalgano a breve termine , ma il fenomeno
dovrebbe essere provvisorio quando esiste all'inizio una
minaccia d'instabilità finanziaria . L'esperienza danese degli
ultimi anni ne è un esempio .
Per contro , quando il rischio d'instabilità finanziaria è
limitato e la percentuale del debito pubblico rispetto al PIL si
muove già verso il basso , assumono maggiore importanza gli
aspetti negativi della contrazione di bilancio sulla domanda .
Se , in questo caso , si riducono le imposte e vengono prese
altre misure a favore dell'offerta , il deterioramento iniziale
del saldo di bilancio può essere almeno in parte compensato
abbastanza rapidamente .
La politica di bilancio deve svolgere un ruolo preponderante
nell'attuazione della strategia di cooperazione . Il consolida
mento dei disavanzi di bilancio e del debito pubblico deve
restare un obiettivo prioritario per la metà circa degli Stati
membri della Comunità . Gli altri Stati membri, che contatto
per circa due terzi nel PIL della Comunità, presentano
disavanzi accettabili e dispongono de un certo margine per
misure di bilancio volte a sostenere direttamente la crescita .
Tali paesi dovrebbero prevedere qualora non sia già il caso,
l'attuazione rapida e coordinata di azioni di bilancio, volte a
rafforzare l'offerta e a sostenere la domanda . La crescita
dell'attività in tali paesi permetterà anche agli altri Stati
membri di conseguire gli obiettivi di risanamento di bilancio
ad un livello più elevato di attività e occupazione.
Di conseguenza , sulla base del livello del debito pubblico e
del suo ritmo d'incremento nel corso di questi ultimi anni ,
una forte riduzione del disavanzo di bilancio in percentuale
del PIL dovrebbe continuare ad essere un obiettivo priorita
rio in Belgio , Spagna , Grecia , Irlanda , Italia e Portogallo .
Delle misure concrete di risanamento di bilancio a medio
termine combinate con una stabilizzazione monetaria effet
tiva permetterebbero una forte riduzione dei tassi d'interesse
nominali e reali , il che permetterebbe di limitare lo sforzo
necessario di restrizione delle spese di bilancio essenziali .
4.2.2 . Spese pubbliche, fiscalità, crescita e occupazione
Pur rappresentando una priorità per circa la metà degli Stati
membri , la riduzione dei disavanzi di bilancio non costituisce
un obiettivo in sé quando le finanze pubbliche sono suffi
cientemente sane . Di fatto , un certo tasso d'indebitamento
pubblico rispetto al PIL è compatibile con l'equilibrio
finanziario a medio termine di un'economia e , per esempio ,
taluni principi di bilancio normativi orientati sull'offerta ,
come quelli del Consiglio degli esperti economici in Germa
La nozione di «margine di manovra » in materia di bilancio si
è talvolta troppo incentrata sull'aspetto , certo importante ,
N. L 385 / 56 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Mar Baltico , collegamento Venezia-Monaco , installazioni
maremotrici sulla Severn , ponte sullo stretto di Messina ,
ecc .
Tali progetti creerebbero anche possibilità di investimenti
pubblici nazionali nel campo delle infrastrutture . Inoltre ,
nella maggior parte dei paesi , esistono possibilità d'investi
mento in campi quali il rinnovo urbano e l'ambiente
( depurazione delle acque , ecc .). In talune regioni , in parti
colare nei nuovi Stati membri , è urgente migliorare l'infra
struttura . Nell'insieme , dunque , i progetti d'investimento
con sufficiente redditività sociale non mancano . Il loro
sviluppo contribuirebbe notevolmente alla crescita ed al
miglioramento dell'occupazione .
Visti gli stretti legami che esistono fra crescita , occupazione e
tecnologia , la maggior parte delle autorità pubbliche hanno
riconosciuto l'importanza di una politica dinamica di ricerca
e di sviluppo per una crescita economica più solida . A tale
proposito va rilevata in particolare la tendenza a sostenere in
maniera prioritaria i lavori di ricerca sulle tecnologie avan
zate al fine di favorire sempre più l'innovazione e un miglior
collegamento fra ricerca di base e industria . I successi europei
in azioni quali Airbus , Ariane , JET , Esprit e Brite sottoli
neano il valore e l'efficacia del potenziale R&S dell'Europa .
Inoltre , tali azioni evidenziano varie possibilità di finanzia
mento mediante programmi europei ed una partecipazione
finanziaria della ricerca industriale precompetitiva . La
Comunità si è dotata di programmi quadro per ottenere una
maggiore efficacia dei programmi di ricerca comunitaria . Va
anche rilevata l'iniziativa Eureka , che esprime la volontà dei
governi di trovare nuove sinergie finanziarie e economiche
sul piano della cooperazione europea dell'industria .
ma parziale , dei disavanzi di bilancio . Ora , quando si tratta
di definire una strategia di crescita a medio termine , il livello e
la struttura della fiscalità e della spesa pubblica sono elementi
ancora più importanti . In questi due campi , tutti i paesi della
Comunità dispongono effettivamente di un «margine di
manovra» molto ampio per prendere nel senso desiderato
misure volte ad incrementare il tasso di crescita a medio
termine della produzione , degli investimenti , del risparmio e
dell'occupazione . Un punto importante del dialogo sociale è
il conseguimento di un maggior consenso sulla maniera di
contribuire alla realizzazione degli obiettivi della strategia di
cooperazione operando sul livello e sulla struttura della spesa
pubblica e della fiscalità .
Livello e struttura della spesa pubblica . Può essere utile
distinguere tre grandi categorie di spesa pubblica .
( i ) La prima categoria è quella degli investimenti in infra
strutture e di taluni altri investimenti, in particolare nei
' campi della ricerca e sviluppo e dell'istruzione . Tali
investimenti , in senso ampio , possono essere in parte
finanziati dal settore privato . A condizione che i pro
grammi d'investimento siano gestiti in maniera efficace e
che si basino su criteri di redditività sociale elevata o
sufficiente , non vi è alcun motivo di ridurre tali voci di
spesa . Per un'economia dinamica è normale dedicare una
parte sostanziale di risorse ad investimenti di questo tipo ,
con tassi di redditività elevati o sufficienti . I programmi
d'investimento pubblico sono stati più che proporzional
mente colpiti dalle restrizioni di bilancio e dal 1975 al
1985 sono stati portati dal 4 al 2,5 % . Con riserva di
criteri di efficacia , tali programmi potrebbero ora essere
sviluppati su più anni nel quadro della strategia di
cooperazione .
Un programma di grandi opere d'infrastruttura comprenden
ti progetti d'interesse comunitario , come si è visto nella
relazione economica annuale dell'anno scorso , si inserisce
perfettamente nella strategia . Tali progetti d'interesse euro
peo possono essere intrapresi e finanziati sotto la responsa
bilità del settore privato . Si tratta in particolare dei progetti
seguenti :
— l'attuazione di una rete transfrontaliera di telecomunica
zioni ( circa 3 miliardi di ECU);
— tre reti di collegamento : strade , ferrovie e vie navigabili
( 20-25 miliardi di ECU);
— il collegamento Parigi-Bruxelles-Colonia via treno a
grande velocità (3 miliardi di ECU);
— Il collegamento fisso attraverso La Manica (4 milardi di
ECU ).
In totale , si può prevedere a medio termine un volume
d'investimento di 30-35 miliardi di ECU da ripartire su
cinque-sette anni . Inoltre , a più lungo termine potrebbero
essere realizzati altri progetti : collegamento autostradale con
i paesi scandinavi attraverso la Danimarca e gli stretti del
Accanto agli investimenti in infrastrutture , lo Stato ha un
ruolo essenziale da svolgere nel miglioramento del capitale
umano mediante la formazione e il perfezionamento profes
sionali . Anche in questo caso una stretta cooperazione fra i
poteri pubblici e le parti interessate potrebbe permettere di
trovare appropriate forme di finanziamento , che tengano
conto delle possibilità e dei benefici che ciascuno trae da una
migliore qualificazione professionale (vedi anche capitolo
4.3.2 ).
( ii ) Una seconda categoria è quella dei servizi pubblici
correnti, quali la sanità e la pensione. Sotto l'aspetto
sociale è auspicabile un elevato grado di distribuzionee
di tali servizi . È vero che in questo campo si presentano
gravi problemi di gestione e che occorre mantenere una
ragionevole disciplina in termini economici , dato che le
domande per l'estensione di tali programmi possono
superare la capacità dell'economia . Il dosaggio fra
settori pubblico e privato nell'organizzazione di tali
programmi costituisce inoltre un grave problema per
motivi sia di efficacia di gestione , sia di giustizia sociale .
Tuttavia , l'opzione di una privatizzazione parziale delle
cure sanitarie e del sistema pensionistico va esaminata
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 57
Fiscalità, costi salariali e domanda di manodopera . È
probabile che gran parte degli oneri fiscali e sociali sostenuti
dai salariati venga ripercosso sui costi salariali , ciò che può
provocare una maggiorazione di questi ultimi . Dato che
un'evoluzione di questo tipo può generalmente frenare la
domanda di manodopera delle imprese , l'occupazione nel
settore privato sarà scoraggiata e la crescita economica si
indebolirà , ciò che mostra l'importanza di misure di riduzio
ne degli oneri sociali e fiscali del tipo succitato .
con estrema prudenza . In particolare , va notato che il
trasferimento di questi oneri sociali a sistemi di assicu
razione privati non ne diminuirà necessariamente il
costo . Ad esempio , potrebbe accadere che la riduzione
degli oneri sociali venga compensata da contributi
contrattuali più elevati , versati ad organismi privati e
prelevati nello stesso modo dai datori di lavoro . L'im
patto sui costi salariali totali e sulle rivendicazioni
salariali non sarebbe allora molto significativo . In
definitiva , tali programmi debbono essere gestiti in
maniera ragionevolmente economica , ma non smantel
lati .
Fiscalità e offerta di manodopera . Tassi di imposizione
marginali elevati possono frenare la propensione al lavoro e
indebolire perciò le basi della crescita economica .
Fiscalità , reddito disponibile e risparmio delle famiglie .
Esistono altri fattori che hanno effetti indiretti sull'occupa
zione scoraggiando il risparmio e dunque l'accumulazione di
capitale . Una maggiore imposizione dei redditi delle famiglie
riduce il reddito disponibile e il risparmio . Se lo Stato dedica a
spese di consumo una parte delle sue entrate , al netto del
trasferimento , maggiore di quella delle famiglie , il risparmio
nazionale diminuisce .
( iii ) Una terza categoria è quella delle prestazioni sociali che
vengono corrisposte a causa del cattivo funzionamento
del sistema economico . Le indennità di disoccupazione
ne sono il migliore esempio , almeno al di là di un certo
livello minimo di disoccupazione . Tuttavia , tale cate
goria di spese publiche «evitabili » è di fatto molto più
ampia poiché comprende anche gli assegni familiari e
supplementari a favore dei disoccupati , i programmi
estesi di pensionamento anticipato e , in numerosi paesi
i programmi di pensione d'invalidità che sono stati
estesi alle persone che non soffrono di nessuna o
soltanto di una lieve invalidità . Il totale delle spese
pubbliche «evitabili » è aumentato in media del 5 % del
PIL nel corso degli ultimi 15 anni nella Comunità . In
termini di aggravamento degli doneri sociali , queste
voci rappresentano il 10 % dei costi salariali , il che è
evidentemente enorme se si tiene conto dei dibattiti sul
livello economicamente giustificato del costo della
manodopera .
Fiscalità e allocazione delle risorse . Se numerose categorie di
redditi o di spese beneficiano dell'esenzione fiscale , si
avranno distorsioni nell'allocazione delle risorse , la cui
produttività media sarà ridotta . In tal caso , le aliquote fiscali
applicabili in generale dovranno essere più elevate , ciò che ,
come si è visto , avrà un effetto negativo sulla propensione al
lavoro , all'occupazione , al risparmio o all'investimento .
Pertanto , occorre verificare che ogni esenzione fiscale esisten
te abbia ancora tutte le sue giustificazioni economiche o
sociali , tenendo conto del fatto che la sua soppressione
permetterebbe di ampliare la base imponibile e abbassare
conformemente le aliquote del regime comune . Sono questi i
motivi alla base della recente riduzione delle aliquote e delle
esenzioni dall'imposta sul reddito negli Stati Uniti .
Nella Comunità , vanno rilevati . numerosi progetti di riforma
fiscale .
L'attuazione della strategia di cooperazione dovrebbe per
mettere di riconsiderare la pertinenza di tali programmi , a
mano a mano che migliorano le prospettive dell'occupazione .
Ad esempio , pur rispettando i diritti acquisiti delle persone
che hanno già ottenuto il pensionamento anticipato , i criteri
di ammissione a taluni programmi di pensionamento speci
fici potrebbero essere considerati nel quadro di una politica
volta ad accrescere il tasso di partecipazione della popola
zione in età di lavoro nonché a riassorbire la disoccupazione .
Iniziative di questo tipo sono previste in numerosi paesi ,
come in Italia e Paesi Bassi , dove alcuni programmi di
pensionamento speciali a favore di persone in età di lavoro
sono stati estesi a più del 10 % della forza lavoro . Anche in
altri paesi spese analoghe hanno provocato un aumento dei
prelievi sociali tale da frenare l'occupazione . Una riduzione
delle spese pubbliche e dei prelievi sociali in questa direzione
potrebbe dunque fare parte integrante di un nuovo «circolo
virtuoso» di creazione di occupazione e riduzione delle
imposte . Inoltre , da queste spese sociali si può ottenere una
maggiore efficacia se servono ad accrescere le opportunità di
occupazione dei beneficiari di tali programmi .
Per quanto riguarda l'imposta sugli utili delle società ,
numerosi paesi stanno procedendo alla diminuzione delle
relative aliquote (Regno Unito , Francia , Paesi Bassi , Belgio e
Lussemburgo ), compensando parzialmente tale diminuzione
con una riduzione degli ammortamenti . Taluni paesi preve
dono di ridurre o sopprimere altre imposte delle società che
non sono fondate sugli utili , quali l'imposta sul patrimonio
delle società in Germania , l'imposta professionale in Francia
e l'imposta commerciale in Germania .
Possibilità di riforma fiscale . I grandi obiettivi di politica
economica di riforma dei livelli e della struttura della fiscalità
rientrano nei quattro campi seguenti : a ) la domanda di
manodopera , b ) l'offerta di manodopera , c ) il livello del
risparmio e dunque dell'accumulazione di capitale , d ) l'effi
cacia dell'allocazione delle risorse .
Per quanto riguarda l'imposta sul reddito delle persone
fisiche , la Francia , la Germania e il Regno Unito sono avviati
in un processo di riduzione progressiva delle aliquote
marginali elevate , riduzione finanziata in parte con un
ampliamento della base imponibile (Regno Unito ) e in parte
N. L 385 / 58 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
con economie di bilancio generali . In Francia , in Germania e
nel Regno Unito , ulteriori riduzioni dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche costituiscono uno degli obiettivi princi
pali dei governi per i prossimi anni .
In occasione della diminuzione del prezzo dei prodotti
petroliferi , numerosi paesi hanno maggiorato le imposte di
consumo sul petrolio , spesso al fine di ridurre il loro
disavanzo (Danimarca , Spagna , Grecia , Italia , Irlanda e
Portogallo).
Le proposte della Commissione in materia di ravvicinamento
delle legislazioni in materia di fiscalità indiretta potrebbero
implicare anche una modificazione della struttura dei prelievi
obbligatori in taluni paesi .
Misure specifiche concernenti il livello e la struttura delle
spese pubbliche e della fiscalità dovrebbero fortemente
contribuire all'attuazione della strategia di cooperazione . Gli
investimenti pubblici che presentano una redditività sociale
sufficente potrebbero essere ' ormai incrementati, ciò che
favorirebbe anche lo sviluppo del potenziale di produzione e
gli investimenti privati . I prelievi sociali dovrebbero essere
ridotti a medio termine . Il miglioramento della crescita e
dell'occupazione, con l'aumento delle entrate pubbliche e le
economie di pagamenti di trasferimento che ne risultano, può
creare un «circolo virtuoso ». Determinate riforme fiscali
dovrebbero inoltre mirare a ridurre le aliquote delle imposte
sui redditi, a modificare la struttura dellafiscalità in un senso
favorevole all'occupazione e a facilitare il ravvicinamento
delle imposte dirette nella Comunità .
TABELLA 17
Entrate e uscite delle pubbliche amministrazione ( 1 )> EUR 12
in miliardi di ECU in percentuale del PIL variazioni in percentuale
1985 1986 ( 2 ) 1984 1985 1986 ( 2 ) 1987 ( 2 ) 1985 1986 ( 2 ) 1987 (
Imposte indirette 517,3 568,3 13,5 13,3 13,4 13,5 7,4 9,9 6,8
Imposte dirette 497,0 526,9 12,7 12,8 12,5 12,4 9,7 6,0 6,2
Contributi sociali 589,1 631,8 15,2 15,2 14,9 14,9 8,1 7,2 6,1
Totale imposte e contributi sociali 1 603,4 1 727,0 41,3 41,3 40,8 40,8 8,4 7,7 6,3
Altre entrate correnti 148,4 152,4 3,7 3,8 3,6 3,3 12,3 2,7 - 3,3
Totale entrate correnti 1 751,8 1 879,4 45,0 45,1 44,4 44,1 8,7 7,3 5,6
Trasferimenti correnti versati 877,8 933,4 22,8 22,6 22,1 21,7 7,5 6,3 4,4
Interessi effettivi versati 198,7 217,1 4,9 5,1 5,1 5,0 12,3 9,3 2,7
Consumi pubblici 722,6 770,1 18,8 18,6 18,2 18,0 7,6 6,6 5,1
Totale spese correnti 1 799,0 1 920,7 46,5 46,3 45,4 44,6 8,1 6,8 4,5
Risparmio lordo - 47,3 - 41,2 - 1,5 - 1,2 - 1,0 - 0,5 — — —
Trasferimenti netti in conto capitale 45,5 41,5 1,1 1,2 1,0 0,9 17,1 - 8,8 - 4,5
Investimenti fissi lordi 107,3 114,8 2,8 2,8 2,7 2,7 7,7 7,0 6,0
Accreditamento ( +.) li\ \ \
o indebitamento ( - ) - 200,0 - 197,5 - 5,4 - 5,1 - 4,7 - 4,1 — — —
p. i. : PIL nominale 3 882,2 4 225,8 100,0 100,0 100,0 100,0 8,6 8,9 6,4
(') Definizione della contabilità nazionale , esclusi prestiti , anticipazioni e partecipazioni .
( 2 ) Previsioni .
Fonte : servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 59
TABELLA 18
Accreditamento ( - ) o indebitamento ( + ) delle pubbliche amministrazioni
(in % del PIL)
1970 1973 1981 1982 1983 1984 1985 0 ) 1986 (■) 1987 (')
Belgio - 2,2 - 3,3 - 12,6 - 11,1 - 11,7 - 9,5 - 8,4 - 8,0 - 6,2
Danimarca 4,1 5,2 - 7,1 - 9,3 - 7,3 - 4,2 - 1,9 2,8 2,8
Germania 0,2 1,2 - 3,9 - 3,4 - 2,5 - 1,9 - 1,1 - 0,9 - 0,7
Grecia — — - 10,6 - 9,4 - 8,9 - 10,1 - 13,9 - 10,6 - 7,1
Spagna 0,7 1,1 - 3,0 - 5,8 - 5,4 - 5,0 - 6,2 - 4,9 - 4,4
Francia 0,9 0,9 - 1,8 - 2,5 - 3,2 - 2,9 - 2,6 - 2,9 - 2,6
Irlanda — — - 15,8 - 14,2 - 11,8 - 9,8 - 11,6 - 10,7 - 9,9
Italia - 3,5 - 7,0 - 11,7 - 12,7 - 12,4 - 13,0 - 14,0 - 12,7 - 11,0
Lussemburgo 2,7 3,3 - 2,3 - 1,3 - 0,8 1,5 4,1 3,7 2,6
Paesi Bassi - 1,2 1,0 - 5,2 - 7,1 - 6,5 - 6,2 - 5,1 - 5,5 - 6,6
Portogallo — — - 10,1 - 8,8 - 7,1 - 7,7 - 11,2 - 8,0 - 7,5
Regno Unito 3,0 - 2,7 - 2,7 - 2,4 - 3,7 - 3,9 - 2,8 - 2,9 - 2,5
EUR 12 0^(2) 1,0 « - 5,4 - 5,6 - 5,5 - 5,4 - 5,1 - 4,7 - 4,1
(') Stime e previsioni economiche dei servizi della Commissione (ottobre 1986 ).
( 2 ) Grecia , Irlanda e Portogallo esclusi .
TABELLA 19
Debito pubblico ( 2 )
(in % del PIL)
1973 1981 1982 1983 1984 1985 (') 1986 C 1 ) 1987 (')
Belgio ( 3 ) 63,2 88,1 96,1 105,1 111,6 118,3 121,9 125,6
Danimarca 5,0 43,6 52,7 62,7 67,6 66,3 62,1 57,6
Germania 18,6 36,4 39,5 41,7 42,0 42,7 41,9 41,7
Grecia ( 4 ) — 33,0 36,7 41,4 49,9 56,8 58,4 61,2
Spagna — 21,0 26,2 32,1 39,3 46,3 48,8 52,5
Francia 25,1 26,0 29,1 30,7 29,3 31,8 34,0 35,0
Irlanda ( 4 ) 65,5 89,8 96,6 107,7 113,6 115,7 119,1 124,8
Italia 62,5 73,2 80,0 87,6 94,5 103,0 106,3 108,1
Lussemburgo 20,5 14,0 14,4 14,8 14,8 14,5 13,8 12,8
Paesi Bassi ( 3 ) 43,4 50,3 55,6 62,3 67,0 70,6 76,3 82,9
Portogallo — 59,0 62,2 70,9 75,7 81,2 81,5 85,2
Regno Unito ( 5 ) 63,3 51,1 57,7 57,4 58,7 56,9 57,9 58,0
EUR 12 40,3 ( 6 ) 45,0 49,8 53,5 56,0 58,9 60,3 61,8
(') Stime e previsioni dei servizi della Commissione in base ai bilanci economici ottobre 1986 .
( 2 ) Pubbliche amministrazioni esclusi Belgio , Grecia , Irlanda e Paesi Bassi .
( 3 ) Pubbliche amministrazioni escluse le amministrazioni della sicurezza sociale .
( 4 ) Governo centrale .
( s ) Debito ai prezzi di mercato .
( 6 ) Grecia , Spagna e Portogallo esclusi .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
N. L 385 / 60 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 20
Evoluzione delle spese per la sicurezza sociale delle pubbliche amministrazioni
(in % del PIL)
Belgio Danimarca Germania Francia Irlanda Italia
Lussem
burgo
Paesi-
Bassi
Regno
Unito EUR 8 (')
1970: I I
Malattia 3,8 5,6 5,7 4,9 4,1 — 2,7 5,7 3,9 5,0
Invalidità + infortuni sul lavoro 2,2 2,7 2,6 1,8 1,3 — 2,9 3,1 1,2 2,1
Pensioni 7,1 6,9 9,4 7,5 4,6 — 7,8 7,7 6,7 7,9
Maternità + famiglia 3,5 2,7 2,1 3,1 2,3 — 1,8 2,6 1,5 2,3
Disoccupazione 0,6 0,4 0,1 0,3 0,4 — 0,0 0,6 0,3 0,3
Altri 0,0 0,1 0,3 0,0 0,1 — 0,0 0,8 0,1 0,2
Totale 17,4 19,0 20,7 18,2 13,3 — 15,4 19,0 13,8 18,0 ,
1983 : I I
Malattia 6,5 7,1 7,5 6,8 8,4 5,7 11,1 8,4 4,7 6,7
Invalidità + infortuni sul lavoro 3,3 2,6 3,1 2,3 — 5,4 — 6,4 2,2 2,9
Pensioni 11,5 10,4 12,1 11,2 7,4 11,5 12,0 10,3 9,8 11,1
Maternità + famiglia 3,0 3,1 2,0 3,1 — 2,0 1,2 2,7 2,8 2,6
Disoccupazione 4,2 4,1 2,0 2,7 — 0,8 0,0 4,2 2,3 2,5
Altri 0,5 1,1 0,6 0,2 3,1 0,0 0,8 0,0 0,3 0,4
Totale 29,5 30,1 27,8 27,4 23,2 25,5 25,5 32,7 23,1 27,0
Crescita, 1970—1983 : I I
Malattia 2,7 1,5 1,8 1,9 4,3 — 8,4 2,7 0,8 1,7
Invalidità + infortuni sul lavoro 1,1 - 0,1 0,5 0,5 — — — 3,3 1,0 0,8
Pensioni 4,4 3,5 2,7 3,7 2,8 — 4,2 2,6 3,1 3,1
Maternità + famiglia - 0,5 0,4 - 0,1 0,0 — — - 0,6 0,1 1,3 0,2
Disoccupazione 3,6 3,7 1,9 2,4 — — 0,0 3,6 2,0 2,3
Altri 0,5 1,0 0,3 0,2 3,0 — 0,8 - 0,8 0,2 0,2
Totale 12,1 11,1 7,1 9,2 9,9 — 10,1 13,7 9,3 9,0
(') Italia esclusa .
Fonte: Eurostat , «Sistema europeo delle statistiche della sicurezza sociale ».
Nota: I dati non sono comparabili in quanto le prestazioni sono di natura diversa .
Il relativo peso dei settori pubblico e privato per taluni voci di spesa (parità , pensioni ) varia notevolmente da un paese all'altro .
4.3 . Retribuzioni e mercato del lavoro
4.3.1 .Redditi e costi salariali
La strategia di cooperazione propone che le parti sociali si
accordino su un'evoluzione dei costi salariali compatibile con
un aumento significativo dell'occupazione . Lo scenario che
illustra la strategia di cooperazione prevede a questo propo
sito che i salari , in una definizione probabilmente vicina a
quella in generale considerata nelle trattative salariali , ossia
al netto degli oneri sociali sostenuti dai datori di lavoro ,
aumenteranno in termini reali , in media negli anni
1986-1990 , ad un ritmo moderato , vicino all' I , 1 %
all'anno . Agli effetti di questo aumento moderato si aggiun
geranno quelli di una certa diminuzione dei contributi sociali
a carico dei salariati . Nello stesso periodo la produttività in
media pro capite aumenterebbe del 2,3 % . Tenuto conto
della diminuzione parallela degli oneri sociali sostenuti dai
salariati e delle imposte dirette , nonché delle modificazioni
delle ragioni di scambio , il potere di acquisto del salario netto
dovrebbe crescere in media 1986-1990 ad un ritmo lieve
mente più rapido .
Queste evoluzioni di costi salariali totali e di redditi salariali
totali netti meritano l'adesione sia dei datori di lavoro , sia dei
salariati , dato che dovrebbero condurre ad un risultato
nettamente superiore sul piano del lavoro e ad una maggiore
redditività per le imprese , nonché ad un aumento moderato
dei redditi reali per i salariati .
Dall'inizio degli anni '80 tutti i paesi hanno compiuto
progressi nella moderazione della crescita dei salari reali
rispetto a quella della produttività . Gli utili sono dunque
migliorati . Fra il 1981 e il 1985 , i progressi sono stati peraltro
molto diversi a seconda dei paesi (vedi tabella 21 ).
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 61
deteriorano , sia , inversamente , di accelerare tale ripristino
pur mantenendo una soddisfacente evoluzione dei salari
reali . Dovrebbero essere proseguite le azioni intraprese nel
corso degli ultimi anni per togliere rigidità ai meccanismi di
indicizzazione . L'attuale contesto di stabilità dovrebbe faci
litare la realizzazione di tale obiettivo .
Nel 1986 si potrebbe peraltro conseguire un maggior grado
di convergenza nell'ambito della Comunità . In effetti , il
miglioramento delle ragioni di scambio ha permesso a paesi
come il Belgio , la Francia e l'Italia , che avevano progredito
meno rapidamente fino al 1985 , di realizzare quest'anno un
grande miglioramento della redditività delle imprese . Ciò è
dovuto , ad esempio in Belgio , all'esistenza di meccanismi di
indicizzazione ancora abbasttanza rigidi . Tali meccanismi
hanno permesso di ripercuotere automaticamente la riduzio
ne dell'inflazione sui salari nominali . In Francia , nel quadro
della politica contrattuale , che ha per oggetto un allineamen
to ex ante dei salari nominali sull'obiettivo di aumento dei
prezzi , è stato tenuto conto della riduzione più rapida del
previsto dell'inflazione .
All'interno di ciascun paese occorre parimenti preservare una
certa flessibilità nella formazione dei salari a livello regiona
le . Una maggiore coesione sociale ed economica all'interno
della Comunità richiede inoltre che venga realizzata una
convergenza verso il basso dei tassi di disoccupazione fra le
diverse regioni della Comunità senza che si debba assistere
allo spopolamento delle regioni più povere .
L'aumento dei costi salariali reali prò capite dovrebbe essere
inferiore , o vicino , all' I ,0 % soltanto in cinque paesi : Belgio ,
Grecia , Spagna , Francia e Italia . Negli ultimi tre paesi , un
aumento dei costi salariali reali inferiori alla media della
Comunità sembra del resto giustificato se si prende in
considerazione la ripresa ancora debole dell'occupazione e il
livello particolarmente elevato della disoccupazione . Ciò
vale anche per il Belgio e per il Portogallo , dove i costi
salariali reali prò capite dovrebbero aumentare ad un ritmo
vicino all' I % .
Trasferimenti di risorse organizzati sia dagli Stati membri sia
dalla Comunità , possono e devono contribuire alla realizza
zione di questo obiettivo . Ma per essere pienamente efficaci ,
essi devono essere completati da capitali privati attratti da
una redditività almeno pari a quella offerta dalle regioni più
favorite .
Infine , l'aumento moderato dei costi salariali reali prò capite
dovrebbe essere generalizzato e andare a vantaggio dell'in
sieme dei settori e delle imprese .Negli altri paesi della Comunità , l'aumento dei costi salariali
reali prò capite dovrebbe essere del 2-3 % (vedi tabella 22 ).
In tali paesi , è auspicabile che le parti sociali tengano conto ,
rielle loro trattative salariali , dell'evoluzione dell'occupazio
ne e del livello di disoccupazione . Ad esempio , l'inversione
nell'evoluzione dei costi salariali potrebbe essere meno
accentuata in Germania , dove il livello di disoccupazione è
relativamente meno elevato e la redditività è aumentata
abbastanza rapidamente . Nel Regno Unito , per contro , il
problema di un rapido aumento delle retribuzioni salariali
reali , malgrado un tasso di disoccupazione elevato , si
manifesta con particolare acutezza .
A questo proposito , gli incrementi di produttività realizzati
nei settori più performanti dovrebbero essere in primo luogo
utilizzati per migliorare la competitività e la redditività della
economia , e soltanto in secondo luogo per aumenti di salari
superiori alla media in tali settori . Ciò permette di aumentare
i margini di manovra dei settori in cui gli incrementi di
produttività sono meno elevati , margini che essi possono
utilizzare per creare posti di lavoro .
L'imperativo di moderazione salariale implica una grande
responsabilità presso le parti sociali . La formazione dei salari
si effetua in ciascun paese secondo procedure tradizionali ,
spesso sperimentate da lungo tempo . Senza mettere in causa
tali procedure , occorrerebbe che esse permettessero di rispet
tare alcuni principi .
Può essere per altro utile preservare , a livello delle imprese ,
una certa flessibilità congiunturale delle retribuzioni . Si
tratta di una contropartita spesso necessaria alla stabilità
dell'occupazione a fronte di variazioni congiunturali della
domanda o dei prezzi . Una tecnica possibile a questo
proposito potrebbe essere , ad esempio , il frazionamento
delle retribuzioni in una parte fissa e un'altra legata agli utili
dell'impresa , a tutto vantaggio della motivazione dei salaria
ti . Una tale flessibilità può inoltre permettere alle imprese
esistenti di disporre dei margini necessari alle ristrutturazioni
pur mantenendo un certo livello di occupazione .
Gli accordi salariali dovrebbero permettere di tener conto
rapidamente , nel senso auspicato dalla strategia di coopera
zione , di eventuali importanti cambiamenti nelle ragioni di
scambio , che sono d'altronde difficilmente prevedibili . Le
parti sociali dovrebbero porsi la domanda dell'opportunità di
preservare , in tale eventualità , una certa flessibilità nell'evo
luzione effettiva dei salari nominali . Una delle possibilità
sarebbe l'introduzione negli accordi sociali di clausole di
salvaguardia che proteggano in una certa misura le due parti .
Ciò allo scopo sia di evitare che venga rimesso in causa il
ripristino della redditività quando le ragioni di scambio si
I vari aspetti della formazione dei salariati qui trattati
riguardano in primo luogo le parti sociali . Si tratta di
problemi che dovrebbero essere esaminati in maniera appro
fondita nel quadro del dialogo sociale al fine di pervenire ad
un equilibrio appropriato fra l'adattabilità del mercato del
lavoro e la protezione dei salariati .
N. L 385 / 62 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
L'evoluzione dei costi salariali ha permesso in questi ultimi
anni un certo incremento della redditività delle imprese e
contribuirà dunque a migliorare l'occupazione. La diminu
zione dei prezzi petroliferi rafforza tali tendenze. A medio
termine, occorre giungere ad un consenso su un aumento
moderato dei salari reali combinato, per quanto possibile,
con una riduzione degli oneri sociali, ciò che garantirebbe
durevolmente un miglioramento della redditività e della
competitività . Ai fini di una più rapida riduzione della
disoccupazione, occorre inoltre vigilare affinché le procedure
di formazione dei salari conservino un'elasticità sufficiente
respetto sia alle evoluzioni imprevedibili del contesto inter
nazionale, sia alle disparità regionali. A livello delle imprese,
si potrebbero studiare le modalità di una certa flessibilità
delle retribuzioni che permetterebbe di migliorare la motiva
zione dei salariati e di stabilizzare l'occupazione a fronte di
variazioni congiunturali della domanda o dei prezzi. Peral
tro, gli incrementi di produttività superiori alla media
realizzati nei settori e nelle imprese più performanti dovreb
bero essere utilizzati in primo luogo per migliorare la
competitività nell'insieme dell'economia, e soltanto in secon
do luogo per aumenti salariali superiori alla media in tali
settori .
La ristrutturazione e la riduzione dell'orario di lavoro
possono rendere la crescita più creatrice di occupazione a
condizione che siano neutre sul piano dei costi . Questo
obiettivo può essere raggiunto nel quadro di una riorganiz
zazione del processo di produzione che combini la riduzione
dell'orario di lavoro con un allungamento della durata di
utilizzo delle capacità produttive e una maggiore flessibilità
nell'assegnazione della manodopera nell'impresa . Una tale
formula potrebbe accrescere la produttività del capitale e
contribuire così a rilanciare gli investimenti privati . La
possibilità di utilizzare le capacità esistenti per produrre di
più con un organico maggiore rimedierebbe anche all'insuf
ficienza dello stock di capitale rispetto a quello che richiede
rebbe un elevato livello di occupazione .
Dato che le incertezze e i costi di aggiustamento connessi ad
una riorganizzazione del lavoro possono essere notevoli ,
occorre integrare tale processo in un approccio cooperativo ,
ed evitare in particolare aumenti dei costi del capitale e del
lavoro . In numerosi casi lo Stato deve anche intervenire per
incoraggiare le esperienze , gli scambi di informazioni e , in
taluni casi , prendere a carico i costi di aggiustamento . In
numerosi Stati membri i poteri pubblici hanno messo in
opera vari mezzi per facilitare tale ristrutturazione .
La deregolamentazione dei sistemi di protezione dell'occupa
zione non può costituire un obiettivo in sé . Un quadro
legislativo generale in materia di occupazione , come esiste in
tutti i paesi europei e in Giappone , permette di garantire
condizioni d'impiego stabili ed eque . La legislazione sulla
protezione dell'occupazione può parimenti far parte inte
grante di un contratto sociale in senso lato nel cui quadro un
approccio cooperativo delle relazioni sociali è fondato su una
politica previsionale delle imprese in materia di occupazio
ne .
La grande diversità dei sistemi di protezione dell'occupazione
che esistono nella Comunità e che si inquadrano tutti in un
contesto giuridico globale , mostra come regolamentazioni
troppo vincolanti possano pregiudicare la creazione di posti
di lavoro in una data economia . Indagini compiute dalla
Commissione presso diregenti di impresa rivelano che le
regolamentazioni relative ai licenziamenti e agli sfoltimenti di
personale sono considerate in taluni paesi come particolar
mente nocive per l'occupazione .
In questi casi , dovrebbero essere riconsiderati i costi , le
procedure e gli strumenti di ricorso ai tribunali in materia di
assunzione e di licenziamento , senza peraltro rimettere in
causa i diritti sociali fondamentali . Tali riforme dovrebbero
essere compatibili con gli obiettivi definiti nell'articolo 1 1 8 A
dell'atto unico europeo .
Le norme che disciplinano il lavoro a tempo parziale e i
contratti a tempo determinato influenzano anch'esse in
ampia misura l'equilibrio tra la qualità e la quantità dei pósti
di lavoro offerti . Inoltre , il crescente numero di offerte di
impiego di questo tipo e di persone disposte ad accettarle è
sufficientemente elevato , tenuto conto della carenza di posti
di lavoro nella Comunità , perché si vigili affinché questo tipo
di contratti di lavoro non venga troppo rigorosamente
regolamentato . Di fatto , per pervenire ad accrescere il tasso
4.3.2 . Adattamento del mercato del lavoro ai fini di una
crescita maggiormente induttiva di occupazione
Accanto alle grandi determinanti macroeconomiche dell'oc
cupazione che sono già state esaminate — domanda globale ,
livello delle retribuzioni e costi di sicurezza sociale — esiste
tutta una serie di strumenti microeconomici che possono
incoraggiare o frenare la propensione dell' economia a creare
posti di lavori , fra cui principalmente :
— la ristrutturazione dell'orario di lavoro ;
— i sistemi di protezione dell'occupazione ;
— le possibilità di qualificazione o di riqualificazione pro
fessionali ;
— le regolamentazioni che disciplinano la creazione delle
piccole imprese , l'avvio di attività di lavoro indipendente
e di imprese cooperative , e
— le misure che favoriscono la reintegrazione dei disoccu
pati di lunga durata nella vita attiva e l'inserimento
professionale dei giovani disoccupati .
In questi campi , varie iniziative sono state prese o sono
oggetto di studio in vari Stati membri e a livello comunitario .
Inoltre , numerose misure precise volte a migliorare il mercato
del lavoro hanno formato recentemente oggetto di un
memorandum intitolato «Crescita dell'occupazione nella
prospettiva degli anni '90 — Strategia per il mercato del
lavoro » che è stato sottoposto nel giugno 1986 al Consiglio
dei ministri dell'occupazione e degli affari sociali dai ministri
irlandese , italiano e britannico .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 63
Il contributo della formazione e della qualificazione ad una
maggiore flessibilità regionale del mercato del lavoro nella
Comunità è stato riconosciuto dalla decisione del Consiglio
concernente la corrispondenza delle qualifiche di formazione
professionale fra Stati membri delle Comunità europee che si
applica in particolare ai lavoratori semiqualificati (di livel
lo 2 ). La decisione completa l'azione della Comunità volta a
pervenire più rapidamente al reciproco riconoscimento dei
certificati e altri titoli che comprovano il completamento
degli studi professionali . Da essa potranno trarre vantaggio
in primo luogo i lavoratori dei settori nei quali la mobilità
transfrontaliera raggiunge già spesso un elevato livello . Ciò
costituisce una tappa nella realizzazione della dimensione
umana del mercato interno .
Due dei principali fattori che condizionano l'adattabilità del
mercato del lavoro nell'ottica di una crescita maggiormente
creatrice di occupazione , sono le regolamentazioni e le
convenzioni in materia di ( a ) orario di lavoro e ( b ) protezione
dell'occupazione . In questi due campi , le inchieste realizzate
recentemente dalla Commissione C ) hanno mostrato che sia
presso i datori di lavoro , sia presso i salariati , esiste il
desiderio di veder realizzarsi un'attenuazione di talune regole
che disciplinano il mercato del lavoro . Questa volontà
dovrebbe essere messa a profitto per approfondire il dialogo
sociale su questi vari temi .
di attività ( elemento indispensabile tenuto conto dei proble
mi strutturali che si annunciano sul piano demografico ), la
Comunità dovrà appoggiarsi parzialmente su queste forme di
contratti di lavoro , che rispondono particolarmente bene alle
preferenze di taluni gruppi ( ad esempio , secondo impiego in
una famiglia , lavoratori in età avanzata ). Queste forme di
contratti presentano inoltre il vantaggio , nell'attuale situa
zione , di ridurre i costi marginali connessi alle disposizioni
legislative e ai contratti collettivi all'atto dell'assunzione di
nuovi lavoratori , senza pregiudicare la sicurezza dell'occu
pazione dei lavoratori permanenti ; esse contribuirebbero
inoltre ad una crescita maggiormente creatrice di occupazio
ne . Tuttavia , debbono essere prese talune precauzioni per
limitare i rischi di precarietà dell'impiego e garantire la
qualità di tali contratti , che dovrebbero ad esempio essere
disciplinati da un minimo di norme in materia di copertura
sociale e da altre regolamentazioni del lavoro , quale la
fissazione di salari minimi .
L'instruzione, la formazione e la riqualificazione sono varia
bili chiave del processo di aggiustamento economico . Esse
non possono essere dimenticate nelle iniziative politiche in
materia di occupazione , se si vogliono evitare strozzature
gravissime e attenuare le conseguenze sociali della ristruttu
razione industriale .
Il ruolo centrale che l'istruzione e la formazione svolgono
attualmente negli Stati membri è sottolineato dal crescente
riconoscimento dei legami che esistono tra formazione ,
produttività e successo negli affari , nonché dall'importanza
che le imprese attribuiscono ad un maggior volume di
investimenti nella formazione . Come strumento di aggiusta
mento sociale , la riqualificazione deve in particolare essere
attuata in caso di chiusura di imprese e di contrazione
dell'attività settoriale e più ancora nelle zone di declino
industriale .
A questo proposito , e nel quadro del dialogo sociale a livello
comunitario (Val Duchesse ), il gruppo di lavoro sulla
formazione e la motivazione dei lavoratori in relazione alle
nuove tecnologie cerca di contribuire alla creazione di un
contesto favorevole . Ciò è particolarmente importante per
quanto riguarda il programma per la formazione professio
nale , le nuove tecnologie dell'informazione (Euro-Tecnet ) e
la decisione recante adozione del programma di cooperazio
ne fra l'università e l'impresa sulle formazioni di elevato
livello (Comett ).
Un'azione particolare è richiesta per garantire una gestione
effettiva delle risorse umane su scala locale e regionale . Tale
azione dev'essere sostenuta da investimenti nella formazione
sufficienti e finanziati dai settori pubblico e privato , atti a
garantire qualifiche superiori e attuali a tutti i livelli . Le PMI
incontrano problemi particolari di formazione e di riqualifi
cazione ( sul piano degli sviluppi nelle attività di gestione e di
consulenza , dell'accesso alla formazione , della flessibilità
delle forniture ). In questo campo , gli Stati membri sono
invitati a rispondere positivamente alle proposte della Com
missione su un insieme completo di misure . Il bisogno di una
maggiore flessibilità della manodopera nell'ambito dell'im
presa evidenzia inoltre l'importanza che riveste l'aumento del
livello di formazione mediante una maggiore mobilità inter
na .
Come è stato sottolineato in una comunicazione della
Commissione al Consiglio nel 1984 (COM(84 ) 484 def.), i
disoccupati di lunga durata saranno fra gli ultimi a benefi
ciare di eventuali miglioramenti dei risultati economici
globali . Le politiche volte a promuovere la crescita globale
dell'economia e quella dell'occupazione devono essere com
piletate da misure specifiche a favore dei disoccupati di lunga
durata . La Commissione ha quindi proposto un insieme di
misure volte a prevenire la disoccupazione di lunga durata e
al tempo stesso a reintegrare i disoccupati restati senza lavoro
da dodici mesi o più . Tali misure hanno costituito la base
della risoluzione del Consiglio del dicembre 1984 ( 2 ), che
contiene un impegno ad affrontare il problema migliorando
l'efficacia delle politiche sociali e dell'occupazione esistenti
nel quadro di un'azione comunitaria effettiva per combattere
la disoccupazione . Queste misure completano quelle della
risoluzione del Consiglio del gennaio 1984 che tratta della
disoccupazione dei giovani e nella quale gli Stati membri
hanno espresso il loro accordo per una serie di misure volte a
promuovere la formazione e l'occupazione dei giovani .
Tutta una serie di iniziative specifiche di aiuto ai disoccupati
di lunga durata ha beneficiato di interventi del Fondo sociale
europeo e del programma di lotta contro la povertà ( 3 ).
Numerosi Stati membri hanno introdotto nuove misure a
favore dei disoccupati di lunga durata o hanno esteso le
0 ) «Problemi dell'occupazione : opinioni dei dirigenti d'azienda e
dei lavoratori », Economia europea, n . 27 , marzo 1986 .
( 2 ) Risoluzione del Consiglio , del 19 . 12 . 1984 , concernente la lotta
contro la disoccupazione di lunga durata .
( 3 ) COM(83 ) 211 def. 25 . 4 . 1983 .
N. L 385 / 64 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
misure esistenti . Tuttavia , la percentuale di disoccupati
registrati senza lavoro da un anno o più non ha cessato di
crescere e raggiunge attualmente il 40 % circa in media nella
Comunità . Inoltre , è anche cresciuta la percentuale di
disoccupati senza lavoro da due anni o più . L'azione della
Comunità non è manifestamente all'altezza della gravità del
problema : occorre assolutamente un maggiore impegno
politico e finanziario per conseguire gli obiettivi fissati nella
risoluzione del 1984 . Potrebbero quindi essere prese in
considerazione misure concrete , quale la riduzione degli
oneri sociali per l'assunzione di disoccupati di lunga dura
ta .
Inoltre , per quanto riguarda la disoccupazione dei giovani , è
beninteso necessario attribuire particolare attenzione alle
misure che potrebbero aumentare le possibilità di lavoro più
che a quelle che ritardano semplicemente l'entrata sul
mercato del lavoro .
Meritano un'attenzione particolare anche i problemi dei
giovani disoccupati di più di vent'anni , dei quali molti
rischiano già di diventare disoccupati di lunga durata quando
saranno esaurite le possibilità di tirocini o di contratti
temporanei .
Alle fine del 1986 , la Commissione esaminerà i progressi
realizzati nell'attuazione della azioni previste nella risoluzio
ne del Consiglio . Essa sottoporrà al Consiglio all'inizio del
1987 un rapporto sotto forma di comunicazione che propone
nuove azioni . Il rapporto si baserà sulle informazioni
comunicate dagli Stati membri e sulle conclusioni di rapporti
recenti elaborati dalla Commissione e da altri organismi
interessati alla lotta contro la disoccupazione di lunga
durata .
Esistono numerose regolamentazioni o iniziative in materia
di creazione di posti di lavoro che potrebbero rendere
l'economia maggiormente creatrice di occupazione . Esse
devono integrarsi in maniera coerente in una politica macroe
conomica positiva quale prevista nella strategia di coopera
zione. La Commissione non dovrebbe orientarsi verso una
deregolamentazione generalizzata nel campo della protezio
ne dell'occupazione, ma gli Stati membri dovrebbero in
taluni casi adattare le regolamentazioni troppo vincolanti per
non scoraggiare la crescita di varie forme di occupazione,
sempre che vengano rispettati i principi fondamentali della
sicurezza sociale e altre condizioni . La ristrutturazione
dell'orario di lavoro, secondo modalità neutre per quanto
riguarda i costi, può anch'essa contribuire a rendere la
crescita maggiormente creatrice di occupazione . Azioni più
incisive sono indispensabili per attenuare il problema della
disoccupazione di lunga durata e della disoccupazione dei
giovani . La Commissione procederà prossimamente ad un
riesame di tali misure .
TABELLA 21
Costi salariali unitari reali ( scarti dei costi del lavoro reali prò capite rispetto alla produttività ) Indice 100 :
0 1961-1973
0
1961 - 73
1975 1981 1982 1984 1985 (') 1986 (>) 1987 (>)
Belgio 100 110,0 115,0 112,9 111,9 110,2 106,1 104,6
Danimarca 100 104,6 100,5 99,2 96,1 94,4 92,9 93,5
Germania 100 105,9 . 103,5 102,2 98,9 97,8 96,1 95,7
Grecia 100 90,2 106,4 106,1 107,2 109,2 101,2 98,9
Spagna 100 104.0 102.9 100.7 94,4 91,8 89,1 87,7
Francia 100 105,9 108,1 107,3 105,3 104,4 102,1 100,2
Irlanda 100 104,6 101,3 99,5 95,2 92,9 91,4 91,3
Italia 100 110,9 108,6 108,6 109,4 108,5 103,2 101,7
Lussemburgo 100 123.4 124,9 120,4 111,2 109,3 106,4 107,5
Paesi Bassi 100 108,8 102,5 101,1 95,8 94,3 95,4 97,8
Portogallo 100 136,2 116,1 108,6 100,5 96,9 92,0 90,6
Regno Unito 100 110,1 100,3 98,5 98,8 97,9 99,9 100,3
EUR 12 100 107,2 104,3 103,0 101,1 99,9 98,1 97,4
(') Stime e previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 65
TABELLA 22
Costi del lavoro e occupazione previsti nel 1987 ( x )
Tasso di
disoccu
parono )
Occupazione
(variazione
annua
in %)
Costi del lavoro unitari ( 2 )
(variazione annua in %) Produttività
nell insieme
dell'econo
mia
(PIL per
occupato )
Costi del
lavoro
unitari
reali ( s )
(var. annua
in %)
nominali
reali
sulla base
dei prezzi
del PIL ( 3 )
reali
sulla base
dei prezzi
del consumo
privato ( 4 )
1 2 3 4 5 6 1
Belgio 13,4 - 0,6 2,2 0,4 0,7 1,9 " 1,4
Danimarca 7,7 0,3 5,9 2,1 3,0 1,5 0,6
Germania 7,7 1,0 3,2 1,8 2,1 2,2 - 0,3
Grecia 8,3 0,0 9,6 - 2,4 - 2,6 - 0,2 - 2,2
Spagna 21,5 1,2 6,3 0,2 1,0 1,8 - 1,6
Francia 10,7 0,3 3,0 0,3 0,7 2,2 - 1,9
Irlanda 18,0 0,7 6,0 2,3 2,7 2,5 - 0,1
Italia 12,8 1,3 6,1 0,8 2,1 2,3 - 1,5
Lussemburgo 1,2 0,7 5,6 2,9 4,2 1,9 1,1
Paesi Bassi 11,1 0,9 1,7 3,4 2,7 0,9 2,4
Portogallo 8,5 0,3 12,3 1,6 3,1 3,2 - 1,5
Regno Unito 12,0 0,8 6,6 2,3 2,6 1,9 0,4
EUR 12 11,7 0,8 4,8 1,3 1,8 2,0 - 0,7
') Previsioni ottobre 1986 .
2 ) Salari più oneri sociali .
3 ) Dal punto di vista dei costi .
4 ) Dal punto di vista del potere d'acquisto .
5 ) Colonna 4 divisa per colonna 6 .
6 ) Disoccupati iscritti , definizione di Eurostat , in percentuale della popolazione attiva civile , tranne Grecia , Spagna e Portogallo ,
i cui risultati provengono da inchieste nazionali .
Fonte: Eurostat e servizi della Commissione .
4.4 . Adattabilità dei mercati
Fra le linee d'azione della strategia di cooperazione , il
miglioramento della capacità di adattamento dei mercati
costituisce un elemento essenziale del processo di ripristino
della competitività delle imprese e dei loro risultati , in
particolare in materia di occupazione . Questo miglioramen
to potrà certo essere conseguito a medio termine , ma i suoi
effetti si manifesteranno soltanto progressivamente . Tutta
via , la politica proposta , nella misura in cui contribuisce a
orientare e stabilizzare le anticipazioni degli operatori eco
nomici , può avere effetti positivi più immediati . L'obiettivo
perseguito è di rafforzare il gioco dei meccanismi di mercato
tramite :
— la realizzazione di uno spazio senza frontiere interne che
garantisca la libera circolazione delle merci , delle perso
ne , dei servizi e dei capitali ;
— la realizzazione sul piano nazionale di condizioni più
favorevoli allo sviluppo delle imprese e alla promozione
dello spirito imprenditoriale .
11 rafforzamento del potenziale di crescita e i corrispondenti
risultati sul piano dell'occupazione vanno necessariamente di
pari passo con un aggiustamento strutturale . Ma tale
aggiustamento sarà tanto più facile in quanto si realizzerà in
un contesto di crescita dinamica dove la sua dimensione
sociale potrà essere più facilmente presa in considerazio
ne .
Progredire verso il completamento del mercato interno: nel
giugno 1986 il Consiglio europeo dell'Aia ha sottolineato la
necessità di migliorare in maniera sostanziale il processo
decisionale relativo al completamento del mercato interno al
fine di raggiungere sia gli obiettivi fissati per l'anno in corso ,
sia l'obiettivo finale del 1992 . In effetti , ai fini del passaggio
dall'attuale unione doganale avanzata ad uno spazio econo
mico senzafrontiere nel 1 992, è necessario compiere notevoli
progressi .
Fra i principali campi d'azione considerati nel libro bianco sul
mercato interno si può ritenere che i risultati economici più
apprezzabili dovrebbero risultare da :
N. L 385 / 66 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
— la soppressione degli ostacoli agli scambi intracomunita
ri : si tratta in primo luogo dell'eliminazione delle barriere
alle frontiere , il cui principale risultato sarà una diminu
zione del costo degli scambi intracomunitari e dunque un
incoraggiamento alla ripresa dello sviluppo di tali scambi
che , dopo una forte crescita dal 1958 al 1973 (periodo nel
quale l'insieme del commercio della Comunità è passato
dal 34 al 53 % ), hanno in seguito registrato una fase di
relativa stasi . Si tratta in seguito del mercato comune dei
servizi e in particolare dei servizi finanziari , da cui si
attende , per effetto di una maggiore concorrenza , una
diminuzione del costo dei servizi prestati ( intermediazio
ne finanziaria , prezzo dei servizi ) sia alle imprese , sia a
consumatori finali .
— l'apertura di appalti pubblici alla concorrenza : il peso
degli appalti pubblici è abbastanza notevole , poiché gli
acquisti di beni e servizi ( ivi compresi gli investimenti fissi
lordi ) delle amministrazioni pubbliche rappresentavano
nel 1985 il 18 % circa del totale delle spese. pubbliche ,
ossia il 9 % del PIL della Comunità ; questa valutazione
non comprende gli acquisti di un notevole numero di
imprese di diritto privato a partecipazione statale . L'aper
tura di tali mercati alla concorrenza si tradurrà in
economie di bilancio che , secondo le prime stime ,
saranno in alcuni settori , particolarmente notevoli .
Importanti effetti potranno inoltre essere registrati sulle
imprese fornitrici , che potranno attuare una maggiore
specializzazione e approfittare di economie di scala .
Benché sia difficile prevedere gli effetti precisi che dovrebbero
risultare dalla maggiore integrazione economica in materia di
produzione , di produttività e di occupazione , è chiaro che il
completamento del mercato interno avrà per effetto di
accelerare il processo di mutamento strutturale . In questa
prospettiva occorre assicurarsi che la dimensione sociale
venga pienamente presa in considerazione, così come auspica
l'articolo 118 A dell'atto unico europeo . Inoltre , per evitare
ingiustizie o rotture nei rapporti fra gruppi sociali , occorre
vigilare a che taluni settori non sostengano tutti gli oneri
dell'aggiustamento mentre altri ne ricevono i benefici . A tal
fine le politiche economiche e sociali , ivi compresi gli
strumenti correntemente utilizzati per facilitare l'adattamen
to ai mutamenti strutturali (Fondo sociale , FESR , ecc .),
dovranno essere particolarmente attente nel garantire
un'equa ripartizione dei costi e benefici dell'integrazione e nel
promuovere una maggiore coesione economica e sociale .
Occorre inoltre dare al grande mercato interno la sua piena
dimensione finanziaria .
La liberalizzazione dei movimenti di capitali è in effetti un
corollario dell'obiettivo generale consistente nel garantire la
migliore allocazione possibile delle risorse . Essa dovrà
basarsi su una stretta convergenza delle politiche economiche
e monetarie , fattore di stabilità e di fiducia , favorevole alle
decisioni d'investimento e ad una durevole crescita nell'insie
me della Comunità .
In maniera più specifica , la liberalizzazione dei movimenti di
capitali , contemporaneamente alla realizzazione di progressi
verso la creazione di un mercato comune dei servizi finan
ziari , rafforzerà l'attrattiva dello spazio finanziario europeo e
favorirà lo sviluppo di una gamma completa di strumenti
conformi alle tecniche più recenti . Offrendo ai risparmiatori
una diversificazione dei loro investimenti e alle imprese di
qualsiasi dimensione possibilità di finanziamento sul piano
internazionale , la liberalizzazione dei movimenti di capitali
dovrebbe permettere una mobilitazione del risparmio euro
peo su una maggiore scala e la sua disponibilità per
investimenti e creazione di posti di lavoro a costi più
moderati .
In quest'ottica , il 21 maggio 1986 , la Commissione ha
adottato una comunicazione al Consiglio nella quale presen
ta un programma per la liberalizzazione dei movimenti di
capitali nella Comunità . Il programma proposto comporta
due fasi .
La prima fase è già avviata . Il suo obiettivo è di pervenire ad
una liberalizzazione effettiva , in tutta la Comunità , delle
operazioni di capitale più direttamente necessarie al buon
funzionamento del mercato comune e all'interconnessione
dei mercati finanziari .
Ciò significa in primo luogo che saranno gradualmente
abrogati i regimi di deroga agli obblighi comunitari in vigore.
Le restrizioni ancora autorizzate — sia a titolo della clausole
di salvaguardia previste dal trattato nel caso dell'Irlanda ,
dell'Italia e della Grecia , sia a titolo dell'atto d'adesione per la
Spagna e il Portogallo — dovranno essere gradualmente
soppresse .
— Lo sviluppo di effetti di miglioramento dell'offerta : i più
evidenti risulteranno , grazie al rafforzamento della con
correnza intraeuropea , da una maggiore specializzazione
delle imprese e di conseguenza , almeno in taluni settori ,
da economie di scala . Talune evoluzioni potranno ulte
riormente accrescere l'importanza di tali effetti , in parti
colare una più intensa cooperazione industriale intraeu
ropea e una maggiore concentrazione ed efficacia delle
spese di ricerca e sviluppo . Infine , effetti di offerta molto
positivi risulteranno dall'eliminazione delle disparità in
materia di specificazioni tecniche ( regolamenti tecnici ,
norme , procedure di certificazione ) che attualmente sono
altrettanti strumenti utilizzabili da parte sia dei poteri
pubblici , sia delle imprese dominanti , per segmentare i
mercati e ridurre pertanto la competitività d'insieme
dell'economia comunitaria .
— Infine , il ravvicinamento delle legislazioni in materia di
imposte indirette potrebbe costituire un importante
fattore di rafforzamento della concorrenza intracomuni
taria , grazie in particolare alla maggiore trasparenza dei
prezzi finali al consumo nei vari paesi . Inoltre , in taluni
casi o in taluni paesi , potrebbe assere l'occasione per
adottare una struttura tributaria più adeguata dal punto
di vista della politica dell'offerta ( vedi paragrafo 4.2 ).
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 67
In secondo luogo , saranno estesi gli attuali obblighi di
liberalizzazione . Nel giugno 1986 è stata trasmessa al
Consiglio una proposta di direttiva in tal senso volta ad
estendere l'obbligo di liberalizzazione ai crediti a lungo
termine connessi a transazioni commerciali , all'acquisizione
di titoli non negoziati in borsa e all'ammissione di titoli
mobiliari sui mercati nazionali dei capitali .
incrementi di produttività superiori alla media realizzati nei
settori più competitivi possono diffondersi nell' insieme
dell'economia sotto forma di una diminuzione relativa dei
prezzi dei prodotti di tali settori . La domanda supplementare
indirizzata a tali settori rafforza così il loro processo di
crescita e di occupazione . Inoltre , tale meccanismo permette
anche di migliorare la redditività dei settori meno competitivi
mettendoli quindi in grado di creare posti di lavoro .
In una seconda fase , dovrebbe essere riconosciuto il principio
di una completa liberalizzazione dei movimenti di capitali ,
che comprenda quindi i crediti finanziari e gli investimenti di
natura monetaria (depositi , titoli del mercato monetario ). Il
ritmo di liberalizzazione di queste operazioni dovrà tener
conto della diversità delle situazioni economiche degli Stati
membri e del grado di controllo che essi attuano sui cambi ,
attualmente molto disuguale . La Commissione trasmetterà
nuove proposte al Consiglio durante il 1987 .
D'altra parte , al fine di conseguire una maggiore efficacia
economica , i governi di un certo numero di paesi hanno
cercato di ridurre l'intervento dello Stato nelle loro econo
mie . Così , che si tratti sia della deregolamentazione intra
presa in un certo numero di settori ( trasporti , energia , ecc .),
mediante il trasferimento (o il ritorno ) al settore privato di un
certo numero di attività precedentemente affidate al settore
pubblico , sia dell'intenzione espressa di ridurre il volume
degli interventi pubblici sotto forma di aiuti , l'obiettivo è
sempre quello di accrescere l'efficacia economica . A tale
proposito il completamento del mercato interno , in quanto
implica un maggior rigore in materia di aiuti di Stato ,
richiede una maggiore trasparenza e una valutazione perio
dica dell'insieme degli interventi pubblici a favore delle
imprese in tutte le loro forme ( sovvenzioni , bonifici , spese
fiscali , garanzie , partecipazioni finanziarie , ecc .) al fine , tra
l'altro , di poter meglio valutarne gli effetti e l'efficacia in
termini di competitività delle imprese comunitarie .
Garantire condizioni più favorevoli allo sviluppo delle
imprese . Una migliore capacità di adattamento dei mercati
alle oscillazioni dell'offerta e della domanda , come anche agli
schock esterni , presuppone che l'attività delle imprese bene
fici di un contesto che sia nello stesso tempo stabile e
favorevole al loro sviluppo .
Il miglioramento del contesto fiscale, finanziario e regola
mentare delle imprese costituisce un obiettivo politico
costante della Commissione . Tale miglioramento — basato
nella maggior parte dei casi su raccomandazioni a favore di
un allineamento sulle migliori prassi nazionali nell'ambito
della Comunità — contribuisce ad accrescere la trasparenza e
a ravvicinare le condizioni di attività delle imprese nella
Comunità , nel mentre che riduce il ricorso a misure discre
zionali che possono falsare la concorrenza . La Commissione ,
a seguito tra l'altro della sua comunicazione del 1983 sulle
misure fiscali e finanziarie a favore degli investimenti , ha
preso numerose iniziative atte a migliorare il contesto fiscale
( riporto delle perdite , riduzione della tassa sui conferimenti
di capitale), finanziario ( promozione di un'attività europea di
capitale di rischio ) e regolamentare delle imprese ( esame
dell'impatto delle regolamentazioni comunitarie e nazionali
sulle piccole imprese e le cooperative ). Questa politica sarà
attivamente proseguita ma il suo impatto sarà tanto più
grande quanto più sarà ripresa e rafforzata sul piano
nazionale da un'azione delle autorità a livello sia centrale , sia
regionale .
Sebbene il miglioramento del contesto delle imprese e il
rafforzamento del ruolo della concorrenza costituiscano
azioni di per sé favorevoli alle piccole e medie imprese (PMI ),
la Commissione intende , a causa della loro importanza per la
creazione di posti di lavoro , sviluppare una politica più
dinamica e più specifica nei riguardi delle PMI e delle
cooperative . A tal fine essa ha adottato un programma
d'azione ( l ) che , oltre alla realizzazione di un contesto più
favorevole alla creazione e allo sviluppo delle PMI , mira a
rispondere ai bisogni specifici di tali imprese in materia di
capitalizzazione e di capacità di adattamento e anticipazione
dei mercati ( flessibilità ). Le azioni proposte a questo propo
sito riguardano in particolare la formazione (riqualificazione
del personale , formazione del personale incaricato della
gestione e dei dirigènti PMI), l'incoraggiamento della formu
la dello sportello unico sul piano nazionale e l'attuazione di
sportelli comunitari pilota per l'informazione delle PMI ,
l'assistenza alle PMI per l'accesso ai mercati dei paesi terzi , il
sostegno alla creazione , all' innovazione e alla cooperazióne
fra grandi imprese e PMI , l'adattamento dei finanziamenti
comunitari ai bisogni delle PMI e lo sviluppo di un'attività
europea di capitale di rischio .L'accento posto sul ruolo della concorrenza per rafforzare la
capacità di adattamento delle economie della Comunità ha
condotto un certo numero di paesi membri a prendere misura
volte ad aumentare i margini di manovra delle imprese o a
dare maggiore flessibilità ed efficacia alla loro gestione . Ad
esempio , in numerosi paesi si è manifestato un movimento —
facilitato nella maggior parte dei casi dalla disinflazione —
nel senso di un ritorno alla libertà delle imprese in materia di
determinazione dei prezzi . Del resto , in generale , la maggior
parte dei paesi membri considera la flessibilità dei prezzi
come un fattore particolarmente importante per il migliora
mento dei loro risultati in materia di crescita e occupazione .
In particolare , mediante il gioco della concorrenza , gli
L'insieme di tali azioni , che ha formato oggetto di un dialogo
e di consultazioni con le parti sociali ( organizzazioni rapre
sentative delle PMI e sindacati ), deve permettere di dare
maggior dinamismo al processo di sviluppo e di creazione di
posti di lavoro delle PMI e costituisce , a questo titolo , un
(*) Programma d'azione per le PMI , COM(86 ) 445 del 16 . 7 .
1985 .
N. L 385 / 68 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
tivo della produzione e una politica delle strutture meglio
adottata alle realtà del mercato . Inoltre la Commissione ,
conformemente all'articolo 130 dell'atto unico europeo ,
razionalizzerà il funzionamento dei fondi strutturali , stru
menti della solidarietà finanziaria comunitaria , affinché
possano partecipare in maniera ottimale all'obiettivo di
coesione economica e sociale e alla riduzione del ritardo delle
regioni meno favorite e delle regioni industriali in declino .
Questa decisione di razionalizzazione s'inquadra nella stra
tegia di cooperazione che , mediante una crescita dinamica ,
dovrebbe garantire un ravvicinamento dei livelli di vita dei
paesi membri e delle regioni .
importante asse della strategia di cooperazione per la crescita
e l'occupazione .
Nel quadro della strategia di cooperazione, le misure previste
dalla Comunità e dagli Stati membri per migliorare il
funzionamento dei mercati dei beni, dei servizi e dei capitali
svolgono un ruolo importante. Le principali iniziative pro
poste dalla Commissione nel programma di completamento
del mercato interno della Comunità riguardano in particola
re: (a) la soppressione delle barriere tecniche agli scambi e dei
costi di passaggio delle frontiere, (b) la concorrenza in
materia di appalti pubblici, (c) il ravvicinamento dei sistemi
d'imposizione indiretta , (d) la liberalizzazione del mercato
dei capitali. Anche in tale contesto non va trascurata la
dimensione sociale . La Commissione ha inoltre presentato
proposte per il miglioramento del contesto fiscale e giuridico
delle imprese, tenendo conto in particolare dei bisogni delle
piccole e medie imprese.
La continuazione dello sforzo di bilancio a favore dell'indu
stria , della ricerca e dell'innovazione permetterà in tal modo
di facilitare e accelerare l'aggiustamento strutturale e di
migliorare la competitività delle imprese . Quest'ultimo tipo
di spese ha infatti un'importanza particolare per il successo
della strategia di cooperazione in quanto migliorano la base
scientifica e tecnologica delle imprese , creano un contesto
educativo favorevole alla penetrazione delle tecnologie
dell'informazione e rafforzano il processo di costituzione del
mercato comunitario operando sull'offerta industriale .
La stesura del bilancio comunitario del 1987 è in corso . Il
progetto preliminare presentato della Commissione ammon
ta a 36,6 miliardi di ECU e rimane dunque all'interno del
margine IVA dell' I ,4 % . Il lieve incremento delle spese del
FEAOG-Garanzia ( 3,8 % ), che rappresentano ancora il
62,5 % dell'insieme delle spese di bilancio , ha permesso
aumenti non trascurabili delle spese strutturali .
Il bilancio adottato dal Consiglio in prima lettura ammon
tava a 35,9 miliardi di ECU e prevedeva alcune riduzioni
delle somme attribuite ai fondi strutturali e alla ricerca .
4.5 . Il finanziamento delle politiche comunitarie : bilancio e
ingegneria finanziaria
L'aggiustamento strutturale e la convergenza delle economie
dei paesi membri , così come il controllo del finanziamento
della politica agricola comune , costituiscono gli obiettivi
prioritari del bilancio della Comunità allargata . In confor
mità con la strategia cooperativa , il bilancio comunitario
potrà dare un migliore contributo a degli obiettivi come una
crescita più creatrice di posti di lavoro , un rinforzamento
della coesione economica e sociale , un'armoniosa integrazio
ne dei nuovi membri e un miglioramento del mercato interno .
Gli strumenti finanziari di cui la Comunità dispone dovreb
bero essere messi al servizio di questa strategia con più
immaginazione e efficacia .
Inoltre , basandosi sulle conclusioni del Consiglio europeo di
Fontainebleau , la Commissione intende attualmente propor
re al Consiglio una maggiorazione dell'aliquota massima del
prelievo IVA a partire dal 1988 .
Il bilancio comunitario : la precaria situazione del bilancio
comunitario è un riflesso della difficoltà di trovare l'equili
brio fra il finanziamento della politica agricola comune
deciso dal Consiglio e l'evoluzione delle spese non obbliga
torie il cui ruolo nella ricerca di una migliore coesione
economica e sociale nella Comunità è ancora aumentato
dopo l'allargamento . Per quanto concerne le spese agricole , il
problema è aggravato dal fatto che il loro volume dipende
anche dai fattori esterni . Tanto è così che per tali spese , il
quadro di riferimento della disciplina di bilancio adottato dal
Consiglio ha dovuto essere rivisto nel 1986 , a seguito della
riduzione dei prezzi agricoli e di un aumento della concor
renza di altri produttori sui mercati dei paesi terzi .
In tale contesto , gli obiettivi prioritari ripresi dalla Commis
sione nei suoi orientamenti concernenti «un avvenire per
l'agricoltura europea» riguardano la riduzione progressiva
dell'offerta nei settori eccedentari , il miglioramento qualita
L'ingegneria finanziaria : la scarsità delle risorse di bilancio ,
combinata all'abbondanza dei fondi disponibili di origine
privata , definisce un nuovo contesto finanziario da cui la
Commissione propone deciso di tfarre vantaggio ponendo
l'accento sullo sviluppo di un'attività di ingegneria finanzia
ria . Per mettere in opera tale attività , nel progetto prelimi
nare di bilancio 1987 proposto dalla Commissione è stato
inserito un nuovo capitolo .
Questa nuova attività consisterebbe nello stimolare il mer
cato a creare o sviluppare strumenti o meccanismi atti a
facilitare il finanziamento di azioni o di progetti ai quali la
Comunità attribuisce un interesse particolare . Si tratterebbe
di utilizzare al meglio gli strumenti esistenti (prestiti e
sovvenzioni ) per esercitare un effetto catalizzatore , di arric
chire il campo e le modalità d'intervento comunitario e di
concepire una combinazione di finanziamenti di origine
comunitaria e di finanziamenti privati che permetta al
mercato di offrire nuove forme di finanziamento corrispon
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 69
— I grandi progetti d'infrastruttura , particolarmente diffici
li da avviare e la cui realizzazione richiede la raccolta di
una massa notevole di capitali in forme e secondo
modalità particolari . A questo proposito il ruolo che la
Comunità potrebbe svolgere potrebbe essere di :
— garantire le condizioni necessarie al lancio di grandi
progetti ( «dichiarazione di utilità europea » , contribu
ti di bilancio ),
— migliorare il contesto operativo degli investitori pri
vati ,
— mobilitare il mercato mediante una forma rinnovata
di intervento comunitario ( ad es . finanziamento dei
progetti ).
denti al progetto d'innovazione , al progetto tecnologico , al
progetto d'impresa .
In effetti , secondo il parere della Commissione , nella Comu
nità esistono numerosi progetti il cui lancio e la cui realizza
zione potrebbero essere facilitati dalla disponibilità di ade
guate modalità di finanziamento . La Commissione ha preso
in considerazione per ora tre settori prioritari d'applicazione
di un'attività di ingegneria finanziaria per i quali studia , in
stretta collaborazione con la BEI , le possibilità di svilup
po :
— i progetti di alta tecnologia che si situano molto a monte
nel processo che va dalla ricerca all'industrializzazione ; si
tratta in particolare dei progetti che riguardano l'appli
cazione industriale dei programmi di ricera in comune
cofinanziati dalla Comunità . Dato che per tali progetti la
migliore base di finanziamento sono i fondi propri , la
Commissione ha lanciato alcune idee ( creazione di
società d'investimento private , sostenute da un meccani
smo di garanzia ) di cui essa ha verificato la pertinenza
presso gli ambienti finanziari .
— Le piccole e medie imprese , in particolare quelle innova
trici , che incontrano difficoltà di finanziamento partico
lari . E in questo campo che la gamma di strumenti da
utilizzare è la più vasta ( capitali di rischio , fondi di
garanzia , assicurazione-credito , organismi di consulen
za , ecc .); la Commissione si adopererà per svilupparli .
L'allargamento della Cominità, la realizzazione del mercato
interno e la necessità di ridurre la disoccupazione aumentano
ilgrado di mutamento strutturale nella Comunità . Il bilancio
comunitario dovrebbefacilitare questo processo mediante le
sue varie dotazioni . Inoltre la Commissione è del parere che a
ciò potrebbe anche contribuire un'attività d'ingegneria finan
ziaria che incitasse il mercato ad assicurare l'essenziale del
finanziamento di azioni o di progetti ai, quali la Comunità
attribuisce un interesse particolare; i campi di applicazione
prioritari di tali strumenti finanziari riguarderebbero i
progetti di alta tecnologia, l'innovazione nelle piccole e medie
industrie e alcuni grandi progetti d'infrastruttura .
TABELLA 23
Bilancio generale delle Comunità europee , 1985—1987 : stanziamenti di pagamento
( in milioni di ECU)
1985 (')
EUR 10
1986 ( 2 )
EUR 12
1987 (-')
EUR 12
1987 ( 4 )
EUR 12
Spese :
Agricoltura — sezione garanzia 19 726 22 112 22 961 22 961
Agricoltura — sezione orientamento 738 802 966 983
Pesca 82 190 221 208
Fondo sociale 1 413 2 533 2 589 2 499
Fondo regionale 1 624 2 373 2 495 2 422
Programmi integrati mediterranei 9 133 240 175
Trasporti 76 27 34 21
Energia e industria 129 114 173 147
Ricerca e innovazione 578 648 847 744
Aiuto alimentare 544 553 616 524
Aiuto allo sviluppo 541 618 642 536
Altre spese ivi compresi i rimborsi agli
Stati membri 2 763 5 071 4 892 4 726
Totale 28 223 35 174 (*) 36 676 ( 6 ) 35 946
') Operazioni finali .
2 ) Bilancio votato dal Parlamento il 10 luglio 1986 .
3 ) Progetto preliminare di bilancio 1987 presentato dalla Commissione al Consiglio il 21 luglio 1986 .
4 ) Progetto preliminare adottato dal Consiglio il 9 settembre 1986 .
5 ) La rettifica dello squilibrio dì bilancio del Regno Unito che ammonta a 2 685 milioni di ECU è ripresa nelle entrate .
6 ) La rettifica dello squilibrio di bilancio del Regno Unito che ammonta a 2 366 milioni di ECU è ripresa nelle entrate .
N. L 385 / 70 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
(in milioni di ECU)
1985 (>)
EUR 10
1986 ( 2 )
EUR 12
1987 ( 3 )
EUR 12
1987 (")
EUR 12
Entrate :
Prelievi agricoli 2 179 2 699 3 297
Dazi doganali 8 310 9 700 9 762
Imposta sul valore aggiunto ( IVA ) 15 218 22 468 23 130
Contributi speciali 1 911 211 212
Varie 654 96 275
Totale 28 272 ( 7 ) 35 174 ( 5 ) 36 676 ( 6 ) 35 946
Aliquota IVA massima 1,0 1,4 1,4
Aliquota IVA effettiva 1,0 1,39 ( 8 ) 1,38 H
Bilancio totale in % del PIL 0,85 1,03 1,02
') Operazioni finali .
2 ) Bilancio votato dal Parlamento il 10 luglio 1986 .
3 ) Progetto preliminare di bilancio 1987 presentato dalla Commissione al Consiglio il 21 luglio 1986 .
4 ) Progetto preliminare adottato dal Consiglio il 9 settembre 1986 .
5 ) La rettifica dello squilibrio di bilancio del Regno Unito che ammonta a 2 685 milioni di ECU è ripresa nelle entrate .
6 ) La rettifica dello squilibrio di bilancio del Regno Unito che ammonta a 2 366 milioni di ECU è ripresa nelle entrate .
7 ) Ivi compresa un'eccedenza di 49 milioni di ECU riportata all'esercizio 1986 .
8 ) Salvo per la Repubblica federale di Germania ( 1,33697 ) e il Regno Unito (0,67663 ).
9 ) Salvo per la Repubblica federale di Germania ( 1,3296 ) e il Regno Unito ( 0,8176 ).
Fonti: 1985 , Conti di gestione ; 1986 , bilancio votato il 10 luglio 1986 dal Parlamento europeo ; 1987 , progetto preliminare di
bilancio presentato dalla Commissione al Consiglio il 21 luglio 1986 , progetto preliminare adottato dal Consiglio il
9 settembre 1986 .
TABELLA 24
Finanziamento degli investimenti della Comunità europea mediante assunzione ed erogazione di prestiti sul
mercato dei capitali
(in milioni di ECU)
1984 1985 1986
Ammontare dei prestiti per istituzione o meccanismo :
Banca europea per gli investimenti
Commissione :
Comunità europea del carbone e dell'acciaio
Euratom
Nuovo strumento comunitario
5 007
825
186
1 182
5 641
1 010
211
884
Totale 7 200 7 746 7 800 — 8 300
Ammontare dei prestiti per settore o per obiettivo:
Settore industriale privato
di cui : prestiti globali alle piccole e medie imprese
Infrastruttura
Energia
2 709
1 719
2 132
2 359
2 830
1 735
2 413
2 503
2 500 — 2 800
1 400 — 1 600
2 800 — 2 900
2 500 — 2 600
Totale 7 200 7 746 7 800 — 8 300
Fonte: Commissione delle Comunità europee «Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle attività di
assunzione ed erogazione di prestiti nella Comunità nel 1985 » COM(86 ) 289 def., maggio 1986 . Per il 1986 si tratta di
previsioni dei servizi della Commissione .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 71
rappresentate dall'Unione delle industrie della Comunità
europea (UNICE ), dalla Confederazione europea delle
imprese pubbliche (CEEP) e dalla Confederazione europea
dei sindacati ( CES). I lavori intrapresi nell'ambito di due
gruppi , rispettivamente sui temi macroeconomici e microe
conomici , hanno permesso di giungere ad un accordo su
numerosi punti . L'accordo può essere riassunto come
segue :
— Necessità per tutte le parti , imprese , lavoratori dipenden
ti e governo , di attuare effettivamente la strategia di
cooperazione per ridurre la disoccupazione nella misura
auspicata .
— Necessità di giungere ad una rapida ridistribuzione delle
risorse a favore degli investimenti induttivi di occupazio
ne migliorando ulteriormente la redditività delle imprese
mediante un incremento moderato delle restribuzioni
reali e riducendo per quanto possibile i periodi di tempo
intercorrenti fra l'aumento della redditività e l'attività
d'investimento .
— Necessità di preservare un quadro di stabilità monetaria e
di ridurre l'inflazione dove è ancora troppo elevata .
— Necessità di promuovere la ricerca e sviluppo e la
formazione della manodopera .
— Necessità di completare rapidamente il mercato interno ,
tenendo pienamente conto della sua dimensione so
ciale .
— Necessità di completare gli investimenti delle imprese
mediante una ripresa degli investimenti pubblici econo
micamente e socialmente efficaci .
4.6 II dialogo sociale
Il sucesso della strategia di cooperazione presuppone un'in
versione talvolta sensibile dei comportamenti e delle politiche
economiche . L'aumento della disoccupazione nel corso degli
anni '70 e la debolezza delle crescita sono andati di pari passo
con il rafforzamento dei comportamenti difensivi , che erano
spesso volti a salvaguardare posizioni e diritti legittimi in un
contesto sconvolto dalla crisi petrolifera . Nondimeno , tali
comportamenti spesso non hanno tenuto sufficientemente
conto dell'aumento della disoccupazione e hanno reso più
difficile la soluzione di questo problema .
Ciò vale sia per le imprese più esitanti ad investire in un
contesto che esse consideravano incerto ; e vale anche per i
lavoratori che tentavano di proteggere il loro potere d'acqui
sto e la stabilità dei posti di lavoro esistenti . Ma sembra
valere ora anche per le autorità di politica economica , le
quali , considerando la durata e il costo del risanamento
dell'inizio degli anni '80 , possono esitare ad utilizzare i loro
margini di manovra .
Gli attuali squilibri derivano dalla combinazione di questi
comportamenti . Ed è dalla loro inversione simultanea che
potrà venire il rinnovo dell'economica europea . La propen
sione ad investire nelle imprese potrà aumentare se aumen
teranno le prospettive di redditività e di domanda . I lavora
tori dipendenti potranno meglio accettare un incremento
moderato dei salari reali e una maggiore flessibilità del
mercato del lavoro se , in contropartita , si avranno tangibili
effetti sull'occupazione e se si terrà pienamente conto dele
conseguenze sociali delle misure adottate . I rischi , che
politiche economiche più risolutamente orientate verso la
crescita rilancino l'inflazione e facciano risorgere gli squilibri
esterni , diminuiranno se i costi interni saranno sotto control
lo , se le imprese accresceranno parallelamente le capacità
produttive e se il contesto comunitario darà prova di
maggiore dinamismo .
L'obiettivo del dialogo sociale sarà di invertire simultanea
mente i comportamenti di tutti gli operatori economici .
È chiaro dunque che il dialogo sociale deve coprire tutti i temi
della strategia di cooperazione , a livello sia macroeconomi
co , sia microeconomico . Il dialogò sociale riunisce i raprre
sentanti dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori dipendenti
nonché i loro governi . Esso deve permettre di creare un
ampio consenso sui contributi rispettivi alla strategia di
cooperazione di ciascuna parte . Riunendosi ad intervalli
regolari , e sufficientemente ravvicinati per tener conto delle
evoluzioni congiunturali , i partecipanti sono in grado di
verificare l'applicazione effettiva della strategia di coopera
zione e di modulare le loro azioni in funzione delle evoluzioni
recenti . Il dialogo sociale , a tutti i livelli , deve inoltre
permettere un migliore controllo delle conseguenze in campo
sociale e occupazionale dei necessari mutamenti strutturali e
tecnologici .
A livello comunitario , sotto l'impulso della Commissione , è
stato avviato un utile dialogo con e fra le parti sociali ,
È naturale che si siano manifestate talune divergenze . Esse
riguardano in particolare il ruolo dello Stato nella vita
economica , sul piano sia delle spese che delle entrate , come
anche sul piano della regolamentazione dei mercati , nonché il
ruolo che possono svolgere per la creazione di posti di lavoro
una ristrutturazione e riduzione dell'orario di lavoro che
siano neutre sotto l'aspetto dei costi .
A livello comunitario , la Commissione continuerà ad appro
fondire il dialogo sociale . Ma , come essa ha constatato nella
sua comunicazione del luglio 1986 (COM(86 ) 364 def.), la
volontà di cooperazione, di cui danno prova le parti sociali a
livello europeo , non è pienamente utilizzata a livello nazio
nale . I governi di tutti gli Stati membri dovrebbero dare
impulsi concreti , che tengano conto delle soluzioni nazionali
ma che potrebbero anche superarle , al fine di avviare a livello
nazionale il dialogo su tutti i temi della strategia e di creare un
clima favorevole al dialogo a livello dei settori e delle
imprese ( 1 ). Nei paesi in cui i governi , per motivi particolari ,
(') Vedi articolo 3 della direttiva 74 / 121 /CEE del Consiglio , del 18
febbraio 1974 , sulla stabilità , la crescita e la piena occupazione
nella Comunità (GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag. 19 ).
N. L 385 / 72 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
non sono in grado di suscitare essi stessi il dialogo sociale , le
parti sociali sono invitate a prendere esse stesse l'iniziativa . In
questo modo , anche in tali paesi potrebbe essere avviato fra le
parti sociali e , per quanto possibile , con la partecipazione del
governo , il dialogo sui temi della strategia comunitaria .
essere integrati da politiche di aggiustamento interno al fine
di riportare il disavanzo americano e l'eccedenza giapponese
a proporzioni più accettabili . Anche se il Gruppo dei Cinque
ha riconosciuto la necessità di un riequilibrio , in questo
campo resta da fare ancora quasi tutto . Il disavanzo
americano e l'eccedenza giapponese rischiano dunque di
essere ancora esageratamente elevati nel 1986 e nel 1987 .
Quanto all'eccedenza della Comunità nel suo insieme, essa
dovrebbe aumentare temporaneamente rispetto al 1985 , pur
restando entro limiti ragionevoli . Peraltro , la distribuzione
globale delle eccedenze e dei disavanzi fra Stati membri
potrebbe imporre taluni aggiustamenti , anche se è chiaro che
per gli Stati membri non si pone la necessità di registrare
bilance dei pagamenti correnti in stretto equilibrio .
Il dialogo sociale è un elemento importante della strategia di
cooperazione. Riunendo i rappresentanti dei datori di lavoro
e dei lavoratori, nonché i governi, il suo obiettivo è in
particolare di contribuire alla necessaria inversione dei
comportamenti di tutti gli operatori economici e a creare un
ampio consenso sui contributi di ciascuna parte . I temi
affrontati dovrebbero coprire tutti gli aspetti economici
sociali della strategia di cooperazione . A livello comunitario,
sotto l'impulso della Commissione, è stato avviato un utile
dialogo con efra le parti sociali . La Commissione approfon
dirà ulteriormente tale dialogo . I governi degli Stati membri
dovrebbero prendere delle iniziative concrete per incoraggia
re, a livello nazionale , il dialogo su tutti i temi della strategia,
contando sulla volontà di cooperazione di cui hanno dato
prova le parti sociali la livello europeo e tenendo conto delle
circostanze particolari di ciascun paese.
Gli Stati Uniti hanno insistito in varie riprese presso i paesi in
attivo , in particolare il Giappone e la Germania , per ottenere
che rilancino la loro domanda interna in modo da accelerare
la riduzione del loro attivo con l'estero e quindi del disavanzo
americano . Vi sono peraltro poche possibiltà che un'accele
razione della crescita in questi due paesi , che assorbono
soltanto il 15 % delle esportazioni americane , possa far
diminuire il disavanzo americano . Se i paesi industrializzati ,
ad eccezione degli Stati Uniti , cominciassero tutti a stimolare
la loro domanda interna , l'impatto sul disavanzo estero
americano sarebbe evidentemente molto maggiore , poiché si
tratterebbe allora del 60% circa delle esportazioni america
ne . Comunque , se è vero che l'accelerazione della crescita in
tutti i paesi industrializzati diversi dagli Stati Uniti contri
buirebbe a ridurre il disavanzo americano , essa non avrebbe
praticamente alcun effetto sulle eccedenze giapponesi e
tedesche . In effetti , il sovrappiù di domanda indirizzata dagli
altri paesi industrializzati verso il Giappone e la Germania
neutralizzerebbe l'espansione delle importazioni provocata
dalla più rapida crescita della domanda interna di tali due
paesi .
4.7 II coordinamento internazionale della politica econo
mica
Il processo di rettifica dei grandi squilibri esterni di cui soffre
l'economica mondiale dal 1982 è attualmente avviato da più
di un anno . Dal marzo 1985 , quando il dollaro si trovava al
suo corso massimo , i tassi di cambio delle principali monete
hanno iniziato un'evoluzione più compatibile con i dati
economici fondamentali . Inoltre , tale processo è stato stimo
lato dall'accordo del Gruppo dei Cinque , i quali , nel
settembre 1985 a New York , decisero che , perché la struttura
dei pagamenti internazionali potesse ritrovare basi più
solide , fosse necessario un deprezzamento del dollaro e un
corrispondente aprezzamento delle altre grandi monete , fra
cui lo yen .
Per riportare il disavanzo estero degli Stati Uniti a propor
zioni accettabili sembra necessario prevedere un certo rallen
tamento della domanda interna in tale paese , il che dovrebbe
anche implicare un periodo di crescita relativamente più
debole negli Stati Uniti rispetto agli altri paesi industrializ
zati . Contrariamente alle esportazioni , le importazioni ame
ricane presentano un'elasticità rispetto al reddito molto
elevata e dovrebbero dunque in linea di principio reagire
vivamente ad un rallentamento della domanda interna . La
tabella 25 mostra , nell'ipotesi di tassi di cambio reali invariati
rispetto al loro livello della metà del 1986 , la distribuzione
delle eccedenze e dei disavanzi delle operazioni correnti che
sarebbe permesso prevedere se gli Stati Uniti applicassero
una politica di bilancio più restrittiva . Verso la fine degli anni
'80 , il disavanzo americano sarebbe allora riportato al 2 %
circa del PIL e l'eccedenza comunitaria scomparirebbe , ma
l'attivo giapponese resterebbe sempre eccessivo .
Alla fine del settembre 1986 le monete degli altri paesi
membri del Gruppo dei Cinque si erano fortemente apprez
zate rispetto al dollaro . Il tasso effettivo del dollaro era
diminuito del 22 % , mentre quello dello yen era aumentato
del 38 % rispetto al suo livello medio del 1985 . 1 tassi effettivi
delle monete europee si erano apprezzati meno nettamente ,
poiché circa la metà del loro commercio estero si effettua fra
paesi europei . Gli aggiustamenti di cambio , almeno quelli
dell'ECU rispetto al dollaro , potrebbero ora essere suffi
cienti .
Nondimeno , se si considerano gli enormi squilibri che si sono
accumulati nel corso degli anni , in particolare negli Stati
Uniti e in Giappone, tali aggiustamenti di cambio debbono
Un'applicazione determinata della strategia di cooperazione
durante i prossimi quattro anni avrebbe in tali condizioni un
certo effetto negativo sul saldo estero della Comunità . Ciò
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 73
In effetti , una maggiore crescita in tali paesi può contribuire
in maniera significativa ad un'espansione durevole del com
mercio mondiale .
potrebbe certo essere accettato , ma non corrisponderebbe ad
un equilibrio durevole . I principali beneficiari , dal punto di
vista della bilancia dei pagamenti , sarebbero taluni altri paesi
europei e i paesi in via di sviluppo . L'impatto di tale
evoluzione sui saldi delle partite correnti degli Stati Uniti
sarebbe realtivamente modesto e , inoltre , non farebbe che
ritardare ulteriormente il riassorbimento dell'attivo giappo
nese (vedi tabella 26 ). Questa opzione non sarebbe ottimale .
Un dosaggio internazionale di misure destinate a riportare gli
squilibri a un livello accettabile richiederebbe quindi , oltre ad
una fase di crescita relativamente moderata negli Stati Uniti e
di crescita più rapida nella Comunità , un ulteriore apprez
zamento dello yen accompagnato da un'espansione di bilan
cio in Giappone . La tabella 27 mostra la distribuzione dei
saldi delle partite correnti che sarebbero ottenuti qualora il
Giappone accettasse un'espansione di bilancio pari all' I %
del PIL all'anno dal 1987 al 1990 e qualora il tasso di cambio
effettivo dello yen aumentasse nuovamente del 20 % durante
il periodo 1987/ 1988 . Tale dosaggio , al quale si aggiunge
rebbero misure di apertura dei mercati dei beni e dei capi
tali , ridurrebbe sostanzialmente l'eccedenza giapponese .
Quest'esempio mostra che il risultato globale sarebbe netta
mente migliore grazie alla cooperazione . La partecipazione
dei paesi dell'EFTA, che si sono già mostrati favorevoli ,
darebbe risultati ancora migliori .
Gli avvenimenti di questi ultimi tempi hanno dimostrato che
resta un ampio margine per migliorare le modalità di
coordinamento internazionale della politica economica . I
paesi che hanno partecipato al vertice di Tokio hanno
convenuto che il modo migliore di conseguire tale obiettivo
sarebbe probabilmente di creare una serie di indicatori che
permettano di specificare i loro obiettivi in termini quanti
tativi sufficientemente precisi e di seguirne da vicino la
realizzazione . Secondo questo progetto , la coerenza interna e
la reciproca compatibilità delle previsioni nazionali sarebbe
ro controllate al fine di individuare le future fonti di tensioni e
di determinare i riorientamenti di politica che permettereb
bero di opporvisi . Gli indicatori servirebbero anche a
misurare i risultati dei singoli paesi in funzione degli obiettivi
fissati e a definire eventualmente gli aggiustamenti necessari .
Beninteso , tale sistema è lungi dall'essere il rimedio univer
sale ai problemi della cooperazione economica internaziona
le . Tuttavia , in quanto propone un quadro analitico quan
titativo più completo per la valutazione delle politiche dei
grandi paesi e delle loro conseguenze , sia per i paesi in
questione , sia per gli altri , dovrebbe migliorare le possibilità
di evitare le incompatibilità gravi fra le politiche dei paesi
partecipanti con le relative tensioni che ne derivano .
La recente evoluzione della produzione internazionale e del
commercio mondiale non è stata favorevole ai paesi in via di
sviluppo . La debolezza della crescita nel mondo industrializ
zato ha influenzato il tasso di espansione in volume delle
esportazioni dei paesi in via di sviluppo e ha fatto diminuire i
corsi delle materie prime , tanto che quest'anno il potere
d'acquisto delle esportazioni dei PVS ( redditi da esportazione
deflazionati con i prezzi all'importazione) dovrebbe essere
diminuito dell' I 1 % ; inoltre , il disavanzo aggregato delle
operazioni correnti di tale gruppo di paesi registra nuova
mente dopo quattro anni di costante miglioramento , malgra
do la diminuzione dei pagamenti d'interesse sui loro debiti
esteri , un forte deterioramente . L'aumento delle esportazioni
costituisce il miglior modo di migliorare la loro posizione
sull'estero . L'esistenza di mercati più aperti per i prodotti dei
paesi in sviluppo costituisce una condizione fondamentale
per il ripristino della loro credibilità . Per conseguire una
ristrutturazione e un aggiustamento delle economie dei paesi
indebitati e orientati verso una maggiore crescita , sono
necessari inoltre nuovi capitali , come è stato proposto
nell'iniziativa Baker . A tale riguardo , i recenti negoziati sul
debito estero e la politica di aggiustamento interno del
Messico rappresentano un esempio positivo .
La decisione presa in settembre a Punta del Este di lanciare un
nuovo ciclo di negoziati multilaterali nel quadro del GATT
rafforza la speranza di frenare e invertire la tendenza ad un
maggiore protezionismo . Si tratta di una condizione essen
ziale per lo sviluppo di un sistema multilaterale di scambi più
aperto e durevole . Inoltre , tali negoziati dovrebbero raffor
zare le strutture e le discipline del GATT, che sembra si siano
indebolite in circostanze sfavorevoli . In tale contesto , rive
stirà particolare significato il tentativo concordato di inclu
dere nei negoziati gli scambi di prodotti agricoli . Per ultimo ,
ma non meno importante , il GATT dovrà adattarsi a nuovi
sviluppi nella struttura del commercio . La decisione di
includere nei negoziati la liberalizzazione dei servizi costitui
sce in merito un passo importante , poiché introduce un
nuovo e fondamentale settore nel sistema multilaterale degli
scambi .
La recente evoluzione dei tassi di cambio ha creato condizioni
più favorevoli alla correzione dei grandi squilibri sull'estero
che si erano accumulati nel corso degli anni precedenti, ma
non basterà in sé ad eliminarli interamente. Il ritorno ad una
struttura più accettabile dei saldi con l'estero richiederà
anzitutto una certa austerità di bilancio da parte degli Stati
Uniti e misure di bilancio espansionistiche accompagnate da
un ulteriore deprezzamento dello yen da parte del Giappone.
Nell'ipotesi in cui le politiche economiche venissero riorien
tate in tal senso, i principali squilibri con l'estero degli Stati
Uniti e del Giappone potrebbero essere riassorbiti entro il
1 990. Il miglioramento della tendenza della crescita ottenuto
Nei paesi in via di sviluppo , la ripresa della crescita è
indispensabile per evitare un ulteriore deterioramento del
livello di vita della popolazione e progredire nella soluzione
dei problemi d'indebitamento . A tale proposito , è essenziale
che gli aggiustamenti di bilancia dei pagamenti correnti fra i
paesi industrializzati non abbiano nel loro insieme un effetto
negativo sulla crescita dei paesi in via di sviluppo indebitati .
N. L 385 / 74 31 . 12 . 86Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
nella Comunità mediante l'attuazione della strategia di
cooperazione per la crescita e l'occupazione, insieme a quello
dei paesi dell'EFTA, avrà effetti positivi sul commercio
mondiale. Il nuovo ciclo di negoziati multilaterali nel quadro
del GATT dovrebbe rafforzare questa tendenza positiva . Ciò
dovrebbe avere un effetto positivo sulle esportazioni dei paesi
in sviluppo e accrescere le possibilità di un consolidamento a
medio termine della loro posizione sull'estero .
Proiezione dei saldi delle partite correnti in % del PIL 1986-1990
TABELLA 25
Politiche attuali e tassi di metà 1986 (scenario di riferimento )
1985 1986
Media
1987—1990
USA - 3,0 - 2,5 - 2,2
Giappone + 3,7 + 4,5 + 3,2
EUR + 0,5 + 1,2 + 0,4
Secondo questo scenario , i tassi di crescita annuali medi del PIL reale nel corso del periodo 1986-fine 1990 sarebbero i seguenti :
USA 2,7% ; Giappone 3,6% ; EUR 2,6% .
TABELLA 26
Strategia di cooperazione ( senza azioni cooperative specifiche del Giappone)
1985 1986
Media
1987-1990
USA - 3,0 - 2,5 - 2,0
Giappone + 3,7 + 4,5 + 3,5
EUR + 0,5 + 1,2 - 0,1
Secondo questo scenario , i tassi di crescita annuali medi del PIL reale nel corso del periodo 1986-fine 1990 sarebbero i seguenti:
USA 2,8% ; Giappone 3,7% ; EUR 3,5% .
TABELLA 27
Combinazione della strategia di cooperazione con un'espansione di bilancio e un ulteriore apprezzamento del 20 %
del tasso effettivo dello yen in Giappone
1985 1986
Media
1987-1990
USA - 3,0 - 2,5 - 1,7
Giappone + 3,7 + 4,5 + 2,2
EUR + 0,5 + 1,2 + 0,1
Secondo questo scenario , i tassi di crescita annuali medi del PIL reale nel corso del periodo 1986-fine 1990 sarebbero i seguenti :
USA 2,9% ; Giappone 3,4% ; EUR 3,6% .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 75
PARTE II
LA POLITICA ECONOMICA DEGLI STATI MEMBRI
APPLICAZIONE DELLA STRATEGIA DI COOPERAZIONE PER LA CRESCITA
E L'OCCUPAZIONE NEGLI STATI MEMBRI NEL 1987
Esaminando l'evoluzione dell'occupazione nel corso degli
ultimi anni , si impone la conclusione che sia necessaria una
vigorosa azione in tutti gli Stati membri al fine di ridurre
sensibilmente il livello della disoccupazione , fatta eccezione
per il Lussemburgo , dove la disoccupazione continua a
mentenersi ad un basso livello . In media annuale , il tasso di
disoccupazione diminuisce soltanto in quattro paesi su dodici
nel 1986 e nella metà dei paesi nel 1987 , ma soltanto in due
paesi (Germania e Paesi Bassi ) nel corso dei due anni . Nel
1986 , soltanto in due paesi (Germania e Portogallo ) la
crescita del prodotto interno lordo si colloca nella forcella del
3-3,5 % giudicata necessaria a medio termine per ridurre
sostanzialmente il tasso di disoccupazione . Il risultato è
molto migliore nel 1987 , non soltanto per il fatto che sei paesi
membri si trovano in questa situazione , ma anche perchè tre
di tali paesi (Germania , Spagna , Italia ) detengono una quota
elevata nel PIL della Comunità , e il risultato per la Francia e il
Regno Unito si discosta di un solo quarto di punto dal
minimo della forcella . Si registrano dunque progressi nella
buona direzione , ma è particolarmente importante verificare
ora se e in quali condizioni , in ciascuno dei paesi membri , essi
possono essere consolidati e migliorati nel corso del 1987 e
negli anni prossimi , e in quale misura la politica economica e
sociale debba differire nei vari paesi per tener conto delle
caratteristiche della situazione economica in ciascun paese
membro .
È evidente , come aveva già sottolineato la relazione econo
mica annuale 1985 / 1986 , che l'attuazione isolata di misure
volte a migliorare l'occupazione è molto difficile , se non
impossibile , e che il successo di qualsiasi azione di questo tipo
presuppone , inoltre , il rafforzamento del dialogo sociale ,
non soltanto a livello della Comunità , ma anche in ciascuno
Stato membro . L'interazione delle iniziative dei governi e
delle parti sociali sarà una condizione essenziale per il
successo di qualsiasi azione di risanamento della situazione
dell'occupazione .
Il fatto che si debba tener conto delle caratteristiche delle
situazioni economiche nazionali non implica necessariamen
te una differenziazione , da un paese all'altro , di tutte le azioni
racommandate nella prima parte della presente relazione .
Si dovrebbero applicare in maniere omogena e sincronizzata
le proposte fatte nei paragrafi da 4.3 a 4.6 del capitolo
quattro della prima parte .
Le azioni da intraprendere da parte degli Stati membri
dovranno essere ampiamente comparabili per quando con
cerne il miglioramento del funzionamento dei mercati di
beni , servizi e capitali e l'attuazione del programma elabo
rato dalla Comunità per la realizzazione del grande mercato
interno . Tutt'al più si potrebbero prevedere regimi transitori
per tener conto dei problemi particolari che si presentano nei
paesi di nuova adesione .
Parimenti , è auspicabile che gli Stati membri conducano
un'azione parallela sui mercati dell'occupazione e in materia
di costi del lavoro ( in particolare , moderazione dell'aumento
delle retribuzioni reali , riduzione dell'orario di lavoro neutra
dal punto di vista dei costi , ristrutturazione dell'orario di
lavoro , riduzione degli oneri sociali , miglioramento delle
legislazione al fine di stimolare le assunzioni , incoraggiamen
to della creazione di imprese individuali ).
Il sostegno della domanda interna che , nel contesto degli
obiettivi della strategia , potrebbe diventare una necessità
reale durante il 1987 , quando gli effetti incentivanti derivanti
dal miglioramento delle ragioni di scambio cominceranno ad
affievolirsi , deve necessariamente essere differenziato da un
paese all'altro , tenuto conto degli imperativi di ciascun paese
membro .
Sotto l'aspetto monetario , il proseguimento della diminuzio
ne dei tassi d'interesse costituisce un elemento incentivante
altamente auspicabile per lo sviluppo degli investimenti .
Tuttavia , in paesi come la Republica federale di Germania e i
Paesi Bassi , i tassi sono già sensibilmente diminuiti grazie alla
forte deflazione . Una riduzione forzata rischierebbe di
mettere in pericolo gli obiettivi di stabilità inerenti ad una
sana politica monetaria . Nella maggior parte degli altri paesi
membri , in particolare in Francia e in Italia , l'attenuazione
delle aspettative inflazionistiche permette , per contro , di
prevedere il proseguimento delle tendenze verso il basso .
Questi obiettivi di carattere interno potranno peraltro essere
conseguiti soltanto se gli Stati membri si occuperanno
congiuntamente e nel quadro della cooperazione monetaria
internazionale degli aspetti esterni di questa problematica .
Con ogni probabilità , la pressione verso il basso che si
esercita sul dollaro rimarrà sensibile nel corso del 1987 ,
tenuto conto della necessità di un profondo aggiustamento
dei conti con l'estero degli Stati Uniti . Non sarebbe nell'in
teresse della Comunità tollerare un eccessivo deprezzamento
del dollaro che potrebbe avere effetti negativi sulla crescita .
Gli adattamenti da apportare alla politica monetaria interna
che potrebbero essere implicitamente necessari per opporsi
ad una tale evoluzione non potranno tuttavia superare
determinati limiti al di là dei quali essi diventerebbero
« self-defeating».
L'insieme di queste considerazione indica che , nel dosaggio di
politiche da attuare , la politica monetaria , può ancora avere
un effetto incentivante sulla crescita in taluni paesi membri ,
ma che il suo ruolo è molto limitato in altri .
N. L 385 / 76 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Nel campo delle finanze pubbliche , le possibilità di azione
sono ancora più diversificate . Nella Repubblica federale di
Germania e nel Lussemburgo , la situazione di bilancio
sembra sufficientemente favorevole per lasciare un certo
margine di manovra ai poteri pubblici . Nel Regno Unito , il
governo ha previsto , nella sua dichiarazione d'autunno , un
aumento della spesa pubblica dell'ordine di 4,75 miliardi di
sterline nel 1987 / 1988 . Ciò significa che la previsione delle
spese pubbliche per il 1987 / 1988 si situa ad un livello
superiore del 2 % circa , in termini reali , al risultato stimato
per il 1986 / 1987 . In Francia , sono già previsti perii 1987
forti sgravi fiscali e ulteriori sgravi sono stati annunciati per il
1988 , parallelamente ad una riduzione del disavanzo di
bilancio per ciascuno di questi due anni . Al contrario , lo stato
delle finanze pubbliche , e soprattutto l'elevato livello del
debito pubblico , richiedono il proseguimento del risanamen
to in Belgio , Grecia , Irlanda , Italia e Portogallo . In un terzo
gruppo di paesi (Danimarca , Spagna e Paesi Bassi ) i vincoli di
bilancio sono meno rigorosi , ma taluni aspetti delle prospet
tive per il 1987 limitano la libertà di manovra sul piano
macroeconomico .
Pertanto , soltanto i paesi appartenenti ad un gruppo abba
stanza ristretto saranno in grado di agire globalmente sulle
condizioni di offerta e di domanda . Invece , tutti gli Stati
membri saranno in grado , modificando la struttura delle
spese e delle entrate pubbliche , di creare contesti più
favorevoli allo sviluppo dell'occupazione .
Si può nondimeno prevedere che nel corso del 1987 il
margine di manovra di un numero crescente di paesi si
amplierà e che le possibilità di azione , nei paesi dove tale
margine già esiste , diventeranno più manifeste . Ciò si
verificherebbe naturalmente qualora , come probabile , il
miglioramento delle condizioni fondamentali dell'equilibrio
economico già registrato nel 1986 si consolidasse nel
1987 .
BELGIO
In Belgio, la crescita economica dovrebbe nettamente supe
rare nel 1986 i tassi realizzati nel periodo 1981-1985 ; questa
accelerazione sarebbe dovuta non soltanto al controshock
petrolifero , ma anche ai ritardi della messa a punto di un
nuovo programma di risanamento di bilancio . Il reddito reale
disponibile delle famiglie ed i consumi privati dovrebbero
aumentare di più del 2,5 % , mentre erano rimasti pratica
mente stabili durante numerosi anni . Inoltre , gli investimenti
delle imprese dovrebbero fortemente progredire grazie al
miglioramento dei margini di profitto . Per contro , nel 1987 ,
la crescita sarà inevitabilmente frenata per effetto della
moderazione dei redditi delle famiglie conseguente al pro
gramma di risanamento di bilancio deciso nella primavera
del 1986 . Essa sarà pertanto maggiormente sostenuta dagli
investimenti delle imprese e dalle esportazioni . L'aumento
dei prezzi dovrebbe rimanere debole dopo il forte rallenta
mento dell'inflazione nel 1986 (dal 4,9 all' I , 3 % ). La
bilancia dei pagamenti correnti dovrebbe registrare un'ecce
denza apprezzabile durante i due anni considerati . Al
contrario , l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche
dovrebbe soltanto registrare un lieve miglioramento nel
1986 , ma dovrebbe ridursi , nel 1987 , di 1,5-2 punti rispetto
al PIL . Le azioni di risanamento delle finanze pubbliche
avranno un effetto negativo sul livello dell'occupazione nel
settore pubblico che sarà compensato ampiamente da un
incremento nel settore privato , grazie in particolare agli
accordi conclusi nel quadro della negoziazione interprofes
sionale . Nell'insieme degli anni 1986-1987 , il livello dell'oc
cupazione totale e il tasso di disoccupazione non dovrebbero
in pratica modificarsi .
L'evoluzione dei redditi nel 1986 e 1987 si inquadra nella
linea politica adottata dal 1982 , orientata , finora , verso
un'evoluzione moderata delle retribuzioni reali al fine di
salvaguardare il livello di competitività realizzato dopo il
1982 e promuovere la suddivisione del lavoro . Il rispetto di
tali obiettivi sarà facilitato , nel 1986 , dal rallentamento
dell'inflazione che si è rapidamente tradotto , tramite il
sistema dell'indicizzazione , in una decelerazione dell'aumen
to dei salari nominali . I negoziati salariali concernenti gli
anni successivi al 1986 si svolgono sotto il vincolo dei poteri
di cui il governo dispone per far rispettare le condizioni di
competitività . Non appena gli accordi salariali settoriali si
discosteranno troppo dalle raccomanazioni generali conte
nute nell'accordo nazionale concluso nel settembre 1986 fra
le parti sociali e compatibili con il mantenimento di tale
competitività e la promozione di posti di lavoro , principal
mente per i giovani , potrebbe essere utilizzato il dispositivo
legale di vincolo . Il rallentamento degli incrementi salariali
ha provocato una riduzione del costo del lavoro reale per
unità prodotta di quasi il 9 % fra il 1981 e il 1986 .
Parallelamente è aumentata la redditività delle imprese ed è
migliorata la loro situazione finanziaria . Inoltre , è stata
decisa un'ulteriore riduzione dell'imposta sui redditi delle
società , che porterà l'aliquota massima dal 45 % al 43 % nel
1988 . Infine , la politica monetaria è stata incentrata sulla
massima riduzione dei tassi d'interesse a breve termine
compatibile con il mantenimento di un tasso di cambio
stabile ; ciò ha portato il tasso d'interesse sui crediti d'inve
stimento all'8,25 % dall'aprile 1986 , dal 12,75 % dell'inizio
del 1985 . Si è dovuto tuttavia attendere il 1986 perchè tale
miglioramento delle condizioni produca una notevole cresci
ta degli investimenti delle imprese : l'incertezza quanto
all'evoluzione dei redditi delle famiglie , a fronte delle misure
di risanamento di bilancio , ha probabilmente frenato l'attua
zione di nuovi progetti . Poiché la flessibilità nel campo
dell'orario di lavoro dovrebbe ben presto aumentare , grazie a
misure legislative adottate in seguito ad un consenso delle
parti sociale sulla generalizzazione di una maggiore flessibi
lità oraria , un migliore adattamento delle imprese alle
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 77
oscillazioni della domanda diventerà possibile non appena
entreranno in vigore i nuovi contratti salariali .
Per contro , le finanze pubbliche si trovano in una situazione
in cui non vi può essere priorità diversa da quella di un
risanamento vigoroso e rapido al fine di spezzare la spirale
«oneri d'interesse-indebitamento». In primavera , il governo
belga ha elaborato il programma di risanamento di bilancio
annunciato nella sua dichiarazione d'investitura del dicembre
1985 e volto a ridurre l'indebitamento netto del Tesoro
all'8 % del PIL nel 1987 e al 7 % nel 1989 , dall' 11,5 % del
1985 . Le azioni in materia riguardano principalmente la
compressione delle spese . Il programma di attenuazione
dell'imposta sulle persone fisiche , deciso precedentemente , è
stato mantenuto , ed è stato scartato qualsiasi aggravamento
dell'imposta sui prodotti petroliferi . L'insieme dei program
mi dovrebbe temporaneamente opporsi alle recenti evoluzio
ni favorevoli all'occupazione e alla domanda interna . Non
dimeno , il controschock petrolifero permette al'economia
belga di preservare una crescita relativamente favorevole
durante il periodo di aggiustamento interno .
La situazione delle finanze pubbliche limita necessariamente
le possibilità di sostegno della domanda tramite il bilancio .
La priorità dovrebbe continuare ad essere riservata al
riequilibrio delle finanze pubbliche e all'eliminazione di
rigidità dal lato dell'offerta , condizioni fondamentali per
ripristinare una crescita più sostenuta e durevole . L'attuazio
ne di una politica monetaria volta ad una riduzione massima
dei tassi d'interesse compatibile con il mantenimento della
partità del franco nel sistema monetario europeo è anch'essa
ampiamente dipendente dalla riduzione dell'indebitamento
del settore pubblico .
L'ampiezza dello squilibrio di bilancio implica che l'obiettivo
del governo concernente l'indebitamente netto dev'essere
realizzato effettivamente e entro i termini previsti . Tanto più
che , sotto numerosi aspetti , il contesto internazionale è
relativamente favorevole e la compressione delle spese è
facilitata , nel 1986 e 1987 , dalla diminuzione dei tassi
d'interesse . Prima della scadenza dei poteri speciali , s'impone
l'eventuale attuazione di nuove misure correttrici per garan
tire la realizzazione dell'obiettivo (un indebitamento netto
del Tesoro pari all'8 % del PIL in 1987), e per evitare
qualsiasi slittamento che potrebbe risultare da una insuffi
ciente efficacia delle misure progettate o da un'evoluzione
meno favorevole di fattori esogeni . Il solo margine di
manovra disponibile a breve termine in materia di politica di
bilancio riguarda la struttura delle entrate che potrebbe
essere resa più adatta a generare una crescita maggiormente
induttiva di occupazione . Tra le possibilità figura la com
pensazione di un'attenuazione dei prelievi di sicurezza sociale
sui salari mediante un aumento delle imposte indirette in
generale o delle imposte sui prodotti petroliferi in partico
lare .
Vista la necessità per l'economia belga di restare competitiva
rispetto alla domanda esterna durante il periodo di aggiusta
mento interno , è auspicabile mantenere una possibilità
d'inquadramento dell'evoluzione salariale dopo la scadenza
dei poteri speciali in materia . Il mantenimento di una politica
di rigidità salariale durante un lungo periodo potrebbe
nondimeno giustificare attualmente casi limitati di attenua
zione di tale rigidità , al fine di rispondere a segnali prove
nienti dal mercato del lavoro quando si manifestano stroz
zature difficili da riassorbire con misure di riorientamento
professionale .
N. L 385 / 78 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 28
Belgio : Principali aggregati economici , 1961-1987
(Variazioni annuali in %)
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati ( deflatore )
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale
9,2
4,9
4,1
.3,7
5,1
8,9
4,6
5,1
10,0
2,5
7,5
7.8
1.9
11,6
3,8
3,5
3,4
- 1,5
5.0
8.1
- 18,1
- 6,3
- 16,3
- 22,9
3,6
- 4,1
6,4
1,4
- 1,5
8,7
1,5
7,1
7,4
- 0,3
- 8,9
- 1,7
- 5,4
8,0
0,3
- 0,8
8,1
1,0
0,7
6,3
- 0,1
6.3
7,5
- 3,6
- 7,6
- 3,9
- 5,1
- 9,5
- 2,5
- 2,6
6.4
0,0
- 1,0
6,8
1,4
5.5
5,9
4,4
- 8,8
1,0
- 4,2
9,9
1,7
- 0,3
6.8
1,4
0,8
6.7
1,5
5.1
4,8
3,8
- 13,2
1,2
- 0,4
3.6
1,3
- 0,8
4,5
- 0,6
- 0,3
6,7
2,0
4,6
1,3
7,0
- 6,4
5,3
2,1
9,5
3,0
- 0,5
2,5
- 2,0
1,2
3,1
1,3
1,8
1,5
6,9
- 9,8
5,0
2.2
8.4
1,3
- 1,4
2,2
0,4
0,7
di cui :
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 )
Produttività ( 5 ) 4,3 2,4 0,5 2,9 0,9 1,4 1,0 1,7 1,9
Costi salariali reali unitari 0,3 1,4 0,9 - 1,8 - 0,9 0,0 - 1,6 - 3,6 - 1,5
Competitività ( 6 ) - 0,2 1,5 - 8,2 - 11,5 - 2,3 0,1 1,8 2,9 - 0,6
Occupazione 0,6 0,1 - 2,1 - 1,3 - 1,6 0,2 0,5 0,3 - 0,6
Disoccupati registrati in %
della popolazione attiva civile ( 7 ) 2,2 6,8 11,1 13,0 14,3 14,4 13,7 12,9 13,4
Saldo delle partite correnti in % del PIL 1,0 - 1,4 - 4,6 - 3,3 - 0,6 - 0,4 0,4 2,3 2,8
Tassi di interessi a lungo termine 6,5 9,4 13,8 13,5 11,8 12,0 10,6 8,0 7,2
Massa monetaria ( 8 ) 10,1 11,2 10,0 7,5 7,0 6,1 6,7 5,8 4,0
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL - 1,9 - 5,8 - 12,6 - 11,1 - 11,7 - 9,5 - 8,4 - 8,0 - 6,2
Debito pubblico in % del PIL 64,8 88,2 95,9 105,1 110,7 117,4 120,6 125,7
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL 4,4 8,0 9,3 9,4 9,9 10,6 10,6 10,7
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali . **
3 ) Differenza in punti percentuali .
") A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
5 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
6 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
8 ) Fine anno .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 79
DANIMARCA
Sotto importanti aspetti l'economia ha realizzato in Dani
marca negli ultimi anni notevoli progressi : la crescita del PIL
è stata rapida , sia nel 1984 che nel 1985 ( rispettivamente
3,9 % e 3,8 % ); nel contempo l'occupazione è aumentata
rispettivamente del 2,4 % e del 3,1 % ; e , sebbene l'aumento
dell'offerta di manodopera abbia reagito rapidamente all'au
mento della domanda , il tasso di disoccupazione è passato da
un massimo del 10,2 % , registrato nel 1983 , all'8,2 % della
fine del 1985 . Tale progresso è stato sostenuto da una forte
ripresa degli investimenti dovuta ad un netto miglioramento
della redditività , collegata a sua volta alla politica di austerità
salariale degli anni '80 .
fatto altresì maggiormente ricorso a prestiti . Nonostante i
provvedimenti del governo del dicembre 1985 e del marzo
1986 intesi a limitare il deterioramento della bilancia dei
pagamenti , questa ha continuato a degradarsi . Purtuttavia , a
seguito di tali provvedimenti , la domanda delle famiglie si è
stabilizzata e l'attività edilizia , anche se sempre intensa , ha
registrato segni di indebolimento . La parte restante dell'in
vestimento privato ha. evidenziato un aumento moderato ,
tranne alcuni settori quali l'energia o la costruzione navale .
Sebbene nel corso dell'anno la bilancia commerciale dovreb
be migliorare , gli interessi del debito con l'estero restano
elevati ed il disavanzo corrente potrebbe non diminuire nel
1986 . Il rallentamento della crescita del PIL reale , conse
guenza dei provvedimenti restrittivi , a circa il 3 % ha
peraltro esercitato un effetto negativo sulla creazione di posti
di lavoro , cosicché il tasso di disoccupazione si è stabilizzato
intorno al 7,75 % . L'aumento dei prezzi al consumo dovreb
be essere dell'ordine del 3,5 % a fronte del 5 % del 1985 ,
nonostante la maggiorazione delle imposte indirette .
Il netto aumento dell'occupazione del 1983 — circa il 2 %
all'anno — costituisce il risultato più importante della
politica perseguita dal 1982 , in conformità con la strategia di
cooperazione per la crescita adottata dal Consiglio nel 1985 .
Tale politica si è orientata principalmente a stimolare
l'offerta , limitando l'aumento dei salari reali e nominali ,
comprimendo le spese pubbliche ed aderendo ad un obiettivo
di stabilità interna ed esterna della moneta nell'ambito dello
SME . In effetti , le retribuzioni reali tra il 1983 ed il 1985
sono diminuite e successivamente sono aumentate lentamen
te , grazie ad accordi paritari moderati e all'eliminazione della
scala mobile . L'aumento di redditività che ne è risultato ha
contribuito a stimolare gli investimenti privati . D'altro
canto , attravèrso una rigida restrizione delle spese pubbliche
ed un lieve aumento delle entrate , l'indebitamento delle
amministrazioni è stato ridotto dal 9,3 % del PIL nel 1982
all' I ,9 % del 1985 , mentre nel 1986 dovrebbe venir registra
to un saldo positivo dell'ordine del 3 % . La stretta di bilancio
ha allargato il margine di manovra offerto allo sviluppo del
settore imprenditoriale . Poiché l'accento è stato posto sui
redditi e sulle finanze pubbliche , la politica monetaria non è
rimasta sola ad assumere l'onere della stabilizzazione e , di di
conseguenza , i tassi d'interesse sono fortemente diminuiti .
Nell'ottobre 1986 sono state prese nuove misure per raffor
zare il risparmio delle famiglie e scoraggiare i consumi a
credito . Esse includono la riduzione dei termini di grazia per i
nuovi prestiti alla costruzione , la maggiorazione delle tasse di
bollo sui documenti relativi ai prestiti e una tassa speciale
sugli interessi dei prestiti al consumo accordati ai privati .
Inoltre , i principali avvenimenti che influenzeranno l'econo
mia nel corso del prossimo anno saranno d'applicazione al 1 °
gennaio 1987 della riforma fiscale approvata all'inizio del
1986 e gli accordi salariali previsti per il marzo 1987 .
Nonostante il notevole aggiustamento di bilancio , il disaven
zo corrente è sensibilmente aumentato tra il 1983 ed il 1985
in conseguenza sia di un deterioramento della bilancia
commerciale che di un notevole aumento degli oneri netti di
interesse . Tale aumento è imputabile all'effetto congiunto
dell'aumento del dollaro fino alla metà del 1985 , che ha
gonfiato l'importo del debito espresso in moneta nazionale , e
dell'aumento continuo dell'indebitamento stesso . Pertanto ,
mentre nel 1985 il disavanzo commerciale era stato ridotto di
4,4 punti del PIL rispetto al 1979 , il disavanzo corrente
ammontava ancora al 4,4 % , vale a dire ad un valore appena
inferiore al 4,7 % registrato nel 1979 , ed in netto aumento
rispetto al 3,3 % del 1984 .
Obiettivo essenziale della riforma fiscale è aumentare il
risparmio delle famiglie ; con ciò potrebbe essere lievemente
stimolata la domanda dei consumi delle famiglie nel 1987 ,
trasferendo una parte dell'onere fiscale diretto alle imprese
nonché ad altre istituzioni , comprese quelle senza scopo di
lucro attualmente esenti da imposta . Tuttavia , tale effetto è
compensato dall'aumento delle imposte riscosse dagli enti
locali nonché dalle misure prese nell'ottobre 1986 . La
riduzione dell'orario di lavoro , compensata da un aumento
equivalente del salario orario e il progetto di ampliamento
delle indennità di malattia , all'inizio del 1987 avranno
provocato un aumento dei salari prò capite superiore al 3 % ,
limitando il margine disponibile per nuove maggiorazioni
all'atto della conclusione degli accordi biennali del marzo
1987 . Dopo il notevole aumento del biennio 1984-1986 ,
l'investimento in attrezzature nel 1987 registrerà un anda
mento meno dinamico , in particolare nel settore dell'energia .
Complessivamente la crescita sarà notevolmente più debole
che nel 1986 e dipenderà maggiormente da fattori esterni . Il
tasso di disoccupazione sarà lievemente superiore al suo
livello probabile del 1986 . In media , i prezzi al consumo
dovrebbero aumentare ad un tasso compreso fra il 3,5 e il
4 % , simile a quello del 1986 che include gli effetti della
maggiorazione del prelievo fiscale sull'energia volta ad
eliminare l'impatto della riduzione dei prezzi del petrolio e gli
effetti del tasso di cambio del dollaro sul potere d'acquisto dei
Nel 1986 , la domanda interna ha continuato ad aumentare
sensibilmente nel primo semestre , superando nuovamente
l'offerta potenziale ; tale sviluppo è imputabile principalmen
te ad una diminuzione del risparmio delle famiglie che hanno
N. L 385 / 80 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
È altresì necessario adeguare le strutture dell'economia alle
modifiche del contesto internazionale . Sono già stati adottati
provvedimenti , e altri sono in corso , finalizzati allo sviluppo
della formazione professionale e della ricerca , laddove
iniziative del genere possono rivelarsi particolarmente effica
ci . Le possibilità di modificare l'attuale organizzazione del
lavoro , di rendere più flessibile la disciplina e di aumentare
l'adattabilità del mercato , dovrebbero costituire oggetto di
esame e di discussione con le parti sociali .
consumatori ( 1 ). La bilancia dei pagamenti correnti dovreb
be registrare un notevole miglioramento .
La deriva salariale osservata nel 1986 conseguente agli
squilibri settoriali del mercato del lavoro e alle prospettive
dell'aumento della produttività , rendono auspicabile accordi
di moderazione salariale conformi alla tendenza precedente e
che tengano conto , segnatamente , delle riduzioni di imposta
sul reddito previste per il 1987 .
Escludendo i pagamenti netti di interessi , il disavanzo
corrente appare essenzialmente dovuto ad un eccesso di
domanda più che a un'alterazione del rapporto competitivi
tà-prezzi . Il recente indebolimento della corona danese in
seno allo SME mostra peraltro che il margine di manovra
delle autorità rimane limitato e che la politica monetaria deve
tener conto delle necessità del finanziamento esterno . Per
tanto riveste una capitale importanza l'adizione di provvedi
menti intesi ad aumentare il risparmio delle famiglie e a
ridurre il loro indebitamento , sulle linee di quelli adottati in
ottobre . L'estensione ad una maggior parte della popolazio
ne , eventualmente nel quadro di accordi salariali , di regimi
pensionistici basati su contributi volontari , potrebbe altresì
apportare un utile contributo . A breve termine , il vincolo
esterno ne risulterebbe ridotto , mentre a più lungo termine ,
un maggior risparmio consentirebbe di finanziare un mag
gior volume di investimenti e migliorebbe il potenziale di
crescita senza compromettere l'equilibrio esterno .
In conseguenza dei precedenti disavanzi , l'indebitamento
lordo con l'estero è ormai prossimo al 40 % del PIL ,
pressoché equamente ripartito tra indebitamento pubblico e
privato . Con un aumento medio del PIL nominale del 6 % nei
prossimi anni , il rapporto del debito con l'estero rispetto al
PIL potrebbe restare stabile con un disavanzo corrente pari al
2,5 % del PIL . Con un disavanzo inferiore , tale rapporto
tenderebbe a diminuire . Come prima tappa appare urgente
sin dal 1988 ricondurre il passivo ad un livello compatibile
con la stabilità dell'onere relativo del debito . A breve termine
ciò può essere ottenuto soltanto attraverso la conferma del
rigore di bilancio , secondo gli obiettivi ufficiali . Per ridurre
tale onere nei prossimi anni occorrerebbe un'ulteriore ridu
zione del disavanzo con l'estero . Per il 1987 , l'accreditamen
to delle amministrazioni pubbliche implicitamente compreso
nel progetto di bilancio , resterà immutato rispetto al livello
del 1986 , vale a dire circa 3 % del PIL e corrisponde ad un
accreditamento leggermente superiore a quello del governo
centrale . Dato il vincolo esterno e la necessità di garantire lo
sviluppo equilibrato dell'economia , tale obiettivo dovrebbe
essere raggiunto applicando in maniera molto rigorosa , la
politica intesa ad un crescita reale zero delle spese pubbliche ,
perseguita durante gli ultimi anni .
(') Le previsioni che figurano nel testo cercano di tener conto degli
effetti delle misure adottate in ottobre , mentre non è stato
possibile procedere alle revisioni corrispondenti delle cifre della
tabella 29 .
31 . 12 . 86 . Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 81
TABELLA 29
Danimarca : Principali aggregati economici , 1961—1987
(Variazioni annuali in % )
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
in valore
in volume
deflatore
Prodotto
interno lordo
Consumi privati (deflatore )
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale
11,7
6,6
6,6
10,7
3,4
3,8
11,7
1,6
9,9
10,1
- 5,1
- 2,2
- 3,1
- 4,9
0,7
0,6
11,7
1,6
0,8
9.1
- 0,9
10,1
12,0
- 19,7
- 17,0
- 19,2
- 21,7
- 15,0
- 4,1
9.2
- 0,8
- 2,5
14,4
3.0
11,3
10,8
10,9
- 9,4
7.1
- 1,3
20,1
3.5
2,7
12,1
1,4
1.6
10,4
2,0
8,1
7,2
4.0
- 15,4
0,9
1,1
0,6
0,9
- 0,3
7,9
- 0,2
0,6
9,9
3,4
5,8
6,6
12,4
1,7
11,0
7,2
15,8
4,0
2,6
5,4
- 0,3
- 1,1
9,5
3,8
5,4
5,0
15,9
5,4
14,6
13,1
16,5
5,3
3.3
4,4
- 1,0
- 0,6
7,8
2,9
4,8
3.3
10,7
2.4
9,8
6,3
13,7
4,1
- 0,7
4,0
- 0,7
0,7
5,5
1,8
3.7
2.8
- 1,3
2,1
- 0,9
- 0,7
- 1,2
1,8
- 1,5
5,9
2,1
3,0
di cui :
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
nominale
reale A ( 4 )
. B (
Produttività ( 5 ) 3,2 1,2 0,4 2,7 1,6 1,2 0,7 0,0 1,5
Costi salariali reali unitari 0,2 0,4 - 0,9 - 1,3 - 1,8 - 1,5 - 1,7 - 0,7 0,6
Competitività ( 6 ) 1,7 - 0,3 - 7,5 - 3,2 - 0,5 - 3,5 0,9 3,8 0,6
Occupazione 1,1 0,4 - 1,3 0,3 0,5 2,4 3,1 1,9 0,3
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile ( 7 ) 1,1 5,5 8,9 9,5 10,2 9,8 8,7 7,5 7,6
Saldo delle partite
correnti in % del PIL - 2,1 - 3,5 - 3,0 - 4,2 - 2,2 - 3,3 - 4,4 - 4,1 - 3,6
Tassi di interessi a
lungo termine 9,0 16,0 19,3 20,5 14,4 14,0 11,6 10,4 10,5
Massa monetaria ( 8 ) 10,6 11,7 9,1 11,4 25,5 17,0 15,8 7,7 2,9
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL 2,0 - 0,6 - 7,1 - 9,3 - 7,3 - 4,2 - 1,9 2,8 2,8
Debito pubblico in % del PIL 19,2 43,6 53,0 62,8 67,7 66,4 61,1 57,1
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL 2,2 5,3 6,0 8,1 9,6 9,8 8,8 8,0
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , che non tengono conto degli effetti delle misure adottate alla fine di tale mese , in base alle politiche
attuali .
} ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
s ) Valore aggiunto lordo per occupato nell' insieme dell'economia .
6 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
8 ) Fine anno .
N. L 385 / 82 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
Nella Repubblica federale di Germania, il 1986 ha segnato il
quarto anno della ripresa ; all'inizio dell'anno la crescita è
stata tuttavia influenzata negativamente da vari fattori
eccezionali quali l'inverno rigido , le incertezze ed il numero
particolarmente esiguo di giornate lavorate . Malgrado la
ripresa dell'attività a partire dal secondo trimestre , il tasso di
crescita reale per il 1986 dovrebbe superare di poco il 3 % ,
livello lievemente inferiore a quanto previsto all'inizio
dell'anno . La crescita è stata essenzialmente determinata dai
consumi privati e dagli investimenti delle imprese . I consumi
privati sono stati stimolati dagli aumenti salariali , che ,
tenuto conto della stabilità di fatto dei prezzi , avranno
provocato , nel 1986 , la maggiore crescita in volume delle
spese di consumo dal 1971 . Gli investimenti sono stati
sostenuti dall'ampliamento degli sbocchi interni e da un
nuovo aumento dei profitti dovuto al meccanismo delle
ragioni di scambio . La crescita delle esportazioni in termini
reali , e quella rapida delle importazioni — fenomeni osser
vati dalla fine del 1985 — hano certamente contribuito ad un
notevole deterioramento (pari all' I ,4 % del PIL) della bilan
cia reale commerciale . Ciò non ha peraltro impedito che
l'attivo della bilancia dei pagamenti correnti raggiungesse un
nuovo record di circa 63 miliardi di DM, dovuto al notevole
miglioramento delle ragioni di scambio .
Sebbene l'incidenza dei fattori eccezionali che nel 1986
hanno sostenuto la domanda interna andrà attenuandosi , nel
1987 essa dovrebbe ancora rafforzarsi mentre le possibilità di
esportazione , in particolare nell'area dello SME , dovrebbero
di nuovo migliorare lievemente . La ripresa si confermerà
quindi per il quinto anno consecutivo . La crescita del PIL in
termini reali dovrebbe raggiungere il 3,25 % . Dato che le
ragioni di scambio resteranno praticamente immutate , i
prezzi seguiranno l'evoluzione dei costi interni e registreran
no nuovamente un modesto aumento . Il saldo delle opera
zioni correnti si ridurrà sensibilmente per attestarsi a 44
miliardi di DM, vale a dire il 2,1 % del PIL .
parti sociali hanno già tenuto conto dei mutamenti interve
nuti nel mercato del lavoro all'atto di negoziare le conven
zioni collettive ; tali negoziati hanno portato ad una riduzione
della quota salariale di più di quattro punti tra il 1981 e il
1985 . Sostenuta dal miglioramento delle ragioni di scambio ,
tale tendenza si confermerà nel 1986 , sebbene l'andamento
favorevole , ma inatteso , dei prezzi interni nel 1986 non abbia
potuto ripercuotersi anticipamente sui rinnovi contrat
tuali .
Il moderato aumento dei salari reali ha notevolmente
contribuito negli ultimi anni a migliorare i profitti delle
imprese e ad aumentare di conseguenza la redditività degli
investimenti . Il migliorato clima degli investimenti ha già
provocato un incremento complessivo degli investimenti
delle imprese , tradottosi negli ultimi tempi in una ripresa
dell'espansione delle capacità , tanto che per la prima volta si
assiste ad un significativo sviluppo dell'edilizia non residen
ziale .
Gli investimenti nell'edilizia residenziale hanno registrato un
andamento meno favorevole a causa del calo demografico e
della disparità tra l'evoluzione dei costi delle costruzioni e
l'evoluzione dei redditi che hanno fortemente accentuato la
tendenza fondamentale al rallentamento della domanda .
L'avvenire del settore dipenderà dalla sua capacità di aumen
tare i propri costi proporzionalmente meno che l'aumento
del livello generale dei prezzi ; inoltre , il riorientamento
dell'investimento nell'edilizia residenziale nel senso di una
migliore preservazione del patrimonio e di una maggiore
qualità consente di aumentare in futuro il suo potenziale di
creazione di posti di lavoro .
La crisi dell'edilizia negli ultimi anni è stata aggravata dal
calo degli investimenti pubblici ; in effetti , i progressi nel
senso di un consolidamento di bilancio sono stati compiuti
anche a detrimento di tale categoria di investimenti , segna
tamente a livello comunale ; tuttavia , dal 1985 gli investi
menti pubblici hanno ripreso ad aumentare e l'aumento ha
raggiunto nel 1986 il 6 % in termini nominali . Gli investi
menti che riguardano le infrastrutture , la tutela dell'ambiente
e il rinnovamento urbano sono stati incoraggiati da nuove
misure di cui beneficiano anche gli investimenti privati .
Infine , la prima tappa della riforma fiscale e la lieve
diminuzione dello 0,1 % dei contributi previdenziali per la
disoccupazione hanno contribuito altresì a migliorare le
condizioni dell'offerta continuando a sostenere la domanda .
Inoltre , i programmi finanziari a medio termine degli enti
territoriali prevedono fino al 1990 un aumento nominale dal
4 al 5 % degli investimenti pubblici . Contrariamente a
quanto avvenuto negli ultimi anni gli investimenti pubblici
dovrebbero pertanto aumentare ad un ritmo conforme alla
crescita dell'economia globale .
La politica monetaria ha mantenuto il proprio orientamento
verso la ricerca di stabilità ; ciò ha consentito di ridurre
ancora il tasso d'inflazione e , seguendo la tendenza del
mercato , di diminuire i tassi d'interesse debitori ad un
Come è molto probabile , l'occupazione aumenterà in media
di 280 000 unità nel 1986 e di 250 000 unità nel 1987 .
Mentre in occasione delle fasi di ripresa precedenti , l'aumen
to dell'occupazione aveva interessato sopratutto il settore dei
servizi , nella fase attuale si tratta di un progresso sensibile
anche nell'industria manifatturiera , con tassi rispettivamente
dell' I , 5 % e dell' I % . Nonostante la moltiplicazione delle
azioni intese ad allentare le tensioni sul mercato del lavoro , il
numero di disoccupati nel 1986 diminuerà appena di 80 000
unità , e nel 1987 di un po' più di 90 000 unità . La
disoccupazione diminuirà meno rapidamente dell'aumento
dell'occupazione perchè gran parte dei posti di lavoro creati
verranno occupati da persone non comprese nel calcolo della
popolazione attiva .
Sebbene negli ultimi anni la Repubblica federale di Germania
abbia vissuto una situazione economica più favorevole di
quella dei paesi europei vicini , il problema della disoccupa
zione rimane grave ; è pertanto necessario dare priorità ad
un'azione risoluta per porvi rimedio . Negli anni precedenti le
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 83
minimo storico . Fino a quel momento tale evoluzione era
stata favorita da influenze esterne ; nel 1986 , l'espansione
della «moneta della banca centrale » ha superato costante
mente il limite superiore della forcella adottata , cosa che ha
indotto la Bundesbank a mantenere un atteggiamento riser
vato nei confronti di qualsiasi nuova diminuzione dei tassi
d'interesse a breve termine .
Dal lato delle imprese sono migliorate le condizioni dell'of
ferta ; pur se è necessario ammettere che il processo di
differenziazione dei salari in base alle qualifiche professionali
non ha registrato ovunque dei progressi , in numerosi settori
sono state convenute riduzioni dell'orario di lavoro e sono
state istituite nuove modalità sempre più numerose di
organizzazione dell'orario di lavoro allo scopo di migliorare
de possibilità dell'occupazione . Tenuto conto dell'evidente
scarsezza di lavoratori qualificati , gli imprenditori dovreb
bero moltiplicare le proprie iniziative nel campo della
formazione e della riqualificazione professionali .
Nel complesso , le iniziative di politica monetaria , di bilancio
e salariale intese a creare un ambiente propizio alla crescita
creatrice di maggiore occupazione hanno cominciato a
produrre i loro frutti . E necessario aggiungere che la
domanda interna , sostenuta dal miglioramento delle ragioni
di scambio ha guagagnato dinamismo ; tuttavia , tenuto conto
della progressiva eliminazione degli effetti del controshock
petrolifero , la politica economica futura dovrà nuovamente
dimostrare di essere capace di assicurare una crescita conti
nua e sufficiente .
Grazie alla politica di bilancio degli ultimi anni , il deficit
pubblico è stato ridotto a valori tali per cui è stato possibile
ridurre in due tappe , nel 1986 e nel 1988 , senza per questo
compromettere i risultati del risanamento . Di fatto , il
disavanzo del governo centrale ( Bund e Lànder ) nel 1986
verrà ancora lievemente ridotto . Il disavanzo previsto per il
1987 ( circa il 2 % del PIL ) può essere considerato ragione
vole tenuto conto delle attuali prospettive di crescita .
Tenendo presenti , in particolare , i rischi che l'attività
economica potrebbe essere in grado di reagire rapidamente
ad ogni riduzione sensibile della domanda globale .
La seconda tappa della riforma fiscale , che nel 1988
comporterà circa 10 miliardi di DM di sgravi a favore delle
famiglie , combinati ad una minore progressività delle impo
ste , costituirà un incitamento al lavoro e sosterrà nel
contempo la domanda . La riforma preannunciatà per la
prossima legislatura dovrebbe contribuire altresì a favorire
l'impegno individuale e a sostenere in tal modo i fattori di
crescita . Ciò sarà possibile quanto più le modalità verranno
fissate rapidamente . Nel caso in cui la natura delle riduzioni
delle spese indispensabili possa venir determinata contempo
raneamente , sarebbe possibile realizzare più agevolmente il
progetto , annunciato più volte , di metodica eliminazione
delle sovvenzioni alle imprese . Inoltre , sarebbe possibile
prevedere di aumentare , in funzione delle capacità disponi
bili , le spese in materia di investimenti pubblici redditizi al di
là del livello previsto dagli attuali programmi . Sarebbe
necessario inoltre interrogarsi sull'opportunità di ridurre gli
oneri sociali versati all'Uffico federale del lavoro , il cui
bilancio è in attivo da parecchi anni e dovrebbe esserlo in
misura sempre maggiore in futuro in seguito alla riduzione
della disoccupazione .
Anche la politica salariale deve continuare a contribuire al
sostegno dell'occupazione ; questo compito sarà tanto più
facile quanto più le prospettive della domanda saranno
assicurate . L'aumento dei salari reali prò capite dovrebbe
restare inferiore all'aumento della produttività globale . A
questo proposito , le parti sociali devono rendersi conto che
contrariamente a quanto avvenuto eccezionalmente nel
1986 , le ragioni di scambio nel 1987 non porteranno un
reddito addizionale suscettibile di essere ripartito e che , nella
misura del possibile , occorrerà non ripercuotere sui prezzi
all'esportazione la sostanziale erosione di competitività —
dannosa logicamente alla redditività delle imprese — che
risulterà dall'apprezzamento del marco nei confronti del
dollaro .
L'attuale obiettivo della politica monetaria , di finanziare a
medio termine una crescita soddisfacente del potenziale di
produzione , pur preservando la stabilità dei prezzi , deve
essere confermato . A condizione che i costi salariali non
esercitino pressioni all'aumento sui prezzi , una politica del
genere dovrebbe consentire un margine di manovra per le
nuove riduzioni dei tassi d'interesse guida , purché il mercato
continui ad essere orientato in tal senso . Per contro , nel caso
in cui per motivi esogeni si rendesse necessario un calo di tali
tassi a breve termine , ciò potrebbe , eventualmente , influen
zare negativamente le attese dei tassi sul mercato a lungo
termine , tenuto conto del ritmo dell'espansione monetaria .
Allo scopo di migliorare le condizioni dell'offerta a livello
microeconomico , nel passato sono state già adottate una
serie di misure relative al mercato dei beni e dei fattori di
produzione . Ostacoli di natura amministrativa e , in nume
rosi settori , l'eccessiva presenza dello Stato , continuano
tuttavia ad ostacolare una allocazione più efficace delle
risorse ; si impone quindi un'azione più energica intesa ad
eliminare tali ostacoli .
N. L 385 / 84 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 30
Repubblica federale di Germania : Principali aggregati economici , 1961—1987
( Variazioni annuali in %)■
1961
1973
1974
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
8,9 7,1 4,2 3,7 4,8 4,7 4,9 7,1 4,6
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
4,4 2,2 0,2 - 0,6 1,5 2,7 2,6 3,1 3,2
4,4 4,8 4,0 4,4 3,3 1,9 2,2 3,9 1,4
Consumi privati ( deflatore) 3,7 4,8 6,2 4,8 3,2 2,5 2,1 0,0 1,1
3,7 0,9 - 3,9 - 4,5 5,1 1,2 - 0,3 7,1 5,5privati
pubblici
totale
Investimenti
fissi lordi
in volume
5,9 0,3 - 9,7 - 9,3 - 8,6 - 2,1 - 0,4 5,0 4,8
4,0 0,8 - 4,8 - 5,3 3,2 0,8 - 0,3 3,5 5,5
di cui : 3,5 - 0,3 - 5,1 - 4,3 1,7 1,6 - 6,2 0,7 3,5costruzioni
macchine e attrezzature 5,2 3,0 - 4,3 - 6,7 5,6 - 0,5 9,4 7,5 8,0
4,5 2,3 - 2,7 - 2,0 2,3 1,9 1,5 4,8 4,2Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agii altri
paesi comunitari ( 3 ) - 3,4 1,5 0,2 - 0,9 2,0 0,7
9,2 7,4 5,2 4,1 3,8 3,4 3,0 4,0 3,2
Reddito da
lavoro dipendente
prò capite
nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 )
4,6 2,5 1,2 - 0,3 0,5 1,4 0,8 0,1 1,8
5,5 2,5 - 0,9 - 0,7 0,6 0,9 0,9 4,0 2,1
4,1 2,5 0,9 1,1 3,0 2,6 1,9 1,9 2,2
0,5 0,0 0,3 - 1,4 - 2,4 - 1,1 - 1,0 - 1,8 - 0,4
4,2 11,2 4,4 6,4 12,6 2,9
100 70,9 70,9 73,9 82,2 85,8 91,3 102,8 105,8
2,5 1,5 - 2,0 - 2,5 5,4 1,8
0,2 - 0,3 - 0,7 - 1,7 - 1,5 0,1 0,7 1,1 1,0
0,8 3,6 4,8 6,9 8,4 8,4 8,4 8,1 7,7
Produttività ( 5 )
Costi salariali reali unitari ( 6 )
Saggio di profitto ( 7 )
idem ( 1961-1973 = 100 )
Competitività ( 8 )
Occupazione
Disoccupati registrati in % della popola
zione attiva civile ( 9 )
Saldo delle partite correnti in % del PIL
Tassi di interessi a lungo termine
Massa monetaria ( 10 )
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL
0,7 0,4 - 0,8 0,5 0,6 1,0 2,2 3,2 2,1
7,2 7,8 10,4 9,0 7,9 7,8 6,9 5,6 5,1
10,9 8,5 5,0 7,1 5,3 4,7 5,0 5,6 5,4
0,3 - 2,9 - 3,7 - 3,3 - 2,5 - 1,9 - 1,1 - 0,9 - 0,7
17,7 27,7 36,4 39,5 41,0 41,9 42,5 41,6 41,3
0,9 1,6 2,3 2,8 3,0 3,0 3,0 2,9 2,9
('} Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
( 2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
( 3 ) Differenza in punti percentuali .
( 4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
( 5 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
( 6 ) Rapporto dei redditi da lavoro dipendente reali prò capite rispetto alla produttività .
( 7 ) Percentuale del risultato netto di gestione rispetto allo stock di capitale netto ai prezzi di sostituzione.
( 8 ) Tasso di cambio effettivo reale (nei confronti di 1 9 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
(') Definizione Eurostat .
( 10) M3 : fine anno .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 85
GRECIA
In Grecia, i provvedimenti di stabilizzazione adottati nell'ot
tobre 1985 per ristabilire le condizioni di una crescita
durevole e di un'ulteriore convergenza dell'economia con il
resto della Comunità segnano una svolta nella politica
economica che aveva lasciato aggravare gli squilibri . Nel
1985 , l'indebitamento del settore pubblico aveva raggiunto
circa il 18 % del PIL e il disavanzo delle partite correnti 3,3
miliardi di dollari USA , vale a dire il 10 % del PIL . Dinnanzi
a questa situazione , nell'ottobre 1985 il governo ha messo a
punto un rigoroso piano di risanamento che comportava tra
l'altro una svalutazione della dracma del 15 % e istituiva un
deposito obbligatorio , non fruttifero , su una parte delle
importazioni . Tale piano biennale mira ad ottenere un
notevole rallentamento dell'aumento dei costi salariali , una
massiccia riduzione dell'indebitamento del settore pubblico
ed una forte restrizione dell'espansione monetaria . Nel suo
sforzo per riequilibrare la bilancia dei pagamenti , il governo è
stato aiutato da un prestito comunitario di sostegno , la cui
prima rata è stata versata immediatamente e la seconda
dovrebbe esserlo all'inizio del 1987 .
deludenti dei collocamenti dei titoli di stato presso il
pubblico , ma anche perché il margine di aumento del credito
al settore privato è stato calcolato in maniera troppo
generosa tenuto conto dell'evoluzione effettiva del disavanzo
pubblico .
Altri fattori hanno contribuito a ritardare l'aggiustamento
della domanda . I consumi , che sono aumentati per lunghi
anni , hanno reagito molto lentamente ai provvedimenti di
stabilizzazione , evidenziando un'inerzia fondamentale favo
rita dall'economia parallela . Nei primi mesi , a ciò si è
aggiunta la previsione , di una nuova svalutazione , amplifi
cata negli effetti dal grado di elevata liquidità dell'economia ,
al quale ha contribuito durante il primo semestre l'eccesso di
credito interno rispetto alle norme stabilite . La domanda
interna nel 1986 , ha dunque evidenziato in termini reali un
calo relativamente debole , dovuto principalmente alla
regressione degli investimenti del settore pubblico mentre i
consumi privati hanno registrato lo stesso livello dell'anno
precedente . Quindi , le importazioni non hanno subito il
rallentamento previsto mentre le esportazioni , da parte loro ,
sono state meno dinamiche del previsto .
Complessivamente , il PIL registrerà nel 1986 una lieve
crescita . Il tardivo miglioramento della bilancia commerciale
in termini reali , imputabile anche ad una struttura momen
taneamente sfavorevole delle esportazioni e al mediocre
risultato registrato dal settore turismo , unito all'effetto
negativo esercitato inizialmente dalla svalutazione sulle
ragioni di scambio , ha fatto sì che , nonostante il sensibile
miglioramento del secondo semestre , le partite correnti
potrebbero presentare per il 1986 un disavanzo compreso tra
il 4,5 e il 5 % del PIL , leggermente superiore quindi
all'obiettivo fissato di 1 ,7 miliardi di dollari .
Tale andamento deve indurre a proseguire con decisione
l'applicazione del programma di risanamento nel 1987 .
La politica salariale dovrebbe assicurare um moderato
aumento delle retribuzioni nominali in base ad un tasso di
inflazione ricondotto alla metà del 1987 al 10 % — esclusi gli
effetti dell'introduzione dell'IVA — e applicando rigorosa
mente il sistema di indicizzazione adottato alla fine del 1985 .
Gli effetti disinflazionistici della politica salariale saranno
tuttavia limitati nel 1987 ; pertanto la politica di stabilizza
zione dovrà contare principalmente sulla gestione monetaria
e del bilancio .
La politica salariale si basa ormai sull'adeguamento dei salari
ad un ritmo di aumento dei prezzi , non più constatato ma
programmato , e che esclude l'incidenza dei prezzi all'impor
tazione . Applicata con rigore , tale politica salariale nel 1986
dovrebbe ridurre i salari reali di più del 7 % e limitare
l'aumento dei costi salariali per unità prodotta nell'industria
manifattuera al 13 % in media annuale , invece del 20,5 %
registrato nel 1985 . Tale evoluzione combinata ad una
politica di cambio disinflazionista , nella misura in cui tale
politica compensa il differenziale dei costi salariali unitari e
non quello dei prezzi al dettaglio , e con un moderato
adeguamento dei prezzi amministrati nel corso del 1986 , ha
consentito di rallentare l'aumento dei prezzi al consumo che
passerà dal 25 % osservato alla fine del 1985 al 16 % della
fine del 1986 . Tale rallentamento tuttavia , a causa dell'altro
livello di inflazione della fine del 1985 e dell' inizio del 1986
non è percepibile nella media annuale che nel 1986 dovrebbe
raggiungere il 22,5 % a fronte del 19,3 % 1985 ( 1 ).
In materia di finanze pubbliche è stato posto l'accento più
sull'aumento delle entrate che sul freno delle spese . L'inde
bitamento del settore pubblico nel 1986 ammonterà a circa il
14 % del PIL , vale a dire un miglioramento dell'ordine di 4
punti percentuali rispetto al 1985 , in conformità della
decisione del Consiglio sulla concessione del prestito comu
nitario , ma sensibilmente inferiore al miglioramento previsto
all'atto della presentazione del bilancio . Inoltre , una quota
notevole di tale migloramento ( cioè 2,5 punti ) sarà ricondu
cibile alla diminuzione del prezzo del petrolio che il governo
ha deciso di compensare , in maggior parte , mediante un
aumento delle imposte sul petrolio . In materia monetaria ,
d'altro canto , si corre il rischio che venga superato l'obiettivo
del credito totale interno , non soltanto a causa dei risultati
Il risanamento delle finanze pubbliche dovrà essere prosegui
to con rigore allo scopo di portare l'indebitamento netto del
settore pubblico nel 1987 ad un livello compatibile con
l'obiettivo di bilancio fissato nel programma di risanamento .
Tenuto conto della dinamica degli oneri di interesse , tale
obiettivo implica una gestione molto severa delle antre spese ,
in particolare delle spese per consumi pubblici . Va inoltre
aggiunto che i trasferimenti alle imprese dovranno essere
(') Nel novembre 1986 il governo ha decretato un blocco dei prezzi
valido fino al termine di gennaio 1987 al fine di evitare un
eccessivo aumento dei prezzi a seguito dell'introduzione
dell'IVA .
N. L 385 / 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
decisamente ridotti , tra l'altro mediante la riduzione degli
aiuti all'esportazione , delle sovvenzioni agricole e dei contri
buti finanziari alle imprese in difficoltà . 11 necessario aumen
to delle entrate deriverà dall'allargamento della base impo
nibile , dall'intensificazione della lotta contro l'evasione
fiscale nonché dalle maggiori entrate dovute all'introduzione
dell'IVA il 1° gennaio 1987 .
La gestione rigorosa delle finanze pubbliche dovrà essere
accompagnata da un'espansione del credito al settore privato
nuovamente inferiore al tasso di crescita del PIL nominale ,
stimato al 12 % . A tale scopo , è necessario che nel 1987 la
politica dei tassi di interesse sia più attiva : occorrerà che
l'evoluzione dei tassi reali verso valori positivi , che riflettano
la carenza di capitali , si confermi e che prosegua l'unifica
zione dei tassi di interesse sui crediti già avviata nel 1986 .
Inoltre , sarà necessario sviluppare il collocamento dei titoli di
Stato a medio termine presso il pubblico . Tale politica
consentirà una distribuzione più razionale dei mezzi di
finanziamento e incoraggerà il risparmio nonché l'afflusso di
capitali provenienti dall'estero , continuando peraltro ad
esercitare un effetto disinflazionista .
Tale azione stabilizzatrice , indispensabile per il ripristino di
equilibri macroeconomici , non è da sola sufficiente a garan
tire lo sviluppo a termine dell'economia , che potrà derivare
soltanto dalla realizzazione di investimenti atti a rafforzare e
a modernizzare l'apparato industriale del paese . In tal modo
potrà essere migliorata la competitività dell'economia , così
da consentire il durevole superamento del vincolo esterno e ,
nel contempo , un aumento sufficiente dei posti di lavoro per
ridurre la disoccupazione . In tale contesto , è necessario
proseguire verso la liberalizzazione dei prezzi e dei margini di
profitto nonché verso la liberalizzazione del mercato del
lavoro .
L'applicazione della politica così delineata dovrebbe consen
tire di confermare nel 1987 i risultati ottenuti nella seconda
metà del 1 986 e segnatamente di ridurre il disavanzo esterno
ed il tasso d'inflazione . La riduzione del reddito disponibile
reale delle famiglie e la politica di bilancio restrittiva
provocheranno un calo dei consumi , mentre in risposta al
previsto miglioramento della redditività delle imprese l'inve
stimento industriale dovrebbe riprendere , senza comportare
peraltro un aumento del complesso degli investimenti in beni
strumentali , a causa delle limitazioni di bilancio che pesano
sulle imprese pubbliche . La riduzione così ottenuta della
domanda interna dovrebbe provocare una nuova diminuzio
ne delle importazioni , mentre le esportazioni dovrebbero
restare sostenute da un contesto relativamente dinamico . In
totale , il PIL potrebbe registrare pur tuttavia un leggero calo
in volume nel complesso del 1987 . Poiché tali prospettive
non fanno ritenere prevedibile un miglioramento dell'occu
pazione , vi è il rischio che la disoccupazione aumenti . Per
contro , nel caso in cui i prezzi del petrolio si mantengano ai
livelli del 1986 , il disavanzo delle partite correnti potrà essere
portato a 1 ,3 miliardi di dollari , vale a dire a 3,5 % del PIL ,
livello ancora relativamente elevato .
Per tale motivo nel 1987 sarà necessario applicare con il
massimo rigore il programma di risanamento inteso al
ripristino dei grandi equilibri ; nel più lungo termine occor
rerà proseguire una politica di aggiustamento basata su
iniziative di ristrutturazione e inquadrata in una politica
monetaria e di bilancio prudente . Solo a tali condizioni
l'economia greca potrà ritornare ad essere competitiva e
registrare un'espansione durevole .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 87
TABELLA 31
Grecia : Principali aggregati economici , 1961—1987
( Variazioni annuali in %)
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati ( deflatore )
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale
di cui :
12,5
7,6
4.5
3.6
10,0
10,2
5,5
6,5
8,2
19,8
3.4
15,8
16,0
- 1,0
21,1
4.6
4.5
2.7
19,6
- 0,3
20,0
23.3
- 7,5
- 7,7
- 7,1
23.4
2,9
0,1
- 5,0
24,5
- 0,2
24,7
21,2
- 1,9
- 13,2
14,1
2,9
2,6
25,4
0,5
3,4
0,9
20,3
0,3
19,9
18,6
- 1,9
3,9
- 8,2
- 0,7
- 1,4
21,8
1,5
2,7
- 0,1
23,0
2,6
19,9
18,0
- 4,7
- 7,7 ■
- 0,9
0,8
- 1,0
22,6
2,3
3,9
2,9
19,6
2,1
17,1
18,4
3,4
2,6
4,4
4,9
2,8
20,4
2,8
1,7
1,0
23,2
0,5
22,6
22.5
- 3,0
2,0
- 9,0
- 0,8
- 6,1
13.6
- 7,3
- 7,2
0,0
12,1
- 0,2
12,3
12,5
0,5
' 1,6
- 1,0
- 1,2
- 4,5
9,6
- 2,4
- 2,6
- 0,2
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri paesi
comunitari ( 3 )
nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 )
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
Produttività ( s )
Costi salariali reali unitari - 0,3 1,6 - 0,6 1,9 - 7,3 - 2,3
Competitività ( 6 ) 2,6 0,0 3,5 9,0 - 3,4 1,4 - 2,8 - 16,0 - 2,9
Occupazione - 0,6 0,8 0,1 - 1,3 - 1,0 - 0,2 1,1 0,5 0,0
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile ( 7 ) 7,9 8,1 7,8 7,6 8,3
Saldo delle partite correnti in % del PIL - 2,9 - 2,2 - 0,2 - 3,8 - 4,7 - 4,1 - 8,4 - 5,8 - 3,7
Tassi di interessi a lungo termine 11,3 17,7 15,4 18,2 18,5 15,6 14,0 14,5
Massa monetaria ( 8 ) 18,2 23,7 34,7 29,0 20,3 29,4 26,7 19,0 14,9
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL - 10,6 - 9,4 - 8,9 -' 10,1 - 13,9 - 10,6 - 7,1
Debito pubblico in % del PIL 33,0 36,7 41,4 47,5 54,8 55,0 56,5
Interesse sul debito pubblico in % del PIL 1,7 3,2 2,6 3,4 4,6 5,5 6,0 6,1
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
3 ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
s ) Valore aggiunto lordo per occupato nell' insieme dell'economia .
6 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
8 ) Fine anno .
N. L 385 / 88 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
SPAGNA
In Spagna, la crescita economica nel 1986 ha registrato un
lento acceleramento ; il prodotto interno lordo , sostenuto da
una notevole ripresa della domanda interna potrebbe aumen
tare , in termini di volume del 3 % circa . I consumi delle
famiglie hanno beneficiato non soltanto di un certo miglio
ramento dei salari reali ma anche , per la prima volta dopo il
primo shock petrolifero , di una notevole ripresa dell'occu
pazione e di un ' inversione della tendenza continua all'au
mento del tasso di disoccupazione . Sugli investimenti fissi
lordi hanno inciso favorevolmente il miglioramento dei
profitti , le migliori prospettive di sbocchi e la necessità di
modernizzazione industriale collegata in particolare all'allar
gamento della Comunità . A causa della debolezza dei mercati
all'esportazione e della ripresa delle importazioni in termini
di volume , in particolare di prodotti manifatturati , il contri
buto del saldo con l'estero alla crescita è stato ampiamente
negativo in termini reali ; pur nondimeno , la bilancia delle
operazioni correnti ha registrato un netto miglioramento a
causa dei notevoli guadagni delle ragioni di scambio derivan
ti dal crollo dei prezzi delle materie prime e prodotti
energetici . L'accelerazione registrata all'inizio dell'anno a
seguito dell'introduzione dell'IVA e il forte aumento dei
prezzi dei prodotti alimentari a metà dell'anno non hanno
sostanzialmente rimesso in causa il processo di disinflazione
nel 1985 . Tuttavia , in termini di medie annuali , il differen
ziale d'inflazione fra la Spagna e gli altri Stati membri è
notevole .
Il pronunciato slittamento dei costi salariali osservato dopo il
primo shock petrolifero è stato seguito da un'evoluzione più
moderata nel corso degli ultimi anni . Nel 1985 e nel 1986 si è
continuato a perseguire l'obiettivo del mantenimento del
potere d'acquisto dei salari , nel quadro dell'accordo econo
mico e sociale sottoscritto nell'ottobre 1984 . L'accordo
prevedeva di fissare aumenti salariali nominali in funzione
del tasso d'inflazione programmato . Il fatto che tali aumenti
siano stati accompagnati da uno slittamento notevole dei
salari nel 1986 ha comportato un'interruzione del processo di
rallentamento dell'aumento del salario nominale prò capite
osservato negli ultimi anni .
Sono stati registrati progressi significativi nel ripristino delle
condizioni fondamentali di equilibrio . Per la prima volta
dopo molti anni l'aumento dei prezzi al consumo è passato
nel 1985 a valori di una sola cifra . Le tendenze al riassorbi
mento dell'inflazione vengono alimentate nel 1986 dal calo
dei prezzi all'importazione dovuto alla diminuzione del
prezzo del petrolio e delle altre materie prime , ma l'introdu
zione dell'IVA e l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari
hanno agito nel senso contrario . Peraltro , la progressione dei
costi del lavoro unitari in termini nominali si è lievemente
accelerata a causa del rallentamento degli incrementi di
produttività , ciò che ha contribuito al persistere di aumenti
ancora elevati dei prezzi nel settore dei servizi .
La bilancia delle partite correnti , ancora deficitaria fino al
1983 , successivamente ha mostrato saldi attivi crescenti ,
dovuti in parte al continuo aumento dell'attivo dal lato dei
servizi ed in particolare del turismo .
Con il miglioramento del contesto economico , gli utili delle
imprese , che all'inizio degli anni '80 erano scesi ad un livello
relativamente basso , sono ripresi ancor più nettamente per il
fatto di essere stati sostenuti dall'applicazione di misure
fiscali che autorizzano per gli anni 1985 / 1986 l'ammorta
mento totale degli investimenti . Questi rispondono essenzial
mente a criteri di razionalizzazione e , fino a poco tempo fa , di
risparmio di energia . Peraltro il notevole afflusso di investi
menti diretti esteri , sviluppatosi nel corso degli ultimi anni , è
continuato nel 1986 , in particolare sotto l'effetto delle
prospettive favorevoli aperte dall'adesione .
Le iniziative realizzate in materia di riassorbimento dell'in
debitamento dell'amministrazione pubblica , pari nel 1985 al
6,2 % del PIL , dovrebbero consentire di portarlo al di sotto
del 5 % del PIL nel 1986 , nonostante l'ampliamento relati
vamente rapido del disavanzo degli enti locali . In materia di
entrate fiscali , l'incidenza dell'introduzione dell'IVA sembra
essere stata lievemente positiva , anziché neutra , mentre circa
i due terzi della riduzione dei prezzi del petrolio sono stati
fiscalizzati . Per quanto concerne le spese , la riduzione del
disavanzo nel 1986 è stata provocata soprattutto dall'aumen
to inferiore degli oneri d'interesse e dalla stabilizzazione dei
trasferimenti in conto capitale . La politica monetaria sarà in
grado di raggiungere nel 1986 l'obiettivo del rallentamento
del tasso di crescita dell'aggregato monetario (ALP ). Tutta
Per il 1987 , il tasso di crescita del PIL in termini di volume
dovrebbe attestarsi allo stesso ordine di grandezza del 1986 ,
vale a dire il 3 % circa . A causa della prevista ripresa della
crescita dei mercati dei paesi terzi , le esportazioni dovrebbero
mostrarsi più dinamiche e contribuire al mantenimento di un
ampio attivo con l'estero . La domanda interna beneficiereb
be degli stessi effetti favorevoli di cui ha beneficiato nel 1986 ;
i consumi , sia privati che pubblici , dovrebbero svilupparsi
meno dell'anno precedente . Il ritmo di aumento dei prezzi
dovrebbe ridursi molto nettamente pur restando ancora
superiore alla media comunitaria . Nel 1987 l'occupazione
totale dovrebbe continuare a migliorare spinta da una
situazione economica favorevole ; tuttavia , la disoccupazione
resterà molto elevata (21,5 % della popolazione attiva ), in
particolare a causa del rapido continuo aumento della
popolazione attiva ( ad un ritmo superiore all' I %
all'anno ).
La politica economica attuata dal 1983 corrisponde , nelle
intenzioni e sotto numerosi aspetti , alle linee di forza della
strategia di cooperazione per la crescita e l'occupazione
adottata nell'autunno 1985 dalla Comunità ed il dialogo con
le parti sociali è ben sviluppato . In particolare , mediante
un'adeguata moderazione dei salari reali si intende stimolare
gli investimenti creatori di occupazione , pur assicurando una
sufficiente espansione della domanda interna ed il manteni
mento della competitività dell'economia spagnola . Tale
politica , oltre a cercare progressi notevoli nella lotta contro la
disoccupazione — che è molto maggiore della disoccupazio
ne registrata negli altri Stati membri — si propone altresì di
rispondere alla sfida dell'adesione alla Comunità .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 89
via , lo slittamento registrato durante il primo semestre ha
implicato una stretta monetaria e la risalita dei tassi d'inte
resse che hanno ricominciato a scendere solo dopo il mese di
luglio ; anche se ancora relativamente elevati in termini
nominali , detti tassi sono rimasti , in termini reali , sensibil
mente inferiori alla media comunitaria . La politica di cambio
è stata orientata verso una stabilizzazione del tasso del
cambio effettivo nominale della peseta nei confronti dei
partner comunitari ; questo fatto , dato l'aumento più rapido
dei prezzi interni , ha comportato una leggera perdita di
competitività nel 1986 .
Sotto il profilo dell'offerta , dal 1983 viene rafforzata la
politica attiva di aggiustamento . Tali sforzi , che riguardano i
principali settori dell'economia , sono stati accentuati nel
marzo 1986 da disposizioni intese a stimolare il risparmio e
l'investimento , a deburocratizzare l'economia e ad accrescere
la flessibilità del mercato del lavoro .
Per un ripristino durevole dell'occupazione ed un graduale
riassorbimento della disoccupazione sono indispensabili il
consolidamento dei risultati apprezzabili già ottenuti in
materia di ripristino dei grandi equilibri ed il proseguimento
di un'energica politica di aggiustamento ; le scelte del governo
formato a seguito delle ultime elezioni sono indirizzate in tal
senso .
A causa dello squilibrio particolarmente marcato tra offerta e
domanda di lavoro , è necessario , nel quadro del rinnovo
dell'accordo economico e sociale , perseguire l'obiettivo di un
rigido controllo dei costi salariali reali prò capite . Si tratta di
un percorso obbligato per un'economia caratterizzata da un
notevole « tasso di protezione» e da un gran numero di piccole
e medie imprese vulnerabili che voglia preservare la propria
competitività , proseguire il processo di disinflazione e assi
curare la propria integrazione armoniosa nel grande mercato
comune .
Per quanto concerne la politica macroeconomica , la politica
di bilancio per il 1987 dovrebbe restare conforme agli
obiettivi a medio termine fissati dalle autorità . Nuovi
progressi nelle modalità di riscossione dell'IVA , nonché nella
lotta contro l'evasione fiscale dovrebbero comportare
un'evoluzione relativamente sostenuta delle risorse di bilan
cio . Sarebbe necessario proseguire la politica di moderazione
delle spese di funzionamento segnatamente allo scopo di
trovare spazio per un'evoluzione più sostenuta degli investi
menti pubblici . A questo proposito appare indicata una
riduzione dell'indebitamento delle amministrazioni pubbli
che intorno al 4 % del PIL nel 1987 ; tale riduzione sarà in
grado peraltro di rendere più facile il compito della politica
monetaria ed in particolare di favorire una diminuzione dei
tassi d'interesse , consentendo nel contempo una nuova
riduzione dell'indebitamento con l'estero .
N. L 385 / 90 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 32
Spagna : Principali aggregati economici 1961—1987
(Variazioni annuali in %)
1961
1973
1974
1980
1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
14,6 13,9 11,3 15,1 9,3in valore
in volume
dettatore
1981
14,1
0,4
13,6
14,9
1982
14,7
0,9
13,7
13,9
2,5 2,3 2,1 2,9 3,0Prodotto
interno lordo
11,9 11,3 9,0 11,8 6,1
Consumi privati (deflatore ) 12,5 19,8 8,4 8,6 5,3
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale - 1,0 - 3,0 5,4 7,2 7,0
14,8
7,2
7.1
6.7
7.8
14,7
7.2
7,6
20,0
1,8
17,8
18,2
- 2,0
- 2,2
- 1,7
2,2
22,3
3,9
3,9
di cui : 1,5 6,0 5,8costruzioni
macchine e attrezzature
1,2
- 2,0
5,2
- 1,5
- 2,5
1,5
- 7,1
0,5
12,0 9,0 8,8
0,8 - 0,9 2,4 4,9 3,9Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri paesi
comunitari ( 3 )
13,5 13,0 9,5 9,7 6,3
1,5 1,2 0,5 - 1,9 0,2
Reddito da
lavoro dipendente
prò capite
nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 ) 1,1 1,7 1,1 1,0 0,9
Produttività ( 5 ) 6,4 3,9 2,9 6,6 3,4 1,0 1,8
Costi salariali reali unitari 0,8 0,0 - 1,4 - 5,1 - 2,8 - 2,9 - 1,6
Competitività ( s ) - 10,9 3,1 0,3 - 0,2 - 0,5
Occupazione (- 1,9 ) - 0,7 - 2,9 - 1,2 1,8 1,2
16.3
2,3
1,0
3,3
- 1,0
(- 2,8 )
14.4
- 2,4
15,8
17,0
- 3,0
21,0
0,7
12,8 ^
- 0,7
- 1,2
1,4
- 2,1
- 0,5
- 1,0
16,2
- 2,3
16,0
16,6
- 5,3
26,2
1,0
Disoccupati registrati in % della popola
zione attiva civile ( 7 ) ( 7,1 ) ' 17,7 20,7 22,1 21,7 21,5
Saldo delle partite correnti in % del PIL - 1,7 - 1,4 1,3 1,7 3,5 3,7
Tassi di interessi a lungo termine 16,9 16,5 13,4 11,6 10,6
Massa monetaria ( 8 ) 17,6 16,0 13,2 12,9 11,0 8,0
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL - 0,9 - 5,3 - 5,0 - 6,2 - 4,9 - 4,4
Debito pubblico in % del PIL 13,8 32,1 39,3 46,3 49,0 52,7
Interesse sul debito pubblico in % del PIL 0,6 1,3 2,1 3,5 3,4 3,3
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
3 ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
5 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell' insieme dell'economia .
6 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
8 ) Fine anno .-
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 91
FRANGIA
In Francia, i consumi delle famiglie hanno avuto nel 1986 un
andamento più sostenuto di quello del 1985 , dovuto ad una
sensibile accelerazione del potere d'acquisto a seguito , tra
l'altro , dei progressi della disinflazione . D'altro canto , è
proseguita la ripresa degli investimenti indotta dal migliora
mento della situazione finanziaria delle imprese e se ne è
confermata la diffusione al commercio e ai servizi . La
domanda interna ha mostrato un dinamismo nettamente
maggiore rispetto agli anni precedenti . Ne è risultato un
elevato livello di importazioni , mentre le esportazioni regi
stravano appena una lieve progressione che implica nuove
perdite di quote di mercato . Tenendo conto dei tempi
normali di reazione , l'aggiustamento monetario di aprile sarà
riuscito a inquadrare solo parzialmente nel 1986 la tendenza
al deterioramento della bilancia reale . L'entità dei benefici
delle ragioni di scambio avrà tuttavia consentito un netto
miglioramento della bilancia commerciale in termine di
valori . D'altra parte la decelerazione dei costi salariali e il
forte calo dei costi di approvvigionamento di energia e di
materie prime hanno comportato notevoli progressi in
materia di disinflazione ; infatti l'aumento dei prezzi al
consumo si è attestato in media annuale al 2,4 % . In tale
contesto la crescita del PIL dovrebbe raggiungere il 2,3 % in
termini reali e l'occupazione nel settore delle imprese dovreb
be fare osservare un lievissimo aumento , peraltro insufficien
te a rovesciare la tendenza all'aumento della disoccupa
zione .
provvedimenti di natura sociale destinati a stimolare le
assunzioni . Pertanto sono state apportate varie modifiche
alla legislazione del lavoro intese a stimolare le assunzioni da
parte delle imprese rendendo le condizioni di occupazione
più flessibili . Ai correttivi apportati alla disciplina dell'orario
di lavoro alla fine della precedente legislatura , il nuovo
governo ha aggiunto disposizioni tendenti a rendere più
flessibile la disciplina dei licenziamenti , che a partire dal 1°
gennaio 1987 non saranno più subordinati alla preventiva
autorizzazione amministrativa . Nuove procedure di licenzia
mento costituiscono attualmente oggetto di negoziato tra le
parti sociali . Un'altra serie di provvedimenti , adottati
mediante ordinanza , sono finalizzati ad ampliare il campo
dei contratti di lavoro a durata determinata , del lavoro a
tempo parziale e del lavoro intermittente . Infine , in aggiunta
ai provvedimenti già realizzati dalla precedente legislatura ,
nel quadro del trattamento sociale della disoccupazione , nel
bilancio rettificativo del giugno 1986 è stato introdotto un
dispositivo che tende a stimolare direttamente le imprese ad
assumere giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni mediante
sgravi temporanei degli oneri sociali , mentre sono in prepa
razione altre misure di promozione dell'occupazione .
Tuttavia , la ripresa dell'occupazione dipende fondamental
mente dalla competitività dell'economia e dalla redditività
delle imprese . In effetti , tali fattori condizionano l'entità della
ripresa dell'investimento necessaria ad ampliare le capacità di
produzione . La carenza di investimenti del settore concor
renziale durante lunghi anni , la carente distribuzione setto
riale dell'investimento , la ripresa tardiva e il predominante
orientamento verso la razionalizzazione hanno reso l'appa
rato produttivo incapace di rispondere in maniera adeguata
ad una domanda in mutazione e ascesa . Pertanto , il governo
intende offrire un sostegno diretto e indiretto alle iniziative
che le imprese devono ancora intraprendere per sodisfare tale
esigenza prioritaria .
E stata quindi attivamente perseguita la politica di liberaliz
zazione destinanta a restituire alle imprese il controllo dei
prezzi , a liberarle dai vincoli che pesano sulle loro operazioni
di cambio con l'estero e a facilitare il loro finanziamento . A
partire . dall'autunno 1975 sono state adottate in materia di
prezzi una serie di misure che alla fine del 1986 dovrebbero
portare alle libertà quasi totale dei prezzi industriali e dei
margini commerciali e a quella totale dei prezzi e dei margini
dei servizi . Il controlle dei cambi verrà essenzialmente
soppresso sia per le imprese che per i privati ; infine , è stato
profondamente riformato il funzionamento del mercato
finanziario mediante , tra l'altro , l'apertura del mercato
monetario ad agenti non finanziari , e una serie di disposizioni
che tendano a ristabilire la concorrenza tra intermediari
finanziari attraverso la soppressione (di taluni previlegi in
materia di raccolta del risparmio , l'abbandono dell'inqua
dramento del credito a vantaggio della regolamentazione
della liquidità mediante i tassi di interesse e la progressiva
liberalizzazione dei tassi bancari . Questo complesso di
misure di allegerimento tendono a creare un clima più
propizio all'iniziativa delle imprese , ponendole nella condi
zione di adattarsi più facilmente alle tendenze dei mercati .
Nel 1987 la domanda interna dovrebbe presentare tendenze
analoghe a quelle del 1986 , fatto salvo un'eventuale raffor
zamento dell'investimento che consente di prevedere la
conferma del miglioramento della situazione finanziaria delle
imprese . D'altra parte , gli effetti differiti del miglioramento
della competitività a seguito dell'aggiustamento monetario
del 1986 , dovrebbero ridurre l'incidenza relativa degli
scambi con l'estero sulla crescita . Complessivamentere il
tasso di crescita del PIL dovrebbe attestarsi al 2,5 % ; ciò
dovrebbe consentire un aumento un po ' più sensibile dell'oc
cupazione , ma non ancora una riduzione della disoccupazio
ne . Sarebbe registrato ancora un certo rallentamento nella
progressione dei prezzi al consumo e dovrebbe essere con
fermato il miglioramento della bilancia commerciale .
Pertanto , le iniziative di risanamento condotte dal 1983 e il
miglioramento delle ragioni di scambio hanno consentito di
ottenere un'accelerazione significativa della crescita , ma non
è ancora cominciato l'inizio dell'auspicata ripresa della
situazione del mercato del lavoro . In effetti , se da un lato si
osserva una leggera ripresa del numero degli occupati , i
provvedimenti adottati nel quadro del trattamento sociale
della disoccupazione non sono stati sufficienti a compensare
l'effetto positivo del movimento naturale della popolazione
attiva , pertanto il tasso di disoccupazione è ancora aumen
tato lievemente .
Preoccupato dall'insufficienza dei risultati ottenuti in materia
di occupazione , il governo risultante dalle elezioni del 16
marzo 1986 ha adottato o sta per adottare una serie di
N. L 385 / 92 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
In materia salariale dovrebbero confermarsi la politica di
grande moderazione seguita nel settore pubblico , nonché i
comportamenti del settore privato ; pertanto il potere d'ac
quisto delle retribuzioni dovrebbe registrare ancora un
aumento limitato . Tali tendenze dovrebbero consentire di
rafforzare la competitività delle imprese e di restituire loro
una facoltà d'investimento sufficiente a poter accelerare lo
sviluppo delle loro capacità .
È necessario che anche la politica delle finanze pubbliche
tenda verso lo stesso scopo , nella misura in cui essa mira a
ridurre nello stesso tempo la pressione dei prelievi obbligatori
e quella del deficit pubblico sull'economia . È necessario
ammettere che gli sgravi già consentiti , o previsti , delle
imposte dirette verranno parzialmente compensati dall'au
mento di alcuni prelievi destinati a prevenire la comparsa di
uno squilibrio della previdenza sociale ; tuttavia il dispositivo
adottato dovrebbe essere globalmente neutro per le famiglie
ma favorevole alle imprese , non soltanto a causa degli sgravi
di cui esse beneficieranno direttamente , ma anche perché esso
dovrebbe favorire l'alimentazione del mercato finanziario . E
se i vincoli di equilibrio debbono condurre ad un nuovo
sforzo di contrazione delle spese e , in tale contesto , all'eli
minazione di alcune sovvenzioni , le imprese dovrebbero
ottenere una contropartita maggiore in termini di riduzione
dei tassi di interesse consentita dalla diminuzione del deficit .
La politica di bilancio per il 1987 intesa , secondo le modalità
sopra descritte , a diminuire l'indebitamento netto del Teso
ro , e l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche a circa
il 2,6 % del PIL , si dirige verso il risanamento , favorendo nel
contempo lo sviluppo della capacità produttiva e dell'occu
pazione .
La politica monetaria si è mantenuta molto prudente , ma ha
consentito una notevole diminuzione dei tassi d'interesse
nominali . L'afflusso di capitali seguito all'aggiustamento
monetario dell'aprile 1986 ha consentito di rimborsare
anticipatamente alcuni debiti con l'estero . Tale destinazione
ha contribuito , insieme ad altri meccanismi di neutralizza
zione , a mantenere la crescita della massa monetaria intorno
all'obiettivo del 5 % , sensibilmente inferiore al tasso di
crescita del PIL in valore . La medesima prudenza dovrebbe
confermarsi nel 1987 , allo scopo di consolidare i risultati già
raggiunti in materia di disinflazione . A condizione che il
contesto internazionale la favorisca , tale prudenza non
dovrebbe peraltro escludere una nuova diminuzione dei tassi
d'interesse che dovrebbe normalmente risultare dal miglio
ramento dell'equilibrio finanziario delle imprese e dello
Stato .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 93
TABELLA 33
Francia : Principali aggregati economici 1961-1987
(Variazioni annuali in %)
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati (deflatore )
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale
10,7
5,6
4,9
4,7
7,7
3,2
7,6
5,8
1,1
9,9
4,8
5,1
13,9
2,8
10,8
10,8
1.5
0,3
1,3
0,3
1,8
2,9
0,8
14,7
3.6
3,5
12,3
2,8
11,8
12,8
- 1,0
- 1,4
- 1,1
- 2,1
- 1,6
- 0,4
1,4
14,3
2,2
1,3
14,7
1,8
12,6
11,2
- 0,4
9,7
0,7
- 3,5
6.7
3.8
3,0
13,7
1,0
2,3
10,3
0,7
9,5
9,5
- 2,2
- 3,0
- 2,3
- 3,5
1.6
- 0,2
- 1,1
10,7
1,1
1,1
8,7
1,3
7,3
7,3
- 2,0
2,3
- 2,2
- 4,4
- 1,5
0,6
- 1,2
7.8
0,5
0,5
7,2
1,4
5,8
5.5
2,8
2,2
3,1
- 0,6
5.1
2,1
0,1
6,7
0,9
1,2
6,9
2,2
4.6
2,5
5,7
2,8
5,3
1,0
6,9
3.6
0,2
4,5
- 0,1
2,0
5,3
2,5
2,7
2.3
6,2
2.4
5,7
3,0
6,0
2,9
0,6
3,0
0,3
0,7
di cui :
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 )
Reddito da
lavoro dipendente -
pro capite
Produttività ( 5 ) 4,8 2,5 1,0 1,7 1,2 2,4 1,7 2,1 2,2
Costi salariali reali unitari 0,0 1,1 1,6 - 0,7 - 0,1 - 1,8 - 0,6 - 2,2 - 1,9
Saggio di profitto ( 6 ) I - 1,5 5,5 5,0 5,7 14,0 9,9
idem ( 1961-1973 = 100 ) 100 57,8 46,3 45,6 48,1 50,5 53,4 60,9 66,9
Competitività ( 7 ) - 0,8 0,9 - 5,3 - 2,2 - 1,0 - 0,1 3,0 - 0,2 - 2,3
Occupazione 0,6 0,2 - 0,7 0,1 - 0,6 - 1,0 - 0,3 0,1 0,3
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile ( 7 ) 1,1 5,0 7,7 8,7 8,8 9,9 10,3 10,5 10,7
Saldo delle partite correnti in % del PIL 0,2 - 0,7 - 1,4 - 3,0 - 1,7 - 0,9 - 0,8 0,1 0,4
Tassi di interessi a lungo termine 7,0 11,1 16,3 16,0 14,4 13,4 11,9 9,5 7,5
Massa monetaria ( 8 ) 13,7 13,6 10,4 10,8 11,2 8,3 5,6 4,8 4,5
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL 0,5 - 0,8 - 1,8 - 2,5 - 3,2 - 2,9 - 2,6 - 2,9 - 2,6
Debito pubblico in % del PIL 25,4 26,0 29,1 30,7 32,9 35,2 36,9 39,2
Interesse sul debito pubblico in % del PIL 1,3 2,1 2,2 2,6 2,8 2,8 2,9 2,9
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
J ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
5 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
6 ) Percentuale del risultato netto di gestione rispetto allo stock di capitale netto ai prezzi di sostituzione .
7 ) Tasso di cabio effettivo reale (nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita di
competitività .
8 ) Definizione Eurostat .
') Fine anno .
N. L 385 / 94 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
IRLANDA
proprie imprese e quello che sovvenziona l'aumento del
numero dei lavoratori , hanno registrato notevole successo ,
quanto meno a giudicare dal numero dei beneficiari .
In Irlanda, è stato registrato un netto miglioramento delle
prospettive economiche immediate ; e la ripresa in corso è
stata notevolmente amplificata da fattori esterni favorevoli .
Nel 1985 / 1986 si è assistito ad una ripresa dei consumi
privati ; questo fatto è da valutare peraltro tenendo presente il
pronunciato calo registrato nella prima metà del decennio .
L'investimento totale non si è invece ancora stabilizzato , ma
nel 1987 potrebbe però rafforzarsi progressivamente dato
che dovrebbe rallentare la diminuzione degli investimenti del
settore pubblico . Tuttavia , sino ad oggi l'edilizia non ha dato
segni di ripresa . Per contro gli investimenti in beni strumen
tali del settore privato , che erano diminuiti dopo aver
raggiunto nel 1984-198 5 il massimo del ciclo di sostituzione
dovrebbero far osservare un'evoluzione più favorevole nel
1987 . Infine , pur se non aumentano più al ritmo molto
rapido degli ultimi anni , le esportazioni in volume continua
no ad aumentare , mentre la tendenza delle importazioni , fino
ad oggi piuttosto irregolare , dovrebbe riflettere il consolida
mento della domanda finale . Tutto ciò fa ritenere che nel
1987 , allorquando gli effetti favorevoli della diminuzione del
prezzo del petrolio registrata all'inizio del 1986 si faranno
sentire completamente , il PIL reale sulla base delle politiche
attuali dovrebbe superare il 3 % e l'aumento dei prezzi
situarsi circa al 3 % , vale a dire al valore più basso dal 1966 , '
mentre la bilancia delle partite correnti accuserebbe un lieve
disavanzo . Come elemento negativo di tale quadro , va
segnalato il progresso relativamente lento realizzato per la
riduzione del disavanzo pubblico e la situazione sempre
preoccupante del mercato del lavoro . Nel 1986 , la diminu
zione dell'occupazione ha subito un rallentamento e il tasso
di disoccupazione si è stabilizzato .
Il carattere molto aperto dell'economia impone una politica
salariale che non tenda esclusivamente a migliorare le
prospettive di redditività dell'investimento ed a frenare la
tendenza ad investire per economizzare la manodopera , ma
anche a mantenere la competitività . Il recente deterioramen
to della competitività , a seguito della debolezza della sterlina ,
ha obbligato nell'agosto 1986 a svalutare dell' 8 % la sterlina
irlandese nell'ambito dello SME . Vista alla luce di tali
aspetti , la recente evoluzione dei salari in Irlanda è molto
preoccupante . Per l'economia nel suo complesso , il reddito
reale prò capite , misurato in base al deflatore dei consumi , è
leggermente diminuito all'inizio degli anni '80 dopo un
periodo di notevole aumento . Le retribuzioni reali sono
nuovamente aumentate successivamente e , sia nel 1986 che
nel 1987 , dovrebbero aumentare ancora del 3 % (vale a dire
1,25 % e 2,75 % rispettivamente ). Il tasso di crescita
relativamente elevato del 1987 è imputabile in parte all'ac
cordo salariale in vigore per il pubblico impiego che prevede
una maggiorazione reale del 3 % . La crescita dei salari reali
in generale è stata molto più marcata nell'industria manifat
turiera che nell'economia nel suo complesso ; inoltre , anche se
la diversità degli importi e delle scadenze manifestatasi nei
negoziati salariali ha restituito alle imprese più deboli un
certo margine di manovra , esse non per questo non subiscono
l'impatto dell'evoluzione dei salari nel settore protetto
dell'economia , nel quale è prevalso un rigore inferiore in
_ materia di costi reali .
L'accelerazione dell'emigrazione netta e la diminuzione dei
tassi d'attività hanno limitato , quanto meno temporanea
mente , l'aumento della popolazione attiva e stabilizzato il
tasso di disoccupazione a circa il 18 % . Nel corso di 12 mesi ,
fino all'aprile 1986 , è stata registrata un'emigrazione di
30 000 unità , che ha provocato per la prima volta una
leggera diminuzione della popolazione . A medio termine
tuttavia , i fattori demografici dovrebbero comportare una
crescita media dello 0,5 % dell'offerta di manodopera . Per
ridurre rapidamente la disoccupazione è quindi necessario
che l'occupazione aumenti ad un ritmo molto più rapido ; in
ultima analisi , la crescita necessaria potrà essere ottenuta
soltanto se il potenziale di creazione di posti di lavoro
dell'economia viene vigorosamente stimolato . Ciò comporta
una politica macroeconomica appropriata , che in particolare
si consacri a sciogliere i vincoli imposti dall'entità del
disavanzo pubblico , a moderare l'aumento dei salari reali ed
a conferire maggiore flessibilità ed efficacia al funzionamento
dei mercati . I programmi di formazione e di creazione di posti
di lavoro supplementari , recentemente ampliati , svolgono da
parte loro un ruolo importante ; il programma di occupazione
sociale lanciato all'inizio del 1985 , che offre a 10 000
disoccupati di lunga durata la possibilità di associarsi
all'esecuzione di lavori organizzati spesso dalle autorità
locali , ha raggiunto , dopo un inizio molto lento , il tasso di
partecipazione previsto alla metà del 1986 . Altri programmi ,
segnatamente quello inteso ad aiutare i disoccupati a creare
Uno dei fattori particolari dell'economia irlandese è il ruolo
dominante , dal lato delle esportazioni , delle filiali di imprese
straniere , generalmente specializzate nelle attività di elevata
tecnologia . Pur continuando a riconoscere l'importanza degli
insediamenti esteri , la politica attuale tende ad equilibrare
meglio la produzione e l'occupazione incoraggiando le
imprese nazionali a dedicarsi maggiormente all'esportazione
e alle attività collegate , fatto che imporrà loro maggiori
investimenti . A tale scopo , i vincoli che pesano sulle spese
pubbliche ed in particolare la crescente selettività degli aiuti
fanno sì che , ancor più che nel passato , gli investimenti oggi
dipendono dal livello di redditività delle imprese . Va aggiun
to il fatto che l'elevato livello dei tassi d'interesse reali ha più
che compensato il vantaggio fiscale che le imprese avevano a
ricorrere a prestiti presso le banche . Se negli ultimi anni si
osserva il risanamento globale dei profitti , i risultati superiori
delle imprese estere significano che i risultati di numerose
imprese nazionali sono stati poco soddisfacenti . Il generale
miglioramento dei profitti imputabile alla diminuzione dei
prezzi del petrolio potrebbe servire , in tali condizioni , a con
solidare la situazione finanziaria delle imprese prima di
generare nuovi investimenti ; la recente ripresa degli investi
menti in beni strumentali essendo dovuta più a sforzi di
sostituzione o di produttività che all'ampliamento auspicato
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 95
delle capacità nelle imprese nazionali , l'investimento nell'in
dustria manifatturiera potrebbe restare sensibilmente al di
sotto del livello necessario per garantire il 7 % di crescita
annuale della produzione previsto nel libro bianco del 1984
sulla politica industriale .
Anche se l'attuale miglioramento economico può favorire un
migliore equilibrio tra investimenti e produzione e una
ripresa della crescita dell'occupazione , rimane necessario
adoperarsi maggiormente per garantire una progressione
moderata dei redditi . In tale contesto , i recenti orientamenti
del governo sui nuovi contratti salariali debbono essere
accolti favorevolmente . Altro elemento essenziale è l'accele
razione del risanamento dei conti pubblici . Un'apprezzabile
diminuzione , a medio termine , del deficit del Tesoro è l'unico
mezzo per arginare l'aumento del debito pubblico e nel
contempo essa contribuirebbe alla diminuzione dei tassi
d'interesse reali , a consentire un alleggerimento dell'onere
fiscale e , più in generale , a creare un ambiente più propizio ad
una sana crescita della produzione dell'occupazione . La
politica definita nel piano macroeconomico a medio termi
ne ( ] ) dovrebbe consentire di portare il disavanzo appena al
di sopra del 10 % del PNL , vale a dire l'8,5 % del PIL nel
(') Esposta nel documento ufficiale «Building on Reality ».
1987 . È probabile , tuttavia , che nel 1986 l'obiettivo di un
disavanzo pari al 10,75 % del PIL venga superato di un
punto percentuale . Se tale superamento è dovuto in parte ad
elementi eccezionali , un certo numero di fattori , in partico
lare l' incidenza in pieno anno di sgravi dell'imposta sul
reddito nel 1986 , e l'attuale accordo sulle retribuzioni del
pubblico impiego pongono un'ipoteca di entità corrispon
dente sul margine di manovra disponibile per pervenire al
livello d'aggiustamento previsto per il 1987 . Pur tuttavia , le
autorità dovrebbero sforzarsi di raggiungere l'obiettivo
programmato e comunque , di ridurre il deficit del Tesoro di
un punto e mezzo del PIL rispetto al 12 % previsto per il
1986 . E anche importante che nell'elaborare la politica di
bilancio per il 1987 , le autorità tengano sufficientemente
conto delle prospettive a medio termine , evitando impegni di
bilancio che ridurrebbero le possibilità di aggiustamento nel
1988 e negli anni successivi e che decidano sin d'ora di
comprimere le spese in modo da accentuare la tendenza alla
diminuzione nel prossimo futuro , anche se i loro effetti si
farebbero sentire probabilmente solo dopo il 1 987 . Le misure
di austerità dovrebbero essere ancora maggiori , consideran
do che qualsiasi riduzione delle aliquote di imposta o gli
sgravi fiscali , nonché l'eventuale espansione dell'investimen
to pubblico devono tener conto dei vincoli che gravano sulle
risorse globali .
N. L 385 / 96 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 34
Irlanda : Principali aggregati economici , 1961-1987
( Variazioni annuali in % )
1961-
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 ,1984 1985 1986 (>) 1987 ( 2 )
Prodotto inerno
lordo ( 3 )
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati (deflatore )
Investimenti
fissi lordi
in volume
privati
pubblici
totale
12,0
5,4
6,4
6,3
9.3
8,0
11,2
5.4
11,5
4.1
5.2
19,4
2,7
16,2
16,2
4.1
3,6
4,6
2.2
19,6
3.8
3,0
21.3
3,4
17.4
19,6
7,3
6,6
8,1
3,0
18,3
0,8
- 1,1
17,3
1,4
15,7
15,9
- 5,5
- 4,8
- 6,3
- 2,9
15,3
- 0,3
- 0,5
9,1
- 1,9
11,3
10,0
- 9,3
- 12,2
- 6,1
- 4,1
11,1
- 0,2
1,0
10,8
4.2
6.3
7,5
- 2,7
- 13,5
8,1
1,0
12,3
5,7
4,5
7,1
2,0
5,0
4,2
4,7
- 5,2
- 0,3
- 7,5
5,5
- 0,4
7,3
2,2
3,0
7,6
1,8
5.6
3,7
4.0
- 7,6
- 1,6
- 4,5
0,5
1,5
6,9
1,3
3,1
6,8
3,1
3,6
3,2
8,3
- 3,7
2,9
1,3
4,0
2,5
6,0
2,3
2.7
di cui :
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 4 )
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
nominale
reale A ( s )
B ( s )
Produttività ( 6 ) 4,1 2,5 4,0 1,9 0,0 6,2 4,6 2,9 2,5
Costi salariali reali unitari ( 7 ) 1,0 2,0 - 3,1 - 2,2 - 0,2 - 0,5 - 2,3 - 1,6 - 0,1
Competitività ( 8 ) I I
Occupazione 0,2 1,1 - 0,7 0,5 - 2,0 - 1,9 - 2,5 - 1,1 0,7
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile ( 9 ) 4,7 8,1 10,2 12,2 15,0 16,6 18,0 18,4 18,0
Saldo delle partite correnti in % del PIL - 4,7 - 7,4 - 14,0 - 9,9 - 6,4 - 5,5 - 3,2 - 1,3 - 1,3
Tassi di interessi a lungo termine 7,2 14,2 17,3 17,0 13,9 14,6 12,7 9,8 8,8
Massa monetaria ( I0 ) 12,1 19,5 17,4 13,0 5,6 10,1 5,3 5,4 7,3
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL - 10,1 - 13,2 - 13,8 - 11,8 - 9,8 - 11,6 - 10,7 - 9,8
Debito pubblico in % del PIL (") 76,2 89,8 96,2 108,3 114,9 118,2 121,5 125,1
Interesse sul debito pubblico
in % del PILO 1 ) 5,4 7,0 8,6 9,1 9,7 10,6 10,0 9,6
(') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
( 2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
( 3 ) In base ai prezzi di mercato .
0 ) Differenza in punti percentuali .
( 5 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
( 6 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
( 7 ) Rapporto dei redditi da lavoro dipendente reali pro capite rispetto alla produttività .
( s ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
(') Definizione Eurostat .
( 10 ) M3 ; fine anno .
( u ) Si riferisce al «Exchequer Debt »,
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 97
ITALIA
In Italia, le disposizioni tendenti a ridurre gli automatismi
salariali e le misure fiscali volte fra l'altro a conseguire un
miglior equilibrio impositivo fra lavoratori dipendenti e
indipendenti hanno avuto per conseguenza di frenare agli
inizi dell'anno i consumi privati . Questo fattore di rallenta
mento temporaneo dell'attività è stato però compensato dalla
viva dinamica delle esportazioni . In un secondo tempo , la
domanda interna si è rafforzata complessivamente , stimolata
dall'effetto del forte calo dei prezzi all'importazione sul
potere d'acquisto delle famiglie e sugli utili delle imprese ,
contemporaneamente al persistere dell'orientamento favore
vole delle esportazioni . In totale , nel 1986 il PIL reale
dovrebbe aumentare del 2,6 % , inducendo una crescita
dell'occupazione pari allo 0,5 % . Questa accelerazione è
affiancata da una forte diminuzione del tasso d'inflazione , il
deflatore dei consumi privati diminuendo dal 9*4 % nel 1985
al 6,2 % nel 1986 in media annua . Contemporaneamente , e
malgrado l'elevata elasticità delle importazioni , la bilancia
commerciale ha registrato un forte miglioramento sotto
l'effetto di un aumento cospicuo delle ragioni di scambio .
Così , la bilancia dei pagamenti correnti dovrebbe registrare
nel 1986 un'eccedenza pari all' I ,2 % del PIL che subentra al
disavanzo dell' I % segnalato nel 1985 .
Questa evoluzione poco soddisfacente non rispecchia ancora
l'impegno assunto dalle Autorità nel corso degli ultimi tre
anni in materia di ristrutturazione del mercato del lavoro .
Dal 1984 , infatti , le imprese hanno la facoltà di assumere in
parte le persone che figurano sulle liste di collocamento in
base alle loro qualifiche professionali , anziché essere costret
te a conformarsi all'ordine della loro iscrizione sulle liste
stesse . Si è inoltre cercato di mettere a punto contratti di
lavoro a scadenza determinata e contratti di formazione per i
giovani lavoratori , ma con limitato successo . Inoltre , il
Ministero del lavoro ha elaborato un importante programma
a medio termine di riforma del mercato del lavoro mirante a
modificarne le strutture e ad accrescerne la flessibilità . Tale
contributo è all'origine dell'adozione di un piano d'urgenza
per l'assunzione di 40 000 giovani in due anni nel settore
statale e parastatale , assortito da un intervento dello Stato .
Infine , negli ultimi giorni di settembre , il governo ha previsto
di destinare stanziamenti a lavori di infrastrutture e di
ricostruzione nel meridione d'Italia , che dovrebbero consen
tire la creazione di un numero di posti di lavoro temporanei
stimato a 200 000 persone .
D'altra parte , alla fine del 1985 l'arbitrato del governo ha
permesso di modificare sostanzialmente il sistema di indiciz
zazione dei salari per accordo tacito e per una durata di
quattro anni ; di conseguenza la copertura dell'indicizzazione
dei salari è stata ridotta a circa la metà dell'inflazione . In un
clima sociale più disteso , si è potuto firmare in maggio un
accordo quadro nel settore industriale che prevede la liqui
dazione del contenzioso sui decimali di scala mobile ( J )
rimasti impagati nel 1985 e il principio di misure atte a
favorire l'assunzione dei giovani , il cui tasso di disoccupa
zione è particolamente elevato in Italia . La conclusione dei
contratti collettivi triennali nel settore industriale è destinata
a sancire l'accordo quadro firmato in maggio in un clima più
disteso che in passato , dove solo la riduzione dell'orario di
lavoro pone ancora un problema rilevante . Il dialogo sociale
è stato così propizio ad un sensibile alleggerimento dei costi
di produzione , che verrà rafforzato dalla forte diminuzione
dei prezzi delle importazioni , destinata a diffondersi progres
sivamente dai settori strettamente legati alle importazioni
petrolifere a quelli meno direttamente connessi .
I progressi compiuti per ridurre l'inflazione e la prevedibile
accelerazione dell'attività economica , tenderanno spontane
amente nel 1987 e stabilizzare la pressione del disavanzo
pubblico sul mercato finanziario , ma ad un livello ancora
largamente eccessivo , che continua a porre un problema del
tutto prioritario e che giustifica l'intenzione dichiarata del
governo di eliminare gradualmente la parte del disavanzo che
supera l'onere degli interessi . La situazione economica del
1987 offre un'occasione privilegiata di realizzare un risultato
concreto nel senso indicato dal piano di risanamento del
Nel 1987 , la domanda di consumo sarà stimolata dall'entrata
in vigore dei nuovi contratti collettivi , la cui conclusione è
prevista per la fine del 1986 , e dall'aumento sempre rapido
dei redditi non da lavoro dipendente , mentre dovrebbe
ulteriormente rafforzarsi la propensione ad investire da parte
delle imprese . La domanda estera dovrebbe restare d'altra
parte sostenuta . Si può dunque prevedere sin d'ora che l'anno
sarà caratterizzato da una forte domanda e da un tasso di
aumento del PIL reale dell'ordine del 3,5 % , che , con ogni
probabilità , comporterà una sensibile riduzione dell'ecceden
za estera . Il tasso d'inflazione sarebbe inferiore al 4 % ,
ritrovando un ritmo sconosciuto dalla fine degli anni '60 .
Un simile contesto sembra atto a stimolare un maggiore
impegno volto a consolidare le condizioni di una crescita più
durevole , riducendo gli squilibri strutturali dell'occupazione
e della finanza pubblica . Questi due problemi non sono
d'altronde indipendenti , poiché l'assorbimento ancora ecces
sivo di risorse da parte del settore pubblico frena lo sviluppo
della base produttiva impostata verso una maggiore efficacia
e un più elevato livello occupazionale .
Mentre il contesto congiunturale sopra descritto avrebbe
dovuto essere favorevole , nel breve periodo , ad un progres
sivo miglioramento del mercato del lavoro e alla diminuzione
del tasso di disoccupazione , tali tendenze non si sono ancora
concretizzate nel 1986 . Le imprese hanno iniziato infatti con
il riassorbire i lavoratori in cassa integrazione e con il
ricorrere ai margini autorizzati di ore straordinarie , prima di
procedere a nuove assunzioni . Inoltre , il miglioramento delle
prospettive congiunturali ha influito positivamente sul tasso
di attività . Così , il tasso di disoccupazione non ha cominciato
a retrocedere come sperato , mantenendosi al 10,6 % .
0 ) La Confindustria e i sindacati esprimevano pareri divergenti
sull'interpretazione di una disposizione degli accordi paritari del
1983 , che avevano modificato una prima volta il sistema di
indicizzazione ma non avevano chiaramente stipulato se le
frazioni di punto d'indice sarebbero state annullate , o se ne
sarebbe stata solamente differita la presa in considerazione per il
conteggio .
N. L 385 / 98 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
Ministro del tesoro . Per garantire tale risultato , è stata
adottata a giugno una nuova procedura di bilancio , la quale
prevede che il Parlamento approvi ogni anno , prima della
fine di luglio , un documento di programmazione economico
finanziaria triennale contenente i principali obiettivi macro
economici e i grandi aggregati di bilancio .
Il dibattito parlamentare dell'autunno potrebbe così svilup
parsi entro i limiti concertati , in quanto una clausola di
salvaguardia consentirebbe di bloccare i crediti a livello delle
economie previste da leggi non ancora adottate . Il documen
to eleborato dai tre ministri responsabili (Tesoro , finanze ,
bilancio ), adottato dal Parlamento con un notevole ritardo
dovuto alla crisi governativa , prevede per il 1987 un quadro
macroeconomico vicino alle previsioni della Commissione e
comporta l'intenzione di ridurre il fabbisogno di finanzia
mento del Tesoro al disotto dell'obiettivo previsto per il 1986
e di ridurlo a 100 000 miliardi di lire equivalenti a 12,2 % del
PIL , contro 110 000 miliardi e 14,6 % del PIL nel 1986 . La
realizzazione di tale obiettivo , in presenza di una pressione
fiscale globalmente invariata rispetto al 1986 , presuppone
che si realizzi , sulla linea dell'intenzione manifestata dal
governo , un nuovo spostamento della fiscalità in direzione
delle imposte indirette , nonché una severa limitazione delle
spese correnti al ritmo dell'inflazione e delle spese in conto
capitale al ritmo di crescita del PIL nominale .
La politica monetaria si orienta verso un progressivo allen
tamento dei tassi di interesse compatibile con l'effettiva
attenuazione dei fattori inflativi . Le tre successive diminu
zioni del tasso di sconto avvenute nel marzo , aprile e maggio
1986 hanno pur sempre lievemente superato la riduzione
dell'inflazione , a causa dell'allentamento dei tassi di interesse
internazionali . Questa evoluzione potrebbe perfino accen
tuarsi in un avvenire non lontano , grazie all'effettiva attua
zione della politica di bilancio preannunciata . Pur riaffer
mando la volontà di difendere la posizione della lira sui
mercati dei cambi , il governo si è altresì impegnato in una
politica di liberalizzazione prudente , ma decisa , dei movi
menti di capitali .
Gli assi principali della politica economica sopra delineati
lasciano già intravedere i segni di un ristabilimento di fondo
degli equilibri economici , come ne attesta tra l'altro la
ritrovata stabilità del corso della lira in seno allo SME .
Sembra dunque opportuno proseguire in questa direzione , e
in particolare proseguire la politica di rigore finanziario ,
prendendo tutte le disposizioni necessarie per limitare effet
tivamente il disavanzo del Tesoro ai 100 000 miliardi di lire
previsti dal dispositivo di bilancio per il 1987 . Inoltre , la
deludente evoluzione dell'occupazione sembra indicare che
l'aggiustamento del tasso salariale reale rispetto ai progressi
della produttività non sia ancora sufficiente e che la base
produttiva non si sviluppi ancora al ritmo voluto . Queste
insufficienze , largamente attenuate nel nord e nel centro ,
restano molto evidenti nel sud . Pertanto , oltre a perseguire
una politica prudente in materia salariale , questa situazione
potrebbe indurre a prendere in considerazione , senza alterare
l'equilibrio globale della finanza pubblica , una diversifica
zione delle entrate tale da alleviare ulteriormente gli oneri
sociali nelle regioni meridionali . Nella stessa ottica , il
miglioramento della struttura finanziaria delle imprese ,
ottenuto grazie all'orientamento del risparmio verso l'inve
stimento azionario e mediante il risanamento dei rami
deficitari del settore pubblico , permetterebbe di aumentare la
competitività dell'economia e , di conseguenza , la promozio
ne dell'occupazione su una base più stabile .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 99
TABELLA 35
Italia : Principali aggregati economici , 1961-1987
( Variazioni annuali in %)
1961 -
1973
1974-
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (») 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
Consumi privati ( deflatore)
privati
pubblici
totale
Investimenti
fissi lordi
in volume
di cui :
11,0
5.3
5.4
4,9
5,7
6,6
5,0
5,3
0,6
11,6
5,9
6.5
5,7
20,9
2,8
17,6
17,3
0,9
- 0,2
2,2
2,5
0,4
20,2
2,2
2,3
2,2
18,5
0,2
18,3
19,2
0,6
0,5
1,8
- 2,2
0,4
21,9
3,0
2,3
- 0,3
17,2
- 0,5
17,8
17,0
- 5,2
- 3,2
- 6,8
- 0,3
- 1,0
17,2
- 0,4
0,2
- 0,4
14,6
- 0,4
15.0
15.1
- 3,8
- 2,0
- 5,7
- 2,0
- 3,2
16,5
1,2
1,2
- 0,5
13.6
2,6
10.7
11,1
4.1
- 0,4
10,1
3,3
1,9
12,0
1,1
0,8
2.2
11,3
2.3
8,8
9,4
4,1
- 1,7
9,9
2,4
0,2
10,0
1,1
0,5
1,8
12,7
2,8
9,7
6,2
4,6
1,9
7,1
3,6
- 2,0
6.7
- 2,7
0,4
2,3
9,1
3",6
5,3
4.0
7,2
2,4
11,3
5,1
1,6
6,1
0,8
2,1
2.3
costruzioni
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
nominale
reale AC )
B («)
Produttività ( 5 )
Costi salariali reali unitari I I 0,0 1,8 - 1,0 - 0,8 - 4,9 - 1,5
Saggio di profitto ( 6 ) I I - 8,6 - 28,5 21,0 7,9 40,8 10,4
idem ( 1961-1973 = 100 ) 100 51,7 51,1 46,7 33,4 40,4 43,6 61,4 67,8
Competitività ( 7 ) - 0,3 - 0,1 - 0,7 2,2 11,3 3,7 - 0,5 0,8 1,9
Occupazione - 0,4 0,8 0,5 - 0,1 0,1 0,4 0,5 0,5 1,3
Disoccupati registrati in %
della popolazione attiva civile ( 8 ) 5,2 5,9 8,0 9,7 10,9 11,9 1 2,9 13,4 12,8
Saldo delle partite correnti in % del PIL 1,5 - 0,5 - 2,3 - 1,6 0,2 - 0,8 - 1,1 1,2 0,9
Tassi di interessi a lungo termine 6,9 13,3 20,6 20,9 18,0 14,9 13,0 10,6 8,7
Massa monetaria ( 9 ) 14,7 21,5 15,9 17,2 13,2 12,1 11,1 7,5 7,5
Indebitamento o accreditamento della I
pubblica amministrazione in % del PIL - 3,3 - 9,0 - 11,7 - 12,7 - 12,4 - 13,0 - 14,0 - 12,7 - 11,0
Debito pubblico in % del PIL 44,8 67,7 70,2 76,6 84,3 91,1 99,5 103,1 106,8
Interesse sul debito pubblico in % del PIL 1,8 4,9 7,2 8,5 9,0 9,6 9,3 9,6 8,8
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali ,
3 ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
s ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
é ) Percentuale del risultato netto di gestione rispetto allo stock di capitale ai prezzi di sostituzione .
7 ) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
8 ) Definizione Eurostat .
') Fine anno .
N. L 385 / 100 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
LUSSEMBURGO
Nel Lussemburgo, l'attività economica si è mantenuta nel
1986 su livelli sostenuti , grazie al dinamismo della domanda
interna e principalmente dei consumi privati , che hanno
beneficiato dell'aumento del reddito disponibile delle fami
glie . Le esportazioni totali hanno registrato un aumento
meno rapido dell'anno precedente , sotto l'effetto di una lieve
flessione delle vendite di prodotti siderurgici . In totale , la
crescita del prodotto interno lordo è stimata nel 2,5 % circa .
L'inflazione si è notevolmente attenuata e il tasso di disoc
cupazione ha registrato una certa riduzione .
Nel 1987 , il prodotto interno lordo dovrebbe progredire ad
un ritmo notevolmente simile a quello constatato nel 1986 .
La stabilizzazione del livello delle vendite di prodotti side
rurgici e l'aumento sempre dinamico delle forniture di altri
prodotti dovrebbero sostenere una più rapida crescita delle
esportazioni totali . Viceversa , dovrebbe esaurirsi lo sviluppo
degli investimenti delle imprese . L'aumento dei prezzi dei
consumi privati rischia di subire una certa accelerazione a
causa del più vivace progresso dei costi salariali nel settore dei
servizi , nonché per il fatto che un'economia largamente
aperta si trova molto esposta ai rischi inflazionistici prove
nienti dall'esterno . Sul mercato del lavoro , l'aumento degli
effettivi salariali sarà accompagnato , come l'anno preceden
te , da una diminuzione del numero di disoccupati e da una
forte riduzione del numero di persone avviate al lavoro nel
quadro di programmi specifici .
Nella maggior parte dei suoi aspetti , la politica economica
seguita dal governo è compatibile con gli orientamenti della
strategia cooperativa per la crescita e l'occupazione . La
politica di bilancio ha contribuito a ciò con misure atte
sostenere la domanda . Infatti , il margine di manovra resosi
disponibile dopo la ristrutturazione della siderurgia è stato
parzialmente utilizzato per ridurre l'imposizione fiscale sulle
persone fisiche nel 1986 e consentirà , nel 1987 , di alleviare
nuovamente la pressione fiscale tanto per le famiglie quanto
per le imprese . Del resto , i fondi d'investimento pubblico
potranno essere alimentati per garantire il finanziamento dei
relativi programmi a medio termine . La strategia volta a
diversificare la struttura dell'economia lussemburghese è
stata conseguita tramite un'azione selettiva a favore di nuove
imprese .
In quanto all'evoluzione salariale , il movimento di recupero
avviato dalla fine del 1984 ha comportato nel 1986 e 1987
degli aumenti che compensano le perdite subite in preceden
za . In termini reali , l'aumento dei salari prò capite rischia di
superare la crescita della produttività del lavoro . Anche se ,
nel breve periodo , i suoi effetti sulla domanda interna sono
positivi , esso rischia di indurre un deterioramento della
posizione concorrenziale delle imprese , di stimolare gli
investimenti di razionalizzazione poco propizi alla creazione
di posti di lavoro supplementari e di fermare la diversifica
zione industriale . Di conseguenza , i prossimi negoziati
salariali rivestiranno una particolare importanza .
L'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro richiederà
un impegno supplementare di adattamento della formazione
professionale al fabbisogno di manodopera qualificata delle
imprese , per evitare che persista un nucleo «duro» di giovani
disoccupati , proprio nel momento in cui occorre assumere
lavoratori non residenti per i nuovi posti di lavoro . Sempre
più auspicabile diventa , nel quadro della concorrenza inter
nazionale , la riorganizzazione del tempo di lavoro in funzio
ne delle necessità delle imprese . Una legislazione più flessibile
dovrebbe aprire dalle parti sociali la possibilità di negoziare ,
a livello delle imprese , l'adozione di criteri di maggiore
flessibilità nell'organizzazione dell'orario di lavoro .
A seguito del debole aumento delle entrate fiscali , dovuto in
parte alla riduzione delle imposte dirette e dell'aumento
sostenuto delle spese , in particolare per gli stipendi e i
trasferimenti , la capacità di finanziamento delle amministra
zioni pubbliche registra una diminuzione nel 1986 e nel
1987 . Benché le riserve dei fondi di investimento siano
sufficienti a finanziare i progetti atti a fornire un'infrastrut
tura adeguata sia nel settore degli investimenti pubblici
tradizionali , sia in quello delle telecomunicazioni e dell'in
formatica , dovrà essere tuttavia osservata una certa pruden
za nella gestione delle altre spese , al fine di mantenere
inalterato l'equilibrio del bilancio dell'amministrazione cen
trale e ricostituire così un certo margine di manovra per il
futuro .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 101
TABELLA 36
Lussemburgo : Principali aggregati economici 1961-1987
( Variazioni annuali in % ,)
1961
1973
1974
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2
Prodotto
interno lordo
in volume
deflatore
8,6
4,1
4,4
8,5
1.5
6.6
9.8
- 0,1
9.9
10,3
0,9
9,4
9,4
1,6
7,7
12,4
5,3
6,7
7,7
2,2
5,4
8,0
2,4
5,4
5,3
2,6
2,6
Consumi privati (deflatore ) .3,1 7,5 8,6 10,6 8,0 6,4 4,0 0,5 1,3
Investimenti
fissi lordi ■
in volume
r privati
pubblici
^ totale 5,1 - 0,3
- 7,7
- 1,4
- 6,2
- 0,7
0,6
- 0,4
- 5,2
2,3
- 3,3
- 0,2
- 4,9
- 1,4
2,5
- 0,5
1,7
3,0
3,0
3,0
2,1
1,1
1,9
costruzioni
di cui :
macchine e attrezzature
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
- 2,5
- 13,2
1,8
1,1
- 3,7
- 0,2
0,4
- 1,4
- 7,5
0,4
0,4
- 3,1
2,5
0,2
- 0,9
0,7
4,0
1,8
0,2
2,1
5,0
3,0
- 0,8
0,8
4,0
3,0
- 0,4
Reddito da
lavoro dipendente
prò capite
f nominale
reale A ( 4 )
B (")
7,3
3,0
4,2
11,1
4,3
3,5
8,8
0,6
0,1
7,2
- 2,5
- 3,1
7,6
- 0,6
0,4
6,8
0,2
0,4
4,5
- 0,8
0,5
4,2
- 1,2
3,7
5,6
2,9
4,2
Produttività ( s )
Costi salariali reali unitari
Occupazione
Disoccupati registrati in %
della popolazione attiva civile ( 6 )
Saldo delle partite correnti in % del PIL
Tassi di interessi a lungo termine
Massa monetaria ( 7 )
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL
3,1
- 0,1
1,0
0,0
6,7
2,0
0,9
3,4
0,8
0,4
20,1
2,9
15,9
0,8
- 1,7
2,3
0,4
1,0
19,0
- 3,1
14,0
1,0
1,1
- 3,6
- 0,4
1,3
25,0
- 2,3
14,4
1,0
2,8
- 3,3
- 0,1
1,6
28,2
- 0,6
14,8
1,1
4,9
- 4,5
0,6
1,7
30,2
1,5
14,7
1,2
0,8
- 1,6
1,4
1,6
29,6
4,1
14,3
1,3
1,6
- 2,8
0,8
1,3
31,5
3,7
14,0
1,3
1,9
1,0
0,7
1,2
30,7
2,6
14,0
1,3
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
s ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
s ) Valore aggiunto lordo per occupato nell' insieme dell'economia .
6 ) Definizione Eurostat .
7 ) Fine anno .
N. L 385 / 102 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
PAESI BASSI
Nei Paesi Bassi, l'evoluzione economica del 1986 è stata
caratterizzata da un progresso meno rapido del volume delle
esportazioni , dovuto alla diminuzione delle vendite di gas
naturale . Viceversa , il miglioramento del potere d'acquisto
delle famiglie ( risultato dalla riduzione dei contributi sociali e
dal declino dell'inflazione in seguito all'incremento delle
ragioni di scambio , in un quadro di salari nominali fissati per
la maggior parte in precedenza , ha comportato un forte
aumento dei consumi privati . La crescita degli investimenti
delle imprese è stata ancora vivace , ma sono rimasti deboli la
domanda di alloggi e gli investimenti pubblici . In totale , la
crescita del prodotto interno lordo ad un tasso dell' I ,6 % è
stata appena inferiore a quella dell'anno precedente , ma la
produzione delle imprese , se si esclude il settore dell'energia ,
aumenterebbe del 2,7 % . L'inflazione si è ormai azzerata e i
tassi di interesse sono scesi di quasi un punto percentuale .
L'evoluzione meno favorevole della bilancia commerciale e
dei trasferimenti ha comportato una lieve flessione dell'ecce
denza della bilancia dei pagamenti correnti , malgrado il
miglioramento delle ragioni di scambio , parti al 2,6 % :
l'adeguamento dei prezzi all'esportazione del gas naturale ha
infatti seguito la caduta dei prezzi petroliferi , ma con un
considerevole ritardo .
Nel 1987 , il ritmo di crescita del prodotto interno lordo non
dovrebbe praticamente accelerarsi e dovrebbe raggiungere
l' I , 8 % circa . Le esportazioni dovrebbero subire in comples
so un più rapido aumento , in quanto il calo delle vendite di
gas naturale sarebbe meno forte che nel 1986 . Il declino dei
prezzi petroliferi del 1986 provoca nel 1987 una redistribu
zione dei redditi , tenuto conto del ritardo con il quale si
verifica la reazione a livello del prezzo del gas naturale
(dell'ordine del 3 % del PIL ), a favore delle famiglie , delle
imprese , dell'estero e a scapito del bilancio dello Stato .
Malgrado i provvedimenti adottati in materia di spese e di
entrate per impedire un deterioramento troppo importante
del disavanzo pubblico , volti a provocare un rallentamento
dei consumi privati , la domanda interna dovrebbe , in
complesso , aumentare ad un ritmo paragonabile a quello del
1986 . La più accentuata redditività delle imprese e l'aumento
del tasso di utilizzo delle capacità produttive stimoleranno
ulteriormente gli investimenti delle imprese , e l'edilizia
residenziale subirà probabilmente un lieve aumento , mentre
dovrebbero registrare una flessione gli investimenti delle
pubbliche amministrazioni . Il livello generale dei prezzi
potrebbe diminuire rispetto al 1986 . Il deterioramento delle
ragioni di scambio , superiore all' I % , dovrebbe comportare
una diminuzione dell'eccedenza della bilancia dei pagamenti
correnti . Grazie allo sviluppo della produzione industriale ,
l'occupazione è destinata ad aumentare e , grazie anche alla
riorganizzazione dell'orario di lavoro , il tasso di disoccupa
zione diminuirà pur situandosi ancora ad un livello molto
elevato ( 11,1 % ).
La politica economica degli ultimi anni , basata sul program
ma governativo dell'autunno 1982 , si fondava su orienta
menti che presupponevano certe linee di forza della strategia
di cooperazione per la crescita e l'occupazione : ne sono un
esempio le strategie volte a conseguire un miglior funziona
mento del mercato del lavoro e la moderazione salariale , così
come la politica di riequilibrio finanziario . I tentativi fatti per
conferire una più grande capacità di adattamento al mercato
del lavoro , hanno riguardato soprattutto la decentralizzazio
ne delle trattative salariali , il congelamento dei minimi
salariali , la riduzione della durata del lavoro , l'allargamento
delle possibilità di occupazione a tempo ridotto e in prepen
sionamenti . La capacità di offerta è stata inoltre influenzata
favorevolmente dalla riduzione in due fasi dell'imposizione
fiscale sulle società . Gli aumenti dei salari reali hanno avuto
carattere moderato nel corso degli ultimi anni ; la politica di
trattative decentralizzate ha funzionato in modo soddisfa
cente e il governo non è intervenuto direttamente nell'elabo
razione dei contratti . Nel settore pubblico è stato istituito un
blocco del livello nominale degli stipendi e il governo impone
attualmente limiti molto rigorosi alle trattative salariali in
questo settore , che dovranno tener conto dei condizionamen
ti insiti nella politica di bilancio . Questa politica salariale ha
comportato nel 1984 / 1985 un indebolimento della doman
da delle famiglie ; nel 1986 , tuttavia , la riduzione dei
contributi di previdenza sociale a carico dei lavoratori
provoca un aumeno del potere d'acquisto reale delle famiglie ,
che si aggiunge al calo dell'inflazione . La caduta dei tassi
d'interesse ha rafforzato l'effetto stimolante esercitato sugli
investimenti dal miglioramento della redditività delle im
prese .
La gestione della banca centrale , imperniata in particolare sul
mantenimento delle parità del fiorino rispetto al marco
tedesco in seno allo SME , ha contributo a ridure l'inflazione
ad un tasso molto modesto ed ha consentito di seguire il
movimento internazionale discendente dei tassi d'interesse .
Sui mercati finanziario e monetario , è stato possibile adottare
misure di liberalizzazione al fine di agevolare l'accesso al
mercato olandese da parte degli istituti bancari stranieri e
l'utilizzazione , da parte delle imprese olandesi , di nuovi
strumenti di finanziamento . La politica di bilancio ha dovuto
dare priorità alla riduzione del disavanzo del settore pubblico
a medio termine , al fine di controllare in maniera più
efficiente la gestione del bilancio e favorire il risanamento
strutturale dell'economia , lasciando scarso margine alle
misure volte a sostenere la crescita economica a breve
termine . Malgrado la consistente riduzione del disavanzo
realizzata nel 1985 , il problema del bilancio è stato accen
tuato dagli sviluppi verificatisi sui mercati delle fonti ener
getiche . Per limitare uno slittamento eccessivo del disavanzo
nel 1987 , si sono dovute adottare decisioni di riduzione delle
spese e di aumento dell'imposizione fiscale indiretta , e sarà
pressoché impossibile sostenere attivamente la domanda
mediante il bilancio dello Stato .
La riduzione del disavanzo di bilancio , la stabilizzazione —
se non addirittura la riduzione — della pressione fiscale e
parafiscale , la salvaguardia del potere d'acquisto e la ridu
zione della disoccupazione sono gli obiettivi della politica
economica del nuovo governo . A causa dell'elevato livello
della disoccupazione , sarebbe opportuno continuare ad
esplorare in via prioritaria tutte le possibili strategie per
aumentare l'occupazione e prorogare le misure già adottate ,
anche se alcune di queste , come la riduzione dell'orario di
lavoro , non hanno ancora permesso di raggiungere il livello
desiderato di assunzioni compensative . E dunque particolar
mente importante far sì che l'accordo tra le parti sociali e il
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 103
frappongono alla riduzione del disavanzo del bilancio dello
Stato , che secondo il programma governativo dovrebbe
ridursi al 5,25 % del reddito nazionale netto nel 1990 , e che
nel 1986 ammonta al 6,7 % . È inevitabile un deterioramento
dell'indebitamento netto dell'insieme delle amministrazioni
pubbliche ( esclusi i rimborsi anticipati di prestiti all'edilizia
sociale ), che nel 1987 supererebbe l' 8 % del reddito nazio
nale netto , di cui il 7,9 % per lo Stato . Un tale risultato
richiede già l'attuazione di un vasto programma di compen
sazione dei mancati guadagni imputabili all'evoluzione dei
prezzi degli idrocarburi , tanto mediante economie di spese ,
quanto mediante nuove entrate . Nel 1987 , il debito pubblico
dovrebbe così aumentare ulteriormente di oltre il 7 % del
PIL , ed è dunque essenziale continuare la politica di rigore di
bilancio , in modo da contenere il fabbisogno di finanziamen
to dello Stato nei limiti previsti dal bilancio e assicurare le
condizioni necessarie per una sua ulteriore riduzione .
Questo orientamento non pregiudica in alcun modo una
politica di ristrutturazione delle spese , per quanto possibile ,
dalle entrate pubbliche con una strategia che stimoli il
dinamismo del settore privato e con interventi a favore
dell'occupazione , che hanno già prodotto risultati soddi
sfacenti .
programma governativo mirante a conferire ai giovani
disoccupati una formazione professionale o una possibilità di
tirocinio siano applicati nel più breve tempo possibile .
L'apparizione di strozzature in certi settori del mercato del
lavoro rende d'altronde ancora più urgente il miglioramento
delle qualifiche professionali .
Le trattative salariali decentralizzate sembrano compatibili
con la salvaguardia della posizione concorrenziale delle
imprese . Analogamente , il fatto che il governo si sia astenuto
dall'intervenire in tali trattative non dovrebbe influire
sull'evoluzione della spesa pubblica , dato che è stato sop
presso , senza che se ne preveda il ripristino , il collegamento
fra l'adattamento delle retribuzioni e dei trasferimenti sociali
nel settore pubblico e quello delle retribuzioni del settore
privato . Il settore pubblico non potrà probabilmente sfuggire
del tutto ad una certa diversificazione salariale , almeno per
certe categorie , al fine di poter assumere il personale
qualificato di cui comincia ad avvertire la scarsità .
Il notevole declino degli introiti provenienti dal gas naturale ,
a partire dal 1987 , aggraverà sensibilmente le difficoltà che si
N. L 385 / 104 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
TABELLA 37
Paesi Bassi : Principali aggregati economici , 1961-1987
(Variazioni annuali in % )
I 1961-1973 1974-1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 (>) 1987 ( 2 )
Prodotto ,
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
11,3
5,3
6,0
9,6
2,4
7,1
4,8
- 0,7
5,5
4,5
- 1,4
6,0
3,0
1,4
1,6
4,9
2.4
2.5
4,2
1,7
2,4
2,0
1,6
0,4
0,1
1,8
- 1,7
Consumi privati ( deflatore ) 5,2 7,3 6,3 5,3 2,7 2,5 2,6 0,0 - 1,0
Investimenti
fissi lordi
in volume
^ privati
pubblici
totale 6,3 - 0,2
- 11,5
- 4,6
- 10,4
- 3,5
- 7,1
- 4,1
3,3
- 4,6
2,1
3,7
7,6
4,3
5,2
- 4,3
3,7
6,2
0,4
5,4
3.7
- 3,1
2.8
costruzioni
di cui :
macchine e attrezzature
- 10,8
- 9,6
- 6,4
0,2
- 3,4
10,0
2,5
7,0
- 3,3
13,7
4,1
7,0
2,4
3,3
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 3 )
- 4,6 - 0,9
- 1,2
1,5
- 0,2
1,4
- 0,7
2,2
0,7
2,3
- 1,5
2,4
- 1,4
Reddito da
lavoro dipendente
pro capite
^ nominale
reale A ( 4 )
B (
11,4
5,0
6,0
9,5
2,2
2,0
3,5
- 1,9
- 2,7
5,8
- 0,3
0,5
3,2
1,5
0,4
0,8
- 1,7
- 1,7
1,4
- 1,0
- 1,2
2,1
1,7
2,1
1,7
3,4
2,7
Produttività ( 5 )
Costi salariali reali unitari
Competitività ( 6 )
Occupazione
Disoccupati registrati in %
della popolazione attiva civile ( 7 )
Saldo delle partite correnti in % del PIL
Tassi di interessi a lungo termine
Massa monetaria ( 8 )
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL
.3,9
1,1
2,7
0,9
1,3
0,5
5,9
10,3
- 0,4
2,1
0,1
0,7
0,3
5,3
0,8
9,4
9,6
- 2,5
41,7
3,1
0,8
- 2,7
- 9,7
- 1,5
8,6
2,2
12,2
5.3
- 5,5
50,3
4.4
1,1
- 1,4
2.5
- 2,5
11,6
3,2
10.5
7.6
— 6,6
55.6
4.7
3,0
- 1,5
- 2,7
- 1,9
14,0
2,9
8,8
10,5
- 5,9
62,3
5,3
2,2
- 3,8
- 6,2
- 0,4
14,3
4 ,!
8,6
7,7
- 6,2
66,3
5,6
0,6
- 2,6
- 3,9
1,1
13,1
4,3
7,8
10,5
- 5,1
70,0
6,0
0,5
1,2
4,4
1,1
12,0
3,9
6,8
5,1
- 5,5
75,5
6,4
0,9
2,5
0,6
0,8
11,1
2,8
6,1
3,5
— 6,6
82,6
6,4
1 ) Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alla politiche attuali .
3 ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PII .; B : deflatore dei consumi privati .
s ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
') Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
8 ) Fine anno .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 105
PORTOGALLO
L'economia portoghese che , a causa della sua elevata dipen
denza dalle importazioni di energia , ha particolarmente
beneficiato del controshock petrolifero , ha continuato nel
1986 ad espandersi ad un ritmo superiore alla media
comunitaria . Il tasso di crescita del PIL in volume , stimato al
4% circa , si è avvicinato a quello registrato nel 1985 .
Contestualmente , la principale fonte di dinamismo si è
spostata dalle esportazioni verso la domanda interna . Dopo
alcuni anni di declino , i salari reali hanno iniziato un
movimento di recupero più accentuato del previsto , soprat
tutto a causa del fatto che il tasso d'inflazione , pur restando
largamente superiore alla media comunitaria , si è rivelato
sensibilmente inferiore alle previsioni iniziali . Da questa
circostanza hanno tratto vivo impulso i consumi privati . Gli
investimenti , in forte regresso fino al 1 985 , hanno segnato un
rilancio grazie al miglioramento della posizione finanziaria
delle imprese e al crescente sostegno fornito dai provvedi
menti volti a stimolare gli investimenti produttivi e l'edilizia ,
nonché dal programma d'investimenti pubblici . La crescita
delle esportazioni ha subito un rallentamento , causato
soprattutto dalla contrazione degli sbocchi nei paesi terzi .
Tuttavia , grazie al considerevole miglioramento delle ragioni
di scambio , l'eccedenza della bilancia dei pagamenti ha
raggiunto un livello record (5,4 % del PIL ). La flessione
dell'occupazione ha registrato una battuta d'arresto e il tasso
di disoccupazione è in lieve ribasso per la prima volta da
molti anni .
Nel 1987 , i consumi privati risulteranno lievemente meno
dinamici , ma la crescita degli investimenti fissi lordi potrebbe
accelerarsi sotto lo stimolo rappresentato dal calo dei tassi
d'interesse e dal forte sviluppo degli investimenti pubblici . La
crescita in volume del PIL dovrebbe essere dell'ordine del
3,5 % , ossia un po' meno rapida che nel 1986 . L'andamento
dei mercati esterni del Portogallo dovrebbe consentire una
ripresa moderata delle esportazioni ; malgrado un certo
deterioramento , la bilancia dei pagamenti correnti dovrebbe
restare largamente eccedentaria . L'inflazione dovrebbe con
tinuare a diminuire , ma l'aumento dei prezzi al consumo
( + 9 % ) sarà ancora nettamente superiore alla media comu
nitaria . L'occupazione beneficerà della congiuntura favore
vole , ma il tasso di disoccupazione ufficiale diminuirà solo
con molta lentezza (dall'8,6 % della popolazione attiva nel
1986 all'8,5 % nel 1987 ), soprattutto a causa di un nuovo
aumento della popolazione attiva .
Quanto all'evoluzione salariale nel 1986 , il governo ha
accordato un aumento del 16,5 % ai funzionari e ha
raccomandato aumenti del 17 % nel settore privato . Le
contrattazioni collettive hanno portato inizialmente ad
aumenti talvolta anche più cospicui , soprattutto nelle impre
se pubbliche , ma , quando si sono confermate le prospettive
di una minore inflazione ( 12 % su base annua , anziché
14% ), le autorità hanno proceduto ad una revisione al
ribasso dei propri orientamenti in materia salariale , e
l'aumento dei salari nominale prò capite ha pertanto subito
un rallentamento . In complesso , i costi salariali unitari in
termini nominali sono progrediti molto più della media
comunitaria . Tuttavia , la quota dei salari nel reddito nazio
nale è diminuita , nonostante il fatto che in termini di potere
d'acquisto (deflazionato con prezzi al consumo ) i salari reali
siano aumentati .
Gli investimenti fissi lordi hanno registrato uno sviluppo
favorevole . Dopo una caduta cumulativa del 25,5 % in
termini reali nel corso del triennio precedente , gli investimen
ti sono aumentati dell'8 % circa in volume nel 1986 , e si
prevede per il 1987 un tasso paragonabile , o addirittura più
elevato .
Il livello e la rapida espansione del debito pubblico (47,4 %
del PIL nel 1980 e 81,2% nel 1985 ) hanno indotto le
autorità a perseguire per il 1986 una forte riduzione del
fabbisogno di finanziamento delle amministrazioni pubbli
che . In passato , la politica di bilancio era stata attuata in una
prospettiva di breve periodo, che aveva provocato distorsioni
nell'allocazione delle risorse , soprattutto in quanto erano
state sovvenzionate imprese pubbliche non redditizie e gli
interventi pubblici avevano avuto un effetto di spiazzamento
a danno delle imprese private . Attualmente , le autorità
intendono perseguire l'obiettivo di un risanamento a medio
termine , basato in particolare su una maggiore trasparenza
della contabilità dell'amministrazione centrale , sul conteni
mento della spesa pubblica , sull'istaurazione di un nuovo
sistema di incentivazione fiscale degli investimenti e sulla
copertura del fabbisogno di finanziamento mediante un più
intenso ricorso al mercato .
Benché si siano osservati dei progressi nell'ammodernamen
to dei circuiti di finanziamento , questi restano inadeguati a
sostenere uno sviluppo sufficiente del risparmio a lungo
termine e del capitale di rischio . Ciò contribuisce a mantenere
tassi d'interesse molto elevati , soprattutto a causa della forte
domanda di mezzi di finanziamento proveniente dalle ammi
nistrazioni e dalle imprese pubbliche , dell'instabilità del
corso dello scudo e delle previsioni di forte inflazione .
Il compito più impegnativo che si trova ad affrontare
l'economia portoghese è l'uscita dal circolo vizioso rappre
sentato dall'alternarsi di fasi di freno e di rilancio , che ne ha
fortemente condizionato lo sviluppo nel corso dell'ultimo
decennio , allo scopo di affrontare i problemi di fondo e in
particolare l'ammodernamento dell'apparato produttivo , la
cui urgenza è accresciuta dall'adesione del paese alla Comu
nità . In mancanza di investimenti sufficienti , la struttura
delle esportazioni non si è praticamente diversificata , mentre
ogni ripresa della domanda interna urta immediatamente
contro i condizionamenti esterni . Il governo , entrato in
carica nell'autunno del 1985 , si è fissato come obiettivo
prioritario precisamente il rilancio degli investimenti e il
miglioramento delle condizioni della crescita economica
tramite il risanamento delle finanze pubbliche , l'eliminazione
del differenziale di inflazione rispetto al resto della Comunità
e , sul piano microeconomico , un maggiore adattamento dei
mercati .
Nel 1987 , l'eliminazione degli squilibri di fondo dell'econo
mia dovrà segnare progressi significativi . A tal fine si dovrà
ridurre sensibilmente il fabbisógno di finanziamento del
settore pubblico , che rappresenta una variabile strategica
determinante . Dovrà inoltre essere proseguita l'azione intesa
al contenimento delle spese di funzionamento e alla limita
zione delle sovvenzioni alle imprese pubbliche ; parimenti
dovrà essere proseguita l'azione contro l'evasione e la frode
fiscale . Ciò dovrebbe permettere di ridurre il fabbisogno di
finanziamento dell'amministrazione centrale ad un livello
N. L 385 / 106 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
inferiore all'8-8,5 % del PIL . Tale politica consentirebbe di
assicurare la necessaria decelerazione del credito interno e
favorirebbe le tendenze alla stabilizzazione del cambio
dell'escudo . Queste condizioni sono indispensabili per garan
tire la realizzazione di un obiettivo ambizioso in materia di
aumento dei prezzi ( il cui livello dovrebbe restare inferiore al
10 % ), nonché per poter registrare un andamento dei salari
reali compatibile , conformemente allo spirito dell'accordo
tripartito dello scorso giugno, con un miglioramento della
competitività dell'economia portoghese e quindi con il suo
inserimento , in condizioni favorevoli , nel grande mercato
comune .
TABELLA 38
Portogallo : Principali aggregati economici , 1961-1987
( Variazioni annuali in %)
1961
1973
1974
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (•) 1987 ( 2 )
Prodotto
interno lordo
in valore
in volume
deflatore
11,2
6,9
4,0
23,2
3,3
19,8
18,7
0,4
18,2
26,1
3,5
21,8
23,7
- 0,3
24,1
23,4
- 1,7
25,6
25,9
3,7
21,3
23,8
3,8
19,2
14.4
3,5
10.5
Consumi privati ( deflatore) 3,4 21,4 20,0 22,5 25,5 29,3 19,3 11,8 9,0
Investimenti
fissi lordi ■
in volume
^ privati
pubblici
totale 8,0 5,4 4,6 2,9 - 7,5 - 18,0 - 1,8 7,8 8,5
costruzioni
di cui : , .
macchine e
attrezzatore
4,4
4,8
2,0
4,0
- 3,0
- 13,1
- 13,5
- 23,0
- 4,0
1,0
6,1
10,0
8.5
8.6
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri paesi
comunitari ( 3 )
7,5 2,9 2,9 3,4 - 7,0 - 7,0 0,6 6,7 4,8
Reddito da
lavoro dipendente -
prò capite
^ nominale
reale A ( 4 )
B ( 4 )
12,0
7,8
8,4
25,2
4,5
2,8
20,6
3,5
3,2
18,5
- 2,7
- 3,3
21,6
- 2,0
- 3,1
19,8
- 4,6
- 7,4
22,0
0,5
2,2
17,1
- 1,8
4,7
12,3
1,6
3,0
Produttività ( s )
Costi salariali reali unitari
Competitività ( 6 )
Occupazione
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile ( 7 )
Saldo delle partite correnti in %
del PIL
Tassi di interessi a lungo termine
Massa monetaria ( 8 )
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL
Interesse sul debito pubblico
in % del PIL
7.4
0,4
- 0,5
0,7
6.5
3,4
1,1
- 0,1
- 6,2
16,4
- 0,2
3,7
0,6
- 11,7
22,6
23,8
- 10,1
59,0
5,4
4,0
6.4
- 5,7
- 0,5
- 13,5
25,2
24,6
- 8,8
62,2
5.5
1,4
- 3,4
- 8,4
- 1,7
7,9
- 7,2
30,3
16,3
- 7,1
70,9
6,4
- 0,4
- 4,2
- 1,5
- 1,3
8,5
- 3,0
32,5
24,5
- 7,7
75,7
7,1
4,2
- 3,6
0,4
- 0,5
8.7
1.8
25.4
28.5
- 11,2
81,2
7,7
3.5
- 5,1
- 1,1
0,5
8.6
5,4
19,5
26,0
- 8,0
83,5
9,7
3,2
- 1,6
- 2,9
0,6
8,5
4.2
16,5
16,0
- 7,5
88,0
9.3
') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
1 ) Differenza in punti percentuali .
4 ) A : deflatore del PIL ; B : deflatore dei consumi privati .
5 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
*) Tasso di cambio effettivo reale ( nei confronti di 1 9 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
7 ) Definizione Eurostat .
*) Fine anno .
31 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 385 / 107
REGNO UNITO
elevati in termini reali , in parte forse a causa del premio di
rischio inerente alle incertezze relative all'evoluzione futura
dell'inflazione e dei tassi di cambio .
Nel Regno Unito, l'attività economica che aveva subito un
rallentamento alla fine del 1985 e nella prima metà del 1986 ,
ha ricominciato a progredire in misura moderata . Il PIL
segnerà molto probabilmente una crescita del 2,25 % in
termini reali nel 1986 , con una lieve accelerazione nel 1987
(2,75 % ). Per il biennio in questione , il principale contributo
alla crescita è destinato a provenire dai consumi privati , il cui
vigore è dovuto al continuo progresso delle retribuzioni ,
unito ad un nuovo rallentamento dell'inflazione nel 1986 e a
nuove misure di riduzione dell'imposta personale sui redditi .
Gli altri elementi della domanda sono poco dinamici , benché
si preveda nel 1987 una lieve accelerazione delle esportazioni
e dell'investimento .
La moderazione degli aumenti salariali , tanto nominali che
reali , rappresenta una delle chiavi del miglioramento delle
prospettive occupazionali . Ora , dopo un forte rallentamento
all'inizio degli anni '80 , il progresso delle retribuzioni
nominali si situa a partire dalla metà del 1982 ad un ritmo
annuo medio pari al 7,5 % , mentre l'aumento del deflatore
dei consumi privati era prossimo , o addirittura inferiore , al
5 % . Dato il calo dei prezzi dell'energia e delle materie prime,
questo aumento si è ridotto nel 1986 al 4 % circa , e
l'incremento dei prezzi al minuto , al 3 % , senza che tale
rallentamento abbia sinora inciso in maniera sensibile sugli
accordi salariali . Poiché gli altri paesi industrializzati hanno
conseguito migliori risultati in materia di calo dell'inflazione ,
la competitività dell'economia ha subito una nuova erosione .
Pur essendo stata più che compensata dall'aggiustamento del
tasso di cambio avvenuto nel 1986 , la sua persistente
debolezza costituisce una minaccia per l'occupazione .
La crescita prevista del PIL è sufficiente ad assicurare un
nuovo incremento dell'occupazione , ma , interessando unica
mente i nuovi venuti che si impegnano in un'attività indipen
dente o in un'occupazione a tempo parziale , essa non è
ancora abbastanza forte da indurre un calo della disoccupa
zione . Fra il marzo 1983 e il marzo 1986 , l'occupazione
totale è aumentata di circa 1 milione di unità , mentre il
numero di disoccupati subiva un aumento superiore alle
150 000 persone . Il tasso di attività segna così un aumento di
tre punti ; una simile tendenza non si manterrà allo stesso
ritmo negli anni a venire . L'aumento dell'occupazione ha
riguardato mezzo milione di lavoratori indipendenti e oltre
550 000 donne occupate a tempo parziale , parallelamente ad
una diminuzione del numero di salariati a tempo pieno .
Malgrado la lievitazione continua dei salari reali , e netta
mente migliorata la redditività delle imprese grazie , nei primi
tre anni della ripresa , ad un aumento della produttività che
ha superato quello dei salari reali , e in seguito , alla flessione
dei costi non salariali . Secondo uno studio effettuato dalla
Banca d'Inghilterra , il tasso di redditività al lordo delle
imposte , per le imprese industriali e commerciali , è passato
dal 6 % nel 1981 , al 12,5 % nel 1985 . Nel 1986 si è
verificato probabilmente un calo a causa della diminuzione
degli utili delle società petrolifere , ma , nell'insieme, i profitti
realizzati dalle imprese negli altri settori sono probabilmente
aumentati : il loro tasso di redditività , sceso al 3 % nel 1981
era già risalito all'8 % nel 1985 .
Il forte calo dei prezzi del petrolio ha avuto nel Regno Unito ,
che è un importante produttore di questa materia prima ,
effetti diversi da quelli riscontrati nella maggioranza degli
altri paesi della Comunità . Se , come altrove , si è verificato un
ribasso dei prezzi dell'energia per uso industriale e domesti
co , l'economia nel suo insieme ha risentito del deterioramen
to delle ragioni di scambio , al quale si è aggiunto un
adeguamento al ribasso dei tassi di cambio della sterlina
prima agli inizi e successivamente nel corso dell'estate del
1986 , in particolare rispetto alle altre valute europee . La
situazione finanziaria delle imprese non petrolifere ha subito
un sensibile miglioramento , ma gli utili delle imprese hanno
registrato una flessione globale causata dal deterioramento
riscontrato nel settore petrolifero .
Malgrado questo miglioramento , la crescita degli investi
menti privati ha segnato un rallentamento negli ultimi due
anni , dovuto molto probabilmente all'espansione relativa
mente forte degli anni 1 982 1 984 , e al recente aumento dei
tassi d'interesse reali . Le modifiche apportate all'imposta
sulle società , miranti a ridurre le distorsioni fra i diversi tipi
d'investimento , tra le fonti di finanziamento , nonché tra il
capitale nel suo insieme e il lavoro , hanno parimenti inciso
sull'evoluzione degli investimenti . Il cambiamento in questio
ne è consistito in una riduzione del tasso dell'imposta , dal
50 % al 35 % , effettuata in tre fasi e accompagnata da una
abolizione graduale delle possibilità iniziali di ammortamen
to accelerato . Nel corso degli ultimi anni , l'elevato livello
degli investimenti nei servizi è andato di pari passo con un
aumento notevole dell'occupazione , benché gran parte dei
nuovi posti di lavoro siano a tempo parziale , mentre,
nell' industria manifatturiera , la ripresa più modesta degli
investimenti non è stata sufficiente a indurre un'inversione
della tendenza alla diminuzione degli organici .
La caduta dei prezzi delle esportazioni petrolifere ha annul
lato l'eccedenza della bilancia dei pagamenti correnti , e si
prevede per il 1987 un disavanzo di 0,6 punti del PIL . Allo
stesso modo , le entrate di bilancio ricavate dal petrolio sono
diminuite di circa la metà , scendendo a 5 miliardi di sterline
per l'esercizio 1986 / 1987 , ma l'evoluzione più favorevole del
previsto delle altre entrate fiscali ha limitato l'incidenza di
questa diminuzione sugli introiti totali . I ritmi d'espansione
della massa monetaria differiscono notevolmente a seconda
delle definizioni adottate , quello della massa monetaria in
senso lato ha in ogni caso superato largamente l'obiettivo
fissato . Tuttavia , se i tassi d'interesse hanno seguito la
tendenza internazionale al ribasso , sono comunque rimasti
N. L 385 / 108 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 31 . 12 . 86
I progressi più rapidi dovranno essere realizzati sul piano
della moderazione della crescita salariale . La conclusione di
accordi tali da comportare aumenti meno sostanziosi rallen
terebbe l'inflazione , migliorererebbe la competitività
dell'economia , rafforzerebbe ulteriormente la redditività
delle imprese , e consentirebbe di abbassare i tassi d'interesse
sia nominali che reali . Gli investimenti di espansione diven
terebbero più attraenti e la crescita genererebbe un numero
maggiore di posti di lavoro . Ora , malgrado l'elevato livello
deila disoccupazione , il funzionamento attuale del mercato
del lavoro è tale da non lasciar praticamente constatare alcun
rallentamento degli aumenti salariali . Il governo ha tentato di
aumentarne la flessibilità , in particolare , per quanto concer
ne il processo di determinazione delle retribuzioni , riducendo
la possibilità concessa ai consigli paritari di fissare retribu
zioni minime per i giovani e presentando proposte riguar
danti una forma di partecipazione agli utili consistente nel
collegare una parte della retribuzione lorda all'utile dell'im
presa . Tenuto conto dell'obiettivo dichiarato dalle autorità
di impedire qualsiasi carenza della domanda nell'economia
britannica , eventuali contatti fra governo e rappresentanti
dei datori di lavoro e dei lavoratori potranno favorire una più
accentuata presa di coscienza , tra le parti interessate ,
dell'importanza della moderazione salariale per la creazione
di posti di lavoro .
Nel corso degli ultimi anni , la politica di bilancio ha messo
l'accento principalmente sulla riduzione del disavanzo in
proporzione del PIL , sulla compressione delle spese e sulla
riduzione dei tassi e la revisione della fiscalità a fini di
incentivazione dello spirito imprenditoriale e dell'occupazio
ne . Per l'esercizio che termina in marzo 1986 , il fabbisogno di
finanziamento del settore pubblico si è assestato all' I ,7 % del
PIL , ossia un po' al di sotto delle previsioni , e le spese delle
amministrazioni sono scese al 44,5 % , ossia due punti al di
sotto del tasso del 1984 / 1985 . Nel bilancio del marzo 1986 ,
la politica di bilancio è rimasta essenzialmente invariata , ad
eccezione di un lieve aumento del fabbisogno di finanziamen
to del settore pubblico , portato all' I , 9 % del PIL . Malgrado
la forte diminuzione degli introiti petroliferi , il governo ha
potuto ancora iscrivere in questo bilancio una nuova dimi
nuzione delle imposte personali , pari a un punto percentuale
del tasso di base dell'imposta , ciò che ha contribuito a ridurre
lo scarto tra il costo delle retribuzioni per i datori di lavoro e il
reddito netto percepito dal salariato . Come in precedenza , si
sono verificati nel corso dell'anno certi fenomeni di supera
mento dei limiti posti alle spese , ma la loro incidenza sul
fabbisogno di finanziamento è stata ampiamente compensata
dall'accelerazione subita dal programma di privatizza
zione .
Prima della dichiarazione d'autunno le prospettive di bilan
cio per il 1987 facevano pensare che il governo avrebbe
disposto nuovamente , nel quadro della sua strategia finan
ziaria a medio termine , di un certo margine di manovra per
ridurre la pressione fiscale o accrescere le spese a carico
dell'esercizio 1987 / 1988 . Questa situazione è ora superata
dal fatto che nella sua dichiarazione d'autunno il governo ha
annunciato un aumento delle spese pubbliche di circa 4,75
miliardi di sterline per il 1987 / 1988 . Ciò significa che le
spese pubbliche per il 1987 / 1988 si situeranno ad un livello
superiore del 2 % circa , in termini reali , al risultato stimato
per il 1986 / 1987 . Se la produzione dovesse crescere ad un
ritmo inferiore a quello del potenziale produttivo (2,25 %
circa ), potrebbe risultare utile permettere un certo aumento
del fabbisogno di finanziamento del settore pubblico , al di là
della cifra di 7 miliardi di sterline ( 1,7 % del PIL ) fissata nella
strategia finanziaria a medio termine , a condizione che
l'inflazione non mostri tendenza alla ripresa . Tuttavia , non
può esservi un nesso automatico fra il livello appropriato del
fabbisogno di finanziamento del settore pubblico e la
situazione congiunturale . Ogni alterazione apportata alla
strategia finanziaria a medio termine dovrebbe necessaria
mente accompagnarsi ad una limitazione della crescita dei
salari reali ed al perseguimento di una politica monetaria
rigorosa , in modo da evitare che si aggravi il circolo vizioso
rappresentato dagli aumenti dei salari e dei prezzi ad essi
associati , a rischio di un deprezzamento supplementare del
tasso di cambio . Una tale variazione dovrebbe essere inoltre
esaminata nel quadro di un'azione concordata a livello
comunitario .
Il governo si è impegnato ad utilizzare almeno in parte il
margine di manovra di cui dispone in materia di bilancio , per
procedere ad una nuova riduzione dell'imposta personale sul
reddito , a fini di incentivazione e di aumento del reddito
disponibile . Dato però che il reddito reale delle famiglie
continuerà molto probabilmente a subire una forte crescita
nel 1987 , si potrebbe ottenere una crescita più equilibrata se
si utilizzasse parte di tale margine per sostenere componenti
della domanda diverse dai consumi privati . Sarebbe oppor
tuno esaminare l'eventualità di investimenti supplementari in
infrastrutture pubbliche , che offrano un livello di redditività
accettabile e che potrebbero , nel breve periodo , incidere
sull'occupazione in misura più significativa delle agevolazio
ni fiscali , tendendo allo stesso tempo , come queste ultime, a
rafforzare il potenziale produttivo .
Il governo ha perseguito il suo programma di azioni puntuali
miranti a migliorare le condizioni dell'offerta ed a stimolare
10 spirito imprenditoriale . Il programma di privatizzazione
delle imprese del settore pubblico è stato portato avanti , e
diversi sviluppi favoriscono la costituzione di un mercato dei
servizi finanziari a carattere più concorrenziale . Nel corso
dell'estate nuove proposte nel quadro dello sviluppo del
programma di «deregulation» per alleviare gli oneri gravanti
sulle imprese . Tali proposte comportano disposizioni atte a
semplificare le procedure fiscali e contabili delle piccole
imprese ed a facilitare l'ottenimento dei permessi richiesti per
cambiare la destinazione dei fabbricati , nonché a modificare
11 diritto del lavoro in cèrte circostanze . Il programma di
«deregulation» è inoltre destinato ad integrare altre misure
riguardanti la creazione e l'espansione delle imprese e
comporta vantaggi particolari per i lavoratori indipendenti e
le piccole imprese che svolgono un ruolo importante nella
creazione di posti di lavoro .
N. L 385 / 10931 . 12 . 86 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
TABELLA 39
Regno Unito : Principali aggregati economici , 1961-1987
(Variazioni annuali in %)
1961
1973
1974
1980
1981 1982 1983 1984 1985 1986 (') 1987 ( 2 )
Prodotto interno
lordo ( 3 )
in valore
in volume
deflatore
8,4
3,1
5,1
17,7
1,0
16,5
10,2
- 1,2
11,5
8,8
1,0
7,9
9,0
3.8
4.9
6,3
2,2
4,1
9,8
3.7
5.8
6,3
2,3
3,9
7,0
2,7
4,2
Consumi privati (deflatore) 4,8 15,7 11,4 8,7 5,0 4,8 5,3 4,0 3,9
Investimenti
fissi lordi •
in volume
^ privati
pubblici
totale 4,6
1,6
- 10,6
- 0,6
- 7,0
- 26,2
- 9,5
5,6
- 6,6
4,3
2,4
36,6
5,7
8,7
11,8
9,1
2,5
- 2,8
1,8
0,8
10,2
1,9
4,1
- 0,8
3,5
costruzioni
di cui :
macchine e attrezzature
- 2,0
1,6
- 8,4
- 10,7
6,4
1,8
6,7
4,5
8,3
10,1
- 3,1
7,8
2,8
0,9
3,0
4,0
Domanda interna a prezzi costanti
Scarto rispetto agli altri
paesi comunitari ( 4 )
3,2 0,3 - 1,7 2,2
2,6
4,7
4,4
2,8
0,8
2,8
0,4
3,2
- 0,8
3,2
- 0,3
Reddito da
lavoro dipendente «
prò capite
r nominale
reale A ( 5 )
B H
8,3
3,1
3,3
17,5
0,9
1,5
13,2
1,2
1,5
9,1
1,5
0,5
9,2
4,0
3,9
5,5
1,1
0,4
7,3
1,3
2,0
7,5
3,5
3,4
6,6
2,3
2,6
Produttività ( 6 )
Costi salariali reali unitari
Saggio di profitto ( 7 )
idem ( 1961 - 1972 = 100 )
Competitività ( 8 )
Occupazione
Disoccupati registrati in % della
popolazione attiva civile (')
Saldo delle partite correnti in % del PIL
Tassi di interessi a lungo termine
Massa monetaria ( 10 )
Indebitamento o accreditamento della
pubblica amministrazione in % del PIL
Debito pubblico in % del PIL ( n )
Interesse sul debito pubblico in % del PIL
100
- 1,5
0,2
2,1
- 0,0
7,6
9,4
- 0,7
- 4,4
69,0
4,0
0,1
4,5
- 0,8
13,7
11,9
- 3,9
56,6
4,4
1,5
62,1
2,1
- 3,9
9,2
2,4
14,8
13,7
- 2,8
51,1
5,0
3.3
- 1,7
4.8
65,1
- 3,7
- 1,4
10,6
1.4
12.7
8.9
- 2,3
57.8
5,1
4,7
- 0,6
9,4
71.2
- 5,4
- 0,8
11,6
1,0
10,8
10.3
- 3,7
57,5
4,7
0,2
1,0
- 3,8
68,5
1.4
1.5
11,8
0,4
10,7
9.8
- 3,9
59,2
4.9
2,4
- 1,1
3.2
70.7
1,7
1.3
12,0
1,0
10,6
13,4
- 2,8
57.8
5,0
1.4
2,1
- 7,1
65,7
- 9,2
0,8
12,0
- 0,1
9.5
15,4
- 2,9
59,0
4,8
1,9
0,4
- 0,6
65,3
- 2,1
0,8
12,0
- 0,6
9.5
8,0
- 2,5
57,8
4.6
(') Stime dei servizi della Commissione , ottobre 1986 .
( 2 ) Previsioni dei servizi della Commissione , ottobre 1986 , in base alle politiche attuali .
( 3 ) In base alle spese ai prezzi di mercato .
( 4 ) Differenza in punti percentuali .
( 5 ) A : deflatore del P1L ; B : deflatore dei consumi privati .
( 6 ) Valore aggiunto lordo per occupato nell'insieme dell'economia .
( 7 ) Percentuale del risultato netto dì gestione rispetto allo stock di capitale netto ai prezzi di sostituzione .
( 8 ) Tassodi cambio effettivo reale ( nei confronti di 19 altri paesi industrializzati ), sulla base dei costi salariali unitari sull'economia totale . Valore positivo = perdita
di competitività .
( 9 ) Definizione Eurostat .
( I0 ) Sterlina M3 ; fine anno .
(' ') Debito lordo sui prezzi di mercato della pubblica amministrazione .
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