B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Decisione confermata dal TF con
sentenza del 24.04.2018 (1C_542/2017)
Corte I
A-7483/2016
Sen t en z a d e l l ’ 11 s e t t emb r e 2 0 1 7
Composizione
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del
collegio),
Jérôme Candrian, Christoph Bandli,
cancelliere Manuel Borla.
Parti
A._______,
…,
ricorrente,
contro
Ufficio federale di polizia (FEDPOL),
Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto
Richiesta di cancellazione relativa al sistema d'informazione
HOOGAN.
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Fatti:
A.
Aa. Il 21 agosto 2016, A._______, cittadino svizzero classe …, si trovava
a Bietigheim-Bissingen, in Germania, per assistere alla partita amichevole
di disco su ghiaccio tra l’Hockey Club Ambrì-Piotta e il Sonderjysk Eishoc-
key, squadra danese.
Ab. In questa occasione una ventina di individui si è resa protagonista di
disordini. Essi hanno fatto uso di violenza fisica verso terzi, in particolare
nei confronti delle forze dell’ordine tedesche. In questo contesto,
A._______ è stato fermato, identificato e posto in stato di fermo, sino al
pomeriggio del giorno seguente. Nei suoi confronti è stato aperto un pro-
cedimento penale in Germania.
B.
Il 31 agosto 2016, su invito dell’Ufficio federale di polizia (in seguito FED-
POL), la Federazione svizzera di Hockey su ghiaccio ha pronunciato nei
confronti di A._______ un divieto di accedere a tutti gli stadi del territorio
svizzero a far tempo dal 1° settembre 2016 e sino al 31 agosto 2019, in
ragione degli atti compiuti in occasione del post partita di cui sopra, segna-
tamente per avere usato violenza e minacce nei confronti di agenti di poli-
zia.
Con scritto del medesimo giorno, FEDPOL ha chiesto pure alla Polizia can-
tonale ticinese di pronunciare nei confronti dell’interessato un divieto di ac-
cedere a determinate aree specifiche in occasione di manifestazioni spor-
tive. Conseguentemente, con decisione del 2 settembre 2016 l’autorità ti-
cinese ha pronunciato, a far tempo dal 9 settembre 2016 sino all’8 settem-
bre 2018, un “divieto di accedere alle aree in base al Concordato e al De-
creto legislativo concernente la ratifica della modifica del 2 febbraio 2012
del Concordato del 15 novembre 2007 sulle misure contro la violenza in
occasione di manifestazioni sportive”, e meglio un divieto di accedere alle
“aree vietate riguardanti gli impianti sportivi di calcio e di disco su ghiaccio
sull’intero territorio svizzero, compreso la nuova area di Biasca”, con una
valenza dalle 4 ore che precedono l’evento sportivo alle 4 ore che seguono
il termine dello stesso. Contro tale provvedimento l’interessato ha inoltrato
ricorso in data 13 settembre 2016.
C.
Ca. Con atto del 27 settembre 2016 l’Ufficio federale di polizia (FEDPOL)
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ha informato A._______ che, sulla base della legge federale sulle misure
per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI, RS 120), i propri dati
personali sono stati registrati nel sistema d’informazione (HOOGAN).
Cb. Con ricorso interposto il 12 ottobre 2016 l’interessato ha postulato a
FEDPOL la cancellazione tutti i dati registrati nel predetto sistema d’infor-
mazione. Il medesimo giorno, l’interessato ha pure chiesto all’Incaricato fe-
derale della protezione dei dati e della trasparenza una verifica del proce-
dimento in corso come pure una delucidazione in merito.
Cc. Con decisione dell’11 novembre 2016 FEDPOL ha respinto il ricorso
interposto, precisando che la registrazione in HOOGAN qui avversata sa-
rebbe giustificata dagli atti commessi, segnatamente dall’avere commesso
danneggiamenti verso oggetti e dall’avere minacciato e usato violenza nei
confronti di funzionari appartenenti alle autorità di polizia tedesche. Inoltre
FEDPOL ha evidenziato che il giudizio appellato sia pure conseguente alla
decisione della polizia cantonale ticinese relativa al divieto di accesso a
determinate aree in occasione di eventi sportivi.
D.
In data 2 dicembre 2016, A._______ (in seguito: ricorrente) ha interposto
ricorso contro tale decisione, davanti al Tribunale amministrativo federale
(in seguito TAF o il Tribunale), postulando la cancellazione definitiva delle
informazioni registrate nel sistema HOOGAN come pure l’obbligo per FED-
POL di intervenire presso le autorità competenti al fine di cancellare i divieti
di accesso pronunciati in ordine alle aree adiacenti gli stadi sportivi. A so-
stegno delle proprie pretese, l’insorgente ha evidenziato che il giudizio ap-
pellato ha considerato fatti infondati ed erronei con la conseguenza che “la
registrazione risulta essere arbitraria e illegale”, nonché configuri la viola-
zione del principio di presunzione di innocenza.
E.
Con osservazioni del 20 febbraio 2017, FEDPOL ha chiesto di respingere
il ricorso del ricorrente evidenziando che la registrazione nel sistema
HOOGAN fa seguito al divieto di accedere a determinate aree pronunciato
dalla Polizia cantonale ticinese, poco importa se quest’ultimo sia o meno
entrato in giudicato. Inoltre, l’autorità inferiore ha contestato le affermazioni
del ricorrente in ordine alle presunte informazioni errate su cui si fonda la
decisione impugnata, rinviando alla comunicazione delle autorità di polizia
tedesche del 31 agosto 2016, da cui emerge senza equivoci che l’insor-
gente ha partecipato in maniera attiva ai disordini violenti avvenuti a mar-
gine dell’incontro sportivo.
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Pagina 4
F.
Con replica (recte: osservazioni finali) dell’11 aprile 2017, il ricorrente si è
riconfermato nelle proprie allegazioni di fatto e di diritto. In particolare egli
ha evidenziato la carente documentazione probatoria in ordine alla propria
partecipazione agli atti di violenza e minaccia, come pure le gravi conse-
guenze delle misure adottate sul proprio futuro personale e professionale.
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-
dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate
all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in
quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).
1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai
sensi dell'art. 5 PA, emessa dalla FEDPOL, nelle sue funzioni di autorità
competente e precedente al Tribunale amministrativo federale (cfr. 33
lett. e LTAF).
1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la
stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto tem-
pestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di
forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). Il ricorso deve quindi
essere esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-
tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-
tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor
dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2013, n. marg. 2.149; HÄFE-
LIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San
Gallo 2016, n. 1758 segg).
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2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata,
né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2;
MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed., Berna 2011, no. 2.2.6.5,
pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio
del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti spon-
taneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto
solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr.
Sentenze TAF A-2675/2015 del 9 febbraio 2017 consid. 2.2, A-466/2014
del 20 giugno 2014 consid. 2.2 e A-1581/2013 del 2 giugno 2014 consid.
2.2; DTAF 2007/27 consid. 3.3).
2.3 Oggetto del contendere è la decisione della FEDPOL di registrare i dati
personali dell’insorgente nel sistema d’informazione HOOGAN. Indiretta-
mente il ricorrente contesta pure l’illiceità dei divieti di accedere a specifi-
che aree in occasione di eventi sportivi determinati. In proposito va però
rilevato che la pronuncia di tali divieti è di competenza delle autorità canto-
nali in virtù del Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di
manifestazioni sportive (Raccolta leggi del Cantone Ticino 1.4.2.3.1)
3.
3.1 In primo luogo il ricorrente lamenta la violazione del principio del divieto
di arbitrio poiché contrariamente a quanto sostenuto da FEDPOL il divieto
pronunciato dalla Polizia cantonale ticinese, peraltro fondato anch’esso su
fatti errati, sarebbe oggetto di una procedura ricorsuale non ancora giunta
a termine.
3.2
3.2.1 Giusta la Legge federale sulla protezione dei dati (LPD, RS 235.1),
le autorità preposte hanno la facoltà di raccogliere dati personali relativi a
persone private nel rispetto dei principi ivi enunciati. Secondo l’art. 24a cpv.
1 LMSI, FEDPOL gestisce un sistema d'informazione elettronico nel quale
sono registrati dati su persone che hanno avuto un comportamento violento
in occasione di manifestazioni sportive in Svizzera e all'estero. Nel sistema
d'informazione possono essere registrate informazioni su persone contro
cui sono stati pronunciati divieti di recarsi in un Paese determinato, misure
secondo il diritto cantonale volte a prevenire gli atti violenti in occasione di
manifestazioni sportive o altre misure quali divieti di accedere agli stadi, se
la misura: è stata pronunciata o confermata da un'autorità giudiziaria (a); è
stata pronunciata in seguito a un reato denunciato alle autorità competenti;
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o è necessaria per la salvaguardia della sicurezza di persone o della ma-
nifestazione sportiva considerata e si può rendere verosimile che è giusti-
ficata (c).
3.2.2 I combinati disposti degli art. 8 cpv. 1 e 6 cpv. 2 dell’Ordinanza sulle
misure di polizia amministrativa dell'Ufficio federale di polizia e sul sistema
d'informazione HOOGAN (OMPAH, RS 120.52) precisano che in
HOOGAN sono registrati i dati delle persone che hanno avuto un compor-
tamento violento in occasione di manifestazioni sportive in Svizzera o all'e-
stero e contro cui è stata pronunciata da un’autorità cantonale, conseguen-
temente a atti di violenza commessi in occasione di manifestazione spor-
tive, un divieto di accedere a stadi, un divieto di accedere a un’area, un
obbligo di presentarsi alla polizia o un fermo preventivo di polizia. Va detto
altresì che sono definiti comportamenti violenti segnatamente i reati contro
la vita e l'integrità della persona ai sensi degli articoli 111-113, 117, 122,
123, 125 cpv. 2, 126 cpv. 1, 129, 133 e 134 del Codice penale svizzero
(CPS, RS 311), i danneggiamenti ai sensi dell'articolo 144 CPS e la vio-
lenza o la minaccia contro le autorità e i funzionari ai sensi dell'articolo 285
CPS (cfr. art. 4 OMPAH).
Va inoltre precisato che l’art. 5 cpv. 1 OMPAH considera quali prove di un
comportamento violento: sentenze giudiziarie o denunce della polizia per-
tinenti; dichiarazioni attendibili o registrazioni visive della polizia, dell’Am-
ministrazione delle dogane, del personale addetto alla sicurezza o delle
federazioni e delle società sportive; divieti di accedere a stadi pronunciati
dalle federazioni e dalle società sportive; comunicazioni di un’autorità stra-
niera competente in materia.
3.3 Nel caso in esame, l’insorgente nega qualsiasi coinvolgimento negli atti
di violenza e danneggiamento compiuti da “tifosi” in occasione dell’incontro
amichevole di cui sopra. Sennonché dagli atti di causa emerge che il ricor-
rente è stato indentificato essere uno dei 20 individui che hanno causato
disordini, attraverso violenze e minacce nei confronti delle autorità di poli-
zia tedesche (cfr. Comunicazione dell’autorità tedesca Zentrale Informa-
tonsstelle Sportanlässe der Polizei Nordrhein-Westfallen). Conseguente-
mente nei suoi confronti è pure stato avviato un procedimento penale in
Germania (cfr. doc. citato: “Gegen ihn wurde ein Strafverfahren eingelei-
tet”). Orbene, contrariamente a quanto preteso dall’insorgente, i chiari di-
sposti legali di cui sopra non pongono quale presupposto per l’iscrizione
nel registro HOOGAN, l’avvenuta crescita in giudicato di una sentenza di
condanna penale. In effetti, come sopra enunciato dai disposti legali 24a
cpv. 1 LMSI, 8 cpv. 1 e 6 cpv. 2 OMPAH, l’iscrizione può essere operata
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anche in base ad una semplice segnalazione da parte di un’autorità stra-
niera, ossia molto prima di un’eventuale sentenza di condanna. D’altronde,
tale sistematica procedurale, corrisponde alla natura preventiva su cui si
fonda il registro HOOGAN. Non soccorrono l’insorgente nella propria tesi
difensiva, nemmeno le presunte analisi tossicologiche che attesterebbero
un tasso di alcolemia pari allo 0 per mille nonché l’assenza del consumo di
stupefacenti: occorre infatti precisare che nemmeno il consumo di tali so-
stanze configura un presupposto all’iscrizione nel registro HOOGAN. In
queste circostanze le informazioni assunte da FEDPOL e trasmesse alla
Polizia cantonale ticinese come pure alla Federazione svizzera di hockey
su ghiaccio, conseguentemente alle quali sono stati pronunciati nei con-
fronti dell’interessato due divieti di accesso a determinate aree specifiche
in occasione di eventi sportivi, sono giustificate e supportate da elementi
probatori sufficienti.
Ferme queste premesse, appaiono pretestuose le allegazioni del ricorrente
secondo cui alcun rimprovero può essergli mosso poiché durante l’incontro
amichevole, egli si trovava in stato di fermo e quindi non avrebbe potuto
partecipare ad eventuali scontri. Come indicato più sopra poco importa
inoltre che tali atti siano avvenuti in occasione della vigilia dell’incontro
sportivo.
3.4 Senza volersi dilungare oltre, il Tribunale costata che il ricorrente non
ha comprovato l’arbitrarietà della decisione impugnata, la quale adempie i
requisiti posti dal quadro legale prescritto dalla LMSI e dalla OMPAH.
4.
4.1 A mente del ricorrente l’autorità inferiore avrebbe inoltre violato il prin-
cipio di presunzione di innocenza menzionato all'art. 32 cpv. 1 della Costi-
tuzione federale (Cost., RS 101), nella misura in cui è assente una con-
danna penale nei propri confronti.
4.2 In proposito, il Tribunale rileva che la giurisprudenza ha più volte rico-
nosciuto che il principio di innocenza garantito dall'art. 32 cpv. 1 Cost., non-
ché dall'art. 6 cifra 2 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salva-
guardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101),
trova applicazione unicamente nel diritto penale (tra le tante, sentenze del
TAF A-344/2008 del 30 marzo 2010 consid. 6.1; A-1337/2007 del 21 set-
tembre 2009 consid. 3.1; C-777/2007 del 9 gennaio 2009 consid. 7).
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Pagina 8
4.3 Ciò detto, considerato che la decisione di FEDPOL dell’11 novembre
2016 è chiaramente di natura amministrativa e non penale, la censura sol-
levata dal ricorrente in ordine alla violazione del principio di presunzione di
innocenza non può essere ammessa.
5.
Ne discende quindi che a giusto titolo FEDPOL ha registrato i dati relativi
al ricorrente nel sistema HOOGAN. Conseguentemente la richiesta di can-
cellazione dei dati registrati, come pure la richiesta, per quanto sia ricevi-
bile, di intercedere presso la Polizia cantonale ticinese e la Federazione
svizzera di hockey su ghiaccio, al fine di cancellare i divieti di accesso ad
aree determinate, non possono essere condivise dallo scrivente Tribunale,
nella misura in cui sono giustificate dalla fattispecie in esame.
6.
6.1 Tenuto conto dell'esito della vertenza, giusta l’art. 62 cpv. 1 PA, le spese
processuale sono poste a carico del ricorrente soccombente (art. 1 segg.
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS
173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 800 franchi svizzeri (art.
4 TS-TAF), importo che viene compensato con l’anticipo a titolo delle pre-
sunte spese processuali da lui versato il 12 dicembre 2016.
6.2 Non si assegnano indennità a titolo di ripetibili all’autorità federale (cfr.
art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
(il dispositivo è sulla pagina seguente)
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Pagina 9
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali pari a 800 franchi svizzeri sono poste a carico del
ricorrente. Esse sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo,
dopo la crescita in giudicato della presente sentenza.
3.
Non vengono assegnate ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– ricorrente (atto giudiziario)
– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario)
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di
30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli
atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le
conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La
decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: