Corte II
B-2327/2006
{ T 0 / 2 }
Sentenza del 3 settembre 2007
Composizione: Giudice Francesco Brentani (Presidente del collegio), Giudice
Jean-Luc Baechler e Giudice Frank Seethaler;
Cancelliere Daniele Cattaneo.
X. _______
ricorrente
contro
Autorità di controllo LRD, Christoffelgasse 5, 3003 Berna,
Autorità inferiore
concernente
tassa dell'autorità di sorveglianza.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
2Ritenuto in fatto:
A. In data 7 settembre 2006 l'Autorità di controllo in materia di lotta contro il
riciclaggio di denaro (in seguito: autorità inferiore; AdC) ha emanato la de-
cisione di riscossione della tassa di sorveglianza per l'anno 2006 a carico
dell'X. _______ (in seguito: ricorrente; OAD). L'importo totale della tassa di
fr. ... si compone di fr. ... quale tassa di base e di fr. ... quale tassa ag-
giuntiva.
B. Contro tale decisione il ricorrente insorge con ricorso del 28 settembre
2006 dinanzi al Dipartimento federale delle finanze postulando in via prin-
cipale il conferimento dell'effetto sospensivo al pagamento della tassa e
l'integrale accoglimento del gravame nel senso dell'annullamento della tas-
sa messa a carico del ricorrente. Tasse e spese a carico della controparte.
In via subordinata il ricorrente postula il conferimento dell'effetto sospensi-
vo ed il parziale accoglimento del ricorso chiedendo altresì la presentazio-
ne dei dettagli che permettano la verifica dell'esattezza del calcolo. Postu-
la inoltre che i costi relativi all'attività sovrana dello Stato non vengano im-
putati al ricorrente. Tasse e spese a carico della controparte.
C. Secondo il ricorrente la tassa prevista dalla legge sul riciclaggio di denaro
non fornisce una base legale valida e sufficiente atta a legittimare la ri-
scossione di una tassa a copertura di costi di funzionamento generale ai
sensi dell'Ordinanza sulla tassa di sorveglianza e sugli emolumenti. Il ri-
corrente fa rilevare che la legge sul riciclaggio di denaro prevede esclusi-
vamente il diritto dell'AdC a riscuotere emolumenti per le decisioni ed i ser-
vizi che fornisce, rispettivamente una tassa di sorveglianza a copertura dei
costi di sorveglianza non coperti dagli emolumenti. Essa non prevede per
contro la possibilità di riscuotere ulteriori costi di finanziamento generale
per compiti statali e di interesse pubblico a lei preposto in quanto autorità
federale. Ne discende secondo il ricorrente che l'Ordinanza sulla tassa di
sorveglianza e sugli emolumenti è priva di una sufficiente e valida base le-
gale. Di conseguenza la decisione impugnata è anticostituzionale.
Il ricorrente sostiene altresì che la tassa di sorveglianza così com'è calco-
lata ora non può che essere qualificata come imposta. Se fosse una vera e
propria tassa causale (Kausalabgabe), prestazioni quali l'appartenenza a
gremi internazionali, l'elaborazione di progetti di legge e ordinanze, la par-
tecipazione ai lavori di organizzazione della FINMA, la sorveglianza del
mercato non potrebbero essere posti a carico degli intermediari finanziari o
degli OAD.
3La decisione di riscossione andrebbe inoltre annullata poiché non sarebbe
sufficientemente motivata. In particolare non è minimamente dettagliata, li-
mitandosi a citare i generici dispositivi di legge applicabili, senza fornire al-
cun elemento concreto che possa rendere possibile la verifica della corret-
tezza del calcolo della tassa.
D. Con la risposta, l'AdC conclude alla reiezione del ricorso nella misura in
cui lo stesso è ricevibile. In quanto al conferimento dell'effetto sospensivo,
essa osserva che lo stesso esiste di per legge. L'AdC fa rilevare che dopo
aver informato gli OAD sulla tassa di sorveglianza, l'AdC ha chiesto loro di
indicare il ricavo lordo così come il numero di intermediari finanziari affiliati
con stato al 31 dicembre 2005. Il ricorrente ha indicato all'AdC che il ricavo
lordo ammontava a fr. ... e che gli affiliati erano ... .
In punto alla qualifica giuridica, a mente dell'autorità inferiore, questo tipo
di tassa deve dare origine ad un trattamento specifico. Essa sottolinea che
il Parlamento, in applicazione del principio della causalità, ha chiaramente
manifestato la volontà di fare sostenere l'insieme dei costi dell'AdC agli
OAD ed agli intermediari finanziari. Siccome le tasse di sorveglianza si ba-
sano sul principio della causalità per assicurare il finanziamento dei compi-
ti statali di sorveglianza, esiste chiaramente un legame tra i contribuenti e
lo scopo per il quale queste tasse sono prelevate. Anche se l'assegnazio-
ne delle tasse non è a beneficio di un singolo contribuente determinato, è
sempre a beneficio di un gruppo determinato di contribuenti. Per quanto ri-
guarda la costituzionalità della riscossione della tassa, secondo l'autorità
inferiore, questa è possibile dal momento in cui si basa su di una legge for-
male sufficientemente precisa ed integrata nella competenza materiale
della Confederazione. Per quanto riguarda invece i costi di sorveglianza,
essa fa osservare che con ciò va inteso l'insieme dei costi riscontrati
dall'AdC l'anno precedente la percezione della tassa, eccetto quelli diretta-
mente compensati dai ricavi degli emolumenti, ritenuto che tutte le attività
dell'AdC sono da considerarsi come attività derivanti dall'incarico di sorve-
glianza dell'autorità medesima. In questo senso la tassa di sorveglianza
non si scosterebbe nemmeno dal tenore di altre leggi in materia di sorve-
glianza, segnatamente la legge sulla sorveglianza delle banche o la legge
sulla sorveglianza degli assicuratori.
In merito alla censura secondo la quale la decisione non sarebbe sufficien-
temente motivata, l'istanza inferiore giustifica la scarsa motivazione con
l'aspetto pratico della redazione succinta delle decisioni di massa, pur spe-
cificando che le parti toccate dalle decisioni hanno avuto modo di ricevere
tutte le informazioni supplementari necessarie. Riguardo la violazione del
diritto di essere sentito, l'AdC rinvia alla giurisprudenza per la quale una
vera o presunta violazione di tale diritto può essere sanata di fronte ad
un'istanza di ricorso con piena cognizione.
4E. Il ricorrente in replica si riconferma nelle sue allegazioni ricorsuali, ritenen-
do che i dati per il calcolo risultano generici e non verificabili. In particolare
contesta il fatto di porre alla base del calcolo degli importi definiti unilate-
ralmente, segnatamente l'importo di fr. 1'805'692.-, e senza alcuna possi-
bilità di verifica di quali siano i costi di funzionamento generale. Lo stesso
vale per l'importo di fr. 9'588'879.- quale somma dei ricavi lordi di tutti gli
OAD rispettivamente il numero di tutti gli intermediari finanziari affiliati
(6'024).
Il ricorrente si ribadisce altresì nelle sue allegazioni contestando la qualifi-
ca giuridica della tassa di sorveglianza, per non essere, a suo parere, una
tassa casuale bensì un'imposta, facendo rilevare contestualmente il
carattere di interesse pubblico generale che rivestono buona parte dei
compiti attribuiti all'AdC.
A mente del ricorrente la regolamentazione per la riscossione della tassa
di sorveglianza a carico degli OAD non autorizzerebbe l'AdC a riscuotere
costi di funzionamento generale.
F. Nell'allegato di duplica l'AdC precisa quali sono i dati di calcolo della tassa
di sorveglianza e qual'è la loro origine. La fatturazione dei costi e delle pre-
stazioni dell'AdC serve come base di calcolo della tassa di sorveglianza.
Essa fa rilevare che i costi per l'anno 2005 sarebbero ammontati a fr.
3'607'000.- comprendenti le spese per il personale, i beni e servizi, i costi
in funzione del posto di lavoro. Con beni e servizi andrebbero intesi le
commissioni e gli onorari di terzi; i costi in funzione del posto di lavoro
comprenderebbero gli affitti per gli uffici e le spese ordinarie annuali. Nel
2005 gli emolumenti riscossi ammonterebbero a fr. 974'000.-. compren-
denti fr. 4160.- per richieste relative ad estratti del registro. Sarebbero inol-
tre stati contabilizzati fr. 76'000.- di perdite su debitori. L'importo di fr.
974'000.-, (dedotto l'importo di fr. 205'000.- di emolumenti incassati dagli
OAD e l'importo di fr. 649'000.- di emolumenti incassati dagli Intermediari
finanziari direttamente sottoposti [in seguito: IFDS]), comprende fr.
299'000.- per la sorveglianza diretta degli IFDS e fr. 477'000.- per la sorve-
glianza diretta degli OAD e fr. 1'932'000.- di costi dovuti alla sorveglianza
generale e da ripartire in fr. 1'328'000.- agli OAD e fr. 604'000. - agli IFDS.
G. Con le osservazioni dell'8 marzo 2007 il ricorrente solleva di nuovo un'in-
coerenza nell'esposizione delle cifre e dei calcoli dell'autorità inferiore, cir-
costanza questa che non permetterebbe di comprendere e verificare la
consistenza della tassa riscossa. La censura principale rimane quella del
difetto di base legale che copra la messa a carico degli OAD dei costi di
funzionamento generale senza relazione causale con l'attività di sorve-
glianza.
5H. Con lo scritto del 4 aprile 2007 l'autorità inferiore sottolinea che allegando
un estratto del conto di Stato del 2005 alla sua duplica del 2 febbraio 2007
avrebbe fornito al ricorrente tutti i dettagli necessari alla comprensione del
calcolo della tassa di sorveglianza. Riprendendo quanto esposto nell'alle-
gato di duplica, l'AdC schematizza in sostanza i dati estrapolati dal conto
di Stato, evidenziando quali sono i costi e ricavi dell'AdC per l'anno 2005, il
calcolo dei costi in funzione delle sezioni ed il calcolo dei costi in funzione
delle unità di imputazione. L'AdC fa ulteriormente evidenziare che la nozio-
ne di costi di sorveglianza non si limiti ai costi di sorveglianza diretta, bensì
inglobi l'insieme dei costi insorti l'anno precedente la riscossione della tas-
sa, esclusi i costi direttamente coperti dagli emolumenti. L'AdC evidenzia
altresì che il Parlamento era a conoscenza del carattere globale dell'attivi-
tà di sorveglianza ed esso voleva che la tassa coprisse l'insieme dei costi
dell'autorità di controllo.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.
Considerando in diritto:
1. Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale
amministrativo federale (TAF), in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità
menzionate agli art. 33 e 34 LTAF. Inoltre il Tribunale amministrativo fede-
rale giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti presso le commis-
sioni federali di ricorso o d arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei diparti-
menti al momento dell entrata in vigore della LTAF. Il giudizio si svolge se-
condo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).
L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. In qualità
di destinatario il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata ed ha un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa. Egli ha dunque diritto a ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). Il termine e la
forma di ricorso sono osservati (art. 50 cpv. 1 e 52 cpv. 1 PA), l'anticipo
equivalente alle presunte spese processuali è stato versato entro il termine
impartito (art. 63 cpv. 4 PA) ed i rimanenti presupposti processuali sono
parimenti adempiuti (art. 48 segg. PA).
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
62. Il ricorrente solleva innanzitutto censure di natura formale eccependo la
mancanza di motivazione della decisione impugnata rispettivamente la vio-
lazione del diritto di essere sentito. D'altra parte eccepisce la mancanza di
base legale per la riscossione della tassa di sorveglianza come pure la na-
tura stessa di tassa piuttosto che di imposta, nonché l'estensione della tas-
sa a copertura dei costi di funzionamento generale. Le singole censure sa-
ranno oggetto d'esame nei considerandi che seguono.
3. Il ricorrente solleva la violazione del diritto di essere sentito in particolare
per carenza di motivazione della decisione impugnata, in quanto si limite-
rebbe a citare in modo generico i disposti di legge applicabili senza fornire
elementi che rendano possibile verificare la correttezza del calcolo della
tassa che si vuole riscuotere. L'autorità inferiore da parte sua non contesta
il carattere sommario della motivazione della decisione in sè, giustificando-
lo con il fatto che nella circostanza specifica si è trattato di decisioni di
massa le quali hanno richiesto, vista la quantità, un'automazione della re-
dazione. D'altro canto però l'autorità inferiore fa evidenziare che tutti gli in-
teressati hanno avuto la possibilità di chiedere ogni informazione supple-
mentare necessaria di cui avrebbero avuto bisogno. L'autorità inferiore fa
altresì evidenziare che la violazione sostenuta dal ricorrente sarebbe co-
munque sanata in quanto egli può portare le sue motivazioni dinanzi all'au-
torità di ricorso superiore ovvero questo Tribunale che dispone di pote-
re di cognizione illimitato.
3.1 L'autorità giudiziaria esamina d'ufficio se l'amministrazione abbia rispettato
il diritto di essere sentito dell'interessato. Per costante giurisprudenza una
violazione del diritto di essere sentito - nella misura in cui essa non sia di
particolare gravità (DTF 126 I 68 cons. 2) - è da ritenersi sanata qualora
l'interessato abbia la facoltà di esprimersi dinanzi ad un'autorità di ricorso
che gode di piena cognizione (DTF 103 V 133 consid. 1 e sentenze ivi cita-
te; cfr. pure DTF 114 Ia 18 consid. 2c, 107 V 249 consid. 3 e 104 V 155).
La riparazione di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via
eccezionale (DTF 108 V 137 consid. 3c/aa nonché sentenze ivi citate). Dal
diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'in-
teressato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul
provvedimento, quello di poter prendere visione dell'inserto, quello di par-
tecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determi-
narsi al riguardo, quello di ottenere una decisione motivata (DTF 115 Ia 11
consid. 2b e 96 consid. 1b, 112 Ia 3, 111 Ia 103 consid. 2b, 109 Ia 5 e 233
consid. 5b, nonché sentenze ivi citate; cfr. pure HAEFLIGER, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pagg. 135 e 142, SALADIN, Das Verwaltung-
sverfahren des Bundes, pag. 131, TINNER, op. cit., pag. 330 segg., JÖRG
MÜLLER/STEFAN MÜLLER, Grundrechte, Besonderer Teil, pag. 239 segg.,
COTTIER, Der Anspruch auf rechtliches Gehör, Art. 4 BV, recht 1984, pag. 1
segg.). Il Tribunale federale ha già avuto altresì modo di precisare che
esso è in linea di principio soddisfatto anche quando l'interessato ha potu-
7to prendere conoscenza dei documenti che costituiscono l'inserto di causa.
(DTF 112 Ia 380 consid. 2b, 108 Ia 7 consid. 2b).
Il ricorrente sostiene in particolare che la decisione non è motivata. Il diritto
di ottenere una decisione adempie ad uno dei principi dello Stato di diritto
(MARK E. VILLIGER, Die Pflicht zur Begründung von Verfügungen, ZBL
4/1989, pag. 137 segg.). Esso assicura la trasparenza dell'attività ed in
particolare delle decisioni dell'autorità, ne favorisce la comprensione e l'ac-
cettazione da parte del cittadino (ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltung-
sverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. Aufl., Zürich
1998, S. 128). Questo diritto rientra nelle componenti del diritto di essere
sentito ed è retto dall'art. 35 cpv. 1 PA. Tale disposto stabilisce il principio
della motivazione scritta senza tuttavia precisarne l'estensione della moti-
vazione. La motivazione deve rispettare le esigenze che discendono dal
diritto di essere sentito e l'ampiezza va determinata tenendo conto dell'in-
sieme delle circostanze della fattispecie (DTF 114 Ia 242; 112 Ia 109 con-
sid. 2A-b).
Orbene, in casu non si può ritenere la violazione del diritto di essere senti-
to rispettivamente del dovere di motivazione a tal punto grave da dover rin-
viare la causa per nuovo giudizio. E' vero che la decisione si distingue per
la sua stringata motivazione. Discutibile è la motivazione dell'autorità infe-
riore per giustificarne la sommarietà, poiché con riferimento alle decisioni
degli intermediari finanziari le stesse sono appena undici e non sono quin-
di decisioni di massa come l'autorità inferiore sostiene. Vero è anche che il
ricorrente ha dovuto attendere fino alla duplica se non addirittura fino alla
quadrupla per avere tutte le informazioni scritte e spiegate dall'autorità in-
feriore. Ed infine vero è però pure che il ricorrente ha avuto la possibilità di
richiedere le informazioni necessarie all'autorità inferiore, cosa che dalle
carte ricorsuali non risulta essere stata fatta, e che comunque la fonte dei
dati numerici sui quali l'autorità inferiore ha basato la sua decisione sono
tratti dai conti dello Stato e sono pubblici.
Sulla base di queste considerazioni quindi, di cui se ne potrà tenere even-
tualmente conto nella ripartizione delle spese processuali e nell'attribuzio-
ne di eventuali ripetibili, un rinvio per nuovo giudizio costituirebbe un'inutile
ritardo della procedura. In questa circostanza la violazione del diritto di es-
sere sentito può pertanto considerarsi sanata.
4. Il ricorrente ritiene che possono essere riscossi gli emolumenti per le deci-
sioni che fornisce l'AdC rispettivamente una tassa di sorveglianza a coper-
tura dei costi di sorveglianza non coperti dagli emolumenti. Legge e ordi-
nanza non prevedrebbero invece la possibilità di riscuotere ulteriori costi di
finanziamento generale per compiti statali e di interesse pubblico.
8Per costi di sorveglianza bisogna invece intendere secondo l'AdC l'insieme
dei costi riscontrati dall'AdC, eccetto quelli compensati direttamente dai ri-
cavi degli emolumenti in quanto tutte le attività dell'AdC sono da conside-
rarsi come attività derivanti dall'incarico di sorveglianza dell'autorità mede-
sima.
4.1 A questo riguardo, per determinare quali sono i costi che l'AdC può mette-
re a carico delle persone soggette alla vigilanza bisogna partire dal tenore
della legge. Se si può senz'altro affermare che con la revisione della Leg-
ge federale relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore fi-
nanziario del 10 ottobre 1997 (Legge sul riciclaggio di denaro [LRD, RS
955.0]), l'art. 22 non si limita più a stabilire che l'AdC può esigere tasse per
la sua attività dagli intermediari finanziari ad essa direttamente sottoposti e
dagli organismi di autocontrollo, il nuovo testo entrato in vigore il 1o genna-
io 2006 nel quadro del programma di sgravio 2003 del budget della Confe-
derazione prevede che l AdC riscuote emolumenti per le sue decisioni e i
servizi che fornisce. Riscuote inoltre ogni anno una tassa di sorveglianza
dagli organismi di autodisciplina e dagli intermediari finanziari che le sono
direttamente sottoposti. Essa viene stabilita sulla base dei costi insorti l an-
no precedente per l autorità di controllo. Per gli organismi di autodisciplina,
la tassa di sorveglianza è determinata in funzione del ricavo lordo e del nu-
mero di affiliati; per gli intermediari direttamente sottoposti all autorità di
controllo, in funzione del ricavo lordo e della grandezza dell impresa. Il
Consiglio federale disciplina i particolari, segnatamente la tariffa degli
emolumenti, i costi di sorveglianza computabili e la ripartizione della tassa
di sorveglianza tra gli organismi di autodisciplina e gli intermediari finanzia-
ri direttamente sottoposti all autorità di controllo. In questo contesto tutta-
via, quali siano però esattamente i costi di sorveglianza non lo si evince
dettagliatamente dal tenore letterale della legge.
4.2 Onde mettere meglio a fuoco il senso della norma, ovvero evidenziare
quindi quali sono i costi che il legislatore ha voluto effettivamente finanzia-
re con la tassa di sorveglianza, è quindi d'uopo interpretare la norma alla
luce della sua nascita e del suo scopo sulla base dei materiali legislativi e
nel contesto di eventuali altre norme dello stesso genere (ULRICH
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5. Au-
flage, Zürich 2006, N. 216 segg.).
4.3 Dal Messaggio relativo al programma di sgravio 2003 del budget della
Confederazione del 2 luglio 2003 (in seguito: Messaggio 03.047 [FF 2003
5014]) si evince che la revisione dell art. 22 LRD introduce la copertura dei
costi complessivi, insorti per l autorità di controllo per la sua attività di sor-
veglianza, secondo il principio di causalità. Invece oggi possono essere
conteggiati unicamente i costi imputabili individualmente, che rappresenta-
no solo circa un quinto dei costi complessivi; ovvero il piano finanziario
della Confederazione del 30 settembre 2002 prevedeva per l Autorità di
controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore finanziario
9negli anni 2004 2006 entrate di 0,75 milioni annui che, con l introduzione
di una tassa forfetaria di vigilanza, dovrebbero aumentare a 4,5 milioni an-
nui. A tale scopo nel caso di un intermediario finanziario, la tassa di sorve-
glianza è calcolata in funzione del reddito lordo e delle dimensioni
dell azienda e, nel caso degli organismi di autodisciplina (OAD), in funzio-
ne del loro reddito lordo e del numero di affiliati. L art. 22 LRD riveduto de-
scrive in forma di legge formale la cerchia di coloro che sottostanno alla
tassa, l oggetto della tassa e i criteri per il calcolo della stessa.
Se quindi il Messaggio 03.047 parla di costi complessivi insorti per l'AdC
per la sua attività di sorveglianza v'è da intendere che il Consiglio federale
parli di un concetto ampio di sorveglianza i cui costi non sarebbero coperti
dal ricavo degli emolumenti. Tuttavia nemmeno il Messaggio 03.047 speci-
fica esattamente quali siano i costi da coprire con le entrate della tassa di
sorveglianza.
4.4 Il Parlamento federale dal canto suo si è confrontato ampiamente con la
questione dell'introduzione di una tassa di sorveglianza. A questo riguardo
sia fautori che contrari del progetto erano coscienti che l'introduzione di
una tassa di sorveglianza avrebbe portato al trasferimento dei costi sulle
persone soggette alla vigilanza. In particolare sono stati citati i seguenti
costi che avrebbero dovuto essere finanziati dalle persone soggette alla vi-
gilanza: Abklärungen allgemeiner Art, Marktrecherchen, allgemeine Infra-
strukturkosten, Kosten für Personal, Büro, Konferenzbesuche im Ausland e
allgemeine staatliche Tätigkeiten (Bollettino ufficiale dell Assemblea fede-
rale [BU], CS 2003 845); Bearbeitung von Auslegungsfragen, Fragen zur
Unterstellung von Tätigkeiten unter das Geldwäschereigesetz, Recher-
chen im Rahmen der Marktaufsicht (BU, CS 2003 845); Überwachung des
Finanzplatzes (BU, CN 2003 1706). L'aggravio finanziario è stato stimato
in totali 3.8 mio. franchi annui da suddividere tra i circa 6100 intermediari
finanziari per un importo cadauno di fr. 600.- (BU, CS 2003 846 e BU, CN
2003 1708; vgl. BU, CN 2003 1706; BU, CN 2003 845). Da ciò si evince
quindi che il Parlamento era ben cosciente del fatto che l'accettazione di
una tassa di sorveglianza avrebbe comportato un trasferimento dei costi
dell'AdC non coperti dagli emolumenti sulle persone soggette alla sorve-
glianza. Il voto del Parlamento all'art. 22 LRD ha significato pertanto che la
volontà del legislatore è stata quella di fare finanziare tutti i costi dell'AdC
dalle persone soggette alla sorveglianza.
4.5 Alla stessa conclusione si giunge anche se prendiamo in analisi a titolo
comparativo altri ambiti legislativi dove si prelevano delle tasse di sorve-
glianza come ad esempio l'art. 23 delle Legge federale dell 8 novembre
1934 sulle banche e le casse di risparmio (Legge sulle banche, LBCR, RS
952.0), art. 50 della Legge federale del 17 dicembre 2004 sulla sorveglian-
za delle imprese di assicurazione (Legge sulla sorveglianza degli assicura-
tori, LSA, RS 961.01), art. 53 della Legge federale del 18 dicembre 1998
sul gioco d azzardo e sulle case da gioco (Legge sulle case da gioco,
10
LCG, RS 935.52), art. 83 della Legge federale del 21 marzo 2003
sull energia nucleare (LENu, RS 732.1). Nei rispettivi messaggi degli
esempi citati il Consiglio federale ritiene in maniera esplicita o implicita che
la tassa di sorveglianza deve coprire i costi dell'autorità di sorveglianza in-
dipendentemente dal fatto che si tratti di costi effettivi o altri costi dell'auto-
rità di sorveglianza (cfr. FF 2002 7175 segg. [Messaggio LBCR]; FF 2003
3233 [Messaggio LSA]; FF 1997 III 129 [Messaggio LCG]; FU 2001 2349
[Messaggio LENu]). La tassa di sorveglianza nell'ambito delle banche ed
assicurazioni è stata prelevata durante decenni senza che il principio fosse
messo in discussione. Durante i dibattiti parlamentari in merito alla modifi-
ca dell'art. 22 LRD è stato inoltre sollevato che per una questione di ugua-
glianza con gli altri ambiti, i costi di sorveglianza non possono essere co-
perti diversamente che nell'ambito bancario, assicurativo o delle case da
gioco (BU 2003 CN 1708 e BU 2003 CS 846; cfr. BU CN 2003 1707; BU
CS 2003 845).
4.6 Va infine evidenziato che il Parlamento federale ha di recente confermato
questa posizione anche nell'ambito dell'adozione della legge sulla vigilan-
za dei mercati finanziari (LAUFIN, FF 2006, 2625). L articolo 15 riprende
ampiamente le attuali normative inerenti il finanziamento delle tre autorità
di vigilanza (art. 23octies LBCR, art. 50 LSA, art. 22 LRD), riunendole nella
LAUFIN. Queste normative sono caratterizzate dal fatto che i costi della vi-
gilanza sui mercati finanziari sono finanziati integralmente dalle persone
sottoposte a vigilanza. Per singole procedure di vigilanza e per prestazioni
di servizi si riscuotono emolumenti. Per tutti gli altri costi che non sono co-
perti dagli emolumenti, la LAUFIN prevede ogni anno dalle persone sotto-
poste a vigilanza la riscossione di una tassa forfetaria, detta tassa di vigi-
lanza. A tale riguardo va evidenziato che il Consiglio nazionale ha respinto
con chiara maggioranza un rapporto di minoranza che prevedeva di limita-
re i costi trasferibili ai costi di mera sorveglianza ad esclusione dei costi
per attività statali generali della LAUFIN (allgemeine staatliche Tätigkeiten)
(BU 2007 CN 81 segg.). Il Consiglio degli Stati votò senza discussione la
decisione (BU 2007 CS 411 segg.). Corrisponde quindi, a non farne dub-
bio, alla volontà del legislatore, quella di voler trasferire i costi totali
dell'autorità di sorveglianza, non coperti dagli emolumenti, sulle persone
soggette alla sorveglianza.
4.7 Alla luce di queste considerazioni non si può quindi che concludere che i
costi non coperti dagli emolumenti che devono essere sopportati dagli
OAD e dagli IFDS vanno intesi nel senso che in essi sono compresi per
esempio anche i costi relativi alle sezioni vigilanza del mercato, elabora-
zione di leggi o ordinanze o l'appartenenza a gremi internazionali.
11
4.8 Il ricorrente sostiene inoltre che la tassa di sorveglianza così come è cal-
colata non può essere qualificata che come imposta. Se fosse una tassa
causale, a suo dire, i costi relativi all'appartenenza a gremi internazionali,
l'elaborazione di progetti legislativi, la partecipazione ai lavori di organizza-
zione della costituenda FINMA, la sorveglianza del mercato, ecc. non po-
trebbero essere trasferiti sulle persone soggette alla sorveglianza. A men-
te del ricorrente il concetto di tassa di sorveglianza non può essere allar-
gato per comprendere tutti i costi di funzionamento in generale, e come tali
non più in rapporto causale con la sorveglianza svolta dall'AdC sugli OAD.
Secondo l'AdC, il parere su cui si fonda la tesi del ricorrente per contestare
la natura di tassa di sorveglianza si basa su un concetto che non contem-
pla specificatamente la problematica legata alle tasse di sorveglianza, le
quali, secondo l'autorità inferiore, devono dare origine ad un trattamento
specifico. Sempre secondo l'AdC, siccome le tasse di sorveglianza si ba-
sano sul principio della causalità per assicurare il finanziamento dei compi-
ti statali di sorveglianza, esiste un legame tra i contribuenti e lo scopo per
il quale queste tasse sono prelevate. Nella misura in cui questo legame è
sufficiente, la tassa è causale. Nell'ambito delle tasse di sorveglianza, an-
che se l'assegnazione delle tasse non è a beneficio di un singolo contri-
buente determinato, è sempre a beneficio di un gruppo determinato di con-
tribuenti. La riscossione di una tassa causale è quindi resa possibile dal
momento in cui si basa su una legge formale sufficientemente precisa ed è
integrata nella competenza materiale della Confederazione.
4.9 In questo contesto la dottrina dominante riconosce il carattere di imposta a
tributi che non presentano un'equivalenza con il valore economico della
prestazione effettuata dall'ente pubblico e quindi esigono una base costitu-
zionale (cfr. XAVIER OBERSON / MICHEL HOTTELIER, La taxe de surveillance
perçue auprès des organismes d'autorégulation en matière de lutte contre
le blanchiment d'argent: nature juridique et constitutionnalité, AJP 2007,
pag. 51 segg., pag. 53 segg.). Ciononostante la distinzione tra tassa ed
imposta non è sempre netta. Il Tribunale federale non qualifica in modo
automatico come imposta ogni tributo che non presenta un'equivalenza tra
l'ammontare della singola tassa e la concreta prestazione dell'ente pubbli-
co. In una recente sentenza (sentenza del Tribunale federale del 22 marzo
2006, 2A.62/2005 c. 4.2) l'Alta Corte ha infatti qualificato di "einer Koste-
nanlastungssteuer vergleichbare Sonderabgabe" un tributo che non rap-
presentava un corrispettivo per una prestazione individuale. La questione
della qualifica tra tassa ed imposta può tuttavia nella presente circostanza
rimanere indecisa poiché, come questo Tribunale ha considerato sopra,
corrisponde alla volontà del legislatore il voler trasferire la copertura dei
costi di sorveglianza sulle persone soggette alla sorveglianza. Siccome le
leggi federali sono determinanti per il Tribunale amministrativo federale e
per le altre autorità incaricate dell applicazione del diritto e non soggiaccio-
no all'esame di costituzionalità può rimanere aperta la questione della co-
stituzionalità dell'art. 22 LRD (cfr. art. 190 Cost. e DTF 132 II 234 consid.
12
2.2; 131 II 562 consid. 3.2).
Sulla base di queste considerazioni va quindi respinta la critica secondo la
quale andrebbe operata una distinzione tra costi da trasferire sulle perso-
ne soggette alla sorveglianza e costi non trasferibili visto che la volontà del
legislatore è quella di trasferire tutti i costi non coperti dagli emolumenti.
4.10 Il ricorrente sostiene che né la decisione né la risposta al ricorso dell'AdC
permettono di risalire ai costi di funzionamento generale, rispettivamente
alla determinazione della loro parte da imputare agli OAD. In particolare il
ricorrente evidenzia come l'AdC si limiti a porre alla base del proprio calco-
lo un importo di fr. 1'805'692.- definendolo unilateralmente e senza nessu-
na possibilità di verifica. Lo stesso vale per l'importo di fr. 9'588'879.- quale
somma dei ricavi lordi di tutti gli OAD rispettivamente la cifra 6'024 quale
somma di tutti gli intermediari finanziari affiliati. Visto tali censure è d'uopo
esaminare se le cifre e gli importi contestati posti alla base dei calcoli
dell'AdC sono plausibili.
4.10.1 Va innanzitutto rilevato che per quanto riguarda la somma totale dei ricavi
lordi di fr. 9'588'879 e il numero totale degli intermediari finanziari di 6'024
unità, non sono cifre fissate arbitrariamente ma derivano dalle addizioni
aritmetiche delle somme tenute in considerazione per ognuno degli 11
OAD. Per il resto, come visto in precedenza in virtù dell'art. 2 OT AdC,
base di calcolo della tassa di sorveglianza è la fatturazione dei costi e del-
le prestazioni, presentata nella documentazione complementare del conto
di Stato dell'anno di calcolo. Un'analisi più dettagliata dei costi da compen-
sare, che ammontano in toto a fr. 3'607'000.-, verrà esposta nei conside-
randi che seguono, in particolare al cons. 5.2 segg.
4.10.2 Nella sua duplica l'AdC espone in modo più dettagliato e didattico qual'è
la fonte delle cifre contestate e in che modo avviene il calcolo, allegando
altresì gli estratti del conto di Stato 2005 (pagine 478, 479, 479d a 479h);
la contabilità analitica dell'AdC per l'anno 2005 oltre che gli estratti dai
conti di Stato 2004 e 2005 ed i budget 2004, 2005, 2006 e 2007, docu-
menti peraltro pubblici e ritrovabili su internet e dei quali si fa menzione
nell'art. 2 dell'ordinanza OT AdC. In questo senso, in luogo delle critiche
del ricorrente all'AdC di aver agito in modo arbitrario, ci si può al limite do-
mandare se la stessa autorità non avrebbe potuto presentare già nell'alleg-
ato di risposta l'esposizione didattica delle cifre e dei calcoli fatta in duplica
ed evitare così altri scambi di allegati.
4.11 Il ricorrente contesta il trasferimento sui soggetti sottoposti a sorveglianza
dell'importo di fr. 76'000.- quale perdita su debitori, sostenendo non trattar-
si di un costo legato all'attività di sorveglianza svolta. Esso esprime inoltre
la propria critica auspicando che l'AdC non stia facendo pagare alle perso-
ne soggette alla sorveglianza perdite che risalgono a prima del 2005.
13
L'AdC evidenzia che nel conto dello Stato 2004 le posizioni perdite su de-
bitori non erano contabilizzate separatamente poiché non venivano trasfe-
rite ma erano raggruppate e contenute nella posta generale dei crediti non
recuperabili. Nel conto dello Stato 2005 tuttavia, dalla posta generale per-
dita su debitori di fr. 359'692'380.- (cfr. conto dello Stato 2005, pag. 554),
76'000.- sono addebitati all'AdC (cfr. conto della Stato 2005, pag. 479e).
Secondo l'art. 22 cpv. 2 LRD la tassa di sorveglianza copre i costi della
sorveglianza non coperti dal ricavo degli emolumenti. Essa viene stabilita
sulla base dei costi insorti l anno precedente per l autorità di controllo. Le
perdite su debitori sono costi che nascono in relazione a perdite sul recu-
pero di emolumenti. Si possono pertanto annoverare sotto il concetto di
costi di sorveglianza ai sensi dell'art. 22 cpv.2 LRD e devono essere finan-
ziati con la tassa di sorveglianza.
Va specificato che questi costi sono stati attribuiti nella misura di fr.
53'000.- ai costi di funzionamento generale e nella misura di fr. 23'000.-
agli IFDS. Da questa ripartizione, come si vedrà dal calcolo che verrà
esposto più in dettaglio sub. 5.2, risulta che dalla parte attribuita ai costi di
funzionamento generale, il 68.75% (ovvero 11/12 di 75%) ricade sugli
OAD, ciò che equivale a fr. 36'400.-. Va precisato altresì che, dalle indica-
zioni dell'AdC, le perdite su debitori che sono state assegnate ai costi di
funzionamento generale, sono sorte in relazione alla sorveglianza dei mer-
cati. I costi sorti in quest'ambito sono, come già indicato in precedenza,
costi che devono essere trasferiti ai soggetti sottoposti a sorveglianza. Ciò
vale anche quindi per le perdite su debitori ascrivibili a tale ambito. Rite-
nuto che la sorveglianza dei mercati giova tanto agli IFDS quanto agli
OAD, sarebbe iniquo caricarli solo sugli uni e non sugli altri.
Non vi è pertanto modo né di credere che l'importo sia cumulato con quello
degli anni precedenti, né di dubitare sulla sua plausibilità, né di pensare
che non possano essere costi effettivamente insorti. Il trasferimento di
questi costi sui soggetti sottoposti a sorveglianza non può pertanto essere
messo in discussione.
5. Il ricorrente solleva la censura di incostituzionalità e carenza di base legale
della decisione impugnata. E' quindi d'uopo esaminare a questo punto la
legalità dell'OT AdC del Consiglio federale e della decisione impugnata.
Converrà in particolar modo esaminare se l'art. 22 LRD costituisce base
legale sufficiente per l'OT AdC. In seguito si tratterà di esaminare se le di-
sposizioni d'esecuzione sono compatibili con la legge. Bisognerà inoltre
determinare se la tassa aggiuntiva porta a delle disparità di trattamento e
se l'AdC d'altra parte ha effettuato il calcolo correttamente. Bisognerà tra
l'altro anche esaminare se il ricavo lordo è stato correttamente calcolato.
Infine converrà esaminare se l'OT AdC, che suddivide la tassa di sorve-
glianza in tassa di base e in tassa aggiuntiva, dispone di una base legale
sufficiente e se la riscossione di una tassa di base porta a delle disparità di
14
trattamento tra le entità soggette alla sorveglianza.
5.1 Il ricorrente ribadisce più volte che per i costi di funzionamento generale ai
sensi degli art. 4 e 5 dell'OT AdC, dovuti ai compiti generali e di interesse
pubblico conferiti all'AdC e come tali senza un legame causale con l'attività
di sorveglianza svolta sugli OAD, l'art. 22 LRD non può costituire base le-
gale sufficiente a fondare una competenza così estesa come quella eserci-
tata dal Consiglio federale.
5.1.1 Il principio della legalità regge tutta l'attività dello Stato (art. 36 della Costi-
tuzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999, Cost.,
RS 101). Tale principio riveste un'importanza particolare in diritto fiscale
dove è elevato a rango costituzionale all'art. 127 cpv. 1 Cost. Di regola, la
legge su cui poggia la delega agli organi del potere esecutivo è sufficiente-
mente precisa se determina perlomeno il soggetto, l'oggetto e le basi di
calcolo del tributo (DTF 112 Ia 44). Tale principio è tuttavia applicato meno
rigidamente in materia di tasse, segnatamente laddove il cittadino può esa-
minare la legalità della tassa sulla base di principi costituzionali, come
quello della copertura dei costi e quello dell'equivalenza. In simili circo-
stanze, la necessità di tutelare il cittadino, esigendo una base legale chiara
ancorata in una legge in senso formale, è infatti ridotta. E' pertanto possi-
bile tenere conto dell'esigenza del legislatore di delegare all'esecutivo il
compito di fissare le basi di calcolo della tassa, soprattutto per quei tributi
che presentano un forte carattere tecnico o che sono soggetti a repentini
cambiamenti. Per converso, il principio dell'esigenza di una base legale
contenuta in una legge in senso formale deve essere ossequiato integral-
mente nei casi in cui esso adempie la propria funzione di tutela del cittadi-
no e dunque quando, per l'esame della legalità del tributo, non è sufficien-
te far riferimento ai citati principi giurisprudenziali (DTF 114 Ia 11, 112 Ia
44 in fine).
Dal tenore dell'art. 22 LRD la tassa di sorveglianza viene stabilita sulla
base dei costi insorti l anno precedente per l autorità di controllo. Per gli
OAD, la tassa di sorveglianza è determinata in funzione del ricavo lordo e
del numero di affiliati; per gli IFDS in funzione del ricavo lordo e della gran-
dezza dell impresa. Il Consiglio federale disciplina i particolari, segnata-
mente la tariffa degli emolumenti, i costi di sorveglianza computabili e la ri-
partizione della tassa di sorveglianza tra gli organismi di autodisciplina e
gli intermediari finanziari direttamente sottoposti all autorità di controllo.
Nell'insieme l'art. 22 LRD delimita precisamente la cerchia dei contribuenti
della tassa di sorveglianza, l'oggetto della tassa e la base di calcolo. Gli
OAD possono quindi dedurre con una certa precisione qual'è l'importo del-
la tassa da pagare. Già per sua natura, un metodo per determinare ancora
più precisamente l'importo della tassa è difficilmente immaginabile.
15
Le esigenze costituzionali per la riscossione di tributi pubblici vanno per-
tanto nella fattispecie considerate soddisfatte e la LRD costituisce base le-
gale sufficiente per la riscossione della tassa di sorveglianza.
5.1.2 Del resto, anche alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale, l'art.
22 LRD può essere considerato come base legale sufficiente. L'Alta Corte
ha infatti considerato che una disposizione legale generale come l'art. 4
della Legge federale del 4 ottobre 1974 a sostegno di provvedimenti per
migliorare le finanze federali (RS 611.010), abrogata il 1 gennaio 2005, po-
tesse costituire base legale sufficiente per l'ordinanza del Consiglio federa-
le relativa alla riscossione di tasse. Ai sensi di tale disposto, l'esecutivo fe-
derale poteva prelevare degli emolumenti per le decisioni e le altre presta-
zioni dell'amministrazione federale. Su questa base il Consiglio federale ha
adottato l'Ordinanza del 25 febbraio 1998 sugli emolumenti nell ambito del-
la legge sui cartelli (Ordinanza sugli emolumenti LCart, OEm-LCart, RS
251.2) e l'Ordinanza del 30 gennaio 1985 sulle tasse delle rappresentanze
diplomatiche e consolari svizzere abrogata poi il 1 marzo 2004 [RU 2004
815] (sentenza del Tribunale federale 2A.75/1996 del 21 ottobre 1996 C.
4c; confermata dalla sentenza del Tribunale federale del 2A.212/2000 del
14 agosto 2000 C. 2b). Il Tribunale federale ha riconosciuto che la delega
era certo indeterminata riguardo la base di calcolo e l'importo della tassa;
tuttavia una norma lega il Tribunale federale pure se concede ampio mar-
gine al Consiglio federale (DTF 128 III 247 C. 5). Ancorchè quindi la tassa
di sorveglianza nell'ambito della LRD non debba considerarsi come tassa,
per cui sarebbero richieste condizioni più restrittive riguardo al rispetto del
principio della legalità, si può tuttavia affermare che l'art. 22 LRD costitui-
sce nella sua formulazione generale base legale sufficiente per l'adozione
dell'OT AdC.
5.1.3 Visto quanto precede si può pertanto affermare che l'OT AdC è sorretta da
una base legale sufficiente. Il margine di apprezzamento accordato dal le-
gislatore all'esecutivo lega il Tribunale amministrativo federale il quale non
può sostituire il suo apprezzamento a quello del Consiglio federale. Nella
misura in cui il Tribunale amministrativo federale passa in esame le dispo-
sizioni dell'OT AdC, deve limitarsi ad esaminare che le disposizioni riman-
gano nel quadro della delega delle competenze o se per altre ragioni il di-
sposto appare contrario alla legge o alla Costituzione (cfr. 128 II 247 E.
3.3).
Con queste disposizioni il Consiglio federale non ha oltrepassato la com-
petenza delegatagli ritenuto che viene semplicemente tradotta la volontà
del legislatore di trasferire i costi di sorveglianza sugli OAD e gli IFDS
come ai considerandi precedenti.
La censura del ricorrente è pertanto infondata.
16
5.2 Il ricorrente sostiene inoltre che il calcolo della tassa aggiuntiva sembra
non corrispondere alla formula di cui all'art. 11 OT AdC ritenuto che l'AdC
moltiplica la tassa aggiuntiva risultante dalla formula ad un fattore (fr.
1'354'269) estraneo, a suo dire, alla formula stessa.
5.2.1 Per quanto concerne il calcolo della tassa di sorveglianza è innazitutto
d'uopo riassumere le cifre menzionate nelle prese di posizione dell'autorità
inferiore e verificarle con il conto dello Stato 2005 (cfr. in particolare le
pag. 479e, 479f e 479g), per cui si evince che per quanto riguarda i costi
totali del 2005 questi ammontano a fr. 3'607'000 così composti: costi per il
personale di fr. 2'951'000.-, fr. 122'000.- per beni e servizi e fr. 533'000.-
per il posto di lavoro. Questi ultimi comprendono gli affitti (fr. 149'000.-), le
spese correnti annue (energia, pulizia, manutenzione ed esercizio) (fr.
190'000.-) e mobilio ed infrastrutture (fr. 195'000.-) secondo un calcolo ag-
giornato su base annuale effettuato dall'Amministrazione federale delle fi-
nanze. L'esposizione delle cifre è rappresentata nel conto dello Stato (pag.
479e).
Questi costi vanno quindi suddivisi tra costi di funzionamento generale
(art. 4 OT AdC) (fr. 1'977'000.-), costi imputati agli organismi di autodisci-
plina (fr. 682'000.-) e costi imputati agli intermediari finanziari direttamente
sottoposti (fr. 948'000.-) (cfr. pag. 479g del conto dello Stato 2005).
Vanno di seguito dedotti gli emolumenti di terzi da dedurre dai costi di fun-
zionamento generale (fr. 45'000.-), quelli incassati dagli OAD (fr.
205'000.-) e quelli incassati dagli IFDS (fr. 672'000.-) a cui vanno aggiunte
le perdite su debitori di fr. 76'000.- ripartite sui costi di funzionamento ge-
nerale (fr. 53'000.-) e sugli IFDS (fr. 23'000.-).
Il totale dei costi per ogni unità di imputazione ammonta pertanto a fr.
2'708'000 di cui fr. 1'932'000.- imputati all'unità costi di funzionamento ge-
nerale (ovvero 1'977'000.- ./. 45'000.-); fr. 477'000.- (ovvero fr. 682'000.- ./.
205'000.-) imputati all'unità OAD e fr. 299'000.- (ovvero fr. 948'000.- ./. fr.
649'000.-) imputati all'unità IFDS. E contrario, il totale delle deduzioni am-
monta a fr. 898'000.- (fr. 3'607'000.- ./. fr. 2'708'000.-).
5.2.2 Come è già stato evidenziato in precedenza i costi imputati agli OAD com-
prendono la parte dei costi di funzionamento generale ripartiti, secondo
l'art. 5 cpv. 1 litt. a OT AdC per il 25% al gruppo degli IFDS e secondo l'art.
5 cpv. 1 litt. b per il 75% tra il gruppo degli organismi di autodisciplina e
quello degli intermediari finanziari direttamente sottoposti proporzional-
mente alla quota rappresentata dagli organismi di autodisciplina rispetto
all Autorità di controllo, ove per il numero degli organismi di autodisciplina
fa stato quello determinato al 31 dicembre dell'anno di calcolo (art. 5 cpv.
2 OT AdC).
17
Ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 litt. b OT AdC quindi, visti gli 11 OAD attuali, il
rapporto di ripartizione è pertanto del 68.75% (11/12 di 75%) dei costi di
funzionamento generale imputato agli OAD ed il restante 31.25% agli IFDS
che tradotto in cifre assolute ammonta a fr. 1'328'000.- per gli OAD e fr.
903'000.- per gli IFDS.
Il totale dei costi attribuiti agli OAD ammonta pertanto a fr. 1'805'692.- ri-
spettivamente fr. 903'000.- quello attribuito agli IFDS.
5.2.3 Ai sensi dell'art. 1 OT AdC, l'AdC riscuote una tassa di sorveglianza an-
nuale, la quale è composta da una tassa di base e da una tassa aggiunti-
va. La tassa di base ammonta al 25% dei costi imputati agli OAD che com-
prendono si ribadisce la parte dei costi di funzionamento generale e i
costi generati dall'AdC dalla sorveglianza degli OAD che non possono es-
sere attribuiti a nessun OAD in particolare. La tassa di base è suddivisa in
parti uguali tra tutti gli OAD. La tassa di base ammonta pertanto a fr.
1'805'692.- * 25% = fr. ... : 11 OAD = fr. ... come risulta dalla decisione
impugnata.
5.2.4 La tassa aggiuntiva ammonta al 75% dei costi imputati agli OAD che com-
prendono si ribadisce anche qui la parte dei costi di funzionamento ge-
nerale e i costi generati dall'AdC dalla sorveglianza degli OAD che non
possono essere attribuiti a nessun OAD in particolare. Sono determinanti
per il calcolo della tassa aggiuntiva dovuta dagli OAD il numero degli inter-
mediari finanziari affiliati ed il ricavo lordo. Inoltre la chiave di ripartizione è
data dalla contestata formula di cui all'art. 11 OT AdC. Il numero di inter-
mediari finanziari affiliati ad un OAD è determinato al 31 dicembre dell'an-
no di calcolo (art. 9 OT AdC). Il ricavo lordo comprende tutte le entrate da
forniture e prestazioni secondo l articolo 663 del Legge federale del 30
marzo 1911 di complemento del Codice civile svizzero (Libro quinto: Diritto
delle obbligazioni) (CO; RS 220), dedotto il ricavo dai corsi di formazione
offerti dagli organismi di autodisciplina e dalle revisioni ai sensi della legge
sul riciclaggio di denaro, quando la revisione dell intermediario finanziario
affiliato all organismo di autodisciplina è affidata a una società di revisione
esterna e fatturata tramite l organismo di autodisciplina. È determinante il
risultato ottenuto all ultima chiusura dei conti dell anno precedente l anno
di tassazione. Per gli organismi di autodisciplina che sono stati riconosciuti
nel corso dell anno di tassazione, è determinante la prima chiusura dei
conti. Per gli organismi di autodisciplina che non tengono una contabilità
separata della loro attività quale organismo di autodisciplina, ai fini del cal-
colo della tassa di sorveglianza è determinante l onere lordo invece del ri-
cavo lordo. La chiave di ripartizione è data dal fattore che scaturisce dalla
formula di cui all'11 OT AdC.
18
5.2.5 Per quanto riguarda la somma totale dei ricavi lordi di fr. 9'588'879.- (cfr.
5.2.8 equivalente, dopo correzione, a fr. 9'337'750.-) rispettivamente del
numero totale degli affiliati agli OAD di 6'024 unità le cifre risultano dalle
somme aritmetiche rilevate dall'AdC presso gli OAD. Il ricorrente ha fornito
da parte sua i dati relativi al ricavo lordo per l'anno 2005 di fr. ... ri-
spettivamente del numero di affiliati di ... unità al 31 dicembre 2005. Non vi
sono pertanto giustificati motivi per questo Tribunale da dover dubitare
della correttezza di tali dati tanto da doversene scostare.
5.2.6 L'applicazione di suddetta formula dà come risultato un fattore 0.08 che
moltiplicato con la somma dei costi da ripartire di 1'805'692, dedotta la tas-
sa di base di fr. ... (ovvero fr. ... cadauno), ossia fr. ... (fr. ... ./. fr. ...) dà un
risultato di fr. ... così come risulta dalla decisione querelata.
5.2.7 In conclusione l'art. 11 OT AdC stabilisce la formula per il calcolo della
chiave di ripartizione della tassa aggiuntiva. Risulta chiaramente anche
dalla legge (art. 23 cpv. 3 LRD) che il numero di intermediari finanziari affi-
liati e il ricavo lordo totali rappresentano le varianti matematiche per il cal-
colo della tassa aggiuntiva. In questo senso deve anche essere intesa la
formula dell'art. 11 OT AdC.
Sulla base di questa esposizione non si può pertanto tutelare la critica del
ricorrente secondo cui l'AdC avrebbe usato cifre senza fondamento e arbi-
trariamente.
5.2.8 Poiché tuttavia in casi paralleli i ricavi lordi hanno dovuto essere corretti
verso il basso anche la somma totale si è modificata da fr. 9'588'879.- a fr.
9'337'750.-. Questa modifica ha naturalmente un'influenza sul calcolo della
tassa aggiuntiva del ricorrente rispettivamente sul totale che da fr. ...
passerebbe a fr. ... con una differenza a favore del ricorrente di fr. ... .
6. Per quanto riguarda la censura del difetto di base legale per la riscossione
di una tassa di sorveglianza va qui ancora specificato che in un caso pa-
rallelo al seguente (B-2334/2006), questo Tribunale è giunto alla conclu-
sione che la tassa di base che viene riscossa presso gli OAD quale com-
ponente della tassa di sorveglianza non soddisfa quanto previsto dall'art.
22 cpv. 3 LRD. Siccome questo apprezzamento ha delle ripercussioni an-
che nel presente caso è quindi d'uopo esaminarne le censure sollevate.
6.1 Nel caso menzionato il ricorrente, in cui tra l'altro il numero di affiliati e ri-
cavo lordo è relativamente piccolo, in sostanza sostiene che la riscossione
di una tassa base crea una disparità di trattamento tra i vari soggetti. Que-
sta viene infatti riscossa in maniera unitaria con un importo uguale per tutti
che, oltre a non essere prevista dall'art. 22 cpv. 3 LRD, crea, come detto,
una disparità di trattamento. Il ricorrente fa notare come detto disposto
enumeri semplicemente i criteri per il calcolo della tassa di sorveglianza
delegando però all'organo esecutivo federale il compito di regolarne le mo-
19
dalità di percezione. Proprio queste modalità di percezione, ovvero la di-
stinzione tra tassa di base e tassa aggiuntiva, non sono previste dalla leg-
ge.
6.2 Come detto l'OT AdC distingue tra tassa di base e tassa aggiuntiva. Di tale
distinzione a livello di dibattiti parlamentari non se ne è fatta menzione. Le
disposizioni relative a dette tasse si differenziano per gli OAD e gli IFDS
(cfr. art. 8 segg. e art. 13 segg. OT AdC). Si è già evidenziato in preceden-
za che i costi di sorveglianza a carico degli OAD sono coperti nella misura
del 25% da una tassa di base, la quale è ripartita in parti uguali tra tutti gli
OAD (art. 7 OT AdC) che per l'anno 2005 ammonta a fr. 41'038.-. Il resto
dei costi di sorveglianza è coperto da una tassa aggiuntiva che copre il
75% dei costi ed è ripartita mediante una chiave di ripartizione che tiene
conto del numero degli affiliati e del ricavo lordo. Orbene quindi solo tale
tassa aggiuntiva tiene conto dei criteri posti dall'art. 22 cpv. 3 LRD: nume-
ro di affiliati e ricavo lordo mentre che la tassa di base ha carattere forfet-
tario.
6.3 Nella fattispecie in esame, il ricorrente si vede imposta una tassa di sorve-
glianza di fr. ... composta nella misura del 29% dalla tassa di base e nella
misura del 71% dalla tassa aggiuntiva. L'importo totale della tassa di
sorveglianza rappresenta il ...% dell'insieme totale della tassa di sorve-
glianza di fr. 1'805'692.-. Se la tassa di base fosse soppressa e fosse ri-
partito il tutto (fr. 1'805'692.-) con la chiave di ripartizione ex art. 11 OT
AdC, il ricorrente dovrebbe invece pagare, sulla base del ricavo lordo di fr.
9'337'750.- (ricavo lordo corretto), fr. ... vale a dire il ...%, ovvero il ...% in
meno che in valore assoluto equivale a fr. ... .
L'esame della situazione dei differenti OAD evidenzia che l'OAD con il pro-
dotto lordo più elevato e il maggior numero di affiliati è gravato solo nella
misura del 10% dalla tassa di base rispetto al totale della tassa di sorve-
glianza mentre che la parte dell'OAD più piccolo ammonta all'82%, che
contribuisce nella misura del 2.8% all'insieme dei costi di sorveglianza di
tutti gli OAD; senza la tassa di base questa percentuale sarebbe del 0.6%.
Al contrario, l'OAD più grande paga attualmente il 22% dell'insieme dei co-
sti di sorveglianza mentre che senza la tassa di base sarebbe del 27%. Ne
discende che a seguito della tassa di base esistono delle discrepanze tra i
diversi OAD, ossia la tassa di base costituisce un aggravio finanziario su-
periore per gli OAD più piccoli rispetto a quelli più grandi. Nel caso in nar-
rativa, essendo il ricorrente di medio dimensioni, si trova con una differen-
za minima. Infatti se il singolo intermediario affiliato al ricorrente paga fr. ...
(fr. ... ./. ...), quelli affiliati al più grande OAD pagano fr. 240.-. Considerati
tutti i 6'024 affiliati questi importo ammonta in media a fr. 300.- per
intermediario.
Visto quanto precede vi è quindi da chiedersi se l'esecutivo con l'introdu-
zione di una tassa di base forfetaria, non abbia oltrepassato il quadro det-
20
tato dalla legge.
6.4 Il Consiglio federale ha giustificato la sua riscossione di una tassa di base
con il fatto che certi costi di sorveglianza sono causati all'AdC indipenden-
temente dalla forza finanziaria dei singoli OAD e IFDS. In altre parole l'atti-
vità di sorveglianza giova a tutti gli intermediari indipendentemente dal
peso dei singolo. La tasse aggiuntiva tiene invece rettamente conto della
forza dei singoli soggetti sottoposti a sorveglianza (cfr. Erläuterungen zur
Verordnung über die Aufsichtsabgabe und die Gebühren der Kontrollstelle
für die Bekämpfung der Geldwäscherei [
pdf/Erlaeuterungen_d.pdf; stato: 1 marzo 2005], pag. 22 segg. [in seguito:
Erläuterungen zur Verordnung]).
In questa circostanza è quindi d'uopo esaminare se i motivi addotti a giu-
stificare la differenziazione tra tassa di base e tassa aggiuntiva bastano
per fondare una disparità di trattamento tra grandi e piccoli OAD. E' quindi
utile comparare il sistema di riscossione degli OAD con quello degli IFDS
avuto inoltre riguardo di altri ambiti dove viene riscossa una tassa di sorve-
glianza differenziata e della giurisprudenza sviluppata dal Tribunale fede-
rale in materia di tasse di smaltimento acque e rifiuti.
6.5 Per gli IFDS il Consiglio federale ha, come nel caso degli OAD, distinto tra
tassa di base e tassa aggiuntiva anche se il metodo di calcolo è differente
nei due casi. Tuttavia per gli IFDS la tassa è fissa e dipende dall'importo
del ricavo lordo a seconda della categoria (cfr. art. 13 LRD).
L'esecutivo ha giustificato questa categorizzazione con il fatto che gli IFDS
sarebbero più eterogenei, tenuto conto della loro forza finanziaria e della
loro attività di intermediari finanziari (cfr. Erläuterungen zur Verordnung,
pag. 24). I ricavi lordi degli IFDS sarebbero più elevati che quelli degli
OAD. Se per gli IFDS più piccoli l'importo del ricavo lordo è inferiore a fr.
20'000.-, per quelli più grandi è superiore ai 5 mio. di franchi. Il ricavo lordo
degli OAD varia dal canto suo tra i ... e i ... di franchi.
Orbene, considerati questi dati, in particolare che il ricavo lordo dell'OAD
più grande è quasi dodici volte più grande del ricavo lordo dell'OAD più
piccolo e che il numero degli affiliati varia da 1 a 1680, è ben difficile consi-
derare una categoria più eterogenea dell'altra. In questo senso anche gli
OAD possono essere qualificati di eterogenei come gli IFDS.
6.6 L'esame di altri ambiti del diritto che prevedono la riscossione di una tassa
di sorveglianza mette in evidenza che solo nell'ambito della sorveglianza
sulle banche viene fatta la distinzione tra tassa di base e tassa comple-
mentare variabile. Differenziazione questa tuttavia che appare già a livello
di legge e non solo nell'ordinanza d'esecuzione. In base all'art. 23octies cpv.
3 LBCR, la Commissione delle banche riscuote emolumenti per ogni pro-
cedura di vigilanza e per i servizi che fornisce. Riscuote inoltre annualmen-
21
te presso gli istituti vigilati una tassa di vigilanza forfetaria per i costi non
coperti dagli emolumenti. La tassa di vigilanza forfetaria si compone di una
tassa di base fissa e di una tassa complementare variabile. La tassa di
base copre i costi di vigilanza risultanti regolarmente per tutti gli istituti vigi-
lati, indipendentemente dalla loro dimensione. La tassa complementare
copre i costi non coperti dai proventi della tassa di base e dagli emolumen-
ti. È prelevata in base ai costi sostenuti dalla Commissione nell anno pre-
cedente. È stabilita secondo determinati criteri come il totale del bilancio,
la cifra d affari realizzata con i valori mobiliari e il patrimonio netto del fon-
do. Gli importi da riscuotere sono regolati nell'Ordinanza del 2 dicembre
1996 sulla riscossione di tasse e emolumenti da parte della Commissione
federale delle banche (Ordinanza sugli emolumenti della CFB, Oem-CFB,
RS 611.014). Nell'ambito della LSA, l autorità di sorveglianza riscuote
emolumenti per le sue decisioni e prestazioni. Per coprire le spese di sor-
veglianza non coperte dagli emolumenti, essa riscuote annualmente una
tassa di sorveglianza dalle imprese di assicurazione, dai gruppi assicurati-
vi e conglomerati assicurativi e dagli intermediari assicurativi secondo l ar-
ticolo 43 capoverso 1 che essa sorveglia. La tassa di sorveglianza è ri-
scossa sulla base delle spese intervenute nell anno contabile ed è determi-
nata in funzione della parte dei premi incassati dalla singola impresa di as-
sicurazione rispetto al totale dei premi incassati da tutte le imprese di assi-
curazione oppure in funzione dell onere causato. (art. 50 LSA). L'Ordinan-
za del 9 novembre 2005 sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione
private (Ordinanza sulla sorveglianza, OS, RS 961.011) stabilisce che la
tassa di sorveglianza è stabilita in funzione del rapporto tra le entrate dei
premi dell anno precedente di una impresa di assicurazione e le entrate
complessive dei premi di tutte le imprese di assicurazione (art. 210 cpv. 1).
La Legge federale del 18 dicembre 1998 sul gioco d azzardo e sulle case
da gioco (Legge sulle case da gioco, LCG, RS 935.52) non dà alcuna indi-
cazione in merito ai costi da ripartire tra i vari soggetti sottoposti a sorve-
glianza. L'Ordinanza sul gioco d azzardo e le case da gioco (Ordinanza
sulle case da gioco, OCG, RS 935.521) prevede dal canto suo che la tassa
di vigilanza copre tutti i costi di vigilanza che non sono coperti dagli emolu-
menti. Essa è riscossa in proporzione al prodotto lordo dei giochi conse-
guito dalle case da gioco nel corso del periodo fiscale precedente. Per il
primo anno d esercizio è determinante il prodotto lordo dei giochi preventi-
vato (art. 109).
Dall'esame dei diversi ambiti giuridici dove è prevista la riscossione di una
tassa di sorveglianza risulta da una parte che solo la legislazione in mate-
ria di riciclaggio prevede una tassa di base che non è prevista né regolata
da una legge formale. D'altra parte solo detta legge prevede la riscossione
di un importo forfettario presso tutti i soggetti sottoposti a sorveglianza.
Questi aspetti differiscono quindi essenzialmente dai sistemi adottati negli
altri ambiti giuridici. A questo proposito appare pertanto quantomeno di-
scutibile che il legislatore abbia voluto intenzionalmente creare una diffe-
renziazione cosi come prevista nella OT AdC. I dibattiti parlamentari fanno
invece presumere che il legislatore abbia piuttosto aspirato ad una legisla-
22
zione uniforme nell'ambito della riscossione di tasse di sorveglianza. Que-
sta circostanza costituisce un ulteriore indizio a dimostrazione che il Consi-
glio federale abbia oltrepassato il limite della sua competenza di legiferare
in materia di tassa di sorveglianza delegatagli.
6.7 A tutt'ora il Tribunale federale non si è ancora pronunciato sulla problema-
tica. Certi paralleli si possono tuttavia tracciare con una recente sentenza
dell'Alta Corte (sentenza del Tribunale federale 2P.266/2003 del 5 marzo
2004). Nella circostanza il Tribunale federale ha dovuto pronunciarsi sulla
legalità della tasse sull'acqua, le acque luride e i rifiuti domestici riscosse
dal comune di St. Moritz. Secondo la legislazione comunale questa tassa
era composta da una tassa di base calcolata in funzione del valore assicu-
rato dello stabile e di un importo legato al consumo. Il Tribunale federale
ha considerato nella fattispecie che un certo rapporto debba esistere tra la
tassa periodica ed il grado d'utilizzazione effettiva dell'istallazione in que-
stione in conformità alle norme speciali della legislazione in materia di am-
biente (art. 60a cpv. 1 litt. a della Legge federale del 24 gennaio 1991 sul-
la protezione delle acque, LPAc, RS 814.20); art. 32a cpv. 1 litt. a della
Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell ambiente [Legge
sulla protezione dell ambiente, LPAmb, RS 814.01]) secondo le quali gli
importi delle tasse sono fissati in funzione del tipo e della quantità delle ac-
que usate prodotte rispettivamente dei rifiuti da smaltire. Il principio di cau-
salità ancorato all'art. 60a LPAc e art. 32a LPAmb, secondo cui chi inquina
paga, non esige tuttavia che i costi siano ripartiti esclusivamente in propor-
zione della quantità di acque usate prodotte o di rifiuti da smaltire. Una
parte dei costi può essere messa a carico di chi usa le infrastrutture sotto-
forma di tassa, indipendentemente dalla quantità, poichè l'infrastruttura
deve essere realizzata e mantenuta in stato indipendentemente dall'utiliz-
zo fatto dalle parcelle (sentenza del Tribunale federale 2P.266/2003 del 5
marzo 2004 c. 3.1; sentenza del Tribunale federale 2a.403/1995 del 28 ot-
tobre 1996 c. 4b).
Il Tribunale federale ha ritenuto quantomeno dubbia la compatibilità della
regolamentazione comunale di St. Moritz con il principio della causalità:
"Ob eine Gebührenordnung, welche bei Liegenschaften mit hohem Gebäu-
deversicherungswert die tatsächliche Inanspruchnahme der Abfall- und
Abwasserentsorgung nur noch in ganz nebensächlichem Ausmass erfasst
und zu einer einseitigen Belastung mit hohen festen Grundgebühren führt,
mit den Vorgaben der Art. 32a USG und Art. 60a GSchG bzw. mit dem
dort festgelegten Verursacherprinzip noch vereinbar ist, erscheint zumin-
dest zweifelhaft; der mit der Abgabe anzustrebende Lenkungseffekt ist in
solchen Fällen nicht mehr gegeben" (2P.266/2003 c. 3.3). Nella fattispecie
le tasse indipendenti dalla quantità rappresentano più del 92% dell'importo
totale della tassa litigiosa; per i rifiuti questa tassa sarebbe dell'86%. Que-
sta caratteristica si spiegava col fatto che, comparato con l'alto valore assi-
curativo dell'immobile, l'utilizzo effettivo dei servizi comunali era molto mo-
desta. Da quest'ottica andava quindi anche perso lo scopo incentivante di
23
tali tasse. Il Tribunale federale ha tuttavia lasciato aperta la questione della
compatibilità della regolamentazione con il principio della causalità visto
che il ricorso è stato ammesso per altri motivi.
6.8 Queste tasse riscosse nell'ambito della legislazione che tocca l'ambiente
presentano una certa sembianza strutturale con la tassa litigiosa. Si tratta
infatti in ambo i casi di una tassa composta da una tassa di base e di una
tassa aggiuntiva. Queste tasse e quelle nell'ambito della sorveglianza si
differenziano tuttavia in punto al margine di manovra delegato al Consiglio
federale per la loro riscossione. L'art. 22 cpv. 3 LRD menziona chiaramen-
te i criteri di calcolo: ricavo lordo e numero di intermediari senza possibili
eccezioni. I disposti sopra menzionati art. 60a cpv. 2 LPAc e at. 30a cpv.
2 LPAmb menzionano diversi criteri possibili per il calcolo della tassa e
prevedono espressamente che in certi casi si può derogare al principio
della causalità. Il potere d'apprezzamento è pertanto più ampio che in am-
bito di sorveglianza. Tuttavia, nonostante il margine di apprezzamento, il
Tribunale federale ha messo in dubbio l'ammissibilità di una tassa per l'eli-
minazione dei rifiuti composta in ragione del 86% da una tassa di base in-
dipendente dalle quantità di rifiuti prodotti. A maggior ragione quindi, in un
ambito in cui il Consiglio federale dispone di un margine di apprezzamento
più ridotto, giova chiedersi se è ammissibile percepire una tassa di base
con dei criteri di apprezzamento più ristretti.
La LRD non esclude certo espressamente che la tassa di sorveglianza sia
composta da una tassa di base e di una tassa aggiuntiva. Tuttavia, alla
luce della considerazioni precedenti, una tassa di base non può costituire
una parte considerevole della tassa di sorveglianza totale. Vi sono pertan-
to seri motivi per dubitare della legalità della disposizione esecutiva che
prevede un finanziamento forfettario nella misura del 25% di tutta la tassa
di sorveglianza senza tenere in considerazione i criteri posti dalla legge ed
un finanziamento nella misura del 75% che tiene in considerazione i criteri
di legge. Da questo sistema ne discende che nei casi in cui gli OAD hanno
un ricavo lordo o in proporzione pochi intermediari affiliati, la tassa di base
può costituire una parte importante di tutta la tassa di sorveglianza, ovvero
costituire la riscossione di un tributo sprovvisto di base legale e condurre
ad una disparità di trattamento.
Le disposizioni regolamentari del Consiglio federale in questo senso esco-
no pertanto dal quadro fissato dalla legge. La disposizione riguardo la tas-
sa di base lede il principio della legalità e non può pertanto essere applica-
ta. La tassa di sorveglianza deve di conseguenza essere calcolata per tutti
con la stessa formula.
7. Il Tribunale amministrativo federale decide la causa o eccezionalmente la
rinvia, con istruzioni vincolanti, all autorità inferiore (art. 61 cpv. 1 PA).
In casu non vi è motivo per una decisione cassatoria. Il trasferimento dei
costi corrisponde alla volontà del legislatore ed i criteri per la riscossione
24
della tassa di sorveglianza sono chiaramente disposti dall'art. 22 cpv. 3
LRD. La formula di cui all'art. 11 OT AdC costituisce la chiave di ripartizio-
ne. Per calcolare quindi la tassa di sorveglianza conformemente al tenore
della legge, i costi di sorveglianza devono essere ripartiti tra i soggetti sot-
toposti a sorveglianza secondo la chiave dell'art. 11 OT AdC. Ne discende
che per l'anno 2005 può essere calcolata la tassa di sorveglianza in con-
formità a legge e Costituzione senza dover imporre al Consiglio federale
delle direttive precise. Spetterà poi per il futuro al Consiglio federale deci-
dere come intende adattare l'Ordinanza attualmente in vigore. (vgl. Sen-
tenza del Tribunale federale del 13. Novembre 1997 in re P. c/ Administra-
tion des impôts du canton de Vaud, pubblicato in RDAF 1998 II pag. 133
segg., c. 3b/aa, con indicazione a FRANCIS CAGIANUT, Der Steuerrichter und
die Verfassung, in: Markus Reich / Martin Zweifel [ed.], Das Schweizeri-
sche Steuerrecht, Eine Standortbestimmung, Festschrift Ferdinand Zuppin-
ger, Berna 1989, pag. 135 segg., pag. 146).
7.1 Calcolando l'importo della tassa di sorveglianza del ricorrente per l'anno
2005 sulla base dei precedenti considerandi e tenendo conto delle modifi-
che dei ricavi lordi, la tassa totale ammonta a fr. ... e non più a fr. ... [cfr.:
(... / 6024 * 0.75) + (... / 9'337'750.- * 0.25) * 1'805'692.-], ovvero fr. ... in
meno.
7.2 Giova da ultimo ritenere che uno degli undici OAD non ha interposto ricor-
so contro la decisione dell'AdC con la conseguenza che, con la crescita in
giudicato della decisione, l'importo dovuto da questo organismo di autodi-
sciplina rimane fissato a fr. ... . L'importo equivalente ai costi di sor-
veglianza che i dieci organismi di autodisciplina ricorrenti sono chiamati a
finanziare con la tassa di sorveglianza, deve pertanto venire ridotto corri-
spondentemente. In altre parole, senza tale riduzione la somma totale del-
la tassa di sorveglianza sarebbe superiore ai costi stessi di sorveglianza
da coprire dell'AdC. In casu l'importo della tassa che ne risulta per il ricor-
rente è pari a fr. ... [cfr. (... / 6024 * 0.75) + (... / 9'337'750.- * 0.25) * ...
(=1'805'692.- ./. ...)].
7.3 Da quanto precede il ricorso è parzialmente accolto e la decisione dell'AdC
del 7 settembre 2006 è modificata nel senso di una riduzione della tassa di
sorveglianza per l'anno 2005 da fr. ... a fr. ....
8. L autorità di ricorso mette nel dispositivo le spese processuali, consistenti
in una tassa di decisione nelle tasse di cancelleria e negli sborsi, di regola
a carico della parte soccombente. Se questa soccombe solo parzialmente,
le spese processuali sono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese del procedi-
mento dinanzi al Tribunale amministrativo federale comprendono la tassa
di giustizia e i disborsi (art. 1 del Regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale, TS-TAF,
RS 173.320.2). La tassa di giustizia è calcolata in funzione dell ampiezza e
della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situa-
25
zione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 TS-TAF).
8.1 Nella fattispecie il ricorrente soccombe per gran parte per cui delle spese
di procedura possono essere messe a suo carico. Tenuto conto del valore
litigioso della presente causa di fr. ..., la tassa di giustizia varia (per un
valore litigioso da fr. 100'000.- a fr. 200'000.-) da fr. 2'000.- a fr. 8'000.-
(art. 4 TS-TAF). Nella fattispecie è pertanto equo fissare la tassa di giusti-
zia a fr. 4'300.- che ritenuta la parziale soccombenza può essere ridotta a
fr. 4'000.-. Considerata inoltre la violazione del diritto di essere sentito, sa-
nata in corso di procedura di ricorso e considerato tuttavia che il ricorrente
comunque non si sia adoperato più del necessario per chiedere delucida-
zioni all'AdC in merito a cifre e calcoli limitandosi a sostenere aprioristica-
mente l'erroneità delle cifre, ciò che ha portato a tre scambi di allegati e
considerato pure che erano pendenti diverse procedure che hanno portato
a decisioni nelle quali vi erano da risolvere questioni simili, si giustifica una
riduzione della tassa di giustizia a fr. 2'500.-.
9. Le autorità federali e, di regola, le altre autorità con qualità di parte non
hanno diritto a un indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 2 TS-TAF). In
casu l'OAD è rappresentato dal proprio Comitato direttivo, il ricorso è re-
datto su carta intestata dello stesso organismo e non vi è allegata alcuna
procura di rappresentanza legale. In questa circostanza non vi è spazio
per assegnare delle indennità di ripetibili.
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1. Il ricorso è parzialmente accolto. La decisione del 7 settembre 2006 è mo-
dificata nel senso che l'importo della tassa di sorveglianza dovuto dal ricor-
rente per l'anno 2005 è fissato a fr. ... . Per il resto il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia è fissata a fr. 2'500.- ed è posta a carico del ricorren-
te. Essa è parzialmente compensata con l'anticipo di fr. 2'000.- versato il
10 ottobre 2006. Il ricorrente è quindi tenuto a versare l'importo rimanente
di fr. 500.- dopo la crescita in giudicato della presente sentenza entro 30
giorni a partire dalla ricezione del bollettino di versamento.
3. Non si assegnano indennità di ripetibili.
4. La presente decisione è notificata:
- al ricorrente (atto giudiziario)
- all'autorità inferiore (atto giudiziario)
- Dipartimento federale delle finanze (atto giudiziario)
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
26
Francesco Brentani Daniele Cattaneo
Rimedici giuridici
La presente sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale svizzero per la
via di ricorso in materia di diritto pubblico entro i trenta giorni a partire dalla sua notifica
(art. 82 segg., 90 segg. et 100 della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005
[LTF, RS 173.110]). L'atto deve essere redatto in una lingua ufficiale, contenere le con-
clusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmato. Al ricorso devono
essere allegati la decisione impugnata ed i documenti indicati come mezzi di prova se in
possesso del ricorrente (cfr. art. 42 LTF).
Data di spedizione: 15 novembre 2007