Bundesverwaltungsgericht
Tribunal administratif fédéral
Tribunale amministrativo federale
Tribunal administrativ federal
Corte II
B-4660/2009
Sentenza del 13 maggio 2011
Composizione Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),
Vera Marantelli, Ronald Flury,
cancelliere Corrado Bergomi.
Parti Confederazione svizzera,
rappresentata dall'Ufficio federale delle abitazioni,
Storchengasse 6, 2540 Grenchen 1,
patrocinata dall'avv. Marco Alberto Guidicelli,
Guidicelli & Associati, Corso Elvezia 23,
casella postale 5713, 6900 Lugano,
attrice,
contro
1. A._______,
e
2. B._______,
patrocinati dall'avv. Corrado Moretti,
Via Sempione 13, Palazzo Palace, Casella postale 314,
6600 Muralto,
convenuti,
Oggetto promozione della costruzione di abitazioni e dell'accesso alla
proprietà, rimborso anticipazioni.
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Fatti:
A.
Con decisioni del 30 maggio 1996 l'Ufficio federale delle abitazioni (di se-
guito UFAB o Ufficio federale) ha concesso a A._______ e B._______
riduzioni di base sotto forma di anticipazioni per l'edificazione di uno
stabile locativo composto di 8 appartamenti situato al mappale n. 382
(luogo) (TIWEG125544) e per l'edificazione di uno stabile locativo compo-
sto di 19 appartamenti al mappale n. 394 (luogo) (TIWEG125545).
Alla cifra 15 delle due decisioni del 30 maggio 1996 è indicato che con
l'accettazione della decisione sorge un rapporto contrattuale di diritto
pubblico. Le decisioni succitate non sono state impugnate.
L'UFAB ha di seguito versato a A._______ e B._______ anticipazioni a
titolo di riduzione di base per i due stabili summenzionati. Stando ai dati
dell'UFAB, a partire dal 29 giugno rispettivamente 29 dicembre 1999 i
medesimi hanno versato regolarmente le quote di rimborso delle
anticipazioni, mentre dopo il mese di luglio del 2006 A._______ e
B._______ avrebbero interrotto il pagamento di tali quote, compresi gli
interessi maturati.
Con scritto del 18 febbraio 2009 l'UFAB ha contattato A._______ e
B._______ affinché questi ultimi riprendessero i rimborsi delle anticipa-
zioni versate a titolo di riduzione di base, conformemente ai piani degli
oneri, informandoli che per la pratica TIWEG 125544 gli arretrati del
debito scaduti al 31 dicembre 2008 ammontavano a fr. 102'789.-, mentre
per la pratica TIWEG 125545 gli arretrati del debito scaduti al 31
dicembre 2008 ammontavano a fr. 186'175.-. Secondo lo scritto del 18
febbraio 2009 emerge che il 29 aprile 2008 ha avuto luogo un incontro tra
le parti, nel corso del quale le medesime avrebbero vagliato la possibilità
di con-cludere una convenzione di risanamento, ma che, tuttavia, in data
15 lu-glio 2008, A._______ e B._______ avrebbero rifiutato di dare
seguito al rogito di risanamento del 13 giugno 2008. Siccome A._______
e B._______ non avevano proposto vie di risanamento benché fossero
stati esplicitamente invitati a farlo, l'Ufficio federale ha accordato loro un
termine di 30 giorni per firmare la convenzione di risanamento con
clausola di rimborso del debito oppure per rimborsare gli importi scaduti
del debito tramite bollettini di versamento allegati, comunicando che in
mancanza di accettazione di una delle due varianti sarebbero state
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intraprese le misure d'incasso necessarie.
In data 21 rispettivamente 22 aprile 2009 A._______ e B._______ si sono
opposti ai precetti esecutivi emessi nei loro confronti dalla
Confederazione Svizzera, rappresentata dall'UFAB.
B.
Con azione amministrativa del 20 luglio 2009 dinanzi al Tribunale ammi-
nistrativo federale la Confederazione Svizzera, rappresentata dall'UFAB,
a sua volta patrocinato dall'avv. Marco Alberto Giudicelli (di seguito:
attrice), propone l'accoglimento della petizione, nonché la condanna di
A._______ e B._______, con vincolo di solidarietà, al pagamento di
fr. 346'899.-, oltre agli interessi al 5% dalla data d'avvio della presente
azione. Protestate tasse, spese e ripetibili.
Nella motivazione l'attrice adduce in sostanza che, dopo una prima fase
di pagamenti regolari, dal dicembre 2006 A.______ e B._______ (di
seguito: convenuti) hanno interrotto la corresponsione delle quote di
rimborso delle anticipazioni, nonché degli interessi maturati. A nulla
sarebbero valsi i solleciti di pagamento rivolti ai convenuti, e nemmeno gli
incontri avvenuti tra le parti. A detta dell'attrice, i convenuti hanno omesso
di corrispondere le seguenti quote di rimborso di riduzione di base con-
formemente ai relativi piani degli oneri: per la pratica TIWEG 124544 l'im-
porto totale ammonta a fr. 122'726.- (comprendente le quote di luglio-
dicembre 2006: fr. 22'749.-, gennaio-giugno 2007: fr. 22'950.-, luglio-
dicembre 2007: fr. 20'723.-, gennaio-giugno 2008: fr. 19'500.-, luglio-
dicembre 2008: fr. 16'868.- e gennaio-giugno 2009: fr. 19'936.-); per la
pratica TIWEG 125545 l'importo dovuto ammonta invece a fr. 224'163
(comprendente le quote di luglio-dicembre 2006: fr. 40'077.-, gennaio-
giugno 2007: fr. 40'360.-, luglio-dicembre 2007: fr. 37'927, gennaio-
giugno 2008: fr. 35'517.-, luglio-dicembre 2008: fr. 32'294.-, gennaio-
giugno 2009: fr. 37'988.-). Lo scoperto attualmente esigibile ammonta nel
complesso a fr. 346'889.-. L'attrice conclude che l'entità degli importi
rivendicati a titolo di rimborso poggia sui piani degli oneri e sugli estratti
dei giornali che riportano la data d'invio degli ordini di incasso LSV e di
rifiuto di pagamento.
C.
Con risposta del 26 ottobre 2009 i convenuti, patrocinati dall'avv. Corrado
Moretti, propongono di respingere integralmente la petizione. Protestate
spese e ripetibili.
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In primo luogo i convenuti ritengono che il Tribunale amministrativo fede-
rale non sia l'autorità competente a statuire sull'azione e, rinviando alla ci-
fra 15 dei contratti di diritto pubblico sottoscritti dalle parti, dove è prevista
la competenza della Commissione di ricorso DFEP in qualità di commis-
sione d'arbitrato, concludono all'inammissibilità dell'azione.
In secondo luogo, nella denegata ipotesi che l'azione sia ammissibile, i
convenuti non contestano l'obbligo, bensì le modalità di restituzione delle
anticipazioni. A loro avviso, i calcoli esposti dall'attrice circa gli importi da
restituire e le basi di calcolo alla base degli elenchi degli oneri non sono
corretti, siccome non sono fondati su un contratto, né sulla legge. Essi
spiegano che l'unico contratto in essere tra le parti non permette di de-
terminare i parametri di rimborso ed il calcolo degli interessi. In particolare
agli atti non vi sarebbero documenti che permettono di accertare la cor-
rettezza del calcolo effettuato dall'UFA quo al saggio di interesse sul capi-
tale delle ipoteche di 1° e di 2° grado. Per i convenuti non è dato a sapere
se il debito ipotecario è stato calcolato correttamente e su che base sono
state calcolate le spese di manutenzione e di amministrazione. Inoltre i
convenuti precisano che dagli art. 37 e 39 della legge federale che pro-
muove la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà del 4 ot-
tobre 1974 (LCAP, RS 843) è solo possibile dedurre che, al momento
della concessione del mutuo, le parti devono stipulare un contratto da cui
emergono chiaramente i diritti ed i doveri delle parti, in particolare da cui
risulti con chiarezza il tasso di interesse applicato al mutuo, le condizioni
per la modifica di detto saggio, l'ammortamento annuo ed eventualmente
le sanzioni in caso di mancato pagamento. I convenuti sono del parere
che nulla di tutto questo sia stato inserito nei contratti di diritto pubblico
conclusi tra le parti, per cui è accertato che non vi è alcun accordo in me-
rito alle modalità di restituzione del mutuo, né la legge indica con neces-
saria precisione i parametri da adottare per detta restituzione. Infine i
convenuti contestano l'esistenza di un vincolo di solidarietà tra loro, rin-
viando all'art. 649 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC,
RS 210) e alla prassi del Tribunale federale (in particolare la decisione
DTF 119 II 404).
I convenuti lamentano che l'UFAB abbia calcolato le pigioni senza
rendersi conto delle reali possibilità che il mercato offre in una zona
econo-micamente depressa come (luogo) e in particolare il Comune di
(luogo). Secondo loro, in considerazione delle deboli condizioni di
mercato, sarebbe assolutamente impossibile imporre agli inquilini
l'aumento delle pigioni del 6% ogni due anni.
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D.
Su richiesta dello scrivente Tribunale (cfr. ordinanza del 29 ottobre 2009),
la parte attrice ha inoltrato ulteriori documenti (Doc. N-U), precisando che
i piani dei progetti come i preventivi dei costi non si trovano più presso
l'UFAB, ma sono stati restituiti ai proprietari dopo la presentazione del
rendiconto finale e la fissazione dei costi d'impianto in base ai moduli
WEG 8.1, 8.2 e 8.3. Allo stesso modo l'attrice richiede di poter
partecipare ad un'udienza di dibattimento pubblico al fine di esporre il
proprio punto di vista, riservandosi un diritto di replica in caso di mancato
accoglimento di detta richiesta.
E.
Dietro invito dello scrivente Tribunale (cfr. ordinanza del 20 giugno 2010)
il rappresentante legale della parte attrice ha prodotto con scritto del
19 luglio 2010 copia della procura rilasciata in suo favore dalla parte
attrice, nonché comunicato di rinunciare al dibattimento preparatorio orale
e a quello principale, richiedendo di beneficiare dell'assegnazione del
diritto di replica, qualora i convenuti esigessero l'espletamento di tali atti
processuali o di eventuali atti di natura istruttoria.
F.
Con ordinanza del 23 agosto 2010 lo scrivente Tribunale ha comunicato
di partire dal presupposto che le parti rinunciano al dibattimento
preparatorio orale, nonché al dibattimento principale.
Diritto:
1.
Il Tribunale amministrativo federale esamina liberamente e d'ufficio la ri-
cevibilità dei ricorsi sottopostigli (cfr. DTAF 2007/6, consid. 1; ALFRED
KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspfle-
ge des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, n. marg. 410). Tale principio è
attuale anche nelle procedure d'azione (cfr. RENÉ RHINOW/HEINRICH
KOLLER/CHRISTINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER,
Öffentli-ches Prozessrecht, Grundlagen und Bundesrechtspflege, 2a
edizione, Basilea 2010, N 1715; cfr. anche sentenza del TAF A-
5237/2008 del 15 luglio 2009, consid. 1.1; v. anche i consid. 1.1 e 1.2 di
seguito).
1.1. I convenuti ritengono l'azione inammissibile, in quanto, a loro avviso,
il Tribunale amministrativo federale non è competente a statuire sulla pre-
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sente vertenza.
Come descritto alla lettera A dei fatti, con decisioni del 30 maggio 1996
l'UFAB ha concesso a A._______ e B._______ riduzioni di base sotto
forma di anticipazioni per l'edificazione di uno stabile locativo com-posto
di 8 appartamenti situato al mappale n. 382 (luogo) (TIWEG 125544) e
per l'edificazione di uno stabile locativo composto di 19 appartamenti al
mappale n. 394 (luogo) (TIWEG 125545). Entrambi i beneficiari dell'aiuto
federale (i qui convenuti) hanno dichiarato di accettare senza riserve le
due decisioni, ritornandole debitamente firmate all'Ufficio federale delle
abitazioni entro il termine di 45 giorni. Con l'accettazione delle decisioni,
tra le parti è sorto un rapporto contrattuale di diritto pubblico,
conformemente alla cifra 15 di ambedue le decisioni. Come indicano
giustamente i convenuti, sempre alla cifra 15 dei contratti è stabilito che in
caso di con-testazioni relative ai contratti di diritto pubblico ai sensi degli
art. 56 cpv. 2, art. 57 cpv. 3 della legge federale che promuove la
costruzione di abita-zioni e l'accesso alla loro proprietà del 4 ottobre 1974
(LCAP, RS 843), la Commissione di ricorso DFE decide come
commissione d'arbitrato. Tale indicazione del rimedio giuridico era del
resto espressamente prevista dall'art. 75a dell'ordinanza del 30 novembre
1981 relativa alla legge fede-rale che promuove la costruzione di
abitazioni e l'accesso alla loro pro-prietà (OLCAP, RS 843.1), nella
versione vigente al momento della con-clusione del contratto (cfr. ad
esempio decisione della Commissione di ri-corso DFE del 4 maggio 2006
[CC/2005-4] consid. 1.1 e 3.1 con rinvio all'allegato 22 della vecchia
ordinanza del 3 febbraio 1993 sulle autorità le cui decisioni possono
essere deferite al Tribunale federale e al Tribunale federale delle
assicurazioni).
Con l'entrata in vigore della riforma dell'organizzazione giudiziaria
federale, in data 1° gennaio 2007, il Tribunale amministrativo federale ha
iniziato la sua attività, sostituendo le vecchie Commissioni di ricorso e di
arbitrato, nonché i Servizi di ricorso dei Dipartimenti. Allo stesso modo, a
partire dal 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la versione modificata
dell'art. 75a OLCAP concernente la protezione giuridica in caso di
contestazioni relati-ve ai contratti di diritto pubblico (cfr. Ordinanza
concernente l’adeguamento di ordinanze del Consiglio federale alla
revisione totale dell’organizzazione giudiziaria federale dell’8 novembre
2006 [RU 2006 4705]). A tale riguardo l'art. 75a OLCAP regola che i
rimedi di diritto nel caso di controversie derivanti da contratti di diritto
pubblico sono retti dalle disposizioni generali concernenti l'organizzazione
giudiziaria.
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Conformemente all'art. 35 lett. a della legge sul Tribunale amministrativo
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32] in combinato disposto
con l'art. 75a OLCAP, il Tribunale amministrativo federale giudica su
azione in prima istanza le controversie derivanti da contratti di diritto
pubblico sot-toscritti dalla Confederazione, dai suoi stabilimenti, dalle sue
aziende o dalle organizzazioni ai sensi dell'art. 33 lett. h LTAF. La
Confederazione, nonché l'Ufficio federale delle abitazioni adempiono ai
requisiti di autorità ai sensi dell'art. 33 lett. h LTAF.
Visto quanto precede, risulta quindi pacifica la competenza del Tribunale
amministrativo federale a statuire sulla presente azione.
1.2. La procedura è di principio retta, conformemente all'art. 44 cpv. 1
LTAF, dagli art. 3-73 e 79-85 della legge federale di procedura civile del
4 dicembre 1947 (PC, RS 273). Le esigenze poste a forma e contenuto
del-la petizione sono osservati (cfr. art. 23 PC i. c. d. con art. 44 cpv. 1
LTAF), l'anticipo delle spese processuali è stato versato tempestivamente
(art. 44 cpv. 3 LTAF i. c. d. con l'art. 63 cpv. 4 della legge federale del
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa, PA, RS 172.021; cfr.
consid. 9) e i rappresentanti legali hanno giustificato i loro poteri tramite
procura scritta (cfr. art. 18 cpv. 1 PC). Gli altri presupposti processuali
sono parimenti adempiuti.
1.3. Occorre pertanto entrare nel merito dell'azione.
2.
La legge federale di procedura civile prevede successivamente alla con-
clusione dello scambio di scritti l'apertura della procedura preparatoria
(art. 34 segg. PC), nonché lo svolgimento del dibattimento principale
(art. 66 segg. PC). La procedura preparatoria comprende un dibattimento
preparatorio orale e l'assunzione delle prove. Il giudice delegato può pre-
scindere dal dibattimento preparatorio orale se le parti vi consentono
(art. 35 cpv. 4 PC). Nella PC non sono contenuti disposti che prevedono
esplicitamente la possibilità delle parti di rinunciare allo svolgimento del
dibattimento principale. Tuttavia, conformemente alla prassi del Tribunale
amministrativo federale è lecito desistere dallo svolgimento del dibatti-
mento principale, fintanto che entrambe le parti hanno dichiarato espres-
samente di rinunciarvi (cfr. sentenza del TAF B-5237/2008 del 15 luglio
2009 lett. G, B-3144/2008 del 27 maggio 2009 lett. F; cfr. anche ANDRÉ
MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem
Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, p. 239 nr. a margine 5.12).
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Con ordinanza del 30 giugno 2010 lo scrivente Tribunale ha invitato le
parti a comunicare entro il 16 agosto 2010 se erano disposte a rinunciare
al dibattimento preparatorio orale e a quello principale, sottolineando che,
trascorso infruttuoso tale termine, la procedura avrebbe continuato il suo
corso in base agli atti inoltrati e/o eventualmente sarebbe stata emanata
una sentenza che avrebbe posto fine al presente procedimento. Entro il
termine impartito la parte attrice ha comunicato la sua rinuncia ad en-
trambi i dibattimenti. I convenuti, patrocinati da un avvocato, hanno
lasciato invece scadere infruttuosamente il termine impartito dal
Tribunale, quindi, considerata l'esplicita indicazione nell'ordinanza del 30
giugno 2010, il loro silenzio deve essere interpretato come una rinuncia
allo svolgimento dei due dibattimenti.
3.
Sulla base dell'art. 34sexies cpv. 1 della vecchia Costituzione federale della
Confederazione svizzera del 29 maggio 1874 (corrisponde al nuovo art.
108 della Costituzione federale della Confederazione svizzera del
18 aprile 1999; RS 101), il 4 ottobre 1974 è stata emanata la legge
federale che promuove la costruzione d'abitazioni e l'accesso alla loro
proprietà (LCAP; RS 843). Dall'entrata in vigore il 1 gennaio 1975 a oggi,
la LCAP ha subito diverse modifiche sulle quali si tornerà nei
considerandi che seguono nella misura in cui esse possano apparire
rilevanti per il caso di specie (cfr. consid. 6.5).
La LCAP si prefigge di promuovere la costruzione d'abitazioni e
l'urbanizzazione dei terreni necessari, nonché di ridurre i costi
d'abitazione, segnatamente le pigioni, e di agevolare l'accesso alla
proprietà di ap-partamenti e case familiari (art. 1 cpv. 1 LCAP). In
particolare, la Confederazione sostiene, mediante provvedimenti
appropriati la costruzione di abitazioni a pigione particolarmente
vantaggiosa. Detti provvedimenti appropriati sono, tra l'altro, la riduzione
di base, che consente di stabilire una pigione iniziale possibilmente
modica ed inferiore agli oneri del proprietario, nonché la riduzione
suppletiva, intesa a diminuire complessivamente del 30 e 40 per cento la
pigione iniziale sufficiente a coprire i costi nel caso di abitazioni per
categorie di popolazione con reddito limitato (art. 35 cpv. 1 e 2 LCAP).
Per attuare la riduzione di base la Confederazione assume la mediazione
e la fideiussione di mutui da garantire con pegno immobiliare di norma in
ragione del 90 per cento dei costi d'impianto ammissibili. Essa può, se il
finanziamento è reso difficile dalla rarefazione dei mezzi sul mercato dei
capitali, accordare direttamente mutui (art. 36 LCAP). Per coprire la
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differenza fra gli oneri dei proprietari e la pigione con riduzione di base, la
Confederazione concede anticipazioni fruttifere d'interesse, rimborsabili e
garantite da pegno immobiliare. La pigione con riduzione di base è quella
che computati gli aumenti annui delle pigioni, durante 25 anni, consente
di coprire gli oneri dei proprietari (interessi del capitale investito proprio e
di terzi, le spese di manutenzione e di amministrazione e le prestazioni
che consentono l'ammortamento del debito ipotecario nel termine di 25
anni al 60 per cento del costo dell'impianto) (art. 37 cpv. 1-3 LCAP). Le
anticipazioni devono essere rimunerate al massimo all'interesse usuale
per le ipoteche di secondo grado (art. 37 cpv. 4 LCAP). Le disposizioni
sulla concessione ed il rimborso delle anticipazioni sono concretizzate nel
Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente la
legge federale sul promovimento della costruzione d'abitazioni e
dell'accesso alla loro proprietà del 17 settembre 1973 (FF 1973 533 ss.),
il quale cita che, di norma, la riduzione di base è garantita senza
contributi a fondo perso da parte della Confederazione (FF 1973 608).
Nondimeno, il rimborso delle anticipazioni nonché dei loro interessi (art.
37 cpv. 1) presuppone che le pigioni siano riscosse conformemente al
piano delle pigioni (determinazione della pigione iniziale e aumenti
annuali delle pigioni; FF 1973 608). Soltanto osservando siffatta
condizione, le anticipazioni e gli interessi possono essere rifusi nel
termine di 25 anni (FF 1973 608). L'aiuto al finanziamento complettivo è
concesso soltanto all'impresario che sia assoggettato al piano di
finanziamento e al piano delle pigioni inglobante la riduzione di base
sempre che le nuove abitazioni siano conformi alle esigenze stabilite in
materia di pianificazione e di edilizia, nonché rispondenti al fabbisogno
della regione sul piano dell'habitat (FF 1973 592).
Se il rimborso delle anticipazioni o il pagamento degli interessi non
avvengono in tempo utile, è aggiunto un interesse di mora al tasso
usualmente praticato sul mercato (art. 37 cpv. 4 LCAP). Beneficiario
dell'aiuto federale è il proprietario. L’aiuto al finanziamento residuo è
concesso al proprietario che si obbliga a rimborsare i mutui secondo il
piano di finanziamento e si assoggetta alla vigilanza sulle pigioni (art. 39
LCAP). In seguito a circostanze particolari (perdita di pigioni,
modificazione del piano delle pigioni in sfavore del proprietario) la
Confederazione può concedere al proprietario ulteriori anticipazioni
oppure contributi a fondo perso; se sono adempiute determinate
condizioni è possibile un differimento dei rimborsi delle anticipazioni,
nonché un condono delle anticipazioni e dei relativi interessi (cfr. art. 40
LCAP; v. consid. 6.5.2-6.5.4).
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I disposti di legge relativi alle condizioni di concessione per la riduzione di
base (art. 36-45 LCAP) sono completati nell'Ordinanza del 30 novembre
1981 relativa alla legge federale che promuove la costruzione di
abitazioni e l'accesso alla loro proprietà (OLCAP; RS 843.1; art. 20-26). Il
piano delle pigioni e del finanziamento viene stilato per 25 anni, in modo
che, durante questo lasso di tempo, siano coperti tutti gli oneri del
proprietario, possano essere rimborsate le anticipazioni, interessi inclusi,
ed ammortati i costi d'impianto in ragione del 30 per cento al massimo
(art. 21 cpv. 1 OLCAP). La pigione iniziale a canone ridotto dev'essere
stabilita in modo che, pur considerando un aumento annuo, le condizioni
previste al capoverso 1 possano di regola essere adempiute entro 25
anni (art. 21 cpv. 2 OLCAP). Prima della scadenza dei 30 anni, la
Confederazione può condonare del tutto o in parte le anticipazioni e gli
interessi dovuti, sempre che siano date determinate condizioni di cui
all'art. 21 cpv. 4bis lett. a-b OLCAP.
4.
L'attrice propone di condannare i convenuti con vincolo di solidarietà al
pagamento di fr. 346'899.-, oltre agli interessi al 5% dalla data d'avvio
della presente azione.
I convenuti postulano di respingere integralmente la petizione, in quanto
le modalità di restituzione non poggerebbero né su una base contrattuale,
né su una base legale. Essi contestano anche l'esistenza di un vincolo di
solidarietà tra i convenuti.
5.
Nei procedimenti su azione giusta la procedura civile federale vale di
regola il principio dispositivo relativizzato dalla possibilità di interpellare le
parti (art. 3 cpv. 2 PC). Questo significa che il giudice non può
pronunciare oltre i limiti delle conclusioni delle parti e deve fondare il
giudizio solamente sui fatti allegati nel corso della procedura, riservandosi
di interpellare le parti nel caso in cui le conclusioni, i dati ed i mezzi di
prova da loro indicati siano insufficienti. Nei procedimenti promossi
mediante azione dinanzi al Tribunale amministrativo federale il principio
dispositivo viene tuttavia sostituito dalla massima inquisitoria (art. 44 cpv.
2 LTAF; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., p. 239, no. 5.14). Nelle
procedure dirette d'azione vale, come nella procedura amministrativa
federale, il principio del libero apprezzamento delle prove (cfr. art. 40 PC).
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Pagina 11
6.
Va di seguito esaminata la fondatezza del credito fatto valere dalla parte
attrice.
6.1. L'attrice motiva le proprie conclusioni, in particolare la condanna dei
convenuti al pagamento di fr. 346'899.-, fondandosi sulle quote di
rimborso delle riduzioni di base stabilite nei piani degli oneri per il periodo
dal luglio 2006 fino al giugno 2009, in riferimento alle pratiche TIWEG
125544 e TIWEG 125545. L'attrice adduce di aver erogato ai convenuti,
in virtù delle decisioni del 30 maggio 1996, divenute con accettazione dei
convenuti contratti di diritto pubblico, anticipazioni per la riduzione di base
per un importo di fr. 183'688.- quo alla pratica TIWEG 125544 e fr.
317'659.- quo alla pratica TIWEG 125545, allegando a suffragio di tali
allegazioni i relativi estratti conto (Journalauszug; allegati C e D al
ricorso).
6.2. La restituzione delle anticipazioni a titolo di riduzione di base è
fondata principalmente sulle decisioni del 30 maggio 1996 sulla
concessione dell'aiuto federale in caso di mutazione. L'aiuto federale
decorre dal 1° gennaio 1996 e scade al 30 giugno 2008 (per la pratica
TIWEG 125544) rispettivamente al 30 luglio 2007 (per la pratica TIWEG
125545) (cifra 6 delle decisioni). Per entrambe le pratiche l'aiuto federale
comprende tra l'altro la concessione ai convenuti di riduzioni di base sotto
forma di anticipazioni decrescenti, fruttanti interessi ed intese a ridurre gli
oneri iniziali secondo il piano degli oneri (cifra 1 b delle decisioni). Le
condizioni del mutuante relative al mutuo e all'ammortamento, il piano
degli oneri e le liste delle pigioni, i piani dei progetti, i preventivi dei costi, i
moduli, nonché le “Condizioni generali” costituiscono parte integrante
della decisione (cifra 3 delle decisioni). L'acquirente si impegna a
rispettare, durante l'intero periodo dell'aiuto federale, le liste delle pigioni
e i piani degli oneri (cifra 9 delle decisioni). Nell'apporre la loro firma sulle
decisioni del 30 maggio 1996 i convenuti hanno dichiarato di accettare
senza riserve le decisioni, divenute con l'accettazione contratti di diritto
pubblico.
6.3. Nel corso del presente procedimento su azione la parte attrice ha
versato agli atti tra l'altro le "Condizioni generali", i piani degli oneri
completi, nonché le liste delle pigioni complete dall'inizio dell'aiuto
federale.
Conformemente alla cifra 1 delle "Condizioni generali" l'aiuto federale
giusta la cifra 1 della decisione, nonché i piani degli oneri e delle pigioni
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sono provvisori; dopo il rendiconto questi ultimi saranno stilati per i primi 6
anni dell'aiuto federale ed in seguito, seguendo un ritmo di 6 anni essi
vengono adeguati all'evoluzione a lungo termine degli interessi. I piani
degli oneri e le liste delle pigioni prodotti dall'attrice fanno esplicitamente
riferimento agli oggetti delle pratiche TIWEG 125544 e TIWEG 125545 ed
ai convenuti in qualità di proprietari e beneficiari dell'aiuto federale, e,
come previsto dalla cifra 1 delle "Condizioni generali", essi sono stati
stilati nell'anno di concessione dell'aiuto federale (1993) e di seguito
adattati nel 1999 e nel 2005. Nei piani degli oneri allegati all'atto di azione
come pure allo scritto del 13 novembre 2009 emergono, suddivisi per
semestre, sia gli importi relativi alle anticipazioni per la riduzione di base,
sia gli importi relativi ai rimborsi delle anticipazioni. Le altre informazioni
contenute nei piani degli oneri si riferiscono agli importi, suddivisi per
semestre, concernenti l'interesse per l'ipoteca di 1° e di 2° grado,
l'ammortamento o annualità, l'interesse sul capitale proprio,
manutenzione e amministrazione, e le pigioni con riduzione di base.
Da quanto precede risulta che il sistema ed il modo di procedere adottato
dalla parte attrice, vale a dire la concessione dell'aiuto federale
(anticipazioni a titolo di riduzione di base) per mezzo di decisione e -
dopo susseguente dichiarazione di accettazione - di contratto di diritto
pubblico in cui sono integrati, tra l'altro, il piano degli oneri, le liste delle
pigioni e le "Condizioni generali", sono conciliabili con le esigenze
stabilite agli artt. 37, 39, 40 e 56 LCAP, nonché all'art. 21 OLCAP
(cfr. consid. 3). Sulla base del loro contenuto è possibile affermare che i
contratti di diritto pubblico in oggetto poggiano su una base legale
sufficiente (art. 37 LCAP e art. 21 OLCAP) e per la parte attrice
costituiscono, in particolare in combinazione con il piano degli oneri quale
parte integrante dei contratti, un fondamento legittimo per riscuotere il
rimborso delle anticipazioni versate.
6.4. I convenuti non insorgono contro la restituzione delle anticipazioni in
sé, bensì prevalentemente contro le modalità della restituzione delle
anticipazioni, a loro avviso non fondate su basi legali e/o contrattuali.
Simili argomentazioni mancano di pertinenza. In primo luogo, per quanto
attiene alla base legale, all'art. 37 cpv. 4 LCAP è disciplinata la
rimunerazione delle anticipazioni, mentre, conformemente
all'art. 39 LCAP, l'aiuto al finanziamento dei proprietari di immobili è
concesso a condizione che questi ultimi si obblighino a rimborsare i mutui
secondo il piano di finanziamento, chiamato anche piano degli oneri.
Anche il messaggio di legge si pronuncia in questo senso (FF 1973 II
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608).
Per quanto attiene alla censura della base contrattuale insufficiente va
rilevato che con l'accettazione dei contratti di diritto pubblico i convenuti
non solo hanno approvato che il piano degli oneri è parte integrante del
contratto (cifra 3 dei contratti), ma si sono anche impegnati a rispettare i
piani delle pigioni e i piani degli oneri per tutta la durata dell'aiuto federale
(cifra 9 dei contratti). Come inoltre già menzionato, conformemente alla
cifra 4 dei contratti i convenuti hanno acconsentito a rimborsare le
anticipazioni della riduzione di base mediante il sistema di addebitamento
diretto (LSV).
6.5. Occorre tuttavia tener presente che dopo la stipulazione dei contratti
di diritto pubblico, vale a dire dal 1996 a oggi, la LCAP ha subito diverse
modifiche di legge. Come però dimostrano i seguenti considerandi, dai
nuovi disposti, per quanto rilevanti nel caso di specie, i convenuti non
possono dedurre nulla in loro favore.
La modifica della LCAP del 24 febbraio 1999 tocca soltanto
marginalmente la rimunerazione delle anticipazioni a titolo di riduzione di
base, vale a dire solo l'art. 37 cpv. 4 LCAP (cfr. Messaggio sulla modifica
LCAP del 24 febbraio 1999, FF 1999 2860 ss., in particolare 2882 s.),
nonché l'art. 40 cpv. 2 lett. b, cpv. 2bis (FF 2002 543) e cpv. 2ter LCAP (FF
2009 843). A loro volta, per quanto rilevanti nel caso di specie, sono stati
modificati parzialmente gli artt. 21 cpv. 3 (RU 1998 1420), cpv. 4 (RU
1998 1420), cpv. 4bis (RU 2004 1597), 21a (RU 1998 1420), 22 cpv. 2
OLCAP (RU 1998 1420).
6.5.1. All'art. 37 cpv. 4 frase 1 LCAP è stata unicamente inserita la
precisazione che le anticipazioni devono essere rimunerate “al massimo”
all'interesse usuale per le ipoteche di secondo grado. Con l'art. 37 cpv. 4
frase 2 LCAP il legislatore ha invece voluto assicurare che ai beneficiari
di anticipazioni morosi venga addebitato un interesse di mora (FF 1999
2883; cfr. anche consid. 7 di seguito).
6.5.2. L'art. 40 cpv. 2 lett. b LCAP concerne il condono di anticipazioni ed
interessi dopo 30 anni dall'erogazione. Non essendo ancora trascorsi 30
anni dall'erogazione delle anticipazioni a titolo di riduzione di base, il
disposto menzionato non è applicabile e non esplica effetti di rilievo per la
presente fattispecie.
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Pagina 14
6.5.3. Secondo l'art. 40 cpv. 2bis LCAP un condono prima dei 30 anni è
possibile se le condizioni di mercato lo richiedono e se si possono ridurre
o evitare perdite da fideiussioni o impegni debitori oppure in caso di
realizzazione forzata di immobili (cfr. anche art. 21 cpv. 4bis e art. 21a
OLCAP).
I convenuti si limitano solo a contestare brevemente e a titolo prettamente
generale che l'aumento delle pigioni del 6% ogni due anni, come previsto
nel piano degli oneri, non è fattibile dal lato pratico a causa delle
condizioni di mercato nella zona interessata, senza tuttavia sostanziare le
proprie allegazioni sulla base di una documentazione adeguata o di fatti
concreti. Ad esempio non risulta dagli atti che i convenuti abbiano
segnalato all'Ufficio federale una simile mancanza rispettivamente
presentato un'istanza di riduzione delle pigioni come previsto all'art. 21a
OLCAP, né che abbiano fatto valere eventuali difficoltà nella locazione
degli stabili per i quali è stato concesso l'aiuto federale o perdite di
pigione (cfr. art 22 OLCAP). I medesimi omettono di esporre in maniera
dettagliata sia le condizioni di mercato nella zona interessata, sia gli
eventuali pregiudizi che ne potrebbero derivare nei loro confronti,
cosicché dalle sole asserzioni formulate nel presente procedimento non
possono trarre alcun beneficio, come potrebbe esserlo un eventuale
condono delle anticipazioni ai sensi dell'art. 40 cpv. 2bis LCAP.
6.5.4. Per quanto riguarda l'art. 40 cpv. 2ter LCAP, secondo cui un
condono prima dei 30 anni è pure possibile in caso di risanamento
energetico sostanziale di edifici costruiti oltre 20 anni prima, nel presente
caso non vi sono i presupposti per ammettere una simile costellazione e
del resto mancano in maniera assoluta le relative spiegazioni da parte dei
convenuti.
6.6. Dalle allegazioni suesposte si conclude che, sulla base degli atti, non
vi sono indizi suscettibili ad affermare che i convenuti abbiano richiesto
all'Ufficio federale un differimento dei rimborsi delle anticipazioni oppure
che siano dati i presupposti per la concessione di ulteriori anticipazioni o
di contributi a fondo perso o addirittura per un condono del rimborso delle
anticipazioni (cfr. art. 40 LCAP, art. 21 cpv. 4bis, 21a e 22 OLCAP). Né
tanto meno risulta che i convenuti si siano rivolti all'Ufficio federale con
una domanda di adattamento dei piani delle pigioni e di finanziamento
sulla scorta delle condizioni di mercato (cfr. art. 21 cpv. 3 e 4 OLCAP).
6.7. I convenuti non si appellano nemmeno ad eventuali cambiamenti
nella situazione di fatto successive al perfezionamento dei contratti.
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Pagina 15
6.8. Infine, vista la cronologia dei fatti descritta qui di seguito, possono
essere sollevati dubbi circa l'osservanza del principio della buona fede da
parte dei convenuti.
Dagli estratti conto presenti agli atti è possibile evincere non solo che le
anticipazioni a titolo di riduzione di base sono state corrisposte nella
piena osservanza degli importi fissati nei rispettivi piani degli oneri
(fr. 183'688.- nella pratica TIWEG 125544 e fr. 317'659.- per la pratica
TIWEG 125545), ma anche che le somme versate dai convenuti fino al
giugno 2006 a titolo di rimborso concordano con gli importi previsti nei
piani degli oneri. Considerato come le cifre riportate negli estratti conto
combaciano con quelle contenute nei relativi piani degli oneri non sono
ravvisabili motivi per negare la valenza probatoria degli estratti conto,
come pretendono i convenuti.
Dall'esame degli atti prodotti emerge che i convenuti hanno effettuato i
rimborsi delle riduzioni di base dal luglio 1999 al giugno 2006 attenendosi
ogni volta agli importi fissati nel piano degli oneri relativo ad ogni oggetto
degli aiuti federali (pratica TIWEG 125544 e TIWEG 125545; cfr. allegati
R e T allo scritto dell'attrice del 13 novembre 2009). I rimborsi
corrispondenti al periodo luglio 1999 fino al giugno 2006 sono avvenuti
tramite il sistema di addebitamento diretto, come prescritto nei contratti di
diritto pubblico.
Come risulta poi dallo scritto dell'UFAB del 18 febbraio 2009, la parte
attrice ha cercato di andare incontro ai convenuti, proponendo la
possibilità di concludere una convenzione di risanamento ed in tal modo
di risolvere bonalmente le divergenze esistenti. Dallo stesso scritto
dell'UFAB traspare che i convenuti hanno rifiutato di dar seguito al rogito
di risanamento, e, così facendo hanno dimostrato una mancanza di
spirito di collaborazione. Nemmeno nell'ambito del presente
procedimento i convenuti hanno addotto ragioni sostanziali suscettibili di
giustificare il mancato versamento delle restanti anticipazioni, nonché il
loro atteggiamento anticollaboratorio nei confronti di una soluzione bonale
della controversia.
Benché sulla base di diverse disposizioni di legge e dell'ordinanza (art.
40 LCAP; art. 21 cpv. 3, 4 e 4bis, 21a e 22 OLCAP) ai convenuti fossero
offerte delle possibilità per richiedere un condono o differimento del
rimborso delle anticipazioni o addirittura un adattamento dei piani delle
pigioni, essi hanno rinunciato a farne uso. Essi non spendono nemmeno
una parola per spiegare i motivi che li hanno condotti ad interrompere i
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rimborsi delle anticipazioni, derivando da una presunta inadeguatezza
delle modalità di restituzione un'esenzione da ogni obbligo di pagamento.
Considerato che è data una base legale sufficiente per il rimborso delle
anticipazioni e che i contratti di diritto pubblico in parola non hanno nulla
da eccepire sotto l'aspetto giuridico (cfr. consid. 6.3), con il rifiuto assoluto
di rimborsare le anticipazioni a titolo di riduzione di base per il periodo
luglio 2006 fino a giugno 2009, i convenuti hanno manifestato un
comportamento contraddittorio e violato sia gli obblighi di adempimento
contrattuali che si erano impegnati di osservare con l'accettazione dei
contratti, sia i disposti della LCAP (art. 37 e 39 LCAP). Un tale
atteggiamento non è consono agli obblighi di diligenza che si potevano
esigere dai convenuti con la sottoscrizione e l'accettazione dei contratti
ed è manifestamente avverso al principio della buona fede, tanto più che,
come già accertato nei considerandi suesposti, non vi sono indizi che i
contratti di diritto pubblico in parola non siano conformi ai disposti
specifici della LCAP.
6.9. A titolo abbondanziale va infine richiamata l'attenzione sul fatto che
un contratto di diritto amministrativo si estingue, come il contratto di diritto
privato, in ragione dell'adempimento, dell'espirazione del termine di
durata pattuito o per altri motivi contrattuali o di legge. Parimenti possibile
che il contratto comprenda delle clausole secondo cui una parte può
disdire il contratto in maniera unilaterale (cfr. KASPAR LUGINBUEHL/OLIVIER
VELUZ, in: Rozen Noguellou/Ulrich Stelkens/Hanna Schröder, Droit
comparé des contrats publics – comparative law on public contracts,
Bruxelles 2010, p. 899 ss., p. 921 con ulteriori rinvii). A tale proposito,
conformemente all'art. 45 LCAP, è possibile porre fine anticipatamente
alla vigilanza ufficiale (ossia prima dei 25 anni) al momento del condono
delle anticipazioni e degli interessi (art. 40 LCAP) o in presenza di un
contratto di annullamento di diritto pubblico (cfr. art. 45 cpv. 1 frase 2
LCAP; tale disposto è stato modificato giusta il n. I della legge federale
del 21 marzo 2003, entrata in vigore dal 1° ottobre 2003, FF 2002 2543).
Dalla formulazione "è possibile" si può senz'altro partire dal presupposto
che nel caso dell'art. 45 LCAP non si tratta comunque di una norma
imperativa.
La conclusione di un contratto di annullamento rappresenta con il
condono delle anticipazioni giusta l'art. 40 LCAP una possibilità prevista
dalla legge per rinunciare al rimborso di anticipazioni ed interessi, tuttavia
a condizione che i beneficiari dell'aiuto federale abbiano sempre
ottemperato agli impegni previsti nel piano di finanziamento e di
ammortamento (cfr. FF 2002 2598). Per ritardi nei rimborsi che dovevano
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Pagina 17
essere effettuati secondo il piano di finanziamento, tale possibilità è
esclusa, e la Confederazione avvia anche dopo la scadenza dei 30 anni
la procedura d'incasso (cfr. FF 2002 2598).
Da quanto emerge dai considerandi suesposti, a partire dal dicembre
2006 i convenuti non si sono adoperati ad adempiere ai propri obblighi
contrattuali, concretamente il rimborso delle anticipazioni. Di
conseguenza non possono entrare in linea di conto né il condono delle
anticipazioni, né la conclusione di un contratto di annullamento giusta
l'art. 45 in relazione con l'art. 40 LCAP.
6.10. I convenuti contestano infine l'esistenza di un vincolo di solidarietà
tra loro, fondando la loro tesi sull'art. 649 CC e sulla giurisprudenza del
Tribunale federale, in particolare DTF 119 II 404.
6.10.1. Le questioni riguardanti il perfezionamento, la validità, le
conseguenze dell'inadempimento o la cessazione di un contratto di diritto
amministrativo sono giudicate richiamando le disposizioni del diritto delle
obbligazioni (legge federale del 30 marzo 1911 di complemento del
Codice civile svizzero [Libro quinto: Diritto delle obbligazioni], CO, RS
220), per quanto nel diritto pubblico non sussistano regole specifiche e i
principi applicabili nel diritto privato si rivelino ragionevoli (cfr., BERNHARD
WALDMANN, Der verwaltungsrechtliche Vertrag – Eine Einführung, in:
ISABELLE HÄNER/BERNHARD WALDMANN, Der verwaltungsrechtliche Vertrag
in der Praxis, Friborgo 2007, p. 13; LUGINBUEHL/VELUZ, op. cit., p. 923 con
riferimenti a prassi ed ulteriore dottrina).
Un rapporto di solidarietà tra debitori nasce per legge e/o per contratto
(cfr. art. 143 CO; GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/EMMENEGGER,
Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 9a edizione, Zurigo-
Basilea-Ginevra 2008, no. 3703; PETER JUNG, in: Heinrich Honsell (Hrsg.),
Kurzkommentar Obligationenrecht Art. 1-529, Basilea 2008, N 7 ss. ad
art. 143). Il rapporto di solidarietà deriva da un contratto, quando i debitori
dichiarano di obbligarsi verso il creditore ciascuno singolarmente
all’adempimento dell’intera obbligazione (art. 143 cpv. 1 CO). Un tale
accordo contrattuale può essere preso in maniera esplicita, ad esempio
utilizzando formulazioni come "solidalmente", "debitori in solido" o simili
(ANTON K. SCHNYDER, in: Basler Kommentar, Obligationenrecht I, Art. 1-
529 OR, 4a edizione, Basilea 2007, N 6 ad art. 143 CO). Non è
necessario che le parti nel contratto abbiano utilizzato esplicitamente la
parola "solidarietà" (GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/EMMENEGGER, op. cit., N
3703). Un obbligo solidale può risultare anche tacitamente dalle
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Pagina 18
circostanze del caso oppure dal contenuto del contratto; simili circostanze
sono da interpretare secondo il principio dell'affidamento (ANTON K.
SCHNYDER, op. cit., N 6 ad art. 143 CO).
6.10.2. Nei contratti di diritto pubblico in discussione entrambi i convenuti
figurano quali beneficiari degli stessi aiuti federali, mentre i debiti relativi
all'aiuto federale non sono stati suddivisi tra i beneficiari, bensì fissati in
un unico ed intero importo per ambedue i convenuti, sia per quanto
attiene alla pratica TIWEG125544 che alla pratica TIWEG125545. Inoltre,
dai due contratti risultano per entrambi i convenuti diritti ed obblighi, in
particolare l'obbligo di rispettare, durante l'intero periodo dell'aiuto
federale, le liste delle pigioni e i piani degli oneri e quindi anche l'obbligo
di adempiere all'intero importo ancora dovuto a titolo di rimborso delle
anticipazioni versate. Ne si deduce che con la dichiarazione di
accettazione dei contratti di diritto pubblico è sorto un rapporto di
solidarietà "ex contractu" in quanto essi presuppongono un
comportamento solidale dei comproprietari e hanno per oggetto dei beni
non suddivisi. Irrilevante la circostanza che nei contratti non si parli in
maniera esplicita di solidarietà, in quanto un tale rapporto può essere
ammesso conformemente ad un'interpretazione dei contratti secondo il
principio dell'affidamento (cfr. consid. 6.10.1; art. 143 CO per analogia).
6.10.3. Dai considerandi suesposti si conclude che non può essere dato
seguito alla contestazione dei convenuti, secondo cui non esisterebbe un
vincolo di solidarietà tra loro.
6.11. Visto quanto precede, il calcolo degli importi da restituire allestito
dall'attrice (cfr. fattispecie lettera B in fine) si rivela concludente e
comprensibile, poggiando su solide basi contrattuali (le decisioni del 30
maggio 1996 ed in particolare i piani degli oneri) e legali (in particolare gli
artt. 37 e 39 LCAP). Non sono ravvisabili motivi che vadano a scapito
dell'attendibilità delle allegazioni da parte attrice. L'importo complessivo
pari a fr. 346'899.- dovuto dai convenuti può essere calcolato in base ai
piani degli oneri che sono una componente essenziale dei contratti di
diritto pubblico. Non va dimenticato che l'importo fatto valere da parte
attrice è rimasto incontestato dai convenuti, essendo gli argomenti da loro
esposti indirizzati soltanto verso le modalità di restituzione dei rimborsi.
Ne consegue che è data la titolarità del credito in favore della parte
attrice.
7.
L'attrice chiede in aggiunta al pagamento di fr. 346'899.- da parte dei
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convenuti anche gli interessi al 5% dalla data di avvio della presente
azione.
L'obbligo al pagamento di interessi di mora rappresenta un principio
generale implicito di diritto. Per i crediti pecuniari derivanti da un rapporto
di diritto pubblico è dovuto un interesse di mora, sempre che non vi siano
particolari disposizioni legali contrarie (cfr. per tutto
HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., no. 756). Conformemente all'art. 37
cpv. 4 frase 2 LCAP, se il rimborso delle anticipazioni o il pagamento
degli interessi non avvengono in tempo utile, è aggiunto un interesse di
mora al tasso usualmente praticato sul mercato. Tuttavia tale disposto
non si esprime né sull'entità dell'interesse, né sulla questione a partire da
quale termine sono dovuti gli interessi di mora. Di conseguenza è
possibile fare appello alle norme generali del diritto delle obbligazioni (cfr.
consid. 6.10.1; cfr. anche DTF 119 V 131 ss.). Giusta l'art. 104 cpv. 1 CO
il debitore in mora al pagamento di una somma di denaro deve pagare gli
interessi moratori del cinque per cento all’anno, quand’anche gli interessi
convenzionali fossero pattuiti in misura minore. L'art. 104 CO non si
esprime sulla questione a partire da quale momento sono dovuti gli
interessi di mora. Di principio la mora del debitore sopraggiunge con la
scadenza di un'obbligazione (art. 102 CO), inizia il primo giorno dopo
l'entrata del sollecito, rispettivamente il primo giorno dopo la scadenza del
termine prestabilito per l'adempimento (art. 102 CO) oppure, nei casi
dell'art. 105 CO, il giorno in cui si è proceduto contro il debitore in via
esecutiva oppure mediante domanda giudiziale (cfr. ROLF H. WEBER, OR -
Art. 97-109 : Die Folgen der Nichterfüllung, Berner Kommentar, 2000,
p. 446 ss.). Secondo la prassi del Tribunale federale, per l'interesse di
mora è in principio determinante il momento in cui è dovuto
l'adempimento, fintanto che non sia sopraggiunto un pregiudizio. Nei casi
in cui sia subentrato un pregiudizio o che sia aumentata l'entità di
quest'ultimo, il creditore può basarsi su una data posteriore per l'inizio del
decorso degli interessi di mora, al più tardi fino al momento della
pronuncia della sentenza (DTF 131 III 591 citato in: WOLFANG WIEGAND,
in: Basler Kommentar, Obligationenrecht I, op. cit., N 3 ad art. 104 con
ulteriori rinvii).
La proposta della parte attrice secondo cui gli interessi al 5% sono dovuti
a partire dal 20 luglio 2009, vale a dire dal giorno del promovimento
dell'azione, concorda quindi con i principi summenzionati.
8.
Visto quanto precede la petizione promossa dalla parte attrice si rivela
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Pagina 20
fondata e va di conseguenza accolta.
9.
Nei procedimenti promossi mediante azione, in cui il Tribunale
amministrativo federale giudica in prima istanza, le tasse di giustizia e le
spese ripetibili sono rette dagli art. 63-65 PA (art. 44 cpv. 3 PA, introdotto
dal n. 2 dell'all. alla legge del 1° ottobre 2010 sulla restituzione degli averi
di provenienza illecita, in vigore dal 1° feb. 2011; RU 2011 275; FF 2010
2871). Sono riservati i disposti dell'ordinanza del 21 febbraio 2008 sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2; cfr. art. 63 cpv. 5 e art.
64 cpv. 5 PA).
Visto l'esito della procedura i convenuti valgono quale parte soccombente
e devono sopportare le spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di
giustizia è stabilita in funzione del valore litigioso, dell'ampiezza e della
difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situazione
finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis PA). Nelle cause con interesse
pecuniario la tassa di decisione oscilla tra fr. 100 e 50'000.- (cfr. art. 63
cpv. 5 PA i. c. d. con l'art. 16 cpv. 1 lett. a LTAF e l'art. 4 TS-TAF). Sulla
base di questi criteri è giustificato fissare l'importo a titolo di spese
processuali a fr. 4'000.- (cfr. art. 4 TS-TAF).
L'attrice in virtù della sua condizione di autorità federale con qualità di
parte non ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 64 cpv. 5 PA
i. c. d. con l'art. 16 cpv. 1 lett. a LTAF e l'art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
L'azione è accolta. A._______ e B._______ sono condannati, con vincolo
di solidarietà, a pagare alla Confederazione svizzera e per essa all'Ufficio
federale delle abitazioni l'importo di fr. 346'899.- oltre interessi al 5% dal
20 luglio 2009.
2.
Le spese processuali, di fr. 4'000.-, sono poste a carico dei convenuti. Il
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un
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Pagina 21
termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente decisione. Il
bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza separata.
3. L'anticipo spese equivalente ad un importo di fr. 8'000.- è restituito
all'attrice dopo la crescita in giudicato della presente sentenza.
4.
Non si assegna alcuna indennità a titolo di ripetibili.
5.
Comunicazione a:
– attrice (rappresentante legale; atto giudiziario; allegato: formulario per
restituzione anticipo);
– convenuti (rappresentante legale; atto giudiziario).
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Francesco Brentani Corrado Bergomi
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine
di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della
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legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli
atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le
conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati.
La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i
documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42
LTF).
Data di spedizione: 19 maggio 2011