Bundesve rwa l t ungsge r i ch t
T r i buna l adm in i s t r a t i f f édé ra l
T r i buna l e ammin i s t r a t i vo f ede ra l e
T r i buna l adm in i s t r a t i v f ede ra l
Corte II
B883/2011
Sen t e n z a d e l 2 4 o t t o b r e 2 0 1 1
Composizione Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),
Philippe Weissenberger, JeanLuc Baechler,
cancelliere Corrado Bergomi
Parti 1. X._______,
2. Fondazione Y._______,
entrambi patrocinati dall'avv. Giovanni Merlini,
Via S. Gottardo 56, CP 1631, 6648 Minusio,
ricorrenti,
contro
Dipartimento federale dell'interno DFI,
Segreteria generale SGDFI,
Vigilanza federale sulle fondazioni,
Schwanengasse 2, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto Provvedimento d'urgenza (decisione incidentale)
del 3 gennaio 2011;
sospensione momentanea di un membro del Consiglio di
Fondazione.
B883/2011
Pagina 2
Fatti:
A.
La fondazione Y._______ (di seguito: ricorrente 2), costituita il 28 gennaio
1963, è una fondazione di diritto privato con sede a (luogo). Secondo
l'estratto del registro di commercio del cantone Ticino essa ha come
scopo la "[…] tenuta di conferenze annuali chiamate "Y._______
Tagungen" nello spirito e secondo le intenzioni della fondatrice
Z._______ (scienza comparata delle religioniscienze moraliscienze
naturali). La collaborazione con altri istituti per creare ulteriori incontri
interdisciplinari nello spirito di Y._______. La raccolta delle conferenze
stesse in un annuario da pubblicare a cura di una casa editrice. La
creazione di un luogo di lavoro e di riposo per persone attive nel campo
intellettuale. A persone che, a discrezione del consiglio di fondazione,
rispondono a tali requisiti, dovrà essere messa a disposizione per periodi
brevi o eventualmente lunghi un alloggio nelle proprietà Y._______,
gratuitamente o dietro corresponsione di una modesta partecipazione ai
costi". In data 11 novembre 2005, X._______ (di seguito: ricorrente 1) è
entrato a far parte del Consiglio di fondazione della ricorrente 2.
B.
Nell'esaminare i conti della ricorrente 2, l'autorità inferiore aveva
riscontrato, in concomitanza con l'ufficio di revisione, diversi problemi. Di
conseguenza, in data 13 gennaio 2010 essa ha indetto d'urgenza una
riunione a Berna con il dimissionario presidente della fondazione
A._______, sua moglie B._______ (anche dimissionaria), il ricorrente 1
ed E._______. A mente dell'autorità inferiore, alla riunione sono stati
convocati tutti i membri del Consiglio di fondazione della ricorrente 2.
Il 4 giugno 2010 l'autorità inferiore ha sporto denuncia penale per
amministrazione infedele e truffa nei confronti del ricorrente 1 e di
A._______ a svantaggio della ricorrente 2 presso il Ministero pubblico del
Cantone Ticino. Il 30 giugno 2010 la Procura ha decretato il non luogo a
procedere.
C.
Il 1 dicembre 2010 l'autorità inferiore ha chiesto la riapertura del
procedimento penale presso la Procura del Cantone Ticino, la quale ha
aperto un'inchiesta penale tuttora in corso. Secondo l'ordine di
perquisizione e sequestro del Procuratore generale del 21 dicembre 2010
B883/2011
Pagina 3
viene imputato ai denunciati summenzionati, tra cui il ricorrente 1, di
avere, nel periodo 20052009, nella loro funzione di organi della
fondazione, "[…] ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri,
in particolare addebitando alla fondazione ingenti costi almeno in parte
non giustificati dallo scopo della stessa, ciò ben sapendo che la
situazione finanziaria della fondazione Y._______ era già fortemente
compromessa e facendo sì che il suo patrimonio venisse concretamente
danneggiato". Sempre secondo lo stesso ordine di perquisizione e
sequestro tra "[…] gli ingenti costi addebitati alla Fondazione Y._______"
risulterebbero "[…] quelli relativi all'asserito rilancio dell'attività della
stessa attraverso la Fondazione Z._______ con sede a (luogo) […]" e, a
detta della segnalante,"[…] alle uscite contabili dalla Fondazione
Y._______ aventi quale causale il rilancio dell'attività […]" non
corrisponderebbero "[…] speculari entrate nella contabilità della
Fondazione Z.______".
D.
Il 3 gennaio 2011 l'autorità inferiore ha deciso la sospensione
momentanea del ricorrente 1 dalla sua funzione di membro del Consiglio
di fondazione della ricorrente 2. "In seguito a nuovi fatti emersi e a
denunce sollevate da terzi […]" essa ha addotto di aver chiesto la
riapertura di un'inchiesta penale contro il ricorrente 1 e che quindi,
nell'ambito del suo potere di vigilanza, si sarebbe imposta la sospensione
momentanea del ricorrente 1 "[…] finché l'inchiesta penale non avrà
stabilito il suo ruolo nella vicenda". Con risposta del 27 gennaio 2011 la
medesima autorità ha respinto la domanda della ricorrente 2 del 14
gennaio 2011 volta alla sospensione del provvedimento sino all'eventuale
(e denegata) promozione dell'accusa nei confronti del ricorrente 1.
E.
Contro la decisione del 3 gennaio 2011 la ricorrente 2 e il ricorrente 1,
entrambi patrocinati dall'avv. Giovanni Merlini, hanno interposto in data
2 febbraio 2011 ricorso presso lo scrivente Tribunale, chiedendo
l'annullamento della stessa e postulando la congiunzione dei due ricorsi.
Secondo i ricorrenti sarebbe facile inficiare i sospetti di reati penali
denunciati dall'autorità inferiore come l'amministrazione infedele e la
truffa a carico del ricorrente 1. Essi affermano innanzitutto come i flussi
finanziari indiziati siano tutti legali e che il ricorrente 1 non è mai stato
responsabile della contabilità della ricorrente 2, per cui non possono
essergli imputate registrazioni le cui diciture eventualmente non
risulterebbero del tutto adeguate. I ricorrenti spiegano che il ricorrente 1
B883/2011
Pagina 4
da parte sua ha sempre consegnato puntualmente al servizio contabile
tutte le pezze giustificative degli esborsi da lui anticipati personalmente e
con proprio denaro a favore della ricorrente 2. A mente dei ricorrenti,
l'autorità inferiore non ha minimamente motivato la sua decisione. A loro
dire, dalla lettura dell'ordine di perquisizione e sequestro dal Procuratore
generale del 21 dicembre 2010 risulta lo stesso impianto accusatorio
della prima denuncia penale del giugno 2010, conclusosi in un non luogo
a procedere. Secondo i ricorrenti, un semplice richiamo alla circostanza
che in seguito a nuovi fatti emersi e a denuncie sollevate da terzi – in
casu calunnie contenute in una denuncia mendace sporta da un ex
inquilino di "H.______" che da tempo coverebbe sentimenti di rancore nei
confronti degli organi della fondazione, sia perché il suo contratto di
locazione sarebbe stato disdetto dalla fondazione, sia perché la sua
pretesa di far parte della direzione della ricorrente 2 e di indicare
nominativi di suo gradimento quali membri del consiglio non sarebbero
state soddisfatte – non basta per giustificare un tale provvedimento, e già
per questo vizio di forma la decisione va annullata per violazione del
diritto federale. Per i ricorrenti non è chiaro che cosa intende l'autorità
inferiore laddove scrive "(…) questa volta sfociata in un'inchiesta penale".
Essi reputano che in realtà il procedimento davanti al Ministero pubblico
si trova nella fase istruttoria che, in virtù del nuovo codice di procedura
penale (in vigore dallo scorso 1° gennaio 2011), si ritrova anticipata
rispetto a quanto previsto dalla vecchia procedura penale cantonale:
secondo i ricorrenti, con il nuovo codice, chi è oggetto di una denuncia
penale ha fin dall'inizio la posizione di imputato (con più estesi diritti e
garanzie) e non più di indiziato; ciò non toglie che le indagini della
presente istruzione formale possano sfociare – come prima – in un non
luogo a procedere, oppure nella promozione dell'accusa o nel decreto
d'accusa, perciò l'attuale posizione processuale del ricorrente 1 non è
diversa, in sostanza, da quella dello scorso mese di giugno.
I ricorrenti fanno inoltre valere che l'autorità inferiore ha abusato del suo
potere di apprezzamento e che il provvedimento è censurabile anche in
quanto inadeguato, considerato che il ricorrente 1 non ha il diritto di firma
individuale per arrecare eventuali pregiudizi patrimoniali alla ricorrente 2.
A mente loro, il provvedimento è sproporzionato anche per la ricorrente 2,
la sospensione del ricorrente 1 dal Consiglio di fondazione toglierebbe
infatti "[…] una risorsa insostituibile per competenza, interessi e relazioni".
I ricorrenti spiegano che la ricorrente 2 non dispone di un direttore
operativo, per cui i lavori di ordinaria amministrazione devono poter
essere ripartiti su tutti i membri della fondazione. Essi indicano che
attualmente è in corso una fase di "rilancio scientifico della Fondazione"
B883/2011
Pagina 5
comprendente i lavori preparatori per il contributo alle commemorazioni
del 50mo anniversario della morte di C. G. Jung, ciò che comporta un
dispendio elevato delle risorse. Essi aggiungono che il ricorrente 1 si è
impegnato con successo a riallacciare importanti contatti con un istituto
americano, solo grazie ai quali sarebbe stato possibile assicurare alla
ricorrente 2 la continuità del sostegno finanziario di _______ (cifra) US $
annui, oltre al sostegno di diverse attività. I ricorrenti ribadiscono che con
la sospensione temporanea del ricorrente 1 vi è il rischio che tali sostegni
finanziari vengano meno, il che potrebbe comportare la cessazione delle
attività e la chiusura della fondazione. Considerato infine l'unico elemento
che avrebbe indotto l'autorità inferiore ad emettere la sua decisione, cioè
l'esistenza di un'inchiesta penale, i ricorrenti sostengono che incombeva
alla stessa di procedere ad un accertamento esatto e completo della
fattispecie o perlomeno dei fatti (riportati nelle nuove denunce di terzi)
rilevanti ai fini dell'applicazione del diritto in materia di vigilanza sulle
fondazioni, per appurare se in concreto fosse adeguata una tale
decisione. I ricorrenti sono convinti che se l'autorità inferiore, prima di
emettere la decisione incidentale, avesse proceduto ad un'accurata
ponderazione degli interessi in gioco, sarebbe giunta alla conclusione che
nessun interesse pubblico giustificherebbe il verosimile e probabile
pregiudizio degli interessi degni di protezione del ricorrente 1.
F.
Con ordinanza del 3 marzo 2011 lo scrivente Tribunale ha congiunto le
procedure di ricorso B883/2011 (riguardante il ricorrente 1) e B884/2011
(riguardante la ricorrente 2) sotto il numero di ruolo B883/2011,
chiedendo nel contempo all'autorità inferiore di inoltrare una risposta ai
ricorsi.
G.
Con risposta del 2 maggio 2011 l'autorità inferiore postula la reiezione dei
gravami. Nella motivazione essa adduce che, esaminando i conti annuali
della ricorrente 2 conformemente al suo dovere di vigilanza, essa ha
notato che l'ufficio di revisione aveva emesso una riserva rispetto ai conti
chiusi il 31 dicembre 2008 e chiesto, nel dicembre 2009, il dettaglio di
alcune voci relative alle spese del conto economico della ricorrente 2,
accorgendosi che importanti somme di denaro sarebbero state versate a
due membri del Consiglio di fondazione della ricorrente 2. In seguito
anche a nuovi fatti emersi e a denuncie sollevate da terzi, l'autorità
inferiore spiega di aver richiesto la riapertura del procedimento penale,
per cui il magistrato avrebbe riscontrato elementi concreti di sospetto per
aprire un'istruttoria penale. Essa specifica che la fase del non luogo a
B883/2011
Pagina 6
procedere è ormai superata e che l'attuale posizione processuale del
ricorrente 1, contrariamente a quanto affermato dai ricorrenti, è diversa
da quella del mese di giugno 2010. L'autorità inferiore conclude che in
questa circostanza il rischio che i beni della fondazione non siano
utilizzati conformemente allo scopo della fondazione è concreto e quindi
ben giustificato sospendere il ricorrente 1 dalle sue funzioni di membro
del Consiglio di fondazione della ricorrente 2 fino a che il suo ruolo nella
vicenda penale non sia chiarito. A detta dell'autorità inferiore, solo
l'allontanamento del ricorrente 1 permetterebbe di evitare eventuali danni
alla ricorrente 2. L'interesse preponderante attuale della ricorrente 2
sarebbe quello di far luce sull'utilizzo che sarebbe stato fatto dei beni
della fondazione nel periodo tra il 20052009, nonché garantire che
attualmente sussiste un utilizzo di tali beni conforme allo scopo statutario.
Inoltre l'autorità inferiore reputa non chiaro il motivo per cui il ricorrente 1
non si sia opposto alla sospensione provvisoria dalla funzione di membro
del Consiglio della fondazione Z._______, anche ordinata in data 3
gennaio 2011, ritenendo assurdi la sua argomentazione e il suo
comportamento. Secondo lei, un consigliere di fondazione serio, il quale
dovrebbe svolgere la sua attività sostanzialmente per ragioni ideali, si
sarebbe messo da parte nell'attesa dell'esito dell'istruttoria penale per
non ledere gli interessi della fondazione e non causarne un danno di
immagine. L'autorità inferiore è del parere che anche l'argomento che il
provvedimento controverso causerebbe l'interruzione di sostegni
finanziari della ricorrente 2 manca di plausibilità, in quanto sarebbe facile
trovare un'altra persona di contatto per la collaborazione con l'importante
sponsor. I ricorrenti non si sarebbero chiesti cosa penserebbe tale
sponsor se sapesse che elementi concreti di sospetto gravano sul
ricorrente 1. L'autorità inferiore spiega inoltre che la collaborazione con il
ricorrente 1 per chiarire i fatti della vicenda non è stata esauriente, e a
tutt'oggi, nonostante svariati richiami, comprese anche varie multe negli
anni e mesi passati alla fondazione Z._______, i rendiconti 2007 e 2008
sono incompleti, e quelli del 2009 inesistenti.
L'autorità inferiore conclude che il provvedimento adottato è
proporzionato e rispetta il principio di sussidiarietà, spiegando di aver
fatto riferimento all'apertura dell'istruttoria penale che coincide con il
riscontro da parte del Ministero pubblico del Cantone Ticino di elementi
concreti di sospetto e danno nei confronti della ricorrente 2, il che
rappresenta una motivazione più che sufficiente. L'autorità inferiore
precisa in tale contesto che non avrebbe più strumenti per poter indagare
su fatti di rilevanza penale e spetta alla procura a esaminare, da una
B883/2011
Pagina 7
parte le accuse mosse da lei stessa, e dall'altra, gli argomenti in difesa
dell'operato del ricorrente 1.
H.
Con scritto del 17 maggio 2011 lo scrivente Tribunale ha chiesto al
Ministero pubblico del Cantone Ticino di pronunciarsi sui tempi previsti
per il procedimento penale aperto nei confronti del ricorrente 1 nella
summenzionata vicenda. Inoltre con ordinanza del 17 maggio 2011 lo
stesso Tribunale ha chiesto all'autorità inferiore di inoltrare entro il 13
giugno 2011 una copia della richiesta di riapertura del procedimento
penale del 1° dicembre 2010 e l'ha invitata a precisare i costi che
vengono nominati nell'ordine di perquisizione e sequestro del 21
dicembre 2010 del Procuratore generale del Cantone Ticino.
I.
Con scritto del 24 maggio 2011 l'autorità inferiore ha comunicato che, a
causa del segreto istruttorio e al fine di non pregiudicare le indagini penali
attualmente in corso, è spiacente di non poter fornire ulteriori
informazioni.
Con lettera del 1° giugno 2011 il Ministero pubblico del Cantone Ticino ha
risposto che, allo stadio attuale, è difficile pronunciarsi in merito ai tempi
previsti per il procedimento penale aperto nei confronti del ricorrente 1.
J.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno trattati nei
seguenti considerandi qualora risultino risolutivi per l'esito della vertenza.
Diritto:
1.
1.1. Conformemente all'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo
federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), il TAF giudica i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), sempre che non
vi siano eccezioni giusta l'art. 32 LTAF. Nel presente caso non sono date
simili eccezioni. Il Dipartimento federale dell'interno DFI, Segreteria
generale, Vigilanza federale sulle fondazioni, è un'autorità inferiore ai
B883/2011
Pagina 8
sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al
procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità
di farlo, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un
interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA).
Secondo l'art. 5 cpv. 2 PA sono considerate decisioni anche le decisioni
incidentali, tra cui le decisioni incidentali notificate separatamente e
concernenti la competenza o domande di ricusazione (art. 45 PA) e le
"altre" decisioni incidentali (art. 46 PA). La decisione incidentale non è
finale, perché concerne solamente una fase del procedimento. Essa ha
una funzione meramente strumentale rispetto a quella destinata a
concludere il procedimento. Il ricorso contro altre decisioni incidentali
notificate separatamente è ammissibile se tali decisioni possono causare
un pregiudizio irreparabile (art. 46 PA cpv. 1 lett. a PA) o se l'eventuale
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione
finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante e
dispendiosa (art. 46 cpv. 1 lett. b PA). Secondo la prassi dello scrivente
Tribunale il pregiudizio non dev'essere per forza di natura giuridica, ma
può consistere anche in un inconveniente fattuale, particolarmente
economico, se il ricorrente con la contestazione della decisione
incidentale non intende unicamente impedire il prolungamento dei termini
di procedura o l'aumento dei costi legati alla causa. Simili pregiudizi sono
soltanto considerati irreparabili e quindi impugnabili con ricorso se
arrecano all'interessato uno svantaggio che una decisione favorevole nel
merito non permetterebbe di eliminare del tutto (cfr. decisione del
Tribunale amministrativo B5598/2010 del 27 maggio 2011 consid. 2.1;
FELIX UHLMANN/SIMONE WÄLLEBÄR: Praxiskommentar VwVG,
Waldmann/Weissenberger (Hrsg.), Zurigo 2009, n. 4 segg. ad art. 46 PA;
cfr. in relazione all'inconveniente fattuale anche la sentenza del Tribunale
federale 5A_274/2008 del 3 gennaio 2002, consid. 5.1).
1.2. Il provvedimento d'urgenza dell'autorità inferiore del 3 gennaio 2011
riporta il titolo "decisione incidentale". Ordinando nel dispositivo della
decisione contestata che il provvedimento è in vigore "finché l'inchiesta
penale non avrà stabilito" il ruolo del ricorrente 1 nella summenzionata
vicenda, l'autorità inferiore esprime il carattere provvisorio della misura
adottata. L'autorità inferiore mette così in evidenza che il controverso
provvedimento non pone fine alla vertenza sulla sospensione del
ricorrente 1 e che seguirà una decisione definitiva, perciò la decisione in
oggetto può giustamente essere definita come decisione incidentale (cfr.
decisione del Tribunale federale 5A_401/2010 dell'11 agosto 2011,
B883/2011
Pagina 9
consid. 1; RENÉ RHINOW/HEINRICH KOLLER/CHRISTINA KISS/DANIELA
THURNHERR/DENISE BRÜHLMOSER, Öffentliches Prozessrecht, 2a
edizione, Basilea 2010, n. 1181; STEFAN VOGEL, Vorsorgliche
Massnahmen, in: Isabelle Häner/Bernhard Waldmann [Hrsg.], Das
erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, p.
89 seg. e 98 seg.). Essa costituisce un'altra decisione incidentale ai sensi
dell'art. 46 cpv. 1 PA ed è impugnabile dinanzi al Tribunale amministrativo
federale nell'ambito delle disposizioni generali della procedura federale
(cfr. art. 46 PA i. r. c. art. 31 segg. LTAF). I ricorrenti hanno descritto in
modo plausibile e abbastanza dettagliato se e in che misura il
provvedimento contestato potrebbe tangere i diritti individuali del
ricorrente 1 e creare un dispendio amministrativo e economico alla
ricorrente 2 (cfr. la presentazione riassuntiva alla lettera E. dei fatti).
Queste indicazioni non vengono confutate o contestate in modo serio
dall'autorità inferiore, per cui i pregiudizi incombenti non possono essere
esclusi con l'ordinamento definitivo.
Pertanto i ricorrenti possono essere considerati destinatari diretti dell'atto
impugnato di cui ne sono particolarmente toccati ed il quale è suscettibile
di causar loro un pregiudizio irreparabile. Entrambi hanno quindi un
interesse degno di protezione all'annullamento immediato dello stesso. Di
conseguenza è data la loro legittimazione a ricorrere.
Le disposizioni sul termine, la forma e il contenuto del ricorso sono
osservate (cfr. art. 50 e 52 cpv. 1 PA), gli anticipi spese sono stati versati
entro il termine stabilito (cfr. art. 63 cpv. 4 PA), il rappresentante dei
ricorrenti ha giustificato i suoi poteri con una procura scritta (cfr. art. 11
cpv. 2 PA) e sono parimenti adempiuti i rimanenti presupposti processuali
(cfr. art. 44 segg. PA). Occorre quindi entrare nel merito del ricorso.
2.
2.1. La vigilanza federale sulle fondazioni d'interesse collettivo compete
all'autorità inferiore (art. 3 cpv. 2 lett. a dell'ordinanza del 28 giugno 2000
sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'interno, OOrgDFI,
RS 172.212.1). Le competenze di vigilanza sono sancite agli artt. 8089
del Codice Civile Svizzero (CC, RS 210) e nell'ordinanza concernente
l’ufficio di revisione delle fondazioni del 24 agosto 2001 che disciplina le
condizioni per la richiesta di esonero dall'obbligo di designare un ufficio di
revisione e per la nomina di un revisore particolarmente qualificato
(RS 211.121.3). L'autorità di vigilanza, in casu l'autorità inferiore,
provvede affinché i beni siano impiegati conformemente al fine della
B883/2011
Pagina 10
fondazione (art. 84 cpv. 2 CC). Questo include il potere e l'obbligo
dell'autorità di vigilanza di provvedere affinché il Consiglio di fondazione
rispetti l'atto di fondazione ed eventuali prescrizioni e non oltrepassi il suo
margine d'apprezzamento. All'opposto l'autorità inferiore non ha il diritto di
sostituire questo margine d'apprezzamento, ma è tenuta a rispettare
l’ambito dell’autonomia della fondazione e dei suoi organi e può
intervenire per principio soltanto in caso d'abuso (cfr. decisione del
Tribunale federale 5A_232/2010 del 16 settembre 2010, consid. 3; DTF
112 II 471, consid. 2 e 3; HAROLD GRÜNINGER, Aktuelles aus dem
Stiftungs und Gemeinnützigkeitsrecht, in: successio 2011, p. 121 seg.).
Tra le attività dell'autorità inferiore si annoverano l'esame preliminare dei
progetti di fondazione (facoltativo), l'assoggettamento delle fondazioni alla
vigilanza, la verifica annuale dei rapporti d'esercizio, l'approvazione delle
modifiche dell'atto costitutivo, dello statuto e di eventuali regolamenti,
nonché lo scioglimento di fondazioni (cfr. per tutto decisione del Tribunale
amministrativo federale B4826/2010 dell'8 febbraio 2011, consid. 2).
2.2. La vigilanza federale sulle fondazioni funge da autorità giudicante e
di decisione nel caso di istanze o denunzie formali inoltrate da terzi che
vertono sulla legittimità delle attività della fondazione o sulla legittimità
dell'operato degli organi della fondazione stessa. L'autorità dispone di
un'ampia gamma di misure di vigilanza che possono essere ordinate
d'ufficio o su richiesta motivata di terzi. Le misure, concretizzate dalla
prassi, sono l'ammonimento (misura più lieve), la prescrizione, le misure
sostitutive, la soppressione di determinati organi della fondazione e, nel
caso più grave, lo scioglimento della fondazione. Nella scelta della misura
da adottare l'autorità inferiore dispone di un ampio margine
d'apprezzamento ed è quindi tenuta in modo particolare a rispettare i
principi generali di diritto, in primo luogo il principio della proporzionalità e
della sussidiarietà. Se il comportamento di un organo della fondazione è
tale da non essere più sostenibile con l'attività della fondazione
conformemente alla legge, l'autorità di sorveglianza è autorizzata,
secondo prassi e dottrina, per esempio a sospendere tale organo, ma è
però tenuta a fare uso di un simile provvedimento soltanto se altrimenti
sarebbe compromesso l'impiego dei beni della fondazione secondo lo
scopo e altre misure meno rigorose non promettono il successo sperato
(cfr. decisione del Tribunale federale 5A_232/2010 del 16 settembre
2010, consid. 3.1.2; DTF 105 II 321, consid. 5; HAROLD GRÜNINGER, in:
Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 4 ed., Basilea 2010, n. 12 segg. ad
art. 84 CC). Tuttavia, l'autorità di vigilanza non ha competenze di polizia:
eventuali perquisizioni domiciliari, confische e simili possono essere
condotte unicamente dalle autorità incaricate del perseguimento penale.
B883/2011
Pagina 11
L'estensione dei poteri di sorveglianza nel dettaglio avviene in base alle
circostanze del singolo caso (cfr. decisioni del Tribunale federale
5A_274/2008 del 19 gennaio 2009, consid. 5.1 e 5A_401/2010 dell'11
agosto 2010; decisioni del Tribunale amministrativo federale B3318/3007
e B3223/2007 del 6 marzo 2008 consid. 5.1, B3867/2007 del 29 aprile
2008 consid. 3; cfr. inoltre per i compiti dell'autorità inferiore il sito web
esv/00471/00472/index.html?lang=it, visitato
l'ultima volta l'11.10.2011).
Di seguito bisogna esaminare se la sospensione temporanea del
ricorrente 1 dalla sua funzione di membro del Consiglio di fondazione
della ricorrente 2 è corretta.
3.
3.1. L'autorità inferiore ha motivato la decisione impugnata principalmente
con il riferimento all'inchiesta penale per amministrazione infedele e truffa
contro il ricorrente 1, aperta dalla Procura del Cantone Ticino su denuncia
dell'autorità inferiore stessa. Essa espone che, nell'ambito dell'esame dei
conti annuali della ricorrente 2 conformemente al suo obbligo di vigilanza,
l'ufficio di revisione aveva emesso una riserva rispetto ai conti chiusi il
31 dicembre 2008, accorgendosi che importanti somme di denaro erano
state versate a due membri del Consiglio di fondazione della ricorrente 2,
tra cui il ricorrente 1. Per questo motivo l'autorità inferiore spiega di aver
richiesto dettagli su alcune voci relative alle spese del conto economico
della ricorrente 2. Secondo lei, analizzando in simultanea la contabilità
disponibile della ricorrente 2 e della fondazione Z._______, emerge che
uscite asseritamente dichiarate in una contabilità a favore dell'altra
fondazione, non troverebbero riscontro nella contabilità di chi avrebbe
dovuto beneficiare.
L'autorità inferiore, come risulta dalla risposta del 2 maggio 2011, è
dell'opinione che in questa circostanza il rischio che i beni della
fondazione non siano utilizzati conformemente allo scopo della
fondazione è concreto e quindi ben giustificato sospendere il ricorrente 1
dalle sue funzioni di membro del Consiglio di fondazione della ricorrente 2
fino a che il suo ruolo nella vicenda penale non sia chiarito. A mente
dell'autorità inferiore, solo l'allontanamento del ricorrente 1 permette di
evitare eventuali danni alla ricorrente 2 e il proprio interesse
preponderante consisterebbe nel fare luce sull'utilizzo che sarebbe stato
fatto dei beni della fondazione nel periodo tra il 20052009, nonché
B883/2011
Pagina 12
garantire che attualmente ci sia un utilizzo di tali beni conforme allo scopo
statuario.
Con scritto del 24 maggio 2011 l'autorità inferiore ha inoltre dichiarato che
a "causa del segreto istruttorio e al fine di non pregiudicare le indagini
attualmente in corso in Ticino", non è in grado di fornire informazioni sui
costi nominati nell'ordine di perquisizione e sequestro del 21 dicembre
2010 del Procuratore generale del Cantone Ticino.
3.2. Con ricorso del 2 febbraio 2011 i ricorrenti sostengono innanzitutto
che un semplice richiamo a "nuovi fatti emersi e a denuncie sollevate da
terzi" non basta per giustificare tale provvedimento. A loro dire l'autorità
inferiore non porta alcuna prova documentaria a sostegno delle sue
allegazioni. Per i ricorrenti i sospetti flussi finanziari si sarebbero svolti
tutti in modo legale. Essi precisano le circostanze che hanno causato la
denuncia penale per i titoli di amministrazione infedele e truffa nei
confronti del presidente di allora della ricorrente 2, A._______, e del
ricorrente 1. Per quanto riguarda per esempio l'indiziato versamento
mensile di CHF _______, i ricorrenti precisano che si tratta di una pigione
per la locazione di uffici da parte della ricorrente 2 presso il Centro
C._______ di proprietà della (…) SA di (luogo), di cui il ricorrente 1 era ed
è amministratore unico. Secondo loro il ricorrente 1 non ha neanche il
diritto di firma individuale per recare eventuali pregiudizi patrimoniali alla
fondazione.
4.
4.1. Secondo la prassi, la sospensione di un organo dal Consiglio di
fondazione può, di principio, entrare in considerazione soltanto se il
principio della proporzionalità non impone una misura più lieve (cfr.
decisione del Tribunale federale 5A_232/2010 del 16 settembre 2010,
consid. 3.1.2). La decisione impugnata costituisce un provvedimento
cautelare (cfr. decisione del Tribunale federale 2A_64/2003 del 27
maggio 2003, consid. 2). Il divieto di esercitare un'attività, sebbene di
carattere provvisorio, può costituire un intervento eccessivo in diversi
diritti fondamentali e deve avvenire nel pieno rispetto dei principi dello
Stato di diritto. Un provvedimento cautelare dev'essere urgente e
presupporre che vi è seriamente da temere che sussista un rischio acuto
per l'interesse pubblico o privato protetto, in casu lo scopo statutario della
fondazione, ed ha in questo senso carattere preventivo (cfr.
RHINOW/KOLLER/KISS/THURNHERR/BRÜHLMOSER, op. cit., n. 1178). Per
tale provvedimento è necessario considerare le prospettive di successo
B883/2011
Pagina 13
della causa principale, cioè della decisione definitiva sulla sospensione di
un membro del Consiglio di fondazione, l'eventuale danno per la
fondazione e la proporzionalità dell'ordinanza temporanea (cfr. VOGEL, op.
cit., p. 92 segg.; ISABELLE HÄNER, Vorsorgliche Massnahmen im
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsprozess, in Zeitschrift für
Schweizerisches Recht [ZSR] 116/1997 II, p. 322 n. 90 segg.). Anche se
per una misura cautelare è sufficiente un esame sommario di fatto e di
diritto è importante che l'autorità giudicante presenti il più presto possibile
tutti gli elementi di fatto necessari per la comprensione dei considerandi
di diritto.
4.2. Come mostrano i considerandi seguenti, la questione a sapere se e
in che misura il solo rinvio all'apertura di un'inchiesta penale possa
giustificare un provvedimento amministrativo e misure cautelari, può
fortemente dipendere dal singolo caso. Indiscusso è comunque che una
tale misura presuppone un certo rischio di recidiva (per la discussione
nella dottrina cfr. ad esempio STEPHAN TRECHSEL/MARC JEANRICHARD
DITBRESSEL, in: Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxikommentar,
Zurigo/S. Gallo 2008, n. 3 ad art. 67 del Codice penale svizzero del 21
dicembre 1937 [CP, RS 311]; PETER HSU/RASHID BAHAR/DANIEL
FLÜHMANN, in: Rolf Watter/Nedim Peter Vogt (Hrsg.), Basler Kommentar
zum Börsengesetz und Finanzmarktaufsichtsgesetz, 2a edizione,
Basilea 2011, n. 1 segg. ad art. 33 della legge federale del 22 giugno
2007 concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari
[legge sulla vigilanza dei mercati finanziari, LFINMA, RS 956.1]). Gli
effetti della decisione amministrativa fondata unicamente sull'indicazione
di un'istruttoria penale in corso, rispettivamente su indizi o elementi di
sospetto che si riferiscono ad uno stato provvisorio potrebbero rischiare di
entrare in un certo qual modo in contraddizione con il principio della
presunzione dell'innocenza. In ogni caso, i fatti determinati e gli indizi di
reato devono almeno rispecchiarsi nel provvedimento amministrativo,
cioè essere condivisibili affinché il procedimento penale in corso possa
giustificare una decisione amministrativa corrispondente.
5.
Nel caso in esame, come menzionato precedentemente, balza agli occhi
che la decisione impugnata è motivata essenzialmente con l'indicazione
dell'apertura di un'inchiesta penale. Lo scrivente Tribunale riconosce che,
di principio, l'ordine della sospensione temporanea di un membro del
Consiglio di fondazione può essere possibile già solo sulla base dell'avvio
di un procedimento penale a carico di tale organo, finché non sia stata
fatta chiarezza sulle accuse mosse nei suoi confronti, conto tenuto in
B883/2011
Pagina 14
particolare della possibile gravità dei reati in questione. Rimane
comunque l'obbligo di esaminare se una tale motivazione, considerando
l'insieme delle circostanze, sia pertinente anche nel singolo caso
rispettivamente se sia condivisibile nella misura di permettere un esame
della decisione impugnata tramite l'autorità di ricorso.
5.1. L'obbligo di motivazione deriva dal diritto di essere sentito. Il diritto di
essere sentito sancito dagli artt. 29 cpv. 2 della Costituzione federale
della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost, RS 101) e 6 n. 3
della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) costituisce un
aspetto importante e specifico del principio generale di un equo processo
giusta gli artt. 29 cpv. 1 Cost e 6 n. 1 CEDU. Il diritto di essere sentito è
una garanzia di natura formale. Una sua lesione comporta di regola
l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalla
fondatezza materiale del ricorso (DTF 124 V 183, consid. 4a; DTF 122 II
469, consid. 4a con rinvii; decisione del Tribunale federale 2P_67/2000
del 19 settembre 2000).
L'obbligo di motivazione è definito tra l'altro esplicitamente dall'art. 35
cpv. 1 PA ed è volto ad assicurare la trasparenza dell'attività
dell'amministrazione, a favorire la comprensione del provvedimento da
parte degli interessati, a salvaguardare l'esercizio del diritto di difesa dei
concorrenti esclusi ed a permettere all'autorità di ricorso di pronunciarsi
sulla legittimità dell'atto impugnato e renderlo controllabile (MARCO
BORGHI/GUIDO CORTI, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
ad art. 26 PAmm, n. 1; FELIX UHLMANN/ALEXANDRA SCHWANK, in:
Praxiskommentar VwVG, Waldmann/Weissenberger [Hrsg.], Zurigo 2009,
n. 12 segg. ad art. 35). E' sufficiente che la motivazione si esprima sulle
circostanze significative, atte ad influire in un modo o nell'altro sul giudizio
di merito, così da permettere all'interessato di afferrare le ragioni poste a
fondamento della decisione e di impugnarla con cognizione di causa
(DTF 129 I 232, consid. 3.2, DTF 126 I 97, consid. 2b; DTF 124 II 146,
consid. 2a, DTF 123 I 31, consid. 2c). Ovvero, l'autorità non è tenuta a
prendere posizione su tutti gli argomenti sollevati, ma può limitarsi ad
esporre le sole circostanze rilevanti per la decisione (DTF 130 II 530,
consid. 4.3; DTF 129 II 232, consid. 3.2.; DTF 126 I 97, consid. 2b;
RHINOW/KOLLER/KISS/THURNHERR/BRÜHLMOSER, op. cit., n. 344). Se
come nel caso di specie all'autorità è riconosciuto un ampio margine
d'apprezzamento e la misura di vigilanza scelta tocca in modo particolare
i diritti individuali, vigono esigenze più elevate all'obbligo di motivazione
B883/2011
Pagina 15
(cfr. DTF 129 I 232, consid. 3.3 con ulteriori riferimenti, tra l'altro alla DTF
112 Ia 107, consid 2b).
5.2. È possibile ed appare incontestato che nella fattispecie diverse
transazioni finanziarie non sono state registrate secondo i principi
contabili. Però, come confermato dal Procuratore pubblico del Cantone
Ticino nel decreto di non luogo a procedere del 30 giugno 2010 (cfr. n. 4
pagina 5 del decreto), da detta circostanza non si può direttamente
risalire ad un reato. Secondo questo decreto, motivato in modo
dettagliato e coerente, le problematiche erano principalmente legate alle
eccessive spese, con particolare riferimento agli importi dati direttamente
o tramite terze entità in favore di A._______, nonché agli importi pagati a
titolo di affitto dalla ricorrente 2 in favore di strutture riconducibili al
ricorrente 1. Pur sostenendo il parere dell'autorità inferiore – secondo cui
chi siede nel Consiglio di fondazione dovrebbe svolgere attività per scopi
ideali – il Procuratore pubblico dichiara che non ci sono adeguati motivi
per esperire ulteriori verifiche sul piano penale e che in effetti non
risultano presenti sufficienti indizi a carico dei denunciati (cfr. n. 6 pagina
6 del decreto di non luogo a procedere del Procuratore pubblico del
Cantone Ticino del 30 giugno 2010).
La decisione impugnata si limita sostanzialmente a richiamare che "in
seguito a nuovi fatti emersi e a denuncie sollevate da terzi" l'autorità
inferiore ha chiesto la riapertura del procedimento penale contro il
ricorrente 1 presso la Procura del Cantone Ticino e che il Procuratore
Generale questa volta ha aperto un'inchiesta penale. L'autorità inferiore si
accontenta di rinviare in modo globale a sospetti versamenti finanziari da
parte dei ricorrenti, senza nominare i "terzi" denuncianti o concretizzare i
nuovi fatti sospetti e senza nemmeno fare un preciso riferimento agli atti
corrispondenti. Fino ad oggi non è però documentato, né sostanziato
quali "nuovi" e concreti elementi avrebbero causato la seconda denuncia
penale contro il ricorrente 1, anche per capire se siano emersi fatti e indizi
che possano confermare i menzionati sospetti ed un'eventuale condanna.
L'autorità inferiore, da una parte, condiziona la sua decisione
all'eventuale condanna penale del ricorrente 1, ma, dall'altra, afferma di
non voler entrare "in materia sulle questioni penali e di competenza del
Ministero Pubblico".
I ricorrenti, cioè la fondazione stessa, rappresentata dal Presidente e da
un altro membro del Consiglio di fondazione, nonché il quarto ed ultimo
membro, sia nelle lettere del 14 gennaio e del 27 maggio 2011 (allegate
agli atti preliminari) sia nel ricorso del 2 febbraio 2011 hanno sostanziato
B883/2011
Pagina 16
in modo plausibile quali sono gli interessi attuali, anche finanziari, della
fondazione al mantenimento del ricorrente 1 allo stato di membro del
Consiglio della fondazione.
Considerato che appena sei mesi fa, il Procuratore pubblico non ha
potuto dar seguito alla denuncia dell'autorità inferiore, decretando il non
luogo a procedere sulla base di una motivazione dettagliata, e, tenuto
conto delle osservazioni dei ricorrenti già nell'ambito della procedura
dinanzi all'autorità inferiore, ci si sarebbe potuto attendere che l'autorità
inferiore motivasse il suo provvedimento nei confronti dei ricorrenti nella
decisione stessa o nell'ambito della risposta al ricorso, anche sotto
l'aspetto del diritto di vigilanza sulle fondazioni. Pure nel quadro
dell'istruttoria del presente ricorso l'autorità inferiore non precisa i fatti
"nuovi", e non espone in modo adeguato né i motivi che l'avrebbero
condotta a sporgere denuncia una seconda volta, né le differenze di fatto
tra i motivi alla base della seconda denuncia e quelli alla base della
prima. Nella risposta del 2 maggio 2011 essa non si occupa a fondo delle
allegazioni sostanziate dei ricorrenti. Per esempio, per quanto attiene
all'argomento, secondo cui il ricorrente 1 non avrebbe il diritto di firma
individuale per arrecare eventuali pregiudizi patrimoniali alla fondazione,
l'autorità inferiore si è limitata ad addurre soltanto che l'edizione di
ulteriori informazioni potrebbe pregiudicare le indagini penali attualmente
in corso. Così facendo, l'autorità inferiore si sottrae alle sue
responsabilità, tra le quali anche l'obbligo di motivare la sua decisione
sotto l'aspetto del diritto di vigilanza sulle fondazioni, convalidarla con
prove idonee e di cooperare all'accertamento dei fatti nell'ambito della
fase istruttoria del ricorso. Senza indicazioni dell'autorità inferiore sui
nuovi fatti, sospetti e sulle denuncie di terzi, lo scrivente Tribunale in
qualità di autorità di ricorso non è in grado di esercitare un controllo serio
ed adeguato. L'atto impugnato non può essere esaminato sotto l'aspetto
della fondatezza o veridicità e di conseguenza non può essere condiviso.
Non sarebbe nemmeno possibile esaminare la proporzionalità del
provvedimento, vale a dire la questione a sapere se l'autorità inferiore
abbia scelto una misura necessaria per tutelare l'interesse della
fondazione (per il principio della proporzionalità cfr. ULRICH
HÄFELIN/GEORG MÜLLER /FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht,
Zurigo/San Gallo 2010, n. 581 segg.).
5.3. Con ogni probabilità l'autorità inferiore, dichiarando che l'edizione di
ulteriori informazioni potrebbe pregiudicare le indagini penali attualmente
in corso, voleva impedire un eventuale pericolo di collusione. In questo
contesto occorre menzionare che anche il Tribunale amministrativo
B883/2011
Pagina 17
federale è soggetto al segreto d'ufficio. Sembra che l'autorità inferiore non
abbia preso in considerazione le possibilità del Tribunale di limitare
l'esame degli atti (art. 27 PA).
Infine la decisione emanata non manca di una certa contraddittorietà. È
infatti difficile capire perché l'autorità inferiore, per tutelare la ricorrente 2
dal rischio di un probabile danno materiale ed immateriale da parte del
ricorrente 1, non abbia fatto uso della facoltà prevista dall'art. 55 cpv. 2
PA, di togliere l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso o di chiedere
tale provvedimento d'urgenza.
5.4. In base alle allegazioni suesposte si può affermare che la decisione
impugnata soffre in diversi punti di un vizio di motivazione, il quale,
nonostante l'esplicita possibilità data dallo scrivente Tribunale all'autorità
inferiore nella procedura di ricorso, non ha potuto essere sanato. Come
già accennato, la sospensione temporanea di un membro del Consiglio di
fondazione dalle sue funzioni può, di principio, essere ordinata e
giustificata già se nei confronti di tale organo è stato aperto un
procedimento penale. In altre parole, il riferimento all'avvio di un
procedimento penale può, di principio, bastare quale motivazione per
disporre la sospensione provvisoria di un organo della fondazione,
almeno fino al momento in cui non si siano chiariti i rimproveri mossi nei
suoi confronti. Considerate invece le circostanze particolari del caso in
esame una prima denuncia penale terminata con un decreto di non
luogo a procedere sei mesi fa, gli interessi (fatti valere in modo plausibile)
della fondazione al mantenimento dello stato attuale, l'assenza di una
domanda debitamente motivata volta all'annullamento dell'effetto
sospensivo, l'assenza di argomenti che potrebbero sostanziare un certo
rischio attuale per i beni della fondazione, nonché le obbiezioni non
sufficientemente sostanziate da parte dell'autorità inferiore quale risposta
alle argomentazioni della ricorrente 2 – non si può che giungere alla
conclusione che nel caso di specie, a titolo eccezionale, una motivazione
limitata alla sola indicazione dell'apertura di un'inchiesta penale, non può
bastare. Benché il Ministero pubblico, per la riapertura del procedimento,
sia tenuto a rispettare i presupposti dell'art. 323 del Codice di diritto
processuale penale svizzero del 5 ottobre 2007 (Codice di procedura
penale, CPP; RS 312.0), questo non dispensa l'autorità inferiore
dall'obbligo di motivare la misura amministrativa a grandi linee, non da
ultimo anche affinché la decisione sia condivisibile nell'ambito di un
eventuale controllo giuridico da parte delle autorità giudiziarie. Tenuto
conto delle allegazioni precedenti, i nuovi mezzi di prova o fatti che
chiamano in causa la responsabilità penale dell’imputato e che non
B883/2011
Pagina 18
risultano dagli atti del procedimento conclusosi con un abbandono
dovrebbero essere portati a conoscenza del tribunale.
5.5. Nel complesso va confermata la conclusione che la decisione
impugnata soffre di un vizio formale nella motivazione, il quale non ha
potuto essere sanato per motivi di cui è responsabile l'autorità inferiore.
6.
Considerato quanto precede, la decisione dell'autorità inferiore va quindi
annullata e il ricorso accolto. Spetta all'autorità inferiore di esaminare e di
decidere se, finché l'inchiesta penale non avrà stabilito il ruolo del
ricorrente 1 nella vicenda summenzionata, vuole nuovamente ordinare,
questa volta con una sufficiente motivazione al più tardi nella procedura
di ricorso, la sospensione provvisoria del medesimo dalla sua funzione di
Consiglio di fondazione della ricorrente 2, oppure eventualmente
aspettare un prossimo passo nell'istruzione penale come l'eventuale
promozione dell'accusa od il risultato dell'inchiesta penale o decretare
altri provvedimenti adeguati.
7.
Visto l'esito del ricorso, ai ricorrenti, quale parte vincente, non vengono
addossate spese giudiziarie (art. 63 cpv. 1 PA). Viene restituito ai
ricorrenti l'anticipo di fr. 1'000. ciascuno (fr. 2'000. in totale) versato in
data 16 febbraio 2011. Nessuna spesa processuale è messa a carico
delle istanze precedenti (art. 63 cpv. 2 PA).
L'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può, d'ufficio
o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità per le spese
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (art. 64 cpv. 1
PA). I ricorrenti sono rappresentati da un avvocato e sono da considerare
parte vincente. Viene quindi loro assegnata un'indennità a titolo di
ripetibili (art. 64 cpv. 2 PA in relazione con l'art. 7 art. del Regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale (TSTAF, RS 173.320.2). Il
rappresentante non ha inoltrato alcuna nota d'onorario. L'indennità a titolo
di ripetibili viene così stabilita d'ufficio e fissata secondo debito
apprezzamento a fr. 1'500. per ogni ricorrente (incluso spese e IVA),
anche tenuto conto che i due ricorsi sono in larga misura identici (cfr. art.
14 cpv. 2 seconda frase TATAF).
B883/2011
Pagina 19
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
I ricorsi dei ricorrenti 1 e 2, congiunti durante la procedura di ricorso, sono
accolti e la decisione incidentale dell'autorità inferiore del 3 gennaio 2011
concernente la sospensione momentanea del ricorrente 1 dalla sua
funzione di membro del Consiglio di Fondazione della ricorrente 2 è
annullata.
2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo spese di fr. 2'000. in
totale, è restituito ai ricorrenti (fr. 1'000. alla ricorrente 1 e fr. 1'000. al
ricorrente 2) dalla cassa del Tribunale dopo la crescita in giudicato della
presente sentenza.
3.
Ai ricorrenti è assegnata un'indennità di ripetibili di fr. 1'500. (IVA inclusa)
ciascuno (in totale fr. 3'000.) a carico dell'autorità inferiore.
4.
Comunicazione a:
– ricorrenti (atto giudiziario);
– autorità inferiore (n° di rif. 413Ces; atto giudiziario).
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Francesco Brentani Corrado Bergomi
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di
30 giorni dalla sua notificazione (art. 72 cpv. 2 lett. b cfr. 4 della legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti scritti
devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i
motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione
B883/2011
Pagina 20
impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati
come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: 28 ottobre 2011