Sentenza del 21 gennaio 2010
I Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente,
Emanuel Hochstrasser e Patrick Robert-Nicoud,
Cancelliere Giampiero Vacalli
Parti A.
rappresentato dall’avv. Luca Taddei,
Reclamante
contro
1. MINISTERO PUBBLICO DELLA
CONFEDERAZIONE,
2. UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,
Controparti
Oggetto Nomina del difensore d'ufficio per indigenza (art. 36
cpv. 2 PP)
B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell’incarto: BB.2010.2
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Fatti:
A. A. è oggetto di un’istruzione preparatoria aperta nei suoi confronti (e di altri)
per titolo di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 1 e 2
LStup), partecipazione ad organizzazione criminale (art. 260ter CP) ed infra-
zione alla legge federale sulle armi (art. 33 e segg. LArm).
B. Con scritto dell’8 luglio 2009, il giudice istruttore federale responsabile delle
indagini ha nominato l’avv. Luca Taddei quale difensore d’ufficio di A., ai
sensi degli art. 36 e 37 PP. Con istanza del 29 settembre 2009 il difensore
designato ha chiesto che il suo patrocinato fosse posto al beneficio del gra-
tuito patrocinio, poiché il reddito dello stesso era insufficiente per coprire le
spese legali. Il giudice istruttore federale ha respinto tale richiesta con deci-
sione del 23 dicembre 2009 (v. act. 1.1).
C. Dissentendo da tale decisione, il 4 gennaio 2010 A. è insorto con un reclamo
dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chie-
dendo di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria gratuita.
D. Nella sua risposta del 7 gennaio 2010, l’Ufficio dei giudici istruttori federali
(UGI) si rimette al prudente giudizio di questa Corte; il Ministero pubblico del-
la Confederazione (MPC) ha invece espressamente rinunciato a presentare
delle osservazioni (v. act. 3 e 4).
E. Non è stato richiesto un secondo scambio di allegati. Le argomentazioni del-
le parti saranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi seguenti.
Diritto:
1.
1.1. Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina
d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sottopo-
sti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle lo-
ro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 571
consid. 1, 361 consid. 1).
1.2 Giusta l’art. 214 PP, gli atti e le omissioni del Giudice istruttore federale pos-
sono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali; il diritto di re-
clamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui l’operazione o l’omissione
abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il ricorso deve
essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricorrente
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ha avuto conoscenza dell’atto od omissione in questione (art. 217 PP). La de-
cisione impugnata, datata 23 dicembre 2009, è stata ricevuta dal patrocinatore
dell’indagato il 28 dicembre 2009 (v. timbro); considerato che il termine di re-
clamo di cui all’art. 217 PP veniva a scadere il 2 gennaio 2010, un sabato, il
gravame, introdotto lunedì 4 gennaio 2010, risulta tempestivo. La legittimazio-
ne a ricorrere dell’indagato è pacifica.
2. L’art. 214 PP non ha quale scopo quello di concedere alla I Corte dei reclami
penali la possibilità d’intromettersi nelle operazioni soggette al potere
d’apprezzamento del Giudice istruttore federale e di sostituire il proprio ap-
prezzamento a quello dell’autorità incaricata dell’istruzione preparatoria, fa-
cendosi così carico della responsabilità per la conduzione dell’inchiesta
(v. TPF 2006 283 consid. 2, non pubblicato). A meno che il reclamo non porti
su delle misure coercitive, la I Corte dei reclami penali rivede la decisione im-
pugnata al beneficio di un ristretto potere cognitivo, limitandosi a determinare
se il magistrato in questione ha agito nei limiti delle sue competenze o, al con-
trario, ha ecceduto nel suo potere d’apprezzamento (TPF 2005 145 con-
sid. 2.1; sentenza del Tribunale penale federale BB.2005.4 del 27 aprile 2005,
consid. 2). Non portando la decisione qui impugnata su di una misura coerciti-
va, questa Corte dispone in concreto di un limitato potere d’esame.
3.
3.1. Una parte è da considerarsi indigente allorquando, per pagare le spese pro-
cessuali o le ripetibili, è costretta ad intaccare i mezzi necessari per coprire i
bisogni fondamentali personali e della propria famiglia (DTF 125 IV 161 con-
sid. 4a; 124 I 1 consid. 2a; cfr. ugualmente DTF 128 I 225 consid. 2.5.1; 127 I
202 consid. 3b). L’analisi dell’esistenza dell’indigenza deve tener conto di tutta
la situazione finanziaria dell’istante al momento dell’inoltro della richiesta di
assistenza giudiziaria. Ciò comprende, da una parte, tutti gli obblighi finanziari
e, d’altra parte, i redditi e la fortuna (DTF 124 I 1 consid. 2a; 120 Ia 179 con-
sid. 3a, con i rinvii). Per la definizione di quanto è necessario per coprire i bi-
sogni fondamentali l’autorità chiamata a giudicare non dovrebbe basarsi in
maniera schematica sul minimo esistenziale prestabilito dalla legislazione
sull’esecuzione e sul fallimento, ma prendere in considerazione le circostanze
personali del richiedente. Un’eventuale eccedenza risultante dal confronto tra
il reddito a disposizione e l’importo necessario a soddisfare i bisogni fonda-
mentali deve poter essere utilizzata per affrontare le spese giudiziarie e ripeti-
bili previste in un caso concreto (DTF 118 Ia 369 consid. 4a); in questo caso,
l’eccedenza mensile deve permettere di estinguere il debito legato alle spese
giudiziarie; per i casi più semplici, nel lasso di tempo di un anno e per gli altri
entro due anni (v., in proposito, la sentenza del Tribunale federale
5P.457/2003 del 19 gennaio 2004, consid. 1.2).
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3.2. L’obbligo dello Stato di fornire assistenza giudiziaria è sussidiario rispetto al
dovere di assistenza derivante dal diritto di famiglia, in particolare dal diritto
matrimoniale (art. 159 cpv. 3 e 163 cpv. 1 CC; ALFRED BÜHLER, Betreibungs-
und prozessrechtliches Existenzminimum, in: AJP 2002 pag. 644 e segg., in
particolare pag. 658; STEFAN MEICHSSNER, Aktuelle Praxis der unentgeltlichen
Rechtspflege, in Jusletter 7 dicembre 2009, pag. 6; v. ugualmente DTF 85 I 1
consid. 3 così come per le procedure penali DTF 127 I 202 consid. 3b). Per il
giudizio dell’esistenza o meno dell’indigenza vanno quindi presi in considera-
zione i redditi e la fortuna di entrambi i coniugi (v. sentenze del Tribunale pe-
nale federale BV.2005.16 del 7 giugno 2005 consid. 2.1, pag. 4 in basso, e
BH.2005.28 del 14 ottobre 2005 consid. 6.1, pag. 9).
3.3. Di principio, spetta al richiedente presentare e provare, nella misura del possi-
bile, i suoi redditi e la sua fortuna. Più la situazione finanziaria è complessa,
tanto più elevate risultano essere le esigenze di chiarezza e completezza della
richiesta. I bisogni fondamentali attuali dell’istante devono poter essere deter-
minati sulla base delle pezze giustificative inoltrate. Le pezze giustificative de-
vono inoltre fornire un’immagine chiara di tutti gli obblighi finanziari del richie-
dente così come dei suoi redditi e della sua fortuna (DTF 125 IV 161 con-
sid. 4a). Se il richiedente non riesce a presentare in maniera chiara e comple-
ta la sua situazione finanziaria, ossia i giustificativi inoltrati e i dati comunicati
non riescono a dare un’immagine coerente e esente da contraddizioni della
medesima, la richiesta può essere respinta a causa di una motivazione insuf-
ficiente o per indigenza non dimostrata (v. ALFRED BÜHLER, Die Prozessarmut,
in: Schöbi [ed.], Gerichtskosten, Parteikosten, Prozesskaution, unentgeltliche
Prozessführung, Berna 2001, pag. 189 e seg.; DTF 125 IV 161 consid. 4).
4.
4.1. In concreto il reclamante fa stato di un salario mensile lordo di fr. 4'900.-, pari
a fr. 4'410.- mensili al netto degli usuali oneri sociali (v. pag. 2 del contratto di
lavoro prodotto in act. 1.4). L’economia domestica, nella quale vive con la mo-
glie (casalinga) e la figlia minore, riceverebbe inoltre un importo mensile di
fr. 1'200.- da parte della figlia maggiore quale provento della locazione di un
appartamento situato al piano superiore dell’abitazione coniugale a Z. Il reddi-
to mensile netto della famiglia del reclamante ammonterebbe quindi a
fr. 5'610.-. Si segnala che questo importo risulta da quanto dichiarato nel re-
clamo, dato che nel formulario per la concessione dell’assistenza giudiziaria
sottoposto all’esame del giudice istruttore federale il 18 ottobre 2009, la tabel-
la dei redditi non era stata compilata, mentre sullo stesso formulario – ancor-
ché erroneamente iscritta alla voce “spese eccezionali previste” - figurava
un’entrata di fr. 1'800.- quale provento della locazione di detto appartamento
(v. act. 1.3 pag. 4 e 5). Ora, dell’entità di questo contributo mensile (sia esso
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di fr. 1'200 o di fr. 1'800) non vi è però traccia nella documentazione bancaria
allegata al reclamo. Presumendo che sia versato in contanti direttamente nelle
mani del reclamante, e quindi senza accredito bancario, nell’incarto dovrebbe
perlomeno figurare una ricevuta corrispondente, ma ciò non è il caso in con-
creto.
Stanti queste lacune e imprecisioni, sia nell’apposito formulario, sia nella do-
cumentazione ad esso allegata, non sorprende il fatto che il giudice istruttore
abbia respinto la domanda di assistenza giudiziaria gratuita presentata
dall’indagato; tenuto conto del limitato potere di esame di cui fruisce questa
Corte nel presente caso, la decisione dell’autorità istruttoria non può essere
censurata.
4.2. A prescindere dalla lacunosa domanda sottoposta all’esame del giudice istrut-
tore federale, la richiesta di gratuito patrocinio andrebbe comunque respinta
anche procedendo ad una valutazione autonoma, alla luce delle cifre esposte
nel reclamo e della nuova documentazione prodotta in allegato a questo. A
fronte di un reddito mensile netto dichiarato di fr. 6'210.- (fr. 4'410.- +
fr. 1'800.-), vanno infatti considerate le seguenti spese: fr. 2'460.- per le spese
dell’economia domestica comune, con figlia oltre i dodici anni convivente;
fr. 1'204.- di interessi mensili per l’ipoteca fissa sull’abitazione coniugale
(v. estratti del conto interessi 2008 della Banca B., in act. 1.4); fr. 200.- di spe-
se accessorie per la casa; fr. 300.- per autoveicolo privato; fr. 300.- per i pasti
fuori domicilio; fr. 100.- per assicurazione RC stabili e fr. 443.80 di cassa ma-
lati, per un totale complessivo di fr. 5'007.-. L’eccedenza risultante dal confron-
to tra il reddito a disposizione e l’importo necessario a soddisfare i bisogni
primari del reclamante (e della sua famiglia) è quindi di fr. 1'203.- al mese, ciò
che gli permetterebbe di affrontare le spese della sua difesa penale senza far
capo al gratuito patrocinio. A questo saldo mensile positivo, va inoltre aggiunto
l’importo di fr. 5'000.- depositato sul conto presso la Banca B., come attestato
dal formulario e dalla documentazione annessa contenuta nell’incarto.
5. Vista la mancata dimostrazione dello stato d’indigenza, la domanda
d’assistenza giudiziaria presentata dall’indagato va respinta, sia per quanto ri-
guarda l’assunzione dell’onorario del suo difensore, sia per ciò che concerne
la dispensa dal pagamento delle spese della presente procedura. Giusta
l’art. 66 cpv. 1 LTF, applicabile per il rinvio di cui all’art. 245 cpv. 1 PP, le spe-
se processuali sono poste a carico della parte soccombente; in concreto, con-
siderata la limitata istruttoria del caso, viene posta a carico del reclamante una
tassa di giustizia ridotta di fr. 750.-, calcolata giusta l'art. 3 del Regolamento
dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale
(RS 173.711.32).
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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia:
1. Il reclamo è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 750.- è posta a carico del reclamante.
Bellinzona, 22 gennaio 2010
In nome della I Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a:
- Avv. Luca Taddei
- Ministero pubblico della Confederazione
- Ufficio dei giudici istruttori federali
Informazione sui rimedi giuridici
Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.
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