B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell ’ incarto: BE.2005.4
Sentenza del 16 ottobre 2007
I Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi-
dente, Bernard Bertossa e Tito Ponti,
Cancelliere Giampiero Vacalli
Parti
AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE CONTRI-
BUZIONI,
Richiedente
contro
1. A.,
2. B.,
entrambi rappresentati dagli avv. Mario Postizzi e
Goran Mazzucchelli
Opponenti
Oggetto Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA)
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Fatti:
A. Il 24 dicembre 2004, il capo del Dipartimento federale delle finanze On.
Hans-Rudolf Merz ha autorizzato l’Amministrazione federale delle contribu-
zioni (in seguito: AFC) ad aprire un’inchiesta fiscale speciale nei confronti
degli avvocati A. et B., titolare quest’ultima di uno studio legale e notarile a
Lugano ed entrambi ivi domiciliati.
B. A. è sospettato d’aver commesso gravi infrazioni fiscali ai sensi dell’articolo
190 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta
(LIFD; RS 642.11), ossia d’aver sottratto al fisco federale una parte impor-
tante dei suoi redditi e della sua sostanza imponibili, ricorrendo in particola-
re a conti bancari non dichiarati intestati a società di tipo “off-shore”. Egli
avrebbe inoltre partecipato a reati fiscali commessi da C. B., dal canto suo,
avrebbe partecipato ai reati fiscali commessi dal marito.
C. In data 2 e 3 febbraio 2005 la divisione delle inchieste speciali dell’AFC (in
seguito: DIF) ha proceduto ad una prima perquisizione dello studio legale e
notarile D. a Lugano, la quale ha permesso di porre in luogo sicuro diversi
documenti cartacei ed informatici. Tuttavia, per quanto concerne la maggior
parte della documentazione presente nello studio legale nonché gli incarti
depositati nei due archivi dello studio, B. si è opposta alla loro perquisizio-
ne. Malgrado l’opposizione di B. e A. concretizzatasi mediante un reclamo
respinto dall’AFC con decisione dell’8 marzo 2005, la perquisizione dello
studio legale è proseguita il 9 e 10 marzo seguenti ed ha avuto come og-
getto la documentazione presente negli archivi. La DIF ha in sostanza effet-
tuato una scelta sommaria dei documenti che ha ritenuto necessari per
l’inchiesta, sigillandoli e ponendoli in luogo sicuro.
D. Con scritto dell’11 aprile 2005 l’AFC ha presentato una richiesta di levata
dei sigilli alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale riguar-
dante la totalità dei documenti “sequestrati” presso lo studio legale e notari-
le D. a Lugano. A tale richiesta i coniugi A. e B. si sono sostanzialmente
opposti.
E. La Corte dei reclami penali, con sentenza dell’8 agosto 2005, ha accolto la
richiesta di levata dei sigilli in questione, fissandone le modalità (v. consid.
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7.3). Il Tribunale federale, con sentenza del 6 febbraio 2006, ha confermato
questa decisione (sentenza 1S.31/2005).
F. L’8 giugno 2006 le parti ed il giudice delegato, vista la voluminosa docu-
mentazione sequestrata (126 cartoni), si sono riuniti per definire prelimi-
narmente gli aspetti pratici della levata sigilli. Costatate le divergenze in-
sormontabili concernenti l’utilità o meno di tutta la documentazione sigillata,
al termine dell'udienza del 27 luglio 2006 il giudice delegato ha comunicato
alle parti che il tribunale avrebbe statuito autonomamente su tutti gli incarti
sequestrati. Le parti si sono dichiarate d’accordo con questo approccio, ri-
nunciando quindi espressamente alla procedura in contraddittorio.
G. Con sentenze del 14 settembre, 28 settembre (con rettifica del 17 ottobre)
e 31 ottobre 2006 la Corte dei reclami penali ha statuito sulla maggior parte
della documentazione dissuggellata, decidendo quali incarti dovevano es-
sere versati agli atti per i bisogni dell'inchiesta e quali, in quanto inutili, resti-
tuiti agli indagati.
Con sentenza del 20 febbraio 2007 la presenta autorità, viste le grosse dif-
ficoltà legate alla prosecuzione della cernita (impossibilità di distinguere i
clienti protetti dal segreto professionale dell'avvocato da quelli non protetti),
ha deciso di versare agli atti tutta la documentazione restante in forma non
anonimizzata. Contro tale decisione i coniugi A. e B. sono insorti davanti al
Tribunale federale, il quale ha deciso, nella misura della sua ammissibilità,
di accogliere il ricorso (sentenza 1B_47/2007 del 28 giugno 2007). La I
Corte dei reclami penali è stata quindi invitata a proseguire con la cernita
conformemente alla procedura in tre fasi prestabilita, avvalendosi della col-
laborazione dei ricorrenti.
H. Con decreto del 10 agosto 2007 la I Corte dei reclami penali, dopo aver sti-
lato una lista dettagliata degli incarti ancora in sospeso, ha invitato l'AFC ad
esprimersi sull'utilità degli stessi. Tale presa di posizione è stata poi tra-
smessa ai coniugi A. e B., i quali sono stati invitati ad indicare in quali incar-
ti giudicati utili dall'AFC loro ritengono vi sia un segreto professionale da
proteggere.
I. In data 1° ottobre 2007 l'AFC ha inviato alla presente autorità una presa di
posizione complementare, sulla quale i coniugi A. e B. sono stati invitati a
fornire le loro osservazioni entro il 17 ottobre 2007. Quest'ultimi, con lettera
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del 10 ottobre 2007, pur contestando la tempestività dello scritto in questio-
ne, ne hanno accettato il versamento agli atti, chiedendo nel contempo una
proroga del termine al 5 novembre 2007. Tale proroga è stata rifiutata.
Diritto:
1. Nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli conseguente ad una per-
quisizione, una volta riconosciuta l’ammissibilità di principio di quest’ultima
da parte della Corte dei reclami penali, i documenti sequestrati fanno
l’oggetto di una cernita, la quale ha come scopo quelli di distinguere quelli
che possono essere versati nell’incarto da quelli per i quali l’opposizione ri-
sulta giustificata. In caso di disaccordo, la Corte dei reclami penali decide.
2. Il segreto professionale è opponibile unicamente al sequestro di documenti
legati all’attività tipica dell’avvocato ai sensi dell’art. 321 CP. L’attività tipica
dell’avvocato consiste essenzialmente nel fornire consigli di natura giuridi-
ca, nel difendere gli interessi altrui intervenendo davanti ai tribunali e rap-
presentando i clienti nel medesimo contesto (B. CORBOZ, Les infractions en
droit suisse, Berne 2002, vol. II, n° 10 ad art. 321 CP; dello stesso autore,
Le secret professionnel de l’avocat selon l’art. 321 CP, in SJ 1993 pag. 77
e segg., in particolare pag. 82). L’avvocato non può per contro prevalersi
del suo segreto professionale per impedire il sequestro di documenti relativi
ad attività che presentano un carattere commerciale preponderante, segna-
tamente quelle che riguardano l’amministrazione di beni o la gestione di
capitali oppure altre prestazioni che esulano dalla sua funzione specifica
(sentenza del Tribunale federale 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 consid.
2.4 e giurisprudenza citata; M. PFEIFER, in FELLMANN/ZINDEL [éd.], Kom-
mentar zum Anwaltsgesetz, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005, n° 31 e segg. ad
art. 13 LLCA; N. OBERHOLZER, Basler Kommentar, Basilea 2003, n° 13 ad
art. 321 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkom-
mentar, n° 19 ad art. 321 CP). Il Tribunale federale ha già deciso che le at-
tività che consistono nel gestire o investire dei fondi (DTF 112 Ib 606),
nell’assumere un mandato d’incasso (DTF 120 Ib 112) o nell’amministrare
una società per conto di un cliente (DTF 101 Ib 245; 115 Ia 197; 114 III
105) non costituiscono attività tipiche dell’avvocato. In questi casi il segreto
professionale non può essere invocato per rifiutare di testimoniare o per
contrastare una perquisizione o un sequestro.
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3. Tenuto conto della sentenza del Tribunale federale del 28 giugno 2007, la
Corte dei reclami penali, per il giudizio relativo agli incarti restanti, procede-
rà in più tappe. Dapprima, essa determinerà essenzialmente, anche sulla
base delle prese di posizioni delle parti (v. act. 100, 103, 105 e 107), quali
documenti risultano essere inutili per l'inchiesta, destinati quindi ad essere
restituiti agli indagati. Essa statuirà in seguito sugli atti restanti. Con la pre-
sente sentenza, questa Corte stabilisce quanto segue:
US16U: estratti conto e avvisi di addebito/accredito relativi alla relazione ban-
caria n. 1 presso la banca E. Come precisato dall'AFC, tale documentazio-
ne figura già agli atti e non è dunque necessaria. Essa è da restituire agli
indagati.
US347U: documentazione IVA per il periodo 1997-1998. L'AFC rinuncia a tale
documentazione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle ori-
ginali (v. S361 e S366), sono da restituire agli indagati.
US440U (parziale): viene restituito agli indagati unicamente il libretto intitolato
"Controllo degli chèques postali n. 2" la cui titolare risulta essere F. Il resto
rimane in sospeso.
US15U: documentazione IVA per il 2002. L'AFC rinuncia a tale documenta-
zione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle originali (v.
S25), devono essere restituite agli indagati.
US317U (parziale): viene restituita agli indagati tutta la documentazione relati-
va al 1990-1992, in quanto anteriore al periodo d'inchiesta. Il resto rimane
in sospeso.
US371U: documentazione IVA per il periodo 1995-1997. L'AFC rinuncia a tale
documentazione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle ori-
ginali (v. S328, S351, S356), sono da restituire agli indagati.
US372U: documentazione IVA per il 1999. L'AFC rinuncia a tale documenta-
zione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle originali (v.
S387), sono da restituire agli indagati.
US364U (parziale): la documentazione relativa ai costi generali dello studio D.
(affitto, elettricità, ecc.) viene restituita agli indagati in quanto non pertinenti
per l'inchiesta. Il resto rimane in sospeso.
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US395U: documentazione IVA per il periodo 1998-2000. L'AFC rinuncia a tale
documentazione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle ori-
ginali (v. S361, S387, S401), sono da restituire agli indagati.
US33U: documentazione relativa alle prestazioni fornite dall'avv. G. agli inda-
gati. Dalla stessa si evince che le fatture emesse da tale avvocato all'indi-
rizzo degli indagati sono state rifatturate ai clienti dei coniugi A. e B. Tale
incarto deve essere quindi restituito agli indagati.
US341U: documentazione relativa a dettagli contabili per il periodo 1990-1993
e fatture proforma. L'AFC considera tale documentazione inutile per l'in-
chiesta. Essa va quindi restituita agli indagati.
US93U: estratto dal Foglio ufficiale del Cantone Ticino con nota dattiloscritta
firmata dall'avv. H. L'AFC considera tali documenti inutili per l'inchiesta. Es-
si vanno quindi restituiti agli indagati.
US310U: fatture e ricevute diverse concernenti costi generali dello studio (non
rifatturabili ai clienti) e attività private degli indagati. Inutili per l'inchiesta,
esse vanno restituite ai coniugi A. e B.
US402U: questo incarto, intitolato "Note portate a perdita", si compone di di-
verse centinaia di documenti riguardanti il periodo dal 1° gennaio 1983 al
31 dicembre 2000. Si tratta soprattutto di copie di note d'onorario totalmen-
te o parzialmente non pagate, così come di invii indirizzati ai debitori di tali
fatture. L'incarto è preceduto da una tabella "Fatture da incassare al
05.09.2002", con menzione dell'identità dei debitori. L'AFC sostiene che la
produzione delle note d'onorario per il periodo 1993 al 2002 è utile per de-
terminare se le perdite annunciate sono state correttamente contabilizzate.
Nel termine impartito, gli indagati non si sono espressi in merito a tale in-
carto. L'argomento avanzato dall'AFC è poco convincente. In ambito fiscale
è il contribuente a dover giustificare i crediti portati a perdita e da dedurre
dai redditi dichiarati. Tenuto conto del fatto che l'anonimizzazione di centi-
naia di nomi figuranti sui documenti imporrebbe un lavoro troppo dispen-
dioso e sproporzionato rispetto alla presunta utilità di questi documenti ai
fini dell'indagine, si rinuncia a tale procedura. Sarà sufficiente versare agli
atti una copia della tabella summenzionata, senza i nomi dei debitori.
US17U: documentazione IVA per il 2001. L'AFC rinuncia a tale documenta-
zione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle originali (v.
S410), sono da restituire agli indagati.
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US18U: documentazione IVA per il periodo 2001-2004. L'AFC rinuncia a tale
documentazione. Le fatture ivi contenute, essendo delle fotocopie delle ori-
ginali (v. S410, S421, S25, S95), sono da restituire agli indagati.
US13U: l'incarto è intitolato "Esborsi (printout)" per gli anni dal 2001 al 2005.
Esso si compone di listati, sovente ripetitivi, contenenti migliaia di rubriche
associate a dei nomi di persone e di società. Le rubriche concernono es-
senzialmente spese di esigua entità (emolumenti, tasse, fotocopie, ecc.). I
listati sono tutti stabiliti a partire dal 1° gennaio 2001, i più recenti riguar-
danti il periodo sino al 31 luglio 2004. Secondo l'AFC, la produzione di tali
documenti sarebbe necessaria per verificare il rispetto dei principi riguar-
danti l'allestimento di una contabilità regolare. Nel termine impartito, gli in-
dagati non si sono espressi in merito a tali incarti. L'argomento dell'AFC
non è convincente. In ambito fiscale incombe al contribuente stabilire la re-
altà dei costi che intende dedurre a titolo di spese. Tenuto conto del fatto
che l'anonimizzazione di centinaia di nomi figuranti nei listati rappresente-
rebbe un lavoro troppo dispendioso e sproporzionato rispetto alla presunta
utilità di questi documenti ai fini dell'indagine, si rinuncia a tale procedura. I
listati relativi a periodi posteriori al 31 dicembre 2003 saranno esclusi. Una
copia delle due versioni "definitive" dei listati al 31 dicembre 2003 sarà ver-
sato agli atti, i nomi delle persone ivi contenuti oscurati. L'unica eccezione è
costituita da un movimento importante - potenzialmente utile per l'inchiesta
– riportato in queste due versioni (un'entrata e un'uscita di fr. 240'000.- al 4
settembre 2001 caratterizzate da referenze insolite, manifestamente estra-
nee ad un conto esborsi, in favore di un terzo per il quale non viene invoca-
ta l'esistenza di un segreto professionale da proteggere).
U8338U: registrazioni relative alle pratiche trattate dagli indagati, con indica-
zione del tempo dedicato ad ognuna ("time shits"). Tale incarto è costituito
da migliaia di schede manoscritte, parzialmente illeggibili, il cui utilizzo per
l'inchiesta è concretamente impossibile, ragione per cui esso deve essere
restituito agli indagati.
U8339U: registrazioni relative alle pratiche trattate dagli indagati, con indica-
zione del tempo dedicato ad ognuna ("time shits"). Tale incarto è costituito
da migliaia di schede manoscritte, parzialmente illeggibili, il cui utilizzo per
l'inchiesta è concretamente impossibile, ragione per cui esso deve essere
restituito agli indagati.
U8340U: registrazioni relative alle pratiche trattate dagli indagati, con indica-
zione del tempo dedicato ad ognuna ("time shits"). Tale incarto è costituito
da migliaia di schede manoscritte, parzialmente illeggibili, il cui utilizzo per
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l'inchiesta è concretamente impossibile, ragione per cui esso deve essere
restituito agli indagati.
US414U (parziale): estratti conto e avvisi di addebito/accredito relativi alla re-
lazione bancaria n. 1 presso la banca E. Come precisato dall'AFC, tale do-
cumentazione figura già agli atti e non è dunque necessaria. Essa è da re-
stituire agli indagati.
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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia:
1. I seguenti incarti devono essere restituiti, ai sensi dei considerandi, agli in-
dagati in quanto inutili per l'inchiesta: S16, S347, S440 (parzialmente), S15,
S317 (parzialmente), S371, S372, S364 (parzialmente), S395, S33, S341,
S93, S310, S17, S18, 8338, 8339, 8340, S402 (parzialmente), S13 (parzial-
mente); S414.
2. I seguenti incarti devono essere versati agli atti, ai sensi dei considerandi:
S402 (parzialmente), S13 (parzialmente).
3. Le spese giudiziarie e le indennità per spese ripetibili del presente giudizio
saranno fissate mediante decisione ulteriore.
Bellinzona, 17 ottobre 2007
In nome della I Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a
- Amministrazione federale delle contribuzioni
- Avv. Mario Postizzi e Goran Mazzucchelli
Informazione sui rimedi giuridici:
Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF.
Il ricorso non sospende l'esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice del-
l'istruzione lo ordini (art. 103 LTF).
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