Decisione del 30 ottobre 2012
Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente,
Tito Ponti e Giorgio Bomio,
Cancelliere Davide Francesconi
Parti
MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,
Richiedente
contro
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-
NE,
Opponente
Oggetto Competenza materiale (art. 28 CPP)
B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell ’ incarto: BG.2012.35
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Fatti:
A. Il Ministero pubblico del Cantone Ticino (di seguito: MP-TI) ha avviato, a
seguito di diverse denuncie sporte da commercianti, i procedimenti penali,
di cui agli incarti no. INC.7924/2009, INC.10201/2009, INC.10346/2009,
INC.3080/2010 e INC.4381/2010 per ipotesi di reato di truffa (art. 146 CP),
falsità in documenti (art. 251 CP), falsità in certificati (art. 252 CP) e rici-
claggio di denaro aggravato (art. 305bis cifra 2 CP). Dalle indagini sinora
condotte sarebbe in sostanza emerso un raggiro in danno a diversi com-
mercianti svizzeri, i quali avrebbero ricevuto delle comunicazioni a carattere
pubblicitario, in realtà fittizie, relative alla pubblicazione della loro ditta su
cartine topografiche locali. In quest'ottica, gli autori di tale raggiro avrebbero
utilizzato nomi di società simili ad entità realmente esistenti e attive nel me-
desimo settore commerciale, traendo così in inganno i commercianti desti-
natari, che avrebbero in seguito corrisposto la somma di denaro richiesta
secondo le modalità indicate.
B. Nell'ambito dei suddetti procedimenti, il MP-TI ha intrapreso tutta una serie
di atti istruttori, grazie ai quali avrebbe localizzato all'estero (presumibilmen-
te in Germania) il centro dell'attività criminale estesa poi in maniera siste-
matica su tutto il territorio svizzero, e probabilmente, europeo. Per l'incasso
degli illeciti profitti, ovvero le somme corrisposte dagli ignari commercianti,
gli autori avrebbero utilizzato diversi conti bancari e postali in Svizzera, per
l'apertura dei quali gli autori avrebbero fatto uso di documentazione falsa. Il
denaro ivi depositato sarebbe stato in seguito prelevato a contanti o bonifi-
cato in Germania, motivo per il quale il MP-TI ha proceduto ad inoltrare di-
verse domande di assistenza giudiziaria alle autorità tedesche postulando,
tra le altre cose, l'identificazione, nonché perquisizione e sequestro, delle
relazioni bancarie in questione, e l'interrogatorio di diverse persone appa-
rentemente coinvolte nell'attività.
C. Mediante scritto dell'11 giugno 2012, il MP-TI ha chiesto al Ministero pub-
blico della Confederazione (di seguito: MPC) l'assunzione del procedimento
A., avendo il magistrato cantonale ritenuto il caso di competenza delle au-
torità penali federali, in considerazione del fatto che il riciclaggio di denaro
oggetto del procedimento avrebbe carattere internazionale, diramandosi
dalla Svizzera ad altri stati europei, in particolare la Germania, e poiché gli
autori avrebbero pure agito in diversi cantoni svizzeri, utilizzando almeno
dieci relazioni bancarie o postali accese in almeno quattro diversi cantoni
svizzeri, senza un riferimento prevalente in uno di essi.
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D. Con risposta 11 luglio 2012, il MPC ha respinto la richiesta avanzata
dall'autorità cantonale, non ritenendo dati, nel caso concreto, i presupposti
per fondare la giurisdizione federale. In particolare, l'autorità federale ha
considerato non sufficientemente sostanziata l'ipotesi di reato di riciclaggio
di denaro, indicando invece il reato di truffa come reato principale attorno al
quale è stata condotta l'inchiesta, e in quanto tale, di esclusiva competenza
cantonale. In ultima analisi, ritenuto il tempo trascorso dall'apertura
dell'istruzione, il MPC non ritiene l'assunzione del procedimento penale ri-
spettosa del criterio di efficienza (cfr. act. 1.2).
E. In data 17 luglio 2012 il MP-TI, per il tramite del Procuratore pubblico titola-
re delle indagini, ha preso posizione sulla risposta negativa del MPC, os-
servando come l'autorità federale non avrebbe analizzato correttamente la
fattispecie, ritenendo da parte sua dati i presupposti di applicazione della
competenza federale obbligatoria ex art. 24 cpv. 1 CPP, in particolare per il
carattere internazionale e intercantonale del caso in discussione (cfr.
act. 1.3).
F. Con lettera dell'8 agosto 2012, il MPC ha nuovamente rifiutato l'assunzione
dei procedimenti penali, non ritenendo data la competenza federale obbli-
gatoria, riconfermandosi di conseguenza nella precedente presa di posizio-
ne (cfr. act. 1.4).
G. Mediante "istanza di determinazione della competenza per materia" del
20 agosto 2012, il MP-TI si è rivolto a questa Corte postulando l'accogli-
mento della richiesta nel senso di designare "le autorità penali federali quali
autorità cui spetta il diritto e dovere di perseguire i reati di cui ai procedi-
menti INC.7924/2009, INC.10201/2009, INC.10346/2009, INC.3080/2010 e
INC.4381/2010 aperti dal Ministero pubblico del Canton Ticino" (v. act. 1).
H. Invitato a presentare la risposta alla predetta istanza entro il 3 settembre
2012, il MPC ha prodotto un memoriale responsivo, inoltrato in data 4 set-
tembre 2012 per raccomandata e pervenuto alla Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale il giorno seguente. La risposta è dunque da
considerarsi tardiva e come tale non verrà di principio presa in considera-
zione nell'ambito dell'emanazione del presente giudizio.
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Diritto:
1.
1.1 La competenza della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale
a statuire in merito a conflitti di competenza tra il pubblico ministero della
Confederazione e le autorità penali cantonali discende dai combinati dispo-
sti di cui agli artt. 28 CPP e 37 cpv. 1 LOAP. In assenza di esplicite dispo-
sizioni processuali disciplinanti la materia, la Corte dei reclami penali sta-
tuisce secondo le regole che la legge e la giurisprudenza hanno stabilito
per la risoluzione di conflitti di foro in ambito intercantonale (KIPFER, Basler
Kommentar, Basilea 2011, art. 28 CPP, no. 2; SCHWERI/BÄNZIGER, Inter-
kantonale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a ed., Berna 2004,
no. 419 e il rinvio alla DTF 128 IV 225 consid. 2.3; BG.2011.27 del
12 ottobre 2011, consid. 1.1). Condizione per adire la presente Corte è, da
un lato, l'esistenza di una contestazione relativa alla competenza
giurisdizionale e, dall'altro, che le parti coinvolte abbiano proceduto a
prendere posizione in merito mediante uno scambio di scritti. Riguardo alla
procedura applicabile, nonché al termine per sottoporre la vertenza alla
scrivente autorità, quest'ultima considera applicabili gli artt. 379 e segg.
CPP, segnatamente gli artt. 393 e segg. CPP (KIPFER, op. cit., art. 28 CPP,
no. 2; BERTOSSA, Commentaire romand du CPP, Basilea 2011, art. 28
CPP, no. 4; GALLIANI/MARCELLINI Commentario CPP, Zurigo/San Gallo
2010, art. 28, no. 3).
1.2 Le autorità legittimate a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello
scambio di scritti nonché nel procedimento dinanzi alla presente Corte, so-
no determinate secondo il diritto cantonale (SCHWERI/BÄNZIGER, op. cit.,
no. 564; GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 40 CPP no. 5). Ai sensi dell'art.
67 cpv. 1 della Legge sull'organizzazione giudiziaria del Cantone Ticino del
10 maggio 2006 (LOG; RL 3.1.1.1), il Ministero pubblico è l'autorità abilitata
ad inoltrare una richiesta come quella in esame. Inoltrata entro il termine di
10 giorni dalla fine dello scambio di scritti con il MPC l'istanza è dunque ri-
cevibile in ordine.
2.
2.1 Il MP-TI, in sostanza, postula l'assunzione dei procedimenti di cui agli inc.
no. INC.7924/2004, INC.10201/2009, INC.10346/2009, INC.3080/2010 e
INC.4381/2010 da parte dell'autorità federale poiché a suo dire le inchieste
riguarderebbero atti di riciclaggio di denaro posti in essere da un gruppo
organizzato di persone, le quali agirebbero prevalentemente dall'estero e
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sul territorio di numerosi cantoni svizzeri, e presumibilmente anche sul terri-
torio di altri stati europei, ciò che fonderebbe la competenza federale giusta
l'art. 24 cpv. 1 CPP. A mente dell'istante, inoltre, il MPC disporrebbe di mi-
gliori e più adeguate risorse per fronteggiare tale fenomeno criminale ri-
spetto ad un ministero pubblico cantonale.
2.2 La ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni in materia
penale è disciplinata dagli artt. 22 – 28 CPP. L'art. 22 CPP sancisce la pri-
maria competenza cantonale a perseguire e giudicare i reati previsti dal
diritto federale, mentre la competenza delle autorità federali costituisce
l'eccezione, e come tale deve essere espressamente prevista dalla legge
(DTF 125 IV 165 consid. 5). La competenza federale è regolata a sua volta
dagli artt. 23 – 24 CPP. Ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 CPP sottostà alla giuri-
sdizione federale, inter alia, il reato di cui all'art. 305bis CP a condizione di
essere stato commesso prevalentemente all'estero (lett. a) oppure in più in
Cantoni senza un riferimento prevalente in uno di essi (lett. b). La nozione
di reato commesso prevalentemente all'estero (pour une part préponderan-
te à l'étranger; zu einem wesentlichen Teil im Ausland) deve essere analiz-
zata secondo i normali canoni di metodologia giuridica, onde appurare, al di
là del significato puramente letterale del testo, quale sia l'interpretazione
più vicina alla volontà del legislatore. A questo proposito è necessario ri-
chiamarsi a quella che è l'idea guida della riforma legislativa, ovvero l'inten-
to di migliorare l'efficienza e le caratteristiche dello Stato di diritto in sede di
perseguimento penale, di fronte alle nuove forme di criminalità, segnata-
mente quella organizzata, il riciclaggio di denaro, nonché determinati generi
di criminalità economica. Nel dubbio occorre dunque scegliere l'interpreta-
zione che permette di operare in maniera più efficace contro questo tipo di
criminalità, tenendo conto delle risorse disponibili. In quest'ottica il concetto
di parte preponderante rispettivamente di parte importante del reato va in-
terpretato non in termini quantitativi o peggio ancora contabili ma in termini
qualitativi. Il reato è dunque da considerarsi commesso prevalentemente
all'estero se la componente estera raggiunge una massa critica tale per cui
i nuovi strumenti d'indagine messi a disposizione della Confederazione si
rivelano più adatti, rispetto a quelli cantonali, nella prospettiva di un'efficien-
te repressione del crimine (DTF 130 IV 68 consid. 2.2. e i riferimenti ivi cita-
ti: BERTOSSA, op. cit., art. 24 CPP, no. 5; GALLIANI/MARCELLINI, op. cit.,
art. 24 CPP, no. 3).
2.3 Nel caso concreto occorre preliminarmente osservare che i diversi incarti
pendenti presso il MP-TI annoverano, in via principale, il reato di truffa ai
sensi dell'art. 146 CP, reato per il perseguimento e il giudizio del quale so-
no competenti in via esclusiva le autorità penali cantonali giusta l'art. 22
CPP, non rientrando questo nel catalogo esaustivo di competenza federale
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previsto dagli artt. 23-24 CPP. Lo scenario delineatosi agli occhi del MP-TI
a seguito delle indagini condotte denota infatti i tratti caratteristici della truf-
fa, la quale permea l'intera fattispecie e soggiace alla giurisdizione cantona-
le. Per la perpetrazione della truffa, sembrerebbe che gli autori abbiano al-
tresì commesso i reati di cui agli artt. 251 CP (falsità in documenti) e 252
CP (falsità in certificati) pure di competenza cantonale avendo segnata-
mente fatto uso di documenti falsi per l'apertura di relazioni bancarie in
Svizzera, sulle quali sarebbero poi transitati i proventi dell'illecita attività po-
sta in essere. Con riferimento al denaro incassato sulle predette relazioni
bancarie, il MP-TI avanza dunque anche l'ipotesi che gli autori (o i complici)
della truffa abbiano commesso anche atti di riciclaggio di denaro ai sensi
dell'art. 305bis CP. Il denaro accreditato in Svizzera sarebbe successiva-
mente stato prelevato a contanti o bonificato a favore di conti bancari
all'estero, segnatamente in Germania. E' proprio con riferimento a quest'ul-
tima ipotesi di reato che l'autorità cantonale intravvede la competenza della
giurisdizione federale poiché, a suo dire, "il riciclaggio di denaro oggetto del
procedimento si svolge manifestamente tra la Svizzera e altri paesi euro-
pei, in particolare la Germania, e dunque ha carattere internazionale" e sic-
come "gli autori del reato hanno agito in almeno venticinque cantoni svizze-
ri, utilizzando per gli atti di riciclaggio almeno dieci relazioni bancarie o po-
stali aperte in almeno quattro diversi cantoni svizzeri, senza che il centro
dell'attività possa essere localizzato in un preciso cantone" (cfr. act. 1,
pag. 4).
Nella valutazione del presente caso di specie non bisogna però dimenticare
che è la truffa (art. 146 CP), apparentemente perpetrata a danno di com-
mercianti svizzeri mediante un ben definito e ripetuto modus operandi, il
reato che caratterizza in maniera preponderante la condotta criminale, at-
traverso e per la commissione della quale gli autori avrebbero commesso
ulteriori reati, quali la falsità in documenti, la falsità in certificati e, appunto,
il riciclaggio di denaro. Queste infrazioni, funzionali e conseguenti alla truf-
fa, non sono tuttavia atte a mutare il carattere predominante della truffa
stessa. Inoltre, è pure il caso di rilevare che l'ipotesi di reato di riciclaggio di
denaro, avanzata solo recentemente dall'autorità cantonale - la stessa non
figurava infatti nelle varie domande di assistenza giudiziaria internazionale
presentate alla Germania (cfr. act. 1.5, 1.6, 1.7) - sembra essere pertanto
ancora da verificare, così come appaiono ancora da appurare le conclusio-
ni del magistrato ticinese quo alla presenza di asserite ramificazioni nazio-
nali e finanche internazionali della truffa in questione.
Ad ogni buon conto, come esposto al considerando precedente (cfr. supra
pto. 2.2), affinché sia data la competenza delle autorità federali occorre che
il reato, in casu il riciclaggio di denaro ex art. 305bis CP, sia stato commes-
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so prevalentemente all'estero (art. 24 cpv. 1 CPP lett. a) oppure in più Can-
toni senza un riferimento prevalente in uno di essi (lett. b), la questione do-
vendo essere apprezzata sulla scorta di criteri qualitativi e non meramente
quantitativi. All'occorrenza, stando alle risultanze agli atti, l'elemento di in-
ternazionalità prevalente della fattispecie deve riferirsi al reato di riciclaggio
di denaro, e non in maniera generica all'insieme dell'attività criminale. Alcu-
ni eventuali atti di riciclaggio paventati dal magistrato ticinese, come da lui
stesso asserito, sarebbero stati commessi proprio in Svizzera, come è il
caso per i prelievi a contanti, il che, evidentemente, non depone a favore
della competenza federale basata sulla commissione del reato prevalente-
mente all'estero. Per quanto attiene agli asseriti bonifici da conti svizzeri a
conti accesi in Germania, nonostante la presenza di un elemento di inter-
nazionalità, gli stessi non appaiono tuttavia preponderanti, da un punto di
vista qualitativo, tali da fondare la competenza delle autorità federali. A tal
riguardo, gli autori sembrano invece, per quanto sinora emerso dai proce-
dimenti aperti dal MP-TI, aver focalizzato la parte qualitativamente rilevante
della loro attività illecita - compresi eventuali atti di riciclaggio - in Svizzera.
Le argomentazioni appena sviluppate si applicano, mutatis mutandis, an-
che con riferimento all'art. 24 cpv. 1 lett. b CPP, poiché, dagli incarti non
emergono con sufficiente chiarezza gli atti di riciclaggio di denaro commes-
si sul territorio di più Cantoni senza che possa essere individuato il centro
dell'attività penalmente rilevante in uno di essi. Non basta a questo proposi-
to indicare un elevato numero di potenziali parti lese sparse in tutta la Sviz-
zera, o il generico riferimento al fatto che gli autori abbiano fatto capo a
numerosi conti bancari o postali, aperti in più Cantoni svizzeri, per l'incasso
degli illeciti proventi. Al contrario, dagli atti emerge tutt'al più che gli autori
hanno concentrato la propria attività criminosa, nel suo insieme, nel Canto-
ne Ticino, con secondarie ramificazioni intercantonali relative a reati con-
seguenti al reato principale di truffa, e come tale di competenza dei Cantoni
(cfr. analogamente DTF 123 IV 23).
Inoltre, i procedimenti di cui è questione non sembrano nemmeno presen-
tare delle difficoltà tali da rendere necessarie particolari competenze o par-
ticolari esigenze di coordinazione a livello nazionale o finanche europeo.
Premesso che, come appena esposto, l'unica ipotesi di reato che potrebbe
semmai, in determinate circostanze, fondare la competenza delle autorità
federali appare prematura e non sufficientemente corroborata da elementi
probatori, l'internazionalità della fattispecie non sembra comunque tale da
poter ritenere che gli autori abbiano agito in prevalenza all'estero, perlome-
no nell'accezione qualitativa del termine, essendo irrilevante a questo pro-
posito sia l'elevato numero di parti lese coinvolte, così come l'elevato nu-
mero di conti bancari aperti presso istituti bancari svizzeri. Il MP-TI pone in-
fatti l'accento sulla presunta complessità della fattispecie con riferimento
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all'importanza del numero delle parti lese, così come alla quantità di conti
bancari utilizzati dagli autori della truffa, ipotizzando addirittura uno scena-
rio simile su scala europea. Si tratta però di elementi ininfluenti ai fini della
determinazione della giurisdizione federale. Senza considerare che il MPC,
dopo verifica al suo interno, ha già avuto modo di affermare che non vi so-
no procedimenti analoghi, pendenti presso le diverse sedi della Procura fe-
derale, come invece alluso dal MP-TI, a giustificazione ulteriore della pro-
pria richiesta (cfr. act. 1.4).
2.4 Nella fattispecie si impongono infine delle considerazioni in merito al rispet-
to dei principi di celerità ed efficacia sottesi al procedimento penale. Occor-
re infatti rilevare che i procedimenti penali aperti dal MP-TI di cui è chiesta
l'assunzione da parte del MPC, sono stati aperti nel corso degli anni 2009 e
2010. Da quanto emerge dalle tavole processuali, sono stati sinora esperiti
numerosi atti istruttori, tra cui diverse commissioni rogatorie in Germania,
diversi ordini di edizione, perquisizione e sequestro. Ciò posto, a distanza
di tre, rispettivamente due anni, dall'apertura dell'istruzione un eventuale
trasferimento dei citati e verosimilmente voluminosi procedimenti ad altra
autorità urterebbe coi menzionati principi di celerità ed efficacia, l'autorità
federale dovendo necessariamente impiegare del tempo considerevole so-
lo per la conoscenza degli incarti e dell'attività investigativa condotta, con
conseguente inutile perdita di tempo e spreco di risorse (cfr. DTF 128 IV
225, consid. 3.5; sentenza del Tribunale federale 8G.5/2004 del 23 marzo
2004, consid. 2.4).
L'assunzione del procedimento da parte del MPC non si giustificherebbe
dunque nemmeno sotto questo profilo.
3. In conclusione, alla luce di tutto quanto esposto, l'istanza presentata dal
MP-TI deve essere respinta, quest'ultima autorità essendo la sola compe-
tente per il perseguimento dei reati di cui agli inc. INC.7924/2009,
INC.10201/2009, INC.10346/2009, INC.3080/2010 e INC.4381/2010.
4. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (art. 423 cpv. 1
CPP).
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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:
1. L'istanza è respinta. Di conseguenza, il Ministero pubblico del Cantone Tici-
no è l'autorità competente per il perseguimento dei reati di cui agli incarti
INC.7924/2009, INC.10201/2009, INC.10346/2009, INC.3080/2010 e
INC.4381/2010.
2. Non si prelevano spese giudiziarie.
Bellinzona, il 30 ottobre 2012
In nome della Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a
- Ministero pubblico del Cantone Ticino
- Ministero pubblico della Confederazione
Informazione sui rimedi giuridici:
Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.
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