Sentenza dell’11 novembre 2004
Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi-
dente, Tito Ponti e Barbara Ott,
Cancelliere Giampiero Vacalli
Parti A.______, attualmente detenuto,
reclamante
rappresentato dall’avv. Ernesto Ferro,
contro
Ministero pubblico della Confederazione,
opponente
Oggetto Domanda di scarcerazione (art. 52 cpv. 1 PP)
B u n d e ss t r a f g e r i c h t
T r ib una l pé na l f édé ra l
T r ib una l e p e na l e f e de r a l e
T r ib una l pe na l f ede ra l
Numero dell ’ incarto: BK_H 168/04
- 2 -
Fatti:
A. A.______ è stato arrestato il 23 agosto 2004 all’aeroporto di X.______
nell’ambito di un’inchiesta di polizia giudiziaria aperta nei suoi confronti (e
di altri) per titolo di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19
n. 1 e 2 LStup), partecipazione a organizzazione criminale (art. 260ter CP)
e riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). Posto immediatamente in detenzio-
ne preventiva, con decisione del 25 agosto 2004, il giudice istruttore fede-
rale, ritenuta la sussistenza dei pericoli di collusione e di fuga, ne ha conva-
lidato l’arresto. In seguito, l’inchiesta è stata estesa anche ai titoli di falsità
in documenti (art. 251 CP), aggressione (art. 134 CP) e coazione (art. 181
CP).
B. Con lettera del 1° ottobre 2004 al Ministero pubblico della Confederazione
(in seguito: MPC), A.______ ha chiesto di poter essere messo in libertà
provvisoria, ritenendo non dati nella fattispecie i presupposti dell’art. 44 PP.
Egli ha pure postulato una sospensione delle indagini relativamente alle
imputazioni di infrazione qualificata alla legge federale sugli stupefacenti e
di partecipazione ad organizzazione criminale.
C. Il MPC, con decisione del 6 ottobre 2004, ha respinto la domanda di scar-
cerazione. L’autorità inquirente ritiene infatti che, vista la gravità dei reati
contestati, l’atteggiamento dell’imputato, gli stretti legami familiari esistenti
con l’estero e gli atti d’inchiesta ancora da eseguire, sia il pericolo di collu-
sione che quello di fuga risultano manifesti.
D. Dissentendo da questa decisione, il 13 ottobre 2004 A.______ è insorto
con un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale
federale, censurando l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza nonché del
pericolo di collusione e di quello di fuga. Egli contesta inoltre la competenza
del MPC nel procedimento penale in oggetto.
E. Con osservazioni del 21 ottobre 2004, il MPC postula la reiezione del re-
clamo nella misura della sua ammissibilità. Riconfermando integralmente il
contenuto della sua decisione del 6 ottobre 2004, l’autorità inquirente af-
ferma che vi sono in concreto gravi indizi di colpevolezza relativamente a
- 3 -
tutti i reati imputati al reclamante; numerosi elementi dell’inchiesta eviden-
ziano inoltre l’esistenza e l’attualità sia del pericolo di collusione che di
quello di fuga. Ricorda pure che diversi atti d’indagine sono tuttora in corso
al fine di permettere l’avanzamento dell’inchiesta e di accertare la verità
processuale. Per tutte queste ragioni, il MPC chiede di respingere la do-
manda di scarcerazione dell’indagato.
F. Nella sua replica del 2 novembre 2004, il reclamante contesta le osserva-
zioni di cui sopra e ribadisce, in sostanza, le argomentazioni esposte in se-
de di reclamo.
Non sono state chieste ulteriori osservazioni al MPC.
Diritto:
1.
1.1 Analogamente alla Camera d’accusa del Tribunale federale, dissolta il 31
marzo 2004, la Corte dei reclami penali esamina d’ufficio l’ammissibilità del
rimedio esperito senza essere vincolata, in tale ambito, dalla denominazio-
ne dell’atto o dall’autorità indicata come competente nello stesso (DTF 122
IV 188 consid. 1, pag. 190 e giurisprudenza citata).
1.2 Gli atti e le omissioni del procuratore generale possono essere impugnati
con ricorso alla Corte dei reclami penali secondo le prescrizioni procedurali
degli articoli 214 a 219 PP (art. 105bis PP e 28 cpv. 1 lett. a LTPF). Il ricor-
so deve essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in cui il
ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto od omissione in questione (art.
217 PP). La decisione che rifiuta la messa in libertà, datata 6 ottobre 2004,
è pervenuta al patrocinatore del reclamante l’8 ottobre; il reclamo, interpo-
sto il 13 ottobre 2004, è dunque tempestivo. La legittimazione a ricorrere
dell’indagato è pacifica.
2. La decisione impugnata è stata redatta in lingua italiana. L’art. 37 cpv. 3
della legge federale sull’organizzazione giudiziaria del 16 dicembre 1943
(OG; RS 173.110) prevede che « la sentenza è redatta in una lingua ufficia-
le, di regola in quella della decisione impugnata. Se le parti parlano un’altra
lingua ufficiale, la sentenza può essere redatta in questa lingua ». Questa
- 4 -
disposizione permette, all’evidenza, una certa flessibilità nell’utilizzo delle
lingue nazionali da parte delle autorità federali. Il MPC è organizzato in
modo tale da poter utilizzare indifferentemente le lingue nazionali; di princi-
pio, al fine di garantire un’unitarietà della procedura dall’inizio alla fine, gli
atti procedurali adottati sono tutti redatti nella medesima lingua. Inoltre, se-
condo la sentenza del Tribunale federale 1A.235/2003 (consid. 1) dell’8
gennaio 2004, da un avvocato che esercita la sua attività in Svizzera ci si
può attendere la conoscenza, almeno passiva, delle lingue nazionali. In
concreto, il patrocinatore del reclamante ha dimostrato con l’inoltro di alle-
gati ben articolati e pertinenti di essere sufficientemente cognito della lin-
gua italiana per assicurare la difesa del suo cliente; non vi sono pertanto
ragioni per derogare alla regola prevista dall’art. 37 cpv. 3 prima frase OG.
3. Il reclamante contesta preliminarmente la competenza del MPC nella pre-
sente procedura, reputando che non vi sarebbe la prova che i reati di cui è
accusato siano stati compiuti prevalentemente all’estero oppure in più can-
toni. Questa censura non può essere condivisa. Secondo l’art. 340bis cpv.
1 lett. a e b CP, la competenza della giurisdizione federale è data per per-
seguire le infrazioni previste e punite dagli art. 260ter e 305bis CP allor-
quando gli atti punibili sono stati commessi prevalentemente all’estero op-
pure in più cantoni, senza che vi sia un riferimento prevalente in uno di es-
si. Dallo stato attuale dell’inchiesta, determinante per risolvere eventuali
problemi di competenza (v. DTF 130 IV 68 consid. 2.1), risulta che i reati di
cui l’indagato è sospettato (traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro, fal-
sità in documenti, coazione e aggressione), unitamente ad altri autori, si i-
scrivono in contesto di sostegno e/o partecipazione ad un’organizzazione
criminale che opera a livello internazionale (Italia, Svizzera, investimenti in
Spagna); anche l’attività espletata sul territorio svizzero non è facilmente si-
tuabile in un determinato cantone (Zurigo, Ticino, Argovia), per cui la com-
petenza federale ai sensi dei disposti legali sopra citati deve essere ricono-
sciuta. Dal momento che la presente causa non è manifestamente un “caso
semplice” ai sensi dell’art. 18bis cpv. 1 PP, il MPC non può nemmeno de-
legare la propria competenza ad un cantone.
4. Nel merito, il reclamante lamenta l’assenza di gravi indizi di colpevolezza
atti a giustificare il mantenimento della detenzione preventiva. Egli sostiene
che il MPC non è stato in grado di sostanziare con documentazione pro-
bante nessuna delle ipotesi di reato ascrittegli, per cui, visto anche il lasso
di tempo intercorso dall’apertura dell’inchiesta, non vi sarebbero più le con-
- 5 -
dizioni per mantenerlo in carcere. Di avviso diametralmente opposto è in-
vece il MPC, secondo cui gli atti sinora raccolti dimostrerebbero invece il
coinvolgimento attivo del reclamante in tutte le attività delittuose
dell’organizzazione sotto inchiesta.
4.1 Il reclamante ribadisce la sua estraneità all’accusa di riciclaggio di denaro
ai sensi dell’art. 305bis CP, sostenendo di aver agito nell’ambito della so-
cietà B.______ e C.______ (ora fallite) seguendo le istruzioni dei loro diri-
genti, ed in particolare di D.______. Pur ammettendo che le operazioni
svolte per conto di queste società erano per certi versi peculiari e talvolta
rischiose, egli esclude categoricamente la sua partecipazione ad un forma
sistematica di riciclaggio di denaro per conto di organizzazioni criminali di
stampo mafioso.
Ora, le pur (per ora) frammentarie indicazioni emerse dall’inchiesta permet-
tono di confutare le tesi del reclamante; se in effetti l’indagato non figurava
quale membro dirigente delle predette società, risulta invece che egli svol-
gesse un ruolo molto attivo - e in larga parte autonomo - all’interno delle
stesse e che fosse in pratica il loro rappresentante verso l’esterno, segna-
tamente verso gli istituti bancari con i quali dette società collaboravano: in
più occasioni i testimoni ascoltati (perlopiù consulenti bancari che gestivano
i conti su cui perveniva il denaro dei clienti di B.______ e C.______) hanno
riferito di aver trattato le questioni finanziare legate a tale o tal altro contrat-
to direttamente con A.______ e che le istruzioni relative alla gestione dei
capitali depositati giungevano prevalentemente - se non esclusivamente -
da quest’ultimo (v. interrogatorio E.______, act. 3.42, pag. 5, F.______, act
3.43, pag. 6, G.______, act. 3.40, pag. 12-13). Significativa è poi la deposi-
zione del teste G.______, laddove egli afferma che il reclamante aveva
senz’altro una visione chiara della struttura societaria B.______ / C.______
ed era informato di tutti i flussi di denaro effettuati per conto di queste so-
cietà (v. act. 3.40, pag. 22 in alto e 23 in basso). Tali deposizioni, oltre che
sostanziare il ruolo centrale di A.______ nella gestione degli affari correnti
delle menzionate società, contraddicono in modo evidente l’asserzione ri-
corsuale secondo la quale egli avrebbe sempre agito, da semplice impiega-
to subordinato, eseguendo gli ordini impartiti da D.______, all’insaputa del-
la reale portata delle transazioni effettuate dalle società per le quali lavora-
va. Per quanto attiene specificatamente al sospetto relativo al reato di rici-
claggio, significative sono invece le esternazioni del co-indagato H.______,
che ha collaborato in seno alla B.______ SA unitamente al reclamante nel-
la gestione dei clienti e dei relativi capitali investiti; queste fanno infatti stato
di operazioni finanziarie tutt’altro che chiare e lasciano trasparire che valori
di spettanza dei clienti delle società B.______ e C.______ per alcuni milioni
di franchi sono poi finiti, attraverso tutta una serie di complesse transazioni
- 6 -
(perlopiù in denaro contante), su relazioni bancarie riconducibili a I.______
o a sue società (cfr. stralci degli interrogatori 6 e 10 ottobre 2004 di
H.______, act. 3.31 e 3.32, nonché lo schema riassuntivo del MPC relativo
ad alcune transazioni bancarie allegato allo stralcio dell’interrogatorio
14.9.2004 di H.______, act. 3.47). In simili evenienze, tenuto conto dello
stadio preliminare dell’inchiesta nonché della sua complessità (le autorità
inquirenti stanno tuttora eseguendo degli accertamenti sulla lunga sequen-
za di transazioni finanziarie compiute per conto della B.______ e dalla
C.______), si può ragionevolmente ritenere per data l’esistenza in concreto
di sufficienti indizi di reato riguardanti il titolo di riciclaggio di denaro ai sensi
dell’art. 305bis CP.
4.2 Il reclamante contesta pure decisamente l’imputazione di partecipazione
e/o sostegno ad organizzazione criminale. A torto. Dagli atti sinora esperiti
emerge infatti con sufficiente evidenza che A.______ ha intrattenuto strette
relazioni - che travalicano palesemente quelle di una semplice e disinteres-
sata amicizia - con alcuni dei principali esponenti dell’organizzazione sotto
inchiesta, tra i quali L.______ e M.______, durante la sua attività presso la
B.______ e la C.______. Subito dopo l’arresto di questi ultimi, il reclamante
si è sollecitamente attivato per assicurare loro dei difensori di fiducia e ver-
sare dei congrui anticipi; M.______ ha peraltro a lungo beneficiato di servizi
da parte del reclamante anche in precedenza, sottoforma, ad esempio, di
pagamento di quote leasing di un autoveicolo (per il tramite della B.______
SA) oppure di viaggi in aereo all’estero (v. estratti di interrogatorio
M.______ del 2 e 17.9.2004, act. 3.34, 3.35). Malgrado le evidenti reticen-
ze dell’indagato, vi sono inoltre agli atti chiare indicazioni di intensi contatti
telefonici e personali, in Calabria e altrove, con altri esponenti di spicco
dell’organizzazione quali N.______ (da lui già conosciuto in un carcere tici-
nese alcuni anni or sono) e O.______, pure indagati nell’ambito
dell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Catanzaro sull’attività della co-
siddetta “cosca di Y.______” (v. verbali di interrogatorio del reclamante del
23 agosto, 17 e 20 settembre, act. 3.3, 3.25 e 3.36, con gli allegati dei con-
trolli telefonici, come pure gli act. 3.19 e 3.20 riguardanti l’inchiesta in Ita-
lia). Va a questo proposito segnalato che l’atteggiamento del reclamante in
sede di interrogatorio, sinora improntato a grande reticenza, se effettiva-
mente non può deporre a suo sfavore avendo da tempo dottrina e giuri-
sprudenza riconosciuto il diritto al silenzio di un imputato (DTF 121 II 257
consid. 4a; HAUSER/SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5a ediz.,
Basilea 2002, § 68 n° 13, pag. 303), non giova certo ad un avanzamento
celere dell’inchiesta ed al chiarimento della sua posizione processuale.
Quanto precedentemente esposto porta comunque a ritenere come suffi-
cientemente assodata la presenza di gravi indizi di colpevolezza a carico
- 7 -
dell’indagato anche per quanto riguarda l’accusa di partecipazione e/o so-
stegno ad organizzazione criminale ai sensi dell’art. 260ter CP.
4.3 Più sfumato è il giudizio relativo alle altre imputazioni contestate al recla-
mante, ossia quella di infrazione qualificata alla LStup giusta il suo art. 19
n. 1 e 2 e quella di aggressione e coazione secondo gli art. 134 e 181 CP.
L’autorità inquirente fa invero stato di numerosi indizi in tal senso, raccolti
soprattutto in base a dichiarazioni di testimoni o di altri co-imputati. Da una
parte, il coinvolgimento nel traffico di stupefacenti di altri co-imputati della
presente inchiesta - conosciuti e frequentati dal qui reclamante - quali
M.______ e L.______ appare assodato (v. ad esempio, la sentenza di que-
sto Tribunale BK_H 119/04 del 23 settembre 2004); d’altra parte, vi è più di
un motivo per credere che A.______ sia il mandante della “spedizione puni-
tiva” ai danni di tale P.______, aggredito e picchiato a scopo di intimidazio-
ne sul lungolago di Z.______ il 15 maggio 2003. Tuttavia, perlomeno allo
stadio attuale delle indagini, tali indizi rimangono ancora piuttosto labili rife-
riti alla persona del reclamante, e in ogni caso mancano della gravità previ-
sta dalla formulazione dell’art. 44 PP. La mancanza di gravi e pertinenti in-
dizi di colpevolezza relativamente a queste imputazioni non modifica però
l’essenza del giudizio complessivo, che vede il reclamante, come esamina-
to nei precedenti considerandi, fortemente sospettato di partecipazione e/o
sostegno ad organizzazione criminale nonché di attività finalizzate al rici-
claggio di denaro (per tacere dei reati fallimentari legati al collasso delle
società B.______ e C.______, oggetto di un’inchiesta cantonale a
V.______); questi elementi bastano largamente per soddisfare
l’adempimento del primo requisito dell’art. 44 PP, in attesa di ulteriori accer-
tamenti istruttori relativi alle altre imputazioni. La situazione in merito
all’esistenza di gravi indizi di colpevolezza giustificanti la detenzione (o la
sua proroga) va d’altronde apprezzata in modo diverso a seconda se
l’inchiesta riguardi un solo indagato a cui vengono imputati fatti relativa-
mente semplici e circoscritti nel tempo oppure se, - come nella fattispecie -
l’indagato fa parte di un’organizzazione criminale che ha agito a livello tran-
snazionale per parecchi anni e sul cui conto gravano accuse di vario tipo.
5. Il reclamante sostiene di non avere nessun motivo di fuggire, il centro dei
suoi interessi affettivi ed economici essendo in Svizzera. Ad ogni modo, il
pericolo di fuga non sarebbe né concreto né supportato da fatti precisi e
potrebbe essere scongiurato con provvedimenti meno restrittivi della de-
tenzione preventiva.
- 8 -
La censura non ha tuttavia pregio. I reati contestati al reclamante sono in-
dubbiamente gravi, e se questi dovessero essere confermati, la pena po-
trebbe essere molto pesante, tenuto anche conto dei suoi precedenti pena-
li. Di nazionalità italiana, egli è separato da tempo dalla prima moglie, e vi-
veva prima del suo arresto con la sua attuale compagna di origine stranie-
ra; nel corso degli interrogatori a cui è stato sottoposto, ha inoltre dichiarato
che i suoi parenti più stretti abitano tutti in Italia (Campania e Calabria), ove
si reca spesso per visite e vacanze (v. verbale di interrogatorio del 23 ago-
sto 2004, act. 3.2). Il centro dei suoi interessi economici si situa attualmen-
te all’estero, nel campo dell’intermediazione finanziaria e della ristorazione
in Spagna e in quello immobiliare in Sardegna; per questa ragione effettua
spesso viaggi all’estero. A comprova dell’importanza di queste attività, vi è
la circostanza che egli è stato arrestato il 23 agosto 2004 all’aeroporto di
X.______ al ritorno da uno dei suoi numerosi viaggi in Spagna. Questo in-
sieme di circostanze, unitamente alla prospettiva di dover scontare un lun-
ga pena detentiva in seguito al procedimento in corso, permette di afferma-
re che in concreto il pericolo di fuga verso un paese estero paventato dalle
autorità inquirenti è non solo possibile ma addirittura probabile. Nemmeno
l’adozione di misure sostitutive meno coercitive permetterebbe di eliminare
il rischio di fuga appena descritto. Il mantenimento in detenzione del recla-
mante risulta quindi giustificato già per il solo pericolo di fuga.
6. Né può essere negata la sussistenza, a questo stadio del procedimento, di
un residuo pericolo di collusione e/o di compromissione delle prove, non
essendo escluso che il reclamante, se rilasciato, possa fare indebite pres-
sione sui testimoni chiamati a deporre sul suo operato nell’ambito delle so-
cietà B.______ e C.______ (ad esempio, i consulenti bancari che gestivano
i conti su cui perveniva il denaro dei clienti delle citate società). Su questo
punto, l’inchiesta, anche per la sua intrinseca complessità, è infatti ben lun-
gi dall’essere terminata. Come rilevato dal MPC, inoltre, due dei principali
protagonisti del dissesto finanziario di queste società, co-indagati nella pre-
sente causa per i medesimi titoli ascritti al reclamante, ossia D.______ e
I.______, sono tuttora in libertà all’estero. Nei confronti di questi ricercati il
rischio di collusione è evidente e può essere scongiurato solo con la conti-
nua detenzione del reclamante.
7. Discende da quanto precede che il reclamo deve essere respinto. Confor-
memente al nuovo art. 245 PP, in vigore dal 1° aprile 2004, le spese e le
indennità in relazione al procedimento giudiziario sono stabilite dagli art.
- 9 -
146-161 OG, per quanto la legge non disponga altrimenti. Le spese pro-
cessuali sono poste a carico della parte soccombente (art. 156 cpv. 1 OG)
e ammontano, nella fattispecie, a fr. 1’500.--.
- 10 -
Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:
1. Il reclamo è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 1’500.-- è posta a carico del reclamante.
Bellinzona, 11 novembre 2004
In nome della Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a
- Avv. Ernesto Ferro
- Ministero pubblico della Confederazione
Informazione sui rimedi giuridici :
Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili mediante
ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica, per violazione del diritto federale. La pro-
cedura è retta dagli art. 214-216, 218 e 219 della legge federale del 15 giugno 1934 sulla procedu-
ra penale applicabile per analogia (art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF).
Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui l’autorità di
ricorso o il suo presidente lo ordini.
Full & Egal Universal Law Academy