Decreto del 25 marzo 2011
Il Presidente della I Corte dei reclami
penali
Composizione Giudice penale federale Tito Ponti, Presidente,
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri
Parti
1. A.,
2. B.,
3. C. LTD,
tutti rappresentati dall’avv. Rocco Taminelli,
Reclamanti
contro
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-
NE,
Opponente
Oggetto Effetto sospensivo (art. 387 CPP)
B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell ’incar to: BP.2011.12-14
(Procedure principal i : BB.2011.25-27)
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Il Presidente della I Corte dei reclami penali, visti:
- il reclamo dell’8 marzo 2011 interposto dai reclamanti contro il “Decreto di
edizione e sequestro della documentazione” del 23 febbraio 2011 del Ministe-
ro pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), relativo alle relazioni n. 1
intestata alla C. Ltd, n. 2 intestata a A. e n. 3 intestata a D., decreto notificato
unicamente alla banca E. SA di Lugano, istituto bancario che il 24 febbraio
2011 ha comunicato al legale dei reclamanti la ricezione del decreto di edizio-
ne e sequestro summenzionato e informato della possibilità di interporre re-
clamo nei 10 giorni alla I Corte dei reclami penali;
- le domande di effetto sospensivo in via supercautelare e a titolo provvisionale,
nonché di apposizione dei sigilli contenute nel reclamo;
- la concessione in data 9 marzo 2011 dell’effetto sospensivo a titolo supercau-
telare nella misura in cui è stata decretata la messa sotto sigilli della docu-
mentazione delle relazioni n. 1, n. 2 e n. 3 (act. 2);
- le osservazioni alla domanda di effetto sospensivo presentate dal MPC il
14 marzo 2011 (act. 3).
Considerato:
- che il reclamo non ha effetto sospensivo, salvo disposizioni contrarie del Co-
dice di diritto processuale penale svizzero oppure ordini specifici di chi dirige il
procedimento (art. 387 CPP);
- che il conferimento dell’effetto sospensivo dipende, di regola, dalle particolari-
tà del caso e dalla ponderazione degli interessi in gioco (DTF 107 Ia 269 con-
sid. 1);
- che lo scopo primario di questo provvedimento è la salvaguardia di uno stato
di fatto che garantisca l’efficacia di una decisione ulteriore, qualunque sia il
suo esito;
- che la concessione dell'effetto sospensivo non deve tuttavia avere quale con-
seguenza di compromettere l'efficacia della misura ordinata, nel senso che la
decisione ulteriore non deve essere pregiudicata o resa impossibile (BÖSCH,
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Die Anklagekammer des Schweizerichen Bundesgericht [Aufgaben und Ver-
fahren], Diss. Zurigo 1978, pag. 87);
- che il reclamante deve rendere verosimile un pregiudizio immediato e irrevo-
cabile legato all’assenza di effetto sospensivo (CORBOZ, Commentaire de la
LTF, Berna 2009, art. 103 n. 28; KOLLY, Le pourvoi en nullité à la Cour de cas-
sation pénale du Tribunal fédéral, un aperçu de la pratique, Berna 2004,
pag. 58 e segg., pto 5.2.6);
- che, nel caso concreto, nonostante la decisione impugnata del MPC sia stata
denominata “Decreto di edizione e sequestro della documentazione Art. 263
ss. CPP” e malgrado il MPC abbia indicato, nelle sue osservazioni, di avere
nel contempo proceduto al sequestro della documentazione quale mezzo di
prova (v. act. 3, pag. 3), non risulta ancora essere stata emessa nessuna or-
dinanza formale di sequestro motivata, impugnabile, motivo per cui si deve
considerare che il reclamo dell’8 marzo 2011 (act. 1) sia stato presentato nella
fase dell’edizione e perquisizione delle carte e dunque che la richiesta di ap-
posizione dei sigilli sia disciplinata dall’art. 248 CPP e non dall’art. 264 cpv. 3
CPP;
- che, giusta l’art. 248 cpv. 1 CPP, il detentore può chiedere che carte, registra-
zioni e altri oggetti vengano sigillati in quanto essi non possono essere perqui-
siti o sequestrati in virtù della facoltà di non rispondere o di non deporre oppu-
re per altri motivi;
- che, per detentore, si intende la persona che possiede effettivamente le carte,
registrazioni e altri oggetti; trattandosi di documentazione bancaria, detentore
sarà la banca, e non invece il titolare del conto o l’avente diritto economico
(v. Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse,
KUHN/JEANNERET (Editori), 2011 Basilea, CHIRAZI, n. 4 ad art. 248; Schweize-
rische Strafprozessordnung/Schweizerische Jugendstrafprozessordnung, Ba-
sler Kommentar, 2010, Basilea, n. 6 ad art. 248; FF 2006 1142);
- che pertanto, contrariamente a quanto asserito dai reclamanti, essi non sono
legittimati a richiedere l’apposizione dei sigilli, facoltà che invece spettava alla
banca E. in sede di perquisizione (per la differenza tra perquisizione e seque-
stro cfr. sentenza TPF 2006 307), e che l’istituto bancario non ha fatto valere;
- che pertanto la domanda di effetto sospensivo è irricevibile e l’apposizione dei
sigilli decisa il 9 marzo 2011 va revocata;
- che le spese del presente decreto seguono quelle della decisione di merito.
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Decreta:
1. La domanda di effetto sospensivo è irricevibile.
2. L’apposizione dei sigilli decisa il 9 marzo 2011 è revocata.
3. Le spese del presente decreto seguono quelle della decisione di merito.
Bellinzona, il 25 marzo 2011
In nome della I Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: La Cancelliera:
Comunicazione a:
- Avv. Rocco Taminelli
- Ministero pubblico della Confederazione
Informazione sui rimedi giuridici:
Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico.
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