Sentenza del 29 agosto 2008
II Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali Andreas J. Keller, Presidente
Roy Garré e Giorgio Bomio
Cancelliere Giampiero Vacalli
Parti
A., Trento (Italia), rappresentato dall'avv Filippo Ferrari,
Ricorrente
contro
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,
Controparte
Oggetto Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale
all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)
B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell’incarto: RR.2008.130
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Fatti:
A. Il 14 dicembre 2007 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pe-
rugia (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudi-
ziaria nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B., C.,
D., E. e F. per infrazione alla Legge 185/1990 e alla Legge 895/1967, non-
ché per titolo d'associazione per delinquere (art. 416 CP italiano) e corru-
zione (art. 322-bis, 321 in relazione con gli art. 318, 319 e 319-bis CP ita-
liano). In sostanza, gli indagati sono sospettati di aver posto in essere, me-
diante associazione per delinquere e attività corruttiva nei confronti di fun-
zionari della Libia, illecite trattative al fine di vendere al governo di quel Pa-
ese 500'000 mitragliatori SMG T-56-1, 7.62 mm (tipo AK-47 Kalashnikov),
nonché 10 milioni di munizioni per tali armi senza possedere le necessarie
autorizzazioni. Le imputazioni riguardano inoltre altre trattative relative ad
una commessa di 50'000 fucili AKM, 50'000 fucili AKMS e 50'000 mitraglia-
trici PKM di fabbricazione russa con un intermediario bulgaro per la fornitu-
ra e con un sedicente rappresentante del governo iracheno quale acquiren-
te. Nella sua domanda di assistenza l'autorità rogante ha postulato l'identi-
ficazione, la perquisizione ed il sequestro della documentazione relativa al-
le relazioni riconducibili a diverse persone fisiche e giuridiche, tra le quali il
titolare del conto n. 1 denominato "G." presso la banca H., a Lugano. L'au-
torità rogante sospetta che su tale conto possano essere stati versati o
transitati somme di denaro legate all'attività corruttiva sopraindicata.
B. Mediante decisione del 31 gennaio 2008, il Ministero pubblico della Confe-
derazione (MPC) è entrato in materia sulla domanda presentata dall'autori-
tà italiana ordinando l'identificazione, la perquisizione ed il sequestro della
documentazione bancaria relativa alle relazioni riconducibili agli indagati e
a determinate altre persone fisiche e giuridiche presso la banca H. di Man-
no. Esso ha ordinato in particolare la perquisizione ed il sequestro (senza il
blocco dei saldi attivi) della relazione n. 1 denominata "G.".
C. Con decisione di chiusura del 9 maggio 2008 l'autorità d'esecuzione ha ac-
colto la rogatoria, autorizzando la trasmissione all'autorità richiedente di di-
versa documentazione bancaria relativa alla relazione n. 1 presso la banca
H. di cui A. risulta essere il titolare.
D. Il 6 giugno 2008 A. ha impugnato la decisione di chiusura di cui sopra pres-
so la II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendone
l'annullamento.
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E. Con scritto del 3 luglio 2008 l'UFG postula la reiezione del gravame. Con
osservazioni del 7 luglio 2008, il MPC chiede che lo stesso venga respinto
nella misura della sua ammissibilità.
F. Con replica del 21 luglio 2008 il ricorrente si riconferma sostanzialmente
nelle proprie conclusioni.
Diritto:
1.
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale
del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71) e 9 cpv. 3 del relativo Regolamento
(RS 173.710) la II Corte dei reclami penali è competente per statuire sui re-
clami in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-
na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata
in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera
(CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di
questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso
un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo
italo-svizzero). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale conte-
nuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, come pure
quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello
pattizio, si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in ma-
teria penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa
ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo
italo-svizzero; DTF 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140
consid. 2). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595
consid. 7c, con rinvii dottrinali).
1.3 Interposto tempestivamente contro la decisione di chiusura del MPC (v. art.
80k AIMP), il ricorso, che contro il provvedimento di trasmissione ha effetto
sospensivo per legge (art. 21 cpv. 4 lett. b e 80l cpv. 1 AIMP; TPF 2007 79
consid. 1.5), è ricevibile sotto il profilo dell'art. 80e cpv. 1 in relazione con
l'art. 25 cpv. 1 AIMP. La legittimazione del ricorrente, titolare del conto og-
getto della criticata misura d'assistenza, è pacifica (v. art. 80h lett. b AIMP e
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art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 79 consid. 1.6
pag. 82).
2. L'insorgente lamenta una violazione del principio della proporzionalità, per
avere il MPC ordinato la trasmissione di documenti irrilevanti e inutili per il
procedimento estero, procedendo in realtà ad una ricerca indiscriminata di
prove.
2.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una do-
manda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero de-
ve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti.
Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'oppor-
tunità di assumere determinate prove e non può sostituirsi, in tale valuta-
zione, all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1
e rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il
principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può esser applica-
to in procedure rette dalla CEAG (DTF 121 II 241 consid. 3c; 113 Ib 157
consid. 5a pag. 165; 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603; ROBERT
ZIMMERMANN, La coopération judiciaire international en matière pénale, 2a
ediz., Berna 2004, pag. 513 e segg. n. 476), sia manifestamente disatteso
(DTF 120 Ib 251 consid. 5c; TPF RR.2007.18 del 21 maggio 2007, con-
sid. 6.3, non pubblicato in TPF 2007 57) o se la domanda appaia abusiva,
le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le inda-
gini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). È di rilievo, non da
ultimo, il principio giurisprudenzialmente consolidato dell'utilità potenziale,
secondo il quale non vengono trasmessi all'autorità rogante soltanto quei
mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il procedimento penale
all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c pag. 264; 122 II 367 consid. 2c;
121 II 241 consid. 3a e b). Vietata in particolare è la cosiddetta fishing
expedition, la quale è definita dalla giurisprudenza una ricerca generale ed
indeterminata di mezzi di prova volta a fondare un sospetto senza che esi-
stano pregressi elementi concreti a sostegno dello stesso (DTF 125 II 65
consid. 6b/aa pag. 73 e rinvii). Questo genere di inchieste non è consentito
in ambito di assistenza internazionale sia alla luce del principio della spe-
cialità che di quello della proporzionalità (PETER POPP, Grundzüge der in-
ternationalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, pag. 280 n. 414 e
pag. 204 e seg. n. 309). Tale divieto si fonda semplicemente sul fatto che è
inammissibile procedere a casaccio nella raccolta delle prove (DTF 113 Ib
257 consid. 5c).
2.2 Nella fattispecie, il conto "G." è stato oggetto di alcuni accrediti effettuati
dalle società I. e J., società riconducibili direttamente o indirettamente agli
indagati. Risulta dunque del tutto giustificato verificare se gli importi confluiti
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sul conto in questione siano di origine criminale – ipotesi che in realtà
nemmeno il ricorrente esclude (v. ricorso, pag. 9 e seg.) - e se vi siano altre
operazioni che necessitano degli approfondimenti. La documentazione
bancaria di cui è stata contestata la trasmissione, oltre a riguardare un pe-
riodo non escluso dall'autorità rogante nell'ambito delle sue indagini (v. act.
7.1, pag. 3), è necessaria nella sua totalità, ragione per cui il principio della
proporzionalità è certamente ossequiato. Giova infatti rilevare che, quando
le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari in procedimenti
per reati patrimoniali o corruttivi, esse necessitano di tutta la documenta-
zione bancaria. Ciò perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed
economico del conto e sapere a quali persone sia pervenuto l'eventuale
provento del reato. Al riguardo non è quindi decisivo che gli accrediti in e-
same siano avvenuti in un'epoca anteriore a quella dei prospettati reati, né
lo è l'ammontare dei versamenti. La trasmissione dell'intera documentazio-
ne potrà evitare altresì l'inoltro di eventuali domande complementari. Si trat-
ta di una maniera di procedere necessaria, se del caso, ad accertare anche
l'estraneità del ricorrente (DTF 129 II 462 consid. 5.5; sentenze del Tribu-
nale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 2007, consid. 2.3 e 3.2;
1A.52/2007 del 20 luglio 2007, consid. 2.1.3; 1A.227/2006 del 22 febbraio
2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; 1A.79/2005
del 27 aprile 2005, consid. 4.1). Costatata la sufficiente relazione tra le mi-
sure d'assistenza richieste e l'oggetto del procedimento penale estero
(DTF 129 II 462 consid. 5.3; 125 II 65 consid. 6b/aa; 122 II 367 consid. 2c),
spetterà al giudice estero del merito valutare l'effettiva connessione tra la
documentazione bancaria sequestrata e i fatti perseguiti all'estero. Risulta
comunque evidente che l'autorità rogante non si sta assolutamente muo-
vendo a caso nella sua ricerca di materiale probatorio, soprattutto se, come
nella fattispecie, la domanda di assistenza menziona in maniera precisa le
coordinate della relazione bancaria oggetto della decisione impugnata non-
ché le operazioni bancarie sospette. Tenuto conto di tutto quanto precede,
vi è da concludere che la domanda di assistenza estera non costituisce una
fishing expedition e che la trasmissione della documentazione litigiosa non
viola né il principio dell'utilità potenziale né quello della proporzionalità.
3. Discende da quanto precede che il ricorso deve essere respinto. Le spese
seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richiamato l’art. 30 lett. b
LTPF). La competenza del Tribunale penale federale di disciplinare i detta-
gli relativi alla determinazione delle tasse di giustizia si fonda sull’art. 15
cpv. 1 lett. a LTPF e sulla relativa giurisprudenza (v. sentenze TPF
RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 2; RR.2007.6 del 22 febbraio 2007,
consid. 5; RR.2007.31 del 21 marzo 2007, consid. 4). La tassa di giustizia è
calcolata conformemente all’art. 3 del Regolamento sulle tasse di giustizia
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del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) ed è fissata nella fattispecie
a fr. 5'000.-.
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Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.- è posta a carico del ricorrente. Essa è
coperta dall'anticipo delle spese già versato.
Bellinzona, 1° settembre 2008
In nome della II Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a:
- Avv. Filippo Ferrari
- Ministero pubblico della Confederazione
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria
Informazione sui rimedi giuridici
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati
violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84
cpv. 2 LTF).
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