Sentenza dell’11 settembre 2018
Corte dei reclami penali
Composizione Giudici penali federali
Giorgio Bomio-Giovanascini, Presidente,
Tito Ponti e Roy Garré,
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri
Parti 1. A. SA,
2. B.,
entrambi rappresentati dall'avv. Stefano Camponovo,
Ricorrenti
contro
MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,
Controparte
Oggetto Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale
all’Italia
Perquisizione e sequestro di mezzi di prova (art. 63 cpv.
2 lett. b AIMP)
B u n d e s s t r a f g e r i c h t
T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l
T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e
T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l
Numero dell’incarto: RR.2018.133-134
RP.2018.21-22
- 2 -
Visti:
- la decisione di entrata in materia (parziale) ed incidentale del 7 luglio 2017,
con la quale il Ministero Pubblico del Cantone Ticino (di seguito: MP/TI) ha
accolto parzialmente la domanda di assistenza internazionale del 21 giugno
2016 (con il relativo complemento del 19 gennaio 2017) presentata dalla Pro-
cura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna (Italia) ed ha ordinato,
segnatamente, la perquisizione della sede della C. SA – c/o A. SA,– ed il se-
questro della documentazione attinente ai rapporti tra tale società, le società
italiane, i soggetti oggetto di indagine e i finanziamenti da e verso la Svizzera;
contestualmente, ha ammesso la partecipazione degli Ufficiali della Guardia
di Finanza di Ravenna alle misure di esecuzione rogatoriali (act. 1.4);
- il relativo ordine di perquisizione e di sequestro emanato dal MP/TI il mede-
simo giorno (act. 1.2);
- la perquisizione effettuata dalla Polizia Giudiziaria del Cantone Ticino il
10 aprile 2018 presso la sede di C. SA, c/o A. SA alla presenza di B. (ammi-
nistratore unico di A. SA), durante la quale sono stati sequestrati svariati do-
cumenti ed è stata eseguita una perquisizione informatica/acquisizione fo-
rense (act. 1.3);
- il ricorso presentato il 18 aprile 2018 da A. SA e da B., con cui essi hanno
evidenziato delle irregolarità nella procedura di perquisizione, di sequestro, di
cernita e nelle modalità relative alla richiesta del consenso alla trasmissione
semplificata della documentazione giusta l’art. 80c AIMP, e quindi contestato
la validità del consenso alla trasmissione all’autorità estera limitatamente alla
cartella contenente il file “D.”, postulando il dissequestro della medesima (act.
1);
- l’effetto sospensivo al ricorso concesso a titolo supercautelare dal giudice re-
latore in data 23 aprile 2018, segnatamente per quanto riguarda la consegna
della cartella contente in file denominato “D.” di proprietà di A. SA (act. 4);
- le osservazioni dell’8 maggio 2018, mediante le quali l’Ufficio federale di giu-
stizia (di seguito: UFG) ha contestato la legittimazione a ricorrere di B. e rite-
nuto, nel caso in cui le allegazioni ricorsuali fossero confermate, l‘esistenza di
anomalie nell’esecuzione della commissione rogatoria, con particolare riferi-
mento al file “D.” (act. 8);
- 3 -
- la risposta del 9 maggio 2018, tramite la quale il MP/TI, nel rispetto del diritto
di essere sentito, ha dichiarato di non intendere procedere alla trasmissione
semplificata del file “D.”, il cui contenuto sarebbe semmai stato inviato all’au-
torità richiedente previa cernita e decisione di chiusura; di conseguenza, il
MP/TI ha postulato lo stralcio dai ruoli del ricorso in quanto privo di oggetto
(act. 9);
- la presa di posizione del 18 maggio 2018, con cui l’UFG ha indicato che uno
stralcio dell’impugnativa potrebbe avvenire solo qualora i ricorrenti accettas-
sero di seguire la procedura proposta dal MP/TI in merito alla documentazione
litigiosa; sulla questione delle spese, l’UFG si è rimesso al giudizio di questa
Corte (act. 11);
- lo scritto dei ricorrenti del 22 maggio 2018, i quali hanno condiviso quanto
proposto dal MP/TI e dunque acconsentito allo stralcio dai ruoli del ricorso; in
merito alle spese, essi hanno richiesto il rimborso dell’anticipo versato nonché
il pagamento di un indennizzo a titolo di ripetibili di fr. 2'700.--, somma corri-
spondente all’onorario dell’avv. Camponovo per l’allestimento del ricorso (act.
12).
Considerato:
- che, in virtù dell’art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010
sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS
173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i
gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale;
- che la procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura ammi-
nistrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei re-
lativi atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b
LOAP e 12 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza internazionale in materia
penale del 20 marzo 1981 [AIMP; RS 351.1]; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Com-
mentario basilese, Internationales Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12
AIMP);
- che, a fronte delle summenzionate prese di posizione delle parti, il ricorso va
dichiarato privo d’oggetto e la causa va stralciata dal ruolo;
- 4 -
- che, secondo l’art. 72 della legge di procedura civile federale del 4 dicembre
1947 (PCF; RS 273) applicabile per analogia in virtù della costante giurispru-
denza di questa Corte (v. ad es. la sentenza RR.2018.71 del 9 maggio 2018
consid. 4.1 con rinvii), quando una lite diventa senza oggetto o priva d'inte-
resse giuridico per le parti, il tribunale, udite le parti ma senza ulteriore dibat-
timento, dichiara il processo terminato e statuisce, con motivazione sommaria,
sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del mo-
tivo che termina la lite (sentenza del Tribunale federale 1C_288/2010 del
19 luglio 2010; sentenza del Tribunale penale federale RR.2011.25 del
16 maggio 2011 consid. 2.1 e rinvii); tale disposizione impone quindi, seppur
in maniera sommaria, di analizzare brevemente le censure presentate dai ri-
correnti (DTF 125 V 373 consid. 2a);
- che, nella propria impugnativa (act. 1 pag. 10/11), i ricorrenti, dopo aver evi-
denziato svariate irregolarità nell’esecuzione della commissione rogatoria,
avevano postulato il dissequestro della cartella contente il file “D.” con conte-
stuale restituzione della medesima a A. SA, nonché la sua estromissione dagli
atti oggetto di trasmissione semplificata all’autorità rogante;
- che, giusta l’art. 80c cpv. 1 AIMP, gli aventi diritto, specialmente i detentori di
documenti, informazioni o beni possono consentirne la consegna fino alla
chiusura della procedura, ritenuto che il relativo consenso è irrevocabile; in
questo caso, deve risultare dalla dichiarazione relativa all’esecuzione sempli-
ficata su quali documenti, informazioni o valori si riferisce il consenso, che non
può essere dato preventivamente e senza limiti; se tutti gli aventi diritto accon-
sentono, l’autorità competente registra il consenso per scritto e chiude la pro-
cedura (art. 80c cpv. 2 AIMP); la decisione di chiusura relativa all’esecuzione
semplificata non è impugnabile, fatto salvo, eccezionalmente, il caso di un er-
rore sul consenso, in particolare nell’ipotesi in cui l’errore sia stato provocato
dall’autorità o questa abbia agito in violazione delle regole sulla buona fede
(R. ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale,
4a ediz., 2014, n. 419);
- che le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono essere
impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irreparabile
mediante il sequestro di beni e valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP);
- che, come visto, in sede di risposta, il MP/TI ha affermato la sua intenzione di
escludere, nel rispetto del diritto di essere sentito, dalla trasmissione semplifi-
cata all’autorità estera il file “D.”, il cui contenuto sarebbe semmai stato inviato
all’autorità richiedente previa cernita del suo contenuto e decisione di chiu-
sura, contro la quale è data facoltà di ricorso (act. 9);
- 5 -
- che, alla luce degli atti di causa, tale procedura ha ottenuto l’approvazione sia
dell’UFG che degli insorgenti (act. 11, 12);
- che le censurate anomalie nell’esecuzione della commissione rogatoria, di per
sé non contestate dall’autorità d’esecuzione (in particolare l’esecuzione della
cernita in assenza di un magistrato e la richiesta del consenso alla trasmis-
sione semplificata prima dell’esecuzione della cernita stessa), hanno inficiato
la regolarità della procedura, permettendo di concludere che il ricorso presen-
tato da A. SA sarebbe verosimilmente stato accolto;
- che, per contro, il gravame interposto da B. sarebbe invece stato dichiarato
inammissibile per difetto di legittimazione ricorsuale (v. DTF 139 II 404 consid.
2.1.1; 137 IV 134 consid. 5 e rinvii);
- che, in quanto soccombente, B. dovrebbe sopportare una parte delle spese
ma, viste le particolarità della fattispecie, vi è motivo di rinunciare al loro pre-
lievo (v. art. 63 cpv. 2 in fine PA) e la cassa del Tribunale restituirà ai ricorrenti
l'importo di CHF 4'000.-- versato a titolo di anticipo delle spese;
- che l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può, d’ufficio
o a domanda, assegnare al ricorrente una indennità per le spese indispensa-
bili e relativamente elevate che ha sopportato (art. 64 cpv. 1 PA);
- che, per quanto riguarda le censure di B., non vi è motivo per riconoscere
ripetibili;
- che vanno per contro riconosciute ripetibili a favore di A. SA;
- che, nella fattispecie, il patrocinatore dei ricorrenti ha chiesto il versamento di
un indennizzo a titolo di ripetibili di fr. 2'700.--, somma che ha dichiarato corri-
spondere al suo onorario per l’allestimento del ricorso (act.12), senza tuttavia
allegare alcuna nota professionale dettagliata e quindi rendendo impossibile
la fissazione dell’onorario ex art. 12 cpv. 1 del regolamento del Tribunale pe-
nale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della pro-
cedura penale federale [RSPPF; RS 173.713.162];
- che, se l’avvocato non presenta alcuna nota delle spese al momento dell’inol-
tro dell’unica o ultima memoria, il giudice fissa l’onorario secondo libero ap-
prezzamento (art. 12 cpv. 2 RSPPF);
- 6 -
- che, alla luce degli atti di causa, un indennizzo di fr. 2’000.-- (IVA inclusa)
appare adeguato, importo da porre a carico del MP/TI.
- 7 -
Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:
1. Il ricorso è privo d’oggetto e la causa viene stralciata dal ruolo.
2. Non vengono prelevate spese. La cassa del Tribunale penale federale resti-
tuirà ai ricorrenti l'importo di CHF 4'000.-- già versato.
3. Un importo di fr. 2’000.-- (IVA inclusa) è accordato a A. SA a titolo di ripetibili;
tale somma è posta a carico del MP/TI.
Bellinzona, il 13 settembre 2018
In nome della Corte dei reclami penali
del Tribunale penale federale
Il Presidente: La Cancelliera:
Comunicazione a:
- Avv. Stefano Camponovo
- Ministero pubblico del Cantone Ticino
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria
Informazione sui rimedi giuridici
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).
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