B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-2753/2012
S e n t e n z a d e l 1 2 n o v e m b r e 2 0 1 2
Composizione
Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio),
Michael Peterli, Vito Valenti;
Cancelliere: Dario Croci Torti
Parti
A._______, casella postale x…., M._______,
ricorrente,
Contro
Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli
infortuni (INSAI/SUVA, Fluhmattstrasse 1, casella postale
4358, 6002 Lucerna,
patrocinata dall'avv. Mattia Alessandro Ferrari,
via Alberto di Sacco 8, casella postale 1036,
6501 Bellinzona,
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione infortuni, decisione del 18 aprile 2012.
C-2753/2012
Pagina 2
Fatti:
A.
La A._______ , società a garanzia limitata, con sede a M.________, è i-
scritta al registro di commercio dal (…) 1991. Lo scopo della società con-
siste nell'esercizio di un'impresa generale di costruzioni e di tutte le altre
attività ad essa connesse o similari. La ditta in questione è assicurata, per
quanto riguarda le conseguenze degli infortuni dei propri dipendenti,
presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni
(INSAI/SUVA).
B.
Con lettera del 18 aprile 2012 l'INSAI/SUVA, confermava di aver effettua-
to un controllo presso un cantiere situato a S.________ in opera alla ditta
in questione lo stesso giorno. L'ispettore che si era recato sul cantiere,
ingegnere della sicurezza all'INSA/SUVA, aveva constatato, in presenza
di responsabili dei lavori, diverse carenze nei ponteggi, segnatamente per
quanto concerne: le protezioni laterali; i requisiti di resistenza; i materiali
utilizzati per piani di calpestio dei ponteggi e incompletezza di questi pia-
ni; l'insufficienza d'ancoraggio del ponteggio; difetti riguardanti gli accessi
al ponteggio; difetti riguardanti le misure di distanza dalla costruzione,
ecc. Ad ogni punto criticato (9 in tutto), l'INSAI/SUVA precisava, menzio-
nando le disposizioni legali relative, il lavoro che occorreva compiere.
L'assicuratore ordinava infine che a causa delle gravi carenze rilevate,
veniva vietato l'utilizzo del ponteggio fino ad eliminazione dei difetti elen-
cati. Nei rimedi giuridici veniva indicato il Tribunale amministrativo federa-
le.
Con lettera raccomandata del 2 maggio 2012, l'INSAI/SUVA, a firma
dell'ingegnere addetto alla sicurezza sui cantieri, ha inviato alla ditta
A._______ un avvertimento. Veniva constatato che in base ad un sopral-
luogo sul cantiere di S.________, non erano state attuate le misure ne-
cessarie nell'interesse della sicurezza sul lavoro. L'impresa era invitata a
verificare il proprio sistema di sicurezza e ad adottare tempestivamente
misure appropriate. I provvedimenti assunti, a rimedio delle irregolarità ri-
scontrate, dovevano essere comunicati con l'allegato formulario di rispo-
sta entro il 1° giugno 2011. Eventuali obiezioni a detto avvertimento pote-
vano essere indirizzate all'INSAI/SUVA entro 20 giorni.
C.
In data 19 maggio 2012, la ditta A._______ ha formulato ricorso contro la
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Pagina 3
decisione del 18 aprile 2012. L'insorgente dichiara di avere immediata-
mente provveduto a vietare l'utilizzo dei ponteggi fino all'eliminazione del-
le carenze segnalate. La ricorrente precisa, in base alle 9 incombenze
descritte nella decisione impugnata, di aver puntualmente svolto ogni la-
voro/correzione richiesta. Indica di non avere montato tutti i ponteggi in
questione, in quanto altre ditte sono intervenute su committenza dei pro-
prietari. La ditta contesta alcune imposizioni dettate dall'assicuratore per
motivi di cui si riferirà nella parte in diritto, affermando di non avere am-
messo le contestazioni descritte nella decisione. A conclusione, l'insor-
gente annota che le carenze rilevate non erano gravi e non avrebbero
messo in pericolo la sicurezza degli utenti. A fine opera, i ponteggi sareb-
bero ora stati rimossi. Chiede infine l'annullamento della decisione impu-
gnata, protestando spese, tasse e ripetibili. Allega diverse fotografie del
cantiere ed un attestato di una ditta italiana riguardante la qualità di mate-
riale utilizzato per i ponteggi.
D.
Ricevuto il ricorso, l'INSAI/SUVA ha affidato la relativa presa di posizione
all'avv. Ferrari di Bellinzona. Nella risposta consegnata il 21 giugno 2012,
l'INSAI/SUVA prende atto che la parte ricorrente, per sua stessa ammis-
sione, riconosce che vi erano dei difetti nei ponteggi sotto diversi punti di
vista. I ponteggi essendo stati tolti, e gli errori/carenze ammessi, secondo
l'INSAI/SUVA il ricorso sarebbe divenuto privo d'oggetto. L'assicuratore
infortuni passa tuttavia in rassegna tutte le nove contestazioni nel detta-
glio e constata come la parte ricorrente abbia provveduto a effettuare i la-
vori imposti. In merito alla non gravità delle difformità e carenze riscontra-
te, l'INSAI/SUVA contesta tale assunto. L'autorità inferiore osserva che le
carenze erano numerose per cui accrescevano le probabilità d'infortunio
proprio per il loro elevato numero. Alcune carenze (protezione, fissaggio)
erano comunque tali da creare un reale pericolo di caduta per cui esiste
un carattere di gravità. L'autorità inferiore chiede dunque la reiezione del
ricorso nella misura in cui sarebbe ammissibile. Allega l'incarto concer-
nente questa pratica (doc. 1-6). Questo incarto contiene dei documenti
relativi a un precedente controllo della ditta in esame che risale al 2008
non pertinente per la presente lite (doc. 1-4).
E.
Con decisione incidentale del 2 luglio 2012, la parte ricorrente è stata in-
vitata a versare a questo Tribunale un anticipo di 2'000 franchi, corrispon-
dente alle presunte spese processuali. Detto anticipo è stato versato il 31
luglio 2012. Nel contempo la stessa è stata invitata a esprimersi in merito
alle osservazioni ricorsuali dell'INSAI/SUVA.
C-2753/2012
Pagina 4
F.
Con la replica del 31 luglio 2012, la ricorrente ribadisce le sue conclusioni
ricorsuali. Ricorda, segnatamente, di non essere tenuta per responsabile
dei ponteggi innalzati da altre ditte su incarico dei committenti.
Da parte sua, la convenuta, con duplica del 3 settembre 2012, ha rilevato
che le ultime osservazioni della ricorrente non sono pertinenti, dal mo-
mento che la stessa ha usufruito o intendeva usufruire direttamente o in-
direttamente di detti ponteggi nella loro totalità. Per il resto, l'INSAI/SUVA
osserva di avere sempre agito conformemente alla procedura che regola
questi casi e di avere tempestivamente notificato le carenze alla parte ri-
corrente; questa ha eseguito i lavori mancanti senza mai chiedere un so-
pralluogo per chiarire i fatti.
Con ordinanza del 7 settembre 2012, il Tribunale amministrativo federale
ha inviato copia della duplica dell'INSAI/SUVA alla parte ricorrente. Con
scritto del 20 settembre 2012, la parte ricorrente ha confermato le sue
conclusioni.
Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005
sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale am-
ministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le
decisioni ai sensi dell'art. 5 delle legge federale del 20 dicembre 1968 sul-
la procedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, l'INSAI/SUVA è un'autorità infe-
riore ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. In base all'art. 109 lett. c della legge
federale del 20 marzo 1981 sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF,
RS 832.20), il Tribunale federale amministrativo è competente per statuire
in merito a ricorsi contro le decisioni su opposizione concernenti le dispo-
sizioni per prevenire gli infortuni e le malattie professionali.
1.2 La procedura dinnanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dal-
la PA, in quanto non è disposto altrimenti (art. 37 LTAF). Giusta l'art. 3
lett.. dbis PA, sono riservate le disposizioni speciali della legge federale del
6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali
(LPGA; RS 830.1). Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente
legge sono applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legisla-
C-2753/2012
Pagina 5
zione federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali
lo prevedano. Ora, l'art. 1 LAINF stabilisce che le disposizioni della LPGA
sono applicabili all'assicurazione contro gli infortuni, sempre che la pre-
sente legge (LAINF) non preveda espressamente una deroga alla LPGA.
1.3 Di regola, solo le decisioni su opposizione e quelle contro cui
un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso
davanti al Tribunale amministrativo federale (art. 56 cpv. 1 LPGA). L'art.
105a LAINF precisa che se vi è un pericolo nel ritardo, l'organo decisiona-
le può dare ordini in materia di prevenzione contro gli infortuni e delle ma-
lattie professionali senza possibilità d'opposizione.
1.4 Il ricorso presentato il 21 maggio 2012 contro la decisione del 18 apri-
le 2012 è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge (art.
60 LPGA e 52 PA). La parte ricorrente ha versato l'anticipo delle presunte
spese processuali di 2'000 franchi.
2.
2.1 L'oggetto impugnato è rappresentato, dal profilo formale, da una deci-
sione, mentre, da quello sostanziale, dai rapporti giuridici in essa regolati.
L'oggetto litigioso configura per contro il rapporto giuridico che, sulla base
delle conclusioni ricorsuali, viene effettivamente impugnato e portato,
quale tema processuale, dinanzi al giudice (di prima o seconda istanza).
Stando a tale definizione, l'oggetto impugnato come pure quello litigioso
si riferiscono ad uno (ad es. fondatezza di un avvertimento) o più rapporti
giuridici (ad es.: fondatezza di un avvertimento e aumento del premio as-
sicurativo). Se pertanto il ricorso è diretto solo contro alcuni dei rapporti
giuridici disciplinati dalla decisione querelata, gli altri fanno sì parte
dell'oggetto impugnato, ma non di quello litigioso. L'oggetto della lite vie-
ne quindi definito alla luce delle censure sollevate con il ricorso, le quali
vengono considerate validamente presentate se dal tenore o perlomeno
dal senso di quest'ultimo risultano con sufficiente chiarezza (sentenza del
Tribunale federale 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.2 e i riferi-
menti ivi citati). È tuttavia possibile estendere il potere di esame all'ogget-
to impugnato quando vi è un legame intrinseco tra i punti non contestati e
l'oggetto della lite (DTF 122 V 36 consid. 2a).
2.2 La decisione del 18 aprile 2012 qui impugnata è stata emanata d'ur-
genza giusta l'art. 62 cpv. 2 dell'ordinanza del 19 dicembre 1983 sulla
prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (OPI, RS
832.30), il quale prevede che, in caso d'urgenza, l'organo d'esecuzione
C-2753/2012
Pagina 6
rinuncia all'avvertimento e prende una decisione secondo l'art. 64 OPI.
Quest'ultimo articolo dispone che se non è dato seguito ad un avverti-
mento, l'organo di esecuzione competente, dopo aver consultato il datore
di lavoro e i lavoratori direttamente interessati, ordina i provvedimenti ne-
cessari mediante decisione e fissa al datore di lavoro un congruo termine
per eseguirli.
Nel caso in esame, la ditta A._______ non ha presentato alcuna obiezio-
ne nei confronti dell'avvertimento del 2 maggio 2012, malgrado fosse e-
splicitamente indicata tale possibilità da esercitare entro un termine di 20
giorni direttamente all'assicuratore. Questo avvertimento si basa sull'art.
62 cpv. 1 OPI, secondo il quale l’organo d’esecuzione competente, se,
durante un’ispezione, accerta un’infrazione alle prescrizioni concernenti la
sicurezza sul lavoro, ne avverte il datore di lavoro e gli fissa un congruo
termine per ovviarvi; l’avvertimento deve essere confermato per scritto al
datore di lavoro.
2.3 Nel caso di specie, il Tribunale può tuttavia estendere l'oggetto del li-
tigio all'oggetto della contestazione ed esaminare anche la validità
dell'avvertimento del 2 maggio 2012. Infatti questo avvertimento non fa al-
tro che confermare la necessità delle misure richieste con la precedente
decisione del 18 aprile 2012 qui impugnata ed invita la società ricorrente
a colmare le lacune constatate in occasione della visita del 18 aprile 2012
dell'ispettore sulla sicurezza dei cantieri. I documenti e formulari da com-
pilare all'attenzione della ditta che sono allegati all'avvertimento si riferi-
scono peraltro all'ispezione del 18 aprile 2012. L'esame della legalità del-
la decisione del 18 aprile 2012 in questo caso può essere legato a quello
dell'avvertimento del 2 maggio 2012 (per un esempio analogo di esten-
sione all'oggetto della contestazione, v. DTAF 2010/37 consid. 2.6).
3.
3.1 Ai sensi dell'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è toccato
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse de-
gno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. L'IN-
SAI/SUVA sostiene che ormai il ricorso sarebbe privo d'oggetto e che non
vi sarebbe più interesse per agire da parte della ricorrente visto che
quest'ultima ha eseguito i lavori richiesti e che, oltretutto, tutti i pontili sa-
rebbero stati smontati a lavoro terminato.
3.2 Secondo la giurisprudenza costante del Tribunale amministrativo fe-
derale un avvertimento ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 OPI può tuttavia essere
C-2753/2012
Pagina 7
oggetto di ricorso in quanto può comportare diverse conseguenze per l'a-
zienda destinataria. Con un tale avvertimento, in effetti, per quel che con-
cerne la sicurezza sul lavoro, e segnatamente in merito ai premi assicura-
tivi LAINF, la ditta che ha violato le prescrizioni relative alla prevenzione
degli infortuni e delle malattie professionali, può vedersi classificata (an-
che con effetto retroattivo) in una classe di premio superiore ed in un gra-
do di rischio più elevato (cfr. art. 92 cpv. 3 LAINF; art. 113 cpv. 2 dell'ordi-
nanza del 20 dicembre 1982 sull'assicurazione contro gli infortuni [OAINF,
RS 832.202]; art. 66 OPI). Un interesse a ricorrere contro un avvertimen-
to sussiste anche se le misure richieste sono state eseguite o se il cantie-
re è terminato (cfr. sentenze del Tribunale amministrativo federale C-
1454/2008 dell'8 giugno 2010 consid. 2.4.4, pubblicata in ATAF 2010/37,
C-3183/2006 del 6 luglio 2007 consid. 3.6 e C-640/2008 del 18 agosto
2009 consid. 2.3).
Un interesse a ricorrere è stato riconosciuto nelle sentenze sopracitate (v.
in particolare C-3183 del 6 luglio 2007) anche nel caso di una decisione
fondata sull'art. 62 cpv. 2 OPI, il quale prevede che in caso d’urgenza,
l’organo d’esecuzione rinuncia all’avvertimento e prende una decisione
secondo l’articolo 64 OPI. Una sospensione immediata dei lavori decisa
in applicazione dell'art. 64 OPI può costituire, come nel caso di un avver-
timento, la base per l'emanazione di ulteriori misure, sia in materia di si-
curezza sul lavoro sia in materia di premi assicurativi e anche in materia
di responsabilità penale.
3.3 Nel caso in esame, è quindi evidente che la parte ricorrente ha un in-
teresse degno di protezione a ricorrere contro la decisione del 18 aprile
2012 e, in questo contesto, per i motivi sopra esposti, anche contro l'av-
vertimento del 2 maggio 2012. Occorre pertanto entrare nel merito del ri-
corso.
4.
4.1 Conformemente all'art. 49 PA, il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezza-
mento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza.
4.2 In virtù del principio inquisitorio, il Tribunale deve accertare i fatti per-
tinenti ed ordinare d'ufficio le prove necessarie (cfr. art. 12 PA); il Tribuna-
le applica d'ufficio il diritto. Le parti sono tenute a collaborare all'accerta-
mento dei fatti (art. 13 PA).
C-2753/2012
Pagina 8
5.
5.1 L'art. 82 cpv. 1 LAINF stabilisce che per prevenire gli infortuni profes-
sionali e le malattie professionali il datore di lavoro deve prendere tutte le
misure necessarie per esperienza tecnicamente applicabili ed adatte alle
circostanze. In base alla delega conferita dall'art. 83 LAINF, il Consiglio
federale ha emanato regole dettagliate nell'OPI e diverse ordinanze d'ap-
plicazione cercando così di concretizzare nella misura massima possibile
i disposti della legge.
Dei combinati disposti dell'art. 62 e 64 OPI già si è detto nel considerando
3.2. Da queste disposizioni ne consegue che la sola esigenza, per poter
pronunciare la sospensione immediata dei lavori, risiede nell'esistenza di
un'infrazione alle prescrizioni sulla sicurezza del lavoro. Sono determi-
nanti le norme atte a prevenire gli infortuni e le malattie professionali co-
me regole tecniche, sanitarie o d'altra natura (DTF 116 V 255 consid. 4c
p. 262, Rumo Jungo, op. cit., pag. 337).
5.2 In generale, quanto osservato dall'autorità inferiore e quanto da lei di-
sposto per ovviarvi è regolato nell'ordinanza del 29 giugno 2005 sulla si-
curezza e la protezione della salute dei lavoratori di costruzione (OLCostr,
RS 832.311.141). I lavori di costruzione comprendono segnatamente la
realizzazione, la riparazione, la modifica e la manutenzione, il controllo e
lo smantellamento o la demolizione di costruzioni, compresi i lavori prepa-
ratori e finali (art. 2 lett. a OLCostr).
6.
6.1 Per l'essenziale, i rimproveri qui in oggetto riguardano la struttura, le
qualità e le regole di elevazione, fissazione e materiale di ponteggi di due
cantieri comunicanti dove la ricorrente lavorava. La ricorrente lavorando
sui cantieri oggetto della visita del 18 aprile 2012 da parte dell'ispettore
INSAI/SUVA era in obbligo di rispettare le regole contenute nell'OLCostr.
6.2 Ora, colui che collabora alla direzione o all'esecuzione di una costru-
zione è responsabile del rispetto delle regole d'arte nella sua competen-
za. In materia di prevenzione di infortuni, colui che ha creato il rischio non
è il solo responsabile. Ogni datore di lavoro che ha constatato dei difetti
che potrebbero esporre i suoi subordinati ad un pericolo che sarebbe
possibile evitare è tenuto a sopprimerlo e a fare in modo che le prescri-
zioni in materia di prevenzione degli infortuni sia rispettata (DTF 109 IV
15 consid. 2).
C-2753/2012
Pagina 9
6.3 La ricorrente osserva che sui mappali interessati dai lavori di diversa
proprietà (RFD 352 da una parte e RFD 353 dall'altra) tre differenti ditte
hanno innalzato i propri ponteggi. Ora, se è vero che l'INSAI/SUVA non
contesta il fatto che più ditte, su committenza dei proprietari, abbiano in-
nalzato dei ponteggi, al momento della visita è la ditta qui ricorrente che
lavorava su detti cantieri di costruzione. La responsabilità quindi della si-
curezza sul luogo di lavoro in un determinato momento dei propri lavora-
tori ricade su quella parte che in quel momento non rispetta le norme di
sicurezza. Costituirebbe un onere amministrativo troppo elevato e com-
plicato l'esigenza che l'assicuratore infortuni debba andare a ricercare,
singolarmente, gli esecutori dei singoli ponteggi secondo ciascuna com-
mittenza. Ciò sarebbe segnatamente contrario al principio d'urgenza delle
misure da prendersi e di celerità nell'attuazione delle misure riparatrici.
Inoltre, in questo contesto, può essere osservato che secondo l'art. 9 O-
PI, se su di un posto di lavoro operano lavoratori di più aziende, i rispettivi
datori di lavoro devono adottare e concordare i provvedimenti necessari
ai fini della tutela della sicurezza sul lavoro; essi devono informarsi reci-
procamente e informare i loro lavoratori sui pericoli e sui provvedimenti
atti a prevenirli.
7.
Venendo ai diversi punti di carenze, inadempienze, difetti riscontrati si os-
serva quanto segue. L'elenco segue l'enumerazione contenuta nella de-
cisione del 18 aprile 2012.
7.1 Le protezioni laterali del ponteggio risultavano difformi da quanto pre-
visto dall'ordinanza (art. 16 OLCostr) e la ricorrente è stata invitata a ri-
spettare le regole in vigore. Poco importa che la convenuta non abbia
precisato in modo dettagliato tutti i ponteggi che non erano in regola co-
me censurato dalla ditta A._______. In effetti, tutti i ponteggi devono ave-
re le protezioni laterali a regola d'arte; era quindi sufficiente che l'IN-
SAI/SUVA constatasse alcune carenze per giustificare l'ordine emesso.
Nella memoria ricorsuale (pag. 2), comunque, l'insorgente ammette di
aver adeguato la situazione e quindi riconosce implicitamente di essere
stata inadempiente.
7.2 In merito alla resistenza del materiale di ponteggio l'INSAI/SUVA ha
chiesto all'insorgente di provare che i requisiti di resistenza siano confor-
mi a quanto previsto dall'art. 37 OLCostr. Ora, l'interessata non ha prodot-
to quanto richiesto dall'assicuratore. La stessa si è limitata ad esibire una
scheda tecnica di un ponteggio simile (doc. G inc. della ricorrente). Ora,
se la parte ricorrente non è in grado di fornire le prove della qualità del
C-2753/2012
Pagina 10
materiale, se ne deve dedurre che almeno implicitamente ammette di non
sapere se l'opera sia conforme su questo determinato punto. Da notare
che l'onere della prova in questa materia incombe al datore di lavoro, co-
me previsto al cpv. 3 dell'art. 37 OLCostr, eventualmente, facendo capo al
fabbricante del ponteggio.
7.3 I piani di calpestio sui ponteggi (qualità del materiale) non sono con-
formi all'art. 37 OLCostr in quanto sono stati posati dei pannelli da cassa-
tura invece che degli assi da ponte richiesti. L'insorgente non nega di a-
ver utilizzato tali pannelli (perlomeno in parte), ma imputa tali errori ad al-
tri attori intervenuti sul cantiere (pittori o carpentieri); ora, valgono le con-
siderazioni espresse al considerando 6.3). Al momento della visita il can-
tiere era occupato da operai della ditta A._______, per cui il datore di la-
voro è comunque responsabile della sicurezza dei propri operai.
7.4 Per quanto riguarda il completamento ed il fissaggio dei piani di cal-
pestio la ricorrente ammette pienamente la propria inadempienza ed af-
ferma di aver provveduto al loro completamento ed al loro fissaggio ed
aver inoltre eliminato tutti i punti di eventuale inciampo. Irrilevante, anche
in questo caso, è l'addebito della colpa ad eventuali terzi.
7.5 L'INSAI/SUVA ha poi contestato alla ditta A._______ l'insufficiente an-
coraggio (a terra) e puntellatura (alle pareti) del ponteggio e ha chiesto
l'aumento del numero di fissazioni o l'allestimento di puntellature esterne
(dette saette). La risposta della ricorrente è stata evasiva nella misura in
cui asserisce che il responsabile (?) non chiarisce quale ponteggio non
sarebbe stato sufficientemente ancorato (mappale e lato). Questo punto
manca di maggiori precisazioni. In sede di ricorso, ma anche in replica
(31 luglio 2012), l'insorgente afferma che, a parer suo, il ponteggio aveva
un numero sufficiente di ancoraggi.
7.6 Per quanto riguarda le scale d'accesso ai ponteggi, l'INSAI/SUVA ri-
badisce che in base all'art. 45 OLCostr queste non erano sufficienti, in
particolare nel corso della visita mancavano le scale d'accesso dal lato
verso il cortile. La ricorrente fa valere che invece l'accesso era garantito
in sicurezza (memoria ricorsuale, punto 6). In assenza di un verbale con-
trofirmato dalle parti non è possibile pronunciarsi su questo punto. Oltre-
tutto, non può essere escluso che detti accessi siano stati installati dopo il
sopralluogo del 18 aprile 2012. L'esame di questa mancanza può tuttavia
non essere approfondito viste le altre lacune constatate nella presente
vertenza.
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Pagina 11
7.7 Un'altra contestazione riguarda la distanza fra piano di calpestio del
ponteggio e la parete. Ora, questa, in base all'art. 46 cpv. 2 OLCostr non
deve essere inferiore ai 30 cm. La ricorrente, ascrive questo difetto al fat-
to che la parete non è lineare. Questo argomento non intacca la validità
del principio per cui, anche in questo caso, onde evitare pericoli, occorre
fare in modo che la distanza sia rispettata tramite accorgimenti tecnici. In-
fine, la ricorrente riconosce l'errore ed afferma di aver immediatamente
regolato la situazione.
7.8 In merito alle corsie di lattoniere, l'INSAI/SUVA fa valere che esse non
erano conformi a quanto dettato dall'art. 47 cpv. 2 OLCostr (la corsia del
lattoniere deve essere a meno di un metro dalla gronda, nel caso in esa-
me vi era una distanza di 2 metri). La ricorrente ribatte che i lavori di lat-
toniere era già terminati al momento del sopralluogo e che le impalcature
servivano per i pittori i quali hanno bisogno di altre altezze. La parte ricor-
rente non dimostra tuttavia questa circostanza. Ad ogni modo, anche se
la tesi della ricorrente dovesse essere dimostrata questo non la esime-
rebbe dalle sue responsabilità visto che deve assicurare la sicurezza di
tutti gli operai sul cantiere (consid. 6.2).
7.9 L'ultimo difetto riguardava la corsia in legno del ponte di lattoniere, la
quale, essendo in quel materiale, non garantiva la necessaria resistenza
agli sforzi dinamici derivanti da eventuali cadute. In questo caso, occorro-
no corsie in metallo secondo le direttive. A questa osservazione la ricor-
rente risponde che i ponti da loro istallati non prevedevano corsie per lat-
tonieri, ma accenna comunque ad un altro ponteggio (mapp. 352) che,
come già argomentato all'inizio del ricorso, non sarebbe di sua compe-
tenza. Ora, su quel mappale la parte ricorrente esercitava la sua opera e
per le ragioni già esposte al consid. 6.2 è responsabile della sicurezza dei
suoi operai.
8.
In conclusione, vero è che alcune mancanze non sono così gravi come
altre e, inoltre, allo stadio attuale della procedura alcuni presunti inadem-
pimenti avanzati dall'assicuratore, ma contestati in sede di ricorso, non
possono più essere formalmente provati (consid. 7.5 e 7.6). Tuttavia, tale
circostanza non è più rilevante, dal momento che la parte ricorrente am-
mette (gran) parte delle manchevolezze. In altre parole, il divieto di utiliz-
zare i ponteggi, come deciso dalla decisione del 18 aprile 2012 e censu-
rato nell'avvertimento del 2 maggio 2012,l si giustificava anche solo in
presenza di una parte delle lacune constatate.
C-2753/2012
Pagina 12
In queste circostanze, il ricorso deve essere respinto e la decisione impu-
gnata confermata come pure l'avvertimento del 2 maggio seguente.
9.
9.1 Secondo i combinati art. 63 cpv. 1 e 5 PA, in relazione all'art. 16 cpv. 1
lett. a LTAF ed al regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nella cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
(TS-TAF, RS 173.20.2), alla parte ricorrente sono addossate le spese
processuali di 2'000 franchi che vengono compensate con l'anticipo già
fornito.
9.2 Per quanto concerne l'INSAI/SUVA, le autorità federali non hanno di-
ritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF, v. DTF 128 V
133 consid. 5).
C-2753/2012
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali di 2'000 franchi sono poste a carico della ricorrente
e vengono compensate con l'anticipo già fornito.
3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– ricorrente (atto giudiziario)
– autorità inferiore (n. di rif. ; atto giudiziario)
– Ufficio federale della salute pubblica, Berna (raccomandata)
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Francesco Parrino Dario Croci Torti
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF,
RS 173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e
l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata
e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).
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