B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-3237/2016
Sen t en z a d e l 7 a go s t o 2 0 1 8
Composizione
Giudice Vito Valenti (giudice unico),
cancelliera Anna Borner.
Parti
A._______,
rappresentata dal padre B._______,
ricorrente,
contro
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE),
Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100,
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione per l'invalidità, soppressione del diritto alla
rendita straordinaria d’invalidità e all’assegno per grandi in-
validi (decisione del 4 febbraio 2016).
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Fatti:
A.
A._______, cittadina svizzera, nata il (…) in Italia, soffre di una sindrome
autistica sin dalla nascita. Il 31 agosto 1995 si è trasferita in Svizzera con i
propri genitori (doc. 1 pagg. 3 a 9).
B.
B.a Con decisione del 13 settembre 2000, l’Ufficio dell’assicurazione inva-
lidità del Cantone C._______ (Ufficio AI) ha riconosciuto all’interessata il
diritto di percepire indennità giornaliere dell’assicurazione per l’invalidità
dal 1° ottobre 1997 al 30 giugno 2000. A decorrere dal 1° luglio 2000 è
stata posta al beneficio di una rendita intera straordinaria conto tenuto di
un grado d’invalidità del 90% (doc. 2 pagg. 3 a 7).
B.b Con decisione del 24 novembre 2004, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’as-
sicurata il diritto di percepire un assegno per grandi invalidi di grado medio,
a decorrere dal 1° gennaio 2004 (doc. 3).
B.c Dal 2008 l’interessata è sottoposta alla curatela del padre, B._______
(doc. 5).
B.d Il 5 dicembre 2013, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata un contri-
buto per l’assistenza a decorrere dal 1° settembre 2013 (doc. 8).
C.
Il 5 gennaio 2015, il padre dell’assicurata ha notificato all’Ufficio AI, per il
tramite del proprio Comune di domicilio, il prossimo trasferimento all’estero
(Italia) previsto per il 31 dicembre 2015 (doc. 14).
D.
Con comunicazione del 13 agosto 2015, l’Ufficio AI ha confermato il diritto
di percepire una rendita intera straordinaria conto tenuto di una grado d’in-
validità del 92% (doc. 12).
E.
Conto tenuto dell’avvenuto trasferimento all’estero, l’8 gennaio 2016, l’Uf-
ficio AI ha trasmesso per competenza il dossier dell’interessata alla Cassa
svizzera di compensazione di Ginevra (CSC; doc. 16 e 17).
F.
Il 12 gennaio 2016, la CSC ha comunicato all’interessata la soppressione,
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a decorrere dal 1° febbraio 2016, del diritto alla rendita straordinaria d’in-
validità, nonché all’assegno per grandi invalidi, per carenza del requisito di
domicilio in Svizzera. La CSC ha altresì negato il diritto ad una rendita or-
dinaria d’invalidità poiché l’interessata medesima non ha versato i contri-
buti per almeno un anno prima dell’insorgere dell’invalidità (doc. 18).
G.
Con scritto del 29 gennaio 2016, inoltrato per il tramite della posta elettro-
nica, il padre dell’interessata ha fatto valere di avere personalmente ver-
sato regolari contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i super-
stiti e l’invalidità per la figlia. In particolare ha segnalato che l’interessata
ha ottenuto un attestato di formazione empirica come aiuto cuoca e che la
stessa ha esercitato tale attività lavorativa dal 2004 al 2005 per almeno 14
mesi nel Comune di D._______, nonché lavorato altri 2 anni nel Comune
di E._______ (doc. 19).
H.
Con decisione del 4 febbraio 2016 (notificata al padre dell’interessata il 16
febbraio 2016 [doc. 21]), l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli
assicurati residenti all’estero (UAIE) ha soppresso, a decorrere dal 1° feb-
braio 2016, la rendita intera straordinaria d’invalidità, nonché l’assegno per
grandi invalidi, conto tenuto del trasferimento del domicilio all’estero. Detto
Ufficio ha ritenuto che le osservazioni presentate con scritto del 29 gennaio
2016 non sono atte a modificare le proprie conclusioni, conto tenuto altresì
delle disposizioni dei nuovi regolamenti CE relativi alla coordinazione dei
sistemi di sicurezza sociale. L’autorità inferiore ha altresì negato il diritto a
una rendita ordinaria d’invalidità (doc. 20).
I.
I.a Con scritto del 16 marzo 2016, inoltrato per il tramite della posta elet-
tronica, il padre dell’interessata ha chiesto il ripristino delle prestazioni
dell’assicurazione per l’invalidità. Ha fatto valere di avere ricevuto da
F._______ e dal responsabile AVS-AI del Comune di G._______ rassicu-
razioni quanto al mantenimento delle prestazioni dell’assicurazione per l’in-
validità anche in seguito al proprio trasferimento all’estero, così come è
avvenuto per un’amica dell’interessata medesima che anni prima si è pure
trasferita in Italia. Ha inoltre osservato che, essendo il danno alla salute
presente fin dalla nascita, le è stato impossibile versare i contributi per al-
meno un anno prima dell’insorgere dell’invalidità e che un rientro in Sviz-
zera comporterebbe il reinserimento in una fondazione apposita e quindi
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maggiori costi per la Svizzera. Ha altresì indicato che nelle precedenti de-
cisioni dell’Ufficio AI non era mai stato differenziato tra rendita ordinaria e
rendita straordinaria (doc. 23).
I.b Con complemento del 6 aprile 2016 (cfr. data di invio), inoltrato per il
tramite della posta elettronica, il padre dell’interessata ha fatto valere di
avere versato contributi all’AVS svizzera per 40 anni, mentre la figlia ha
versato contributi per 19 anni, ossia dal 1997 al 2015. Ha ribadito di avere
ricevuto rassicurazioni quanto al mantenimento delle prestazioni dell’assi-
curazione invalidità anche all’estero. Ha quindi chiesto nuovamente il ripri-
stino delle prestazioni in quanto la figlia è bisognosa di cure e di assistenza
fin dalla nascita (doc. 25).
I.c Il 19 aprile 2016 (cfr. timbro postale), il padre dell’interessata ha tra-
smesso all’UAIE gli scritti del 16 marzo 2016 e del 6 aprile 2016 debita-
mente firmati, scritti poi trasmessi il 20 maggio 2016 al Tribunale ammini-
strativo federale (TAF) per competenza (doc. 27, 28 e doc. TAF 1).
I.d Con scritti del 16 giugno 2016 (cfr. timbro postale, doc. TAF 5) e del 12
luglio 2016 (cfr. timbro postale, doc. TAF 10), il padre dell’insorgente ha
trasmesso copia dello scritto del 16 marzo 2016 inoltrato per il tramite della
posta elettronica al fine di dimostrare la tempestività del ricorso. Si è altresì
riconfermato nelle allegazioni in fatto e in diritto di cui ai precedenti men-
zionati scritti.
J.
Con versamento del 28 luglio 2016, l’insorgente ha corrisposto fr. 800.- a
copertura del richiesto anticipo sulle presumibili spese processuali (doc.
TAF 12 e 13).
K.
Con risposta del 30 agosto 2016, l’UAIE ha proposto la reiezione del ri-
corso e la conferma della decisione impugnata. Detto Ufficio ha osservato
che la procedura è disciplinata dall’Allegato II, sezione A, dell’Accordo sulla
libera circolazione (ALC). In particolare, ha osservato che la Svizzera ha
sottratto all’esportazione le rendite straordinarie e, avendo l’interessata
spostato definitivamente il proprio domicilio all’estero, decade il diritto a tali
prestazioni. Ha altresì ribadito che non sono adempiute le condizioni per il
riconoscimento di una rendita ordinaria d’invalidità. Quanto all’invocata
buona fede dell’interessata, ha osservato che non vi è alcuna prova delle
rassicurazioni che la medesima avrebbe ricevuto e che non vi è il principio
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secondo cui nel dubbio debba essere statuito in favore dell’assicurata (doc.
TAF 16).
L.
Con replica del 20 ottobre 2016, l’insorgente si è riconfermata nelle proprie
allegazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 16 marzo 2016 e al com-
plemento ricorsuale del 6 aprile 2016 (doc. TAF 18).
M.
Con duplica del 9 novembre 2016, l’autorità inferiore ha riproposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Ha altresì os-
servato che il principio della legalità impone l’applicazione delle leggi in
vigore (doc. TAF 20).
N.
Il 17 dicembre 2016 (cfr. timbro postale), l’insorgente ha osservato di non
essere mai stato precedentemente informato delle nuove normative in vi-
gore, in particolare del decadimento del diritto alle prestazioni dell’assicu-
razione per l’invalidità in caso di trasferimento all’estero. Ha quindi ribadito
la richiesta di ripristino delle prestazioni (doc. TAF 23). Le menzionate os-
servazioni sono state trasmesse per conoscenza all’UAIE con provvedi-
mento dell’11 gennaio 2017 (doc. TAF 24).
O.
Con scritti del 17 ottobre 2017 (cfr. timbro postale, doc. TAF 25) e del 23
maggio 2018 (doc. TAF 27), l’insorgente ha sollecitato l’evasione della pre-
sente vertenza.
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
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1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalle decisioni e avente
un interesse degno di protezione al loro annullamento o alla loro modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 28 luglio 2016 (doc. TAF 12 e 13),
la ricorrente ha tempestivamente corrisposto l’anticipo spese richiesto (art.
21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA).
2.
2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445). Nella presente fattispecie, la ricorrente si è trasferita in Italia il 31
dicembre 2015 (cfr. consid. C della presente sentenza). Ne discende che
in concreto si applicano di principio le nuove norme materiali in vigore dal
1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a revisione della LAI (cfr.
DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della
LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore) nonché le
ulteriori modifiche normative intervenute fino alla data della decisione im-
pugnata (v. consid. 4 del presente giudizio).
2.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 4 febbraio 2016.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-
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getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20
aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
3.
3.1 Giusta l’art. 39 cpv. 1 LAI in relazione all’art. 42 cpv. 1 LAVS, hanno
diritto a una rendita straordinaria i cittadini svizzeri con domicilio e dimora
abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera che possono far valere lo stesso nu-
mero di anni d’assicurazione della loro classe d’età, ma non possono pre-
tendere una rendita ordinaria poiché non sono stati obbligati a pagare con-
tributi durante un anno almeno prima del sorgere del diritto alla rendita. Lo
stesso diritto spetta ai loro superstiti. Chiunque benefici d’una rendita deve
adempire personalmente le esigenze di domicilio e dimora abituale in Sviz-
zera (art. 42 cpv. 2 LAVS). Conformemente all’art. 42 cpv. 1 LAI, l’assicu-
rato grande invalido (art. 9 LPGA) con domicilio e dimora abituale (art. 13
LPGA) in Svizzera ha diritto a un assegno per grandi invalidi. Rimane salvo
l’articolo 42bis LAI. Ai sensi dell’art. 9 LPGA, è considerato grande invalido
colui che, a causa di un danno alla salute, ha bisogno in modo permanente
dell’aiuto di terzi o di una sorveglianza personale per compiere gli atti ordi-
nari della vita.
3.2 Ne consegue che, secondo la legislazione svizzera, il diritto alla rendita
straordinaria e all’assegno per grandi invalidi è subordinato alla condizione
di domicilio e dimora abituale in Svizzera.
3.3 Giusta l’art. 13 cpv. 1 LPGA, il domicilio di una persona è determinato
secondo le disposizioni degli articoli 23–26 del Codice civile svizzero del
10 dicembre 1907 (CC, RS 210), mentre una persona ha la propria dimora
abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata
del soggiorno è fin dall’inizio limitata (art. 13 cpv. 2 LPGA; cfr., per una
definizione completa delle nozioni di domicilio e dimora abituale, DTF 141
V 530 consid. 5 e sentenza del TAF C-2229/2015 del 6 gennaio 2016, con-
sid. 5).
3.4 Nella presente fattispecie, emerge chiaramente dagli atti di causa che
la ricorrente ha lasciato la Svizzera il 31 dicembre 2015 per trasferirsi in
Italia (cfr. doc. 14). Peraltro, è incontestato in questa sede che il domicilio
e la dimora abituale della ricorrente non si trovavano più in Svizzera alla
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data della decisione litigiosa. L’insorgente non può pertanto manifesta-
mente far valere alcun diritto alla rendita straordinaria rispettivamente
all’assegno per grandi invalidi secondo l’ordinamento svizzero.
4.
Resta quindi da esaminare se il diritto alle prestazioni litigiose nella pre-
sente fattispecie possa essere dedotto dall’Accordo del 21 giugno 1999 tra
la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC, entrato
in vigore il 1° giugno 2002 [RS 0.142.112.681]) e in particolare dal suo al-
legato II regolante il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e ai
regolamenti comunitari ai quali rinvia.
4.1 L'allegato II dell’ALC è stato modificato con effetto al 1° aprile 2012
(Decisione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345).
Nella sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti
applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
4.2 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
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4.3 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
4.4 Giusta l’art. 7 del regolamento (CE) n. 883/2004, fatte salve disposi-
zioni contrarie del presente regolamento, le prestazioni in denaro dovute a
titolo della legislazione di uno o più Stati membri o del presente regola-
mento non sono soggette ad alcuna riduzione, modifica, sospensione, sop-
pressione o confisca per il fatto che il beneficiario o i familiari risiedono in
uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l’istituzione debitrice.
4.5 Secondo l’art. 70 par. 1 e 3 del regolamento (CE) n. 883/2004, l’art. 7
del medesimo regolamento e gli altri capitoli del presente titolo non si ap-
plicano alle prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo pre-
viste dalla legislazione la quale, a causa del suo ambito di applicazione
ratione personae, dei suoi obiettivi e/o delle condizioni di ammissibilità, ha
caratteristiche tanto della legislazione in materia di sicurezza sociale di cui
all’articolo 3 paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 883/2004 quanto di quella
relativa all’assistenza sociale. Giusta l’art. 70 par. 4 del regolamento (CE)
n. 883/2004, le prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo
sono erogate esclusivamente nello Stato membro in cui gli interessati risie-
dono e ai sensi della sua legislazione. Tali prestazioni sono erogate dall’isti-
tuzione del luogo di residenza e sono a suo carico.
4.6 Giusta l’art. 70 par. 2 del regolamento (CE) n. 883/2004, le prestazioni
speciali in denaro di carattere non contributivo sono quelle:
a) intese a fornire:
i) copertura in via complementare, suppletiva o accessoria dei rischi corri-
spondenti ai settori di sicurezza sociale di cui all’articolo 3 paragrafo 1 e a
garantire, alle persone interessate, un reddito minimo di sussistenza in re-
lazione al contesto economico e sociale dello Stato membro interessato;
oppure
ii) unicamente la protezione specifica dei portatori di handicap, stretta-
mente collegate al contesto sociale del predetto soggetto nello Stato mem-
bro interessato; e
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b) relativamente alle quali il finanziamento deriva esclusivamente dalla tas-
sazione obbligatoria intesa a coprire la spesa pubblica generale e le con-
dizioni per la concessione e per il calcolo della prestazione, non dipendono
da alcun contributo da parte del beneficiario. Tuttavia, le prestazioni con-
cesse ad integrazione della prestazione contributiva non sono da conside-
rare prestazioni contributive per questo solo motivo; e
c) sono elencate nell’allegato X.
4.7 Per quanto attiene l’esportazione di una rendita straordinaria dell’assi-
curazione invalidità si rileva quanto segue.
4.7.1 Ai termini della lett. d) dell’iscrizione della Svizzera nell’allegato X del
regolamento (CE) n. 883/2004, costituiscono prestazioni speciali in denaro
di carattere non contributivo le rendite di invalidità straordinarie non contri-
butive per le persone invalide che non sono state soggette, prima della loro
incapacità al lavoro, alla legislazione svizzera sulla base di un’attività come
lavoratore subordinato o lavoratore autonomo (ai sensi dell’art. 39 LAI).
4.7.2 Secondo giurisprudenza, le rendite straordinarie dell’assicurazione
per l’invalidità svizzera sono delle prestazioni speciali in denaro di carattere
non contributivo ai sensi dell’art. 70 par. 2 del regolamento (CE) n.
883/2004, e non sono quindi sottomesse al principio dell’esportazione delle
prestazioni sancito dall’art. 7 del regolamento (CE) n. 883/2004. Infatti, la
rendita straordinaria dell’invalidità svizzera, essendo esclusivamente finan-
ziata dalla Confederazione, adempie tutti i criteri per essere considerata
una prestazione speciale in denaro di carattere non contributivo. Nella mi-
sura in cui tale rendita straordinaria è riconosciuta allorquando una rendita
ordinaria dell’assicurazione per l’invalidità svizzera non può essere erogata
a causa del mancato adempimento della condizione della durata minima
del versamento di contributi, copre a titolo accessorio il rischio d’invalidità
(ai sensi dell’art. 3 par. 1 lett. c) del regolamento [CE] n. 883/2004), garan-
tendo, in relazione al contesto economico e sociale, un reddito minimo di
sussistenza alle persone interessate, segnatamente alle persone invalide
dalla nascita o dall’infanzia che non hanno mai avuto l’occasione di versare
contributi prima dell’inizio del diritto alla rendita (DTF 142 V 2, consid. 5;
141 V 530, consid. 7.3.3 e 7.4.2; sentenza del TAF C-2229/2015 del 6 gen-
naio 2016, consid. 6.1).
4.7.3 Ne consegue che la rendita straordinaria non è una prestazione sot-
tomessa al principio dell’esportabilità sancito dall’art. 7 del regolamento
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(CE) n. 883/2004. Pertanto, la richiesta della ricorrente tendente al ripri-
stino della rendita straordinaria nonostante il trasferimento all’estero del
domicilio e della dimora abituale non può essere accolta.
4.8 Per quanto attiene l’esportazione di un assegno per grandi invalidi si
rileva quanto segue.
4.8.1 Questo Tribunale osserva che l’assegno per grandi invalidi non figura
(più) nella lista delle prestazioni speciali in denaro di carattere non contri-
butivo dell’Allegato X del regolamento (CE) n. 883/2004. Tuttavia, secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, la soppressione di tale presta-
zione dalla lista del menzionato Allegato X non apporta alcuna modifica alla
situazione creatasi precedentemente, ossia che l’assegno per grandi inva-
lidi previsto dalle disposizioni della LAI e della LAVS è versato unicamente
a coloro che risiedono in Svizzera (DTF 142 V 2 consid. 6; 132 V 423 con-
sid. 8 e 9, in particolare consid. 9.5.6).
4.8.2 Ne consegue che pure la richiesta di ripristino dell’assegno per grandi
invalidi formulata dalla ricorrente deve essere respinta siccome manifesta-
mente infondata.
5.
Occorre ancora esaminare la questione di sapere se la ricorrente possa
invocare il principio della buona fede, rispettivamente una violazione del
principio dell'uguaglianza di trattamento, per ottenere il versamento delle
menzionate prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità nono-
stante il proprio trasferimento all’estero.
5.1 Nel caso concreto, la ricorrente ha fatto valere di avere ricevuto da
F._______ e dal responsabile AVS-AI del Comune di G._______ rassicu-
razioni quanto al mantenimento delle prestazioni dell’assicurazione per l’in-
validità anche in seguito al proprio trasferimento all’estero, così come è
avvenuto per un’amica dell’interessata medesima che anni prima si è pure
trasferita in Italia.
5.2 Quanto all’invocazione del principio della buona fede, questo Tribunale
rileva quanto segue.
5.2.1 Il principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., tutela la legittima
fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa e gli per-
mette in particolare di esigere che l'amministrazione rispetti le promesse
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fatte e non si contraddica. Un'informazione o una decisione erronea pos-
sono obbligare l'amministrazione a concedere a un amministrato un van-
taggio contrario alla legge a condizione che cumulativamente (1) l’ammini-
strazione è intervenuta in una situazione concreta nei confronti di determi-
nate persone, (2) l'autorità ha agito entro i limiti della propria competenza
o comunque è supposta avere agito entro tali limiti, (3) l'amministrato non
ha potuto rendersi conto immediatamente dell'inesattezza dell'informa-
zione ricevuta, (4) facendo affidamento sull'informazione ricevuta egli ha
preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio e (5) da quando
l'informazione è stata resa non è intervenuta una modifica del quadro giu-
ridico (sentenze del TF 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3 e
9C_171/2011 del 6 luglio 2011 consid. 5; DTF 131 V 472 consid. 5 e 131 II
627 consid. 6.1).
5.2.2 Al riguardo, questo Tribunale, da un lato, rileva che né dagli atti, né
dalla documentazione trasmessa in fase ricorsuale emerge alcuna prova
rispetto a quanto asserito dalla ricorrente in merito alle rassicurazioni che
avrebbe ricevuto dal menzionato ente e dal funzionario comunale. Si tratta
pertanto di mere affermazioni alle quali non può essere riconosciuto valore
probatorio. Dall’altro lato, questo Tribunale osserva che tali rassicurazioni
– pur lasciando aperta la questione di sapere se le stesse siano realmente
avvenute – non sono state rilasciate dall’amministrazione, né da persone
che agivano nei limiti delle loro competenze non essendo – chiaramente e
riconoscibilmente – né la F._______ né il responsabile AVS-AI del Comune
di G._______ competenti per decidere sulla questione dell’esportabilità
delle rendita straordinaria rispettivamente dell’assegno per grandi invalidi
e quindi rilasciare informazioni vincolanti in merito. La ricorrente, e per lei
il suo rappresentante, avrebbe dovuto chiedere ragguagli direttamente alla
CSC di Ginevra avendo in tal senso un interesse degno di protezione a far
chiarire dall’amministrazione la questione quanto all’esportabilità delle pre-
stazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, segnatamente della ren-
dita straordinaria e dell’assegno per grandi invalidi (cfr. DTF 142 V 2 con-
sid. 1). Dovendo essere cumulativamente adempiute le 5 condizioni sue-
sposte, non è necessario procedere alla verifica delle restanti condizioni
per il riconoscimento di una violazione del principio della buona fede in
quanto la stessa può già essere esclusa.
5.2.3 Ne consegue che non vi è stata alcuna violazione del principio del
diritto alla protezione della buona fede da parte dell'autorità inferiore e, per
conseguenza, pure tale censura non può essere accolta.
5.3 Quanto alla parità di trattamento, si osserva quanto segue.
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5.3.1 Il principio dell'uguaglianza di trattamento è ancorato all'art. 8 cpv. 1
Cost. Una decisione – o un atto legislativo – viola il principio dell'ugua-
glianza di trattamento quando stabilisce delle distinzioni giuridiche che non
sono giustificate da alcun motivo ragionevole in considerazione della situa-
zione di fatto da regolamentare o nel caso in cui omette di fare delle distin-
zioni che si impongono tenuto conto delle circostanze. In altre parole, c'è
una violazione del principio dell'uguaglianza di trattamento quando ciò che
è simile non è trattato in maniera identica e ciò che diverso non è trattato
in maniera differente (cfr., tra le tante, DTF 134 I 23 consid. 9.1; 131 V 107
consid. 3.4.2, v. anche sentenze del TF 2A.631/2006 del 8 dicembre 2006
consid. 4.1; 1C_80/2007 del 6 settembre 2007 consid. 3.1). Occorre che il
trattamento differente – o simile – ingiustificato sia in relazione con una
situazione di fatto importante.
5.3.2 Sempre secondo la giurisprudenza, il principio della legalità dell'atti-
vità amministrativa (art. 5 Cost.) prevale su quello dell'uguaglianza di trat-
tamento. Per conseguenza, il ricorrente non può, in generale, pretendersi
vittima di un'ineguaglianza di trattamento se la legge è correttamente ap-
plicata al suo caso, ma in modo scorretto – o addirittura non applicata del
tutto – ad altri casi. Ciò presuppone comunque la volontà, da parte dell'au-
torità che ha emesso la decisione contestata, di applicare correttamente in
futuro le disposizioni legali in questione; il cittadino non può pretendere l'u-
guaglianza nell'illegalità a meno che si debba prevedere che l'amministra-
zione persevererà nell'inosservanza della legge (DTF 127 I 1 consid. 3a;
sentenze del TF 2C.360/2007 del 13 novembre 2007 consid. 6 con rinvii;
2A.615/2006 del 29 marzo 2007 consid. 5 con rinvii; sentenze del TAF A-
1661/2011 del 26 marzo 2012 consid. 7; A-5391/2009 del 17 maggio 2011
consid. 10.2).
5.3.3 Nella presente fattispecie, la ricorrente fa valere una disparità di trat-
tamento tra la sua personale situazione e la situazione in cui una sua
amica, pure a beneficio di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’in-
validità, avrebbe continuato a percepire le stesse anche dopo il trasferi-
mento all’estero. Al riguardo questo Tribunale osserva che – a prescindere
dal fatto che la ricorrente non ha fornito alcun dettaglio relativo all’evocato
caso dell’amica, segnatamente quanto alla natura delle prestazioni espor-
tate (rendita ordinaria o straordinarie rispettivamente assegno per grandi
invalidi) e la tipologia del trasferimento all’estero (definitivo o di corta du-
rata) – quand’anche in un singolo caso l’amministrazione avesse deciso un
caso in dispregio delle disposizioni legali in vigore, ciò manifestamente non
consentirebbe ancora alla ricorrente di prevalersi della principio della parità
di trattamento per ottenere una decisione contraria alla legge. La ricorrente
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non ha altresì dimostrato sussistere, sulla questione dell’esportabilità delle
rendite straordinarie e degli assegni per grandi invalidi, una prassi genera-
lizzata da parte dell’UAIE contraria alla legge e nemmeno una perseve-
ranza in tal senso da parte di detta autorità.
5.3.4 Ne consegue che pure questa censura, manifestamente inconsi-
stente, non merita tutela e va respinta.
6.
Da ultimo, resta da esaminare il diritto della ricorrente a una rendita ordi-
naria dell’assicurazione svizzera per l’invalidità.
6.1 Le persone handicappate dalla nascita o dall’infanzia, non possono
adempiere le condizioni di cui all’art. 36 cpv. 1 LAI, ritenuto che le stesse
sono incapaci di lavorare prima di raggiungere l’età a partire dalla quale
sono tenute al pagamento dei contributi. Proprio per questa ragione, onde
evitare un’ingiustificata differenza di trattamento rispetto agli invalidi che
hanno avuto la possibilità di maturare il necessario periodo contributivo,
alle persone invalide dalla nascita o dall’infanzia viene riconosciuto, a de-
correre dal 18esimo anno di età, il diritto alla rendita straordinaria corri-
spondente all’importo minimo della rendita ordinaria d’invalidità (DTF 141
V 530, consid. 7.3.3 e sentenza del TAF C-265/2016 del 6 giugno 2017,
consid. 10.2 e 10.3).
6.2 Nella presente fattispecie, la ricorrente è nata affetta da una sindrome
autistica ed è pertanto invalida sin dalla nascita (cfr. consid. A e consid. I.a
della presente sentenza). La ricorrente non ha pertanto versato alcun con-
tributo prima dell’insorgere dell’invalidità, eventualità che la stessa nem-
meno pretende. Peraltro, neppure il fatto che la ricorrente – successiva-
mente all’insorgere della sindrome autistica che ha giustificato l’erogazione
di una rendita straordinaria – possa avere versato per il periodo minimo
previsto dalla legge dei contributi personali AVS/AI, ancora non consenti-
rebbe di versarle una rendita ordinaria dell’assicurazione svizzera per l’in-
validità (che sarebbe esportabile nei Paesi dell’UE o in Paesi con cui la
Svizzera ha siglato una convenzione che prevede l’esportabilità delle ren-
dite ordinarie), dal momento che fa difetto il sopraggiungere di un nuovo
evento assicurato – completamente differente – il quale deve sorgere po-
steriormente al versamento dei contributi personali minimi previsti dalla
legge (sentenza del TF 9C_658/2008 del 10 giugno 2009, segnatamente
consid. 3.3 con rinvii). La ricorrente non avendo fatto valere un nuovo
evento assicurato sopraggiunto posteriormente all’evocato pagamento di
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contributi personali AVS/AI, ossia un nuovo problema di salute completa-
mente differente da quello che ha originato il versamento della rendita
straordinaria, a giusta ragione l’UAIE ha negato la sussistenza delle condi-
zioni per l’erogazione di una rendita ordinaria. Pertanto, anche su questo
punto la censura della ricorrente, del tutto inconsistente, non merita tutela
e va respinta.
7.
Da quanto esposto, discende che il ricorso, chiaramente privo di fonda-
mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudice
dell'istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di scritti –
decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi manifesta-
mente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art. 69 cpv. 2
LAI). Nel caso concreto il generico gravame della ricorrente deve ritenersi
– per i motivi precedentemente indicati – siccome manifestamente infon-
dato. Per conseguenza, la presente sentenza di rigetto del ricorso può es-
sere resa a giudice unico.
8.
8.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono po-
ste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA, nonché art. 3 lett. b
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di identico ammon-
tare, versato dall’insorgente il 28 luglio 2016.
8.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico della ricorrente. L’an-
ticipo spese di fr. 800.-, corrisposto il 28 luglio 2016, è computato con le
spese processuali.
3.
Non sono assegnate spese ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– rappresentante della ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevi-
mento)
– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata)
Il giudice unico: La cancelliera:
Vito Valenti Anna Borner
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro un termine di 30 giorni dalla sua notifica (art. 82 segg. , 90 segg.
nonché 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e
l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata
e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi
di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: