B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-3827/2013
S e n t e n z a d e l 2 8 m a g g i o 2 0 1 4
Composizione
Giudice Vito Valenti, giudice unico,
cancelliera Anna Röthlisberger.
Parti
A._______,
ricorrente,
contro
Cassa svizzera di compensazione (CSC),
Avenue Edmond-Vaucher 18, CP 3100,
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (decisione su
opposizione del 20 marzo 2013).
C-3827/2013
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Fatti:
A.
A._______ – cittadino della ex Jugoslavia perlomeno fino al 24 dicembre
1970 secondo quanto indicato nel doc. 2 (pag. 1) dell'incarto della Cassa
svizzera di compensazione [CSC], nato il (…) 1946, coniugato e padre di
3 figli – ha formulato in data 29 marzo 2011 una richiesta volta all'otteni-
mento di una rendita dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia (doc. 1).
Ha esibito in particolare copia del certificato di servizio a bordo della nave
B._______ per il periodo dal 23 ottobre 1968 al 12 giugno 1969, non da-
tato ma timbrato dalla C._______ (…), e copia del certificato di servizio,
recante la data del 24 dicembre 1970, a bordo della nave D._______ per
il periodo dal 26 settembre 1969 al 24 dicembre 1970, timbrato ugual-
mente dalla C._______ (… [doc. 2]).
B.
Il 9 ottobre 2012, la Cassa svizzera di compensazione ha stabilito che,
non essendo stato registrato alcun reddito o accredito per compiti educa-
tivi o assistenziali, non è adempita la durata minima di un anno di contri-
buzione ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAVS per poter beneficiare di una ren-
dita svizzera per la vecchiaia. La CSC ha peraltro indicato all'interessato
di avere effettuato le necessarie verifiche presso la competente Cassa di
compensazione, ma di non avere trovato alcun periodo contributivo che lo
riguarda (doc. 7).
C.
L'interessato, il 13 novembre 2012, ha inoltrato opposizione contro la
succitata decisione della CSC. Ha fatto valere che probabilmente non è
stato registrato correttamente e che nel periodo di malattia, dal dicembre
1970 fino ad agosto 1971, C._______ gli avrebbe versato le indennità di
salario essendo assicurato alla "E._______". Ha nuovamente esibito i
certificati di servizio (v. già doc. 2) dei periodi di lavoro presso la
C._______, periodi nell'insieme superiori all'anno minimo richiesto (doc.
8).
D.
Il 20 marzo 2013, la CSC ha respinto l'opposizione dell'interessato. L'au-
torità di prime cure ha segnalato di avere effettuato delle ulteriori verifiche
presso la competente Cassa di compensazione della menzionata impresa
svizzera presso la quale ha lavorato, ma che egli non figura sui fogli di
paga della menzionata impresa, di modo che non risultano essere stati
versati dei contributi AVS in suo favore. Ha in particolare rilevato che l'in-
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teressato non ha dimostrato – con idonei documenti – che, nonostante
l'assenza di iscrizioni al riguardo, egli avrebbe non di meno versato dei
contributi all'AVS svizzera per gli anni dal 1968 al 1970 (doc. 13).
E.
E.a Il 13 giugno 2013, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi all'autorità
inferiore contro la decisione su opposizione del 20 marzo 2013, ricorso
che è poi stato trasmesso per competenza al Tribunale amministrativo fe-
derale (TAF) in data 20 giugno 2013 (doc. TAF 2). Il ricorrente ha, da un
lato, contestato implicitamente la conformità alla legge della decisione
impugnata e, dall'altro lato e in via subordinata, chiesto di potere benefi-
ciare dell'aiuto sociale svizzero (doc. TAF 1 e TAF 3).
E.b Il 29 luglio 2013, il ricorrente ha inoltrato della documentazione medi-
ca (doc. TAF 5). La stessa è stata trasmessa il 13 agosto 2013 all'autorità
inferiore e chiesto che fosse presa in considerazione nell'ottica della ri-
sposta al ricorso (doc. TAF 6).
F.
Nella risposta del 13 agosto 2013, l'autorità inferiore ha chiesto la reiezio-
ne del ricorso, il ricorrente non avendo fornito alcun documento che di-
mostri l'affiliazione ad una Cassa di compensazione rispettivamente la
deduzione dal suo salario di contributi AVS. Inoltre, il datore di lavoro
stesso ha confermato che non sono stati versati contributi in favore del ri-
corrente (doc. 21). Infine, la CSC ha rilevato di essere incompetente a
trattare la domanda d'assistenza sociale presentata dal ricorrente con il
gravame, tale ambito esorbitando le sue attribuzioni legali (doc. TAF 7).
G.
Con provvedimento del 19 agosto 2013 (notificato il 26 agosto 2013 [cfr.
avviso di ricevimento; doc. TAF 10]), questo Tribunale ha trasmesso al ri-
corrente copia della risposta al ricorso, nonché del menzionato doc. 21, e
l'ha invitato a presentare la replica entro il termine di 30 giorni a decorrere
da quello successivo alla notificazione del provvedimento stesso (doc.
TAF 8). Il termine è scaduto infruttuoso.
H.
Il 20 agosto 2012, la CSC, prendendo posizione in merito alla documen-
tazione medica di cui al doc. TAF 5, ha ritenuto la stessa senza pertinen-
za con riferimento all'oggetto litigioso (doc. TAF 9).
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i
ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera
di compensazione.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono
applicabili all'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che
la LAVS non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-
te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-
fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso
dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è di
principio ammissibile, con le restrizioni di cui si dirà di seguito.
2.
2.1 Secondo i principi generali sviluppati in materia di diritto intertempora-
le – eccezione fatta per le fattispecie specifiche contemplate nelle dispo-
sizioni transitorie – è applicabile, in caso di modifica delle basi legali, l'or-
dinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giu-
ridiche (DTF 130 V 329 consid. 2.3; 130 V 1 consid. 3.2).
2.2 Nonostante la dissoluzione della Repubblica popolare federativa di
Jugoslavia, le disposizioni della Convenzione dell'8 giugno 1962 tra la
Confederazione Svizzera e la Repubblica popolare federativa di Jugosla-
via concernente le assicurazioni sociali (RS 0.831.109.818.1) restano
pertanto di principio applicabili ai cittadini dell'ex Jugoslavia per fatti inter-
venuti fino alla data della dissoluzione dell'ex Jugoslavia medesima ri-
spettivamente dell'entrata in vigore di nuove convenzioni di sicurezza so-
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ciale concluse con i nuovi Stati (DTF 126 V 198 consid. 2b; 122 V 381
consid. 1 con rinvii).
3.
L'oggetto litigioso della presente procedura ricorsuale è costituito dalla
questione di sapere se il ricorrente ha diritto ad un rendita dell'assicura-
zione svizzera per la vecchiaia.
4.
4.1 Giusta l'art. 2 della Convenzione dell'8 giugno 1962 tra la Confedera-
zione Svizzera e la Repubblica popolare federativa di Jugoslavia concer-
nente le assicurazioni sociali (di seguito: Convenzione), i cittadini svizzeri
e jugoslavi godono della parità di trattamento quanto ai diritti e agli obbli-
ghi derivanti dalle legislazioni indicate nell'art. 1, tra le quali figura la
LAVS, eccetto disposizione contraria della predetta Convenzione o del
suo Protocollo finale. La legislazione applicabile è, in principio, quella del-
la Parte contraente, sul cui territorio è esercitata l'attività determinante al
fine dell'assicurazione (art. 4 della Convenzione). Sono comunque state
previste delle eccezioni (art. 5 della Convenzione), secondo le quali de-
terminati lavoratori restano assoggettati alla legislazione della prima Parte
(nel caso concreto l'ex Jugoslavia), come se fossero stati occupati sul ter-
ritorio di detta prima Parte.
4.2 Giusta l'art. 21 cpv. 1 LAVS, hanno diritto ad una rendita di vecchiaia
gli uomini che hanno compiuto i 65 anni e le donne che hanno compiuto i
64 anni.
4.3 Secondo l'art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordi-
naria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati
almeno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-
stenziali.
4.4
4.4.1 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un con-
to individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo
delle rendite ordinarie (art. 30ter cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 lett. d ed e
OAVS (RS 831.101) stabilisce che la registrazione nel conto individuale
dell'assicurato comprende l'anno di contribuzione e la durata contributiva
in mesi nonché il reddito annuo in franchi.
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4.4.2 Al fine di determinare il periodo di contribuzione per gli anni 1948-
1968, la giurisprudenza ha sviluppato la prassi per cui, quando non è
possibile stabilire con certezza la durata dei singoli periodi di contribuzio-
ne, essi devono essere stabiliti usando le tavole relative alla loro determi-
nazione per gli anni 1948-1968 (cfr. sentenza del TF H 133/06 del 25 set-
tembre 2007 nonché I 524/02 del 25 novembre 2002 con rinvii). In effetti,
per il periodo anteriore al 1° gennaio 1969, i conti individuali non com-
prendono l'indicazione della durata contributiva in mesi.
4.4.3 Peraltro, ai sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato
nessun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di ret-
tificazione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel
conto individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'even-
to assicurato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o
debitamente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1).
4.4.4 Secondo giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del diritto,
occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle prove se un
assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione di una lite ver-
tente sulla richiesta di prestazioni (DFT 117 V 261 consid. 3 con rinvii), di
avere esercitato un'attività lavorativa soggetta all'obbligo di contribuzione
durante un periodo di tempo non considerato (DTF 107 V 12 consid. 2a).
Tuttavia, la regola in tema di prova indicata all'art. 141 cpv. 3 OAVS non
esclude l'applicazione del principio inquisitorio, che per l'amministrazione
– e in caso di ricorso per l'autorità giudiziaria – comporta l'obbligo di ac-
certare d'ufficio, di propria iniziativa e indipendentemente dalle allegazioni
delle parti, i fatti rilevanti (DTF 117 V 261 consid. 3b), fermo restando tut-
tavia l'obbligo di collaborare della parte stessa, che in questo ambito risul-
ta accresciuto (DTF 117 V 261 consid. 3d; sentenza del TF H 193/04
dell'11 gennaio 2006 consid. 2). Indagini presso il datore di lavoro si im-
pongono in particolare in presenza di indicazioni concrete e credibili (DTF
117 V 261 consid. 4b). Peraltro, nell'ambito delle assicurazioni sociali,
non esiste il principio secondo il quale l'amministrazione o il giudice de-
vono statuire, nel dubbio, in favore dell'assicurato (DTF 126 V 319 consid.
5a; sentenza del TF U 97/05 del 17 novembre 2006 consid. 5.3). La retti-
ficazione del conto individuale comprende tutta la durata di contribuzione,
pertanto pure gli anni per i quali il pagamento di contributi è prescritto ai
sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS.
4.4.5 Il Tribunale federale ha altresì già avuto modo di rilevare che, nel
caso in cui sia documentato che lo straniero beneficiava di un permesso
C (permesso di domicilio), oppure di un permesso B (permesso di dimora
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annuale), deve essere ritenuta una durata contributiva completa, con la
conseguenza che il beneficiario di un simile permesso deve essere con-
siderato persona assicurata per la durata di validità del permesso mede-
simo, sempre che abbia versato il contributo annuo minimo (cfr. l'art. 28 e
l'art. 50 OAVS). Per contro, tale principio non è applicabile al lavoratore
che è stato autorizzato a soggiornare in qualità di stagionale con un per-
messo di tipo A (sentenza del TF I 524/02 del 25 novembre 2002 consid.
2.3 con rinvii).
5.
5.1 Siccome il ricorrente non ha mai richiesto – per quanto emerge dagli
atti di causa – l'estratto del conto individuale, per poter procedere ad una
rettificazione dello stesso occorre, nella misura in cui gli errori non siano
evidenti, che l'inesattezza sia debitamente dimostrata (DTF 130 V 335
consid. 4.1).
5.1.1 I certificati di servizio di cui al doc. 2, attestanti un periodo lavorativo
superiore ad un anno presso un datore di lavoro con sede in Svizzera
negli anni 1968, 1969 e 1970, non sono sufficienti per avvalorare l'ipotesi
secondo la quale il menzionato datore di lavoro avrebbe necessariamente
dovuto versare dei contributi AVS a favore dell'insorgente. In particolare, il
ricorrente non ha presentato alcun argomento decisivo rispettivamente
prodotto alcun mezzo probatorio – segnatamente certificati di lavoro, di-
stinte di salario, accordi per il versamento di un salario netto (cfr. senten-
za del TF 9C_96/2010 del 26 febbraio 2010 consid. 3) – comprovante tale
ipotesi (un periodo contributivo in Svizzera di almeno un anno) e dunque
la premessa indispensabile per un'eventuale correzione del suo conto in-
dividuale.
5.1.2 Basti ancora rilevare che dall'istruttoria sufficientemente approfondi-
ta eseguita dall'autorità inferiore è emerso in particolare che sul conto in-
dividuale del ricorrente non figura alcuna iscrizione (doc. 4, 6 e 12). Inol-
tre, su richiesta della CSC, lo stesso datore di lavoro dell'insorgente,
C._______, ha peraltro indicato (cfr. scritto del 21 maggio 2013 [doc. 21
pag. 1 e 2]) di non avere pagato contributi AVS in favore del ricorrente e
più in generale in favore dei suoi marinai originari dell'ex Jugoslavia, in
quanto quest'ultimi sarebbero rimasti assoggettati al loro sistema sociale
nazionale (doc. 21). Una siffatta possibilità, quale eccezione alla regola di
cui all'art. 4 della Convenzione, è peraltro esplicitamente prevista all'art. 5
dalla Convenzione stessa tra la Confederazione Svizzera e la (ex) Jugo-
slavia. Peraltro, è noto che nel periodo qui determinante (fine anni ses-
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Pagina 8
santa inizio anni settanta) delle imprese svizzere hanno impiegato lavora-
tori dell'allora Jugoslavia per esempio in qualità di distaccati (cfr., fra l'al-
tro, sentenza TAF C-21/2013 consid. 4.1). D'altra parte, il ricorrente, ben-
ché gli sia stato sottoposto lo scritto del suo ex datore di lavoro del 21
maggio 2013 con provvedimento di questo Tribunale del 19 agosto 2013
(doc. TAF 8), ha rinunciato a presentare un atto di replica, e, più in parti-
colare, non ha contestato di essere rimasto, nel periodo in esame, as-
soggettato all'assicurazione sociale dell'ex Jugoslavia. In siffatta evenien-
za, e alla luce di quanto emerso nell'ambito dell'istruttoria effettuata
dall'autorità inferiore, non sussiste ragione sufficiente di dubitare delle
conclusioni cui è giunta la CSC. Ciò premesso, non incombeva pertanto
all'autorità inferiore, né incombe a questo Tribunale, di eseguire degli ulte-
riori accertamenti d'ufficio, segnatamente allorquando, come in casu, non
sussiste ragione di ritenere che ulteriori accertamenti d'ufficio potrebbero
comportare l'acquisizione presso il datore di lavoro o la competente Cas-
sa di compensazione di nuovi elementi decisivi diversi da quelli già acqui-
siti, in ragione anche del tempo ormai trascorso dai fatti decisivi (cfr. sen-
tenza del TAF C-21/2013 consid. 4.1 con rinvii [cfr. per l'apprezzamento
anticipato delle prove: DTF 124 V 94 consid. 4b e sentenza del TF H
109/02 del 16 settembre 2002 consid. 3.2]). L'applicazione del principio
inquisitorio non obbliga in effetti l'amministrazione – e in caso di ricorso il
giudice – ad istruire d'ufficio ogni possibile ed immaginabile fatto rilevan-
te, il quale ha solo una piccola probabilità di portare ad un risultato (cfr.
sentenza del TF 9C_899/2010 del 15 dicembre 2010 consid. 3.2). Dal
momento che non risulta siano stati versati dei contributi AVS in favore
del ricorrente, né che ciò avrebbe necessariamente dovuto essere fatto
dal suo ex datore di lavoro, non vi è motivo di accertare se l'insorgente
abbia eventualmente potuto beneficiare, negli anni dal 1968 al 1970, di
un permesso di dimora (tipo B) o di domicilio (tipo C).
5.1.3 Per quanto attiene ai documenti medici esibiti dal ricorrente con
scritto del 29 luglio 2013 (doc. TAF 5), tutti di data posteriore al compi-
mento da parte del medesimo dei 65 anni (il […] 2011), essi non gli sono
di alcun soccorso, riguardando tutt'al più il suo stato di salute, irrilevante
nel contesto di una procedura volta all'ottenimento di una rendita AVS.
Nella misura in cui si volesse ritenere che l'insorgente ha presentato una
domanda di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (AI), biso-
gnerebbe allora rilevare, a prescindere dal fatto che l'amministrazione
non ha ancora reso una decisione al riguardo, che detta domanda non
potrebbe più essere esaminata già solo per il fatto che il diritto ad una
rendita AI si estingue con l'inizio del diritto ad una rendita di vecchiaia
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Pagina 9
dell'AVS (cfr. art. 30 LAI [RS 831.20] in combinazione con l'art. 21 cpv. 1
LAVS).
6.
In conclusione, non risultando dalle carte processuali alcun indizio giusti-
ficante nuovi e più approfonditi accertamenti e tanto meno elementi da cui
poter dedurre che dei contributi AVS sarebbero stati versati dall'ex datore
di lavoro del ricorrente (o avrebbero dovuto essere versati), la decisione
litigiosa non può che essere confermata.
7.
Per quanto attiene, infine, alla domanda di assistenza sociale presentata
dal ricorrente in questa sede, essa è inammissibile, già per il fatto che
esorbita manifestamente, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore,
l'oggetto impugnato e la competenza della CSC medesima. Non risulta al-
tresì essere stata resa in merito alcuna decisione dall'amministrazione
suscettibile di essere impugnata dinanzi a questo Tribunale, senza che il
ricorrente abbia, fra l'altro, spiegato i motivi per cui la Svizzera potrebbe
essere obbligata a versargli un aiuto sociale.
8.
Da quanto esposto, consegue che, nella misura in cui ammissibile, il ri-
corso, privo di qualsivoglia fondamento, non merita tutela e la decisione
impugnata va confermata. Il giudice dell'istruzione – anteriormente o po-
steriormente ad uno scambio di scritti – decide quale giudice unico, con
motivazione sommaria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3
LAVS). Nel caso concreto il gravame, in considerazione, fra l'altro, dei
generici argomenti presentati, deve ritenersi siccome manifestamente in-
fondato. La presente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere
resa a giudice unico.
9.
9.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS).
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF [RS 173.320.2] a contrario). Peraltro, le autorità federa-
li, quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a ti-
tolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel
caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.
4.
Una copia dello scritto dell'autorità inferiore del 20 agosto 2013 (doc. TAF
9) è trasmesso per conoscenza al ricorrente.
5.
Comunicazione a:
– ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata)
Il giudice unico: La cancelliera:
Vito Valenti Anna Röthlisberger
I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.
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Pagina 11
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione (pti. no. 1, 2, e 3 del dispositivo) può essere
interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua
notificazione (art. 82 segg., 90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti scritti devono
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della
parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere
allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: