B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-4952/2015
Sen t en z a d e l 1 0 l u g l i o 2 0 1 7
Composizione
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),
Daniel Stufetti, Caroline Bissegger,
cancelliere Luca Rossi.
Parti
A._______,
ricorrente,
contro
Cassa svizzera di compensazione,
Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 1211
Ginevra 2,
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, importo della
rendita (decisione su opposizione del 2 luglio 2015).
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Fatti:
A.
A._______, cittadina italiana, residente in Italia, nata il (…), coniugata dal
1969 con B._______, ha lavorato in Svizzera perlomeno dal 1° ottobre
1974 al 23 agosto 1983 (consid. C.c) presso il C._______ di D._______
solvendo regolari contributi all’AVS (per quanto risulta dal conto individuale,
doc. 16 e 24 dell’incarto della Cassa svizzera di compensazione, in seguito
CSC).
B.
B.a In data 10 marzo 2014, l'assicurata ha formulato alla CSC una richiesta
volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per la
vecchiaia (doc. 2). Per il tramite della sede INPS di Potenza, sono stati poi
trasmessi il 30 aprile 2014 (doc. 6) i moduli E202 e E207 (doc. 7).
B.b La CSC, dal canto suo, ha raccolto informazioni presso il Comune di
D._______ riguardo ai periodi di soggiorno sul proprio territorio della richie-
dente e del marito (doc. 3, 4 e doc. 5).
B.c Alfine di stabilire l'importo della rendita la CSC ha riunito i conti indivi-
duali di spettanza della richiedente, dai quali figurava che ha lavorato da
gennaio 1978 a dicembre 1983 presso il C._______ (doc. 2, 8, 10 pag. 2).
L'amministrazione ha quindi calcolato la prestazione (doc. 11) e, mediante
decisione del 5 agosto 2014 (doc. 12), erogato, in favore di A._______, una
rendita ordinaria dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia a decorrere
dal 1° settembre 2014 dell'importo di fr. 257.- mensili, per avvenuto compi-
mento del 64° anno di età (doc.12).
C.
C.a In data 28 agosto 2014 A._______ ha formulato opposizione contro il
suddetto provvedimento, facendo presente di aver lavorato nel nostro
Paese, per il medesimo datore di lavoro, già dal 14 agosto 1973, ragion
per cui mancherebbero nel conteggio i contributi versati fino al 31 dicembre
1977 (doc. 13). A riprova di questa circostanza l’assicurata ha prodotto l’at-
testazione rilasciata dal datore di lavoro il 24 ottobre 1983 (doc. 13).
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C.b Ricevuta l'opposizione l'amministrazione ha svolto inchieste presso la
Cassa di compensazione del Canton E._______ (Sozialversicherungsan-
stalt des Kantons E._______ [SVA E._______] - doc. 14 e doc. 16) ed ha
raccolto nuovamente le informazioni contenute nei formulari E202 ed
E207, inoltrati il 7 aprile 2015 dall’INPS (doc. 17, 18).
D.
Alla luce degli accertamenti esperiti, che hanno portato alla modifica del
conto individuale, nel quale sono stati iscritti anche i periodi contributivi a
partire da ottobre 1974 (doc. 22), la CSC ha proceduto ad un nuovo calcolo
della prestazione riconoscendo una rendita ordinaria di vecchiaia di fr.
376.- mensili dal 1° settembre 2014 e di fr. 378.- a decorrere dal 1° gennaio
2015 (doc. 25). L'importo è stato calcolato in base ad un periodo contribu-
tivo di 8 anni e 11 mesi ed alla scala delle rendite 9. Il reddito annuo medio
determinante ammonta a fr. 56’160.- (doc.23).
Con scritto del 3 luglio 2015 (doc. 27) l’amministrazione ha poi comunicato
all’assicurata la sostituzione della decisione del 5 agosto 2014 (doc. 12)
con la decisione su opposizione del 2 luglio 2015 (doc. 26), con la quale
l’opposizione della ricorrente (doc. 13) è stata parzialmente accolta.
E.
Con ricorso depositato il 12 agosto 2015 (timbro postale, doc. TAF 1)
A._______ chiede, sostanzialmente, il riconoscimento dei contributi relativi
all'attività svolta in Svizzera nel periodo compreso fra il 14 agosto 1973 e il
30 settembre 1974 alle dipendenze della C._______. A suffragio delle pro-
prie conclusioni produce nuovamente l’attestazione del datore di lavoro il
24 ottobre 1983 (doc. 13).
F.
Nelle osservazioni ricorsuali dell’11 settembre 2015 (doc. TAF 3) la CSC
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto oc-
corra, si riferirà nei considerandi in diritto.
G.
L'assicurata non ha replicato (doc. TAF 4).
H.
In data 17 novembre 2016 la giudice dell’istruzione ha chiesto alla ricor-
rente di trasmettere documenti in suo possesso che potrebbero fornire in-
dizi utili circa l’esistenza di contributi nel 1973 e 1974. L’assicurata non ha
dato seguito all’invito (doc. TAF 6).
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Pagina 4
I.
I.a
Il 21 marzo 2017 (doc. TAF 10) è stato inoltre chiesto alla F._______ – ente
nel frattempo subentrato alla C._______ di D._______ – di verificare se,
nel periodo fra il 14 agosto 1973 e il 30 settembre 1974, A._______ risul-
tasse impiegata presso l’istituto e se fossero stati pagati dei contributi so-
ciali in suo favore.
I.b Con risposta del 7 aprile 2017, trasmessa all’insorgente il 20 aprile
2017, la F._______ ha comunicato di non disporre di alcun dato relativo
alla ricorrente durante il periodo richiesto (doc. TAF 11).
J.
La ricorrente non ha preso posizione (doc. TAF 12).
Diritto:
1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul
Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questa Corte giudica,
in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della
legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA,
RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In partico-
lare, le decisioni rese dalla CSC possono essere impugnate innanzi al TAF
conformemente all'art. 85bis cpv. 1 della legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS
831.10).
2.
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAVS le disposizioni della
LPGA sono applicabili all’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti,
sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga alla
LPGA.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di
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protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condi-
zioni sono adempiute nella specie.
2.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è ammissibile.
3.
Oggetto del contendere è l’ammontare della rendita ordinaria di vecchiaia
spettante a A._______ e meglio la durata del periodo contributivo.
3.1 La ricorrente sostiene infatti di aver esercitato un'attività lavorativa sog-
getta ad obbligo contributivo in misura più estesa rispetto a quella accertata
nei conti individuali e chiede che le sia riconosciuto anche il periodo contri-
butivo compreso tra il 14 agosto 1973 e il 30 settembre 1974.
3.2 Dal canto suo la CSC si attiene alle indicazioni figuranti sul conto indi-
viduale dell’insorgente, non avendo trovato traccia di ulteriori contribuzioni
precedenti il 1° ottobre 1974.
4.
4.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid.
1.2). Se è intervenuto un cambiamento delle norme legislative nel corso
del periodo sottoposto ad esame giudiziario, il diritto alle prestazioni si de-
termina secondo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo
le nuove a partire della loro entrata in vigore (applicazione pro rata tempo-
ris; DTF 130 V 445).
4.2 In concreto il diritto alla rendita di vecchiaia è sorto il 1° settembre 2014
(art. 21 cpv. 2 LAVS). Secondo il Tribunale federale lo stato di fatto che
deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridi-
che è tuttavia il compimento del 64esimo anno di età da parte della ricorrente,
intervenuto il (…) (DTF 130 V 156 consid. 5.2, 140 V 154 consid. 7.1; DTF
113 V 98 consid. 104). Ne consegue che, in concreto, è di principio appli-
cabile la LAVS nel tenore in vigore a tale data, eccettuate eventuali dispo-
sizioni transitorie.
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Pagina 6
5.
Di principio, il giudice delle assicurazioni sociali esamina la decisione im-
pugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2.1). Tiene conto dei fatti veri-
ficatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accer-
tamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF
129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).
6.
6.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in vi-
gore il 1° giugno 2002. L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1°
aprile 2012 (Decisione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU
2012 2345). Nella sua nuova versione esso prevede in particolare che le
parti contraenti applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei si-
stemi di sicurezza sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso
allegato, comprese eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad
essi (art. 1 ch. 1) ed assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato
membro dell'Unione europea (art. 1 ch. 2).
6.2 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
6.3 Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano
diverse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento
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Pagina 7
dei sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C cor-
rispondono a due raccomandazioni della stessa commissione. Secondo
l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diversamente pre-
visto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle medesime
prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legislazione di cia-
scuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato.
6.4 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'alle-
gato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità
europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia
disciplinato da quest'ultimo.
6.5 Nella misura in cui l'Accordo, in particolare l'Allegato II che regola il
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede
disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura, come pure l'esame
delle condizioni di ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera
per la vecchiaia, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
7.
7.1 Giusta l'art. 21 cpv. 1 LAVS, hanno diritto ad una rendita di vecchiaia
gli uomini che hanno compiuto i 65 anni e le donne che hanno compiuto i
64 anni.
7.2 Secondo l'art. 29 cpv. 1 LAVS possono pretendere una rendita ordinaria
di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati almeno
un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assistenziali.
Si ha un anno intero di contribuzione quando una persona è stata assicu-
rata secondo gli articoli 1a o 2 LAVS durante più di undici mesi in totale e
se, durante detto periodo, essa ha versato il contributo minimo o se pre-
senta periodi di contribuzione secondo l'art. 29ter cpv. 2 lett. b e c LAVS (art.
50 OAVS).
Per l’art. 1a cpv. 1 LAVS sono, tra l’altro, assicurati in conformità della pre-
sente legge:
a. le persone fisiche domiciliate in Svizzera;
b. le persone fisiche che esercitano un'attività lucrativa nella Svizzera;
C-4952/2015
Pagina 8
7.3 Secondo l'art. 29bis cpv. 1 LAVS il calcolo della rendita è determinato in
particolare dagli anni di contribuzione, dai redditi dell'attività lucrativa non-
ché dagli accrediti per compiti educativi o d'assistenza tra il 1° gennaio
successivo alla data in cui l'avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 di-
cembre che precede l'insorgere dell'evento assicurato.
7.4 Per l'art. 29ter cpv. 1 LAVS il periodo di contributo è completo se una
persona presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati
della sua classe d'età.
Per il capoverso 2 (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1997) sono consi-
derati anni di contribuzione i periodi:
a. durante i quali una persona ha pagato i contributi;
b. durante i quali il suo coniuge, giusta l'articolo 3 capoverso 3, ha versato
almeno il doppio del contributo minimo;
c. durante i quali possono essere computati accrediti per compiti educativi
o d’assistenza.
8.
8.1 In base all'art. 30ter cpv. 1 LAVS, per ogni assicurato obbligato a pagare
i contributi è tenuto un conto individuale sul quale sono annotate le indica-
zioni necessarie al calcolo delle rendite ordinarie.
8.2 Di regola, la registrazione nel conto individuale di un assicurato ha
luogo una volta all'anno (art. 139 dell'ordinanza sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti del 31 ottobre 1947 [OAVS, RS 831.101]). La
registrazione nel conto individuale dell'assicurato comprende, fra l'altro, il
reddito annuo in franchi, l'anno di contribuzione e la durata contributiva
espressa in mesi (art. 140 OAVS). Un assicurato ha diritto di esigere da
ogni cassa di compensazione che tiene per lui un conto individuale un
estratto delle registrazioni ivi fatte, con indicazione degli eventuali datori di
lavoro (art. 141 cpv. 1 OAVS). Questi può inoltre chiedere alla cassa una
rettificazione dell'estratto conto entro 30 giorni dal ricevimento (art. 141 cpv.
2 OAVS). La cassa di compensazione si pronuncia mediante decisione.
8.3 Per l'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nessun estratto del
conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettificazione è stata re-
spinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto individuale può es-
sere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento assicurato, soltanto
C-4952/2015
Pagina 9
quando gli errori di registrazione siano evidenti o debitamente provati. Se-
condo la giurisprudenza, si può operare una rettifica qualora sia apportata
la prova assoluta che un datore di lavoro ha effettivamente trattenuto i con-
tributi AVS sui redditi versati o che una convenzione di salario netto – me-
diante la quale le parti hanno convenuto che i contributi alle assicurazioni
sociali sono a carico esclusivamente del datore di lavoro – è stata conclusa
(DTF 130 V 335 consid. 4.1). La rettifica del conto individuale comprende
tutta la durata di contribuzione dell'assicurato, ivi compresi gli anni caduti
in prescrizione giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS (RCC 1984 p. 184 e 459).
8.4 Secondo la giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del diritto,
occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle prove se un
assicurato sostiene, in occasione della nascita del diritto a prestazioni, di
aver esercitato un'attività lavorativa soggetta ad obbligo contributivo in mi-
sura più estesa rispetto a quella accertata nei conti individuali. La regola in
tema di prova indicata dall'art. 141 cpv. 3 OAVS, secondo cui la rettifica
delle iscrizioni al momento in cui si verifica l'evento assicurato necessita la
prova piena, non esclude in ogni modo l'applicazione del principio inquisi-
torio, di modo che questa deve essere fornita secondo le disposizioni usuali
sull'assunzione e l'onere della prova valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali, l'obbligo di collaborare della parte essendo in questo caso accre-
sciuto (DTF 107 V 12 consid. 2a, 117 V 265 consid. 3d, sentenza del Tri-
bunale federale H 193/04 dell'11 gennaio 2006 consid. 2). Indagini presso
il datore di lavoro si impongono in particolare in presenza di indicazioni
concrete e credibili. In particolare va rilevato che l’accertamento dell’eser-
cizio di un’attività lucrativa non è sufficiente, dovendo essere data la prova
che il datore di lavoro ha effettivamente trattenuto i contributi sul salario
versato (DTF 130 V 335, consid. 4.1).
8.5 In materia di prova della durata contributiva, il TFA ha precisato che nel
caso in cui venga documentato che lo straniero era al beneficio di un per-
messo C, oppure un permesso di tipo B (annuale), occorre considerare una
durata contributiva completa (sentenza del TFA H 94/84 del 24 luglio 1985).
In altre parole, il permesso di tipo B è assimilato al domicilio in Svizzera ai
sensi dell'art. 24 cpv. 2 del Codice civile: di conseguenza, giusta l'art. 1a
lett. a LAVS, l'interessato è da ritenersi persona assicurata per tutta la du-
rata di validità del permesso, sempre che abbia versato il contributo minimo
annuale di cui agli articoli 28 e 50 OAVS. Nella sentenza H 195/01 del 17
luglio 2002, la massima autorità giudiziaria ha rinviato gli atti all'ammini-
strazione affinché completasse l'istruttoria. Il TFA ha in sostanza ritenuto
necessario indagare su ogni elemento atto a determinare la durata di con-
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Pagina 10
tribuzione e la contribuzione stessa, se necessario, presso l'autorità canto-
nale (p. es. l'Ufficio cantonale degli stranieri) e, presso gli ex datori di la-
voro, se ancora esistenti. A questo proposito l'allora TFA si è espresso nelle
sentenze H 161/01 del 21 agosto 2001, H 163/01 del 25 settembre 2001 e
H 336/01 del 26 aprile 2002.
9.
9.1 Nel caso di specie la ricorrente adduce di aver lavorato in Svizzera sin
dal 14 agosto 1973, momento in cui è stata assunta presso l’istituto
C._______ di D._______. A sostegno della propria tesi, essa si è prevalsa,
già in sede amministrativa (doc. 13), del certificato di lavoro del 24 agosto
1983, rilasciato al termine del rapporto lavorativo e sottoscritto dalla propria
superiore e dall’allora direttore. Stando a tale documento: “La signora
A._______ ha lavorato come addetta alle pulizie dal 14 agosto 1973 al 30
giugno 1978 e come assistente cuoca dal 1° luglio 1978 al 23 agosto 1983
nel nostro collegio psichiatrico per bambini”.
9.2 L’autorità inferiore, in sede di opposizione, preso atto del suddetto cer-
tificato di lavoro, ha quindi effettuato delle ricerche supplementari. Le infor-
mazioni provenienti dalla cassa di compensazione del Canton E._______
(SVA E._______) hanno in particolare confermato che fra il 1° ottobre 1974
e il 31 agosto 1983 è stato registrato il versamento di uno stipendio ed
hanno di conseguenza permesso di rettificare il conto individuale dell’insor-
gente, integrando anche i contributi prelevati a partire da tale data (doc.
16). Non sono stati per contro conteggiati periodi contributivi precedenti a
tale data, dal momento che, a detta della stessa SVA E._______, non ri-
sultava esservene traccia.
Alla luce delle indicazioni contrapposte rilasciate dal Comune di
D._______, stante il quale l’assicurata aveva soggiornato per periodi pro-
lungati sul territorio comunale sin dall’11 agosto 1973 (doc. 5) con il marito
(il quale risiedeva nel comune dal 9 giugno 1973, doc. 5 pag. 2), questo
Tribunale si è rivolto all’ex datore di lavoro dell’interessata, con l’intento di
fare chiarezza circa l’inizio del rapporto lavorativo.
Il 7 aprile 2017, tuttavia, la F._______, ossia l’ente nel quale è confluito il
C._______, ha segnalato di non disporre di alcun dato riguardante il bien-
nio 1973-1974, dal momento che le informazioni relative ai dipendenti ven-
gono conservate per un massimo di dieci anni (doc. TAF 11).
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Pagina 11
9.3 Ora, essendo già sopraggiunto l’evento assicurato (ovvero il pensiona-
mento), l’art. 141 cpv. 3 OAVS impone alla ricorrente di apportare la prova
piena dell’avvenuto prelievo dei contributi fra il 14 agosto 1973 e il 31 set-
tembre 1974, onde rettificare le iscrizioni al conto individuale (cfr. consid.
8.3 e 8.4).
Una tale prova, nel caso concreto, non figura agli atti. Se, da una parte, le
ricerche dell’amministrazione e di questo Tribunale (doc. TAF 6 e 10) hanno
permesso di accertare che il rapporto di lavoro è iniziato il 14 agosto 1973
e si è concluso il 23 agosto 1983 e che la ricorrente è entrata in Svizzera
e vi ha soggiornato dall’11 agosto 1973 fino al 23 agosto 1983; dall’altra,
l’istruttoria non ha permesso di dimostrare che per il periodo contestato
sono stati versati salari né che sono stati prelevati contributi dal datore di
lavoro.
Di conseguenza, pur essendo state intraprese, conformemente al principio
inquisitorio, tutte le misure idonee e necessarie a ritrovare i contributi ver-
sati a nome dell’interessata fra il 14 agosto 1973 e il 31 settembre 1974,
non è possibile riconoscere l’esistenza di tale periodo contributivo, in as-
senza di una prova assoluta in tal senso. Del resto è bene rammentare che
non esiste nell’ambito delle assicurazioni sociali, un principio secondo cui
l’amministrazione o il Tribunale debba statuire, nel dubbio, in favore della
persona assicurata (DTF 126 V 319 consid. 5a; sentenza TF H139/06 del
5 ottobre 2006 consid. 2.2).
10.
10.1 In assenza della prova certa che l’assicurata durante il periodo conte-
stato ha contribuito all’assicurazione svizzera per la vecchiaia i superstiti e
l’invalidità, occorre esaminare se possa beneficiare di altri periodi di contri-
buzione ai sensi dell’art. 29ter cpv. 2 LAVS (cfr. consid. 7.4). Nella misura in
cui non risulta che essa avesse figli a carico nel periodo contestato o svol-
gesse compiti assistenziali (art. 29ter cpv. 2 let. c LAVS), va dunque deter-
minato se nel periodo contestato l’assicurata era assicurata (art. 1a cpv. 1
lett. a LAVS) e il suo coniuge ha versato almeno il doppio del contributo
minimo, affinché ne si possa tenere in conto quale periodo contributivo (art.
29ter cpv. 2 let. b LAVS; si confronti sentenza del TAF C-7161/14 del 14
giugno 2016 consid. 8.2, 8.3 e 9, 10).
C-4952/2015
Pagina 12
10.2
10.2.1 L'art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS prevede che le persone senza attività
lucrativa coniugate ad assicurati con attività lucrativa, paghino contributi
propri ("si ritiene che paghino contributi propri", "die eigenen Beiträge
gelten als bezahlt", "Sont réputés avoir payé eux-mêmes des cotisations",
DTF 126 V 420, U. KIESER, Rechtsprechung des Bundes-gerichts zum So-
zialversicherungsrecht, Alters- und Hinterlassenenversi-cherung, 2. ed., ad
art. 3 LAVS pag. 28), qualora il coniuge versi contributi pari ad almeno il
doppio del contributo minimo. La disposizione persegue in particolare lo
scopo di iscrivere nel conto individuale di ogni coniuge, per ogni anno con-
tributivo, almeno il contributo minimo, così che l'anno in oggetto possa ve-
nir considerato anno contributivo (DTF 126 V 420, 125 V 253, 255 consid.
1b). La fictio iuris introdotta dalla suddetta disposizione, non era in vigore
negli anni 1973 e 1974.
In precedenza l'art. 3 cpv. 2 lett. b LAVS prevedeva, infatti, che le mogli
degli assicurati, quando non esercitavano un'attività lucrativa, non erano
tenute a pagare i contributi (testo in vigore fino al 31 dicembre 1996, sosti-
tuito dal nuovo art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS dal 1° gennaio 1997, sucitato al
considerando 7.4.1, RU 1996 2466, si confronti DTF 130 V 49 consid. 3.2).
10.2.2 La lett. g cpv. 2 delle disposizioni finali della decima revisione
dell'AVS intitolata "mantenimento del diritto previgente" (RU 1996 2466 II
n. 1; FF 1990 II 1) prevede che “l'attuale articolo 29bis capoverso 2 si applica
agli anni di contributo precedenti il 1° gennaio 1997, anche se la rendita è
fissata dopo l'entrata in vigore della decima revisione”.
Secondo il menzionato art. 29bis capoverso 2 LAVS per calcolare la rendita
semplice di vecchiaia spettante alla moglie o alla donna divorziata gli anni
durante i quali non ha pagato i contributi in conformità dell'art. 3 cpv. 2
lettera b sono computati come anni di contributo (al riguardo si confronti S.
STEIGER-SACKMANN/H-J. MOSIMANN, Recht der sozialen Sicherheit, 2014,
N 24.84 pag. 868, secondo cui nel caso di vedove o mogli residenti in Sviz-
zera si procede in ogni caso fino a fine 1996 ad un computo, quale periodo
contributivo; anche VALTERIO, Droit de l'assurance-viellesse et survivants
(AVS) et de l'assurance invalidité (AI), 2011, pag. 269 N 923).
10.2.3 Anche la cifra 5024 delle direttive sulle rendite (DR) dell'assicura-
zione federale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità valide dal 1° gen-
naio 2003, stato al 1° gennaio 2013, di cui al capitolo "Anni di matrimonio
e di vedovanza senza contribuzione computabili fino al 31 dicembre 1996",
C-4952/2015
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prevede che i periodi di matrimonio e di vedovanza per i quali non sono
stati pagati contributi conformemente all'articolo 3 capoverso 2 lettere b e
c LAVS (versione precedente al 1° gennaio 1997) e durante i quali la donna
era assicurata sono considerati come durata di contribuzione.
10.2.4 Per la cifra 5027 del capitolo intitolato "periodi durante i quali il co-
niuge esercitante l'attività lucrativa ha pagato il doppio del contributo mi-
nimo" inoltre sono considerati come durata di contribuzione i periodi per i
quali sono stati versati contributi durante il matrimonio in conformità all'ar-
ticolo 3 capoverso 3 LAVS (v. VSI 2002 pag. 27 segg. e N. 2071 segg.
DIN).
10.3 Nel caso in esame, dalle carte processuali emerge che la ricorrente si
è sposata l’11 gennaio 1969 (doc. 7) e che il marito, B._______, ha risie-
duto in Svizzera ed ha versato i contributi all’AVS da maggio a dicembre
1973 (su un reddito di fr. 15'908) e da aprile a dicembre 1974 (fr. 23'646;
doc. 9). Dei periodi di contribuzione potrebbero pertanto entrare in linea di
conto anche per i mesi a cavallo fra il 1973 e il 1974, nella misura in cui
l’insorgente era a quell’epoca assicurata all’AVS in ragione di un domicilio
in Svizzera (art. 1a cpv. 1 let. a LAVS, cfr. consid. 7).
10.4 L'art. 13 cpv. 1 LPGA dispone che il domicilio di una persona è
determinato secondo le disposizioni degli art. 23-26 del Codice civile
svizzero (CC, RS 210). Per l'art. 23 cpv. 1 prima frase CC il domicilio di una
persona è in principio nel luogo dove essa dimora con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente.
Secondo la giurisprudenza la nozione di domicilio comporta un elemento
oggettivo esterno, che consiste nella presenza fisica dell'interessato (resi-
denza) ed un elemento soggettivo, cioè l'intenzione di stabilirsi durevol-
mente in un determinato luogo (DTF 136 II 405; 137 II 122; 137 III 593;
UELI KIESER, ATSG Kommentar, 2003, ad art. 13, pagg. 131 e 132).
Per determinare detta intenzione ci si fonda di principio su circostanze og-
gettive – considerate alla stregua di indizi e non di prove (SVR 2000 AHV
Nr. 2 consid. 5) – riconoscibili per i terzi, che permettono di dedurre detta
volontà, quali ad esempio il permesso di domicilio, la registrazione al con-
trollo abitanti, il deposito degli atti, la situazione abitativa, il pagamento
delle imposte ecc. (DTF 141 V 530 consid. 5.2; 136 II 405; 125 V 76 consid.
2a pag. 77). La volontà della persona è quindi unicamente rilevante se può
essere riconosciuta e verificata (DTF 138 V 192 consid. 3.3.1; SVR 2000
AHV Nr. 2 consid. 5a). Per costante giurisprudenza alfine di stabilire dove
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qualcuno risiede con l'intenzione di stabilirsi durevolmente (presupposto
soggettivo) ci si chiede quindi di regola dove si trova il centro dei suoi inte-
ressi, tenendo conto dell'insieme delle circostanze del caso concreto (DTF
133 V 309 consid. 3.1 pag. 312; 127 V 237 consid. 1 pag. 238; 125 III 100
consid. 3 pag. 102). Esso va di regola cercato dove gli interessi e i legami
famigliari sono più forti (DTF 138 V 192 consid. 3.3.1; SVR 2000 AHV Nr.
2 consid. 5a). Nell'ipotesi in cui vi sia un rapporto duraturo in più luoghi, il
domicilio è dato in quello in cui la relazione appare più stretta (SVR 2000
AHV Nr. 2 consid. 5, ZAK 1982 p. 180). Non è per contro indispensabile
che l’interessato sia intenzionato a soggiornare per un tempo indetermi-
nato in un certo luogo, è sufficiente che egli si riproponga di fare di quest’ul-
timo il centro dei suoi interessi. Questo vale anche nel caso in cui l’interes-
sato, in caso di cambiamento delle circostanze, preveda pro futuro di tra-
sferire il proprio domicilio altrove (DTF 127 V 237 consid. 2c).
10.5
10.5.1 Concretamente, dalle informazioni fornite dal comune di D._______
risulta che la ricorrente è giunta in Svizzera (o quantomeno è stata iscritta
nel registro comunale) in data 11 agosto 1973 (doc. 5), ricongiungendosi
con il coniuge che risulta essere entrato in Svizzera il 9 giugno 1973 (doc.
5), sebbene, stando al conto individuale, questi era già assoggettato
all’AVS svizzera sin dal mese di maggio 1973 (doc. 9). Entrambi sono ri-
partiti per l’Italia il 18 dicembre 1973.
Successivamente, il 26 gennaio 1974 l’insorgente è tornata a soggiornare
a D._______, anticipando di due mesi il coniuge rientrato in Svizzera il 5
aprile 1974. Entrambi sono ripartiti per l’Italia il 21 dicembre 1974. L’assi-
curata ha quindi soggiornato in Svizzera per undici mesi. In modo analogo
i coniugi hanno risieduto in Svizzera anche nel corso degli anni 1975 e
1976. Nel 1977 A._______ non risulta aver risieduto a D._______ (doc. 5),
tuttavia entrambi i coniugi hanno svolto attività lavorativa in Svizzera, la
ricorrente per l’intero anno (doc. 22, 23). Dal 26 gennaio 1978 e fino al
definitivo trasferimento in Italia il 23 agosto 1983 per l’assicurata e il 2 di-
cembre 1983 per il marito, non è più stata registrata alcuna partenza per
l’estero dei coniugi.
10.5.2 Ora, seppur prendendo singolarmente l’anno 1973 – in cui la moglie
ha soggiornato effettivamente in Svizzera per cinque mesi e il marito per
circa otto mesi – non sia immediatamente possibile intravedere l’intenzione
di trasferire durevolmente il domicilio in Svizzera, è pur vero che, nel com-
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plesso, il comportamento adottato dall’assicurata e dal marito nei succes-
sivi dieci anni testimonia senz’altro in favore di una tale volontà (dall’agosto
1973 all’agosto 1983). Ciò a maggior ragione tenendo conto del fatto, in-
contestato, che dal 1° ottobre 1974, almeno, essa ha lavorato a tempo in-
determinato presso il C._______. In conformità con le disposizioni legali e
con la giurisprudenza indicata, occorre dunque ritenere che l’assicurata,
già dall’agosto 1973, data dell’entrata in Svizzera, in cui fin dall’inizio ha
vissuto col marito e dell’avvio dell’attività lavorativa che ha svolto per i dieci
anni successivi, aveva la volontà di fare della Svizzera il centro delle sue
relazioni familiari, personali e professionali e occorre considerare l’intensità
del legame con la Svizzera prevalente rispetto a quello con uno stato terzo.
Ciò indipendentemente dal tipo di permesso di cui essa ha beneficiato
all’epoca, informazione di cui per altro questo Tribunale non dispone, non
essendo stata fornita dal comune di D._______, e non risultando altrimenti
agli atti.
10.5.3 In definitiva, si può quindi ammettere che, a partire dal’11 agosto
1973 (data che precede di soli tre giorni il preteso inizio del rapporto lavo-
rativo presso il collegio psichiatrico attestato per altro dall’unico datore di
lavoro – cfr. doc. 13), il luogo di soggiorno effettivo della ricorrente e di suo
marito è stata la Svizzera. Ne discende che dall’11 agosto 1973 al 30 set-
tembre 1974 la ricorrente era senz’altro domiciliata in Svizzera. Occorre di
conseguenza riconoscerle un periodo contributivo (e relativi contributi) sup-
plementare di 14 mesi (5 per il 1973 e 9 per il 1974) di contributi supple-
mentari, in applicazione dell’art. 29ter cpv. 2 let. b LAVS (da sommare agli
8 anni e 11 mesi già ammessi).
Alla luce di quanto precede, il ricorso deve essere accolto e la decisione
su opposizione del 2 luglio 2015 (doc. 26) annullata in quanto viola il diritto
federale. L’incarto è dunque ritornato all’autorità inferiore affinché determini
l’importo della rendita di vecchiaia della ricorrente, tenendo conto di una
durata totale di contribuzioni di 10 anni e 1 mese, oltre alle prestazioni ar-
retrate dovute. La CSC procederà quindi a emettere una nuova decisione
sulla rendita AVS spettante a A._______.
Va ancora rilevato che con il rinvio non vi è il rischio di una reformatio in
pejus, in quanto in base al nuovo periodo contributivo l’importo della rendita
sarà più elevato.
11.
Pur rilevando che le condizioni per il riconoscimento degli interessi moratori
sulle prestazioni arretrate (24 mesi dal 1 settembre 2014 [nascita del diritto
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alla rendita] e 12 mesi da marzo 2014 [data della domanda di rendita] - art.
26 cpv. 2 LPGA) sarebbero di principio adempiute, questo Tribunale non
può tuttavia statuire al riguardo. Tale pretesa, infatti, seppure accessoria a
quella principale, oggetto della presente contesa, rappresenta un rapporto
giuridico indipendente che deve essere preventivamente esaminato
dall’autorità inferiore e sul quale essa deve esprimersi, se del caso, me-
diante una decisione formale (sentenza del TF 9C_903/2013 consid. 7.1,
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 253/05 del 9 dicembre
2005 consid. 5, anche DTF 137 V 273).
12.
12.1 Non sono prelevate spese processuali, essendo la procedura gratuita
(art. 85bis cpv. 2 LAVS)
12.2 Giusta l’art. 64 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente delle indennità per le spese
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese ripetibili).
Tuttavia, nella misura in cui la ricorrente ha agito senza essere rappresen-
tata e neppure ha dimostrato di aver sostenuto delle spese importanti in
ragione della presente causa, non viene riconosciuta alcuna indennità a
titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 segg. del regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinnanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 2 luglio 2015 è annul-
lata.
2.
L’incarto è rinviato alla CSC affinché proceda al calcolo della rendita
dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia e i superstiti ai sensi dei consi-
derandi, determini le prestazioni arretrate dovute ed emetta una nuova de-
cisione.
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3.
Non si prelevano spese processuali, né si attribuiscono spese ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– ricorrente (raccomandata con avviso di ricevimento)
– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (raccomandata)
La presidente del collegio: Il cancelliere:
Michela Bürki Moreni Luca Rossi
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono
adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg. e 100 LTF. Gli atti scritti
devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova
ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte
ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere
allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: