B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-6053/2016
Sen t en z a d e l 3 1 magg i o 2 0 1 8
Composizione
Giudice Vito Valenti (giudice unico),
cancelliera Marcella Lurà.
Parti
A._______, (Germania),
rappresentato dal patronato ITAL-UIL,
ricorrente,
contro
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE),
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione per l'invalidità; domanda di rendita (decisione
del 4 agosto 2016).
C-6053/2016
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Fatti:
A.
A._______, cittadino italiano residente in Germania, nato il (…) 1956, ha
lavorato in Svizzera dal 1974 al 1982, nel 1994 e nel 1996, solvendo con-
tributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(doc. 36). Dagli atti di causa risulta che in Germania ha svolto attività lucra-
tiva (doc. 10), da ultimo, dal 2010, come magazziniere, in ragione di 40 ore
alla settimana (doc. 42). L’interessato ha dichiarato d’avere poi ridotto l’at-
tività lucrativa per motivi di salute a 20 ore alla settimana, lavorando come
addetto alle pulizie dall’11 maggio 2012 al 31 marzo 2014. Ha interrotto il
lavoro al termine del contratto di lavoro (doc. 34 e 55; egli ha peraltro indi-
cato d’avere interrotto il lavoro per motivi di salute). Il 26 giugno 2015, ha
formulato una richiesta volta all’ottenimento di una rendita dell’assicura-
zione svizzera per l’invalidità (doc. 11).
B.
B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per
gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha in particolare assunto agli atti
documenti medici di data da novembre 2010 a maggio 2015 (doc. 25 a 29
e 35) e la perizia medica E 213 del 17 dicembre 2015, unitamente alla
perizia ortopedica di medesima data, in cui è posta la diagnosi di dolori alla
schiena, all’anca ed al ginocchio con alterazioni degenerative, periartrite
scapolo-omerale, stato dopo intervento di protesi totale all’anca, obesità ed
indicato che l’interessato è ritenuto in grado di svolgere regolarmente lavori
leggeri nonché, e a tempo pieno, un lavoro adeguato alle sue condizioni,
ma non il suo ultimo lavoro (doc. 45 e 46). Tra gli atti vanno annoverati
anche il questionario per l’assicurato del 22 ottobre 2015 (doc. 34) ed il
questionario per il datore di lavoro del 1° marzo 2016 (doc. 55).
B.b Nel rapporto del 2 aprile 2016, il dott. B._______, medico SMR, spe-
cialista in medicina interna, ha esposto la diagnosi principale di dolori alla
schiena, periartrite omero-scapolare bilaterale, stato dopo intervento di
protesi totale all’anca, dolori all’articolazione dell’anca e del ginocchio ed
obesità. Ha altresì considerato la paresi al piede destro, lo stato dopo nu-
cleotomia L4-L5, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, il diabete mellito
e l’epatite C siccome senza ripercussioni sulla capacità al lavoro. Il dott.
B._______ ha quindi ritenuto per l’interessato un’incapacità lavorativa del
100% nella precedente attività di addetto alle pulizie dal 17 dicembre 2015,
ma, sempre da tale data, una capacità al lavoro del 100% in un’attività
confacente allo stato di salute (doc. 57).
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Pagina 3
B.c Il 12 aprile 2016, l’UAIE ha determinato nel 25% il grado d’invalidità
dell’assicurato in applicazione del metodo generale del raffronto dei redditi
(doc. 58).
B.d Il 14 aprile 2016, l’autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha
comunicato all’interessato che la domanda di prestazioni è (recte: sarebbe
stata) respinta, ritenuto in particolare che l’esercizio di un’attività lucrativa
sarebbe da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto
ad una rendita (doc. 59).
B.e Il 15 luglio 2016 (doc. 69), l’interessato ha esibito un rapporto ospeda-
liero dell’8 luglio 2016 (doc. 70).
B.f Nel rapporto del 28 luglio 2016, il dott. B._______ ha rilevato che dal
rapporto ospedaliero dell’8 luglio 2016 emerge che l’interessato ha presen-
tato una fibrillazione atriale con conversione spontanea al ritmo sinusale e
soffre altresì di un’ipertensione arteriosa, patologie che permettono l’eser-
cizio di un lavoro leggero. Ha confermato la sua precedente presa di posi-
zione (doc. 72).
C.
Il 4 agosto 2016, l’autorità inferiore ha respinto la domanda di prestazioni
dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Ha in particolare osservato che
dalle carte processuali risulta che a causa del danno alla salute l’interes-
sato ha un’incapacità al lavoro del 100% nella precedente attività di addetto
alle pulizie. Tuttavia, l’esercizio di un’attività confacente allo stato di salute
dell’interessato medesimo è da considerare esigibile al 100% e conduce
ad un grado d’invalidità del 25%, che esclude il riconoscimento del diritto
ad una rendita d’invalidità svizzera (doc. 73).
D.
D.a Il 30 settembre 2016, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tri-
bunale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 4 agosto
2016. Ha prodotto un rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016 (doc.
TAF 1).
D.b Il 23 gennaio 2017, l’insorgente ha esibito un atto di ricorso regolariz-
zato contro la decisione dell’UAIE del 4 agosto 2016 mediante il quale ha
chiesto il riconoscimento di una rendita d’invalidità, dal momento che pre-
senta una completa incapacità al lavoro in una qualsiasi attività lucrativa.
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Ha precisato di soffrire di depressione e di sottoporsi ad una terapia psico-
logica. Ha altresì indicato di essere in terapia con insulina a seguito dell’ag-
gravamento del diabete di cui è affetto (doc. TAF 8).
D.c Il 1° febbraio 2017, l’interessato ha esibito un certificato psicologico del
24 gennaio 2017 ed un rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 (doc.
TAF 10). Il 7 febbraio 2017, ha versato l’anticipo spese richiesto (doc. TAF
9, 10 e 11).
E.
Nella risposta al ricorso del 18 luglio 2017, l’autorità inferiore ha proposto
la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti del 2 aprile e 28 luglio 2016 del
proprio servizio medico, il ricorrente presenta un’incapacità lavorativa del
100% nella precedente attività di addetto alle pulizie, ma è abile al lavoro
al 100% in attività sostitutive adeguate, come quelle indicate nella presa di
posizione dell’aprile 2016 del medico dell’UAIE, ciò che conduce ad un
grado d’invalidità del 20%, che esclude il riconoscimento del diritto ad una
rendita d’invalidità svizzera. L’autorità inferiore ha poi rilevato che i docu-
menti medici prodotti in sede di ricorso e sottoposti ad esame del proprio
servizio medico (v. le prese di posizione del 7 giugno e 3 luglio 2017; doc.
TAF 18) non comportano elementi tali da modificare la valutazione clinico-
lavorativa dell’interessato (doc. TAF 18).
F.
Con provvedimento del 26 luglio 2017 (notificato il 28 agosto 2017; doc.
TAF 20 [estratto “Tracciamento degli invii” della Posta svizzera]), il Tribu-
nale amministrativo federale ha trasmesso al ricorrente la risposta al ri-
corso dell’autorità inferiore del 18 luglio 2017, unitamente a copia dei rap-
porti del servizio medico dell’UAIE del 7 giugno e 3 luglio 2017 nonché dei
documenti dell’incarto dell’UAIE menzionati nella presa di posizione
dell’autorità inferiore, e gli ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito
alle osservazioni dell’autorità inferiore (doc. TAF 19), facoltà di cui l’insor-
gente non ha fatto uso.
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
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Pagina 5
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente (v. la decisione in-
cidentale del 16 gennaio 2017 [doc. TAF 7]) e rispettoso dei requisiti previ-
sti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
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della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016
consid. 4.2 e relativi riferimenti).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid.
1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 26 giugno
2015, al caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a
revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012.
3.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di rendita
il 26 giugno 2015. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede che il
diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assi-
curato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv.
1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.3
del presente giudizio]). Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di que-
sto Tribunale è delimitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice
delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base
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della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene
tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano im-
porsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore
alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in
altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e
se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento
in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze del TF 8C_278/2011
del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-
sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
Giova peraltro rilevare che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI sviz-
zera per 11 anni (doc. 36) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione
della durata minima di contribuzione.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità
al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul
mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da
un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver
sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-
mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono es-
sere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra profes-
sione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
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Pagina 8
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa.
6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni
mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-
validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-
gibili dall'assicurato (sentenza del TF 9C_790/2015 del 22 giugno 2016
consid. 6.2 con rinvii).
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-
sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24
gennaio 2011 consid. 9 con rinvio).
7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza pre-
ponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; DTF 136 I 229 consid. 5.3 con rinvii; sentenza del
TF 9C_482/2016 del 22 dicembre 2016 consid. 3.3.2 con rinvii). In tal caso,
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Pagina 9
non sussiste una violazione del diritto costituzionale di essere sentito se-
condo l'art. 29 cpv. 2 Cost..
7.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40
della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273),
il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per
la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-
beramente.
8.
Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva
tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi de-
cidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un
giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio me-
dico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito
ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situa-
zione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle
censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fon-
date, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid.
3).
9.
Dalla documentazione medica agli atti, in particolare dal rapporto di dimis-
sione ospedaliera del 7 gennaio 2015 (doc. 29), dalla perizia ortopedica
del 17 dicembre 2015 (doc. 45) nonché dal rapporto ospedaliero dell’8 lu-
glio 2016 (doc. 70), risulta che il ricorrente soffre segnatamente di dolori
alla schiena, all’anca ed al ginocchio, periartrite omero-scapolare bilate-
rale, stato dopo nucleotomia L4-L5, stato dopo intervento di protesi totale
all’anca, paresi al piede destro, (stato dopo) fibrillazione atriale con conver-
sione spontanea al ritmo sinusale, ipertensione arteriosa, broncopneumo-
patia cronica ostruttiva, diabete mellito, epatite C (guarita) ed obesità.
9.1 Nel caso in esame, occorre determinare se, e a partire da quando, il
ricorrente abbia subito, e senza interruzione notevole, un’incapacità lavo-
rativa media del 40% durante un anno giusta l’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI. In
considerazione della data d’inoltro della domanda di rendita (il 26 giugno
2015), ma anche del momento in cui sarebbe sorta per la prima volta a
partire dal 17 dicembre 2015 un’incapacità lavorativa nella precedente at-
tività di addetto alle pulizie svolta dall’insorgente (v. il rapporto del medico
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Pagina 10
dell’UAIE del 2 aprile 2016), un diritto ad una rendita d’invalidità svizzera
avrebbe potuto sorgere al più presto a partire dal 1° dicembre 2016.
9.2
9.2.1 L’autorità inferiore, fondandosi sui rapporti del suo servizio medico,
ha ritenuto che a causa del danno alla salute risulta per il ricorrente un’in-
capacità lavorativa del 100% nell’ultima attività lucrativa esercitata di ad-
detto alle pulizie, ma una capacità al lavoro residua del 100% in un’attività
confacente al suo stato di salute.
9.2.2 Nei rapporti del 2 aprile e 28 luglio 2016 (doc. 75 e 72), il dott.
B._______, medico dell’UAIE, specialista in medicina interna, ha in parti-
colare rilevato che il ricorrente soffre di dolori alla schiena, alle spalle,
all’anca ed al ginocchio. Ha poi segnalato che il rapporto ospedaliero del
luglio 2016 riferisce di una fibrillazione atriale con conversione spontanea
al ritmo sinusale e di un’ipertensione arteriosa. Ha altresì constatato che i
documenti medici evidenziano anche la presenza di una broncopneumo-
patia cronica ostruttiva, un pregresso intervento di nucleotomia L4-L5, un
pregresso intervento al ginocchio, una paresi al piede destro (quale proba-
bile conseguenza di una poliomielite durante l’infanzia), un diabete mellito
ed un’epatite C (guarita), quest’ultime affezioni comunque, e a suo giudizio,
senza incidenza sulla capacità al lavoro. Il dott. B._______ ha quindi rite-
nuto che, a causa dei dolori all’apparato muscolo-scheletrico di cui l’insor-
gente soffre, l’esercizio dell’attività di addetto alle pulizie non è più esigibile
dal 17 dicembre 2015 (data della perizia ortopedica [doc. 45]). Il ricorrente
presenta, tuttavia, una capacità al lavoro del 100%, sempre dal 17 dicem-
bre 2015, in un’attività confacente allo stato di salute (lavoro a tempo pieno,
che consenta un cambiamento della posizione, con sollevamento di pesi
non superiore ai 10 kg, senza attività al di sopra della testa), quale ad
esempio custode, sorvegliante di posteggio/museo, magazziniere, addetto
alla vendita per corrispondenza, venditore, riparatore di piccoli elettrodo-
mestici, cassiere, bigliettaio ed impiegato in un ufficio.
9.2.3 Questo Tribunale non ha motivo di scostarsi, nella sostanza, dal sud-
detto apprezzamento ritenuto come lo stesso trovi fondamento anche nella
perizia medica E 213 del 17 dicembre 2017 (doc. 46), perizia E 213 che, a
sua volta, è basata sulla perizia ortopedica del 17 dicembre 2015 (doc. 45).
In effetti, il medico ortopedico incaricato dell'esame ha indicato che l'insor-
gente è in grado di svolgere, e a tempo pieno, un lavoro adeguato alle sue
condizioni (doc. 46 pag. 8 n. 11.5 e 11.6). Nella perizia medica E 213 non
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Pagina 11
è altresì stata evidenziata alcuna invalidità in un'attività adeguata alle con-
dizioni di salute, conformemente alle disposizioni di legge del Paese di re-
sidenza (doc. 46 pag. 8 n. 11.7 a 11.9).
9.3 Certo, il ricorrente ha fatto valere implicitamente, in sede di ricorso, di
avere diritto ad una rendita d’invalidità in quanto le patologie di cui è affetto
giustificano una completa incapacità al lavoro anche in un’attività leggera
confacente allo stato di salute. Egli fonda la sua (diversa) valutazione sul
rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016, prodotto con atto di ricorso
(doc. TAF 1), nonché sul rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 e sul
certificato psicologico del 24 gennaio 2017, prodotti con atto di ricorso re-
golarizzato (doc. TAF 10).
9.4
9.4.1 Il dott. C._______, medico dell’UAIE, specialista in medicina interna,
nel rapporto del 7 giugno 2017 (doc. TAF 18), ha altresì, e nella sostanza,
confermato la valutazione del dott. B._______, anche sulla base della
nuova documentazione medica esibita. Ha in particolare segnalato che il
rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016 (doc. TAF 1), peraltro di data
posteriore alla decisione impugnata, riferisce di un nuovo episodio di fibril-
lazione atriale con conversione spontanea al ritmo sinusale, episodio che
non permette di oggettivare un peggioramento dello stato di salute. Ha al-
tresì osservato che il rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 (doc. TAF
10) conferma la partecipazione ad un corso destinato alle persone affette
da diabete mellito insulino-dipendente. Il dott. C._______ ha quindi con-
cluso che, dal profilo somatico, l’esercizio delle attività confacenti allo stato
di salute proposte dal dott. B._______ è esigibile.
9.4.2 Nel rapporto del 3 luglio 2017 (doc. TAF 18), la dott.ssa D._______,
medico dell’UAIE, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha poi in parti-
colare rilevato che il succinto certificato psicologico del 24 gennaio 2017
(doc. TAF 10), pure di data posteriore alla decisione impugnata, diagno-
stica un episodio depressivo grave (F 32.2 secondo l’ICD 10) ed un di-
sturbo dell’adattamento (F 43.2 secondo l’ICD 10) e riferisce che il ricor-
rente si sottopone dal 4 novembre 2016, ad un psicoterapia comportamen-
tale di gruppo. Tuttavia, la dott.ssa D._______ ha altresì rilevato che le
menzionate diagnosi non sono state poste da uno psichiatra e non sono
corroborate da riscontri medici oggettivi, peraltro in assenza di informazioni
sull’anamnesi e sullo stato psichico del paziente. Ha altresì osservato che
il menzionato certificato psicologico non specifica se l’insorgente è seguito
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Pagina 12
(anche) da uno psichiatra e neppure se si sottopone ad un trattamento psi-
cotropo. Infine, ha sottolineato che la documentazione medica prodotta
non riferisce di alcun antecedente psichiatrico anteriore alla decisione im-
pugnata, una psicoterapia comportamentale essendo stata iniziata solo
dall’11 novembre 2016. Secondo la dott.ssa D._______, il certificato psico-
logico del 24 gennaio 2017, non permette di pronunciarsi sull’esistenza di
un eventuale disturbo psichico sorto successivamente all’emanazione
della decisione litigiosa.
9.5 Questo Tribunale osserva che il rapporto ospedaliero del 1° settembre
2016, il rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 e il certificato psicolo-
gico del 24 gennaio 2017 – generici e che non si pronunciano sulla capacità
lavorativa del ricorrente o sulla modifica di detta capacità lavorativa o della
gravità delle affezioni nel tempo – sono posteriori alla data della decisione
impugnata e non contengono chiaramente alcun elemento significativo
nell’ottica di un accertamento retrospettivo della situazione medica del ri-
corrente (cfr. consid. 3 del presente giudizio). Quanto alla problematica psi-
chica, può ancora essere rilevato che il certificato psicologico del 24 gen-
naio 2017 (doc. TAF 10) si limita a segnalare, in modo del tutto generico,
che il ricorrente soffre di affezioni psichiche, non comporta alcun esame
obiettivo, non è corroborato da indicazioni sulla terapia cui allude e non
conclude ad una specifica incapacità lavorativa. Neppure detto certificato
psicologico può giustificare la necessità di ulteriori accertamenti fattuali per
quanto attiene alla situazione medica esistente al momento della pronun-
ciata della decisione litigiosa. In conclusione, l’insorgente non ha presen-
tato, in sede ricorsuale, argomenti o mezzi di prova suscettibili di far sor-
gere dubbi sulla residua capacità lavorativa del 100% in attività sostitutive
adeguate ritenuta nelle idonee e affidabili perizia medica E 213 e perizia
ortopedica del 17 dicembre 2015. Secondo dette perizie, il ricorrente, dal
17 dicembre 2015, non avrebbe più potuto svolgere il lavoro di addetto alle
pulizie, ma a lui sarebbero comunque state proponibili al 100%, sempre dal
17 dicembre 2015, attività sostitutive leggere e adeguate al suo stato di
salute.
10.
10.1 Questo Tribunale osserva altresì che, secondo un principio generale
del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre
il danno conseguente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi
riferimenti). In virtù di tale obbligo, l’assicurato deve pertanto intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore
possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a
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profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in una
nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF
9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2).
10.2 Benché il ricorrente non abbia sollevato censura al riguardo – segna-
tamente non ha fatto valere motivi per cui la sua residua capacità lavorativa
medico-teorica del 100% in attività sostitutive adeguate non sarebbe più
stata sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato –, giova rilevare che
nel momento in cui è stato accertato in modo affidabile che l’esercizio di
un’attività sostitutiva adeguata era medicalmente esigibile al 100% (perizie
E 213 e ortopedica del 17 dicembre 2015), il ricorrente aveva 59 anni e (…)
mesi, ossia non aveva ancora raggiunto l’età di 60 anni a partire dalla quale
la giurisprudenza considera che di principio non esiste più la possibilità
realistica di mettere a profitto la residua capacità lavorativa sul mercato del
lavoro generalmente supposto equilibrato (DTF 143 V 431 consid. 4.5 e
138 V 457 consid. 3.3; sentenze del TF 9C_839/2017 del 24 aprile 2018
consid. 6.2 e 8C_761/2014 del 15 ottobre 2015 consid. 3.2.3). A tal propo-
sito può comunque essere ancora rilevato che segnatamente per una per-
sona che può esercitare un’attività sostitutiva al 100%, il solo fatto di avere
l’età di 60 anni, al momento in cui è constatata la menzionata residua ca-
pacità lavorativa, non è di per sé sufficiente per escludere la sfruttabilità
della residua capacità lavorativa medico-teorica (DTF 143 V 431 consid.
4.5.2 con rinvio).
11.
Occorre quindi esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato
dall'autorità inferiore.
11.1 Questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo effettuato dall’au-
torità inferiore per la determinazione del tasso d’invalidità, secondo le basi
di calcolo di cui al documento n. 58, peraltro trasmesso all’insorgente me-
diante il provvedimento del 26 luglio 2017 di questo Tribunale (doc. TAF
19), che occorrerebbe fare riferimento piuttosto ai dati dell’anno 2016, rite-
nuto che il diritto ad una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità
avrebbe potuto nascere al più presto nel dicembre del 2016 (cfr. consid.
10.1 del presente giudizio; v. DTF 129 V 222), che a quelli del 2012. Sen-
nonché, non essendo disponibili i dati forniti dalle statistiche salariali, come
risultano dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari per l’anno 2016 (cfr.
statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di statistica), può essere fatto ri-
ferimento ai dati dell’anno 2012 (v., sulla questione, la sentenza del TF
8C_41/2010 del 20 aprile 2010 consid. 4.3.1; v. anche la sentenza del TAF
C-411/2013 del 16 maggio 2013 consid. 9.2.1).
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11.2 L’UAIE ha considerato quale reddito da valido quello conseguibile dal
ricorrente nel 2012 come magazziniere (ritenuto che il medesimo, che svol-
geva tale attività dal 1990, avrebbe continuato a lavorare come magazzi-
niere in caso di incapacità lavorativa intatta), ossia fr. 5'830.- (tenuto conto
di un salario medio mensile nel 2012 di fr. 5'513.- nella categoria “magaz-
zinaggio” livello di competenze 1, secondo la pertinente tabella TA1 dell’in-
chiesta svizzera sulla struttura dei salari, adeguato all’orario usuale di 42.3
ore settimanali nel 2012 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di
statistica]), ed ha ritenuto quale reddito da invalido, quello ottenibile in atti-
vità semplici e ripetitive nel 2012, ossia fr. 5'431.43 mensili (tenuto conto di
un salario medio mensile nel 2012 di fr. 5’210.- [valore mediano totale, li-
vello di competenze 1], secondo la pertinente tabella TA1 dell’inchiesta
svizzera sulla struttura dei salari, adeguato all’orario usuale di 41.7 ore set-
timanali nel 2012 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di stati-
stica]), basi di calcolo rimaste incontestate e che questo Tribunale non ha
motivo di modificare d’ufficio. Peraltro, il reddito da invalido può essere ul-
teriormente ridotto, al massimo del 25%, per tenere conto dei fattori pro-
fessionale e personali del caso (DTF 126 V 75). L’UAIE ha operato una
riduzione del 20% (per tenere conto dell’età dell’interessato, delle impor-
tanti limitazioni funzionali che presenta nonché della sua formazione), la
quale appare ammissibile. Ne risulta un reddito dopo l’insorgenza dell’in-
validità di fr. 4'345.14. Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 5'830.- e
quello da invalido di fr. 4'345.14 consegue la determinazione di un grado
d’invalidità del 25%, che esclude il riconoscimento del diritto a una rendita
dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Il calcolo della perdita di guada-
gno è stato indicato come segue: [(5’830 – 4'345.14) x 100] : 5’830 =
25,47% (doc. 58).
12.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso non merita tutela e la decisione
impugnata va confermata. Il giudice dell’istruzione – anteriormente o po-
steriormente ad uno scambio di scritti – decide quale giudice unico, con
motivazione sommaria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3
LAVS in combinazione con l’art. 69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto, il gra-
vame, in considerazione, in particolare, dei generici argomenti presentati
in sede ricorsuale, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La
presente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice
unico.
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13.
13.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di identico ammon-
tare, versato dall'insorgente stesso il 7 febbraio 2017.
13.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche
vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente. L'an-
ticipo spese di fr. 800.-, versato il 7 febbraio 2017, è computato con le
spese processuali
3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di
ricevimento)
– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata)
Il giudice unico: La cancelliera:
Vito Valenti Marcella Lurà
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS
173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e
l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata
e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi
di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione: