Corte II I
C-6126/2009
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 6 l u g l i o 2 0 1 0
Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio),
Alberto Meuli, Vito Valenti;
Cancelliere: Dario Croci Torti
A._______, vpatrocinata dal
Rag. Salvatore Santoro, via F. Guardi 9,
IT-96100 Siracusa,
ricorrente,
contro
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100,
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.
Assicurazione per l'invalidità (decisione del
12 agosto 2009).
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-6126/2009
Fatti:
A.
A._______, cittadina italiana, nata il , coniugata, ha lavorato in
Svizzera dal 1966 al 1968 e dal 1970 al 1979, solvendo regolari
contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità (AVS/AI) durante tali periodi (doc. 8). Dopo il rimpatrio, ha
continuato a svolgere un'attività lucrativa. Dal 1999 al 20 settembre
2002, ha lavorato come impiegata d'ufficio per una ditta di Siracusa, in
ragione di 40 ore settimanali e per un salario adeguato alle sue
mansioni; ha rassegnato le dimissioni alla data indicata per ragioni
familiari (doc. 16). Si è poi dedicata ai lavori della propria economia
domestica.
B.
In data 21 ottobre 2005, A._______ ha formulato una domanda volta
al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per
l'invalidità (doc. 5).
La richiedente è stata visitata il 24 novembre 2005 presso i servizi
medici dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di
Siracusa, ove è stata ritenuta la diagnosi esiti di recente intervento di
quadrantectomia sinistra per carcinoma mammario, successive
radioterapia e terapia ormonale, ipertensione arteriosa, esiti di remota
(1965) frattura all'omero sinistro mal consolidata, artrosi cervicale
(doc. 64).
Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:
- la documentazione riguardante diverse cure prestate in esito
all'infortunio del 1965, fino al 1988 (doc. 20-31);
- la cartella clinica riguardante il ricovero dal 13 al 20 giugno 2005 per
carcinoma mammario operato e gli esami oggettivi effettuati in tale
occasione (doc. 35-56);
- i risultati di una scintigrafia ossea totale del 5 giugno 2005 (doc. 58);
atti riguardanti una terapia oncologica ed un rapporto d'esame
oncologico del 12 ottobre 2005 (doc. 60-62);
Pagina 2
C-6126/2009
- un referto radiografico della colonna cervicale del 14 ottobre 2005
(doc. 63);
- i risultati di esami ematochimici del dicembre 2005 (doc. 66); un
referto d'esame ecotomografico mammario del 9 dicembre 2005 (doc.
67).
Nel rapporto del 16 novembre 2006, il Dott. Battaglia, sanitario del
Servizio medico regionale (SMR) "Rhône", dell'Ufficio
dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero
(UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato il
caso con il metodo specifico delle casalinghe, ha affermato che
l'interessata non avrebbe mai subito un'incapacità di livello
pensionabile, la sua inabilità al lavoro nell'ambito domestico essendo
situabile al 12% al massimo (doc. 74, 75).
Un progetto di decisione comportante il diniego di prestazioni
assicurative è stato inviato alla nominata il 29 novembre 2006 (doc.
76). Con scritti del 4 gennaio e 13 marzo 2007, l'assicurata si è
opposta a tale progetto facendo valere la notevole incidenza
invalidante delle terapie seguite dopo l'evento tumorale e l'intervento
chirurgico, nonché i postumi invalidanti permanenti di un incidente
subito nel 1965. A suffragio delle sue conclusioni produce,
segnatamente (oltre a documentazione già ad atti): diversi risultati di
esami di laboratorio recenti; l'attestato di riconoscimento dell'invalidità
civile del 25 gennaio 2006; ricette mediche riguardanti cure
oncologiche di diverse date; un referto ecotomografico mammario del
23 febbraio 2006; un rapporto d'esame oncologico del 21 giugno 2006
(Dott. Tralongo), un rapporto d'esame senologico del 26 settembre
2006 (Dott.ri Fontana e Zorzan); un referto ecografico addome
superiore e radiologico del torace del 5 ottobre 2006; un altro rapporto
d'esame oncologico (Dott. Tralongo) del 30 ottobre 2006 (doc. 77-97).
L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Battaglia, il quale, nella
sua nota del 29 marzo 2007, ha confermato l'assenza di patologie in
atto, la guarigione dall'affezione oncologica ed ha quindi ribadito il suo
precedente parere (doc. 98). Con decisione del 2 aprile 2007, l'UAIE
ha respinto la domanda di rendita.
C.
Con il ricorso depositato il 16 maggio 2007, A._______, rappresentata
dall'avv. Santoro, ha chiesto, sostanzialmente, l'annullamento del
Pagina 3
C-6126/2009
summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio
delle sue conclusioni ha esibito diversa documentazione sanitaria, fra
la quale si possono ricordare referti radiografici della mano destra, del
gomito destro; reperti di esami ginecologici, una nuova relazione
d'esame oncologico, risultati di esami ematochimici. Produce inoltre
una relazione medico legale del 2 maggio 2007 del Dott. Gradante, il
quale segnatamente ricorda gli esiti dell'infortunio del 1965 consistenti
in una frattura diafisaria dell'omero sinistro con accorciamento del
segmento osseo omerale, irregolarità del troclite omerale e lesione
della relativa cuffia dei rotatori; il tutto causerebbe una marcata
limitazione funzionale; l'esperto di parte menziona poi gli esiti
dell'intervento di quadrantectomia per carcinoma mammario sinistro,
ipertensione arteriosa e sindrome ansioso-depressiva. La paziente
presenterebbe un grado d'invalidità del 75% (doc. 101-115). L'incarto è
stato inoltre inviato all'interessata in visione (doc. 103).
Il Dott. Battaglia, nella sua relazione del 10 ottobre 2007, si è
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni rilevando che la
documentazione esibita non lasciava trasparire nessuna patologia di
tipo invalidante (doc. 121). Nelle sue osservazioni ricorsuali del 14
novembre 2007, l'UAIE ha proposto la reiezione dell'impugnativa.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra
documentazione di rilievo, il 18 dicembre 2008, la parte ricorrente ha
ribadito le conclusioni ricorsuali. Ha prodotto, in quell'occasione,
segnatamente: delle controdeduzioni del Dott. Gradante dell'11
dicembre 2007, in merito alla presa di posizione del Dott. Battaglia; un
dettagliato rapporto d'esame ortopedico del Dott. Sirugo dell'11
dicembre 2007; un nuovo rapporto d'esame oncologico (Dott. Tralongo)
del 3 dicembre 2007; risultati di esami ematochimici e strumentali di
recente esecuzione (doc. 122-129).
Il Dott. Battaglia è stato richiamato a pronunciarsi. Nel suo rapporto
del 6 gennaio 2008, alla luce del referto ortopedico del Dott. Sirurgo,
ha proposto di far eseguire una visita approfondita in
ortopedia/reumatologia in Svizzera (doc. 131). A questa conclusione
ha aderito l'UAIE nella duplica del 3 marzo 2008.
Con sentenza del 22 aprile 2008, il Tribunale amministrativo federale
(TAF) ha accolto parzialmente il ricorso ed ha rinviato gli atti
Pagina 4
C-6126/2009
all'amministrazione perché procedesse ai nuovi accertamenti sanitari
(doc. 132).
D.
L'assicurata è stata visitata il 22 luglio 2008 dal Dott. Masina,
specialista in medicina interna e reumatologia, Lugano. Nella sua
relazione del 22 ottobre 2008, il menzionato specialista ha evidenziato
la sostanziale diagnosi di pseudoartrosi del III medio dell'omero
sinistro in esito a frattura del 1965, sindrome cervicovertebrale,
sindrome lombovertebrale, iniziale rizoartrosi bilaterale, ipertensione
arteriosa, esiti di carcinoma mammario operato nel giugno 2005 ed
esiti di più terapie oncologiche, diabete non insulinodipendente
(dettagli nella parte in diritto). L'esperto ha spiegato che la perizianda,
per diverse ragioni (posture, limitazioni oggettive), è da considerarsi
invalida in misura del 25% come segretaria d'ufficio e del 50% come
casalinga, ritenute alcune diverse incombenze pesanti e/o difficili. Altri
referti sono stati esibiti dall'interessata quali un'elettromiografia degli
arti superiori del 12 marzo 2008, risultati di esami ematochimici, un
nuovo rapporto d'esame oncologico (Dott. Tralongo) del 9 luglio 2008,
un rapporto d'esame ortopedico del Dott. Finocchiaro del 19 settembre
2008 (doc. 155-170).
Nel questionario per le persone occupate nell'economia domestica,
l'assicurata ha affermato di essere ancora in grado di svolgere alcune
incombenze domestiche (le più leggere), ma con difficoltà e con l'aiuto
del marito (doc. 150).
L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Battaglia, il quale, nella
relazione del 2 marzo 2009, ha condiviso diagnosi e valutazione
espresse dal Dott. Masina (doc. 177).
Con progetto di decisione del 6 marzo 2009, l'amministrazione ha
disposto il riconoscimento del diritto alla mezza rendita AI a decorrere
dal giugno 2006 (doc. 178). Con scritto del 18 giugno 2009, A._______
contesta il progetto di cui sopra facendo presente alcuni punti: il Dott.
Masina deve essere considerato medico di parte, avendo un rapporto
stretto con l'amministrazione che lo ha incaricato della perizia; vi è una
divergenza fra le valutazioni dei medici legali italiani con quella del
Dott. Masina; propone di ammettere un grado d'invalidità del 60%
almeno. Produce alcuni risultati di esami recenti (doc. 184-193).
Pagina 5
C-6126/2009
L'incarto è stato ancora sottoposto al Dott. Battaglia che, nella nota del
22 luglio 2009 (doc. 196), ha ribadito quanto già precedentemente
espresso.
Mediante decisione del 12 agosto 2009, l'UAIE ha erogato in favore di
A._______ una mezza rendita dell'assicurazione svizzera per
l'invalidità a decorrere dal 1° giugno 2006 (doc. 199).
E.
Con il ricorso depositato il 24 settembre 2009, A._______,
rappresentata dal Rag. Santoro chiede, sostanzialmente, il
riconoscimento di un tasso d'invalidità del 75%. Produce, a suffragio
delle sue conclusioni, il referto di mineralometria ossea
computerizzata del 18 settembre 2009 attestante una osteoporosi di
severa entità. In un secondo tempo produce, oltre ai risultati di un
recente esame oncologico (15 giugno 2009), un parere del Dott.
Gradante circa le perizia del Dott. Masina. L'esperto di parte rileva che
il perito dell'UAIE non ha approfondito l'indagine cardiologica, ha
sottovalutato la problematica del diabete come pure gli esiti del
carcinoma mammario. Il Dott. Masina avrebbe sopravvalutato le
residue capacità di movimento della paziente (p. es. nel vestirsi,
nell'effettuare l'igiene intima ed in altre funzioni vitali di ogni giorno), e
non avrebbe preso in conto la grave e documentata osteoporosi. Egli
ribadisce dunque l'invalidità della propria paziente.
F.
Ricevuto il ricorso, l'amministrazione ha sottoposto gli atti al
Dott. Battaglia, il quale, nella relazione del 17 dicembre 2009, si è
riconfermato nei suoi precedenti pareri precisando, per quanto attiene
all'oggettivata rilevante osteoporosi, che non è tanto la patologia in
quanto tale ad essere coperta dalla LAI quanto piuttosto le eventuali
ripercussioni sul piano lavorativo (doc. 203).
Nelle sua risposta ricorsuale del 21 gennaio 2010, l'UAIE propone
dunque la reiezione del gravame. L'amministrazione rileva inoltre che
se l'assicurata dovesse essere considerata come persona con
un'attività lucrativa (e non come casalinga), presenterebbe un'invalidità
del 25% e pertanto non avrebbe diritto neanche a una mezza rendita
d'invalidità. Trattandosi di una reformatio in pejus, l'UAIE si rimette a
giustizia per il seguito eventualmente da darle.
Pagina 6
C-6126/2009
G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra
documentazione di rilievo, l'insorgente, con replica del 25 febbraio
2010, ha ribadito l'intenzione di mantenere il ricorso. La parte
ricorrente solleva diverse contraddizioni nei rapporti del Dott. Battaglia.
Adduce che l'amministrazione non avrebbe tenuto conto di molti fattori
personali che indurrebbero ad ammettere la sua totale incapacità al
lavoro, quali età, speranza di vita diminuita, situazione familiare.
Produce delle controdeduzioni del Dott. Gradante.
Ricevuta la replica, l'amministrazione ha duplicato in data 22 marzo
2010 osservando che il Dott. Gradante, più volte, fonda il suo giudizio
su sistemi e tabelle non in vigore nel sistema assicurativo svizzero per
l'invalidità.
H.
Con decisione incidentale del 30 marzo 2010, la parte ricorrente è
stata invitata a versare un anticipo di Fr. 300.-, corrispondente alle
presunte spese processuali. Nel contempo ha inviato alla stessa copia
della duplica dell'UAIE del 22 marzo 2010. L'anticipo richiesto è stato
regolarmente versato il 12 aprile 2010 nella misura di Fr. 315.-.
Diritto:
1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005
sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale
amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20
dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021)
emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le
decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per
l'invalidità (LAI, RS 831.20).
2.
Pagina 7
C-6126/2009
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1
LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per
l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la presente legge non
preveda espressamente una deroga.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse
degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione.
Queste condizioni sono adempiute nella specie.
2.3 Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'insorgente ha versato, a titolo di
anticipo spese processuali, la somma di Fr. 315.- invece dei Fr. 300.-
richiesti. Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del
merito dello stesso.
3.
3.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il
Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971
relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano
all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) come pure il
corrispondente Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n°
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del
Regolamento n° 1408/71, RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della
parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato membro
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del
Regolamento CEE n° 1408/71).
3.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta
nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri
della Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono
Pagina 8
C-6126/2009
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui
l'Accordo, in particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni
contrarie, l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle
condizioni di ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).
3.3 L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio
del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.
4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che,
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI
nel suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (V revisione), ritenuto
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in
vigore al momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.
5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 21 agosto 2005. In
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo
scrivente Tribunale amministrativo federale può quindi limitarsi ad
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 21 agosto
2004 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda),
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 12 agosto
2009, data dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni
sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in
generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).
6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera,
Pagina 9
C-6126/2009
ogni richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti
condizioni:
- essere invalido ai sensi della legge svizzera;
- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tal fine è
possibile prendere in considerazione anche i contributi versati ad
un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro dell'Unione
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a
condizione che almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).
Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per
un periodo superiore ai tre anni. Pertanto, l'interessata adempie la
condizione della durata minima di contribuzione, alla quale la legge
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia
invalida ai sensi di legge.
7.
7.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.
7.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%,
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28
cpv. 2 LAI a partire dal 1° gennaio 2008). In seguito all'entrata in
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter
LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad
assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera
(art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è cittadino
svizzero o dell'UE e vi risiede.
Pagina 10
C-6126/2009
7.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più
presto, nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità
permanente di guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni,
incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima
lettera si applica allorché lo stato di salute dell'assicurato si è
stabilizzato; la seconda se lo stato di salute è labile, vale a dire
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008,
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita,
mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6
LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.
7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto
l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al guadagno sono
considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute;
inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore
dal 1° gennaio 2008).
7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che
prima di subire un danno alla salute fisica mentale o psichica non
esercitavano un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che
l'esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di
svolgere le proprie mansioni consuete.
8.
Pagina 11
C-6126/2009
8.1 Per quanto risulta dagli atti, A._______ non ha più lavorato dopo il
20 settembre 2002. La cessazione dell'attività d'impiegata d'ufficio è
dovuta, come già asserito dall'interessata il 1° giugno 2006 (doc. 17,
cifra 7), a motivi familiari. Anche l'ex datore di lavoro afferma che le
dimissioni erano dettate da motivi familiari (doc. 16, cifra 2). In un altro
succinto questionario sottoscritto il 6 ottobre 2008 (doc. 138, cifra 2
lett. b; cfr anche questionario per l'assicurato del 26 gennaio 2009,
doc. 151, cifra 7a), l'interessata ha aggiunto di avere smesso di
lavorare per motivi personali e per motivi di salute. Si è poi dedicata ai
lavori della propria economia domestica.
8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità,
il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale
esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). In altri termini
l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto
a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30,
VSI 2000 p. 84).
8.3 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga
all'art. 16 LPGA, in funzione dell'incapacità di svolgere le mansioni
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI nel tenore vigente fino al 31 dicembre
2007, ora art. 28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI, RS 831.201) precisa che
per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa
occupata nell'economia domestica s'intendono gli usuali lavori
domestici, l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di
pubblica utilità (metodo specifico).
8.4 Per quanto riguarda la scelta del metodo di valutazione
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività
Pagina 12
C-6126/2009
lucrativa si deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se
non fosse subentrata l'invalidità. In altre parole, lo statuto
dell'assicurata viene determinato valutando se la stessa da sana,
quindi se non fosse subentrato il danno alla salute, avrebbe
consacrato l'essenziale del suo lavoro all'economia domestica o ad
un'occupazione remunerata e questo tenendo conto dell'evoluzione
della situazione fino all'emanazione della decisione impugnata.
L'ipotetica ripresa di un'attività lucrativa va ammessa ove tale
eventualità si presenti alla luce della situazione personale, familiare,
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b).
8.5 Nella specie dev'essere rilevato, in considerazione di quando già
indicato al considerando 8.1, che di principio l'invalidità deve essere
esaminata secondo il metodo specifico delle persone senza attività
lucrativa, questo sebbene, a volte, la nominata abbia indicato di aver
smesso di lavorare per motivi di salute. Prevalentemente, l'interessata
ha segnalato che la ragione principale delle sue dimissioni era di
ordine familiare/personale. Nell'atto di replica del 25 febbraio 2008, il
rappresentante della ricorrente indica che "l'assicurata sperava di
poter riprendere il lavoro, questo risaliva all'anno 2002, cioè molto
tempo prima dell'aggravamento delle condizioni fisiche...". Questo
lascia supporre che l'interessata non abbia smesso di lavorare per
motivi di salute. Appare quindi giustificato nella presente fattispecie
valutare l'invalidità dell'assicurata secondo il metodo specifico delle
persone senza attività lucrativa.
9.
9.1 Per quanto riguarda la diagnosi può essere prestata adesione a
quella posta in evidenza dal Dott. Masina, reumatologo ed internista. A
questo sanitario, in seguito alla sentenza di questo Tribunale del 22
aprile 2008 (inc. C-3468/2007), è stato assegnato il compito di allestire
una nuova perizia. Il perito incaricato ha evidenziato:
a. diagnosi con ripercussione sulla capacità di lavoro: pseudoartrosi
del terzo medio dell'omero di sinistra su/con: stato dopo frattura del
terzo medio il 22 luglio 1965 con posa di chiodo endomidollare,
rimozione del chiodo endomidollare il 25 aprile 1966; sindrome
cervicovertebrale su/con condrosi C5/C6 e C6/C7, carico
inergonomico sulla prima diagnosi; sindrome lombovertebrale su/con
condrosi L5/S1, insufficienza muscolare; iniziale rizartrosi bilaterale.
Pagina 13
C-6126/2009
b. diagnosi senza ripercussioni sulla capacità di lavoro: ipertensione
arteriosa trattata, diabete mellito II non insulinorichiedente, carcinoma
mammario sinistro su/con stato dopo quadrantectomia e dissezione
del cavo ascellare omolaterale nel giugno 2005, tamoxifen 20 mg 1-0-
0, radioterapia sulla ghiandola residua agosto 2005; adiposità.
Il Dott. Gradante, autore di diversi rapporti ad atti, non apporta novità
dal punto di vista diagnostico, se non una diversa interpretazione di
referti oggettivi.
9.2 Giova ricordare che le affezioni in oggetto debbono, dal profilo
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie
che, per costante giurisprudenza, sono da configurare non già di
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare.
Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata
norma legale, la quale prevede un termine d'attesa di un anno.
Pertanto, la ricorrente potrebbe pretendere una rendita
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in
cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa
media del 40% almeno durante un anno.
10.
10.1 Per quanto concerne le conseguenze invalidanti delle
menzionate affezioni, il medico dell'INPS e il Dott. Gradante
(specialista in medicina legale e delle assicurazioni), estensore di
diverse relazioni e/o controrapporti ad atti, pongono un tasso
d'invalidità uguale o superiore al 70%. In una prima fase dell'istruttoria,
il Dott. Battaglia, medico dell'UAIE, ha negato l'esistenza di
un'invalidità attingente il livello del 40% almeno. In esito al suo parere
del 6 gennaio 2008 (doc. 131) e la sentenza di questo Tribunale del 22
aprile successivo, è stato affidato al Dott. Masina l'incarico di allestire
la nuova perizia. Questo sanitario, valutando la situazione secondo il
metodo specifico della casalinghe, pone un tasso d'invalidità del 50%,
mentre invece l'incapacità sarebbe del 25% come segretaria.
Pagina 14
C-6126/2009
10.2 La parte ricorrente rimprovera all'amministrazione che l'indagine
del Dott. Masina sarebbe di parte, poiché organizzata
dall'amministrazione. Al proposito, va rilevato che una perizia richiesta
dall'UAIE (in casu un sanitario specialista operante in Svizzera) non
può essere scartata adducendo che si tratta di un referto di parte.
Infatti, la legge attribuisce all'amministrazione il compito di istruire le
domande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa
lo stato di salute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità
all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono essere
domandati rapporti e informazioni, ordinate perizie, eseguiti
sopralluoghi e consultati specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale
organo amministrativo preposto all'attuazione della legge, sicché le
perizie ordinate in adempimento di questo compito non possono
essere considerate di parte o non conclusive alla luce di altri referti
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato
che deve essere considerata rilevante una perizia affidata al SAM
(servizio medico di accertamento AI) o ad un perito specialista,
negando che tali servizi medici possano essere considerati parte in
causa per sussistenza di un vincolo per cui l’istituto (o il perito
medesimo) sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione
gli interessi specifici dell’assicurazione per l’invalidità.
Determinante è invece la circostanza che la perizia del medico
indipendente incaricato rispetti tutti i principi concernenti la
valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per quanto concerne il valore
probatorio d'un rapporto medico va in particolare accertato se il
rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce
ad esami approfonditi, se tiene conto delle censure del paziente, se è
stato redatto con conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria
(anamnesi), se è chiaro nella presentazione del contesto medico e,
infine, se le conclusioni a cui giunge sono fondate. Elemento
determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine
del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio quale
rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352, consid.
3a; 122 V 160 consid. 1c).
10.3 Nella fattispecie, alla luce della giurisprudenza citata, si deve
dedurre che la perizia del Dott. Masina non può essere considerata di
parte. Lo scrivente Tribunale può quindi fondarsi su questa perizia per
esaminare la vertenza.
Pagina 15
C-6126/2009
11.
11.1 Come è già stato spiegato nei considerandi precedenti,
l'assicurazione svizzera per l'invalidità non indennizza una determinata
malattia in quanto tale od un complesso patologico e nemmeno
assegna ad una ben precisa turba un tasso d'invalidità predeterminato,
come invece sembra sostenere il Dott. Gradante, soprattutto nel suo
rapporto del 20 febbraio 2010. Il sistema assicurativo elvetico, in
materia d'invalidità, copre il danno economico che deriva da
un'incapacità di lavoro (e di guadagno), oppure, come nella specie,
l'incapacità di svolgere le mansioni consuete. Pertanto, l'analisi del
Dott. Masina è quella che più si avvicina alla nozione d'invalidità
vigente nel sistema strutturato dalla LAI. Egli approfondisce il suo
esame sulle conseguenze debilitanti e sulle limitazioni funzionali delle
patologie accertate. Peraltro, già in ingresso, egli pone la distinzione
fra diagnosi con conseguenze sulla capacità di lavoro e diagnosi priva
di conseguenze sull'invalidità.
11.2 Il problema maggiore della paziente è l'artrosi omerale sinistra in
esito all'infortunio del 1965, le cui conseguenze si sono accentuate
negli ultimi anni. Attualmente la paziente riferisce un dolore lungo tutto
il braccio e la spalla sinistra con importante edema localizzato; alla
mano destra è presente un dolore a livello del pollice, dell'articolazione
metacarpofalangiale. La funzionalità dell'arto superiore sinistro è assai
ridotta e dolorosa. La colonna vertebrale è in asse, la mobilità della
colonna cervicale ridotta di un terzo per la rotazione verso sinistra, a
livello della colonna toracale e lombare, la mobilità è nella norma. Il
braccio destro invece è funzionalmente in ordine, privo di dolori. Dal
punto di vista prettamente radiologico si nota la ricordata artrosi a
livello del III medio dell'omero sinistro, mentre non vi è alcun segno di
rottura delle cuffia dei rotatori, come invece sostenuto da sanitari
italiani; la condrosi è significativamente presente alla cervicale da C5 a
C7 ed a livello lombare L5/S1.
Per il resto, la paziente soffre di affezioni non invalidanti. I numerosi
rapporti dell'oncologo Dott. Tralongo, anche recenti, confermano
l'assenza di recidive e/o metastasi della patologia tumorale. Sotto
questo punto di vista la paziente deve essere considerata guarita.
L'ipertensione risulta essere ben controllata da terapia farmacologica
ed il diabete mellito II non richiede particolari cure (insulina), ma deve
Pagina 16
C-6126/2009
essere costantemente controllato e la paziente deve seguire
un'adeguata igiene alimentare.
La censura dell'insorgente circa un presunto mancato
approfondimento della problematica cardiologica ed endocrinologica
non è giustificata, in quanto tali turbe sono di livello leggero e sotto
controllo medico.
Per quel che è della osteoporosi, questa affezione è stata accertata
con un referto di mineralometria ossea del 18 settembre 2009. A
prescindere dal fatto che, come viene sempre ribadito, non è tanto la
patologia stessa che è indennizzata dalla LAI, quanto le ripercussioni
valetudinarie della stessa, va ricordato che l'esame in questione è
stato svolto dopo la data dell'impugnata decisione. Per lo scrivente
Tribunale è determinante lo stato di fatto esistente fino alla data della
decisione impugnata: esami e documenti medici stilati dopo questa
data, di regola non possono essere presi in considerazione. È vero
che la giurisprudenza ha ammesso che il giudice delle assicurazioni
sociali può tenere conto dei fatti verificatisi dopo la data della
decisione impugnata quando essi possono imporsi quali elementi
d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
stessa (DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a). Queste
condizioni non sono tuttavia adempite nella fattispecie.
11.3 Per quanto riguarda le certificazioni del Dott. Gradante e le sue
obiezioni ai pareri del Dott. Battaglia, si può osservare che se è è vero
che in un primo momento il medico dell'UAIE ha espresso dei pareri
che si sono rivelati poi troppo severi, è lo stesso sanitario che ha
consigliato all'amministrazione di eseguire una perizia medica
approfondita. Per il resto, il Dott. Gradante esprime solo un parere
diverso circa le conseguenze invalidanti delle menzionate affezioni.
12.
12.1 La valutazione del lavoro domestico si basa sulle indicazioni
della richiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura
dall'amministrazione. Il risultato è necessariamente una valutazione
esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di ricorso) alla luce delle
perizie mediche ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto
della valutazione sia stato determinato con cura e precisione. Il
risultato in percentuale che si ottiene non può essere arrotondato
(DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI 2001 p. 265).
Pagina 17
C-6126/2009
12.2 Analizzando la situazione medica con le incombenze domestiche
(famiglia attualmente composta da 2 persone in una casa di 6 locali) si
giunge a ritenere che l'interessata potrebbe incontrare difficoltà
nell'ambito dei lavori più pesanti (come le grandi pulizie, stendere la
biancheria, ecc.), ma anche nell'ambito di compiti che richiedano
un'abilità manuale più minuziosa. In compiti più leggeri la sua capacità
resta quasi intatta (condotta dell'economia domestica, preparazione
dei pasti, ecc.). Nel complesso dunque, come lo evidenzia il Dott.
Masina, l'interessata presenta un'incapacità al lavoro massima,
nell'ambito delle consuete attività domestiche, del 50%, tasso che
comporta il diritto ad una mezza rendita AI. L'assicurata risulta infatti
inabile solo nell'ambito dei lavori casalinghi che richiedono un certo
sforzo o posture inergonomiche.
Il collegio non ha pertanto alcun motivo di scostarsi dal convincente
parere del Dott. Masina ripreso dal perito medico incaricato dall’UAIE,
fondato sul corretto apprezzamento del caso concreto e sull’attento
esame della documentazione clinica ad atti. Trattasi infatti di
osservazioni cliniche da cui si possono derivare utili oggettivi e
persuasivi elementi di giudizio atti a dimostrare che, nonostante le
affezioni di cui è portatrice, A._______, entro la data della decisione in
esame, sarebbe stata in grado di attendere alle sue usuali faccende
domestiche in misura della metà almeno. Il riconoscimento del diritto
alla mezza rendita AI da giugno 2006 è quindi da tutelare.
12.3 Va ricordato infine che, secondo la giurisprudenza, una casalinga
invalida deve organizzarsi in modo tale da ridurre gli effetti del proprio
impedimento, adottando le misure che prenderebbe una persona
ragionevole nella sua stessa situazione, per potere sbrigare le
faccende domestiche nel modo più completo e indipendente possibile.
Se una casalinga invalida può svolgere certi lavori solamente con
fatica e impiegando molto più tempo del solito, deve rivolgersi ai propri
familiari, affinché l'aiutino nel limite del possibile (DTF 133 V 504).
In queste circostanze il ricorso deve essere respinto e l'impugnata
decisione confermata.
13.
Pagina 18
C-6126/2009
13.1 A titolo di spese ricorsuali si prelevano Fr. 300.-, che vengono
compensate con l'anticipo versato il 12 aprile 2010. Il saldo di Fr. 15.-
è restituito alla ricorrente.
13.2 Visto l'esito del ricorso, non si assegnano indennità per spese
ripetibili alla parte soccombente.
Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi il
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente.
Esse sono computate con l'anticipo spese e il saldo di Fr. 15.- è
restituito alla parte ricorrente.
3.
Non sono riconosciute indennità per spese ripetibili.
4.
Comunicazione a:
- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna
I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Francesco Parrino Dario Croci Torti
Pagina 19
C-6126/2009
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e
segg., 90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17
giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti scritti devono contenere le
conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere
firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della
parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono
essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione:
Pagina 20