B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte III
C-6244/2014
Sen t en z a d e l 2 0 a p r i l e 2 0 1 7
Composizione
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),
Michael Peterli e Caroline Bissegger,
cancelliera Anna Röthlisberger.
Parti
A._______,
patrocinato dall'avv. Alessandro Mazzoleni,
ricorrente,
contro
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE),
Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100,
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.
Oggetto
Assicurazione per l'invalidità, diritto alla rendita o a provvedi-
menti professionali (decisione del 24 settembre 2014).
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Fatti:
A.
A.a A._______, cittadino italiano, nato il (…), ha lavorato in Svizzera per
diversi anni, da ultimo in qualità di cameriere, solvendo contributi all’assi-
curazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 5 pag. 30,
26 pag. 79 e 34 pag. 100 e segg. dell’incarto dell’UAIE [di seguito: doc. A
5 pag. 30, 26 pag. 79 e 34 pag. 100 e segg.]). L’ultimo rapporto di lavoro è
stato sciolto il 31 agosto 2012 (doc. 4 pag. 4 dell’incarto dell’assicuratore
contro gli infortuni [di seguito: doc. B 4 pag. 4).
A.b Dal certificato del 5 settembre 2012 della dott.ssa B._______, medico
curante, è emerso che in seguito alla caduta del 31 agosto 2012 l’interes-
sato “presenta una limitazione funzionale del rachide lombo-sacrale, con
algia alla rotazione del tronco e alla flessione/estensione dello stesso” e
che il giorno seguente “ha subito un’ulteriore traumatismo al rachide L-S e
al tronco” (doc. A 17 pag. 51-52). L’accaduto è stato annunciato alla
C._______, assicuratore contro gli infortuni, il 17 settembre 2012 (doc. B 4
pag. 4, 5 pag. 5 e 11 pag. 14).
B.
Il 10 ottobre 2013, l’assicurato ha formulato una domanda volta all’otteni-
mento di provvedimenti d’integrazione professionale rispettivamente di una
rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. A 2 pag. 3).
C.
C.a Dalla documentazione di cui agli atti dell’autorità inferiore emergono in
particolare:
il verbale del 22 ottobre 2012 della Commissione medica per l’ac-
certamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sor-
dità di D._______ (IT; doc. A 38 pagg. 110-115), dal quale risulta
ladiagnosi di “spondilodiscoartrosi diffusa con protusioni discali
multiple e diametri canalari conservati; ipoacusia bilaterale con de-
ficit uditivo di Db 100 audx e Db 170 ausx; codice DM 5/2/92; codice
ICD9”. La Commissione ha ritenuto l’interessato invalido nella mi-
sura del 34% dal 1° settembre 2012;
il parere valutativo medico-legale dell’8 ottobre 2013 della dott.ssa
E._______, medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle
assicurazioni in D._______ (doc. A 4 pagg. 27-29 [ripetuto in doc.
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B 28 pag. 34]), secondo cui la caduta del 31 agosto 2012 “ha sla-
tentizzato, dal punto di vista sintomatologico, una pre-esistente
condizione patologica di natura cronica disco-artrosica favorendo
la comparsa di lombosciatalgia cronica bilaterale persistente, resi-
stente alla terapia farmacologica ed alle cure fisico-riabilitative, me-
ritevole di trattamento con corsetto ortopedico, in fase acuta e sotto
sforzo. Trattasi di condizione che limita, ampiamente l’assicurato in
tutte quelle attività che prevedono la movimentazione manuale di
carichi, la stazione eretta e la deambulazione prolungata, i movi-
menti ripetuti a carico della colonna vertebrale (rotazioni, flesso-
estensioni, inclinazioni laterali), compromettendo significativa-
mente l’attività lavorativa di cameriere nella misura pari ad un
terzo”;
la perizia del 30 novembre 2013 del dott. F._______, specialista in
chirurgia FMH, esperto in medicina infortunistica, specialista in me-
dicina generale FMH, medico della C._______ (doc. B 31 pag. 39),
il quale ha posto la diagnosi di “doppia contusione della colonna
lombosacrale patite nella serata del 31 agosto 2012 e nella notte
del 1° settembre 2012 senza dimostrazione alcuna di lesioni mor-
fologico strutturali ascrivibili ad infortunio agli esami radio strumen-
tali (radiografie e risonanza magnetiche eseguite a distanza di
meno di una settimana dagli eventi e a distanza di mesi dagli
stessi). Per contro, le indagini documentano gravi alterazioni statico
degenerative del rachide lombosacrale”;
il rapporto finale del 18 dicembre 2013 del dott. G._______, medico
del SMR, perito certificato SIM, specialista FMH in chirurgia (doc. A
27 pag. 80), nonché del suo complemento del 15 gennaio 2014
(doc. A 36 pag. 106), il quale ha posto la diagnosi principale con
influsso sulla capacità lavorativa di “stato dopo doppia contusione
lombare da infortuni in data 31 agosto 2012 seguito da un secondo
evento poche ore dopo l’11 (recte: 1°) settembre 2012 (codice in-
fermità: 738; danno funzionale: 05) e lombalgia cronica riacutizzata
dopo evento traumatico contusivo-distorsivo del rachide lombare”.
Il medico ha ritenuto un’incapacità lavorativa nell’attività abituale
del 100% dal 31 agosto 2012 al 31 agosto 2013 e del 30% dal 1°
settembre 2013 e continua, nonché in attività adeguata del 100%
dal 31 agosto 2012 al 31 agosto 2013 e nulla dal 1° settembre 2013
e continua;
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la perizia del 25 marzo 2014 del dott. H._______, specialista FMH
in reumatologia, specialista FMH in medicina interna (doc. A 54
pagg. 142 e segg.), il quale ha posto la diagnosi di sindrome lom-
bospondilogena cronica bilaterale in alterazione degenerative plu-
risegmentali del rachide lombare (discopatie L2-S1), rachide piatto
e decondizionamento e sbilancio muscolare. Il perito ha, dapprima,
ritenuto nell’attività abituale un’incapacità lavorativa del 60% dal 1°
settembre 2012, mentre, in attività adeguata, una totale capacità
lavorativa dal 1° dicembre 2012 (tre mesi dopo l’infortunio). Invece,
nel complemento peritale del 22 aprile 2014 (doc. A 60 pag. 164 e
segg.), l’esperto ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale in qual-
siasi attività dal 31 agosto 2012 al 31 agosto 2013, mentre dal 1°
settembre 2013 ha ritenuto una capacità lavorativa del 40% nell’at-
tività abituale e del 100% in attività sostitutive adeguate;
il rapporto finale del 28 aprile 2014 del dott. I._______, medico del
SMR (doc. A 61 pag. 166), il quale ha ripreso le conclusioni del dott.
H._______, nonché indicato, quale diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa, l’ipoacusia.
C.b Con progetto di decisione del 30 aprile 2014, è stato prospettato al
ricorrente il respingimento sia della domanda di provvedimenti d’integra-
zione professionale sia della domanda di rendita (doc. A 63 pag. 172).
C.c L’11 giugno 2014, l’interessato ha contestato il progetto di decisione.
Ha altresì trasmesso un parere medico legale del 14 maggio 2014 – non-
ché la nota integrativa del 7 giugno 2014 – del dott. J._______ (doc. A 69
pag. 185 [in particolare pag. 187 e segg.]), medico chirurgo, specialista in
medicina legale e delle assicurazioni, secondo cui l’incapacità lavorativa
nell’attività abituale di cameriere sarebbe totale in considerazione “dei di-
sturbi algodisfunzionali a carico del rachide lombosacrale insorti dopo
l’evento lesivo del 31 agosto 2012 e sostanzialmente tuttora presenti e con
incidenza anche sulla capacità deambulatoria (deambula infatti con l’uti-
lizzo di una stampella) ed in considerazione della ipoacusia bilaterale”. In
attività adeguate rispettose dei limiti funzionali, e poste le condizioni di sa-
lute attuali del paziente, egli valuta una limitazione tra il 30 ed il 40%. Si
tratterebbe di valutazioni puramente teoriche della residua capacità lavo-
rativa (doc. A 69 pag. 187 e segg, in particolare pag. 193.). L’interessato
ha pertanto postulato il riconoscimento di perlomeno un quarto di rendita,
anche in considerazione del gap salariale di cui va tenuto conto (doc. A 69
pag. 185 e seg.).
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C.d Con annotazione dell’11 agosto 2014, il dott. I._______ (doc. A 73 pag.
201), e, in seguito, il dott. H._______ con presa di posizione del 19 agosto
2014 (doc. A 77 pag. 206 e seg.), hanno ritenuto che il parere medico legale
trasmesso non ha apportato informazioni mediche aggiuntive di rilievo atte
a modificare le proprie conclusioni. Con annotazione del 9 settembre 2014,
il dott. I._______ ha precisato che le conclusioni del perito reumatologo
dott. H._______ si fondano su una valutazione globale dell’interessato, os-
sia sulla sua situazione sia infortunistica che extra-infortunistica (doc. A 79
pag. 212).
D.
Con decisione del 24 settembre 2014, l’UAIE ha respinto la domanda volta
all’ottenimento di una rendita rispettivamente di provvedimenti professio-
nali formulata dall’assicurato (doc. A 82 pag. 219). L’autorità ha ritenuto le
incapacità lavorative attestate dal perito reumatologo nonché dal medico
del SMR e, dal confronto dei redditi non è stato riconosciuto alcun grado
d’invalidità (doc. A 63 pag. 172). L’UAIE ha precisato che il diritto alla ren-
dita intera sarebbe stato dato dal 1° agosto 2013 (allo scadere di un anno
di attesa) al 31 dicembre 2013 (tre mesi dopo l’avvenuto miglioramento),
ma la domanda essendo stata presentata solo nel mese di ottobre del
2013, la rendita avrebbe potuto essere versata al più presto solo dal 1°
aprile 2014 (art. 29 cpv. 1 LAI). Non sarebbe quindi possibile procedere al
versamento di una rendita. L’UAIE ha peraltro negato l’applicazione del gap
salariale, considerando che l’interessato non ha dimostrato di avere effet-
tuato ricerche di lavoro per ambire a un salario maggiore. L’UAIE ha inoltre
precisato che l’eventuale diritto ad un aiuto al collocamento è in valuta-
zione. Ha altresì invitato l’assicurato a sottoporsi ad un’adeguata terapia di
ricondizionamento muscolare, ossia a fisioterapica attiva e a infiltrazioni,
atta a migliorare il suo stato di salute (la capacità lavorativa nell’attività abi-
tuale potrebbe così ritornare completa nel giro di sei mesi). In caso contra-
rio, avrebbe provveduto con le specifiche sanzioni.
E.
E.a Il 27 ottobre 2014, l’interessato ha presentato ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (TAF), mediante il quale ha chiesto l’annulla-
mento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’autorità inferiore, in
via principale, per procedere a nuovi ed ulteriori accertamenti medici pluri-
disciplinari, nonché, in via subordinata, per il riconoscimento di un grado
d’invalidità superiore al 20% comportante il diritto ad un aiuto al colloca-
mento (doc. TAF 1). Il ricorrente ha fatto valere in sostanza un insufficiente
accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo medico (compresa
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la mancata indicazione delle eventuali attività lavorative sostitutive ade-
guate). Si è altresì doluto del calcolo del grado d’invalidità secondo i dati
del 2012, anziché del 2013, della mancata applicazione del gap salariale
nonché del principio giurisprudenziale relativo ai multipli di 5 per le dedu-
zioni giurisprudenziali. Infine, il ricorrente ha sostenuto che per l’inizio del
versamento della rendita non è determinante la data d’inoltro della do-
manda di rendita, bensì il momento in cui l’assicurazione per l’invalidità ha
avuto conoscenza per la prima volta, da parte dell’assicuratore contro gli
infortuni, dei pregiudizi di salute dell’interessato. Ha altresì formulato una
domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio nonché protestato
tasse, spese e ripetibili.
E.b Con scritto del 3 dicembre 2014 (doc. TAF 4), l’interessato ha in parti-
colare trasmesso al TAF uno scritto del 10 novembre 2014 dell’Ufficio
dell’assicurazione invalidità del Cantone K._______ (Ufficio AI), inviatogli
dunque successivamente all’inoltro del ricorso, mediante la quale l’ammi-
nistrazione lo ha invitato ad un incontro alfine di valutare “…gli aspetti pro-
fessionali relativi alla sua pratica …” (scritto allegato al doc. TAF 4). Questo
dimostrerebbe come l’autorità inferiore nulla ha intrapreso per valutare pre-
ventivamente possibili provvedimenti d’integrazione. Nell’ambito della mo-
tivazione della sua domanda d’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio,
l’interessato ha pure accennato a problemi di carattere psichiatrico (senza
tuttavia allegare alcuna certificazione medica in merito).
F.
Con risposta dell’8 dicembre 2014, l’autorità inferiore ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata conformemente
all’allegato preavviso del 18 novembre 2014 dell’Ufficio AI (doc. TAF 5).
L’amministrazione ha in particolare precisato che è ragionevolmente esigi-
bile da parte del ricorrente che svolga un’attività lavorativa sostitutiva ade-
guata e rispettosa dei limiti funzionali – attività semplici e ripetitive, quali ad
esempio nel settore industriale e commerciale composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza – senza alcuna necessità di
provvedimenti d’integrazione. Ha inoltre effettuato il calcolo del grado d’in-
validità secondo i dati indicizzati al 2013 (+0.7%), i dettami giurisprudenziali
(deduzione secondo un multiplo di 5, ossia del 20% anziché del 18%), non-
ché applicato, per denegata ipotesi il gap salariale (reddito ipotetico da in-
valido decurtato del 2% [7% - 5% secondo giurisprudenza del TF]). Ne ri-
sulterebbe un’incapacità di guadagno nulla. L’Ufficio AI ha peraltro ram-
mentato che l’art. 29 cpv. 1 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce al
più presto dopo sei mesi dalla data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto
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Pagina 7
alle prestazioni, nel caso concreto nel mese di ottobre del 2013. Per con-
seguenza, l’insorgente non avrebbe diritto ad alcuna rendita. Infine, per
quanto attiene ad un aiuto al collocamento (punto 1.2 del petitum ricor-
suale), ha precisato che lo stesso è già stato riconosciuto all’interessato.
G.
Il 20 febbraio 2015, il ricorrente ha inoltrato l’atto di replica, mediante il
quale si è sostanzialmente riconfermato nelle censure e conclusioni del
ricorso. Ha peraltro chiesto l’accoglimento del ricorso per acquiescenza
dell’amministrazione in merito alla domanda di aiuto al collocamento (doc.
TAF 7). Ha altresì prodotto ulteriore documentazione ai fini della domanda
di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
H.
Con scritto dell’8 aprile 2015, l’UAIE ha riconfermato le proprie conclusioni
conformemente all’allegata duplica del 30 marzo 2015 dell’Ufficio AI (doc.
TAF 9).
I.
Con triplica del 29 aprile 2015, l’interessato ha ribadito quanto già prece-
dentemente esposto (doc. TAF 12).
J.
Con quadruplica del 2 giugno 2015, l’autorità inferiore ha nuovamente pro-
posto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata con-
formemente alle allegate osservazioni del 27 maggio 2015 dell’Ufficio AI
(doc. TAF 15). Le stesse sono state trasmesse per conoscenza al ricor-
rente con provvedimento del 17 giugno 2015 (doc. TAF 17).
K.
Mediante decisione incidentale del 9 giugno 2015, questo Tribunale ha re-
spinto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio formu-
lata nel gravame e richiesto il versamento di fr. 400.- a copertura delle pre-
sumibili spese processuali (doc. TAF 14 [cfr. anche doc. TAF 2, 4, 6 e 7]).
Il medesimo è stato corrisposto il 30 giugno 2015 (doc. TAF 18).
L.
L.a Con scritti del 4 settembre 2015 (doc. TAF 21), del 17 settembre 2015
(doc. TAF 23), del 2 ottobre 2015 (doc. TAF 25) e del 16 ottobre 2015 (doc.
TAF 26), il ricorrente ha trasmesso ulteriore documentazione medica po-
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steriore alla data della decisione impugnata, segnatamente riguardante vi-
site ortopediche, degli esami ENG, EMG e RMN, un programma riabilitativo
e fisioterapico, nonché dei certificati medici atti a comprovare il peggiora-
mento dello stato di salute.
L.b Il 3 novembre 2015, l’autorità inferiore ha ritenuto – in virtù delle osser-
vazioni dell’Ufficio AI del 29 ottobre 2015 e dell’annotazione del medico
SMR dott. L._______ del 28 ottobre 2015 – che dall’attuale documenta-
zione medica esibita dal ricorrente non risulta oggettività clinica in merito
ad una nuova problematica, in particolare neurologica, o in merito ad un
sostanziale peggioramento del quadro clinico rispetto a quello esistente in
occasione della valutazione peritale del dott. H._______ (doc. TAF 28 [cfr.
anche doc. TAF 22, 24 e 27]).
L.c Con presa di posizione del 12 novembre 2015, il ricorrente ha nuova-
mente contestato l’asserito miglioramento dello stato di salute (come da
valutazione del dott. H._______ posta alla base della decisione impu-
gnata), miglioramento che non si sarebbe ancora manifestato nonostante
le terapie effettuate (doc. TAF 31). La presa di posizione è stata trasmessa
all’autorità inferiore per conoscenza (doc. TAF 32).
M.
Il 12 febbraio 2016, il ricorrente ha chiesto novità per quanto attiene alla
procedura. Il 17 febbraio 2016, questo Tribunale gli ha segnalato che
l’istruttoria di causa era di principio conclusa e che si sarebbe adoperato
alfine di pronunciare la sentenza entro un termine relativamente contenuto,
fermo restando, tuttavia, che di principio sarebbe stata data priorità all’eva-
sione delle cause ancora pendenti dinanzi al TAF ed inoltrate anterior-
mente alla sua. Con scritti del 20 giugno e del 19 settembre 2016, nonché
con e-mail del 29 marzo 2017, l’insorgente ha sollecitato l’evasione del suo
caso, questo Tribunale avendo nuovamente indicato, in uno scritto al ricor-
rente del 25 luglio 2016, che si sarebbe adoperato alfine di evadere il caso
nel più breve tempo possibile.
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 30 giugno 2015 (doc. TAF 18), il
ricorrente ha tempestivamente corrisposto l’anticipo spese richiesto (art.
21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA).
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
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Pagina 10
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445). Ne discende che in concreto si applicano le nuove norme materiali
in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a revisione
della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni
formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vi-
gore).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni
sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei
fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi
d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
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Pagina 11
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se
gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscet-
tibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta de-
cisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118
V 200 consid. 3a in fine).
4.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 10 ottobre 2013. Nel
ricorso ha sostenuto che per la nascita del diritto alla rendita non è deter-
minante l’inoltro della domanda stessa, bensì il momento in cui l’ammini-
strazione ha avuto conoscenza dei pregiudizi alla salute di cui soffre per il
tramite dell’assicuratore contro gli infortuni nel mese di settembre del 2012.
Il ricorrente non cita una specifica norma di legge sulla problematica, ma
fa un generico riferimento al rilevamento tempestivo, regolamentato agli
art. 3a a 3c LAI. Anche prendendo in considerazione tale regolamenta-
zione, incombe pur sempre all’interessato di procedere al fine di far valere
i propri diritti (art. 29 cpv. 1 LPGA; cfr. sentenza del TAF C-4635/2012 del
17 ottobre 2014 consid. 4.3). In tale ottica, alcun rimprovero può essere
mosso all’Ufficio AI ritenuto che solo se necessario detto Ufficio ingiunge
all’interessato di annunciarsi all’assicurazione per l’invalidità (art. 3c cpv. 6
LAI). Tuttavia, la necessità di un’ingiunzione al ricorrente può essere am-
messa solo a decorrere dal momento in cui l’Ufficio AI poteva riconoscere
che lo stato di salute dell’insorgente era suscettibile di rilevanza ai fini di
una rendita AI. Sulla base delle carte processuali, tale momento può essere
fatto risalire al più presto con la conoscenza del parere valutativo medico
legale della dott.ssa E._______ dell’8 ottobre 2013 rispettivamente della
relazione finale del dott. F._______ del 30 novembre 2013. Sennonché, il
ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 10 ottobre 2013. Per so-
vrabbondanza, può essere ancora rilevato che dalle carte processuali
emerge pure che il ricorrente era rappresentato dinnanzi all’assicuratore
contro gli infortuni da un precedente legale (doc. B 19 pag. 25), il quale
avrebbe dovuto informare il ricorrente dei suoi eventuali diritti. Per il resto,
va ancora rilevato che in deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede che
il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'as-
sicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29
cpv. 1 LPGA, riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI (v. sulla
questione DTF 142 V 547 consid. 3.2 con rinvio). Su questo punto il ricorso
va respinto.
C-6244/2014
Pagina 12
5.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
Dagli atti di causa risulta che il ricorrente ha versato contributi all’assicura-
zione AVS/AI svizzera per ben oltre tre anni. Il ricorrente adempie pertanto
la condizione della durata minima di contribuzione (doc. A 26 pag. 79 e doc.
TAF 41), ciò che peraltro è incontestato in questa sede.
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-
cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un
danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-
posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
6.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo cui
C-6244/2014
Pagina 13
le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%,
sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitual-
mente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile segnatamente
quando l'assicurato è cittadino dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF
132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del TF I 702/03 del 28 maggio 2004
consid. 1 con rinvii).
6.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
7.
7.1 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b;
110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-
sid. 3; 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-
cabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il
reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragione-
volmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una si-
tuazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che
egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da
valido; metodo generale del raffronto dei redditi).
7.2 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni
mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-
validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-
gibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2; 114 V 310 consid. 3c; cfr.
sentenze del TF 9C_240/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1; 8C_
671/2011 dell'11 novembre 2011 consid. 3).
8.
8.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA e art. 69 OAI [RS 831.201]), l'UAIE deve
intraprendere d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informa-
zioni di cui ha bisogno, in particolare circa lo stato di salute del richiedente,
C-6244/2014
Pagina 14
la sua attività, la sua capacità di lavoro e la sua idoneità all'integrazione. In
particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario per la va-
lutazione medica del caso (cfr. sentenza del TF 9C_180/2013 del 31 di-
cembre 2013 consid. 2.1; DTF 117 V 282 consid. 4a).
8.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza pre-
ponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove. In tal caso, non
sussiste una violazione del diritto di essere sentito (DTF 136 I 229 consid.
5.3; 134 I 140 consid. 5.3; 131 I 153 consid. 3 con rinvii).
8.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40
della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273),
il Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per
la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-
beramente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i fatti non
sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche limita-
zione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'ammini-
strazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui medesimo a
tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione che ha per
scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i principi della
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un sif-
fatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'amministrazione ha
proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella speranza che in
caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare i necessari ac-
certamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 con-
sid. 2.3 con rinvii).
8.4 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
C-6244/2014
Pagina 15
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid.
3; 122 V 157 consid. 1c).
8.5 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]). In particolare, per quanto concerne le perizie giudi-
ziarie la giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a di-
sposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un
punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il
giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni
contraddittorie, il contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emer-
gono validi motivi per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare
sufficientemente fondata da mettere in discussione le conclusioni peritali
(DTF 137 V 210 consid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
8.6 Per quanto attiene alle perizie/rapporti medici di parte, il TF ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione (DTF 125 V 351).
Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessaria
prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi
in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi
hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
8.7 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice
che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da
un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si eviden-
ziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF
8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 7.2 con rinvii).
C-6244/2014
Pagina 16
9.
9.1 Nel caso concreto, l’autorità inferiore ha posto alla base della propria
decisione la valutazione peritale del dott. H._______, reumatologo.
Quest’ultimo ha dapprima concluso, nella perizia del 25 marzo 2014 (doc.
A 54 pag. 142), ad un’incapacità lavorativa totale in qualsivoglia attività dal
31 agosto al 30 novembre 2012, quindi ad un’incapacità lavorativa nell’at-
tività abituale del 60% (da intendersi come riduzione del rendimento) dal
1° dicembre 2012 (tre mesi dopo l’infortunio), e dalla medesima data ad
un’incapacità lavorativa dello 0% in un’attività sostitutiva adeguata. In se-
guito, nel proprio complemento del 22 aprile 2014 (doc. A 60 pag. 164), il
perito ha allineato la propria valutazione a quella del dott. F._______ (spe-
cialista in chirurgia FMH, esperto in medicina infortunistica, specialista in
medicina generale FMH, medico della C._______), come da relazione fi-
nale di quest’ultimo del 30 novembre 2013 (doc. B 31 pag. 39), e ritenuto
per il ricorrente un’incapacità lavorativa totale in qualsivoglia attività dal 31
agosto 2012 al 31 agosto 2013. Tuttavia, l’allineamento non ha riguardato
il periodo a decorrere dal 1° settembre 2013, ritenuto che nella menzionata
relazione finale del 30 novembre 2013 il dott. F._______ non ha affatto
concluso, come il perito dott. H._______ nel complemento peritale del 22
aprile 2014, ad una residua capacità lavorativa del 40% per il ricorrente
nell’attività abituale e del 100% in attività sostitutive adeguate.
9.1.1 In effetti, il dott. F._______, nella propria relazione finale del 30 no-
vembre 2013 per l’assicurazione contro gli infortuni (doc. B 31 pag. 39), ha
posto la diagnosi di “doppia contusione della colonna lombosacrale patite
nella serata del 31 agosto 2012 e notte del 1° settembre 2012 senza dimo-
strazione alcuna di lesioni morfologico strutturali ascrivibili ad infortunio agli
esami radio strumentali (radiografie e risonanza magnetiche eseguite a di-
stanza di meno di una settimana dagli eventi e a distanza di mesi dagli
stessi)”. Ha riconosciuto, per i soli postumi infortunistici, un’incapacità la-
vorativa totale fino al 1° settembre 2013, dopodiché non ha più ritenuto un
legame di causalità tra gli infortuni e lo stato di salute alla data menzionata.
Occorre tuttavia evidenziare che l’esperto dell’assicurazione contro gli in-
fortuni non ha indicato non esserci più un’incapacità lavorativa – e quindi
essere data l’esigibilità per l’assicurato di riprendere un’attività lavorativa –
ma ha specificato che l’assicurazione contro gli infortuni non è più respon-
sabile per le patologie di cui è affetto l’insorgente, nel senso che è venuto
a cadere il legame di causalità tra l’infortunio e lo stato di salute al 1° set-
tembre 2013. Il dott. F._______ ha ritenuto essere stato raggiunto lo status
quo sine. Ciò significa che, col trascorrere dell’anno, l’interessato ha rag-
giunto quello stato di salute che si sarebbe comunque prodotto anche
C-6244/2014
Pagina 17
senza l’infortunio. Il dott. F._______ ha altresì precisato che le “indagini
documentano gravi alterazioni degenerative del rachide lombosacrale”
(doc. B 31 in particolare pag. 43).
9.1.2 Dal canto suo, il dott. J._______, nel suo parere del 14 maggio 2014
e nella relativa nota integrativa del 7 giugno 2014, si è distanziato dalle
conclusioni del perito dott. H._______ per quanto attiene alla residua ca-
pacità lavorativa del ricorrente a decorrere dal 1° settembre 2013 sia nella
precedente attività (residua capacità lavorativa dello 0%) sia in quelle so-
stitutive adeguate (incapacità lavorativa dal 30 al 40%). Egli ha peraltro
indicato che confrontando la refertazione medica del 15 aprile 2013 e
quella del 16 aprile 2014 si nota un peggioramento dello stato di salute del
ricorrente.
9.1.3 Stante le succitate valutazioni dei dott.ri F._______ e J._______, alla
perizia reumatologica del dott. H._______ – del tutto priva di motivazione
sull’asserito miglioramento dello stato di salute del ricorrente a decorrere
dal 1° settembre 2013 – non può essere attribuito valore probatorio suffi-
ciente alfine della risoluzione del presente caso. Occorre in particolare ri-
levare che nel complemento peritale del 22 aprile 2014, il dott. H._______
non ha spiegato per quale motivo le gravi alterazioni degenerative del ra-
chide lombosacrale rilevate in particolare dal dott. F._______ nella rela-
zione finale del 30 novembre 2013 sarebbero compatibili con l’esercizio di
un’attività lavorativa sostitutiva adeguata già a decorrere dal 1° settembre
2013. Tale spiegazione è assolutamente necessaria anche in considera-
zione, da un lato, della valutazione sulla residua capacità lavorativa di cui
alla nota integrativa del dott. J._______ del 7 giugno 2014 – pur se con
l’indicazione che quanto all’incapacità lavorativa si tratta di valutazione pu-
ramente teorica – e, dall’altro lato, all’assenza di conclusioni identiche a
quelle del dott. H._______ di medici specialisti in reumatologia fondate su
nuovi esami medici oggettivi (in particolare ENG, EMG o RMN) eseguiti
successivamente alla perizia del 25 marzo 2014, ma anteriormente alla
pronuncia della decisione litigiosa, esami oggettivi che lo stesso dott.
H._______ non ha effettuato nell’ambito del complemento peritale del 22
aprile 2014.
9.1.4 Dalle carte processuali emerge altresì, e piuttosto, che lo stato di sa-
lute del ricorrente è peggiorato nel tempo indipendentemente dagli infortuni
del 31 agosto e 1° settembre 2012. Lo stesso dott. H._______ ha diagno-
sticato una “sindrome lombospondilogena cronica bilaterale in alterazioni
degenerative plurisegmentali del rachide lombare”, ciò che significa che di
principio l’interessato è affetto da una patologia che col decorrere del
C-6244/2014
Pagina 18
tempo tende a peggiorare essendo, appunto, cronica e degenerativa. La
dott.ssa E._______ ha anche diagnosticato una preesistente condizione
patologica di natura cronica “slatentizzata” dall’infortunio subito (doc. A 4
pagg. 27-29). Il dott. J._______ ha evidenziato il peggioramento dello stato
di salute del ricorrente confrontando la refertazione medica del 15 aprile
2013 (doc. A 17 in particolare pag. 60) con quella del 16 aprile 2014 (doc.
A 69 in particolare pagg. 188 e 191). Anche se quest’ultimo referto medico
è posteriore alla perizia del 25 marzo 2014 del dott. H._______, tuttavia
non lo è al suo complemento del 22 aprile 2014 ed è pure precedente alla
data della decisione impugnata e deve pertanto essere preso in conside-
razione. Ora, ponendo come base di riferimento alla radiografia (RX) della
colonna lombo sacrale del 5 settembre 2012 (doc. A 17 pag. 54) – nella
quale è stato refertato: “rettilineizzazione della fisiologica lordosi e normale
allineamento sul piano sagittale (…) spondilosi osteofitosica diffusa, più
evidente in L2-L3 (…) note artrosiche dei processi interapofisari al tratto
caudale e lieve riduzione d’ampiezza degli spazi intersomatici L2-L3, L4-
L5-L5-S1” – confrontandola dapprima con l’esame ENG e EMG del 15
aprile 2013 (doc. A 17 pag. 60), dal quale in particolare è emerso un EMG
indicativo di sofferenza muscolare neurogena cronica in territorio radicolare
L4-L5-S1 di grado lieve bilaterale, e in seguito, con la RMN della colonna
lombare del 16 aprile 2014 (doc. A 69 pag. 188), si può notare che la già
diagnosticata rettilineizzazione del rachide del 2012 è nell’aprile 2014 in
accenno all’inversione della curvatura, che vi sono manifestazioni discoar-
trosiche e aspetti degenerativi dei dischi, che il diametro sagittale del ca-
nale rachideo (normale nel 2012) è ai limiti inferiori della norma per brevità
dei peduncoli vertebrali, che le protrusioni discali in L1-L2, L2-L3, L3-L4 e
L-5-S1 sono divenute da modeste a ampie e, da ultimo, la discopatia in L4-
L5 (che nel 2012 si presentava come una lieve riduzione d’ampiezza degli
spazi intersomatici) è nell’aprile 2014 con significato di piccola ernia. Ne
discende che il confronto di questi referti non rende plausibile la tesi di un
ritorno allo status quo ante.
9.1.5 Peraltro, il dott. H._______ ha indicato, nella propria perizia del 25
marzo 2014, che “rimane da chiarire” fino a che punto i dolori lombari irra-
dianti siano da ricondurre alle alterazioni degenerative plurisegmentali note
da anni al rachide. Non è però dato sapere per quale ragione questa veri-
fica non sia stata fatta, tanto più ove solo si rilevi che il perito non ha con-
cluso ad una simulazione da parte del ricorrente, ma solo ad una possibile
autolimitazione dello stesso (non dimostrata quindi in modo convincente).
C-6244/2014
Pagina 19
9.1.6 In conclusione, la perizia del dott. H._______ – compresi i successivi
complementi del 22 aprile e 19 agosto 2014 – non risponde ai criteri ne-
cessari per cui alla stessa possa essere attribuito pieno valore probatorio,
come rettamente rilevato dal ricorrente. Nessuna spiegazione, tanto meno
una convincente, è fornita dal perito sul motivo per cui fino ad agosto del
2013 ha ritenuto l’insorgente inabile al lavoro al 100% in qualsiasi attività e
poi dal 1° settembre 2013 sussista sia una capacità lavorativa del 40%
nella precedente attività sia una del 100% in un’attività sostitutiva ade-
guata. Dalle carte processuali non risulta documentazione medica ogget-
tiva tale da giustificare una siffatta conclusione, lo stato di salute del ricor-
rente risultando piuttosto peggiorato dal momento degli infortuni di ago-
sto/settembre 2012 fino alla data della decisione litigiosa, fermo restando
che secondo il dott. F._______, esperto dell’assicurazione contro gli infor-
tuni, lo stato di salute del ricorrente al 1° settembre 2013 – di gravi altera-
zioni statico degenerative del rachide lombosacrale – sarebbe stato in tale
data identico a quello riscontrato anche senza i menzionati infortuni. Tale
valutazione, non consente manifestamente di corroborare la conclusione
immotivata del dott. H._______ relativa ad una residua capacità lavorativa
del 40% nell’attività abituale e del 100% in un’attività sostituiva adeguata a
decorrere dal 1° settembre 2013, conclusione che non trova conferma, al
di là di generici apprezzamenti dei medici SMR, in alcun altro rapporto me-
dico fondato su esami medici oggettivi.
9.1.7 Ma vi è di più. Al di là del fatto che non è stata altresì sufficientemente
acclarata neppure la questione di sapere se il ricorrente soffra di una ma-
lattia artrosica invalidante (v. sulla questione il parere valutativo medico-
legale della dott.ssa E._______ dell’8 ottobre 2013 [doc. A 4 pag. 29]),
giova rilevare che sulla base del rapporto del dott. J._______, fondato su
una RMN della colonna lombare del 16 aprile 2014 (cfr. doc A69 pag. 188),
sussistono affezioni, in particolare la discopatia con significato di piccola
ernia, che conto tenuto dell’insieme delle circostanze del caso di specie e
segnatamente dei dolori di cui soffre il ricorrente, giustificavano e giustifi-
cano l’assunzione anche di una perizia neurologica, sussistendo dei con-
creti indizi che le patologie reumatologiche possano essere accompagnate
anche da affezioni neurologiche aventi carattere invalidante.
9.1.8 Non sussistono peraltro le condizioni affinché questo Tribunale sta-
tuisca direttamente nel merito della causa – ad eccezione di quanto previ-
sto al considerando 4 del presente giudizio – le refertazioni mediche agli
atti, segnatamente quelle di maggior rilievo dei dott.ri F._______ e
J._______ non adempiendo neppure esse i criteri necessari per avere
C-6244/2014
Pagina 20
piena forza probatoria a tal fine. Essi consentono, per contro, di mettere in
dubbio la valutazione peritale del dott. H._______.
9.2 Da quanto esposto, discende che la decisone impugnata, fondata su
un accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo
reumatologico e neurologico, viola il diritto federale ed incorre nell’annulla-
mento.
10.
10.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito
o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un
nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-1446/2013 del 16 ottobre 2014
consid. 8.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti
sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto
federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e
relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e 125 II 326). Tale non è il caso nella
presente fattispecie per i motivi precedentemente indicati (v. segnatamente
consid. 8.3 e 9 del presente giudizio).
10.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la
stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-
vanti e ad emanare una nuova decisione. La cassazione si giustifica per il
fatto che dovranno essere eseguiti rispettivamente completati i necessari
accertamenti medici secondo i considerandi del presente giudizio, segna-
tamente mediante una perizia pluridisciplinare comprendente perlomeno
un esame neurologico e uno complementare ortopedico-reumatologico li-
mitatamente al periodo decorrente dal 1° settembre 2013 (cfr., sulla possi-
bilità di un rinvio all'autorità inferiore in siffatte circostanze, DTF 137 V 210
4.4.1.4 e sentenza del TF 8C_633/2014 dell'11 dicembre 2014 consid. 3.2
e 3.3; v. pure consid. 8.3 del presente giudizio con rinvii), nonché effettuato
ogni ulteriore esame (per esempio otorinolaringoiatrico e psichiatrico) che
pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute della ricorrente dovesse
ancora rendere necessario, fermo restando che la perizia ortopedico-reu-
matologica sarà di principio affidata ad altro specialista rispetto a quello
che ha eseguito quella poco convincente del 25 marzo 2014. Per il resto,
e a seconda del risultato di tale istruttoria complementare, l'UAIE dovrà in
particolare effettuare un confronto dei redditi determinanti sulla base delle
possibili attività sostitutive adeguate ritenute e determinare il momento a
partire dal quale decorre a favore del ricorrente l'eventuale versamento di
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una rendita (v. consid. 4 del presente giudizio) rispettivamente un even-
tuale adeguamento o soppressione della rendita.
10.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento
che nella decisione impugnata l'autorità inferiore ha già correttamente rite-
nuto, e su questo punto il giudizio impugnato è giustamente rimasto incon-
testato (non sussistendo peraltro motivo di un intervento d’ufficio da questo
profilo), che il ricorrente avrebbe avuto diritto ad una rendita intera dal 1°
agosto 2013 al 31 dicembre 2013, qualora avesse presentato tempestiva-
mente la sua domanda di rendita. Non era pertanto necessario conferire al
ricorrente la facoltà di ritirare il proprio gravame.
11.
11.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr.
400.-, versato il 30 giugno 2015, sarà restituito al ricorrente allorquando il
presente giudizio sarà cresciuto in giudicato.
11.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica l’attribuzione di un’indennità per spese ri-
petibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). L’indennità
per spese ripetibili, in assenza di una nota d’onorario dettagliata, è fissata
d’ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 2'800.- (compresi i disborsi ed esclusa
l’IVA; cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3058/2015 del 23 maggio
2016 consid. 22.4.4 con rinvii), tenuto conto del lavoro utile e necessario
svolto dal rappresentante del ricorrente. La stessa è posta a carico
dell’UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata è
annullata e gli atti di causa sono rinviati all’UAIE affinché proceda al com-
pletamento dell’istruttoria ed all’emanazione di una nuova decisione ai
sensi dei considerandi. Per il resto (versamento al ricorrente di una rendita
dal 1° agosto 2013 al 31 dicembre 2013), il ricorso è respinto.
2.
Non si percepiscono spese processuali. L'anticipo spese di fr. 400.-, ver-
sato il 30 giugno 2015, sarà restituito al ricorrente allorquando il presente
giudizio sarà cresciuto in giudicato.
3.
L’UAIE rifonderà al ricorrente fr. 2'800.- a titolo di ripetibili.
4.
Comunicazione a:
– rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario)
– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata)
Il presidente del collegio: La cancelliera:
Vito Valenti Anna Röthlisberger
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono
adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli
atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi
di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della
parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere
allegati (art. 42 LTF).
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