Corte II I
C-6431/2007
{T 0/2}
Sentenza del 9 maggio 2008
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Antonio Imoberdorf (presidente di camera),
Andreas Trommer,
cancelliere Graziano Mordasini.
B._______,
patrocinato dall'avv. Gianluigi Della Santa,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6,
3003 Berna,
autorità inferiore.
Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-6431/2007
Fatti:
A.
Nel 1995 e nel 2005 A._______, cittadino egiziano nato il..., ha
beneficiato di un visto d'entrata per la Svizzera, nel primo caso per
affari, nel secondo per affari e al fine di rendere visita allo zio
B._______ per dei periodi di 2/4 settimane. In entrambe le occasioni
l'interessato ha fatto regolare ritorno in Egitto entro i termini stabiliti.
B.
Con lettera del giugno 2007, C._______, titolare di un garage a
D._______, ha invitato A._______ a venire in Svizzera al fine di
valutare la possibilità di allacciare una relazione commerciale
nell'ambito dell'import-export di vetture usate dalla Confederazione
all'Egitto, precisando nel contempo che B._______ si sarebbe assunto
tutti i costi relativi al soggiorno dell'invitato ed avrebbe assicurato il
rispetto dei termini del visto auspicato.
C.
Il 9 luglio 2007, A._______ ha presentato presso l'Ambasciata di
Svizzera del Cairo una domanda di visto per la Svizzera della durata di
due settimane al fine di comprare auto usate e rendere visita allo zio
B._______, precisando nel contempo di essere sposato e proprietario
di un negozio.
Con comunicazione del 13 luglio 2007, la suddetta rappresentanza
elvetica ha formulato un preavviso negativo in merito al rilascio del
visto postulato, indicando in particolar modo all'UFM come il
richiedente avesse strappato tre pagine del suo vecchio passaporto,
ciò che lasciava sorgere il sospetto che egli avesse voluto tenere
nascoste delle osservazioni di un altro paese o di un'altra autorità. La
suddetta Ambasciata ha inoltre rilevato il fatto che non si poteva
escludere che nel quadro della sua ultima visita in Svizzera A._______
fosse penetrato illegalmente in Italia da dove era poi stato
verosimilmente espulso dalle competenti autorità della vicina penisola.
D.
Con scritto del 3 agosto 2007 all'intenzione dell'Ufficio regionale degli
stranieri di Bellinzona, B._______ ha confermato di farsi carico di tutte
le spese inerenti la visita del nipote, portandosi inoltre garante per il
rispetto dei termini di permanenza in Svizzera.
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E.
In data 18 settembre 2007, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto
dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera nei confronti di A._______,
considerando in sostanza che, tenuto conto della situazione
socioeconomica prevalente in Egitto, ed in particolare delle disparità
economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal
territorio della Confederazione alla scadenza del soggiorno previsto
non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata.
L'autorità intimata ha inoltre rilevato che i motivi addotti a sostegno
dell'istanza, come pure l'insieme delle circostanze della fattispecie,
facevano sorgere seri dubbi sulle reali intenzioni del richiedente,
sottolineando infine come il fatto che quest'ultimo fosse già venuto più
volte in Svizzera non potesse far considerare un suo ulteriore
soggiorno come opportuno.
F.
Con scritto del 22 settembre 2007, B._______, agendo per il tramite
del suo patrocinatore, ha interposto ricorso avverso la precitata
decisione, affermando che A._______ intrattiene stretti legami con
l'Egitto, paese in cui vive l'intera sua famiglia.
A mente del ricorrente la decisione impugnata appare fondata su
pregiudizi e non indica alcun elemento o indizio concreto che lasci
seppur lontanamente supporre che A._______ possa essere
intenzionato ad abusare del visto d'entrata. Egli ha inoltre rilevato
come il criterio su cui si fonda l'UFM per respingere la richiesta,
relativo alle disparità economiche esistenti tra l'Egitto e la Svizzera, se
generalizzato, sarebbe tale da impedire in modo ingiustificato un
soggiorno nella Confederazione alla stragrande maggioranza della
popolazione mondiale.
Il ricorrente ha infine ribadito la sua volontà di assumersi tutte le spese
relative alla visita del nipote, portandosi inoltre garante del suo rientro
in patria al termine della stessa.
G.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto ricorso, con preavviso
dell'11 dicembre 2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame,
ritenendo che il rientro in patria di A._______ non fosse
sufficientemente garantito e sottolineando come le argomentazioni
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addotte in merito ai legami familiari nonché alla situazione
professionale dell'interessato nel paese d'origine andassero
relativizzate.
H.
Invitato a prendere posizione in merito al preavviso dell'autorità
intimata, con scritto del 18 dicembre 2007, il ricorrente ha comunicato
la sua intenzione di rinunciare all'atto di replica.
Diritto:
1.
Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS
173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli
art. 33 e 34 LTAF.
In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione
d'entrata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità
dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF -
possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS
173.110]).
2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio
1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri (vOEnS,
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007
concernente la procedura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RS
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli
stranieri (vOLS, RU 1986 1791), conformemente all'art. 91
dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201).
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La domanda oggetto della presente procedura di ricorso è stata
presentata prima dell'entrata in vigore della LStr, il vecchio diritto
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr.
Di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate
prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal
nuovo diritto.
Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura
davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37
LTAF).
3.
B._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e il suo ricorso,
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile
(cfr. art. 50 e 52 PA).
4.
Nel suo gravame del 22 settembre 2007, il ricorrente ha affermato che
nella decisione impugnata l'UFM non ha indicato alcun elemento o
indizio concreto tale da lasciar supporre che A._______ fosse
intenzionato ad abusare del visto d'entrata postulato, motivando la sua
decisione unicamente con affermazioni generiche. Egli si prevale
quindi implicitamente della violazione del diritto di essere sentito
garantito dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della
Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (Cst., RS 101).
4.1 Il diritto di essere sentito comprende il diritto per il prevenuto di
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7
consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che
una decisione sia emessa nei suoi confronti, di produrre delle prove
pertinenti, di ottenere che sia dato seguito alle sue offerte di prove
pertinenti, di partecipare all'amministrazione delle prove essenziali o
almeno di poter esprimersi sul suo risultato, allorquando questo è
proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132
consid. 2b e giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura
amministrativa il diritto di essere sentito è consacrato dagli art. 26-28
(diritto di esaminare gli atti), dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito
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strictu sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione
motivata).
4.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito
dalle norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari
e a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di
impugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso
eventualmente adita di esercitare convenientemente il suo controllo
(cfr. DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8
consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del
Tribunale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007
consid. 5.1.1). Si è in presenza di una violazione del diritto di essere
sentito se l'autorità non soddisfa al suo obbligo di esaminare e di
trattare i problemi pertinenti (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV
8 consid. 2c). Per adempiere a tali esigenze, è sufficiente che il giudice
(o l'autorità) menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha
fondato la sua decisione, in modo da permettere all'interessato di
apprezzare la portata di quest'ultima e di impugnarla in piena
conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In generale, la portata
dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da
giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e
dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento
dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca pregiudizio ai
diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione deve
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non
è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argomentazioni e
mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di limitarsi a
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).
Il diritto di ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia
costituzionale di natura formale, la cui violazione causa in principio
l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle
possibilità di esito positivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 19
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e
giurisprudenza citata). Eccezionalmente un'eventuale violazione del
diritto di essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che
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ha emanato la decisione ha preso posizione in merito alle
argomentazioni decisive nel quadro dello scambio degli scritti e che
l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di
fronte ad un'autorità di ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia
che quella dell'autorità inferiore (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF
130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 124 V 389
consid. 5a e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisca una
grave violazione di procedura, tenuto conto del principio dell'economia
di procedura, è escluso che l'autorità di ricorso lo sani (cfr. LORENZ
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in Zbl 3/1998, p. 112ss).
4.3 Nella fattispecie, il Tribunale constata come l'autorità di prime cure
invochi genericamente le disparità economiche esistenti tra l'Egitto e
la Confederazione a motivo del suo rifiuto dell'autorizzazione d'entrata
in Svizzera in favore di A._______. Essa ha omesso di esaminare
approfonditamente la situazione personale, familiare e professionale
dell'interessato e di pronunciarsi in modo circostanziato su tutti questi
aspetti, limitandosi ad affermare in maniera sommaria nel suo
preavviso dell'11 dicembre 2007 che le argomentazioni in merito ai
legami familiari del richiedente con il suo paese d'origine, nonché la
sua situazione professionale andavano relativizzate. La motivazione
lapidaria della decisione impugnata costituisce una grave violazione
delle norme di procedura e una tale mancanza non può essere
ritenuta sanata nel quadro dello scambio degli scritti. In effetti il TAF, il
quale statuisce in via definitiva (cfr. punto 1), oltrepasserebbe le
proprie competenze qualora si pronunciasse sua sponte in merito a
delle argomentazioni determinanti che non erano state analizzate
dall'autorità inferiore nella decisione in oggetto. Si constata infine che
l'UFM ha completamente sorvolato quo alle informazioni fornitegli
dall'Ambasciata di Svizzera del Cairo con comunicazione del 13 luglio
2007 in merito al comportamento del richiedente anteriore alla
domanda in oggetto.
L'implicita censura sollevata dal ricorrente in ordine all'insufficienza
della motivazione della decisione, e quindi alla violazione del diritto di
essere sentito, risulta fondata.
5.
Alla luce di quanto esposto, il ricorso è ammesso, la decisione
impugnata annullata e la fattispecie è rinviata all'autorità di prime cure
affinchè emani una nuova decisione debitamente motivata. L'UFM è
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inoltre invitato a pronunciarsi in merito alle indicazioni contenute nel
rapporto della suddetta Ambasciata allestito alla sua attenzione in
data 13 luglio 2007.
6.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art.
63 cpv. 1 PA).
7.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento
dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause
dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2),
l'autorità di ricorso, se ammette il gravame in tutto o in parte, può
d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità per le
spese processuali indispensabili e relativamente elevate che ha
sopportato.
In casu si constata che l'interessato è patrocinato da un legale. In
ragione dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua
difficoltà, nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene, ai
sensi degli art. 8 segg. TS-TAF, che il versamento al ricorrente di
un'indennità di Fr. 700.-. a titolo di spese ripetibili (IVA compresa)
appaia equa.
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
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1.
Il ricorso è accolto e la decisione del 18 settembre 2007 è annullata.
2.
L'incarto della causa è trasmesso all'UFM per nuova decisione ai sensi
dei considerandi.
3.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo spese di Fr. 600.-,
versato in data 17 novembre 2007, è restituito al ricorrente.
4.
L'autorità inferiore verserà al ricorrente un importo di Fr. 700.- (IVA
compresa) a titolo di spese ripetibili.
5.
Comunicazione a:
- ricorrente (Raccomandata; allegato: foglio di informazione per il
rimborso)
- autorità inferiore (incarto 1 438 405 di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per
informazione (incarto cantonale di ritorno)
Il presidente della camera: Il cancelliere:
Antonio Imoberdorf Graziano Mordasini
Data di spedizione:
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