Corte II I
C-664/2006
{T 0/2}
Sentenza del 22 agosto 2008
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Blaise Vuille, Andreas Trommer,
cancelliere Graziano Mordasini.
A._______,
patrocinato dall'Avv. Daniel Ponti,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Estensione di un ordine cantonale di rinvio a tutto il
territorio della Confederazione.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-664/2006
Fatti:
A.
Nel periodo 1992 / 1995, A._______, cittadino kosovaro nato il..., ha
beneficiato di permessi per stagionali (permesso A), esercitando delle
attività lucrative nel canton Zurigo.
In data 20 dicembre 1995, l'interessato ha presentato presso le com-
petenti autorità elvetiche una domanda d'asilo. Con decisione del
16 febbraio 1996, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR, ora: Ufficio fede-
rale della migrazione: UFM) ha respinto questa richiesta.
Il 5 luglio 1996 A._______ si è unito in matrimonio con B._______,
cittadina svizzera nata il..., ed è quindi stato posto a beneficio di un
permesso di dimora annuale regolarmente rinnovato.
B.
Con sentenza del 30 novembre 2000, la Corte delle Assise criminali in
Mendrisio ha riconosciuto A._______ autore colpevole di infrazione
aggravata alla legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti e
sulle sostanze psicotrope (LStup, RS 812.121), condannandolo alla
pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio
svizzero per un periodo di 15 anni.
In seguito al ricorso interposto dall'interessato tramite il suo patrocina-
tore avverso la suddetta decisione, con sentenza del 24 aprile 2001, la
Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello del
canton Ticino (di seguito: CRP), ha parzialmente accolto il gravame,
trasmettendo gli atti ad un'altra Corte delle assise criminali per nuovo
giudizio sull'espulsione.
Con sentenza del 18 marzo 2002, il presidente della Corte delle Assi-
se criminali di Lugano ha sospeso condizionalmente per un periodo di
prova di 5 anni la pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizze-
ro per 15 anni pronunciata in data 30 novembre 2000, per il resto la
sentenza del 30 novembre 2000 è confermata.
C.
Dopo aver proceduto all'audizione dei coniugi C._______ il 13 aprile
2005 (moglie), rispettivamente il 13 settembre successivo (marito),
con decisione del 23 settembre 2005, il Migrationsamt del canton
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Zurigo ha rifiutato il rinnovo del permesso di dimora di A._______
pronunciandone l'immediato rinvio dal territorio zurighese ad
espiazione della pena avvenuta. L'effetto sospensivo è stato ritirato ad
un eventuale ricorso. La suddetta autorità ha in particolare
rimproverato all'interessato la commissione di gravi infrazioni
nell'ambito del commercio di sostanze stupefacenti.
In data 24 ottobre 2005, agendo per il tramite del suo patrocinatore,
B._______ ha interposto ricorso avverso la suddetta decisione. A se-
guito del ritiro di questo gravame comunicato dalla ricorrente l'11 mag-
gio 2006, con decreto del 17 maggio successivo, il Regierungsrat del
canton Zurigo ha pronunciato lo stralcio della procedura dai ruoli.
D.
Con istanza del 6 giugno 2006, il Migrationsamt del canton Zurigo ha
richiesto all'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) l'esten-
sione dell'ordine cantonale di rinvio pronunciato in data 23 settembre
2005 a tutto il territorio della Confederazione.
E.
Il 9 giugno seguente l'autorità di prime cure ha comunicato ad
A._______ la sua intenzione di emettere nei suoi confronti una
decisione d'estensione a tutto il territorio della Confederazione
dell'ordine cantonale di rinvio, dandogli la possibilità di formulare delle
osservazioni in merito.
F.
Nella sua presa di posizione del 30 giugno 2006, agendo per il tramite
del suo nuovo patrocinatore, l'interessato ha in primo luogo affermato
di avere rivestito un ruolo di secondaria importanza nella quadro del
traffico di stupefacenti in cui era stato coinvolto e che durante gli anni
di permanenza nel canton Zurigo si era ben integrato nella realtà sviz-
zera, apprendendo il tedesco e lo svizzero tedesco e lavorando senza
mai essere a carico dell'assistenza. Egli ha inoltre rilevato di non avere
mai dato adito a lamentele da parte delle autorità penitenziarie e che
nel quadro del regime di espiazione di fine pena lavora in qualità di
gessatore a piena soddisfazione del proprio datore di lavoro.
A._______ ha infine affermato di intrattenere una relazione
sentimentale con una connazionale domiciliata in Ticino da oltre 13
anni e di stare affrontando le pratiche di divorzio dalla moglie.
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G.
In data 20 luglio 2006, l'UFM ha emesso nei confronti dell'interessato
una decisione d'estensione a tutto il territorio della Confederazione
dell'ordine cantonale di partenza, rilevando che con decreto del
17 maggio 2006, il Regierungsrat del canton Zurigo ha pronunciato lo
stralcio dai ruoli del ricorso interposto dalla consorte di quest'ultimo
avverso la decisione del 23 settembre 2005 con la quale il Migration-
samt del canton Zurigo aveva rifiutato il rinnovo del suo permesso di
dimora, con conseguente crescita in giudicato della stessa. L'autorità
ha inoltre affermato che A._______ non dispone in alcun altro cantone
di un permesso di dimora, sottolineando poi che l'esecuzione del suo
rinvio è possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile ai sensi
dell'art. 14a cpv. 2 a 4 della legge federale del 26 marzo 1931 concer-
nente la dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117). L'effet-
to sospensivo è stato ritirato ad un eventuale ricorso.
H.
Con ricorso del 13 settembre 2006, A._______ è insorto avverso la
suddetta decisione, chiedendo nel contempo la restituzione dell'effetto
sospensivo al gravame.
Il ricorrente ha ripreso essenzialmente le argomentazioni sviluppate
nelle sue osservazioni del 30 giugno precedente, rilevando che, nono-
stante la sua presa di posizione fosse stata redatta in italiano, la deci-
sione in oggetto è stata emanata in tedesco, con conseguente viola-
zione del suo diritto ad ottenere una decisione in italiano, idioma na-
zionale. L'interessato ha inoltre affermato che essa non è sufficiente-
mente motivata e non soddisfa pertanto i requisiti posti dall'art. 35 del-
la legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa
(PA, RS 172.021). La decisione dell'UFM deve pertanto essere annul-
lata per vizi formali. Egli ha poi sottolineato di avere depositato in data
4 settembre 2006 una domanda tendente al rilascio di un permesso di
dimora presso le competenti autorità ticinesi, richiesta non priva di fon-
damento, di modo che l'autorità federale non avrebbe potuto emettere
una decisione di estensione ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 dell'ordinanza
d'esecuzione del 1° marzo 1949 della legge federale concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri (vODDS del 1949, RU 1949 I 233),
senza verificare se un altro cantone fosse intenzionato ad accorglierlo.
I.
Alla luce della missiva del 20 ottobre 2006 con il quale la Sezione dei
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permessi e dell'immigrazione di Bellinzona (di seguito: SPI) ha comu-
nicato ad A._______ la sua intenzione di non rilasciargli il permesso B
richiesto e dell'infrazione molto grave alla LStup di cui egli si è reso
protagonista, con decisione incidentale del 30 ottobre 2006, l'autorità
adita ha respinto l'istanza tendente alla restituzione dell'effetto
sospensivo al ricorso presentata dal ricorrente.
J.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso
del 29 novembre 2006, l'UFM ha rilevato che nel suo scritto 20 ottobre
2006 la SPI ha manifestato l'intenzione di non tollerare la presenza del
ricorrente sul suo territorio dopo la scarcerazione ed in ogni caso di
non volergli rilasciare un permesso B, volontà peraltro ribadita nella
sua presa di posizione del 29 novembre seguente. Quo alla lingua del-
la procedura, l'autorità di prime cure ha poi affermato che la decisione
di estensione era stata emanata su richiesta della autorità zurighesi, e
che, giusta l'art. 37 PA, si giustificava pertanto l'utilizzo della lingua te-
desca.
K.
Con decisione del 1° dicembre 2006, l'UFM ha pronunciato nei con-
fronti di A._______ un divieto d'entrata in Svizzera di durata illimitata.
Scarcerato il 4 dicembre successivo, il ricorrente è stato rimpatriato il
giorno stesso.
L.
Invitato ad esprimersi in merito al preavviso dell'autorità intimata, con
replica del 13 gennaio 2007, l'interessato si è sostanzialmente ricon-
fermato nelle proprie allegazioni. Egli ha poi affermato che lo scritto
del 20 ottobre 2006 della SPI è nullo a causa delle gravi violazioni pro-
cedurali e della non competenza del servizio che lo ha emanato, di
modo che le considerazioni dell'UFM che si basano su di esso sono
parimenti e di conseguenza da considerare nulle.
Diritto:
1.
Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS
173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di se-
guito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF.
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In particolare, le decisioni in materia di estensione di un ordine canto-
nale di partenza a tutto il territorio della Confederazione rese dall'UFM
- il quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come defi-
nita all'art. 33 let. d LTAF - possono essere impugnate, conformemente
all'art. 20 cpv. 1 vLDDS, dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definiti-
va (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 4 della
legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS
173.110]).
I ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato
o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 sono
trattati dal TAF sulla base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2
LTAF).
2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della vLDDS conformemente all'art. 125 LStr (in relazione con la
cifra I del suo allegato).
Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima
del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le vecchie disposi-
zioni di legge (cfr. ATAF 2008/1 consid. 2). Ciò è il caso nella presente
fattispecie; il vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile.
Conformemente alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126
cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate prima
dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo
diritto.
Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davan-
ti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).
3.
A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e il suo ricorso, pre-
sentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr.
art. 50 e 52 PA).
4.
Nel suo gravame del 13 settembre 2006, il ricorrente ha affermato che
la motivazione della decisione impugnata non è tale da permettere di
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comprendere quali siano le valutazioni che l'UFM ha posto alla base
della propria decisione, di modo che essa non soddisfa i requisiti posti
dall'art. 35 PA; l'autorità è dunque venuta meno all'obbligo di motiva-
zione. L'interessato si prevale quindi implicitamente di una violazione
del suo diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 della Costi-
tuzione federale della Confederazione del 18 aprile 1999 (Cst., RS
101). A._______ ha inoltre rilevato come, nonostante la sua presa di
posizione del 30 giugno 2006 fosse stata redatta in italiano, la deci-
sione in oggetto è stata emanata in tedesco, con conseguente viola-
zione del suo diritto ad ottenere una decisione in italiano.
4.1
4.1.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è ancorata nell'art. 29
cpv. 2 Cst, comprende il diritto per la persona interessata di prendere
conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b),
di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione
sia emessa nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ot-
tenere che sia dato seguito alle sue offerte di prove pertinenti, di par-
tecipare all'amministrazione delle prove essenziali o almeno di poter
esprimersi sul suo risultato, allorquando questo è proprio ad influenza-
re la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurispru-
denza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di
essere sentito è consacrato dagli art. 26-28 (diritto di esaminare gli
atti), dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito strictu sensu) e dall'art.
35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).
4.1.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, defini-
to dalle norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari
e a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di im-
pugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso even-
tualmente adita di esercitare convenientemente il suo controllo (cf.
DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8
consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del
Tribunale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007
consid. 5.1.1). Si è in presenza di una violazione del diritto di essere
sentito se l'autorità non soddisfa al suo obbligo di esaminare e di
trattare i problemi pertinenti (cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8
consid. 2c). Per adempiere a tali esigenze, è sufficiente che il giudice
(o l'autorità) menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha
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fondato la sua decisione, in modo da permettere all'interessato di
apprezzare la portata di quest'ultima e di impugnarla in piena
conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In generale, la portata
dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da
giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e
dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento
dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca pregiudizio ai
diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione deve
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non
è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argomentazioni e
mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di limitarsi a
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).
Il diritto di ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia
costituzionale di natura formale, la cui violazione causa in principio
l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle
possibilità di esito positivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 19
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e
giurisprudenza citata). Eccezionalmente un'eventuale violazione del
diritto di essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che
ha emanato la decisione ha preso posizione in merito alle
argomentazioni decisive nel quadro dello scambio degli scritti e che
l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di
fronte ad un'autorità di ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia
che quella dell'autorità inferiore (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF
130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 124 V 389
consid. 5a e 180 consid. 4a).
4.1.3 Nella fattispecie, la motivazione della decisione impugnata risul-
ta relativamente stringata, ciò non ha tuttavia impedito ad A._______
di comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore.
Nell'ambito del ricorso presentato al Tribunale, egli ha infatti potuto di-
fendersi in maniera corretta. Concretamente il ricorrente è stato in gra-
do di dedurre i fatti su cui la decisione si fonda e le ragioni per cui è
stata pronunciata. Infine, anche nella denegata ipotesi in cui la deci-
sione venisse considerata non sufficientemente motivata e unicamente
a titolo sussidiario, si rileva che tale carenza sarebbe comunque sana-
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ta dall'impugnazione della stessa davanti al Tribunale, il quale dispone
di piena cognizione. In occasione del preavviso inoltre, l'autorità infe-
riore ha avuto modo di esprimersi sul contenuto del ricorso e di com-
pletarne le motivazioni, successivamente notificate all'interessato, al
quale è stato concesso il diritto di replica di cui ha fatto uso (cfr. DTF
116 V 39/40 consid. 4b).
Visto quanto sopra, la censura del ricorrente in ordine all'insufficienza
della motivazione, e quindi alla violazione del suo diritto di essere sen-
tito, risulta infondata.
4.2 L'art. 33a cpv. 1 PA, il quale ricalca l'art. 37 PA in vigore fino al
31 dicembre 2006, prevede che il procedimento si svolge in una delle
quattro lingue ufficiali, di regola nella lingua in cui le parti hanno pre-
sentato o presenterebbero le conclusioni. Questa disposizione non
conferisce pertanto alcun diritto per una parte a che l'autorità federale
di prima istanza emani una decisione nella sua lingua madre, seppur
lingua ufficiale, ma unicamente a che la procedura sia condotta in una
lingua ufficiale, ciò che è il caso nella fattispecie.
A titolo abbondanziale, il Tribunale constata che il ricorrente ha perfet-
tamente compreso i fatti su cui si fonda la decisione impugnata, non-
ché il suo contenuto e portata, difendendosi in maniera appropriata in
sede di ricorso, di modo che l'emanazione di una decisione in tedesco
non gli ha arrecato pregiudizio alcuno.
Ne consegue che la censura di A._______ in ordine alla lingua delle
decisione impugnata e della procedura risulta essere infondata.
5.
5.1 Giusta l'art. 12 cpv. 1 vLDDS lo straniero che non è al beneficio di
alcun permesso può in ogni tempo essere obbligato a lasciare la Sviz-
zera. Lo straniero è obbligato a lasciare il Cantone alla scadenza del
permesso (art. 12 cpv. 2 vLDDS). In virtù dell'art. 12 cpv. 3 prima frase
vLDDS lo straniero è inoltre tenuto a partire quando gli sia rifiutata la
concessione o la proroga di un permesso. In questi casi, l'autorità gli
assegna un termine di partenza. Se l'autorità è cantonale, l'ordine di
partire vale solo per il territorio del cantone; se l'autorità è federale, lo
straniero deve lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 seconda e terza frase
LDDS).
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5.2 L'autorità federale competente può trasformare l'ordine di lasciare
un cantone in un ordine di lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 quarta
frase vLDDS). Si tratta in questi casi di una decisione di estensione,
come quella oggetto della presente procedura. L'UFM estenderà, di re-
gola, a tutto il territorio della Confederazione, gli effetti del provvedi-
mento cantonale sempreché, per ragioni speciali, non si voglia dare
allo straniero la possibilità di chiedere un permesso in un altro cantone
(art. 17 cpv. 2 in fine vODDS).
6.
6.1 Nel quadro della presente procedura il ricorrente si prevale del fat-
to che in data 4 settembre 2006 egli ha inoltrato presso le competenti
autorità ticinesi una domanda tendente al rilascio di un permesso di di-
mora, richiesta non priva di fondamento, di modo che l'autorità federa-
le non avrebbe potuto emanare una decisione di estensione ai sensi
dell'art. 17 cpv. 2 vODDS, senza attendere l'esito della suddetta do-
manda. L'interessato ha poi affermato che lo scritto del 20 ottobre
2006 della SPI è nullo a causa delle gravi violazioni procedurali e della
non competenza del servizio che lo ha adottato, di modo che le consi-
derazioni dell'UFM che si basano su di esse sono parimenti e di con-
seguenza da considerare nulle.
6.2 L'estensione a tutto il territorio svizzero di un ordine cantonale di
partenza costituisce la regola generale, così come specificato all'art.
17 cpv. 2 in fine vODDS. Questa estensione è infatti considerata come
un automatismo (cfr. DTF 110 Ib 201 consid. 1c e Giurisprudenza delle
autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 63.1 consid. 11c,
62.52 consid. 9 e 57.14 consid. 5 ; URS BOLZ, Rechtsschutz im Auslän-
der- und Asylrecht, Basilea/Francoforte sul Meno 1990, pag. 62 seg.;
cfr. a questo titolo la sentenza del Tribunale amministrativo federale
C-8088/2007 del 7 marzo 2008, consid. 3.1 e dottrina ivi citata).
In queste condizioni, i motivi che hanno condotto le autorità cantonali
di polizia degli stranieri zurighesi, dopo una ponderazione degli
interessi pubblici e privati in presenza, a rifiutare il rilascio o il rinnovo
di un permesso e a pronunciare l'allontanamento dello straniero dal
loro territorio (nella fattispecie in virtù della grave infrazione alla LStup
di cui l'interessato si è reso protagonista), non possono essere rimessi
in discussione nell'ambito della presente procedura federale di
estensione. Pertanto, gli argomenti tendenti a dimostrare che lo
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straniero ha un interesse preponderante a rimanere in Svizzera (legati,
ad esempio, alla durata del suo soggiorno, al suo comportamento
individuale e al suo grado d'integrazione socioprofessionale in questo
paese, o ai suoi legami personali con quest'ultimo), i quali rilevano
della procedura cantonale di permesso e delle relative vie di ricorso,
non hanno più ad essere esaminati dalle autorità federali di polizia
degli stranieri (riservata l'esistenza di eventuali ostacoli all'esecuzione
dell'allontanamento ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS). Del resto,
in virtù delle normative inerenti la ripartizione delle competenze in
materia di polizia degli stranieri tra la Confederazione ed i cantoni, non
ricade nelle competenze delle autorità federali di polizia degli stranieri
la facoltà di rimettere in causa le decisioni cantonali di rifiuto di
permesso e di allontanamento cresciute in giudicato; in altre parole di
costringere i cantoni a regolarizzare la presenza di stranieri ai quali
hanno definitivamente rifiutato il proseguimento del soggiorno sul loro
territorio (cfr. a questo titolo l'art. 18 cpv. 1 vLDDS il quale prevede che
la decisione cantonale che rifiuta un permesso è definitiva). La
presente procedura di estensione ha dunque quale oggetto
esclusivamente quello di determinare se è a giusto titolo che l'UFM ha
esteso gli effetti di una siffatta decisione a tutto il territorio della
Confederazione in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 quarta frase vLDDS
(cfr. GAAC precitati).
Ne discende che, tenuto conto del fatto che l'estensione a tutto il
territorio svizzero della decisione cantonale di allontanamento
costituisce la regola generale, l'autorità federale di polizia degli
stranieri deve limitarsi ad esaminare, a questo stadio della procedura,
se sussistono dei motivi speciali tali da giustificare la rinuncia
all'estensione in applicazione dell'art. 17 cpv. 2 in fine vODDS, così da
permettere allo straniero di chiedere un permesso in un altro cantone
(cfr. DTF 129 II 1 consid. 3.3). Dal momento che la rinuncia
all'estensione non ha alcuna incidenza sull'illegalità del soggiorno in
Svizzera in quanto tale e che una situazione irregolare non può essere
tollerata, si può rinunciare ad un'estensione unicamente allorquando
una procedura di autorizzazione è pendente in un cantone terzo e che
tale cantone abbia autorizzato lo straniero a soggiornare sul suo
territorio per la durata della procedura. In effetti, qualora lo straniero
non presenti alcuna domanda di permesso in un cantone terzo o se
questa domanda appare sin dall'inizio priva di esito positivo, gli
incombe di lasciare la Svizzera (cfr. DTF 129 precitato, ibidem).
Pagina 11
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7.
7.1 Nella fattispecie si constata che con sentenza del 6 giugno 2006 il
Migrationsamt del canton Zurigo ha rifiutato di concedere ad
A._______ il rinnovo del suo permesso di dimora, decisione poi
cresciuta in giudicato a seguito del ritiro da parte della moglie
dell'interessato del ricorso interposto avverso la medesima. Il suddetto
Ufficio ha quindi pronunciato l'immediato rinvio dell'interessato dal
territorio zurighese ad espiazione della pena avvenuta.
7.2 Dagli atti di causa si evince che in data 4 settembre 2006, quindi
solo dopo circa un mese e mezzo dall'emanazione della decisione
contestata, A._______ ha introdotto una procedura tendente all'ot-
tenimento di un permesso presso le autorità ticinesi, prevalendosi di
particolari legami personali e professionali in questo cantone. Ora, con
scritto del 20 ottobre 2006, la SPI ha comunicato all'interessato la sua
intenzione di non rilasciare il permesso B con attività richiesto. Quo
alle contestazioni del ricorrente in merito al modus operandi delle au-
torità ticinesi che ha portato all'emanazione della succitata decisione,
si rammenta che non rientra nelle competenze del Tribunale, nel qua-
dro della presente procedura, rimettere in causa le decisioni cantonali
in oggetto (cfr. consid. 6.2 supra). A questo proposito si rileva inoltre
che egli non ha mai dimostrato di avere formalmente contestato la
posizione delle autorità cantonali nelle dovute sedi. In conclusione,
non esiste pertanto alcun cantone terzo dichiaratosi disposto a
regolare le condizioni di soggiorno del ricorrente sul proprio territorio
(cfr. GAAC 62.52 consid. 9).
Date le circostanze, il TAF è portato a considerare che non sussistono,
in casu, dei motivi speciali suscettibili di giustificare un'eccezione alla
regola generale prevista all'art. 17 cpv. 2 in fine vODDS. L'estensione
a tutto il territorio della Confederazione dell'ordine cantonale di parten-
za pronunciato dall'UFM si rivela dunque essere perfettamente fonda-
ta.
8.
8.1 Nella misura in cui A._______ non ottiene il rinnovo del permesso
di dimora, è a ragione che l'autorità di prime cure ha pronunciato il suo
rinvio dalla Svizzera giusta l'art. 12 vLDDS. Occorre tuttavia ancora
analizzare se l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammissibile
e ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS.
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L'esecuzione non è possibile se lo straniero non può partire o essere
allontanato né verso il Paese d'origine o di provenienza, né verso un
Paese terzo. L'esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del
viaggio dello straniero verso il Paese d'origine o di provenienza o in
uno Stato terzo è contrario a impegni di diritto internazionale.
L'esecuzione non è ragionevolmente esigibile in particolare se implica
per lo straniero un'esposizione concreta a pericolo (art. 14a cpv. 2 a 4
vLDDS).
8.2 Il ricorrente possiede i documenti necessari o gode per lo meno
della possibilità di intraprendere presso la rappresentanza del suo
paese d'origine i passi volti ad ottenere i documenti di viaggio che gli
permettono di fare ritorno in Kosovo. Ne discende che nessun ostacolo
insormontabile di ordine tecnico si opponeva all'esecuzione del suo
rinvio (art. 14a cpv. 2 vLDDS).
8.3 Per quanto attiene l'ammissibilità dell'esecuzione di tale rinvio, il
ricorrente non ha sostenuto, né tanto meno dimostrato, che esso
sarebbe stato contrario ad impegni di diritto internazionale assunti
dalla Svizzera. Non è infatti per nulla accertato che l'interessato
potrebbe subire una persecuzione da parte delle autorità del suo
paese e che rischierebbe quindi di essere personalmente e
concretamente sottoposto a torture o a pene o trattamento inumani o
degradanti in violazione dell'art. 3 della Convenzione del 4 novembre
1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU, RS 0.101). Ne consegue che l'esecuzione del
rinvio del ricorrente era ammissibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 3 vLDDS
(cfr. Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione
[GAAC] 60.97, 57.56, 56.50; WALTER KÄLIN, Grundriss des
Asylverfahrens, 1990, pag. 245 e riferimenti ivi citati).
8.4 Infine, il ricorrente non ha sostenuto, né tanto meno dimostrato,
che un ritorno nel suo paese d'origine avrebbe implicato per lui
un'esposizione concreta a pericolo. Nessun ostacolo insormontabile
ostava quindi all'esecuzione del rinvio, di modo che esso deve essere
considerato ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 4
vLDDS.
Alla luce di quanto esposto, il Tribunale ritiene pertanto che
l'esecuzione del rinvio di A._______ era possibile, ammissibile e
ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14 a cpv. 2-4 vLDDS.
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9.
Ne discende che l'UFM con decisione del 20 luglio 2006 non ha violato
il diritto federale, né abusato del suo potere d'apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art.
49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.
10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vanno poste a carico
del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS
173.320.2).
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di Fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente e
sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato in data
9 ottobre 2006.
3.
Comunicazione a:
- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarti --- e --- di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-
zione (incarti cantonali di ritorno)
- Migrationsamt des Kanton Zürich, per informazione (incarto canto-
nale di ritorno)
La presidente del collegio: Il cancelliere:
Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini
Data di spedizione:
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