Corte II I
C-7525/2007
{T 0/2}
Sentenza del 16 giugno 2008
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Blaise Vuille, Bernard Vaudan,
cancelliere Graziano Mordasini.
C._______,
patrocinata dall'Avv. Maura Colombo,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-7525/2007
Ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con lettere del 28 luglio e 20 agosto 2007 A._______, cittadina
senegalese domiciliata a B._______, ha invitato la madre C._______,
cittadina senegalese nata il..., a venire in Svizzera per una visita,
garantendo nel contempo l'assunzione di tutte le spese, vitto, alloggio
ed ogni altra incombenza di ordine finanziario relative al soggiorno di
quest'ultima;
che essa ha inoltre affermato che durante il suo soggiorno sul territorio
della Confederazione la madre, la quale soffre di disturbi di pressione
comunque non tali da pregiudicarne il rientro in patria, sarà visitata dal
medico di famiglia e informato che quest'ultima, analfabeta, sarà
accompagnata in Svizzera da un'altra figlia la quale presenterà pure
una domanda di visto;
che l'invitante ha infine precisato come C._______, la quale vive in
patria con il marito, quattro figli e quattro nipoti, avrebbe fatto ritorno in
Senegal nei termini prescritti;
che in data 20 agosto 2007, C._______ ha presentato all'Ambasciata
di Svizzera a Dakar una domanda di visto turistico per la Svizzera, al
fine di soggiornare per un periodo di tre settimane presso la figlia
A._______ e il genero D._______, precisando nel contempo di essere
coniugata e pensionata;
che a sostegno della succitata domanda di visto, l'interessata ha in
particolare prodotto agli atti una dichiarazione con la quale si
impegnava a lasciare la Svizzera al termine del visto postulato, una
copia dell'assicurazione viaggio conclusa in suo favore, una copia
della riservazione di un biglietto aereo per la Svizzera, un certificato
medico attestante che essa non soffre di alcuna patologia clinicamente
percettibile ad eccezione di un'ipertensione arteriosa, nonché una
dichiarazione del medico curante dell'invitante con la quale egli
conferma che avrebbe sottoposto l'interessata ad una visita medica al
momento del suo arrivo in Svizzera;
che in data 8 ottobre 2007, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto
dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera nei confronti di C._______,
considerando in sostanza che, tenuto conto della situazione
socioeconomica prevalente in Senegal, ed in particolare delle disparità
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economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal
territorio della Confederazione alla scadenza del soggiorno previsto
non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata;
che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato il fatto che l'interessata
non può avvalersi di legami professionali stretti con il suo paese
d'origine e che la presenza della figlia in Svizzera potrebbe costituire
un ulteriore motivo per stabilirvisi durevolmente;
che con scritto del 2 novembre 2007, agendo per il tramite del suo
patrocinatore, C._______ ha interposto ricorso avverso la precitata
decisione, chiedendone l'annullamento e il rilascio di un'autorizzazione
d'entrata in Svizzera, ed affermando di intrattenere stretti legami con il
Senegal, paese in cui vivono il marito e nove figli e dove gode di una
situazione economica di tutto rispetto in rapporto alla realtà del paese;
che l'interessata ha inoltre rilevato che, data la sua età (71 anni), è
normale che non abbia dei legami professionali in patria,
rammentando nel contempo come la figlia ed il genero si fossero
assunti tutte le spese relative alla sua visita, portandosi inoltre garanti
del suo rientro in patria al termine della stessa;
che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 28 dicembre
2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il
rientro in patria di C._______ non fosse sufficientemente garantito e
sottolineando che i motivi di tipo economico e familiare sollevati dalla
ricorrente andavano relativizzati in ragione delle importanti disparità
socioeconomiche esistenti tra il Senegal e la Svizzera;
che, invitata a prendere posizione in merito al preavviso dell'autorità
intimata, la ricorrente non ha reagito;
che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS
173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli
art. 33 e 34 LTAF;
che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione
d'entrata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità
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dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF -
possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS
173.110]);
che l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio
1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri (vOEnS,
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007
concernente la procedura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RS
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli
stranieri (vOLS, RU 1986 1791), conformemente all'art. 91
dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);
che la domanda oggetto della presente procedura di ricorso è stata
presentata prima dell'entrata in vigore della LStr, il vecchio diritto
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;
che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate
prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal
nuovo diritto;
che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura
davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37
LTAF);
che C._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso,
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile
(cfr. art. 50 e 52 PA);
che per l'entrata in Svizzera gli stranieri devono disporre di un visto
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);
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che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);
che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi
terranno conto degli interessi morali ed economici del paese nonché
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della
popolazione svizzera e quello della popolazione straniera residente
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);
che la Svizzera non può accogliere tutti gli stranieri che desiderano
venire in questo paese, sia che si tratti di soggiorni di breve che di
lunga durata, quindi è legittimo applicare una politica restrittiva in
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.; ALAIN
WURZBURGER, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal
[RDAF] 1997, p. 287);
che esse devono quindi assicurarsi che gli stranieri ammessi in
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare
nel loro paese d'origine, in caso di bisogno o al termine del loro
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);
che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico
svizzero non garantisce alcun diritto all'entrata in Svizzera, né alla
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv.
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p.
24; PETER UEBERSAX, Einreise und Anwesenheit in: Uebersax/Münch/
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28
ss);
che il visto è rifiutato se lo straniero non adempie alle condizioni
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza
dalla Svizzera avverrà nei termini prescritti (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c
vOEnS);
che un visto è inoltre rifiutato qualora sussistono fondati dubbi sullo
scopo del soggiorno (cfr. art. 14 cpv. 2 let. c vOEnS);
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che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato
allorquando il rientro nel paese d'origine non è assicurato, sia in
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in
funzione della situazione personale del richiedente;
che nella fattispecie, tenuto conto dell'insieme delle risultanze
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di C._______ alla
scadenza del soggiorno previsto non può essere considerata come
sufficientemente assicurata;
che in effetti, in ragione della situazione socio-economica difficile
regnante in Senegal, e viste le considerevoli disparità economiche
esistenti tra questo paese e la Svizzera, il TAF non può escludere il
rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del
visto richiesto;
che l'esperienza insegna inoltre che sovente i beneficiari di un
permesso d'entrata, dal momento in cui si trovano in Svizzera, non
prendono più in considerazione il ritorno nel loro paese d'origine, e
che, nonostante le promesse di lasciare il territorio della
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;
che, in ragione della situazione personale di C._______, questa ipotesi
non può essere esclusa nella fattispecie;
che dalle informazioni fornite alle autorità elvetiche nel corso della
procedura si evince che il marito e nove figli della richiedente vivono in
Senegal;
che, sebbene si debba riconoscere che dei legami familiari così stretti
siano tali, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in
patria al termine del soggiorno auspicato, essi non sono comunque
sufficienti ad assicurarne il ritorno nel paese d'origine;
che, tuttavia, nella misura in cui la richiedente ritrova in Svizzera la
figlia e il genero, non si può escludere che, una volta arrivata sul
territorio della Confederazione, essa tenti con ogni mezzo di restarvici;
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che nel quadro della procedura inerente la sua domanda di visto
C._______ ha affermato di essere pensionata e che di conseguenza
non intrattiene alcun legame professionale con il Senegal;
che nel suo ricorso del 2 novembre 2007, l'interessata ha certo rilevato
di godere di una buona situazione economica secondo gli standard di
vita senegalesi, senza tuttavia fornire alcun documento tale da
comprovare tali affermazioni, le sue dichiarazioni a questo proposito
rimangono pertanto alla stadio della mera allegazione di fatto;
che la ricorrente ha rinunciato al suo diritto di replicare e non ha quindi
apportato alcuna ulteriore delucidazione in merito alla sua situazione
personale e finanziaria;
che nelle sue lettere di invito del 28 luglio, rispettivamente 20 agosto
2007, A._______ ha affermato che durante il suo soggiorno sul
territorio della Confederazione la madre sarebbe stata visitata dal
medico di famiglia, come peraltro confermato da quest'ultimo (cfr.
dichiarazione del medico dell'8 agosto 2007);
che, malgrado risulti dal certificato medico agli atti allestito dal medico
senegalese che C._______ non soffre di alcuna patologia clinicamente
percettibile ad eccezione di un'ipertensione arteriosa, non si può
escludere che dall'esame medico a cui si sottoporrà in Svizzera risulti
che essa non sia più in grado di viaggiare, con conseguente incapacità
di lasciare il territorio della Confederazione al termine del soggiorno
auspicato;
che, sebbene sia stata conclusa un'assicurazione viaggio in favore
dell'interessata, rimangono aperti dei quesiti in merito alla presa a
carico di eventuali costi per cure mediche e degenze ospedaliere;
che infine, in una domanda di informazioni all'intenzione del segretario
generale del Dipartimento federale degli affari esteri (cfr. email
dell'8 agosto 2007), D._______ ha richiesto delle delucidazioni in
merito alla possibilità della suocera di rimanere in Svizzera, ciò che fa
sorgere dei dubbi in merito alle reali intenzioni degli invitanti (cfr. art.
14 cpv. 2 let. c vOEnS);
che, di transenna, il rifiuto di cui è stata oggetto C._______ non è tale
da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con la figlia e
il genero residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi renderle a loro
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volta visita, e questo nonostante gli inconvenienti di ordine pratico o
economico che ne potrebbero derivare;
che le garanzie fornite da A._______ e D._______ in relazione alla
presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato, nonché
le loro assicurazioni secondo le quali l'invitata avrebbe lasciato la
Svizzera allo spirare del visto, non sono tali da impedire ad un
cittadino straniero, una volta sul territorio elvetico, di intraprendere i
passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. sentenza del
Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);
che l'esperienza ha a più riprese dimostrato come le dichiarazioni
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo
scadere del visto, così come le garanzie finanziarie fornite
dall'ospitante, costituiscono delle semplici dichiarazioni d'intenzione,
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la
partenza di un cittadino straniero nei termini stabiliti (cfr.
Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione
[GAAC] 57.24);
che a questo proposito occorre precisare che il rifiuto
dell'autorizzazione d'entrata in oggetto non è tale da mettere in
discussione la buona fede di persone residenti regolarmente in
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un
soggiorno turistico;
che l'avvenuta stipulazione in favore di C._______ di una polizza
assicurativa relativa al suo prospettato soggiorno in Svizzera non è
tale da modificare la situazione, in quanto le garanzie fornite sul piano
finanziario, sebbene siano effettivamente prese in considerazione al
momento di pronunciarsi sulla questione di sapere se un visto può
essere accordato ad un cittadino straniero che lo sollecita, non
possono essere considerate come decisive, nella misura in cui esse
non vincolano la richiedente, la quale risponde individualmente del
proprio comportamento e di conseguenza non permettono
minimamente di escludere l'eventualità che l'interessata, una volta in
Svizzera, non cerchi di prolungare la sua presenza (cfr. a questo
proposito la sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 sopra citata);
che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria
della richiedente non può essere considerato come sufficientemente
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), e che sussistono dei fondati
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dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c vOEns), di
modo che le condizioni per il rilascio di un permesso d'entrata non
sono adempiute;
che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art.
49 PA);
che il ricorso è respinto;
che le spese di procedura sono pertanto poste a carico della ricorrente
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli art. 1 a 3 del
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]);
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, pari a Fr. 600.-, sono poste a carico della
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato
in data 23 novembre 2007.
3.
Comunicazione a:
- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 313 504 di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per
informazione (incarto cantonale di ritorno)
La presidente del collegio: Il cancelliere:
Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini
Data di spedizione:
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