Corte II I
C-7942/2007
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 1 5 d i c e m b r e 2 0 0 9
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Blaise Vuille, Antonio Imoberdorf,
cancelliera Mara Vassella.
A._______,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Divieto d'entrata in Svizzera.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-7942/2007
Fatti:
A.
Entrato in Svizzera in data 1° agosto 2004, A._______, cittadino
dominicano e italiano nato il ..., è stato posto al beneficio di un per-
messo di dimora temporaneo L-CE/AELS (Comunità
europea/Associazione europea di libero scambio) al fine di poter
assolvere un tirocinio in qualità di muratore a partire dal 2 novembre
2004 sino al 1° novembre 2007 presso l'impresa di costruzioni
Primonato Franco con sede a Losone/TI.
Il 30 agosto 2005 la Divisione della formazione professionale di
Breganzona/TI ha constatato lo scioglimento del suddetto contratto di
tirocinio avvenuto il 21 aprile 2005 in seguito al cambiamento di lavoro
dell'interessato.
Con decisione del 9 dicembre 2005, la Sezione dei permessi e
dell'immigrazione (SPI) della Repubblica e Cantone Ticino ha inflitto
all'interessato una multa di Fr. 170.- tassa di giustizia e spese
comprese, per avere lavorato dal 2 novembre al 22 novembre 2004
privo della necessaria autorizzazione di soggiorno.
B.
Con decreto di accusa dell'11 settembre 2006, cresciuto in giudicato il
20 ottobre 2006, il Procuratore pubblico della Repubblica e Cantone
Ticino ha dichiarato l'interessato colpevole di ripetuta contravvenzione
alla legge federale del 4 ottobre 1985 sul trasporto pubblico (LTP, RS
742.40) condannandolo alla multa di Fr. 100.-, al versamento alla parte
civile FFS dell'importo di Fr. 361.40 a titolo di risarcimento, al paga-
mento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie di Fr. 100.-.
C.
Con missiva del 20 giugno 2007 all'attenzione della SPI, il pubblico
Ministero di Lugano ha dichiarato che contro l'interessato era in corso
una procedura penale, segnatamente per infrazione aggravata alla
legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze
psicotrope (LStup, RS 812.121) nonché alla legge federale del 19
dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01),
sottolineando che non era possibile trasmettere i diversi verbali
dell'accusato, rimanendo tuttavia disponibile per un'eventuale visione
degli incarti di causa.
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D.
Con sentenza del 16 agosto 2007 cresciuta in giudicato, la Corte delle
assise correzionali di Bellinzona ha condannato l'interessato alla pena
detentiva di 24 mesi sospesi condizionalmente per un periodo di prova
di cinque anni e al pagamento di Fr. 200.- delle tasse di giustizia e
delle spese processuali per infrazione aggravata alla LStup e alla
LCStr, in particolare per avere nel periodo dal febbraio 2006 fino al
gennaio 2007 venduto, offerto a terzi, acquistato, detenuto nonché
negoziato per conto di terzi un quantitativo di all'incirca 476 grammi di
cocaina nonché per aver sottratto il 6 ottobre 2006 a scopo d'uso una
vettura e avervi circolato privo della licenza di condurre. Detenuto dal
15 gennaio 2007, l'interessato è stato scarcerato il giorno stesso.
E.
In data 19 novembre 2007 l'UFM ha emesso una decisione di divieto
d'entrata nei confronti dell'interessato valevole da subito e di durata illi-
mitata, motivandola come segue:
"Straniero il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-
mento (infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti; circolazione senza li-
cenza di condurre; furto d'uso) e per motivi di ordine e di sicurezza pubblici."
L'autorità di prime cure ha altresì tolto l'effetto sospensivo alla decisio-
ne, la quale è stata notificata brevi manu in data 20 novembre 2007.
F.
Il 22 novembre 2007, agendo per il tramite del suo patrocinatore,
l'interessato è insorto avverso la detta decisione chiedendone l'annul-
lamento e la restituzione al ricorso dell'effetto sospensivo tolto dall'au-
torità intimata. In sostanza il ricorrente ha fatto valere la violazione del
diritto nonché un accertamento inesatto e incompleto dei fatti giuridi-
camente rilevanti, ritenendo tale misura ingiustificata, palesemente
sproporzionata e inadeguata. Il ricorrente ha poi asserito che in sede
penale gli era stata inflitta una pena sospesa condizionalmente in
ragione della prognosi favorevole formulata nei suoi confronti. Egli ha
aggiunto che il suo arrivo in Svizzera sarebbe avvenuto al fine di ri-
congiungersi con la madre e che in un ambiente totalmente nuovo era
incappato in cattive amicizie, precisando tuttavia di aver trovato subito
dopo la scarcerazione un impiego presso l'azienda edilizia B._______.
Egli ha inoltre rilevato che non sarebbe sostenibile addurre le ragioni
di "ordine e sicurezza pubblici" per allontanare un giovane cittadino
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italiano che risiede in Svizzera con la propria famiglia dal 2004,
essendovi fra l'altro innumerevoli ragioni d'interesse privato pre-
ponderante. Infine il ricorrente ha dichiarato che obbligarlo ad ab-
bandonare la Svizzera significherebbe innanzitutto violare il suo diritto
al rispetto della vita famigliare ai sensi dell'art. 8 della Convenzione del
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle
libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) e dell'art. 3 dell'Allegato I
dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da
una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sul-
la libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681), sottoli-
neando che l'emissione del provvedimento amministrativo nei suoi
confronti avrebbe violato il suo diritto di essere sentito.
G.
Con decisione incidentale del 29 novembre 2007, il Tribunale
amministrativo federale (di seguito: TAF o il Tribunale) ha respinto
l'istanza tendente alla restituzione dell'effetto sospensivo al ricorso.
H.
Con missiva del 30 novembre 2007, l'interessato ha ribadito la sua
difficile situazione, essendo costretto a lasciare la propria famiglia nel
giro di una settimana perdendo nel contempo il suo quadro familiare,
l'alloggio nonché il lavoro che era riuscito a trovare e dichiarando tale
situazione sproporzionata e contraria all'ALC. Con missiva dello stesso
giorno il ricorrente ha inviato una dichiarazione del Municipio di
C._______, nella quale si certificava la residenza dell'interessato in
questo Comune.
I.
Con complemento delle motivazioni di merito del 17 dicembre 2007, il
ricorrente si è riconfermato nelle sue considerazioni e ha sottolineato
che l'art. 13 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, RS 142.20) prevede un
divieto d'entrata di al massimo tre anni e pertanto il divieto di durata il-
limitata è contrario alla LDDS. Egli ha asserito che prima di raggiunge-
re la madre in Svizzera ha atteso di terminare l'anno scolastico ancora
in corso in Italia ed ha fatto valere che avrebbe dovuto essere posto al
beneficio di un permesso di dimora "B" come la madre e non di un
permesso di dimora temporaneo "L" giusta l'art. 3 cpv. 4 dell'ALC. Egli
ha poi aggiunto che conformemente alla giurisprudenza della Corte di
Giustizia delle Comunità europee (CGDE) non è ammesso che un
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cittadino comunitario condannato per traffico di stupefacenti sia
oggetto di una misura di allontanamento immediato. L'interessato ha
infine eccepito che la detta decisione è stata presa in modo
"automatico", senza procedere ad un approfondimento serio della sua
situazione personale e dell'effettivo e concreto grado di pericolo che
potrebbe costituire per la società.
J.
In data 12 febbraio 2008, agendo per il tramite del suo avvocato, il
ricorrente ha inoltrato l'istanza volta ad ottenere il gratuito patrocinio,
la quale è stata accolta con decisione incidentale del 18 febbraio 2008.
A tale istanza l'interessato ha allegato una dichiarazione dell'8
febbraio 2008 dell'azienda edilizia B._______, la quale si dichiara
eventualmente disposta a riassumere l'interessato qualora facesse
rientro in Svizzera.
K.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto ricorso, con preavviso
del 10 marzo 2008, l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione
del gravame. In sostanza l'UFM ha affermato che il comportamento del
ricorrente ha palesemente urtato l'interesse pubblico, costituendo così
una minaccia reale all'ordine e alla sicurezza pubblici. L'autorità
inferiore ha infine affermato che da un'attenta ponderazione degli
interessi in presenza risulta che l'interesse pubblico all'allontanamento
dal territorio elvetico del ricorrente prevale sull'interesse privato di
quest'ultimo a farvi rientro.
L.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del
14 aprile 2008, il ricorrente ha affermato di non avere precedenti pena-
li e che era sua volontà inserirsi socialmente e professionalmente in
Ticino, riprendendo in sostanza quanto già affermato nell'atto ricorsua-
le.
M.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del
16 maggio 2008, l'UFM si è riconfermato nelle sue allegazioni di fatto
e di diritto.
N.
In data 30 giugno 2009, a seguito di una richiesta di complemento
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d'istruttoria, l'interessato ha inoltrato il suo estratto del casellario
giudiziale, dal quale risulta essere incensurato.
O.
Invitato a produrre la documentazione atta ad informare l'autorità scri-
vente sulla sua situazione personale e professionale posteriore
all'epoca del ricorso, con scritto del 5 ottobre 2009 il patrocinatore
dell'interessato ha comunicato di non essere in misura di fornire le in-
formazioni richieste.
Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della
legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In
particolare, le decisioni in materia di divieto d'entrata in Svizzera rese
dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale
come definita all'art. 33 let. d LTAF - possono essere impugnate
dinanzi al TAF che nella presente fattispecie giudica quale autorità di
grado inferiore al Tribunale federale (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione
con l'art. 11 cpv. 1 ALC).
1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura
davanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).
1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso,
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile
(cfr. art. 50 e 52 PA).
2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione con il
suo allegato 2, cifra I.
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Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima
del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le vecchie disposi-
zioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). In concreto la decisione
impugnata è stata emessa prima dell'entrata in vigore della LStr; per
l'esame materiale del presente ricorso ci si deve riferire alla normativa
precedente, segnatamente all'art. 13 cpv. 1 LDDS, come pure alle
corrispondenti disposizioni di applicazione.
Giusta l'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande
presentate prima dell'entrata in vigore della LStr il 1° gennaio 2008, è
retta dal nuovo diritto.
3.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del di-
ritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezza-
mento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto-
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del
giudizio (cfr. consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).
4.
Nell'atto ricorsuale, l'interessato fa valere la violazione del diritto di
essere sentito nonché una motivazione sommaria della decisione in
questione. Occorre pertanto valutare se l'autorità inferiore non abbia,
nel pronunciare il divieto d'entrata, violato il diritto di essere sentito del
ricorrente.
4.1 Il diritto di essere sentito è ancorato all'art. 29 cpv. 2 della Costitu-
zione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999
(Cost., RS 101) e, per quanto concerne la procedura amministrativa
federale, esso è consacrato dagli art. 26 a 28 (diritto di esaminare gli
atti), dagli art. 29 a 33 (diritto di essere sentito strictu sensu) e all'art.
35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata). Tali disposizioni
comprendono diverse garanzie costituzionali di procedura (cfr. MICHELE
ALBERTINI, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im
Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, pag. 202
segg.; ANDREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER, Droit
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constitutionnel suisse Vol. II. Les droits fondamentaux, 2a ed., Berna
2006, pag. 606 segg.; BENOIT BOVAY, Procédure administrative, Berna
2000, pag. 207 segg.; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN,
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra/San
Gallo 2006, pag. 360 segg.; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., Zurigo 1998, pag. 46, 107 segg.; MARKUS SCHEFER, Grundrechte in
der Schweiz, Berna 2005, pag. 285 segg.), in particolare il diritto per la
persona interessata di prendere conoscenza dell'incarto (cfr. DTF 132
II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), la possibilità di esprimersi in
merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia presa nei
suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, d'ottenere che sia
dato seguito alle sue offerte di prove rilevanti, di partecipare all'ammi-
nistrazione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi sul loro
risultato, allorquando questo è proprio ad influenzare la decisione da
emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata). Il
diritto di essere sentito non conferisce un diritto ad esprimersi
oralmente di fronte all'autorità giudicante (cfr. DTF 130 II 425 consid.
2.1; 125 I 209 consid. 9b e riferimenti ivi citati nonché DTAF 2007/21
consid. 10.2).
4.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito
dalle norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per l'au-
torità di motivare la sua decisione (cfr. DTAF 2007/21 consid. 10.2 e ri-
ferimenti ivi citati), così da permettere ai destinatari e a tutte le perso-
ne interessate di comprenderla, eventualmente di impugnarla e
rendere possibile all'autorità di ricorso adita di esercitare
convenientemente il suo controllo (cf. DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF
126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 112 Ia 107
consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1).
Si è in presenza di una violazione del diritto di essere sentito se
l'autorità non soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i
problemi pertinenti (cf. DTF 126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8
consid. 2c). Per adempiere a tali esigenze, è sufficiente che il giudice
(o l'autorità) menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha
fondato la sua decisione, in modo da permettere all'interessato di
apprezzare la portata di quest'ultima e di impugnarla in piena
conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In generale, la portata
dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da
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giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e
dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento
dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca pregiudizio ai
diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione deve
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non
è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argomentazioni e
mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di limitarsi a
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).
5.
5.1 In concreto, come già esposto in narrativa, l'interessato è stato
scarcerato in data 16 agosto 2007. Dall'incarto cantonale emerge che
le autorità cantonali avevano prestabilito di assumere a verbale
l'interessato al fine di garantirgli il diritto di essere sentito. In data 30
ottobre 2007 il caso è stato trasmesso all'UFM per valutare l'eventuali-
tà di emettere un provvedimento amministrativo, che è stato infatti
pronunciato in data 19 novembre 2007. Unicamente durante il verbale
d'interrogatorio, eseguito il giorno seguente, l'interessato è stato infor-
mato dalla Polizia cantonale ticinese che l'autorità di prime cure aveva
emanato nei suoi confronti un divieto d'entrata a tempo indeterminato
il quale gli è stato immediatamente notificato (cfr. verbale
d'interrogatorio del 20 novembre 2007). Non risulta dunque che
l'autorità inferiore abbia concesso al ricorrente l'occasione di espri-
mersi prima dell'emissione della decisione e ciò sebbene che il do-
micilio dell'interessato – che appare a più riprese negli atti cantonali -
non era sconosciuto all'autorità inferiore. Considerato il fatto che
l'interessato è stato informato del divieto d'entrata il giorno stesso in
cui quest'ultimo gli è stato notificato, ne discende che l'autorità di
prime cure non ha rispettato il diritto di essere sentito. Non può essere
neppure rilevata l'urgenza del provvedimento in questione ai sensi
dell'art. 30 cpv. 2 let. e PA che d'altro canto, l'autorità inferiore non ha
mai fatto valere e non emerge neppure dalle risultanze agli atti.
5.2 Per quanto attiene alla motivazione della decisione in esame, si ri-
leva che quest'ultima è composta da una breve frase, la quale elenca
sommariamente in una parentesi i titoli d'infrazione commessi dal ri-
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corrente. Dal tenore del provvedimento amministrativo impugnato,
risulta che il ricorrente viene definito quale "straniero il cui ritorno è
indesiderato a motivo del suo comportamento" e "per motivi di ordine
e di sicurezza pubblici". La motivazione manca in particolare di
qualsiasi riferimento ad un esame della questione a sapere se siano
adempiute le condizioni per l'emissione di un divieto d'entrata in
conformità con le disposizioni dell'ALC applicabili nella presente
fattispecie (cfr. consid. 6.2), all'opportunità e alla proporzionalità di tale
decisione, in considerazione del fatto che essa è stata pronunciata per
una durata illimitata. Infine non vi è alcun riferimento in merito ad una
ponderazione degli interessi pubblici e privati in gioco. L'autorità è
quindi venuta meno al suo obbligo di motivare la decisione.
Vero è che una breve motivazione può essere ritenuta sufficiente se il
destinatario della decisione dispone delle conoscenze specifiche
necessarie al fine di poter impugnare a regola d'arte il provvedimento
in questione (cfr. FELIX UHLMANN/ALEXANDRA SCHWANK, in: Bernhard
Waldmann/Philippe Weissenberger [Hrsg.], Praxiskommentar VwVG,
Zurigo 2009, art. 35 nota 16). Tuttavia, vista la natura e la portata di un
provvedimento amministrativo quale il divieto d'entrata, il quale può
interferire in modo determinante nella vita privata di un individuo, la
necessità di una motivazione è imperativa (cfr. sentenza del Tribunale
amministrativo federale C-7180/2007 dell'8 aprile 2008 consid. 3.3 in
fine). Ora, secondo la dottrina, più un provvedimento amministrativo di
allontanamento interferisce nella vita privata dell'individuo, più è
necessario motivarlo in modo chiaro e sostanziale (cfr. LORENZ
KNEUBÜHLER, in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler
[Hrsg.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren
[VwVG], Zurigo/San Gallo 2008, art. 35 PA nota 10).
5.3 Il diritto di essere sentito rappresenta una garanzia costituzionale
di natura formale, la cui violazione deve essere esaminata d'ufficio ed
implica in principio l'annullamento della decisione impugnata
indipendentemente dalle possibilità di esito positivo del ricorso nel
merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5; DTF 126 I 19 consid. 2d/bb; DTF
126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e giurisprudenza cita-
ta).
Eccezionalmente un'eventuale violazione del diritto di essere sentito
può essere sanata allorquando l'autorità che ha emanato la decisione
ha preso posizione in merito alle argomentazioni decisive nel quadro
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dello scambio degli scritti e che l'amministrato ha avuto la possibilità di
esprimersi liberamente di fronte ad un'autorità di ricorso, la quale
dispone di piena cognizione (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II
530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a
e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisca una grave
violazione di procedura, pur tenendo conto del principio dell'economia
di procedura, è escluso che l'autorità di ricorso lo possa sanare (cfr.
LORENZ KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in: Zbl. 3/1998,
p. 112 ss). Secondo la dottrina una violazione del diritto di essere
sentito può essere sanata unicamente in casi di lieve gravità (cfr.
BERNHARD WALDMANN/JÜRG BICKEL, in: Bernhard Waldmann/Philippe
Weissenberger [Hrsg.], Praxiskommentar VwVG, Zurigo 2009, art. 29
nota 115; PATRICK SUTTER, op. cit., art. 29 nota 21 segg.). Ciononostante
il Tribunale federale non ha escluso definitivamente la sanatoria del
diritto di essere sentito anche nel caso di violazioni gravi (cfr. DTF 133
I 201 consid. 2.2; DTF 132 V 387 consid. 5.1). Queste decisioni sono
state in parte criticate dalla dottrina (cfr. in particolare PATRICK SUTTER,
in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [Hrsg.],
Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren
[VwVG], Zurigo/San Gallo 2008, art. 29 nota 21; cfr. anche BERNHARD
WALDMANN/JÖRG BICKEL, op. cit., art. 29 nota 116 nonché nota 125 segg.).
Il principio dell'economica di procedura non può tuttavia che rivestire
un ruolo secondario, qualora il diritto di essere sentito venga
sistematicamente violato dall'autorità inferiore anche in casi di lieve
gravità. Occorre pertanto evitare che delle violazioni ripetute del diritto
di essere sentito vengano automaticamente sanate, nel caso contrario,
le garanzie di procedura previste nell'ambito della prima istanza si
vedrebbero vuotate del loro senso (cfr. PATRICK SUTTER, op. cit., art. 29
PA, nota 18; cfr. anche BERNHARD WALDMANN/JÜRG BICKEL, op. cit., art. 29,
nota 126; DTF 126 II 111 consid. 6b/aa con ulteriori riferimenti nonché
le sentenze del Tribunale amministrativo federale C-8027/2008 del 2
settembre 2009 consid. 5.3, C-1618/2007 del 27 febbraio 2009
consid. 3.3 nonché C-3985/2007 del 2 febbraio 2009 consid. 4.3).
5.4 Il Tribunale dispone di piena cognizione, una delle condizioni per
sanare la violazione del diritto di essere sentito sarebbe pertanto
adempiuta.
Nella presenta causa si rileva tuttavia una grave violazione della ga-
ranzia procedurale menzionata. Dagli atti di causa non risulta che il ri-
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corrente fosse stato a conoscenza della procedura amministrativa
pendente nei suoi confronti e perciò egli non ha potuto far valere i suoi
diritti previsti dalla legge. Il fatto che vi sia stato uno scambio di scritti
nell'ambito dell'istruttoria non è determinante e non può eliminare la
violazione avvenuta in prima istanza, considerata inoltre l'elevata
componente di libertà di apprezzamento conferita all'UFM in ambito di
decisioni di divieto d'entrata (cfr. DTF 104 Ib 129 consid. 7).
5.5 Dalle considerazioni precedenti, ne discende che l'UFM,
omettendo di concedere l'occasione di esprimersi prima di pronunciare
la detta decisione e motivandola sommariamente, ha violato il diritto di
essere sentito del ricorrente. Tale vizio formale non può essere sanato
e comporta la cassazione della decisione nonché il rinvio della causa
all'autorità inferiore per nuova decisione.
6.
Nella specie si rileva inoltre che la decisione impugnata è stata pro-
nunciata sulla base di accertamenti incompleti dei fatti giuridicamente
rilevanti (cfr. art. 49 let. b PA).
6.1 Oggetto del contendere è un divieto d'entrata adottato in applica-
zione dell'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS, secondo cui l'autorità federale
può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri indesiderabili. Questa nor-
ma è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e ai
loro familiari solo se l'ALC non dispone altrimenti (cfr. art. 1 let. a
LDDS).
6.2 Il ricorrente è cittadino italiano. Di conseguenza nella valutazione
della presente causa è necessario tenere conto delle disposizioni
dell'ALC.
Conformemente alla giurisprudenza della CGCE, le limitazioni al
principio della libera circolazione delle persone devono essere inter-
pretate in maniera restrittiva. Ne consegue che possono essere adot-
tati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della pubblica si-
curezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che l'interessa-
to costituisce per lo Stato d'accoglienza una minaccia potenziale, effet-
tiva e di gravità tale da incidere su un interesse fondamentale della so-
cietà (cfr. DTF 131 II citata consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.1., 129 II
215 consid. 7.3.; sentenze del Tribunale federale 2A.39/2006 del 31
maggio 2006, 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 e le sentenze della
CGCE del 27 ottobre 1977, Bouchereau, 30/77, Rac. 1977, pag. 1999,
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punti 33-35 del 19 gennaio 1999, Calfa, C-348/96, Rac. 1999, pag. 1-
11, punti 23 e 25).
6.3 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono
inoltre essere adottati esclusivamente in relazione al comportamento
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art.
3 par. 1 della direttiva 64/221/CEE del Consiglio del 25 febbraio 1964
per il coordinamento dei provvedimenti speciali riguardanti il trasferi-
mento e il soggiorno degli stranieri, giustificati da motivi di ordine pub-
blico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica [GU L 56 del 4 aprile
1964, pagg. 850 a 857]). Ciò esclude delle valutazioni sommarie fon-
date unicamente su dei motivi generali di natura preventiva. La sola
esistenza di condanne penali non può automaticamente giustificare
l'adozione di tali provvedimenti (art. 3 par. 2 della direttiva
64/221/CEE). Una tale condanna sarà quindi determinante unicamente
se dalle circostanze che l'hanno determinata emerge un comporta-
mento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico
(cfr. DTF 130 II 176 consid. 3.4.1 e sentenza del Tribunale federale
2C_378/2007 del 14 gennaio 2008). Le autorità nazionali devono pro-
cedere ad un'apprezzamento specifico, effettuato sulla base degli inte-
ressi inerenti alla salvaguardia dell'ordine pubblico, i quali non coinci-
dono necessariamente con gli apprezzamenti all'origine delle condan-
ne penali. In altre parole, quest'ultime possono essere prese in consi-
derazione unicamente se le circostanze in cui si sono verificate lascino
trasparire l'esistenza di una minaccia attuale per l'ordine pubblico. Se-
condo le circostanze, non è comunque escluso che la sola condotta
tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia per l'ordine pubblico
(DTF 130 II citato consid. 3.4.1; 129 II citato consid. 7.1. e 7.4.; senten-
za del Tribunale federale 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 consid.
5.2.1; sentenza della CGCE del 26 febbraio 1975, Bonsignore, 67/74,
Rac. 1975, punti 6-7 e le sentenze citate Bouchereau, punti 27-28;
Calfa, punto 24).
6.4 L'adozione di un provvedimento di ordine pubblico non è
subordinata alla condizione che sia stabilito con certezza che la perso-
na soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove infra-
zioni penali. Al contrario, sarebbe sproporzionato esigere che il rischio
di recidiva sia nullo per rinunciare all'adozione di tale provvedimento.
Tenuto conto dell'importanza che riveste il principio della libera circola-
zione delle persone questo rischio non deve in realtà essere ammesso
troppo facilmente. È necessario procedere ad un apprezzamento che
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tenga in considerazione le circostanze della fattispecie e, in particola-
re, della natura e dell'importanza del bene giuridico minacciato, così
come della gravità della violazione che potrebbe esservi arrecata; più
la potenziale infrazione rischia di compromettere un interesse della
collettività particolarmente importante, meno rilevanti sono le esigenze
quanto alla plausibilità di un'eventuale recidiva (cfr. DTF 130 II 493
consid. 3.3; 130 II citato consid. 4.3.1; sentenza del Tribunale federale
2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 3).
7.
Con sentenza del 16 agosto 2007, la Corte delle assise correzionali di
Bellinzona ha riconosciuto il ricorrente autore colpevole di infrazione
alla LStup e di infrazione alla LCStr, condannandolo alla pena
detentiva di 24 mesi sospesi condizionalmente per un periodo di prova
di cinque anni nonché alla tassa di giustizia di Fr. 200.- e alle spese
processuali.
Si constata tuttavia che i giudici penali hanno condannato l'interessato
sospendendo la pena condizionalmente, ovvero prevedendo nei con-
fronti dell'interessato una prognosi favorevole. Dagli incarti cantonali
non emergono tuttavia i verbali d'interrogatorio dell'interessato che, vi-
sta la fondamentale importanza del diritto alla libera circolazione delle
persone, avrebbero potuto essere di sostegno all'autorità di prime cure
al fine di determinare in modo più preciso se l'interessato costituisce
effettivamente una minaccia attuale e di gravità tale da emettere una
decisione di divieto d'entrata di durata illimitata, tenuto conto anche
della giovane età del ricorrente, che al momento della decisione aveva
appena 21 anni. Tanto più che dopo la scarcerazione avvenuta il 16
agosto 2007, A._______ aveva trovato un impiego in qualità di
manovale presso l'azienda edilizia B._______ in Ticino, che è stato
costretto a lasciare a seguito dell'emissione del divieto d'entrata. La
stessa ditta ha poi rilasciato una dichiarazione in data 8 febbraio 2008,
la quale si dichiarava eventualmente disposta a riassumere A._______
qualora fosse rientrato in Svizzera. Dall'estratto casellario giudiziale
italiano del 29 giugno 2009, risulta inoltre che il ricorrente non ha
interessato le autorità italiane.
L'autorità inferiore non ha pertanto delucidato in maniera sufficiente i
fatti rilevanti.
8.
In concreto si constata che la decisione impugnata viola il diritto
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federale (cfr. art. 49 let. a e b PA). Di conseguenza il ricorso è accolto,
la decisione del 19 novembre 2007 è annullata e la causa è rinviata
all'autorità inferiore per nuova decisione.
9.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art.
63 cpv. 1 PA). La richiesta di esonero dalle spese di procedura è per-
tanto divenuta priva d'oggetto.
In concreto si constata che l'interessato è patrocinato da un legale. Te-
nuto conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua dif-
ficoltà, nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene che il
versamento al ricorrente di un'indennità di Fr. 1'200.- a titolo di spese
ripetibili appaia equa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 e l'art.
14 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-
TAF, RS 173.320.2).
(Dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è accolto e la decisione del 19 novembre 2007 è annullata.
2.
Gli atti sono rinviati all'UFM affinché proceda all'emissione di una
nuova decisione.
3.
Non si prelevano spese processuali e la domanda di esonerare il
ricorrente dal versamento di tali spese è divenuta priva d'oggetto.
4.
L'UFM verserà al ricorrente un importo di Fr. 1'200.- a titolo di spese
ripetibili.
5.
Comunicazione a:
- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-
zione (incarto cantonale di ritorno).
I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.
La presidente del collegio: La cancelliera:
Elena Avenati-Carpani Mara Vassella
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Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg.
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS
173.110]. Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale,
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della
parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono
essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione:
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