Corte II I
C-8295/2007
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 0 m a g g i o 2 0 1 0
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Blaise Vuille, Andreas Trommer,
cancelliera Mara Vassella.
A._______,
patrocinato dall'avvocato Stefano Peduzzi,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Divieto d'entrata in Svizzera.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-8295/2007
Fatti:
A.
Entrato in Svizzera unitamente alla famiglia in data 1° febbraio 1975,
A._______, cittadino spagnolo nato il ..., ha ottenuto dapprima un per -
messo di dimora "B" e a decorrere dal 13 marzo 1981 un permesso di
domicilio "C".
B.
L'interessato ha per il seguito subito le seguenti condanne:
• con decreto di accusa del 3 febbraio 1986 del Procuratore pubblico
(di seguito: PP) sopracenerino l'interessato è stato condannato a do-
dici giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di
prova di due anni, per ripetuta violazione alla legge federale del 3 ot-
tobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup, RS
812.121). Con decisione di ammonimento del 28 maggio 1986 l'inte-
ressato è stato informato che nel caso di ulteriori reati si considera-
va la possibilità di pronunciare nei suoi confronti una decisione di
espulsione dalla Svizzera;
• con sentenza del 5 febbraio 1987 delle Assise correzionali di
Locarno-Campagna egli è stato condannato per furto, appropriazio-
ne indebita e abuso di targhe alla pena di tre mesi di detenzione so-
spesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni oltre alla
proroga della sospensione condizionale della precedente pena;
• con decreto di accusa del 18 agosto 1987 del PP sopracenerino
A._______ è stato condannato a quindici giorni di detenzione per
furto e violazione della LStup. La sospensione condizionale delle
pene anteriori non è stata revocata ma ne è stato prorogato il perio-
do di prova di un anno nell'ambito della pena del 5 febbraio 1987;
• con sentenza del 12 novembre 1987 delle Assise correzionali di
Bellinzona l'interessato è stato condannato per ripetuto furto e con-
travvenzione alla LStup alla pena di cinque mesi di detenzione so-
spesi condizionalmente. Detenuto dal 12 novembre 1987 all'8 feb-
braio 1988 egli è poi stato sottoposto al Patronato per un periodo di
prova di due anni;
Pagina 2
C-8295/2007
• con decreto d'accusa del 18 marzo 1988 del PP sottocenerino è
stato condannato ad una multa di fr. 210.- per infrazione e con-
travvenzione alla LStup. Con decisione del 18 maggio 1988 è stato
ammonito per la seconda volta con la comminatoria che in caso di
recidiva o di comportamento scorretto venivano pronunciate adegua-
te misure amministrative nei suoi confronti;
• con decreto di accusa del 23 maggio 1989 del PP di Bellinzona gli è
stata inflitta una multa di fr. 300.- commutata successivamente in
dieci giorni di arresto (cfr. decreto n. 34/94 del 4 febbraio 1994);
• con sentenza del 9 marzo 1990 il PP sopracenerino ha condannato
l'interessato alla pena di dieci giorni di arresto sospesi condizional-
mente per un periodo di prova di due anni per circolazione senza li-
cenza di condurre e infrazione alla legge federale del 19 dicembre
1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01);
• con decreto d'accusa del 23 maggio 1990 della stessa autorità giu-
diziaria egli è stato condannato alla pena di trenta giorni di arresto
per titolo di violazione della LStup e per circolazione malgrado la re -
voca della licenza di condurre. Il 2 aprile 1991 nei suoi confronti è
stato pronunciato un terzo ammonimento.
C.
C.a A partire dal 31 marzo 1992 l'interessato è stato trasferito presso
la Fondation B._______ di Losanna al fine di intraprendere una terapia
concernente la sua tossicomania. Tuttavia, il 1° febbraio 1993, l'inte -
ressato ha deciso di interromperla ritornando in Ticino.
C.b Con sentenza del 20 aprile 1993 delle Assise correzionali di
Locarno l'interessato è stato dichiarato colpevole di violazione alla
LStup, ricettazione, furto e incendio intenzionale e gli è pertanto stata
inflitta una pena di undici mesi di detenzione, ordinata la revoca della
sospensione condizionale concessa con la sentenza del 12 novembre
1987 nonché il collocamento dell'interessato in un centro per tossico-
dipendenti, sospendendo a tale scopo le pene privative della libertà. Il
1° marzo 1994 egli è ripartito per Losanna per proseguire la terapia
iniziata. Sulla base della prognosi positiva del rapporto del 13 gennaio
1994 della Direzione della Fondazione B._______, con decreto del 4
febbraio 1994, il Consiglio di vigilanza ha posto fine alla misura di col-
Pagina 3
C-8295/2007
locamento a decorrere dal 18 febbraio 1994. Egli ha fatto rientro in
Ticino il 17 dicembre 1995.
C.c Nel periodo immediatamente susseguente egli è stato condanna-
to:
• con sentenza dell'8 giugno 1995 dall'Amtsgericht Olten-Gösgen
alla pena di 18 mesi di detenzione e alla multa di fr. 300.- per
crimine contro la LStup, contravvenzione reiterata contro LStup,
tentato furto, furto consumato reiterato, danneggiamento reiterato,
violazione di domicilio reiterata, sottrazione di un velocipede o di
un ciclomotore senza diritto, delitto contro la legge federale del 26
marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri
(LDDS, RS 142.20);
• con sentenza del 15 aprile 1996 dal Tribunal correctionnel
Lausanne alla pena di sei mesi di detenzione per i titoli di infrazio-
ne aggravata e contravvenzione alla LStup, furto e furto d'uso e
con scritto del 15 novembre 1996 il Servizio coordinamento e co-
municazioni ha segnalato che l'interessato era ricercato dal
Canton Vaud per i suddetti reati e dal Canton Argovia per una
multa di fr. 50.- commutata in arresto;
• con sentenza del 7 maggio 1997 dalle Assise correzionali di
Bellinzona per ripetuta infrazione e ripetuta contravvenzione alla
LStup alla pena di sette mesi di detenzione; nei confronti dell'inte-
ressato è stato ordinato il trattamento ambulatoriale da iniziare in
sede di espiazione della pena, egli è stato liberato condizional -
mente l'11 ottobre 1997;
• con sentenza del 17 ottobre 1997 dall'autorità competente in ma-
teria del Canton Soletta, la quale ha revocato la liberazione condi-
zionale concessa il 15 dicembre 1995, egli è stato incarcerato a
decorrere dal 1° marzo 1998 sino al 31 agosto 1998 (cfr. ordine di
scarcerazione del 13 luglio 1998 della Sezione dell'esecuzione
delle pene e delle misure).
D.
Con decisione del 10 dicembre 1997, l'interessato è stato ammonito
per la quarta ed ultima volta e avvertito che un ulteriore comporta -
mento scorretto avrebbe comportato una decisione di espulsione e di
rimpatrio dalla Svizzera, visti i precedenti ammonimenti, le condanne
Pagina 4
C-8295/2007
giudiziarie nonché il fatto che dal mese di febbraio 1996 al mese di
marzo 1997 l'interessato aveva beneficiato di prestazioni assistenziali
per un importo complessivo di fr. 26'000.-.
Con decreto d'accusa del 26 luglio 1999, il Ministero pubblico del
cantone Ticino (di seguito: MP-TI) ha condannato l'interessato per
ripetuto furto, furto di poca entità, ripetuto danneggiamento, infrazione
e contravvenzione alla LStup alla pena di 75 giorni di detenzione, alla
devoluzione allo Stato dell'importo fr. 3750.-.
E.
Con scritto del 15 settembre 1999, la Sezione dei permessi e dell'im -
migrazione di Bellinzona (SPI) ha informato l'interessato che dal mese
di febbraio 1996 al 26 aprile 1999 aveva ottenuto prestazioni
assistenziali per complessivi fr. 53'533.55 e che si valutava la possi-
bilità di emettere nei suoi confronti un'espulsione amministrativa o una
decisione di rimpatrio, invitandolo a prendere posizione entro l'8 otto -
bre 1999. Inviata per due volte con plico raccomandato, la missiva è in
entrambi i casi ritornata al mittente.
In data 6 ottobre 1999 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento
ha segnalato alla SPI che l'interessato percepiva sussidi a decorrere
dal 1996 e che in quel periodo era al beneficio di un sussidio mensile
di fr. 1'740.- versato al servizio del Patronato. La somma versata fino
ad allora ammontava a fr. 73'096.- e l'interessato non aveva ancora ef-
fettuato dei rimborsi.
In data 8 ottobre 1999, la SPI ha emesso nei confronti dell'interessato
una decisione di rimpatrio con la quale gli veniva ordinato di abbando-
nare il territorio del Cantone Ticino entro il 31 dicembre 1999. A soste-
gno di tale provvedimento la detta autorità ha rilevato che sebbene lo
straniero fosse stato ammonito e informato che in caso di recidiva e di
comportamento scorretto sarebbe stato emesso un'espulsione ammi-
nistrativa, egli aveva continuato ad interessare le autorità di polizia e
giudiziarie e ad essere a carico della pubblica assistenza. Inviata due
volte per plico raccomandato, la decisione è ritornata al mittente con la
menzione "Non ritirato. Sottoposto a tassa".
F.
In data 3 dicembre 1999, agendo per il tramite del suo patrocinatore
l'interessato ha presentato al Consiglio di Stato della Repubblica e
Pagina 5
C-8295/2007
Cantone Ticino (CdS) una domanda di restituzione dei termini per
ricorrere contro la precitata decisione di rimpatrio e al contempo ha
inoltrato un'istanza di revisione della decisione di rimpatrio presso la
SPI. In sostanza l'interessato ha postulato la restituzione dei termini di
ricorso siccome era venuto a conoscenza dell'invio della decisione
solo il 9 novembre 1999 ed ha poi richiesto il rinnovo del permesso di
domicilio visto che, oltre ai suoi genitori e fratelli, in Svizzera viveva
pure la compagna dalla quale era in attesa di un figlio.
Con sentenza del 18 gennaio 2000, il CdS ha dichiarato irricevibile il
ricorso. L'interessato è quindi stato informato dalla SPI che l'ultimo ter -
mine per lasciare il Cantone Ticino era stato fissato al 29 febbraio
2000.
In data 7 febbraio 2000 l'interessato ha interposto ricorso contro la
suddetta sentenza dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo del
Cantone Ticino (TRAM), richiedendo l'assistenza giudiziaria e la resti-
tuzione dell'effetto sospensivo al ricorso. La detta autorità ha accorda-
to I'8 febbraio 2000 la restituzione dell'effetto sospensivo.
Il 14 febbraio 2000 la SPI ha respinto la domanda di revisione.
Il 26 aprile 2000 il TRAM ha respinto il ricorso ed ha impartito all'inte-
ressato un termine perentorio al 15 giugno 2000 per lasciare il territo-
rio del Cantone Ticino.
G.
Con decreto di accusa del 28 febbraio 2000 il MP-TI ha condannato
l'interessato per ripetuta infrazione alla LStup e ripetuta contravvenzio-
ne alla LStup alla pena di 90 giorni di detenzione e con decreto di
accusa del 6 marzo 2000 l'interessato è stato nuovamente condannato
per contravvenzione alla LStup alla pena di cinque giorni di arresto.
H.
In data 22 marzo 2000, A._______ e la compagna C._______ si sono
uniti in matrimonio a Bellinzona. In data 18 maggio 2000 è nata la
figlia D._______.
I.
Con sentenza del 21 dicembre 2000, cresciuta in giudicato incontesta-
ta, la Corte delle Assise correzionali ha condannato l'interessato per
ripetuta infrazione alla LStup, ripetuta contravvenzione alla LStup, fur-
Pagina 6
C-8295/2007
to e ripetuta violazione della legge federale del 4 ottobre 1985 sul tra -
sporto pubblico (LTP, RS 742.40) alla pena di 13 mesi di detenzione, al
pagamento di fr. 320.- più fr. 307.20 alle Ferrovie federale svizzere
(FFS) e fr. 200.- a una terza persona a titolo di risarcimento. Inoltre è
stato ordinato il trattamento ambulatoriale già in sede di espiazione di
pena e la confisca di quanto posto in sequestro.
J.
In data 21 febbraio 2001 l'allora competente Ufficio federale degli stra-
nieri (attualmente: Ufficio della migrazione [UFM]) ha emesso una de-
cisione di divieto d'entrata nei confronti dell'interessato valevole da su-
bito e di durata illimitata, togliendo altresì l'effetto sospensivo ad un
eventuale ricorso.
K.
In data 29 ottobre 2001 la Corte delle Assise correzionali ha ordinato il
collocamento dell'interessato in uno stabilimento per tossicomani con
contestuale sospensione dell'esecuzione del residuo delle pene
inflittegli. Egli è stato liberato condizionalmente il 3 febbraio 2003 con
un periodo di prova di due anni (cfr. ordine di scarcerazione del 27
gennaio 2003).
Il 26 febbraio 2003 la Polizia cantonale ticinese ha notificato brevi
manu il divieto d'entrata del 21 febbraio 2001 all'interessato che ha
successivamente lasciato la Svizzera uscendo dalla frontiera di
Gandria.
L.
In data 12 maggio 2003, agendo per il tramite del suo patrocinatore,
l'interessato ha inoltrato un'istanza di revoca del divieto d'entrata, di
adozione di misure cautelari e di concessione dell'assistenza giudizia-
ria, la quale è stata accolta il 14 agosto 2003 dall'allora competente
Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione.
Il divieto d'entrata è pertanto stato immediatamente revocato.
M.
Con decisione del 30 ottobre 2003 la SPI ha respinto la domanda volta
ad ottenere il richiesto permesso di dimora "B" per motivi di ordine
pubblico.
Contro tale decisione in data 6 novembre 2003 l'impresa E._______
datrice di lavoro dell'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Consi -
Pagina 7
C-8295/2007
glio di Stato, il quale con sentenza del 13 gennaio 2004 ha dichiarato
irricevibile il gravame siccome la suddetta impresa non era abilitata a
rappresentarlo, osservando tuttavia che anche qualora fosse stato in
possesso di una procura il ricorso sarebbe stato respinto a motivo dei
precedenti penali e del carico assistenziale dell'interessato.
N.
L'interessato ha quindi subito ulteriori condanne elencate qui di segui -
to:
• con decreto d'accusa del 10 ottobre 2006 il MP-TI lo ha condannato
per infrazione alla LStup, contravvenzione alla LStup, tentato furto
danneggiamento, violazione di domicilio e contravvenzione alla LF
sul trasporto pubblico alla pena di 90 giorni di detenzione sospesi
condizionalmente per un periodo di prova di cinque anni;
• con decreto d'accusa del 27 luglio 2007 il MP-TI ha condannato l'in -
teressato per furto, furto tentato, danneggiamento ripetuto, violazio-
ne di domicilio ripetuta, infrazione alla LDDS nonché contravvenzio-
ne alla LStup alla pena detentiva di 60 giorni. Dal relativo verbale
d'interrogatorio del 26 luglio 2007 è emerso che i coniugi A._______
e C._______ hanno sciolto il matrimonio per divorzio (cfr. verbale di
interrogatorio del 26 luglio 2007, pag. 3);
• con decreto d'accusa del 14 settembre 2007 del MP-TI l'interessato
è stato nuovamente condannato per infrazione alla LDDS e contrav-
venzione alla LStup alla pena di 60 giorni di detenzione (cfr. ordine
di esecuzione del 14 novembre 2007).
O.
Il 5 novembre 2007 il Giudice dell'applicazione della pena ha pronun-
ciato la liberazione condizionale dell'interessato a decorrere dal 19 no-
vembre 2007 impartendo un periodo di prova di un anno.
Dopo la sua scarcerazione l'interessato ha lasciato la Svizzera per
raggiungere presumibilmente la Spagna.
P.
Lo stesso giorno, l'UFM ha pronunciato un divieto d'entrata in Svizzera
nei confronti dell'interessato valevole da subito e di durata illimitata
motivandolo come segue:
Pagina 8
C-8295/2007
"Straniero il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-
mento (ripetuta contravvenzione alla LStup, furto; ripetuto furto tentato; dan-
neggiamento e violazione di domicilio ripetuti; infrazione alla LDDS) e per mo-
tivi di ordine e di sicurezza pubblici."
L'autorità di prime cure ha altresì tolto l'effetto sospensivo ad un even-
tuale ricorso. La decisione è stata notificata all'interessato in data 9
novembre 2007 presso il Penitenziario "La Stampa".
Q.
Contro la decisione del 5 novembre 2007, agendo per il tramite del
suo patrocinatore, l'interessato ha interposto ricorso il 6 dicembre
2007 chiedendo l'annullamento della decisione, la restituzione
dell'effetto sospensivo in via cautelare e l'assistenza giudiziaria. In
sostanza l'interessato ha fatto valere che i reati per i quali è stato
pronunciato il divieto d'entrata sono di lieve entità e che la
tossicodipendenza è una malattia grave la quale deve essere curata
con provvedimenti adeguati. Il fatto che gli sia stato rifiutato il
permesso di dimora dopo aver frequentato con successo una co-
munità terapeutica contro la tossicodipendenza avrebbe poi contribuito
a farlo ricascare nel consumo di stupefacenti. Egli ha osservato di
essere stato allontanato dagli affetti familiari unico punto di riferimento
al di fuori degli ambienti che era solito frequentare e che la decisione
impugnata limita il suo diritto alle relazioni familiari garantito dall'art. 8
della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) in modo
sproporzionato rispetto all'obiettivo di tutelare l'ordine e la sicurezza
pubblici. Egli ha infine affermato che poter vedere i propri fami liari in
questo momento assai delicato della sua vita, motiva la richiesta di
revocare il divieto d'entrata in via cautelare.
R.
Il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il TAF o il Tribunale) ha
accolto la richiesta di assistenza giudiziaria con decisione incidentale
del 12 dicembre 2007 e ha respinto la richiesta di restituzione
dell'effetto sospensivo con decisione incidentale del 18 dicembre
2007.
S.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso
del 10 marzo 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. Esso
Pagina 9
C-8295/2007
ha in primo luogo affermato che il comportamento del ricorrente ha
palesemente urtato contro l'interesse pubblico e che sulla base del le
disposizioni dell'Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione
delle persone (ALC) delle restrizioni della libera circolazione per motivi
di ordine pubblico sono consentite se la persona interessata
rappresenta una minaccia attuale. In seguito alle innumerevoli infrazio-
ni commesse dal ricorrente tale requisito sarebbe dunque adempiuto.
L'UFM ha infine affermato che l'interessato non è stato capace di adat -
tarsi all'ordinamento pubblico vigente e che da un'attenta ponderazio-
ne degli interessi in causa risulta che l'interesse pubblico all'allontana-
mento dal territorio elvetico prevale su quello privato del ricorrente a
farvi rientro.
T.
Con decreto di accusa del 14 aprile 2008 il MP-TI ha condannato
l'interessato per ripetuta infrazione alla LStr, furto di poca entità e
ripetuta contravvenzione alla LStup alla pena detentiva di 30 giorni alla
multa di fr. 300.-.
Dopo la sua scarcerazione avvenuta in data 2 luglio 2008 l'interessato
è stato rimpatriato lo stesso giorno con volo da Zurigo a Madrid.
U.
Invitato a determinarsi in merito al suddetto gravame, con duplica del 7
ottobre 2009, l'interessato ha affermato di vivere attualmente a Madrid
dove è seguito dai servizi sociali, di non esercitare alcuna attività, ma
che la sua situazione è molto migliorata.
Invitato a fornire informazioni aggiornate in merito alla sua situazione
personale e famigliare, egli ha inoltrato il 7 dicembre 2009 l'estratto del
casellario giudiziario spagnolo e la documentazione relativa all'attuale
soggiorno presso una comunità terapeutica di Madrid.
Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre
Pagina 10
C-8295/2007
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle
autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni in
materia di divieto d'entrata in Svizzera rese dall'UFM – il quale
costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art.
33 let. d LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF che nella
presente fattispecie giudica quale autorità di grade inferiore al
Tribunale federale (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 11 cpv.
1 ALC).
1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura
davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37
LTAF).
1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso,
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile
(cfr. art. 50 e 52 PA).
2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione con l'al-
legato 2, cifra I. Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure
introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le
vecchie disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). In concreto
la decisione impugnata è stata emessa prima dell'entrata in vigore
della LStr; per l'esame materiale del presente ricorso si applica
pertanto la normativa precedente, segnatamente l'art. 13 cpv. 1 LDDS,
come pure le corrispondenti disposizioni di applicazione. Giusta l'art.
126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande presentate prima
dell'entrata in vigore della LStr il 1° gennaio 2008, è retta dal nuovo
diritto.
3.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del di -
ritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezza-
mento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto -
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del
Pagina 11
C-8295/2007
giudizio (cfr. consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).
4.
4.1 Oggetto del contendere è un divieto d'entrata adottato in applica-
zione dell'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS, secondo cui l'autorità federale
può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri indesiderabili. Questa nor-
ma è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e ai
loro familiari solo se l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazio -
ne Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati mem-
bri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS
0.142.112.681) non dispone altrimenti (cfr. art. 1 let. a LDDS).
In concreto il ricorrente è cittadino spagnolo. Di conseguenza nella
valutazione della presente causa è necessario tenere conto delle
disposizioni dell'ALC.
4.2 Giusta l'art. 1 § 1 Allegato I ALC (in relazione con l'art. 3 ALC), i
cittadini comunitari hanno il diritto di entrare in Svizzera previa sempli -
ce presentazione di una carta d'identità o di un passaporto validi e non
può essere loro imposto alcun visto d'entrata od obbligo analogo,
salvo per i membri della famiglia che non possiedono la cittadinanza di
una delle parti contraenti. Come l'insieme delle prerogative conferite
dall'Accordo, questo diritto può essere limitato soltanto da misure
giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica
sanità, ai sensi dell'art. 5 § 1 Allegato I ALC. Queste nozioni devono
essere definite ed interpretate alla luce della direttiva 64/221/CEE e
della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee
(CGCE) anteriore alla firma dell'ALC (art. 5 § 2 allegato I ALC in
relazione con l'art. 16 § 2 ALC; DTF 131 II 352 consid. 3.1.; 130 II 1
consid. 3.6.1.).
4.3 Conformemente alla giurisprudenza della CGCE, le limitazioni al
principio della libera circolazione delle persone devono essere inter-
pretate in maniera restrittiva. Ne consegue che possono essere adot-
tati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della pubblica si -
curezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che l'interessa-
to costituisce per lo Stato d'accoglienza una minaccia potenziale, effet-
tiva e di gravità tale da incidere su un interesse fondamentale della so-
cietà (cfr. DTF 131 II citata consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.1., 129 II
215 consid. 7.3.; sentenze del Tribunale federale 2A.39/2006 del 31
Pagina 12
C-8295/2007
maggio 2006, 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 e le sentenze della
CGCE del 27 ottobre 1977, Bouchereau, 30/77, Rac. 1977, pag. 1999,
punti 33-35 del 19 gennaio 1999, Calfa, C-348/96, Rac. 1999, pag. 1-
11, punti 23 e 25).
4.4 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono
inoltre essere adottati esclusivamente in relazione al comportamento
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art.
3 par. 1 della direttiva 64/221/CEE del Consiglio del 25 febbraio 1964
per il coordinamento dei provvedimenti speciali riguardanti il trasferi -
mento e il soggiorno degli stranieri, giustificati da motivi di ordine pub-
blico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica [GU L 56 del 4 aprile
1964, pagg. 850 a 857]). Ciò esclude delle valutazioni sommarie fon-
date unicamente su dei motivi generali di natura preventiva. La sola
esistenza di condanne penali non può automaticamente giustificare
l'adozione di tali provvedimenti (art. 3 par. 2 della direttiva
64/221/CEE). Una tale condanna sarà quindi determinante unicamente
se dalle circostanze che l'hanno determinata emerge un comporta-
mento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico
(cfr. DTF 130 II 176 consid. 3.4.1 e sentenza del Tribunale federale
2C_378/2007 del 14 gennaio 2008). Le autorità nazionali devono pro-
cedere ad un apprezzamento specifico, effettuato sulla base degli inte-
ressi inerenti alla salvaguardia dell'ordine pubblico, i quali non coinci -
dono necessariamente con gli apprezzamenti all'origine delle condan-
ne penali. In altre parole, quest'ultime possono essere prese in consi-
derazione unicamente se le circostanze in cui si sono verificate lascino
trasparire l'esistenza di una minaccia attuale per l'ordine pubblico. Se-
condo le circostanze, non è comunque escluso che la sola condotta
tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia per l'ordine pubblico
(DTF 130 II citato consid. 3.4.1; 129 II citato consid. 7.1. e 7.4.; senten -
za del Tribunale federale 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 consid.
5.2.1; sentenza della CGCE del 26 febbraio 1975, Bonsignore, 67/74,
Rac. 1975, punti 6-7 e le sentenze citate Bouchereau, punti 27-28;
Calfa, punto 24).
4.5 L'adozione di un provvedimento di ordine pubblico non è
subordinata alla condizione che sia stabilito con certezza che la perso-
na soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove infra -
zioni penali. Al contrario, sarebbe sproporzionato esigere che il rischio
di recidiva sia nullo per rinunciare all'adozione di tale provvedimento.
Tenuto conto dell'importanza che riveste il principio della libera circola-
Pagina 13
C-8295/2007
zione delle persone questo rischio non deve in realtà essere ammesso
troppo facilmente. È necessario procedere ad un apprezzamento che
tenga in considerazione le circostanze della fattispecie e, in particola -
re, della natura e dell'importanza del bene giuridico minacciato, così
come della gravità della violazione che potrebbe esservi arrecata; più
la potenziale infrazione rischia di compromettere un interesse della
collettività particolarmente importante, meno rilevanti sono le esigenze
quanto alla plausibilità di un'eventuale recidiva (cfr. DTF 130 II 493
consid. 3.3; 130 II citato consid. 4.3.1; sentenza del Tribunale federale
2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 3).
Inoltre, come nel caso di qualsiasi altro cittadino straniero, l'esame
deve essere effettuato tenendo presente le garanzie derivanti dalla
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) così come il
principio della proporzionalità (DTF 131 II 352 consid. 3.3). Detto prin-
cipio esige che le misure adottate dallo Stato siano idonee a raggiun-
gere lo scopo desiderato e che, di fronte a soluzioni diverse, si scelga-
no quelle meno pregiudizievoli per i diritti dei privati. In altre parole
deve sussistere un rapporto ragionevole tra lo scopo perseguito e i
mezzi utilizzati (DTF 131 I 91 consid. 3.3).
5.
Nel suo atto ricorsuale l'interessato si avvale del fatto che i reati da lui
perpetrati sono di lieve entità e che la tossicodipendenza è una malat-
tia grave la quale necessita misure idonee per affrontarla. Emettendo
una decisione di divieto d'entrata, tali aspetti non sarebbero stati
considerati.
5.1 In concreto si evince dagli atti di causa come durante il suo sog-
giorno in Svizzera A._______ abbia sviluppato un comportamento
delittuoso e recidivo sull'arco temporale a decorrere dalla fine dal 1983
sino al 12 aprile 2008. In sostanza egli si è reso colpevole a più riprese
di reati nell'ambito degli stupefacenti ed ha commesso svariati furti, in
parte tentati nonché altri reati quali l'appropriazione indebita, abuso di
targhe, circolazione senza licenza di condurre, infrazione alla LCStr, ri -
cettazione, incendio intenzionale, danneggiamento ripetuto, violazione
della LTP, ripetuta violazione di domicilio e infrazione alla LDDS. Egli
ha dunque interessato le autorità di polizia e giudiziarie durante un pe -
riodo di all'incirca 25 anni. A seguito di tale condotta l'interessato è
stato ammonito quattro volte (cfr. decisioni di ammonimento del 28
Pagina 14
C-8295/2007
maggio 1986, del 18 maggio 1988, del 2 aprile 1991 e del 10 dicembre
1997). Rimasti tali ammonimenti inosservati, l'autorità cantonale com-
petente ha infine pronunciato una decisione di rimpatrio l'8 ottobre
1999. Le infrazioni commesse dal ricorrente sono indubbiamente
legate alla sua tossicodipendenza che si protrae ormai da più di 20
anni e che l'ha portato non soltanto a commettere tali atti ma anche ad
arrecare ingenti spese assistenziali di oltre fr. 73'000.-.
5.2 I reati di droga sono considerati gravi e tali da ledere l'ordine
pubblico nonché la sicurezza della società e giustificano pertanto l'in -
tervento fermo e deciso da parte delle autorità amministrative. Le per -
sone che ne sono coinvolte devono attendersi l'adozione di misure di
allontanamento o di rifiuto di entrata dettate dalla legittima necessità di
proteggere la collettività dai gravi pericoli legati alla circolazione di
sostanze stupefacenti.
A questo titolo giova rilevare come secondo la giurisprudenza della
CGCE, il semplice consumo di stupefacenti è già tale da costituire un
pericolo per la società, proprio a giustificare, in un'ottica di preserva-
zione della salute e dell'ordine pubblici, delle misure speciali nei con -
fronti degli stranieri che violano la legislazione nazionale sugli stupefa-
centi (cfr. sentenze della Corte di giustizia del 10 febbraio 2000, Nazli,
C-340/97, in Raccolta di giurisprudenza 2000, pag. I-00957, punti 57 e
58, Calfa, C-348/96, in Raccolta di giurisprudenza 1999, p. I-0011,
punto 22, vedi inoltre l'allegato alla direttiva 64/221/CEE, let. b, ch. 1).
5.3 Per quanto attiene alla proporzionalità di tale decisione, si consta-
ta che all'interessato è stata concessa a più riprese la possibilità di ri -
vedere il suo comportamento, considerato che risiedeva in Svizzera da
quando aveva dieci anni. Di conseguenza le autorità cantonali hanno
emesso ben quatto decisioni di ammonimento prima di pronunciare la
decisione di rimpatrio dell'8 ottobre 1999, la quale è stata emessa,
come si è visto, anche per l'ingente carico assistenziale cagionato. Le
pene inflitte in sede penale sono più volte state sospese al fine di dare
luogo a terapie di disintossicazione, che l'interessato ha frequentato e
che hanno dato buon esito almeno in un primo tempo. Ciò nonostante
egli non ha saputo cambiare in meglio il suo atteggiamento a lungo
termine. Emerge poi dal rapporto redatto nell'ambito di una terapia
come l'interessato ha dimostrato un manifesto opportunismo legato ai
suoi intenti e un comportamento all'insegna della supponenza e del
menefreghismo (cfr. rapporto del 23 febbraio 2003 del centro terapeu-
Pagina 15
C-8295/2007
tico per tossicodipendenti F._______). Con sentenza del 5 novembre
2007 il Giudice dell'applicazione della pena ha sì pronunciato la li-
berazione condizionale dell'interessato in ragione della sua buona
condotta accompagnata da un'evoluzione positiva in sede di espiazio-
ne della pena privativa della libertà avuta inizio il 28 agosto 2007, ma
ha tuttavia messo in dubbio la capacità del richiedente dall'astenersi
dal consumo di stupefacenti. In effetti, il ricorrente ha nuovamente inte-
ressato le autorità di polizia e giudiziarie nel 2008 (cfr. decreto d'accu-
sa del 14 aprile 2008).
5.4 In queste circostanze, in ragione della natura delle infrazioni com-
messe dal ricorrente, della durata delle pene di detenzione (in totale
più di sette anni), della reiterazione delle stesse, in particolare la reci -
diva nel 2008 immediatamente successiva alla scarcerazione, il Tribu-
nale considera che A._______ rappresenta ancora una minaccia reale
e attuale per l'ordine e la sicurezza pubblici ai sensi delle norme e del-
la giurisprudenza comunitaria. Le condizioni per derogare al principio
della libera circolazione delle persone sono dunque chiaramente
adempiute.
6.
Nel suo ricorso, l'interessato ha fatto poi valere l'applicazione dell'art.
8 CEDU per poter intrattenere le relazioni con i suoi famigliari che ri -
siedono nel Canton Ticino.
6.1 A tale proposito, il Tribunale osserva che oggetto della presente
causa è il divieto d'entrata e non il diritto di soggiorno in Svizzera, que-
stione, quest'ultima, già esaminata a livello cantonale (cfr. decisione di
rimpatrio dell'8 ottobre 1999, sentenza del 18 gennaio 2000 e senten-
za del 26 aprile 2000) e che un'eventuale violazione della protezione
della vita familiare ai sensi dell'art. 8 CEDU va generalmente fatta va-
lere nel quadro della procedura cantonale volta al rilascio del permes-
so di soggiorno.
6.2 Uno straniero può, secondo le circostanze, prevalersi del diritto al
rispetto della sua vita privata e familiare garantito dalla suddetta
disposizione convenzionale per impedire la divisione della sua famiglia
ed opporsi ad un'ingerenza delle autorità nel diritto garantitogli (DTF
130 II 281 consid. 3.1 e giurisprudenza ivi citata). Tuttavia, affinché
possa prevalersi di tale norma, egli deve intrattenere una relazione
stretta, effettiva ed intatta con una persona della sua famiglia a
beneficio di un diritto di presenza duraturo in Svizzera (cfr. in
Pagina 16
C-8295/2007
particolare DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II
335 consid. 2a; cfr, inoltre ALAIN WURZBURGER, La jurisprudence récente
du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Rivista di diritto
Amministrativo e di Diritto fiscale [RDAF] 1997, p. 285). Inoltre si deve
tener conto che l'art. 13 della Costituzione federale della
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cst, RS 101), il quale
garantisce anch'esso il diritto al rispetto della vita privata e familiare,
corrisponde, quanto al suo contenuto, all'art. 8 cpv. 1 CEDU e che nel
quadro della polizia degli stranieri non conferisce alcun diritto o
protezione particolare (DTF 129 II 215 consid. 4.2).
6.3 Secondo la giurisprudenza, le relazioni familiari che possono
fondare, in virtù dell'art. 8 cpv. 1 CEDU, un diritto ad un'autorizzazione
di polizia degli stranieri sono innanzitutto i rapporti tra i coniugi,
nonché quelli tra genitori e figli minorenni che vivono in comunione
(DTF 120 Ib 257 consid. 1d). A questo proposito, si deve prendere in
considerazione l'intensità della relazione tra il genitore ed il figlio,
nonché la distanza che separerebbe lo straniero dalla Svizzera nel
caso in cui l'autorizzazione di soggiorno gli fosse rifiutata (DTF 120 Ib
22 precitato e riferimenti ivi citati; cfr. inoltre le sentenze del Tribunale
federale 2A.617/2004 dell'11 febbraio 2005, 2A.119/2004 del 5 marzo
2004. consid. 3.1; ALAIN WURZBURGER, op, cit., p. 288). Secondo una
costante giurisprudenza, la relazione familiare tra il bambino
minorenne ed il genitore a beneficio di un diritto di visita non necessità
la presenza di quest'ultimo in Svizzera, eccezion fatta per delle
circostanze speciali. In effetti, a differenza di quanto avviene in casi di
vita in comunione, il diritto di visita può in principio essere esercitato
dall'estero, regolando le modalità di questo diritto per quanto attiene
alla sua frequenza e alla sua durata, sebbene il suo esercizio risulti
essere più complicato in ragione della partenza del ricorrente verso il
suo paese d'origine (cfr. in particolare DTF 120 Ib 22 consid. 4a;
confronta inoltre le decisioni del Tribunale federale 2A.614/2005 del 20
gennaio 2006, consid. 4.2.1 e 2A.116/2001 del 28 giugno 2001,
consid. 3).
6.4 Si osserva inoltre che seppure uno straniero possa prevalersi del
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, la protezione confe-
rita della norma convenzionale in oggetto non è assoluta. Infatti, con -
formemente all'art. 8 cpv. 2 CEDU, può esservi ingerenza della pubbli -
ca autorità nell'esercizio di tale diritto quando è prevista dalla legge e
in quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è
Pagina 17
C-8295/2007
necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della sa-
lute, della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui. A que-
sto titolo, incombe alle autorità procedere alla ponderazione dei diffe -
renti interessi in presenza, vale a dire, da una parte l'interesse dello
Stato all'allontanamento dello straniero e, dall'altra, l'interesse di que-
st'ultimo a mantenere le sue relazioni familiari (cfr. DTF 134 II 10 con-
sid. 4.1 e 4.2 e la giurisprudenza ivi citata concernente un permesso di
soggiorno in Svizzera).
6.5 Dagli atti di causa si ravvisa che, con decisione del 22 gennaio
2001, la Commissione tutoria regionale .. (CTR) ha privato il ricorrente
della custodia parentale sulla figlia, la quale era stata collocata in un
primo tempo presso la Casa G._______ insieme alla madre. La detta
autorità ha quindi espulso per uso di stupefacenti la madre ed ha
disciplinato il diritto di visita. Con decisione del 2 dicembre 2002 la
CTR ha infine privato della custodia parentale i genitori, decretando
l'affidamento famigliare di D._______ (cfr. decisione del 13 gennaio
2004 del CdS). L'interessato ha infatti dichiarato che la figlia non ha
mai vissuto con lui e che non si era più recato a renderle visita dal
dicembre 2006 (cfr. verbale d'interrogatorio del 26 luglio 2007). Alla
luce degli atti non emerge dunque che egli intrattenga attualmente dei
contatti stretti con la figlia D._______ e non può più prevalersi della
protezione familiare garantita dall'art. 8 cpv. 1 CEDU.
6.6 Inoltre, come si desume da quanto esposto nei considerandi pre-
cedenti, con il suo comportamento A._______ ha violato l'ordine pub-
blico elvetico di cui le autorità amministrative sono appunto chiamate a
garantire la protezione. Pertanto l'interesse pubblico ad un suo allonta-
namento dal territorio svizzero prevale manifestamente, in ragione del-
la natura e della gravità delle infrazioni di cui quest'ultimo si è reso col -
pevole in Svizzera, sul suo interesse privato a farvi ritorno. La misura
emanata nei suoi confronti è pertanto giustificata ai sensi dell'art. 8
cpv. 2 CEDU.
Egli non può pertanto prevalersi dell'art. 8 CEDU per opporsi alla se-
parazione dalla figlia risultante dalla misura di allontanamento in que-
stione.
Pagina 18
C-8295/2007
7.
7.1 Tenuto conto di quanto esposto, la ponderazione degli interessi in
presenza conduce quindi il Tribunale a considerare che l'interesse
pubblico all'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera prevale su
quello privato di quest'ultimo a poter recarvisi senza particolari control -
li. Il Tribunale ritiene che un divieto d'entrata di durata indeterminata
appare proporzionato allo scopo di protezione dell'ordine e della sicu-
rezza pubblici ricercati con questa misura e che al momento la situa -
zione personale dell'interessato non si è stabilizzata in modo tale da
consentire una riduzione della durata del provvedimento emanato nei
suoi confronti.
7.2 Si osserva infine che, malgrado non sia stata fissato alcun limite
temporale, il divieto d'entrata non esplica i suoi effetti per una durata il -
limitata. Questo concetto significa semplicemente che allo stato attuale
delle cose non è possibile determinarne la durata precisa. In principio,
lo straniero potrà in ogni momento sollecitarne il riesame, a condizione
che tale richiesta non costituisca una manovra dilatoria. Spetterà poi
all'autorità adita competente decidere il seguito da dare a questa do-
manda sulla base dei nuovi elementi sottopostole. Quest'ultima potrà
entrare nel merito della richiesta a condizione che il ricorrente abbia
lasciato per un lasso di tempo significativo la Svizzera ed abbia con il
suo comportamento fatto prova di una durevole reintegrazione sociale,
la quale prende avvio con il rispetto delle decisioni delle autorità (cfr.
DTF 130 II 493 consid. 5). A questo titolo giova rilevare che nell'ambito
di un riesame l'autorità, qualora tutte le condizioni siano adempiute, è
più libera nel proprio apprezzamento rispetto al caso di un divieto
d'entrata di durata determinata, di modo che un'eventuale riduzione
della misura adottata nei confronti dell'interessato non gli sarebbe di
alcun giovamento.
8.
Ne discende che l'UFM con decisione del 5 novembre 2007 non ha né
violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento;
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.
9.
Resta ora da valutare la questione dell'assistenza giudiziaria inoltrata
dal ricorrente.
Pagina 19
C-8295/2007
Conformemente all'art. 65 cpv. 1 PA se una parte non dispone dei
mezzi necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità
di successo, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istru -
zione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal paga-
mento delle spese processuali. Il ricorrente è stato posto al beneficio
dell'assistenza giudiziaria con decisione incidentale il 12 dicembre
2007 siccome la documentazione agli atti dimostrava la condizione di
indigenza del ricorrente e il gravame non appariva di primo acchito
sprovvisto di esito favorevole.
In mancanza di una nota particolareggiata delle spese di rappresen-
tanza da parte del rappresentante legale, esse vanno determinate a
seconda dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua diffi -
coltà, nonché della mole di lavoro svolto (art. 65 cpv. 5 PA in relazione
con l'art. 14 cpv. 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale (TS-TAF, RS 173.320.2). Il Tribunale considera che un'indennità
di fr. 1'400.- a titolo di spese ripetibili appaia equa. La cassa del Tribu -
nale rifonderà tale indennità al rappresentante legale (in analoga appli -
cazione dell'art. 64 cpv. 2 della legge federale del 17 giugno 2005 sul
Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). Pertanto si richiama l'art. 65 cpv.
4 PA, secondo il quale, ove la parte cessi d'essere nel bisogno deve
rimborsare l'onorario e le spese d'avvocato alla cassa del Tribunale.
Pagina 20
C-8295/2007
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
L'Avv. Stefano Peduzzi è designato quale rappresentante legale nella
presente procedura e visto il patrocinio gratuito accordato al ricorren-
te, la cassa del Tribunale gli verserà un'indennità per spese ripetibili di
fr. 1'400.-.
4.
Comunicazione a:
- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-
zione (incarto cantonale di ritorno).
I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.
La presidente del collegio: La cancelliera:
Elena Avenati-Carpani Mara Vassella
Pagina 21
C-8295/2007
Rimedi giuridici:
Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg.
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS
173.110]. Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale,
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della
parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono
essere allegati (art. 42 LTF).
Data di spedizione:
Pagina 22