Corte II I
C-8720/2007
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 1 2 a g o s t o 2 0 0 9
Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio),
Blaise Vuille, Antonio Imoberdorf,
cancelliera Mara Vassella.
A._______,
patrocinato dall'avvocato Leonardo Delcò,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Divieto d'entrata in Svizzera.
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
C-8720/2007
Fatti:
A.
Entrato illegalmente in Svizzera il 20 maggio 1999, A._______
cittadino kosovaro nato il ..., vi ha depositato il giorno successivo una
domanda d'asilo. In favore dell'interessato, non ancora maggiorenne, è
stata istituita una curatela allo scopo d'assisterlo nell'ottenimento
dell'asilo politico (decisione della Delegazione tutoria di Bellinzona del
12 luglio 1999).
Con decisione del 28 gennaio 2000 l'Ufficio federale dei rifugiati (oggi:
Ufficio federale della migrazione [UFM]) ha respinto la detta domanda,
incaricando il Canton Ticino d'eseguire il rimpatrio. Al richiedente è
stato impartito un termine con scadenza al 31 maggio 2000 per
lasciare il territorio elvetico, al quale egli non ha tuttavia dato seguito.
Con scritto del 6 ottobre 2000 le competenti autorità ticinesi hanno
constatato l'irreperibilità dell'interessato a partire da metà giugno
2000.
B.
Con sentenza del 21 giugno 2001 emessa nei confronti
dell'interessato e di B._______, la Corte delle Assise criminali di
Mendrisio ha riconosciuto A._______, detenuto dal 9 novembre 2000,
autore colpevole di infrazione aggravata alla legge federale del 3
ottobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotropiche (LStup,
RS 812.121), infrazione commessa sia singolarmente che in correità
con il coimputato, falsità in certificati nonché infrazione alla legge
federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli
stranieri (LDDS, CS 1 117). La Corte l'ha condannato alla pena di 18
mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova
di due anni, all'espulsione dal territorio svizzero per sette anni nonché
a versare allo Stato l'importo di Fr. 1'600.-, quale risarcimento
compensatorio per l'illecito profitto conseguito.
Il coimputato ha successivamente interposto ricorso contra la suddetta
sentenza che è stata riconfermata dalla Corte di cassazione e di
revisione penale del Tribunale d'appello (CCRP) con sentenza del 21
settembre 2001.
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C.
Nel rapporto di complemento del 26 giugno 2001, la Polizia cantonale
ticinese ha confermato il rimpatrio dell'interessato con un volo
dall'aeroporto di Zurigo-Kloten a destinazione di Pristina preso lo
stesso giorno.
D.
Con decisione del 14 maggio 2002, notificata il 20 novembre 2007,
l'Ufficio federale degli stranieri (oggi: Ufficio federale della migrazione
[UFM]) ha emanato una decisione di divieto d'entrata nei confronti di
A._______ di durata illimitata, motivandola come segue:
"Straniero il cui comportamento ha dato adito a lagnanze (infrazione
aggravata alla LF sugli stupefacenti; falsità in certificati e infrazione alla
LDDS). Straniero indesiderabile."
L'autorità inferiore ha altresì tolto l'effetto sospensivo.
E.
In data 24 dicembre 2007, agendo per il tramite del suo patrocinatore,
l'interessato è insorto avverso la suddetta decisione, postulandone
l'annullamento nonché in via subordinata la modifica della decisione
affinché questa abbia effetto a partire dal momento della sua
emanazione sino all'inoltro del presente gravame; in via ancora più
subordinata il ricorrente ha richiesto che la decisione abbia effetto sino
al momento della crescita in giudicato della presente sentenza e
infine, in via ulteriormente subordinata, egli ha postulato che la
decisione sia effettiva sino al termine del periodo di sette anni
d'espulsione emessi in sede penale. A sostegno del proprio gravame,
l'interessato ha sottolineato in primo luogo, come rilevato nella
sentenza del 21 giugno 2001, di avere confessato tutti i reati
commessi sin dal secondo interrogatorio, di modo che grazie alla sua
attitudine collaborante, è stato necessario sentirlo solo in cinque
occasioni. Egli ha poi asserito che nonostante i reati perpetrati in
Svizzera più di 6 anni prima, oggi è da ritenere una persona onesta e
rispettosa dell'ordinamento giuridico dell'Italia, paese nel quale lavora
e vive assieme alla moglie. I giudici penali hanno inoltre rilevato
l'attenuante specifica della giovane età, ritenendo in particolare che,
all'epoca dell'infrazione alla LDDS, era ancora minorenne. Oltre a ciò,
essi hanno constatato che l'interessato, incensurato fino alla suddetta
condanna, ha ampiamente collaborato con gli inquirenti, constatando
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che aveva agito in tale maniera per inviare denaro alla famiglia. La
Corte ha poi affermato che il ricorrente è stato in una certa misura
introdotto nei traffici della droga dal coimputato ed ha ritenuto
possibile esprimere una prognosi favorevole nei suoi confronti. Infine
l'interessato ha affermato di avere dei parenti in Svizzera ma nessuno
in Italia.
F.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto ricorso, con preavviso
del 10 marzo 2008, l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione
del gravame. L'UFM ha affermato che l'interesse privato, i legami con
la Svizzera, una condotta di vita esemplare nonché l'arco di tempo
trascorso dal periodo delle infrazioni non possono essere considerati
preponderanti rispetto all'interesse pubblico dell'ordine e della
sicurezza.
G.
In seguito ad una richiesta d'aggiornamento, in data 4 maggio 2009, il
ricorrente ha prodotto l'estratto del casellario giudiziale del 29 aprile
2009, dal quale risulta essere incensurato nonché la documentazione
attestante il suo rapporto di lavoro con la ditta C._______ con sede a
D._______ in qualità di operaio edile a partire dal 3 febbraio 2004 a
tutt'oggi.
Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta
l'art. 31 LTAF il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate
all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni in materia di divieto
d'entrata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità
dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF -
possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale
(di seguito: TAF o il Tribunale), il quale statuisce in via definitiva (cfr.
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).
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1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura
davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37
LTAF).
1.3 L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato
l'abrogazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione
con l'allegato 2, cifra I. Giusta l'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure
introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le
precedenti disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). Nel caso
di specie la decisione impugnata risale al 14 maggio 2002 ed è
dunque anteriore all'entrata in vigore della LStr, il diritto materiale
previgente è pertanto applicabile.
Ai sensi dell'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande
presentate prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è
retta dal nuovo diritto.
1.4 Conformemente agli art. 94 cpv. 1 e 96 della Convenzione
d'applicazione del 19 giugno 1990 dell'Accordo di Schengen del 14
giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle
frontiere comuni (Convenzione di applicazione dell'Accordo di
Schengen [CAS], GU L 239 del 22 settembre 2000, pagg. 19-62) e
all'art. 16 cpv. 2 e 4 della legge federale del 13 giugno 2008 sui sistemi
d’informazione di polizia della Confederazione (LSIP, RS 361), i cittadi-
ni di Stati non membri degli Accordi di associazione alla normativa di
Schengen (elencati nell'allegato 1 cifra I LStr), i quali sono stati ogget-
to di un divieto d'entrata vengono generalmente segnalati ai fini della
non ammissione nel Sistema d'informazione Schengen ([SIS], cfr. an-
che art. 92 segg. CAS). Una segnalazione nel SIS comporta di conse-
guenza il divieto d'entrata in tutti gli Stati membri dello spazio di
Schengen (cfr. art. 13 cpv. 1 del regolamento (CE) n. 562/2006 del par-
lamento europeo e del consiglio del 15 marzo 2006 che istituisce un
codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere
da parte delle persone [codice frontiere Schengen, GU L 105 del 13
aprile 2006, pagg.1-32]). Se al contrario la persona interessata è
titolare di un permesso di presenza di uno degli Stati membri dello
spazio Schengen, il divieto d'entrata avrà effetto unicamente per il
territorio elvetico (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale
C-5422/2008 del 10 giugno 2009 consid. 5.2).
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In concreto, visto il permesso di soggiorno italiano del ricorrente, se il
divieto d'entrata nei confronti dell'interessato verrà mantenuto, avrà
effetto unicamente per il territorio elvetico, il ricorrente potrà dunque
circolare negli altri Stati membri della normativa Schengen.
1.5 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso,
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile
(cfr. art. 50 e 52 PA).
2.
In applicazione dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente
rilevanti nonché l'inadeguatezza; quest'ultima censura è tuttavia
inammissibile se un'autorità cantonale ha giudicato quale autorità di
ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale e non è vincolato
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti
sono di principio la situazione di fatto e di diritto al momento del
giudizio (cfr. sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 consid. 1.2
pubblicata parzialmente in: DTF 129 II 215).
3.
3.1 Nel corso della presente procedura, il ricorrente ha contestato la
valenza della decisione impugnata riferendosi ampiamente alle consi-
derazioni pronunciate in ambito penale dalla Corte delle Assise crimi-
nali di Mendrisio nella sentenza del 21 giugno 2001 emessa nei con-
fronti dell'interessato.
3.2 Ora, giova rammentare che a norma di una consolidata giurispru-
denza, l'autorità amministrativa non è vincolata dalle considerazioni
del giudice penale, in quanto non persegue il medesimo scopo dell'au-
torità penale e gli interessi che è chiamata a salvaguardare possono
differire. Essa valuta dunque sulla base di criteri autonomi se l'allonta-
namento dalla Svizzera di uno straniero resosi colpevole di un reato
sia necessaria e opportuna. In effetti, se da un lato il giudice penale è
tenuto a decidere in funzione della migliore prognosi di risocializzazio-
ne, dall'altro l'autorità amministrativa si prefigge di proteggere la sicu-
rezza e l'ordine pubblico (cfr. DTF 131 II 352 consid. 4.3.2; 130 II 488
consid. 4.2; 129 II 215 consid. 3.2. e giurisprudenza ivi citata).
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4.
4.1 L'autorità federale può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri in-
desiderabili. Essa può parimenti, ma per una durata non superiore a
tre anni, vietare l'entrata in Svizzera di stranieri che abbiano contrav-
venuto gravemente o più volte alle prescrizioni sulla polizia degli stra-
nieri, ad altre disposizioni di legge o a decisioni prese dall'autorità in
base a queste disposizioni (art. 13 cpv. 1 1a e 2a frase LDDS). Fintanto
che vale questo divieto, lo straniero non potrà varcare il confine, senza
il permesso esplicito dell'autorità che l'ha emanato (art. 13 cpv. 1 3a
frase LDDS).
4.2 Il divieto d'entrata previsto all'art. 13 cpv. 1 LDDS non costituisce
una pena né riveste carattere infamante, bensì configura un provvedi-
mento amministrativo di controllo, destinato ad impedire che uno stra-
niero ritorni in Svizzera all'insaputa dell'autorità (cfr. sentenza del Tri-
bunale amministrativo federale C-92/2006 del 29 settembre 2008 con-
sid. 3). Il divieto d'entrata è infatti una misura di sicurezza il cui scopo
è quello di prevenire un probabile perturbamento dell'ordine pubblico e
della pubblica sicurezza e non di punire un determinato comportamen-
to.
5.
5.1 Come emerge dalla decisione contestata e in particolare dagli atti
penali, il ricorrente è stato ritenuto colpevole di infrazione aggravata
alla LStup, per avere in correità con il coimputato a Bioggio e a
Bedano nel periodo tra il maggio e l'agosto 2000 venduto a terze
persone 150 grammi di eroina, nel periodo tra il settembre 2000 al 9
novembre 2000 venduto a diversi tossicodipendenti locali 250 grammi
di eroina parzialmente tagliata, ad inizio settembre 2000 agendo su
carico e per conto del coimputato, detenuto presso il suo
appartamento 500 grammi di eroina successivamente tagliati e venduti
in correità con il coimputato. Egli è stato inoltre condannato per avere
a Bioggio, nella seconda metà del mese di ottobre 2000 al fine di
migliorare la propria situazione, alterato e fatto uso a scopo di inganno
del suo permesso N, modificandone la data di scadenza originaria, per
essere entrato illegalmente in Svizzera il 20 maggio 1999 nonché per
avere nel periodo dal 1° giugno 2000 al 9 novembre 2000 illegalmente
soggiornato a Bioggio, svolgendo attività lucrativa quale stalliere,
senza essere in possesso dei richiesti permessi di polizia. Per tali reati
l'interessato è stato condannato alla pena di 18 mesi sospesi
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condizionalmente per un periodo di prova di due anni, all'espulsione
dal territorio svizzero per sette anni nonché a versare allo Stato
l'importo di Fr. 1'600.- quale risarcimento compensatorio per l'illecito
profitto conseguito.
5.2 Per quanto attiene la pena accessoria dell'espulsione dalla
Svizzera per sette anni, adottata in applicazione dell'art. 55 del Codice
penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0), testo in vigore
fino al 31 dicembre 2006, la stessa è decaduta il 1° gennaio 2007, in
seguito all'entrata in vigore della legge federale del 13 dicembre 2002
che modifica la parte generale del Codice penale (RU 2006 3459; cfr.
art. 388 cpv. 2 CP nonché le disposizioni finali della modifica del
13 dicembre 2002, n. 1 cpv. 2). In ogni caso, si rammenta che l'autorità
amministrativa non è vincolata dalle considerazioni del giudice penale
(cfr. supra 3.2).
5.3 Il ricorrente si è reso colpevole di reati in un campo - quello del
traffico di sostanze stupefacenti - particolarmente delicato dell'ordina-
mento giuridico svizzero e ove la prassi è molto rigorosa (cfr. DTF 125
II 521 consid. 4a/aa; sentenza del Tribunale federale 2C_269/2007
dell'8 ottobre 2007 consid. 4.2. e riferimenti ivi citati). Il comportamento
di A._______ sopra descritto costituisce una minaccia per l'ordine
pubblico, la sicurezza della società e la salute pubblica. È infatti incon-
testabile che i reati legati al traffico di droghe giustificano l'intervento
fermo e deciso da parte delle autorità amministrative e le persone
coinvolte in questo tipo di traffici devono attendersi all'adozione di mi-
sure di allontanamento o di divieto d'entrata dettate dalla legittima ne-
cessità di proteggere la collettività dai gravi pericoli legali alla circola-
zione di sostanze stupefacenti. Tali misure sono inoltre tanto più giusti-
ficate quando si è in presenza di traffici di droghe pesanti quali l'eroina
o la cocaina. In effetti il commercio illegale di queste sostanze costitui-
sce un reale rischio per la salute e la vita di numerose persone (cfr.
sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19 febbraio
1998, causa Dalia, PCourEDH 1998 I pag.76, in partic. N. 54; senten-
ze del Tribunale federale 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 e
2A.549/2002 del 12 febbraio 2003; ALAIN WURZBURGER, La jurisprudence
récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Revue
de Droit Administratif et de droit Fiscal [RDAF] 1997, p. 308 e senten-
za citata alla nota 143). In altre parole, la protezione della collettività di
fronte allo sviluppo del mercato della droga costituisce indubbiamente
un interesse pubblico preponderante che giustifica di principio l'allon-
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tanamento dalla Svizzera degli stranieri coinvolti in tali traffici (cfr. sen-
tenze del Tribunale federale 2A.175/2004 del 7 dicembre 2004 consid.
6.4 e 2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 4.1). Si rileva inoltre
che le infrazioni al Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP,
RS 311.0) nonché le infrazioni alla LDDS commesse dal ricorrente co-
stituiscono altresì una minaccia alla sicurezza e all'ordine pubblici an-
che se in misura minore rispetto ai reati di droga.
5.4 A giusta ragione quindi, al momento dell'adozione della decisione
di divieto d'entrata in oggetto, l'autorità di prime cure ha ritenuto che
questo provvedimento era giustificato per dei motivi di ordine e
sicurezza pubblici.
6.
Il divieto d'entrata in Svizzera è quindi confermato nel suo principio.
Resta ora da stabilire se la sua durata, prevista per un periodo
illimitato, è adeguata alle circostanze del caso concreto.
6.1 Qualora l'autorità amministrativa pronuncia un divieto d'entrata in
Svizzera, essa è tenuta a rispettare i principi dell'uguaglianza, della
proporzionalità e deve astenersi da qualsiasi arbitrio (cfr. ANDRÉ GRISEL,
Traité de droit administratif, vol. I, Neuchâtel, 1984, pag. 348, 358 seg.
e 364 seg; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif, Basilea, 1991,
pag. 103 seg., 113 seg., 124 seg.). Rilevanti sono le particolarità del
comportamento illecito, la situazione personale del ricorrente e una
corretta valutazione dell'interesse pubblico e privato. In particolare è
necessario che il provvedimento appaia essenziale ed idoneo a
raggiungere lo scopo perseguito dalla misura amministrativa e che
sussista un rapporto ragionevole fra lo scopo perseguito e la
restrizione alla libertà personale che ne consegue (DTF 130 I 65
consid. 3.5.1; 128 II 292 consid. 5.1; 126 I 219 consid. 2c).
6.2 A._______ si è reso protagonista di infrazioni particolarmente
pericolose per l'ordine pubblico e che riguardano beni giuridici
estremamente sensibili. Egli è stato ritenuto colpevole di aver venduto
a più persone dei quantitativi di eroina tali da mettere in serio pericolo
la salute di parecchie persone.
6.3 Secondo una prassi costante dell'autorità competente, i divieti
d'entrata nei confronti di straniere o stranieri indesiderabili possono
essere pronunciati per una durata limitata o illimitata, a seconda della
gravità del caso concreto e dell'interesse pubblico violato. Per quanto
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concerne il provvedimento amministrativo di durata illimitata, si
osserva che, malgrado non sia stato fissato alcun limite temporale, ciò
non significa che la decisione esplichi i suoi effetti per una durata
perenne e immutabile (cfr. anche DTF 130 II 493 consid. 5). Questo
concetto significa semplicemente che allo stato attuale delle cose non
è possibile determinarne la durata precisa. Di principio lo straniero
potrà in ogni momento sollecitare il riesame, a condizione che tale
richiesta non costituisca una manovra dilatoria. Infatti se la persona
interessata può comprovare che dopo l'emissione del provvedimento
in oggetto per una periodo relativamente lungo ha condotto una vita
rispettosa dell'ordinamento giuridico del paese in cui vive, ciò può
comportare la revoca della decisione di divieto d'entrata, poiché la
situazione iniziale si è posteriormente modificata, di modo che la
minaccia dell'ordine e della sicurezza pubblici non è più attuale. Per
procedere ad una valutazione dell'opportunità di un'eventuale
annullamento, occorre tener conto dell'insieme delle circostanze del
caso concreto (cfr. sentenze del Tribunale amministrativo federale
C-8211/2007 del 16 maggio 2008 consid. 6, C-137/2006 del 31 marzo
2008 consid. 6.7 nonché C-48/2006 del 26 ottobre 2007 consid. 6.3).
In linea generale si deduce dalla prassi applicata in tale ambito che il
diritto ad un riesame approfondito esiste allorquando sono trascorsi
circa dieci anni dall'espiazione della pena. Per determinare tale perio-
do si risale all'epoca dell'ultima condanna penale così come a quella
dei delitti perpetrati. Per valutare invece se sussiste a tutt'oggi una mi-
naccia della sicurezza e dell'ordine pubblici è rilevante il comporta-
mento della persona interessata dopo la sua scarcerazione mentre ri-
veste un'importanza minore il comportamento tenuto durante il periodo
di detenzione (cfr. DTAF 2008/24 consid. 6.2 e giurisprudenza ivi cita-
ta).
6.4 Nel caso di specie, dalle risultanze agli atti si constata che sono
trascorsi pressoché nove anni dall'epoca dei fatti avvenuti tra il 20
maggio 1999 e il 9 novembre 2000. Si rileva inoltre che i giudici penali
hanno riconosciuto al ricorrente delle circostanze attenuanti, mitigan-
done quindi la responsabilità e formulando una prognosi favorevole nei
suoi confronti. In particolare essi hanno rilevato la giovane età del ri-
corrente, il quale ha infranto la LDDS in un periodo in cui era ancora
minorenne, incensurato fino alla detta condanna, egli ha agito in tale
maniera per inviare denaro alla sua famiglia ed ha ampiamente colla-
borato con gli inquirenti, ha scontato un carcere preventivo ragionevol-
Pagina 10
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mente lungo ed è stato in una certa misura introdotto in questi traffici
dal coimputato, senza la cui conoscenza l'interessato si sarebbe forse
astenuto da questi comportamenti (cfr. sentenza della Corte delle As-
sise criminali di Mendrisio del 21 giugno 2001 pag. 28 seg.). Attual-
mente il ricorrente, coniugato, vive in Italia e lavora presso la ditta
C._______ dal febbraio 2004. Si constata che il ricorrente è ben
integrato ed ha beneficiato di una promozione in ambito lavorativo.
Infine si evince dal casellario giudiziale italiano del 29 aprile 2009 che
A._______ risulta essere incensurato.
In base alle precedenti considerazioni, tenuto conto in particolare della
giovane età del ricorrente all'epoca dei fatti nonché della sua difficile
situazione personale e familiare, si constata che ha dimostrato un
comportamento esemplare dopo la condanna avvenuta all'incirca otto
anni fa, di modo che non rappresenta più una minaccia dell'ordine e
della sicurezza pubblici.
7.
Alla luce di quanto esposto, giusta l'art. 13 LDDS i presupposti per un
divieto d'entrata non sono più adempiuti. Nonostante le infrazioni com-
messe, il ricorrente non è più da ritenere quale persona indesiderabile
ai sensi della detta disposizione. La misura di allontanamento emanata
nei sui confronti può essere tolta a far data dalla pronuncia della pre-
sente sentenza.
8.
Ne discende che il ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso
che la misura di allontanamento è tolta con effetto immediato.
9.
Visto l'esito della procedura vengono poste a carico del ricorrente
spese processuali ridotte dell'ammontare di Fr. 350.- (art. 63 cpv. 1
PA).
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità
di ricorso, se ammette il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a
domanda, assegnare al ricorrente un'indennità per le spese
processuali indispensabili e relativamente elevante che ha sopportato.
Pagina 11
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Visto che l'interessato è patrocinato da un mandatario professionale,
ha diritto ad un'indennità. In ragione dell'insieme delle circostanze
della fattispecie della sua difficoltà, nonché della mole di lavoro svolto,
il Tribunale ritiene, ai sensi degli art. 8 segg. TS-TAF, che il versamento
al ricorrente di un'indennità di Fr. 700.- a titolo di spese ripetibili appaia
equa.
Pagina 12
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è parzialmente accolto conformemente ai sensi dei
considerandi.
2.
La decisione dell'UFM del 14 maggio 2002 è annullata con effetto
immediato.
3.
Le spese di procedura di Fr. 350.- sono poste a carico del ricorrente e
verranno computate con l'anticipo spese di Fr. 700.- versato l'11
febbraio 2008. Il saldo di Fr. 350.- è restituito al ricorrente.
4.
L'autorità inferiore verserà al ricorrente un importo di Fr. 700.- a titolo
di spese ripetibili ridotte.
5.
Comunicazione a:
- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per
informazione (incarto cantonale di ritorno)
La presidente del collegio: La cancelliera:
Elena Avenati-Carpani Mara Vassella
Data di spedizione:
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