Lyalyakin c. Russia - 31305/09 - Sentenza 12.3.2015 [Sezione I]
In fatto – Il ricorrente, che al tempo dei fatti era una recluta diciannovenne nell’esercito russo, era stato sorpreso due volte mentre cercava di disertare. Secondo quanto riportato, al fine di evitare ulteriori tentativi di diserzione era stato costretto a spogliarsi durante il viaggio di ritorno alla base. Dopo il suo ritorno, era stato condotto davanti al comandante del battaglione e fatto restare in piedi di fronte al battaglione indossando solamente le mutande militari.
In diritto – Articolo 3 (aspetto sostanziale): La Corte ha ripetuto che gli Stati hanno l’obbligo di assicurare alla persona che presta servizio militare condizioni che siano compatibili con il rispetto della dignità umana, che le procedure e le tecniche di addestramento militare non la sottopongano ad afflizione o a sofferenza che ecceda l’inevitabile livello di difficoltà intrinseco all’educazione militare e che, considerate le esigenze pratiche di tale servizio, siano assicurati adeguatamente la sua salute e il suo benessere.
Il ricorrente era rimasto in mutande militari in due occasioni, la prima in seguito a un fallito tentativo di diserzione e la seconda il giorno successivo, durante lo schieramento del battaglione. La Corte ha riconosciuto che il livello di afflizione sofferto dal ricorrente era stato inferiore a quello che avrebbe patito se fosse stato spogliato completamente, che l’episodio era accaduto in estate, che era stato breve e si era concluso con una reprimenda. Ciononostante, il Governo convenuto non aveva spiegato i motivi, in particolare, per cui gli era 9 stato richiesto di rimanere in piedi di fronte al battaglione indossando solo le mutande militari dopo che egli era già stato posto sotto controllo delle autorità militari. Se da un lato non sono state ignorate le specificità del contesto militare relative al caso e la necessità di mantenere un rigore militare, dall’altro rimane il fatto che la necessità di utilizzare le misure contestate non è stato dimostrato in maniera convincente. In tali circostanze, l’atto di spogliarsi e l’esposizione del ricorrente durante lo schieramento del battaglione ha avuto l’effetto di umiliarlo. Il fatto che egli avesse diciannove anni al tempo dei fatti ha aggravato il trattamento, che ai sensi dell’articolo 3 ha costituito trattamento degradante.
Conclusione: violazione (all’unanimità).
La Corte ha anche sostenuto, all’unanimità, che sia avvenuta anche una violazione dell’aspetto procedurale dell’articolo 3 per il mancato accertamento riguardo ai presunti maltrattamenti subiti dal ricorrente.
Articolo 41: EUR 15.000,00 a titolo di danno non patrimoniale.
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