W.H. c. Svezia - 49341/10 - Sentenza (cancellata dal ruolo) 8.4.2015 [GC]
In fatto – La ricorrente è una donna irachena appartenente alla minoranza mandea. Nel 2007 si trasferiva in Svezia e presentava domanda di asilo motivando che, nel suo Paese di origine, i membri del suo gruppo etnico erano sottoposti ad estorsione, rapimento ed uccisione e che donne e bambini venivano costretti a convertirsi all’Islam, spesso dopo essere stati vittima di aggressioni e violenze sessuali. Temeva inoltre, avendo divorziato, che sarebbe stata costretta a risposarsi. Inoltre, la ricorrente è una donna single senza una rete sociale in Iraq, ed è impegnata in una relazione con un uomo musulmano in Svezia, una situazione che non sarebbe mai accettata in Iraq. Nel dicembre 2009 la sua richiesta di asilo veniva definitivamente respinta poiché la minaccia di matrimonio forzato riguardava soprattutto la situazione di sicurezza generale in Iraq, che nel frattempo era migliorata.
In una sentenza del 27 marzo 2014, una Camera della Corte giudicava all’unanimità che l’esecuzione dell’ordine di estradizione a carico della ricorrente non avrebbe costituito una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, purché ella non venisse trasferita in zone dell’Iraq situate al di fuori della regione del Kurdistan, che può essere considerata relativamente sicura.
L’8 settembre 2014 il caso veniva rinviato dinanzi alla Grande Camera su istanza della ricorrente (si veda la Nota d’informazione 177).
Il 15 ottobre 2014 l’Ufficio immigrazione concedeva alla ricorrente un permesso di soggiorno permanente.
In diritto – Articolo 37 § 1: Essendo stato concesso alla ricorrente un permesso di soggiorno permanente in Svezia e considerando che ella non intendeva mantenere il suo ricorso, la controversia può essere considerata risolta ai sensi dell’articolo 37 § 1 (b) della Convenzione. Tra l’altro, non ci sono state circostanze speciali riguardanti il rispetto dei diritti umani sanciti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli che richiedessero la continuazione dell’esame del ricorso.
Conclusione: cancellato dal ruolo (all’unanimità).
(Si veda la Scheda tematica sulle espulsioni e le estradizioni)
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