B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte IV
D-1945/2012
S e n t e n z a d e l 1 6 a p r i l e 2 0 1 2
Composizione
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Fulvio Haefeli;
cancelliera Zoe Cometti.
Parti
A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…),
C._______, nata il (…),
Nigeria,
ricorrenti,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (Dublino);
decisione dell'UFM del 29 febbraio 2012 / N […].
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Visto:
le domande di asilo che gli interessati hanno presentato in Svizzera il
22 gennaio 2012;
il confronto effettuato con il registro EURODAC in data 23 gennaio 2012
dal quale risulta che entrambi i richiedenti hanno inoltrato domanda d'asi-
lo a due riprese in Italia; il marito il (…) a Roma e il (…) a Caserta e la
moglie il (…) e il (…) a Roma (cfr. act. A 9/2 e A 7/2);
i verbali d'audizione del 26 gennaio 2012, in occasione delle quali sia
all'interessato (di seguito: verbale 1) che all'interessata (di seguito:
verbale 2) è stato concesso il diritto di essere sentito in merito alla
domanda d'asilo e circa un'eventuale evasione della loro domanda d'asilo
tramite una decisione di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 34 cpv. 2
lett. d della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) con il
relativo allontanamento verso l'Italia;
le richieste di ripresa in carico degli interessati del 10 febbraio 2012
inoltrate alle autorità italiane dall'Ufficio federale della migrazione (di
seguito: UFM) giusta l'art. 16 cpv. 1 lett. c del Regolamento (CE)
n. 343/2003 del 18 febbraio 2003 (GU L 50 del 25.2.2003, di seguito:
Regolamento Dublino) con l'invito di trattare congiuntamente tali richieste;
la mancata delibera da parte delle autorità italiane entro le due settimane
di termine legale a decorrere dalla data delle richieste delle autorità sviz-
zere giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. c Regolamento Dublino;
la decisione dell'UFM del 29 febbraio 2012 (notificata agli interessati
l'11 aprile 2012; cfr. fax dell'avviso di notifica e di ricevuta entrato al
Tribunale il 12 aprile 2012) di non entrata nel merito delle domande
d'asilo ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, con contestuale pronuncia
dell'allontanamento degli interessati verso l'Italia, ordinando l'esecuzione
al più tardi il giorno seguente la scadenza del termine di ricorso ed
indicando che un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo
in applicazione dell'art. 107a LAsi;
la medesima decisione nella quale l'UFM ha considerato l'esecuzione del
rinvio degli interessati verso l'Italia come lecita, ragionevolmente esigibile
e possibile, posto che, da un lato, l'Italia rispetterebbe il principio del
divieto di respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi e, dall'altro lato,
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non sussisterebbero indizi fondati di violazione in detto Stato dei diritti
garantiti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) e
segnatamente del relativo art. 3; che, inoltre, l'Italia applicherebbe la
direttiva 2003/9/CE del 27 gennaio 2003 recante norme minime relative
all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri;
il ricorso dell'11 aprile 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 12 aprile 2012) con il quale i ricorrenti hanno concluso all'an-
nullamento della decisione impugnata nonché alla trasmissione degli atti
di causa all'autorità inferiore per una nuova decisone; che hanno, altresì,
concluso alla concessione dell'effetto sospensivo ed hanno presentato
una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal
versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo; che hanno
infine protestato spese e ripetibili;
l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale
(di seguito: il Tribunale) il 12 aprile 2012;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;
e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);
che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che i ricorrenti sono toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
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stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che sono legittimati ad aggravarsi
contro di essa;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che la competenza d'esame dell'istanza ricorsuale si limita alla questione
se l'autorità inferiore ha rettamente deciso la non entrata nel merito di una
domanda d'asilo;
che, ritenuta illegittima la decisione di non entrata nel merito, il Tribunale
si esime dall'entrare in merito, annulla la decisione impugnata e rimanda
l'affare per nuova decisione all'autorità inferiore (cfr. Giurisprudenza ed in-
formazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo
[GICRA 2004] n. 34 consid. 2.1);
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-
to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti;
che, giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda d'asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della
procedura d'asilo e d'allontanamento;
che l'UFM, applicando l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, esamina la competenza
per il trattamento della domanda d'asilo giusta i criteri previsti dal Rego-
lamento Dublino (art. 29a dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]);
che nel Regolamento Dublino – al quale la Svizzera ha aderito il
12 dicembre 2008 (cfr. Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione
Svizzera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che
permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una do-
manda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera [ADD,
RS 0.142.392.68]) – sono contenute le norme legali applicabili in relazio-
ne all'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi;
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che l'esame della domanda d'asilo non deve essere confuso con la pro-
cedura di determinazione dello Stato responsabile, quest'ultima dovendo
essere fatta sulla base della situazione esistente al momento in cui il ri-
chiedente ha presentato la sua domanda d'asilo per la prima volta presso
uno Stato membro o in Svizzera (cfr. art. 5 cpv. 2 del Regolamento Dubli-
no; CHRISTIAN FILZWIESER / ANDREA SPRUNG, Dublin II-Verordnung, Das
Europäische Asylzuständigkeitssystem, 3ª ed., Vienna 2010, n. 4
pagg. 86 seg.);
che, conformemente all'art. 3 cpv. 1 del Regolamento Dublino, gli Stati
membri esaminano la domanda d'asilo di un cittadino di un Paese terzo
presentata alla frontiera o nel rispettivo territorio;
che, giusta l'art. 3 cpv. 1 2ª frase Regolamento Dublino, una domanda
d'asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato
come Stato membro competente in base ai criteri enunciati al capo III;
che detto capo III enuncia i criteri di determinazione dello Stato compe-
tente secondo il principio della gerarchia dei criteri; che ogni criterio di de-
terminazione dello Stato membro competente è applicabile solo se quello
precedente previsto dal Regolamento Dublino non trova applicazione nel-
la fattispecie (art. 5 Regolamento Dublino; cfr. op. cit., n. 1 segg. pag. 86);
che, l'ultimo criterio pertinente in caso d'inapplicabilità dei precedenti è
quello del luogo del deposito della prima domanda d'asilo giusta l'art. 13
Regolamento Dublino);
che in deroga all'art. 3 cpv. 1, ciascuno Stato membro può esaminare una
domanda d'asilo presentata da un cittadino di un Paese terzo, anche se
tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti (cfr. clausola di so-
vranità stabilita all'art. 3 cpv. 2 Regolamento Dublino e la clausola umani-
taria prevista all'art. 15 del citato regolamento, nonché l'art. 29a cpv. 3
OAsi 1);
che, giusta l'art. 9 cpv. 1 Regolamento Dublino, se il richiedente asilo è ti-
tolare di un titolo di soggiorno in corso di validità, lo Stato membro com-
petente per l'esame della domanda d'asilo è quello che ha rilasciato tale
titolo;
che, giusta l'art. 13 Regolamento Dublino, quando lo Stato membro com-
petente per l'esame della domanda d'asilo non può essere designato sul-
la base dei criteri enumerati nel suddetto regolamento, è competente il
primo Stato membro nel quale la domanda è stata presentata;
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che, secondo l'art. 16 cpv. 1 lett. c Regolamento Dublino, lo Stato mem-
bro competente per l'esame di una domanda d'asilo è tenuto a riprendere
in carico, alle condizioni di cui all'art. 20 Regolamento Dublino, il richie-
dente asilo la cui domanda è in corso d'esame e che si trova nel territorio
di un altro Stato membro senza esserne autorizzato oppure la cui do-
manda d'asilo è stata respinta e si trova nel territorio di un altro Stato
membro senza esserne stato autorizzato (art. 16 cpv. 1 lett. e Regola-
mento Dublino);
che, secondo l'art. 16 cpv. 2 Regolamento Dublino, se uno Stato membro
rilascia al richiedente asilo un titolo di soggiorno, gli obblighi previsti al pa-
ragrafo 1 del medesimo articolo ricadono su detto Stato membro;
che, giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. b Regolamento Dublino, lo Stato membro
richiesto è tenuto a procedere alle verifiche necessarie e rispondere a ta-
le richiesta quanto prima e senza comunque superare il termine di un
mese dalla data in cui è investito della questione; che quando la richiesta
è basata su dati ottenuti dal sistema EURODAC, tale termine è ridotto a
due settimane;
che se lo Stato membro richiesto non comunica la propria decisione entro
il termine di un mese o di due settimane di cui alla lett. b, si ritiene che
abbia accettato di riprendere in carico il richiedente asilo (art. 20 cpv. 1
lett. c Regolamento Dublino);
che il Tribunale osserva che l'Italia, Stato membro dell'Unione europea e
parte dello spazio Dublino è vincolata dall'omonimo Regolamento;
che, nella fattispecie, risulta dall'esame EURODAC del 23 gennaio 2012
e dalle dichiarazioni degli insorgenti in occasione delle audizioni somma-
rie che gli stessi prima di giungere in Svizzera hanno soggiornato in Italia
dove vi hanno peraltro inoltrato due domande d'asilo ciascuno
(cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 5);
che il richiedente afferma inoltre di essere a beneficio di un permesso di
soggiorno italiano valido fino al mese di maggio 2012 in quanto la sua
domanda di asilo sarebbe ancora pendente (cfr. verbale 1, pag. 5);
che tuttavia tale permesso di soggiorno non risulta agli atti;
che l'UFM nella decisione impugnata non ha indicato sulla base di quali
disposti del Regolamento Dublino l'Italia sarebbe competente per l'esame
delle domande di asilo;
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che, sia in applicazione dell'art. 9 cpv. 1 che in applicazione dell'art. 13
Regolamento Dublino, l'Italia risulta competente per le domanda di
asilo ai sensi dell'art. 16 Regolamento Dublino; che quindi l'esistenza o
meno di un permesso di soggiorno del richiedente non influisce sulla
competenza dell'Italia;
che, inoltre, il 10 febbraio 2012 l'UFM ha interpellato l'Italia, affinché ri-
prenda in carico i richiedenti l'asilo, secondo le modalità ed i termini pre-
visti dall'art. 16 cpv. 1 lett. c Regolamento Dublino;
che tale richiesta, per quanto concerne la ricorrente, avrebbe dovuto ba-
sarsi sull'art. 16 cpv. 1 lett. e Regolamento Dublino e non sull'art. 16
cpv. 1 lett. c Regolamento Dublino; che, nonostante ciò, entrambi gli arti-
coli portano all'applicazione dell'art. 20 Regolamento Dublino, per il che
l'applicazione sbagliata dell'art. 16 cpv. 1 lett. c non lede la ricorrente;
che la mancata risposta dell'Italia entro le due settimane dalla richiesta di
ripresa in carico dei richiedenti equivale all'accettazione tacita di detta ri-
chiesta (art. 20 cpv. 1 lett. c Regolamento Dublino);
che codesto Tribunale osserva che, sulla base dei disposti del Regola-
mento di Dublino illustrati poc'anzi, l'Italia è competente nel caso in disa-
mina;
che, inoltre, giova ricordare che l'Italia, vincolata dall’Accordo
d’associazione alla normativa di Dublino, è firmataria della convenzione
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30) e della
CEDU e ne applica le disposizioni; che lo Stato così designato – respon-
sabile dell'esame di una domanda d'asilo – è tenuto a condurre la proce-
dura d’asilo nel rispetto delle disposizioni della Conv. e della CEDU
(cfr. Messaggio sugli accordi bilaterali II, FF 2004 5331; cfr. ugualmente i
considerandi introduttivi n. 2, 12 e 15 del Regolamento Dublino);
che, in caso di trasferimento in Italia, le autorità elvetiche possono partire
dal principio che le regole imperative imposte dalle precitate convenzioni,
in particolare il principio di divieto di respingimento consacrato all'art. 33
Conv. e all'art. 5 LAsi, così come il divieto di trattamenti inumani ai sensi
dell'art. 3 CEDU, sono rispettate; che incombe di conseguenza al richie-
dente l'asilo d'invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua
situazione personale;
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che nel caso in disamina le dichiarazioni dei ricorrenti si limitano a sem-
plici affermazioni non comprovate da alcun elemento di seria consistenza;
che ai richiedenti è stata data la possibilità di esprimersi circa l'intenzione
della Svizzera di rinviarli in Italia (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2,
pag. 9);
che, nell'atto di ricorso, gli insorgenti hanno asserito che in Italia le struttu-
re di assistenza sarebbero in generale carenti e anche le più basilari ga-
ranzie sociali sarebbero spesso violate; che, diversi rapporti internazionali
criticherebbero la reale capacità di accoglienza dell'Italia e chiederebbero
che non si effettuino più rinvii verso tale paese; che, l'allontanamento de-
gli interessati in Italia non sarebbe dunque ragionevolmente esigibile in
quanto gli stessi si ritroverebbero per strada, senza assistenza, casa e
cure mediche; che, per giunta, considerata detta situazione, la Svizzera
avrebbe dovuto ritenersi competente nel caso in disamina indipendente-
mente dalla competenza data dell'Italia;
che, secondo la recente giurisprudenza del Tribunale, in Italia, oltre a
strutture statali che garantiscono un alloggio ai richiedenti l'asilo, vi sono
altresì organizzazioni caritative che si occupano dei richiedenti l'asilo e
dei rifugiati (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.6.3);
che, pertanto, gli insorgenti non hanno fornito alcun indizio concreto se-
condo cui le autorità italiane non rispetterebbero gli obblighi internazionali
precitati;
che, alla luce di quanto precede, il trasferimento verso l'Italia dei ricorrenti
è lecito ed esigibile e non esistono neppure motivi umanitari giusta
l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 che permetterebbero di rinunciare al rinvio degli
insorgenti in detto Paese;
che, pertanto, non v'è motivo di applicare la clausola di sovranità stabilita
all'art. 3 cpv. 2 Regolamento Dublino;
che l'UFM ha rettamente ritenuto competente l'Italia per l'esame delle
domande d'asilo degli insorgenti;
che, in considerazione di tutto quanto suesposto, ne discende che retta-
mente l'UFM non è entrato nel merito delle domande d'asilo dei ricorrenti
ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento
degli insorgenti verso l'Italia ex art. 44 cpv. 1 LAsi, non essendo realizzate
in casu le eccezioni previste all'art. 32 OAsi;
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che in siffatte condizioni non v'è spazio per i provvedimenti sostitutivi ai
sensi dell'art. 44 cpv. 2 LAsi in combinazione con l'art. 83 cpv. 1 della leg-
ge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), poiché
l'esame delle questioni relative all'esistenza d'eventuali impedimenti al
rinvio secondo le ragioni di detti disposti sono inscindibili dal giudizio di
non entrata nel merito nel quadro di una procedura di Dublino
(cfr. DTAF 2010/45 consid. 10);
che, di conseguenza, il ricorso va respinto;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spe-
se processuali è divenuta senza oggetto;
che, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito favo-
revole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal
pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA);
che, la domanda della concessione dell'effetto sospensivo diviene senza
oggetto con la presente sentenza;
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-
tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-
bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);
che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-
to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal paga-
mento delle spese processuali, è respinta.
3.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico dei ricorrenti.
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrati-
vo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente
sentenza.
4.
Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Zoe Cometti
Data di spedizione: