Bundesverwaltungsgericht
Tribunal administratif fédéral
Tribunale amministrativo federale
Tribunal administrativ federal
Corte IV
D-2193/2011
Sentenza del 20 aprile 2011
Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;
cancelliere Carlo Monti.
Parti A._______, alias
B._______, Algeria,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore
Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM dell'8 aprile 2011 / N […].
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Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 12 marzo 2011
in Svizzera;
il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha
rimesso al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso
attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive
all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la
comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;
i verbali d'audizione del 18 marzo 2011 (di seguito: verbale 1) e
dell'8 aprile 2011 (di seguito: verbale 2);
il verbale di decisione dell'UFM dell'8 aprile 2011, notificato all'interessato
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);
il ricorso del 13 aprile 2011 (cfr. timbro del plico raccomandato, data
d'entrata 14 aprile 2011);
gli atti dell'UFM trasmessi via fax a codesto Tribunale in data 14 aprile
2011;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;
e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF,
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giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle
autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);
che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), e che è pertanto legittimato ad
aggravarsi contro di essa;
che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere
impugnato non può essere esteso alla questione della concessione
dell'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda
stessa;
che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione
dell'asilo è inammissibile;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli
scritti;
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo,
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino algerino, nato a C._______
e con ultimo domicilio a D._______, Algeria (cfr. verbale 1, pag. 1);
che il richiedente, avrebbe lasciato l'Algeria alla fine del 2010, in quanto
avrebbe accoltellato E._______ (…), autore d'una violenza sessuale
subita dal ricorrente all'età di nove anni; che, in seguito a ciò, egli
temerebbe una ritorsione del padre di E._______ (cfr. verbale 1, pag. 6);
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che, inoltre, sarebbe ricercato dalle autorità algerine per aver beneficiato
d'un libretto degli assegni, rubato da un suo amico, per potersi finanziare
l'espatrio (verbale 1, pag. 6); che quindi, si sarebbe imbarcato ad
F._______ per G._______ (Italia) pagando un passatore; che, giunto in
Italia, agli inizi del 2011, avrebbe soggiornato illegalmente per circa un
mese in una casa abbandonata nelle vicinanze di G._______; che
avrebbe proseguito il suo viaggio d'espatrio in treno fino a H._______, per
poi giungere, sempre per mezzo del treno in Svizzera a I._______, dove
ha depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pag. 7 seg.);
che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il
ricorrente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo
alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b
e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali
dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio
ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è
realizzata nel caso di specie;
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e contestualmente ha pronunciato
l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione
dell'allontanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile;
che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata
consegna di documenti d'identità, riconfermato quanto già affermato nei
verbali d'audizione; che, infatti, egli ribadisce d'averli persi e distrutti e che
sarebbe stato impossibile ottenerne dei nuovi in 48 ore (cfr. ricorso,
pag. 2);
che, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, ha riproposto i fatti che
l'avrebbero portato all'espatrio; che egli sostiene, in aggiunta, che
l'Algeria è un Paese in cui dominano l'ingiustizia, il terrorismo e la
violenza; che, pertanto, egli ritiene che si dovrebbe assodare l'inesigibilità
dell'esecuzione del suo allontanamento dalla Svizzera, in quanto la sua
vita sarebbe in serio pericolo;
che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per
una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo,
subordinatamente, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha,
altresì, presentato una domanda d'esenzione dal versamento anticipato
delle presumibili spese processuali;
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che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito d'una
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della
domanda;
che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il
richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e
all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari
ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza d'un
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);
che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,
segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di
particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);
che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di
fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);
che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza d'oltre un mese dalla
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento
che adempia i citati criteri;
che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare d'aver
posseduto un passaporto, ma che l'avrebbe perso, oppure lasciato in
Turchia prima d'entrare in Grecia verso la fine del 2009 in occasione d'un
primo viaggio d'espatrio (cfr. verbale 1, pagg. 2 e 4 e verbale 2, pag. 3);
che, rientrato in patria, avrebbe strappato la carta d'identità temendo
d'essere identificato ed arrestato dalle autorità per aver beneficiato del
libretto degli assegni rubato (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 2
seg.); che, alla domanda di cosa avrebbe fatto per procurarsi i documenti
d'identità o di viaggio dopo essere venuto a conoscenza dell'incombenza
di dover fornirne uno nelle 48 ore dopo l'inoltro della domanda d'asilo, egli
ha dichiarato di non aver fatto nulla perché non avrebbe capito il
contenuto del foglio che lo informava della sopraccitata incombenza
(verbale 1, pag. 5); che, altresì, nella seconda audizione ha dichiarato
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d'aver effettuato una sola chiamata ad un amico e d'aver scoperto che il
padre lo avrebbe rinnegato (cfr. verbale 2, pag. 2);
che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli è stato assolutamente
superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto
intrapreso; che ha dichiarato d'aver lasciato l'Algeria nascosto in un
camion a bordo d'una nave, che giunto in Italia, in data a lui sconosciuta,
avrebbe soggiornato per almeno un mese in una località nelle vicinanze
di G._______ della quale tuttavia non rammenta il nome; che sarebbe
giunto a H._______, in treno, viaggiando senza alcun documento e senza
subire mai un controllo; che di qui, avrebbe proseguito il viaggio, sempre
in treno, fino a I._______, dove ha depositato la propria domanda d'asilo
in data 12 marzo 2011 (cfr. verbale 1, pag. 7 seg. e verbale 2, pag. 3);
che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver
viaggiato nelle circostanze descritte;
che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto in
Svizzera senza ricordare alcun dettaglio del viaggio, e senza aver mai
subito alcun tipo di controllo;
che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte verosimilmente
inattendibili;
che, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio
nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del
ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il Tribunale ha
ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i propri documenti per i
bisogni della causa;
che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità,
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore
dell'insorgente non è applicabile;
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in
base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di
rifugiato del richiedente;
che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore
ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura
sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno
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della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una
decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);
che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza
d'una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);
che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente d'essere espatriato
dall'Algeria, in quanto temerebbe ritorsioni da parte del padre di
E._______ e per timore d'essere ricercato dalle autorità algerine per
l'utilizzo del libretto degli assegni;
che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure,
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione,
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);
che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno
della sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di
verosimiglianza;
che basti rilevare innanzitutto che per quanto riguarda l'accoltellamento di
E._______, l'insorgente non è stato in grado d'indicare la data precisa
dell'aggressione asserendo che quest'ultima avrebbe avuto luogo verso
la fine del 2010 (cfr. verbale 2, pag. 6); che, altresì, in prima audizione il
ricorrente non era riuscito a fornire dettagli dell'aggressione mentre
nell'audizione successiva era riuscito a farcire il suo racconto di
minuziose particolarità (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 7); che,
inoltre, appare alquanto bizzarro vendicare la violenza sessuale subita
dopo più di 14 anni dalla stessa e in tale circostanza;
che, non di meno, egli ha sostenuto da una parte d'aver beneficiato del
libretto degli assegni rubato firmando gli stessi e mostrando il documento
d'identità, per poi al contrario asserire d'aver distrutto la sua carta
d'identità (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 9); che, in occasione
della prima audizione, egli non aveva saputo indicare la data precisa della
distruzione di suddetto documento, mentre nella seconda audizione ha
asserito d'averla strappata a D._______ verso agosto o settembre del
2010 (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 2);
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che, per giunta, egli ha affermato che il padre, dopo il decesso di sua
madre, si sarebbe risposato con un'altra donna e che quest'ultima lo
avrebbe cacciato di casa e che di conseguenza si sarebbe sentito solo
(cfr. verbale 2, pag. 6); che dal 1998 egli vivrebbe a D._______, dove
peraltro vivrebbero anche due dei suoi cinque fratelli (cfr. verbale 1,
pag. 4); che, altresì, ha indicato che dopo il suo primo espatrio, e prima
del secondo, sarebbe tornato in Algeria per tre mesi dove sarebbe
rimasto "a casa sua a C._______" e non a D._______ come previo
indicato come luogo di domicilio (cfr. verbale 1, pag. 2); che, infatti, egli
non ha saputo nemmeno indicare l'indirizzo preciso a D._______ (cfr.
verbale 1, pag. 2);
che, peraltro, non ha presentato alcuna giustificazione nell'atto ricorsuale
atta a spiegare le varie contraddizioni rilevate dall'UFM nella decisione
impugnata;
che, infine, il timore dell'insorgente d'una vendetta da parte del padre di
E._______, non costituisce manifestamente un'azione suscettibile di
giustificare una protezione internazionale ai sensi del diritto d'asilo, tanto
più che non v'è ragione di ritenere che l'insorgente non possa ottenere
dalle autorità in Algeria, se opportunamente sollecitate, un'appropriata
protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi
confronti;
che, di conseguenza, i motivi d’asilo evocati sono stati esaminati e
rettamente ritenuti dall’autorità inferiore come inverosimili, giusta l’art. 32
cpv. 3 lett. b LAsi;
che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori
accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato
dell'insorgente medesimo;
che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure d'istruzione
complementari ai fini d'accertare l'esistenza d'un eventuale impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista
dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8 pagg. 725-733 e DTAF
2007/8 consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 segg.);
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Algeria possa violare
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
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del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione sullo
statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in
Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della
convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della
convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);
che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1;
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in
materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 21);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr,
giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3
LStr);
che, inoltre, la situazione vigente in Algeria non appare caratterizzata da
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e
vanta un'esperienza professionale quale pasticcere (cfr. verbale 1, pag.
3); che egli ha altresì confermato d'avere ancora parenti in patria e
segnatamente due dei cinque fratelli vivono tuttora a D._______, luogo in
cui l'insorgente ha vissuto dal 1998; che, pertanto, si può partire dal
presupposto che abbia una fitta rete sociale in patria;
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che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di
gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24);
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83
cpv. 4 LStr);
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2
LStr);
che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni
documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12
pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure
possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile;
che, di conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità
inferiore confermata;
che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto
federale né abusato del suo potere d’apprezzamento; che esso non ha
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed
inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso
va respinto;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto;
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente decisione non concerne persone contro le quali è
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);
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che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva;
(dispositivo alla pagina seguente)
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità
cantonale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Carlo Monti
Data di spedizione: