Bundesverwaltungsgericht
Tribunal administratif fédéral
Tribunale amministrativo federale
Tribunal administrativ federal
Corte IV
D-2336/2011
Sentenza del 28 aprile 2011
Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;
cancelliera Antonella Guarna.
Parti A._______, nato il (…),
Tunisia,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 20 aprile 2011 / N (…).
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Visto:
la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in data (…) in
Svizzera,
i verbali di audizione del 1° aprile 2011 (di seguito: verbale 1) e del
20 aprile 2011 (di seguito: verbale 2),
il verbale della decisione dell'UFM del 20 aprile 2011, notificata oralmente
all'interessato il medesimo giorno (cfr. Avviso di notifica e di ricevuta; atto
A 11/1),
il ricorso inoltrato dall'insorgente il 20 aprile 2011 (cfr. timbro del plico
raccomandato),
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei
considerandi che seguono,
e considerato:
che le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale del
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla
legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,
RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi,
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia di asilo,
salvo se è stata depositata una domanda di estradizione da parte dello
Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in cerca di protezione (art. 31 e
33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cifra 1 LTF),
che vi è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni
di ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, il ricorrente ha
dichiarato di essere cittadino tunisino, nato a B._______, nella provincia
di C._______ (Tunisia), dove avrebbe vissuto dalla nascita sino al suo
primo espatrio nel 2003 e vi sarebbe ritornato nel (…) 2010,
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rispettivamente nell'(…) 2010 per espatriare una seconda volta nel (…)
2011,
che l'interessato ha affermato di aver lasciato il suo Paese di origine con
l'obiettivo di trovare un lavoro e migliorare la sua situazione economica e
quella della sua famiglia, a seguito del fallimento dell'azienda (…) di suo
padre,
che l'interessato sarebbe partito da D._______ in barca, fino a giungere
verso la metà del mese di (…) 2011 in Italia, a E._______, da dove
avrebbe poi continuato il viaggio in treno fino a F._______ (Italia); che, da
tale località, dove egli sarebbe stato ospite di amici, il (…) sarebbe partito
alla volta della Svizzera, giungendo a G._______, senza documenti e
senza subire alcun controllo,
che, nella decisione del 20 aprile 2011, l'UFM ha considerato che il
richiedente non ha inoltrato domanda di asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, in
quanto egli non ha espresso la volontà di cercare in Svizzera una
protezione contro le persecuzioni,
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato
l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la sua esecuzione
siccome lecita, esigibile e possibile,
che, nel ricorso, pur confermando di essere venuto in Svizzera per motivi
economici, l'insorgente fa valere che l'UFM avrebbe dovuto entrare nel
merito della sua domanda di asilo, perlomeno in relazione all'esecuzione
del suo allontanamento verso la Tunisia, ritenuto che – vista la situazione
attuale – in detto Paese non vi sarebbe né futuro, né sicurezza e,
pertanto, egli sarebbe esposto ad un pericolo concreto in caso di rientro
nel suo Paese di origine,
che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione
impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore per una nuova
decisione, nonché ha presentato altresì una domanda di esenzione dal
versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese
processuali,
che, giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di domande di
asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi,
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che, ai sensi dell'articolo 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo
ogni dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla
Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di
persecuzione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che,
pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti
dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate
unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza
di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per
contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi
dell'art. 18 LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti
all'art. 3 LAsi (qualità di rifugiato), ma pure gli ostacoli all'esecuzione
dell'allontanamento di cui all'art. 83 cpv. 3 e 4 della legge federale del
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) nonché all'art.
44 cpv. 2 LAsi (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione
svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2003 n. 18),
che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima
residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza,
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o
per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere
esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così
come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude
tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio
Paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da
una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita
precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti)
o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da
problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, può
essere confrontata,
che, nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione
contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto
personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere
esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese di
origine, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità,
appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni
politiche (art. 3 LAsi),
che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente – e ribadita in sede di
ricorso (cfr. ricorso pag. 2) – per giustificare il suo espatrio è legata
esclusivamente a ragioni di ordine economico, ovvero alla povertà in cui
lui e la sua famiglia si troverebbero ed al susseguente intento di
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migliorare questa situazione (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 D10 e
D19); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non rientrano,
in tutta evidenza, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta
l'art. 18 LAsi,
che egli ha altresì confermato di non aver mai avuto problemi in patria, né
con le autorità né con terze persone, come pure di non essere mai stato
coinvolto in attività politiche o religiose (cfr. verbale 1 pag. 6),
che, inoltre, non soccorre il ricorrente l'allegazione del tutto generale e
non corroborata secondo cui egli sarebbe esposto ad un pericolo
concreto in caso di rinvio nel suo Paese d'origine (cfr. ricorso pag. 2),
che, peraltro, dalle carte processuali non emergono elementi da cui
desumere che l'insorgente in Tunisia possa essere confrontato al rischio
reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del
10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli,
inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),
che, per di più, la situazione, in Tunisia, non è caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della
popolazione nell’integralità del territorio nazionale, contrariamente a
quanto pretende il ricorrente (cfr. ricorso pag. 2),
che, da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della
domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi,
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata,
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1
sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1,
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21),
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),
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che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha
confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla
domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del
principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente
riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed
espressamente enunciato all'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951
sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), nonché degli impegni di
diritto internazionale assunti dalla Svizzera (cfr. GICRA 1996 n. 18
consid. 14b lett. e pag. 186 e ivi riferimenti),
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile
(art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr),
che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane,
possiede una formazione scolastica perlomeno di base ed ha diversi anni
di esperienza professionale quale (…) (cfr. verbale 1 pag. 2); che,
inoltre, egli dispone in patria di un'importante e densa rete sociale,
ritenuto che vi risiede gran parte della sua famiglia, segnatamente sua
madre, suo fratello e sua sorella, nonché diversi zii paterni e materni
(cfr. verbale 1 pag. 3); che, infine, il ricorrente non ha, altresì, preteso nel
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la
sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica GICRA 2003 n. 24),
senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di
una permanenza in Svizzera per motivi medici,
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 4 LStr),
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83
cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà
procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34
consid. 12 pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è
dunque pure possibile,
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in
materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso
e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,
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che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto,
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale, entro un
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità
cantonale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna
Data di spedizione: