B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte IV
D-2905/2013
S e n t e n z a d e l 2 9 m a g g i o 2 0 1 3
Composizione
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice William Waeber;
cancelliere Gilles Fasola.
Parti
A._______, nata il (...),
Tunisia,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 30 aprile 2013 / N (...).
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Visto
la prima domanda d'asilo che l'interessata ha presentato in Svizzera in
data 30 ottobre 2012;
il ritiro della domanda d'asilo da parte della richiedente, rientrata sponta-
neamente in Patria il 15 gennaio 2013, e la conseguente decisione di
stralcio da parte dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM);
la seconda domanda di asilo che l'interessata ha presentato in Svizzera
in data 20 aprile 2013;
l'audizione sulle generalità della richiedente del 24 aprile 2013 ed il relati-
vo diritto di essere sentita, di medesima data, circa la competenza
dell'Italia per lo svolgimento della procedura in materia di asilo e allonta-
namento (di seguito: verbale);
la decisione dell'UFM del 30 aprile 2013 di non entrata nel merito ai sensi
dell'art. 34 cpv. 2 lett. d della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31), notificata all'interessata il 16 maggio 2013 (cfr. risultanze
processuali), nella quale l'autorità inferiore ha altresì pronunciato l'allon-
tanamento e l'esecuzione dell'allontanamento dell'interessata verso l'Ita-
lia, precisando che un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto so-
spensivo in applicazione dell'art. 107a LAsi;
il ricorso inoltrato in data 22 maggio 2013 (cfr. timbro del plico raccoman-
dato), pervenuto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-
nale) il 23 maggio 2013, mediante il quale l'insorgente ha chiesto l'acco-
glimento del ricorso e l'annullamento della decisione impugnata, la tra-
smissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione nel merito, la
concessione dell'effetto sospensivo al ricorso e, in subordine, la conces-
sione dell'ammissione provvisoria; che la ricorrente ha altresì presentato
una domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pa-
gamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali;
la ricezione da parte del Tribunale, in data 24 maggio 2013, dell'incarto o-
riginale dell'UFM;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono;
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e considerato
che le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla Legge del
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) e
dalla Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110),
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);
che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che la ricorrente è toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di
essa;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che, in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in
cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo
(art. 32–35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a esa-
minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito
della domanda di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3);
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della
procedura di asilo e allontanamento;
che, in virtù dell'Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Sviz-
zera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che permet-
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tono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di
asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera (ADD,
RS 0.142.392.68) – al quale la Svizzera ha aderito il 12 dicembre 2008 –
l'UFM esamina la competenza per il trattamento di una domanda di asilo
giusta il Regolamento (CE) n. 343/2003 del 18 febbraio 2003 (GU L 50
del 25 febbraio 2003, di seguito: Regolamento Dublino II) al capo III
(cfr. dall'art. 5 all'art. 14), che stabilisce i criteri e i meccanismi che per-
mettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda
di asilo introdotta in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese
terzo (cfr. gli artt. 1 e 29a cpv. 1 dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999
sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311]; MATHIAS
HERMANN, Das Dublin System, Eine Analyse der europäische Regelun-
gen über die Zuständigkeit der Staaten zur Prüfung von Asylanträgen un-
ter besonderer Berücksichtigung der Assoziation der Schweiz, Zurigo,
Basilea e Ginevra 2008, pp. 193 e ss.);
che, ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 Regolamento Dublino II, una domanda di
asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato co-
me Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III;
che lo Stato competente è quello dove è autorizzato a soggiornare in
qualità di rifugiato un membro della famiglia del richiedente, successiva-
mente, quello che ha rilasciato al richiedente un titolo di soggiorno o un
visto, quello tramite il quale il richiedente è entrato, regolarmente o meno,
sul territorio di uno o dell'altro degli Stati membri e quello, presso il quale
la domanda di asilo è stata presentata la prima volta (cfr. art. 5 in relazio-
ne con gli artt. 6 e 13 Regolamento Dublino II);
che, tuttavia, in deroga ai criteri di competenza, ciascuno Stato membro
può esaminare una domanda di asilo presentata da un cittadino di un
Paese terzo, anche se tale domanda non gli compete in base ai criteri
stabiliti (cfr. clausola di sovranità stabilita al cpv. 2 dell'art. 3 Regolamento
Dublino II e la clausola umanitaria prevista all'art. 15 del citato regolamen-
to, nonché l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1);
che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dall'UFM hanno rivela-
to, dopo consultazione dell'unità centrale del sistema europeo "EURO-
DAC", che la ricorrente ha depositato una domanda d'asilo a Roma
(Italia) il 19 marzo 2013 (cfr. act. B 4/1 e B5/1);
che tale circostanza è stata confermata dalla stessa ricorrente (cfr. verba-
le, pag. 5);
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che, visto quanto precede, il 22 aprile 2013, l'UFM ha presentato all'auto-
rità italiana competente la richiesta, fondata sull'art. 16 cpv. 1 lett. c del
Regolamento Dublino II, volta a riprendere a carico la richiedente l'asilo
(cfr. Atto B13/2);
che l'Autorità italiana competente ha esplicitamente ammesso la ripresa a
carico della richiedente (cfr. B14/1, B15/1);
che la competenza dell'Italia è quindi accertata;
che, nel gravame, l'insorgente sostiene che in Italia non sarebbero garan-
tite per i richiedenti l'asilo le condizioni di esistenza degna per un essere
umano; che, oltretutto, l'UFM avrebbe svolto un'istruttoria sommaria e re-
so una decisione non sufficientemente motivata; che, infatti, non le sa-
rebbe stato chiesto nulla in merito ai disagi sofferti in Italia;
che, tuttavia, l'Italia è segnataria della Convenzione del 28 luglio 1951
sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), così come della
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) e della Conven-
zione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti
crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che, vista la presunzione del rispetto del diritto internazionale pubblico da
parte dello Stato di destinazione, appartiene alla ricorrente di inficiarla,
adducendo seri indizi che permetterebbero di ammettere che, nel suo ca-
so particolare, le autorità italiane non rispetterebbero questa garanzia o
non accorderebbero la protezione necessaria o la priverebbero di condi-
zioni di vita degne (cfr. sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo
[Corte EDU] M.S.S. c. Belgio e Grecia [richiesta n. 30696/09] del
21 gennaio 2011, par. 84-85 e 250; cfr. ugualmente sentenza della Corte
di giustizia dell'Unione europea [CGUE], cause congiunte C-411/10 e
C-493/10 del 21 dicembre 2011);
che, se da un lato, la ricorrente ha contestato le modalità di presa a cari-
co dei richiedenti l'asilo da parte delle autorità italiane, dall'altro, la mede-
sima non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condi-
zioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da contravvenire
alla CEDU in caso di esecuzione dell'allontanamento;
che, in particolare, non vi sono ragioni serie per ritenere che lo Stato di
destinazione violerebbe le norme della direttiva 2003/9/CE del Consiglio
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del 27 gennaio 2003 recante norme minime relative all'accoglienza dei ri-
chiedenti l'asilo negli Stati membri (GU L 31/18 del 6 febbraio 2003; di
seguito: direttiva sull'accoglienza);
che, peraltro, in Italia, oltre a strutture statali che garantiscono un alloggio
ai richiedenti l'asilo, vi sono altresì organizzazioni caritative che si occu-
pano dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.6.3);
che esistono certamente dei rapporti che testimoniano le importanti diffi-
coltà con le quali sono confrontati i richiedenti l'asilo in Italia, dal punto di
vista delle strutture di accoglienza, di alloggio e di impiego;
che, del resto, non si può certo ignorare che le autorità italiane sono con-
frontate con un importante afflusso di immigrati con conseguenti difficoltà
relative alla capacità delle strutture di accoglienza;
che, tuttavia, anche se il sistema di accoglienza e assistenza sociale sof-
fre di alcune carenze e che i richiedenti l'asilo non possono sempre con-
tare sulla presa a carico da parte delle autorità o delle organizzazioni cari-
tative private, il Tribunale non ritiene che in Italia vi siano violazioni siste-
matiche della direttiva sull'accoglienza (cfr. sentenza del Tribunale
D-5631/2012 del 24 gennaio 2013);
che, ad ogni buon conto, va sottolineato che secondo la giurisprudenza
della CGUE (cfr. sentenza, cause congiunte C-411/10 e C-493/10 del
21 dicembre 2011, par. 84 ss.) delle violazioni minori alle norme delle di-
rettive di accoglienza e procedura non sono sufficienti ad impedire il tra-
sferimento di un richiedente l'asilo verso lo Stato membro competente;
che, pertanto, la presunzione secondo la quale lo Stato di destinazione ri-
spetta i suoi obblighi non è inficiata (cfr. sentenza della Corte EDU
M.S.S. c. Belgio e Grecia [richiesta n. 30696/09] del 21 gennaio 2011,
par. 69, pp. 342-343 e riferimenti citati);
che, a queste condizioni, non esistono nella fattispecie né ostacoli tali da
rendere inammissibile l'esecuzione del trasferimento, né delle ragioni
umanitarie ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1;
che, quindi, è a giusto titolo che l'UFM non è entrato nel merito
della domanda di asilo della ricorrente, in applicazione
dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi e ne ha pronunciato il trasferimento verso
l'Italia (cfr. art. 44 cpv. 1 LAsi e art. 32 lett. a OAsi 1);
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che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-
stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione
del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della Legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), dal momen-
to che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito
nel quadro di una procedura di Dublino (cfr. DTAF 2010/45 consid. 10,
p. 645);
che, in virtù di quanto sopra enunciato, la conclusione ricorsuale volta
all'annullamento della decisione impugnata va respinta;
che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione
dell'UFM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-
cia il trasferimento dalla Svizzera verso l'Italia, confermata;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di
concessione dell'effetto sospensivo e di esenzione dal versamento di un
anticipo equivalente alle presumibili spese processuali sono divenute pri-
ve di oggetto;
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.–,
che seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 2 cpv. 2 e art. 3 lett. a del Regola-
mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-
dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);
che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-
to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva.
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-
tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente
sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Gilles Fasola
Data di spedizione: