Corte IV
D-3199/2007
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 1 6 s e t t e m b r e 2 0 0 8
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Gérald Bovier,
cancelliera Chiara Piras.
A._______Afghanistan,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 2 maggio 2007 / N .
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
D-3199/2007
Fatti:
A.
L'8 aprile 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr.
verbali d'audizione del 16 aprile e del 24 aprile 2007), d'essere
cittadino afghano d'etnia hazara, minorenne non accompagnato,
d'avere vissuto dalla nascita a B._______ (provincia di Ghazni) e
d'essere espatriato nel 2005 per il timore d'essere ucciso da membri
del partito “C._______”. Il padre, comandante del menzionato partito,
avrebbe ricevuto, a sua insaputa, delle armi dal capo di “C._______”.
Le armi non sarebbero mai state restituite. Nel 2001, suo padre
sarebbe stato ucciso in guerra. Un anno e mezzo rispettivamente
quattro o cinque anni dopo la morte del padre, secondo la versione, il
responsabile del predetto partito gli avrebbe chiesto in due occasioni
la restituzione delle armi. Non essendo stato in possesso di tali armi,
l'interessato non sarebbe stato in grado di consegnarle. Sarebbe
quindi stato minacciato e, temendo di essere arrestato o ucciso,
sarebbe scappato a Kabul, dove sarebbe rimasto per due mesi. In
seguito, avrebbe soggiornato in Pakistan per una settimana, poi in Iraq
per sei o sette giorni, in Turchia per due o tre mesi, in Grecia per un
anno ed infine, transitando dall'Italia, avrebbe raggiunto la Svizzera.
B.
Il 2 maggio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno
1998 (LAsi, RS 142.31). L'autorità inferiore ha pure pronunciato
l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione
dell'allontanamento verso l'Afghanistan siccome lecita, esigibile e
possibile.
C.
Il 9 maggio 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la menzionata decisione
dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la
trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una decisione
nel merito della sua domanda d'asilo. Ha altresì presentato una
domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle
presumibili spese processuali.
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D.
L'11 maggio 2007, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di
motivi particolari (art. 63 cpv. 4 legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al
ricorrente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili
spese processuali. Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a
presentare una risposta al ricorso.
E.
Il 15 maggio 2007, l'UFM ha presentato la sua risposta al gravame.
F.
Il 18 luglio 2007, il TAF ha concesso al ricorrente un termine fino al 2
agosto 2007 per replicare all'UFM. Tale termine è decorso infruttuoso.
Diritto:
1.
Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in
materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno
2005 [LTF, RS 173.110]).
2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art.
108 cpv. 2 LAsi.
3.
3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37
LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della
decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il
procedimento può svolgersi in tale lingua.
3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente
sentenza è redatta in italiano.
4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto inverosimile l'indicazione
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dell'interessato circa la sua minore età. L'esame radiologico effettuato
avrebbe stabilito un'età ossea superiore ai 18 anni. Il ricorrente
avrebbe peraltro reso dichiarazioni lacunose sulla biografia dei membri
della sua famiglia come pure sul suo viaggio di espatrio. Inoltre, non
avrebbe addotto motivi che possano giustificare la mancata tempestiva
esibizione di documenti di viaggio o d'identità. L'autorità inferiore ha
pure ritenuto inconsistenti le allegazioni decisive in materia d'asilo
presentate dall'insorgente, siccome imprecise e contraddittorie,
segnatamente in merito agli incontri con il capo del partito
“C._______”, alla posizione rivestita da quest'ultimo, alle occasioni in
cui lo stesso gli avrebbe chiesto la restituzione delle armi sottratte dal
padre come pure in merito al suo soggiorno a Kabul. Infine, l'autorità
inferiore ha considerato non necessari ulteriori chiarimenti ai fini
dell'accertamento della qualità di rifugiato o dell'esistenza di un
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente.
5.
Nel ricorso, l'insorgente contesta di essere maggiorenne e mette in
dubbio il valore scientifico-probatorio dell'esame radiologico, ritenuto
segnatamente lo scarto fra l'età da lui dichiarata e quella accertata.
Nella fattispecie, si sarebbero pertanto dovute applicare le norme
relative ai minorenni non accompagnati. Allega altresì di aver fornito
indicazioni utili per valutare nel merito la sua domanda d'asilo. Inoltre,
il ricorrente afferma che la situazione in Afghanistan si sarebbe
ulteriormente deteriorata, ragione per cui l'autorità inferiore avrebbe
dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo.
6.
Nella risposta al ricorso, l'autorità inferiore ha osservato che il ricorso
dell'insorgente non fornisce alcun nuovo elemento atto a confutare le
argomentazioni sviluppate nella decisione impugnata. L'UFM ha
pertanto proposto la reiezione del gravame.
7.
7.1
Preliminarmente, questo Tribunale osserva che la designazione di una
persona di fiducia presuppone la dimostrazione da parte del
richiedente l'asilo, perlomeno nel senso della probabilità
preponderante, dell'allegata minorità (v., fra le tante, la sentenza del
Tribunale amministrativo federale D-3695/2007 del 26 luglio 2007
consid. 5 e relativo riferimento). Dall'esame radiologico, effettuato il 10
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aprile 2007, risulta un'età ossea del ricorrente superiore a 18 anni,
contro la dichiarata età cronologica di 15 anni e tre mesi. Inoltre,
l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni suscettibili di rendere
altrimenti plausibile la dichiarata minore età. In particolare, non ha
presentato né documenti d'identità o di viaggio, né informazioni, se
non vaghe ed imprecise, sulla sua biografia, sulla frequentazione
scolastica e sulla situazione familiare. Le generiche e stereotipate
giustificazioni del ricorrente non convincono, ritenuto che lo scarto fra
l'età dichiarata in corso di procedura e l'età ossea risulta essere al
minimo di 2 anni e nove mesi. Infine, e per sovrabondanza, il TAF
rileva che il ricorrente ha dichiarato di avere avuto 6 o 7 anni quando i
Talebani sono arrivati nel suo villaggio (cfr. verbale d'audizione del 16
aprile 2007 pag. 6). Risaputamente, i Talebani hanno cominciato la
loro conquista del territorio afghano a Kandahar nell'ottobre 1994 e
sono arrivati a Maydan Shar nel febbraio del 1995. Appare quindi
verosimile che Qarabagh e Ghazni sono cadute sotto il loro controllo
nel periodo compreso tra le due date suesposte. In considerazione di
quanto precede, si evince che il ricorrente doveva già essere
maggiorenne al momento delle audizioni avvenute nell'aprile 2007.
7.2 Pertanto, conto tenuto dell'insieme delle circostanze del caso di
specie, segnatamente della genericità ed imprecisione delle
argomentazioni ricorsuali, non v'è ragione di censurare la mancata
designazione al ricorrente di una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17
cpv. 3 LAsi da parte dell'UFM a causa dell'inverosimiglianza
dell'allegata minore età.
8.
8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione
della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado,
per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.
c).
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8.2 Sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che
permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in
particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi
per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi
(DTAF 2007/7 consid. 6).
8.3 Inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il
legislatore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale,
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni
manifestamente inconsistenti o manifestamente irrilevanti. La
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di
una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi
nonché dalla evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna
dalle persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).
9.
9.1 Questo Tribunale considera – a prescindere dalla questione di
sapere se nel caso concreto sussista un motivo scusabile per la
mancata esibizione di un documento d'identità o di viaggio entro il
termine di 48 ore previsto dalla legge – che, in considerazione
dell'insieme delle circostanze del caso di specie, in relazione alla nota
situazione vigente in Afghanistan, l'istruttoria, la valutazione delle
allegazioni decisive presentate dal ricorrente e la motivazione della
decisione impugnata sono manifestamente carenti.
9.2 Peraltro, in merito alla situazione generale ed allo stato della
sicurezza in Afghanistan, questo Tribunale ha già avuto modo di
precisare che l’esecuzione dell’allontanamento in tale paese è
ragionevolmente esigibile a Kabul e in tutte quelle province che non
conoscono più, dal 2004, attività militari significative oppure che non
sono esposte ad un’instabilità permanente (cfr. GICRA 2006 n. 9
consid. 7.8). Trattasi delle province di Kabul, di quelle site a nord della
capitale (Parwan, Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, Balkh, Sari
Pul e le regioni del Samangan che non fanno parte di Hazarajat [v.
GICRA 2003 n. 30]), come pure di Herat nell’ovest del paese. In
particolare, l’esecuzione dell’allontanamento è ragionevolmente
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esigibile unicamente per le persone originarie di tali regioni che
adempiono le medesime restrittive condizioni di cui a GICRA 2003 n.
10, vale a dire che dispongono in loco di una solida rete familiare o
sociale in grado d’assicurare loro un adeguato reinserimento sociale
(alloggio, minimo vitale). Potranno, inoltre, essere rimpatriate solo le
persone giovani, celibi/nubili oppure le coppie senza figli, a condizione
che non soffrano d’alcun grave problema medico (cfr. GICRA 2006 n. 9
consid. 7.8).
9.3 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato, da
un lato, che il ricorrente “dev'essere hazara con ultimo domicilio ad
Hazarajat”, segnatamente originario della provincia di Ghazni.
Dall'altro lato, ha ritenuto che l'Hazarajat è da considerarsi una
regione sicura. Il TAF osserva che la regione di Hazarajat comprende
le province di Bamiyan, Daykunid, Ghir, Wardak, Ghazni ed Uruzgan –
province in cui il rimpatrio è inesigibile (cfr. GICRA 2006 n. 9) - come
pure le province di Balkh, Sari Pul ed, in parte, Jowzjan. Nel caso di
specie, questo Tribunale considera verosimile che il ricorrente sia un
cittadino afghano d'etnia hazara e proveniente dalla località di
B._______, sita nella provincia di Ghazni. A tal proposito, il TAF ha già
avuto modo di precisare che il rimpatrio nella provincia di Ghazni e
nella tradizionale zona d'insediamento degli Hazara, il cosidetto
Hazarajat, considerata la precaria situazione della sicurezza e
dell'approvvigionamento, è inesigibile (cfr. GICRA 2003 n. 30).
9.4 L'UFM ha altresì considerato che l'insorgente dispone di
un'alternativa di rifugio interna nella città di Kabul (provincia di Kabul),
di Mazar-i-Sharif (provincia di Balkh) e di Herat (provincia di Herat), in
cui gli hazara costituirebbero un'importante minoranza etnica. Questo
Tribunale osserva che l'ammissione di un’alternativa di soggiorno
interna al paese, a Kabul, dove la situazione generale è ritenuta
relativamente migliore (cfr. GICRA 2003 n. 10), oppure in un'altra
provincia, in cui il rimpatrio è considerato ragionevolmente esigibile
(cfr. GICRA 2006 n. 9), presuppone altresì l'esistenza in tale luogo di
una solida rete sociale nonché della garanzia del minimo vitale e della
sicurezza di potere trovare un alloggio (cfr. GICRA 2003 n. 30; GICRA
2006 n. 9). Dagli atti processuali non emerge tuttavia che l'autorità
inferiore abbia effettuato degli accertamenti al fine di appurare
l'effettiva esistenza per il ricorrente di un'alternativa di soggiorno
interna in Afghanistan. In altri termini, non appare motivo di ritenere
che siano adempite le condizioni restrittive previste dalla
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giurisprudenza di cui a GICRA 2006 n. 9, da cui altresì non v'è
attualmente ragione di scostarsi, come ribadito in diverse sentenze di
questo Tribunale (v. fra le tante, la sentenza D-4485/2006 del 1° luglio
2008 consid. 5).
9.5 Da quanto esposto, discende che il ricorrente proviene da una
provincia dell’Afghanistan verso la quale l’esecuzione
dell’allontanamento è considerata inesigibile (GICRA 2006 n. 9 consid.
7.2. e 7.8.; GICRA 2003 n. 30) e che l'UFM neppure ha esaminato
nella decisione impugnata la questione dell'esistenza per l'insorgente
in Afghanistan, segnatamente nella capitale o in un'altra provincia, di
un'evidente alternativa di rifugio interna dalle persecuzioni del
movimento politico di cui trattasi altrove che nella provincia di Ghazni,
questione pure estremamente delicata e che necessita d'ulteriori
approfondimenti (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 30; GICRA 2006
n. 9, in cui è stato statuito che l'esistenza di un'alternativa di rifugio
interna va ammessa solo con cautela).
9.6 Infine, ed in materia d'esecuzione dell'allontanamento, l'UFM -
senza tenere conto della giurisprudenza del TAF in merito all'esigibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento verso l'Afghanistan, peraltro già
nota al momento in cui ha emesso la decisione qui in esame - si è
limitato a generiche considerazioni, prive di qualsivoglia
dimostrazione, in merito alla legittimità dell'esecuzione
dell'allontanamento dell'insorgente, considerato in ultimo e senza
motivazione plausibile, ma contrariamente alle sue allegazioni,
cresciuto in seno alla diaspora afghana in Pakistan e in Iran, ma non
nel Hazarajat. In altri termini, l'autorità inferiore non può ridurre la
motivazione del proprio provvedimento ad imprecise asserzioni
sull'ammissibilità (ai sensi dell'art. 3 CEDU) e sull'esigibilità (giusta
l'art. 83 cpv. 4 LStr) dell'esecuzione dell'allontanamento di un cittadino
afghano proveniente dalla provincia di Ghazni, senza indicare le
ragioni e le fonti alla base delle affermazioni stesse. In effetti,
l'insorgente non è posto nelle condizioni di potere ricorrere con criteri
adeguati, non conoscendo appunto, in materia d'esecuzione
dell'allontanamento, le ragioni precise (art. 35 cpv. 1 PA), e le fonti, su
cui l'UFM fonda il proprio apprezzamento. Per i medesimi motivi, il TAF
non è in grado d'esperire il sindacato di legittimità della decisione
impugnata su tale punto.
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9.7 In conclusione, questo Tribunale osserva che non può essere
condivisa la valutazione contenuta nel provvedimento litigioso secondo
cui non sono necessari degli ulteriori chiarimenti per accertare
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento
dell'insorgente (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).
9.8 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata incorre
nell'annullamento.
10.
Quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità
inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con
istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio (art. 61 cpv.
1 PA; ULRICH HÄFELIN / GEORG MÜLLER / FELIX UHLMANN, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 5a ed., n. 1977 pag. 418). In particolare, esso può
sostituirsi all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque
sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto federale (v. sentenza
del Tribunale amministrativo federale del 25 luglio 2007 D-6735/2006
consid. 11 e relativo riferimento). Tale non è il caso nella presente
fattispecie. Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore
affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.),
a completare l'accertamento dei fatti determinanti e a pronunciare una
nuova decisione rispettosa dei considerandi della presente sentenza.
11.
Il ricorso, tenuto conto della giurisprudenza del TAF, risulta
manifestamente fondato. Pertanto, quest'ultimo è deciso in procedura
a giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett.
e LAsi).
12.
12.1 Visto l'esito della procedura, non sono riscosse delle spese
processuali (art. 63 PA).
12.2 Considerato altresì che l'insorgente non è rappresentato in
questa sede e che non risulta, comunque, che abbia dovuto
sopportare delle spese indispensabili e relativamente elevate in
relazione alla procedura di ricorso in esame, non si giustifica
l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA ed art. 7 e segg. del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
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Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF,
RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.
2.
Gli atti di causa sono rinviati all'autorità inferiore affinché proceda al
completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una nuova
decisione ai sensi dei considerandi.
3.
Non si prelevano spese processuali né si attribuiscono ripetibili.
4.
Comunicazione a:
- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N ;
allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)
Il giudice unico: La cancelliera:
Pietro Angeli-Busi Chiara Piras
Data di spedizione:
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