Corte IV
D-3483/2006; D-3484/2006
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 o t t o b r e 2 0 0 9
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),
Christa Luterbacher, Fulvio Haefeli,
cancelliere Carlo Monti.
A._______,
B._______, e
C._______, Turchia,
patrocinati dall'avvocato Yasar Ravi,
ricorrenti,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Asilo ed allontanamento;
decisioni dell'UFM del 27 agosto 2004 / N [...] e N [...].
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
D-3483/2006
Fatti:
A.
Il 17 agosto 2002, gli interessati d'etnia curda, originari di D._______,
con ultimo domicilio a E._______ nell'omonimo distretto della provincia
di F._______, hanno presentato una domanda d'asilo in Svizzera.
Hanno dichiarato, in sostanza e per quanto qui di rilievo, d'essere
espatriati il 13 agosto 2002 a causa delle pressioni che polizia, militari
e “guardiani del villaggio” avrebbero esercitato su di loro e per il timore
di essere uccisi dai medesimi (cfr. audizioni del 23 agosto 2002 pag. 4
[A._______], del 26 agosto 2002 pag. 4 [B._______] nonché
dell'11 novembre 2002 pagg. 8 [C._______ e A._______], 11
[A._______] e 13 [C._______ e A._______] e 16 [B._______]). I
“guardiani del villaggio” avrebbero infatti chiesto all'interessato di
diventare uno di loro, di collaborare e di indicare dove si trovassero
suo fratellastro G._______ (condannato in precedenza il [...], in quanto
simpatizzante del Partîya Karkerén Kurdîstan [PKK]) e sua cugina
H._______, entrambi guerriglieri del PKK (audizione dell'11 novembre
2002 pagg. 10 e 14 [B._______]). Inoltre, l'interessato sarebbe stato
picchiato durante il servizio militare nel 1998 in modo tale da riportare
delle lesioni psichiche permanenti. Anche in seguito sarebbe stato
percosso dalla polizia in occasione dei vari fermi subiti, di cui l'ultimo
prima della fuga sarebbe durato un mese e mezzo. Peraltro, il
richiedente ha rilevato che I._______, un suo cugino, sarebbe stato
prelevato dai “guardiani del villagio” ed ucciso, che J._______, un altro
cugino, sarebbe stato ucciso nel 1992 a E._______, insieme a due
ospiti, i quali erano dei guerriglieri del PKK, che suo padre sarebbe
stato ucciso nel 1994 da sconosciuti al proprio domicilio ad
K._______, che L._______, un altro cugino, sarebbe stato ucciso sui
monti nel 1995 e che M._______, un cugino di suo padre, sarebbe
stato ucciso, oppure portato via, dagli Ezbollah nel 1995 (cfr. audizioni
del 26 agosto 2002 pagg. 4 e 5 [B._______] nonché
dell'11 novembre 2002 pagg. 9 [B._______ e A._______] e 10
[B._______]). Gli interessati si sarebbero recati ad Istanbul da dove
avrebbero raggiunto la Svizzera, in data 16 agosto 2002, con un TIR.
Il 12 luglio 2000, F._______ e sua moglie hanno ottenuto l'asilo in
Svizzera (N [...]).
Il 13 settembre 2005, N._______, figlio di A._______ nonché fratello di
B._______ e C._______, ha ottenuto l'asilo in Svizzera (N [...]).
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B.
Il 27 agosto 2004, tramite due decisioni separate (una concernente
B._______ e l'altra relativa a A._______ e la figlia C._______) l'allora
Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente e di seguito, UFM) ha
respinto le succitate domande d'asilo. Detto Ufficio ha pure
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e
l'esecuzione dell'allontanamento verso il loro Paese d'origine, ossia la
Turchia, siccome lecita, esigibile e possibile.
C.
Il 29 settembre 2004, B._______ e A._______ con la figlia C._______,
hanno inoltrato due ricorsi separati dinanzi alla Commissione svizzera
di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la menzionata decisione
dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamento della
decisione impugnata. Hanno, altresì, presentato una domanda di
gratuito patrocinio ed una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo
anticipo. Inoltre, hanno fatto valere una violazione di diritto formale, in
quanto non sarebbero stati in grado di presentare un ricorso corretto e
completo, siccome non avrebbero avuto la facoltà di visionare e
prendere nota del contenuto dell'incarto.
D.
Il 21 ottobre 2004, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di
motivi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere ai
ricorrenti il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili
spese processuali. Nel contempo, ha ritenuto manifestamente
infondata la suddetta censura circa la violazione di diritto formale. Nel
medesimo scritto la CRA ha deciso la congiunzione delle cause
ricorsuali.
E.
Il 7 luglio 2006, la CRA ha invitato l'UFM a presentare una risposta al
ricorso entro il 27 luglio 2006.
F.
Il 27 luglio 2006, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la
reiezione del gravame.
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G.
Con scritto del 27 marzo 2009, i ricorrenti hanno sollecitato una
sentenza finale da parte del Tribunale amministrativo federale (TAF).
Diritto:
1.
1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM
(art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale
del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 della legge sull'asilo
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).
1.2 Il TAF osserva, altresì, che, dal 1° gennaio 2007, giudica, in
quanto sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso
le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei
ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).
1.3 Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.
2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 ed all'art. 52 PA, nonché
all'art. 108 cpv. 1 LAsi.
3.
3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua
della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il
procedimento può svolgersi in tale lingua.
3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco,
ma il ricorso è stato presentato in italiano, di modo che la presente
sentenza va redatta in italiano.
4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e
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l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti
(art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).
5.
5.1 Nelle decisioni impugnate, l'UFM ha considerato inverosimili le
allegazioni dei richiedenti concernenti le loro domande d'asilo ed ha
ritenuto corte ed prive di sostanza le loro risposte. Infatti, l'interessato
dapprima non sarebbe stato in grado di ricordarsi quante volte lo
avrebbero fermato, per poi indicare 20 fermi. Ciò sarebbe altresì da
considerarsi esagerato e poco plausibile, dato che, da un lato, non
sarebbero stati intrapresi passi giuridici o misure persecutorie e,
dall'altro, il richiedente avrebbe potuto sottrarsi a tale pressione
trasferendosi in un'altra regione invece di sopportarla per anni. Inoltre,
le allegazioni relative ai vari fermi, alla descrizione del posto di polizia,
rispettivamente della camera di detenzione, e ai presunti
maltrattamenti nonché alle torture, sarebbero particolarmente
inconsistenti e non mostrerebbero alcun rapporto con la realtà. In
aggiunta, all'infuori dei riferimenti circa i famigliari che sarebbero stati
membri del PKK all'inizio degli anni '90, o che sarebbero deceduti, le
indicazioni generali dei fermi e delle pressioni subite, non
sussisterebbe alcun fatto sostanziato. Per di più, il racconto circa la
tortura mediante la tecnica della “falaka” e gli impulsi di corrente
sarebbe inverosimile, in quanto presentato soltanto in occasione della
seconda audizione. Inoltre, A._______ avrebbe allegato un fatto
accaduto circa un mese e mezzo prima del suo espatrio nel quale
sarebbe venuta H._______, una parente, con degli amici del PKK a
casa sua. In seguito, degli uomini avrebbero picchiato A._______, la
quale non sarebbe stata in grado di indicare se fosse stata la polizia,
oppure i guardiani del villaggio ad andare a casa sua dopo la visita di
H._______. Peraltro, le asserzioni di C._______ sarebbero state
ancora più vaghe in merito ai fermi ed agli altri problemi. In aggiunta,
A._______ si sarebbe contraddetta diverse volte ed in particolare
avrebbe dichiarato nella prima audizione che il giorno in cui sarebbe
stato ucciso suo marito, sarebbe stata picchiata e si sarebbe rotta un
dente, mentre nella seconda audizione avrebbe affermato che in
quell'occasione non le sarebbe accaduto niente. Per di più, avrebbe
asserito che il dente si sarebbe rotto a causa di un pugno ricevuto
dagli uomini che sarebbero andati a casa sua dopo la visita di
H._______ ed i suoi amici. Oltre a ciò, non sarebbe plausibile che
H._______ ed altri membri del PKK avrebbero continuato a recarsi a
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casa loro per il vitto e non sarebbero mai stati fermati dalle autorità,
nonostante le stesse avessero sorvegliato la casa, senza tuttavia
indagare contro gli interessati ed aprire un'inchiesta o una procedura
giudiziaria. Per di più, l'UFM ha fatto valere che le pressioni insorte a
causa dell'appartenenza dei loro famigliari al PKK, la condanna di
G._______, le percosse subite da B._______ durante il servizio
militare e l'uccisione del genitore e marito nel 1994, sarebbero degli
avvenimenti accaduti molto tempo prima e non avrebbero alcuna
incidenza sulla decisione d'allontanamento. Inoltre, sarebbe senz'altro
possibile che diversi parenti dei richiedenti abbiano aderito al PKK o
siano deceduti all'inizio degli anni '90 e che un fratello sia stato
condannato nel [...], siccome allora vi sarebbe stato uno stato di
guerra nonché lo stato d'emergenza nel sudest della Turchia, ragione
per la quale avrebbero potuto avere certi problemi con le autorità. Le
loro allegazioni inconsistenti circa i pregiudizi che risalirebbero a poco
tempo addietro, sembrerebbero tuttavia indicare che gli interessati
datino degli eventi di un passato lontano in uno più recente. Non
sarebbe nemmeno mai stato aperto un procedimento contro gli
interessati, che risulterebbero incensurati, e non sarebbero neppure
stati fermati per più di qualche ora. Gli eventuali pregiudizi subiti
risalirebbero alla situazione degli anni '90, ma ormai il conflitto si
sarebbe pressoché concluso. Per di più, alla fine del 2002, lo stato
d'emergenza sarebbe stato revocato nelle due ultime province. Inoltre,
nell'ambito delle trattative per l'adesione all'Unione Europea (UE), vi
sarebbero miglioramenti significativi dal punto di vista dei diritti
dell'uomo, degli imprigionamenti e della situazione dei curdi. Infine, i
richiedenti avrebbero potuto sottrarsi alle molestie in loco già in
precedenza tramite un trasferimento nell'ovest della Turchia, dove
disporrebbero di una rete sociale in vari luoghi, segnatamente ad
Istanbul, città in cui abiterebbe una sorella. Infine, l'UFM ha concluso
che le allegazioni presentate non soddisfano né le condizioni di
verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi, né le condizioni per
adempiere alla qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi.
5.2 Nel gravame, gli insorgenti hanno segnalato, in sostanza e per
quanto è qui di rilievo, che G._______ avrebbe ottenuto l'asilo e
risiederebbe regolarmente in Ticino. Di conseguenza, i ricorrenti
potrebbero ricadere nella casistica dell'art. 51 cpv. 2 LAsi e, se l'UFM
non avesse voluto concedere l'asilo, avrebbe dovuto perlomeno
motivarlo. Pertanto, lamenterebbero un diniego di giustizia nella misura
in cui non sarebbe stata minimamente considerata la concessione
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dell'asilo del famigliare e le conseguenze che tale concessione al
fratellastro avrebbe potuto avere sui ricorrenti in caso di rimpatrio.
Inoltre, l'UFM non avrebbe affatto tenuto conto dell'età nonché dello
stato d'animo di A._______. Peraltro, in riferimento ai dubbi dell'UFM
circa il fatto che la cugina H._______ fosse ricercata, i ricorrenti
evidenziano che non sarebbero stati effettuati approfondimenti. Inoltre,
la tesi dell'UFM secondo cui, se la stessa fosse stata ricercata, non si
sarebbe recata in casa dei ricorrenti, poiché avrebbe potuto ritenere
che l'abitazione fosse sorvegliata, non reggerebbe. Infatti, la stessa
avrebbe disposto di un nutrito parentado e le autorità turche non
sarebbero in grado di sorvegliare ogni casa. Per di più, l'argomento
relativo alla ripresa delle trattative dell'UE con la Turchia per
un'eventuale entrata nell'UE non sarebbe pertinente, in quanto vi
sarebbero ancora violenze presenti nell'Est della Turchia. Infine, i
ricorrenti obbiettano al rinvio di B._______, affetto da turbe psichiche,
e quello di A._______, vedova e pensionata.
5.3 Nella risposta al gravame, l'UFM ha osservato che il ricorso non
conterrebbe alcun nuovo elemento atto a confutare le argomentazioni
sviluppate nelle decisioni impugnate.
6.
6.1 Sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima
residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza,
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere
esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà,
nonché le misure che comportano una pressione psichica
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici
della condizione femminile (art. 3 LAsi).
6.2 Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere
verosimile la sua qualità di rifugiato. Per poter ammettere la
verosimiglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni
determinanti rese da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse
abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere in
modo preponderante sulla possibilità del contrario, così che
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA]
1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni devono essere attendibili,
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cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non
suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile), e
concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri
dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza
dev'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo
da consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione,
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili
postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità
giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).
7.
7.1 Il TAF osserva che, il fratellastro e figlio G._______ (N [...]) è
entrato in Svizzera insieme a sua moglie O._______ in data
29 luglio 1998 ed hanno ottenuto l'asilo con decisione dell'UFR del
12 luglio 2000. Inoltre, le allegazioni espresse allora da G._______
relative alla situazione famigliare, nota per le sue attività a favore
dell'opposizione curda e le persecuzioni ai danni del fratello
B._______, in particolare circa il fatto che nel 1999 è stato sottoposto
a dei gravi maltrattamenti durante l'espletamento degli obblighi militari
da parte del comandante “fascista”, a tal punto d'avere perso la testa
ed aver dovuto sottoporsi ad un trattamento psichiatrico, coincidono
con quanto dichiarato dai ricorrenti nel corso della presente procedura
d'asilo.
In aggiunta, dall'incarto di N._______ (N [...]) emerge che egli ha
ottenuto l'asilo con sentenza della CRA del 13 settembre 2005. Pure le
sue asserzioni corrispondono con quelle di G._______ e di sua moglie
nonché con quelle degli insorgenti circa i maltrattamenti di B._______
e la situazione della sua famiglia nell'ambito politico in patria.
Inoltre, le contraddizioni rilevate dall'UFM per quanto riguarda
C._______ e A._______, sono da valutare come poco significative
rispetto alla loro situazione famigliare e quella in Patria, tenuto altresì
conto del fatto che C._______ al momento delle audizioni era ancora
minorenne e quindi sottoposta ad un obbligo di collaborare ridotto
(GICRA 1999 n. 2 consid. 6d). Peraltro, dagli atti di causa non vi sono
dubbi che i ricorrenti appartengano alla famiglia P._______ e che
diversi dei loro parenti abbiano partecipato alla guerriglia curda e
siano stati torturati e uccisi dalle autorità. Il padre è stato ucciso da
ignoti nel 1994 al proprio domicilio. In aggiunta, i ricorrenti apparten-
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gono ad una famiglia nota per le sue attività a favore dell'opposizione
curda – G._______ nonché sua moglie, entrambi schedati e
quest'ultima ricercata ufficialmente, hanno ottenuto l'asilo in Svizzera a
causa del loro forte coinvolgimento in attività politiche antigovernative
e a favore del PKK e del Halkin Demokrasi Partisi (HADEP). Inoltre e
visto l'insieme dei fatti del caso concreto, seppure non siano
completamente coincidenti e precise le allegazioni dei ricorrenti circa il
numero e le date dei fermi nei quali sono stati interrogati sull'attuale
soggiorno di H._______, non v'è ragione per codesto Tribunale di
dubitare del fatto che tali eventi siano accaduti come già verificatosi in
precedenza in particolare con G._______ e sua moglie (cfr. audizioni
del 22 dicembre 1999 pagg. 4 e 5 nonché del 27 dicembre 1999 pag. 8
[N._______], del 26 agosto 2002 pagg. 4 e 5 [B._______],
dell'11 novembre 2002 pagg. 10, 11, 12 [A._______ e B._______] e 13
[C._______]).
7.2 Premesso ciò, codesto Tribunale deve esaminare se vi siano
elementi da cui evincere un timore fondato di persecuzioni future. In
primo luogo, va rilevato che, indipendentemente dalle recenti riforme
legislative effettuate nell'ottica d'un adesione all'UE e nonostante nel
codice penale turco non venga applicata la responsabilità penale
estesa alla famiglia, in Turchia non può essere escluso il rischio di
rappresaglie statali contro membri della famiglia di presunti attivisti del
PKK – rispettivamente di movimenti che ne hanno preso la
successione – o d'attivisti curdi di altri gruppi considerati siccome
separatisti, in particolare nelle province del sud e dell'est. Ciò, è
rilevante nell'ottica della persecuzione riflessa ai sensi dell'art. 3 LAsi
(v. GICRA 2005 n. 21 consid. 10.2.3; GICRA 1994 n. 5 e 17 nonché
GICRA 1993 n. 6 e sentenza del TAF E-6641/2006 del 3 marzo 2009
consid. 7.1). La probabilità di diventare vittima di una persecuzione
riflessa è data segnatamente quando viene ricercato un membro della
famiglia in fuga e le autorità hanno motivo di presumere che un altro
componente della famiglia abbia un contatto stretto con il ricercato.
Questa probabilità aumenta se la vittima stessa di una persecuzione
riflessa è impegnata politicamente (v. GICRA 2005 n. 21 consid. 10 e
sentenza del TAF E-6641/2006 del 3 marzo 2009 consid. 7.1). In tale
contesto, oltre al grado di parentela, va considerata la dimensione
delle attività politiche della vittima di una persecuzione riflessa ed il
grado di importanza delle stesse come pure i precedenti eventi con la
polizia e le autorità giudiziarie. Lo scopo di una persecuzione riflessa
può consistere nel punire l'intera famiglia per le azioni di un singolo
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membro, giacché sospettato di condividere le opinioni politiche ed i
fini, oppure per intimidirli e di diffidarli dall'approssimarsi alle organiz-
zazioni curde (v. sentenza del TAF E-7156/2006 del 27 marzo 2009).
Peraltro, secondo le informazioni a disposizione di codesto Tribunale
(v. sentenza dalla CRA del 13 settembre 2005 nella causa N._______,
N [...] consid. 4), non si possono escludere delle rappresaglie contro
membri della stessa famiglia di un ricercato, neppure se il medesimo si
trova all'estero e le autorità statali ne sono al corrente.
7.3 Nel caso concreto, l'autorità inferiore ha ritenuto che la situazione
generale in Turchia sarebbe migliorata dopo l'espatrio dei ricorrenti e
gli eventuali pregiudizi subiti risalirebbero alla situazione presente
negli anni '90, cosa che, in considerazione di quanto esposto al
considerando antecedente, non corrisponde alla realtà. In considera-
zione di quanto indicato ai paragrafi precedenti i ricorrenti, sebbene
siano stati soltanto dei simpatizzanti del PKK e del HADEP, in caso di
rientro in Patria, in quanto membri della famiglia di persone ricercate,
attirerebbero l'attenzione delle autorità turche su di loro. Infatti, non si
può escludere che le autorità statali non abbiano tuttora un interesse
ad interrogarli in merito a G._______ e sua moglie nonché H._______
od altri familiari e quindi metterli sotto pressione, ritenuto che le
autorità turche saranno portate a presumere che gli autori del gravame
siano in contatto stretto con i loro familiari a cui è stato concesso
l'asilo in Svizzera. Inoltre, non sono altresì adempiti i criteri restrittivi
per l'ammissione di un'alternativa di rifugio interna (GICRA 1996 n. 1),
visto che gli autori dei temuti pregiudizi sono proprio le autorità statali
che rappresentano il potere statale su tutto il territorio turco. Neanche
il fatto che tuttora vivano ancora degli altri membri della famiglia in
Turchia, può indurre ad una valutazione diversa. Di conseguenza,
questo Tribunale ritiene adempite le condizioni di un timore fondato di
una persecuzione futura ai sensi dell'art. 3 LAsi.
7.4 Infine, dagli atti di causa non risultano elementi che giustifichino
un'esclusione degli insorgenti dalla qualità di rifugiato o dall'asilo,
giusta l'art. 1 F della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del
28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), rispettivamente l'art. 53 LAsi. Ai
ricorrenti va pertanto riconosciuta la qualità di rifugiato e concesso
l'asilo.
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8.
8.1 Visto l'esito della procedura, non sono riscosse delle spese
processuali (art. 63 PA). La domanda d'assistenza giudiziaria, nel
senso della dispensa dalle spese processuali, è pertanto divenuta
senza oggetto.
8.2 La parte vincente ha diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili per
le spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (art. 64 PA in
relazione all'art. 7 e segg. del Regolamento sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). L'indennità per spese
ripetibili, in assenza di una nota particolareggiata, è fissata d'ufficio
dal TAF sulla base degli atti di causa in CHF 1200.- (art. 16 cpv. 1
lett. a LTAF nonché art. 14 TS-TAF).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.
2.
I ricorrenti hanno la qualità di rifugiato.
3.
L'UFM accorderà l'asilo ai ricorrenti.
4.
Non si prelevano spese processuali.
5.
L'UFM rifonderà ai ricorrenti CHF 1200.- a titolo di spese ripetibili.
6.
Comunicazione a:
- patrocinatore dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...] e N [...]; allegato:
incarti UFM)
- Q._______ (in copia)
Il presidente del collegio: Il cancelliere:
Pietro Angeli-Busi Carlo Monti
Data di spedizione:
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