Corte IV
D-3569/2010/dei
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 8 m a g g i o 2 0 1 0
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas,
cancelliere Federico Pestoni;
A._______, nato il (...),
Georgia rispettivamente Russia,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione del UFM del 7 maggio 2010 / N (...).
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
D-3569/2010
Visti:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in
Svizzera;
il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;
i verbali d'audizione del 22 gennaio 2010 e del 16 febbraio 2010;
la decisione dell'UFM del 7 maggio 2010, notificata al ricorrente
l'11 maggio 2010, che annulla e sostituisce la decisione del
30 marzo 2010;
il ricorso del 18 maggio 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data
d'entrata 19 maggio 2010);
gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in
data 21 maggio 2010;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;
e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del
17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);
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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato
ad aggravarsi contro di essa;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino georgiano, nato a B._______,
e cresciuto a C._______ ove avrebbe vissuto fino al 1992; che in
seguito si è trasferito in Russia, a D._______, per circa due anni, poi
nella città di E._______ per un anno; che successivamente avrebbe
girato diverse città, tra le quali F._______, G._______, H._______ e
I._______; che, nel 1999, sarebbe rientrato temporaneamente in
Georgia per poi ritornare in Russia dove avrebbe sostato in diverse
città per alcuni anni; che nel 2008 sarebbe nuovamente tornato in
Patria fino al giorno dell'espatrio definitivo sempre verso la Russia,
dove è rimasto, dapprima ad I._______ e poi a L._______, fino al
mese di (...); (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 1, 2
e 3); che egli avrebbe lasciato la Georgia poiché, essendo di etnia
russa, è spesso confrontato con problemi in Patria; che ovunque vada
nascono sempre delle discussioni legate alla guerra e non verrebbe
mai lasciato in pace; che nel (...) a B._______, durante un alterco
sarebbe stato accoltellato; che il suo Paese di origine non è sicuro per
potervisi stabilire con la compagna; che ha tentato più volte di ottenere
la cittadinanza russa ma non ha mai prodotto i documenti necessari
perché non li aveva e non sapeva come procurarseli (cfr. verbale
d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 6, 7 e 8);
che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;
che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che
il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia
d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
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durali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto
Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Georgia siccome ammissibile, esigibile e possibile;
che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, dichiarato di aver sempre detto la verità
non sapendo dove si trova in questo momento il suo passaporto, posto
che diversi anni fa l'avrebbe consegnato al consiglio del villaggio e da
quel momento non ne avrebbe più avuto notizia; che pertanto non è
corretto sostenere che egli abbia reso delle dichiarazioni contradditto-
rie e che, anzi, nel suo caso esistono motivi validi a conforto della
mancata consegna di documenti;
che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, l'annullamento
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda
d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia
e del relativo anticipo;
che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;
che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato
del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);
che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua
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cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative; che, per contro, non sono documenti
validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi,
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (cfr. DTAF
2007/7, consid. 6);
che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre quattro mesi
dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun docu-
mento che adempia i citati criteri;
che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di aver
consegnato il proprio passaporto al Consiglio del villaggio a
B._______ diversi anni prima, durante la guerra, poiché le autorità lo
avevano richiesto; che egli non sa perché non gli è stato rilasciato un
altro passaporto e che comunque egli non ne ha più fatto richiesta
perché non avrebbe avuto i soldi per pagarlo; che, inoltre, egli non ha
mai posseduto una carta di identità in quanto non avrebbe mai avuto
né il tempo ne i soldi per richiederla; che infine egli ha dichiarato di
non poter fare nulla per procurarsi un documento non possedendo più
alcuno e perché non saprebbe a chi rivolgersi (cfr. verbale d'audizione
del 22 gennaio 2010, pagg. 5 e 6, verbale d'audizione del
16 febbraio 2010, pag. 2);
che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, ha riferito di essere partito,
all'inizio del mese di (...), da M._______ giungendo in Russia,
dapprima ad I._______ e in seguito fino a N._______; che di qui
avrebbe preso il traghetto fino a L._______, dove è rimasto fino al (...);
che avrebbe quindi lasciato la Russia a bordo di un auto passando per
la Polonia, Austria e Slovacchia; che da qui, dopo aver soggiornato
una decina di giorni in località ignote, avrebbe attraversato l'Italia o la
Germania fino a giungere a Chiasso il 16 gennaio 2010; che avrebbe
affrontato il viaggio senza documenti di identità; che tuttavia, durante
tutto il tragitto citato egli non avrebbe mai subito alcun controllo (cfr.
verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 8 e 9);
che il ricorrente, malgrado abbia fatto delle soste durante il viaggio,
non ha saputo dettagliare minimamente il lungo tragitto, salvo elencare
gli Stati che avrebbe attraversato; che, secondo la cronologia esposta,
mal si capisce come abbia fatto il ricorrente ad arrivare dalla Polonia
direttamente in Austria così come dalla Slovacchia direttamente in Ita-
lia o in Germania, non essendo questi degli Stati confinanti; che ancor
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meno si comprende l'incertezza mostrata dall'insorgente circa il luogo
della sua entrata in Svizzera;
che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale già sottolineare che varcare il confine Schengen senza subire
alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta, al
momento attuale, quanto mai difficoltoso;
che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver
viaggiato nelle circostanze descritte;
che, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio,
nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;
che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità,
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se,
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità
di rifugiato del richiedente;
che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o
meno della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);
che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla
base di un esame sommario è riconoscibile che il richiedente l'asilo
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul -
tare sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);
che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato
dalla Georgia per il fatto di non vedere un futuro per sé nel proprio
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Paese d'origine (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 6
e 7, verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 5);
che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);
che, basti rilevare che il ricorrente si è espresso in modo
contraddittorio ed inverosimile sugli eventi che lo avrebbero indotto a
lasciare il proprio Paese; che, tra l'altro, non ha lamentato eventi
particolari e recenti vissuti in prima persona a giustificazione della sua
richiesta, quanto piuttosto l'assenza di prospettive ed i contrasti etnici
che caratterizzano il suo paese d'origine nonché il timore di non avere
alcun futuro in Patria; che a titolo di esempio egli ha inizialmente
dichiarato di aver vissuto a C._______ dalla nascita fino agli inizi degli
novanta (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 1 e 2),
cambiando in un secondo tempo versione e affermando di aver vissuto
fino al (...) a B._______, dove tra l'altro avrebbe frequentato le scuole
(cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 4); che nel corso
della prima audizione il ricorrente ha allegato di aver lasciato la
Georgia, nel (...) o nel (...) dopo essere stato coinvolto in una rissa
nella quale, tra l'altro è stato ferito con un coltello (cfr. verbale d'audi-
zione del 22 gennaio 2010, pag. 7), mentre in sede di seconda
audizione egli ha dichiarato di essere andato in Russia già nel (...) (cfr.
verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 4); che in aggiunta,
interrogato sulla mancata produzione dei propri documenti, il ricorrente
ha dichiarato di possedere un passaporto, ma di non poterlo consegnare
poiché, a seconda delle versioni, l'avrebbe consegnato al Consiglio del
villaggio per ordine delle autorità durante la guerra e non ne avrebbe più
avuto notizia (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 5), ma
pure che sarebbe andato distrutto insieme alla sua abitazione nel 2008
(cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 5); che, inoltre, a titolo
abbondanziale, egli ha dapprima dichiarato di avere ancora sua madre in
Patria (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 4), mentre in
sede di seconda audizione ha riferito di non avere più nessun parente in
in Georgia (cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 4);
che, oltretutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione
internazionale per rapporto alla protezione nazionale, si deve poter
esigere da un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio
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Paese, le possibilità di protezione contro eventuali persecuzioni prima
di sollecitare quella di uno Stato terzo; che infatti, tali situazioni,
ancorché spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello
statuto di rifugiato se la persona che ne è vittima beneficia nel suo
luogo d'origine di un accesso concreto a delle strutture efficaci di
protezione e che può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia
appello a questo sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF
D-7847/2006 del 18 agosto 2009; Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2006 n. 18
pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 15 pagg. 107 e segg.);
che stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli non si è mai
rivolto alle autorità locali per denunciare le asserite risse rispettiva-
mente discussioni accese nel quale è stato coinvolto (cfr. verbale d'au-
dizione del 22 gennaio 2010, pag. 7); che pertanto non si può ritenere
che, nel caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a pro -
teggerlo o siano state impossibilitate a farlo;
che quindi si deve ritenere che il ricorrente non ha intrapreso tutte le
procedure che ci si poteva attendere da lui al fine di far valere i propri
diritti presso le autorità competenti;
che non vi è ragione di ritenere che egli non possa ottenere dalle com-
petenti autorità in patria, se opportunamente sollecitate, un'appropria-
ta protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi
nei suoi confronti;
che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente ritenuti inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3
lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le allegazio-
ni prodotte circa i timori di non avere un futuro in Patria sarebbero sta-
te, in casu, di natura tale da poter essere considerate nella concreta
fattispecie decisive ai sensi dell'asilo;
che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato
dell'insorgente medesimo;
che, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista
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dell'ammissibilità (cfr. sentenza del TAF E-423/2009
dell'8 dicembre 2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);
che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Georgia possa
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30),
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o
possa esporre l'insorgente in patria al rischio reale ed immediato di
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei
diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);
che, pertanto, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3
LStr);
che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a
LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata;
che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché
art. 32 OAsi 1);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto precede, come detto, l'esecuzione
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3
LStr);
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che, la situazione vigente in Georgia non appare caratterizzata da
guerra, guerra civile o violenza generalizzata o emergenza sanitaria
che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio
nazionale;
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha
ricevuto una buona istruzione avendo egli studiato fino all'età di 16/17
anni ed ha un altrettanto buona esperienza lavorativa quale
commerciante, visto che, per esempio, a G._______ si arrangiava con
un commercio di birra, pesce e vestiti (cfr. verbale d'audizione del
22 gennaio 2010, pag. 4); che inoltre, stando a quanto riferito, essendo
tornato a più riprese in Georgia nel corso degli anni, il ricorrente
dispone ancora di una discreta rete sociale in Patria, dove ha lasciato la
madre (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 4); che
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di
salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr.
sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame
d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera
per motivi medici;
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi
e art. 83 cpv. 4 LStr);
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);
che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile;
che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;
che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento;
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto
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i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;
che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);
che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della
dispensa dal pagamento delle spese processuali, è respinta
(art. 65 cpv. 1 PA);
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente sentenza non può essere impugnata con ricorso in
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 litt. d
LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva;
(dispositivo sulla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.
3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il
succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro il
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.
4.
Comunicazione a:
- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (...) e copia del ricorso
del 18 maggio 2010, per corriere interno; in copia)
- O._______ (in copia)
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Federico Pestoni
Data di spedizione:
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