Corte IV
D-3872/2007
{T 0/2}
Sentenza del 9 luglio 2007
Composizione: Giudici Vito Valenti, Walter Lang e Daniel Schmid
Cancelliere Marco Poretti
A._______, nato il _______, Nigeria,
Ricorrente
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore
concernente
la decisione del 6 giugno 2007 in materia di non entrata nel merito,
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N _______
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
2Ritenuto in fatto:
A. Il 7 maggio 2007, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. Ha
dichiarato, in sostanza (cfr. verbali d'audizione del 21 e 31 maggio 2007), d'essere
espatriato perché ricercato dalle forze dell'ordine per aver tentato di perturbare lo
svolgimento delle elezioni dell'aprile 2007. Per tale motivo, sarebbe già stato
arrestato dalla polizia, ma sarebbe poi riuscito ad evadere. Dall'altro lato, teme
d'essere ucciso da un "oracolo".
B. Il 6 giugno 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi
dell’art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS
142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l’allontanamento dell'interessato dalla
Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita,
esigibile e possibile.
C. Il 6 giugno 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha chiesto
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel
senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo
anticipo.
Considerato in diritto:
1. Il TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM in
materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett.
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).
2. V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni
d'ammissibilità di cui all'art. 48 e all'art. 52 della legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.
3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato
alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile
di giustificare la mancata consegna di un simile documento. L'UFM ha inoltre
ritenuto siccome manifestamente inconsistenti le allegazioni decisive in materia
d'asilo presentate dall'interessato. In particolare, ha reso dichiarazioni discordanti
sul numero di seggi dai quali avrebbe sottratto le urne elettorali (uno o due) e sul
fatto se sia riuscito ad impossessarsi delle urne elettorali, nonché generiche ed
imprecise sul luogo di detenzione e sulla somma di denaro versato per
organizzare l'evasione. Peraltro, l'interessato si è limitato a semplici congetture
sull'eventualità d'essere ucciso da un "oracolo", il rito d'iniziazione risalendo al
1998 e non essendo più accaduto nulla da tale data, benché non abbia partecipato
ad alcuno dei riti che si sarebbero svolti ogni due anni da quello d'iniziazione che
possa giustificare i suoi timori. Secondo l'autorità inferiore non sono inoltre
3necessari degli ulteriori chiarimenti né ai fini dell'accertamento della qualità di
rifugiato né dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.
4. Nel ricorso, l'insorgente allega di non poter esibire dei documenti ai sensi di legge
in quanto non ne ha mai posseduti. Inoltre, avrebbe esposto i suoi motivi d'asilo in
modo chiaro, senza contraddizioni e con sufficienti dettagli, ragione per cui
bisognerebbe esperire degli ulteriori accertamenti.
5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv.
2 lett. a non si applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in
grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro
48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett.
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la
qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontana-
mento (lett. c).
5.1 Questo Tribunale osserva che il ricorrente, e ciò senza valide ragioni, non ha
tempestivamente presentato documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge,
benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli sin dal 7 maggio 2007. Non v’è, altresì,
ragione di ritenere che se avesse effettuato dei seri e concreti tentativi per
procurarsi tempestivamente simili documenti, questi tentativi non avrebbero potuto
avere esito favorevole, vista segnatamente la presenza di persone di contatto in
patria. Basti ancora rilevare che le allegazioni giusta le quali non avrebbe mai
posseduto un documento d'identità o di viaggio e avrebbe potuto effettuare
imbarchi e sbarchi nel viaggio verso l'Europa senza essere in possesso di un
siffatto documento sono stereotipate e poco plausibili. Peraltro, se un richiedente
l'asilo non aveva ragioni valide per giustificare la mancata esibizione di documenti
di viaggio o d'identità in procedura di prima istanza, non vi è motivo d’annullare la
decisione di non entrata nel merito quand’anche avesse a presentare un siffatto
documento in sede di ricorso (v. Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).
5.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione,
rispetto a quella di cui all’impugnata decisione, delle allegazioni decisive
presentate. Le stesse s'esauriscono, in effetti, in mere affermazioni di parte non
corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza per
le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, nella misura in cui riassunte nel
presente giudizio, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione
all'art. 6 LAsi e all'art. 4 PA). Basti ancora osservare che non è seriamente
credibile che l'insorgente non conosca il nome dei complici del furto delle urne
elettorali con i quali avrebbe condiviso la cella per più giorni. Per conseguenza, e
allo stato attuale degli atti di causa, l'autorità inferiore ha rettamente considerato
come del tutto prive di fondamento le dichiarazioni del ricorrente con riferimento
all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.
5.3 Ritenuta la manifesta inconsistenza delle allegazioni decisive presentate (v.
considerando 5.2 del presente giudizio), non risultano necessari ulteriori
4accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del ricorrente
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).
5.4
5.4.1 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che
l’esecuzione dell’allontanamento dell'insorgente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951
(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv.
3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 26
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed
immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).
5.4.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere se per
impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art 32 cpv. 3 lett. c
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e
la possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento) oltre a quelli di diritto
internazionale pubblico (esaminati al precedente considerando 5.4.1). In effetti,
anche in materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento
non emerge dalle carte processuali alcun elemento suscettibile d'imporre degli
ulteriori chiarimenti, ritenuto altresì che il ricorrente non ha indicato nel gravame
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari, in quale ambito e per quale
motivo non avrebbe potuto fornire di moto proprio eventuali elementi considerati
decisivi.
5.4.3 Premesso ciò, quanto ad ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili
all'art. 14a cpv. 4 LDDS, va osservato che in Nigeria non vige attualmente una
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolge l'insieme
della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Da questo profilo, gli
accadimenti connessi con le elezioni del mese d'aprile del 2007 non giustificano
un diverso apprezzamento.
5.4.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe e ha dell’esperienza professionale. Peraltro,
in sede di ricorso egli neppure ha preteso che il suo stato di salute s'oppone alla
pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento, senza che ad un esame d'ufficio
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in
Svizzera per motivi medici (v. sulla questione GICRA 2003 n. 24). In siffatte
circostanze, l’autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome adempiti i
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive
possibilità per l’insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Nigeria.
5.4.5 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione
dell'allontanamento (art. 14a cpv. 2 LDDS). Il ricorrente, usando della dovuta
diligenza, potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione
dell'allontanamento è dunque pure possibile.
6. Da quanto esposto, discende che, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito d’ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e che la decisione
5impugnata va confermata.
7. Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art.
44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).
8. L'esecuzione dell'allontanamento è lecita, esigibile e possibile per le ragioni
indicate al considerando 5.4 del presente giudizio.
9. Pertanto, anche in materia d'allontanamento ed esecuzione dell’allontanamento il
gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.
10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111
cpv. 1 e 3 LAsi).
11. Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d’esenzione dal
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta
senza oggetto.
12. Peraltro, e ritenuto che il ricorso era pure privo di probabilità d'esito favorevole, la
domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle
spese processuali, è respinta.
13. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza,
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
6Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. La domanda di dispensa dal versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto.
3. La domanda d’assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento
delle spese processuali, è respinta.
4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.
5. Comunicazione:
- al ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______)
- al B._______ (in copia)
Il Giudice: Il Cancelliere:
Vito Valenti Marco Poretti
Data di spedizione: