B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte IV
D-3995/2013
S e n t e n z a d e l l ' 11 d i c e m b r e 2 0 1 3
Composizione
Giudici Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Hans Schürch,
cancelliera Nicole Manetti.
Parti
A._______, nato il (...),
Colombia,
rappresentato dal lic. iur. Mario Amato,
Soccorso operaio svizzero SOS Ticino,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto
Revoca dell'asilo;
decisione dell'UFM del 7 giugno 2013 / N (...).
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Fatti:
A.
Il 22 maggio 2006, l'interessato - cittadino colombiano - ha presentato
una domanda d'asilo in Svizzera. Egli ha dichiarato, in sostanza e per
quanto qui di rilievo, che il padre, un leader sindacalista inviso dalle auto-
rità locali, avrebbe ricevuto delle minacce a partire dal 2002. Dopo l'espa-
trio del padre nel 2004, le stesse minacce sarebbero state rivolte ai fami-
liari rimasti in patria, quindi anche all'interessato.
B.
Con decisione del 19 aprile 2007, l'UFM ha riconosciuto la qualità di rifu-
giato al richiedente ai sensi dell'art. 3 della legge del 26 giugno 1998
sull’asilo (LAsi, RS 142.31) e, di conseguenza, gli ha concesso l'asilo in
Svizzera.
C.
Con decreto di accusa del (...) 2007, cresciuto in giudicato, il Ministero
pubblico B._______ ha ritenuto l'interessato colpevole di guida in stato di
inattitudine e di infrazione alle norme della circolazione. Egli è stato con-
dannato a una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere, sospesa condi-
zionalmente per un periodo di prova di tre anni, e a una multa di CHF
1'200.–.
D.
Con sentenza del (...) 2010, cresciuta in giudicato, il C._______ ha ritenu-
to l'interessato autore colpevole di infrazione aggravata alla legge sugli
stupefacenti - siccome riferita a un quantitativo di cocaina che sapeva o
doveva presumere essere tale de mettere in pericolo parecchie persone -
per avere, nel corso del 2009 e sino al (...) 2009, tentato d'importare dal-
la Colombia e vendere in Ticino 1'181 grammi di cocaina pura al 90.9 %,
nonché di contravvenzione alla legge sugli stupefacenti del 3 ottobre
1951 (LStup, RS 812.121) e per avere, tra il 2008 e (...) 2009, consumato
tre spinelli di marijuana e detenuto 0.8 grammi della stessa sostanza
(art. 19a LStup). L'interessato è stato condannato a una pena detentiva di
due anni e sei mesi, comprensiva della pena inflittagli il (...) 2007 dal Mi-
nistero pubblico B._______. L'esecuzione della pena detentiva è stata
sospesa in ragione di due anni (art. 43 del codice penale svizzero del
21 dicembre 1937 [CP, RS 311.0]), con un periodo di prova di an-
ni quattro; per il resto, la pena ha dovuto essere espiata.
E.
Il 6 agosto 2013, l'UFM ha annunciato all'interessato la propria intenzione
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di ritirargli la qualità di rifugiato e di revocargli l'asilo in applicazione
dell'art. 63 cpv. 1 lett. b LAsi, in relazione con l'art. 1 sezione C (di segui-
to: C) n. 1 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati
(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), secondo cui detta Convenzione non è più
applicabile se la persona interessata ha volontariamente ridomandato la
protezione dello Stato di cui possiede la cittadinanza, e in considerazione
del reato commesso, il quale rientrerebbe nel campo di applicazione del
dell'art. 63 cpv. 2 LAsi. Detto ufficio ha altresì invitato l'interessato a e-
sprimersi in merito entro il 17 agosto 2013.
F.
Il 17 agosto 2013 egli ha osservato, in sostanza e per quanto è qui di ri-
lievo, che, contrariamente a quanto ritenuto dall'UFM, egli non si sarebbe
nuovamente posto sotto la protezione del suo paese di origine. L'UFM a-
vrebbe dedotto ciò dalla sentenza del C._______, ma in realtà, egli non si
sarebbe più recato in Colombia. Ciò sarebbe facilmente verificabile ana-
lizzando i suoi verbali d'interrogatorio, i quali escluderebbero un suo av-
venuto rientro in Colombia. Il fatto che la sentenza del C._______ faces-
se riferimento alla Colombia, sarebbe dovuto a una questione puramente
tecnica, voluta per evitare un eventuale giudizio per gli stessi fatti anche
in altri paesi, tra cui la Colombia, da dove sarebbe partito il corriere che
avrebbe dovuto portare la droga in Ticino. Egli ha pertanto chiesto che gli
venissero confermati la qualità di rifugiato nonché l'asilo.
G.
Con gli scritti del 17 novembre 2011, dell'8 maggio 2012, del 10 luglio
2012, del 27 agosto 2012, del 26 ottobre 2012 e del 14 marzo 2013, l'in-
teressato ha chiesto ragguagli all'UFM circa lo stato della trattazione della
prospettata revoca dell'asilo.
H.
Il 3 maggio 2013, l'interessato ha interposto ricorso presso il Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) per denegata giustizia e
ritardata giustizia. L'UFM è stato invitato a pronunciarsi sul ricorso entro il
29 maggio 2013.
I.
Il 29 maggio 2013, l'UFM ha trasmesso al Tribunale una richiesta di pro-
roga del termine fino al 14 giugno 2013. Con decisione incidentale del
30 maggio 2013, il Tribunale ha accolto detta richiesta.
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Pagina 4
J.
Con decisione del 7 giugno 2013, notificata all'interessato il 12 giugno
2013 (cfr. risultanze processuali), l'UFM ha confermato la qualità di rifu-
giato al ricorrente, decidendo tuttavia di revocargli l'asilo.
K.
Il 18 giugno 2013, il Tribunale ha stralciato dai ruoli il ricorso del
3 maggio 2013 poiché divenuto privo di oggetto (cfr. Decisione di stralcio
del Tribunale amministrativo federale D-2534/2013).
L.
Il 12 luglio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata:
15 luglio 2013), il ricorrente è insorto contro la decisione dell'UFM del
7 giugno 2013 chiedendo l'annullamento della stessa e la conferma
dell'asilo in Svizzera. L'interessato ha altresì presentato una domanda di
assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versamento delle
spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili.
Diritto:
1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-
cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg-
ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir-
tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).
L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.
Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di
essa.
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Pagina 5
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al
contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto
federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vin-
colato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giu-
ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti
(cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II,
3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5).
3.
I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono
decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si ri-
nuncia allo scambio degli scritti.
4.
Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo stata confermata all'in-
teressato la qualità di rifugiato nella decisione del 7 giugno 2013, oggetto
del litigio in questa sede risulta essere esclusivamente la decisione ri-
guardante la revoca dell'asilo.
5.
5.1 Non è concesso asilo al rifugiato che ne sembri indegno per avere
commesso atti riprensibili né a colui che abbia attentato alla sicurezza in-
terna o esterna della Svizzera o la comprometta (art. 53 LAsi).
L’Ufficio federale revoca l’asilo al rifugiato che ha attentato alla sicurezza
interna o esterna della Svizzera, la compromette o ha commesso reati
particolarmente riprensibili (art. 63 cpv. 2 LAsi).
5.2 Di principio sono da qualificarsi come atti riprensibili che comportano
l'indegnità all'asilo giusta l'art. 53 LAsi quegli atti che corrispondono alla
definizione astratta di "crimini" prevista dal codice penale (cfr. Giurispru-
denza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia
d'asilo [GICRA] 2003 n. 11, consid. 7; WALTER STÖCKLI, Asyl, in: Ueber-
sax/Rudin/Hugi Yar/Geiser [ed.], Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco
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2009, n. 11.51). Giusta l'art. 9 del Codice penale svizzero del
21 dicembre 1937, nella versione antecedente il 1° gennaio 2007
(RU 54 799, di seguito: vCP), erano considerati crimini gli atti per i quali la
legge prevedeva la reclusione, ed erano considerati delitti i reati cui era
comminata quale pena più grave la detenzione. La reclusione era definita
dall'art. 35 vCP come la più grave delle pene privative della libertà, di una
durata minima di un anno e massima di venti anni o di carattere perpetuo
nelle ipotesi previste espressamente dalla legge. Giusta l'art. 10 CP sono
invece qualificati come crimini i reati per i quali è prevista una pena de-
tentiva di oltre tre anni (cpv. 2). Sono delitti i reati per cui è prevista una
pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria (cpv. 3). La differen-
ziazione tra reclusione e detenzione, come prevista dal vCP, è stata aboli-
ta. Non essendoci indizi per cui il legislatore abbia voluto - con la ridefini-
zione del concetto di "crimine" - ridefinire indirettamente anche il termine
"riprensibile" utilizzato agli art. 53 e 63 cpv. 2 LAsi, non vi è motivo di ri-
nunciare a mettere in relazione il concetto di atti riprensibili con quello di
crimine di cui all'art. 10 CP. Ne deriva che sono da qualificare come atti
riprensibili ai sensi dell'art. 53 LAsi quegli atti per i quali la legge prevede
una pena detentiva massima di oltre tre anni (cfr. sentenza del Tribunale
amministrativo federale D-975/2007 del 24 marzo 2009 consid. 4.3 in fi-
ne).
Giusta l'art. 63 cpv. 2 LAsi, l'UFM revoca l'asilo al rifugiato che ha attenta-
to alla sicurezza interna o esterna della Svizzera, la compromette o ha
commesso reati particolarmente riprensibili. La revoca dell'asilo secondo
l'art. 63 cpv. 2 LAsi presuppone, secondo la giurisprudenza, un'indegnità
all'asilo qualificata, segnatamente la perpetrazione di un reato più grave
del semplice atto riprensibile di cui all'art. 53 LAsi, ostativo alla conces-
sione dell'asilo. Per essere definito particolarmente riprensibile, il reato
deve, in altre parole, essere punibile con una pena considerevole e carat-
terizzato da una certa intensità. La revoca dell'asilo a causa di "reati par-
ticolarmente riprensibili" presuppone quindi un'indegnità "qualificata". I
"reati particolarmente riprensibili" devono in effetti situarsi, qualitativamen-
te, in uno scalino superiore (« eine Stufe höher ») per rapporto agli "atti
riprensibili" ai sensi dell'art. 53 LAsi. Ci si trova in presenza di reati parti-
colarmente riprensibili quando questi ultimi sono, da un lato, passibili di
pena considerevole e, dall'altro lato, caratterizzati da una certa intensità.
Pertanto, al di là del criterio astratto della pena massima di cui è passibile
un certo reato, si tratta di valutare le circostanze concrete di commissione
dell'atto (cfr. tra le altre la Sentenza del Tribunale amministrativo federale
D-1171/2010 del 7 novembre 2012, consid. 4; GICRA 2003 n. 11, con-
sid. 7).
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Per valutare se il modo di agire dell'autore riveste l'intensità necessaria
per essere qualificato di particolarmente riprensibile, è necessario pren-
dere in considerazione il principio della proporzionalità, secondo cui, tra la
misura restrittiva decisa dall'autorità (in casu la revoca dell'asilo) e gli in-
teressi pubblici perseguiti deve sussistere un rapporto di equilibrio: in al-
tre parole, la misura restrittiva ordinata dall'autorità non deve risultare
sproporzionata rispetto alla portata dell'interesse pubblico perseguito (cfr.
tra le altre la Sentenza del Tribunale amministrativo federale D-1171/2010
del 7 novembre 2012, consid. 6.2; GICRA 2003 n. 11 consid. 7 e relativi
riferimenti).
6.
6.1 Nella querelata decisione, l'Ufficio ha considerato che agli atti non vi
sarebbero elementi sufficienti per ammettere che l'interessato si sia reca-
to in Colombia. Nonostante il contenuto della sentenza del C._______,
che alluderebbe a un avvenuto viaggio in Colombia, la formulazione della
stessa non permetterebbe di ritenere che l'interessato si sia recato per-
sonalmente nel Paese. Si tratterebbe di un traffico di droga concernente
più persone e riguardante la Colombia, l'Italia e la Svizzera. Il fatto che
nella sentenza citata si faccia riferimento alla Colombia, sarebbe da ri-
condurre al fatto che un corriere, ma non il ricorrente, avrebbe esportato
la droga verso il Ticino passando per l'Italia. Di conseguenza, le condizio-
ni dell'art. 63 cpv. 1 lett. b LAsi in relazione con l'art. 1 C n. 1 Conv. Rifu-
giati non sarebbero adempiute. Tuttavia, detto Ufficio ha considerato date
le condizioni per ammettere la presenza di un "reato particolarmente ri-
prensibile", quindi per pronunciare la revoca dell'asilo ai sensi
dell'art. 63 cpv. 2 LAsi. L'interessato sarebbe infatti stato ritenuto colpevo-
le d'infrazione aggravata alla LStup e condannato a una pena di due anni
e sei mesi, sospesa in ragione di due anni con un periodo di prova di an-
ni quattro. L'art. 19 cpv. 2 LStup, in combinato disposto con l'art. 40 CP,
prevedrebbe una pena privativa della libertà da uno a venti anni e, se-
condo la menzionata sentenza del C._______, l'interessato avrebbe fatto
preparativi, in correità con terzi, per importare dalla Colombia e vendere
in Ticino 1'181 grammi di cocaina pura al 90%, sapendo, o perlomeno
avendo dovuto sapere, che tale quantitativo è atto a mettere in pericolo la
salute di molte persone. Vista la gravità dell'atto commesso e l'interesse
pubblico a lottare contro il traffico e l'abuso di droga, e considerato che la
revoca dell'asilo non implica un ritiro della qualità di rifugiato, nella fatti-
specie detta revoca sarebbe da ritenere una misura proporzionata.
Nel ricorso, l'insorgente ha ritenuto che le considerazioni espresse
dall'UFM nella decisione qui impugnata sarebbero troppo generali e a-
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stratte, visto che non considererebbero la serie di attenuanti che il
C._______ avrebbe riconosciuto. L'interessato riconosce che il reato da
lui commesso, al quale è comminata una pena detentiva sino a venti anni
(cfr. art. 19 cpv. 2 CP), sia da qualificare come riprensibile ai sensi
dell'art. 53 LAsi. Tuttavia, la pena inflitta nel suo caso di specie sarebbe
molto minore alla pena massima prevista. In particolare il ricorrente os-
serva che, seppure per cause non dipendenti dalla sua volontà, egli non
avrebbe messo in atto tutto quanto necessario alla consumazione del
reato in quanto il corriere dal quale avrebbe dovuto ritirare la droga sa-
rebbe stato arrestato nel suo ingresso in Italia dalla Colombia. Di conse-
guenza, l'interessato non sarebbe mai entrato in possesso della sostanza
stupefacente. Peraltro, egli avrebbe agito in qualità di complice e non di
correo. Infine, nella commisurazione della pena, il C._______ avrebbero
applicato una serie di attenuanti giusta l'art. 48 CP. Inoltre sarebbe stato
trascinato nella vicenda soprattutto dall'altro accusato, avrebbe agito con
estrema stupidità e ingenuità e a causa di difficoltà economiche, visto che
gli sarebbe stato proposto un cospicuo compenso per "piazzare" la droga.
In aggiunta, egli avrebbe ammesso i fatti e collaborato con gli inquirenti,
avrebbe dichiarato al suo rappresentante legale di provare vergogna per i
fatti commessi e non avrebbe altrimenti mai commesso reati di una simile
portata. Nel ricorso allega anche di essere riuscito, prima dell'arresto del
corriere, a proporre la vendita della cocaina unicamente a due persone, in
quanto sarebbe stato estraneo all'ambiente della droga. Infine, a compro-
va della sua buona volontà, andrebbe considerato che tra il 2011 e il 2012
avrebbe svolto del volontariato presso (...) e di recente si sarebbe iscritto
alla Facoltà (...). In conclusione, il ricorrente considera che, visto quanto
precede e senza voler minimizzare la gravità del reato commesso, la re-
voca dell'asilo rappresenterebbe una misura sproporzionata.
7.
7.1 Preliminarmente si rileva che la sentenza di condanna penale di cui fa
oggetto il ricorrente per infrazione aggravata alla LStup, i cui fatti accertati
costituiscono la base del provvedimento impugnato, è ormai da tempo
regolarmente cresciuta in giudicato.
7.2 Nel caso in esame, il Tribunale ritiene che il ricorrente abbia commes-
so degli "atti riprensibili" ai sensi dell'art. 53 LAsi. Infatti, al reato com-
messo è comminata una pena massima di venti anni e costituisce quindi
un crimine ai sensi dell'art. 10 cpv. 2 CP (cfr. art. 19 cpv. 2 LStup in com-
binato disposto con l'art. 40 CP).
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Il Tribunale considera inoltre che nel caso in esame siano anche date le
condizioni per ammettere la presenza di un "reato particolarmente ripren-
sibile" ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 LAsi: il quantitativo di droga in questione
era particolarmente ingente (1'181 grammi di cocaina pura al 90.9 %) e il
ricorrente sapeva, o doveva sapere, che era atto a mettere in pericolo la
salute di parecchie persone. Infatti, per ammettere un caso grave ai sensi
dell'art. 19 n. 2 lett. a LStup sono sufficienti quantitativi notevolmente infe-
riori a quelli in questione (cfr. DTF 109 IV 143). In aggiunta, il bene giuri-
dico leso nella fattispecie, vale a dire la salute pubblica, nonché l'interes-
se pubblico alla prevenzione della consumazione di droga e della tossi-
codipendenza, sono di notevole importanza. Peraltro, le allegazioni ricor-
suali stando alle quali egli non avrebbe agito in qualità di correo ma di
complice, e secondo cui il giudice gli avrebbe riconosciuto delle attenuanti
giusta l'art. 48 CP, non corrispondo al vero. Infatti, nella sua sentenza, il
C._______ ha scartato la complicità ritenendo che l'accusato abbia agito
in correità con terzi, e non ha riconosciuto attenuanti (cfr. Senten-
za C._______ pagg. 6-8). Lo stesso C._______ ha peraltro pronunciato
una pena di due volte e mezzo superiore al minimo previsto dall'art. 19
n. 2 LStup.
Occorre anche verificare se la revoca dell'asilo costituisce nella fattispe-
cie una misura conforme al principio della proporzionalità (cfr. la Senten-
za del Tribunale amministrativo federale D-1171/2010 del 7 novembre
2012, consid. 6.3; GICRA 2003 n. 11, consid. 7; STÖCKLI, op. cit.,
n. 11.51, pag. 541). L'interesse pubblico alla revoca dell'asilo accordato al
ricorrente deve essere, conformemente al citato principio, ponderato con
l'interesse privato di quest'ultimo a mantenere l'asilo.
Infatti, la revoca dell'asilo conduce, a questo stadio, unicamente alla sop-
pressione di questo statuto e non della qualità di rifugiato né alla sop-
pressione dell'autorizzazione cantonale di dimora o di domicilio. Di con-
seguenza, la revoca dell'asilo non comporta ancora l'allontanamento
dell'interessato. Ritenuto che la qualità di rifugiato rimane per ora ricono-
sciuta, lo straniero che si vede revocare l'asilo, anche se il suo permesso
di dimora o domicilio non dovesse venire rinnovato, è posto al beneficio di
un'ammissione provvisoria in Svizzera. Pertanto, la ponderazione degli in-
teressi, nel caso di revoca dell'asilo, deve essere fatta in altri termini ri-
spetto a quella di mancata concessione dell'autorizzazione di soggiorno o
di revoca dell'ammissione provvisoria.
L'interesse pubblico che conduce a un rifiuto o a una revoca dell'autoriz-
zazione di soggiorno o alla revoca dell'ammissione provvisoria si riferisce
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Pagina 10
all'allontanamento della persona in questione, che non sarà più autorizza-
ta a soggiornare in Svizzera. Nel caso di revoca dell'asilo in esame, l'inte-
resse pubblico nel non accordare uno statuto privilegiato alla persona che
si dimostra indegna è di un'altra natura. Contrariamente al riconoscimento
della qualità di rifugiato, la concessione dell'asilo in applicazione dell'art. 2
LAsi è un atto di sovranità, che crea uno statuto giuridico il quale compor-
ta per il suo beneficiario, per rapporto alla persona alla quale viene rico-
nosciuta la qualità di rifugiato senza la concessione dell'asilo, un certo
numero di vantaggi (cfr. STÖCKLI, op. cit. n. 11.34, n. 11.47 e n. 11.77,
pagg. 537, 540 e 551 seg.). Vi è un interesse pubblico, in un certo senso
di ordine morale o di difesa di certi valori, nel non accordare il citato statu-
to a delle persone che non ne sono degne a causa di un comportamento
che non è compatibile con l'ordine pubblico o i valori morali che uno Stato
intende rispettare e veder rispettati (cfr. tra le altre la Sentenza del Tribu-
nale amministrativo federale D-4863/2009 del 25 settembre 2012, con-
sid. 6.2).
Nel caso in disamina, al ricorrente è stata inflitta una pena di due anni e
sei mesi nella sentenza del C._______, cresciuta in giudicato. Egli è sta-
to, come suesposto, punito con una pena ben maggiore al minimo previ-
sto per le infrazioni aggravate alla LStup e ciò per un quantitativo di coca-
ina notevolmente superiore a quanto necessario per ammettere una tale
infrazione aggravata ai sensi dell'art. 19 n. 2 lett. a LStup. Non vi è dubbio
quindi che l'atto in questione violi in maniera crassa l'ordine pubblico, i va-
lori morali e il bene giuridico della salute pubblica che lo Stato si prefigge
di difendere, tanto da poter affermare che l'interesse pubblico in questo
caso prevale in maniera palese sull'interesse privato del ricorrente nel
mantenere il proprio statuto privilegiato di beneficiario dell'asilo. Il fatto
che dagli atti non risulti che nel frattempo abbia nuovamente commesso
dei reati, non induce il Tribunale a giungere a una diversa conclusione,
considerato peraltro che l'interessato si trova ancora nel periodo di prova
e che è già stato in precedenza condannato per avere infranto le norme
sulla circolazione. Nemmeno il periodo di volontariato svolto e l'iscrizione
a (...) sono atti a portare ad altro esito.
In esito a quanto precede l'UFM ha rettamente revocato l'asilo al ricorren-
te.
8.
Ne discende che l'UFM, con la decisione impugnata, non ha violato il dirit-
to federale né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
ma istanza non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridi-
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camente rilevanti e la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il
che il ricorso va respinto.
9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la
soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA
nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). In casu, non essendo state le
conclusioni ricorsuali, al momento dell'inoltro del gravame, senz'altro
sprovviste di possibilità di esito favorevole e considerato che, sulla base
delle circostanze del caso di specie, si può concludere allo stato
d'indigenza dell'insorgente senza ulteriori accertamenti, vi è luogo di
accogliere l'istanza di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal
pagamento delle spese di giustizia.
10.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno
abbandonato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata
con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3995/2013
Pagina 12
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è accolta. Non si prelevano spese pro-
cessuali.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Nicole Manetti
Data di spedizione: