Corte IV
D-5194/2010/
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 1 l u g l i o 2 0 1 0
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo;
cancelliera Antonella Guarna.
A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 14 luglio 2010 / N (...).
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
D-5194/2010
Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in
Svizzera,
il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare,
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento
d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della
sua domanda d'asilo,
i verbali d'audizione del 14 giugno 2010 (di seguito: verbale 1) e del
14 luglio 2010 (di seguito: verbale 2),
il verbale della decisione dell'UFM del 14 luglio 2010, notificata
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali),
il ricorso inoltrato dall'insorgente il 16 luglio 2010 (cfr. timbro del plico
raccomandato) e pervenuto al Tribunale amministrativo federale (TAF)
in data 19 luglio 2010,
l'incarto in copia dell'UFM, pervenuto via fax al TAF in data
19 luglio 2010,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei
considerandi che seguono,
e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),
dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale
federale (LTF, RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e
art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),
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che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo,
l'interessato ha dichiarato di essere originario di B._______, nello
Stato di B._______ (Nigeria) ma di aver vissuto a C._______, nello
Stato dell'D._______ (Nigeria), dall'infanzia sino all'(...) 2007 e,
successivamente, nel villaggio di E._______ alla periferia di F._______
(Nigeria), fino al suo espatrio,
che, all'inizio del mese di (...) 2010, l'interessato avrebbe assistito in
un ristorante, rispettivamente nella mensa dell'università all'uccisione
di un ragazzo da parte di alcuni giovani; che, su informazione della
gerente della mensa, la quale sarebbe stata arrestata e avrebbe fatto il
nome dell'interessato, quest'ultimo sarebbe stato convocato ed
interrogato dalla polizia; che, dopo aver raccontato ciò che avrebbe
visto in merito all'uccisione del ragazzo, l'interessato sarebbe stato
trattenuto per due giorni in una cella e poi liberato; che, dopo tre
giorni, mentre lui era assente, i suddetti giovani sarebbero andati a
cercarlo al suo alloggio, avrebbero sparato in aria, nonché rotto la
porta della sua stanza e bruciato i suoi effetti personali; che, una volta
tornato all'alloggio e dopo aver preso conoscenza dell'accaduto,
l'interessato avrebbe deciso subito di fuggire; che, dopo essersi
rifugiato una notte nel quartiere "G._______", l'indomani sarebbe
scappato a B._______; che, dopo aver saputo di essere stato cercato
dai suddetti giovani anche a Onitsha, temendo per la sua vita,
l'interessato avrebbe deciso di espatriare il (...),
che, da B._______, avrebbe viaggiato a bordo di un fuoristrada,
transitando per diversi Paesi e alloggiando in diverse località per una o
due settimane, quali H._______ (Niger) e I._______ (Algeria), fino a
giungere a J._______ (Marocco); che, dopo due mesi, avrebbe
continuato il viaggio in barca fino a K._______ (Spagna) il (...); che
l'interessato avrebbe raggiunto in auto la Francia da dove, in seguito,
avrebbe viaggiato in treno fino a L._______ (Svizzera) e poi a
M._______, senza documenti e senza subire controlli,
che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento
d'identità,
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che l'UFM ha considerato, da un lato, che il richiedente non ha
consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo nessun
documento d'identità o di viaggio valevole entro le 48 ore; che,
dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e
l'esecuzione dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita,
esigibile e possibile,
che, nel ricorso, l'insorgente contesta la decisione dell'UFM,
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano
la mancata presentazione dei documenti d'identità, ragione per cui
l'autorità inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della sua
domanda d'asilo e la decisione qui impugnata dovrebbe essere
annullata; che, innanzitutto, egli ribadisce di non aver mai posseduto
né il passaporto né la carta d'identità, in quanto in Nigeria non ve ne
sarebbe l'esigenza; che, di conseguenza, non gli sarebbe possibile
ottenere tali documenti dalla Nigeria; che, in aggiunta, egli conferma di
aver viaggiato illegalmente secondo le modalità descritte, come
farebbero migliaia di africani ogni anno; che, inoltre, fa valere che
l'UFM sarebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo, in
quanto sarebbero necessari ulteriori approfondimenti in relazione al
suo statuto di rifugiato o all'esecuzione del suo allontanamento; che,
infatti, egli sarebbe stato costretto a fuggire dal suo Paese, poiché
temerebbe di essere ucciso da un gruppo di giovani e non potrebbe
contare in Nigeria su un'effettiva protezione dello Stato contro i suoi
persecutori o sulla possibilità di rifugiarsi altrove,
che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale,
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua
domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione
dal versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese
processuali,
che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si
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applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado,
per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento
(lett. c),
che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che
permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in
particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro,
non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli
emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),
che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento
che adempia i citati criteri,
che, in relazione a quanto già rettamente rilevato dall'UFM nella
decisione impugnata circa la mancata presentazione dei documenti
d'identità da parte del ricorrente, non soccorrono quest'ultimo le vaghe
e stereotipate allegazioni ricorsuali, secondo le quali non gli sarebbe
stato possibile consegnare dei documenti, poiché sostanzialmente non
ne avrebbe mai posseduti, non essendo necessario l'ottenimento dei
documenti in Nigeria (cfr. ricorso pag. 2); che tali asserzioni, infatti,
non costituiscono ragioni valide per giustificare la mancata esibizione
di documenti ai sensi della legge; che, inoltre, non vi è alcun indizio
che egli abbia effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto
avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti dalla Nigeria
(cfr. verbale 1 pag. 4 e verbale 2 D5, D12-13 pagg. 2-3), tanto più che i
suoi parenti, tra cui sua madre, si trovano in loco (cfr. verbale 1
pag. 3); che, in tale contesto, non è plausibile che egli non abbia
potuto ricordare il numero per contattarli direttamente (cfr. verbale 2
D12-13 pagg. 2-3); che tale comportamento costituisce un'ulteriore
conferma della dissimulazione dei documenti, considerato che, di
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regola, chi ne è già in possesso e si limita a dissimularli, non
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari,
che, inoltre, quanto al suo viaggio d'espatrio, non è plausibile che il
ricorrente abbia potuto arrivare in Svizzera dalla Nigeria, entrando
nello spazio Schengen e attraversando diversi Paesi, tra cui il Niger,
l'Algeria, il Marocco, la Spagna e infine la Francia senza subire alcun
controllo e senza documenti (cfr. verbale 1 pagg. 6-7 e verbale 2
D14- 19 pag. 3); che, in siffatte circostanze, non soccorre l'allegazione
secondo cui i passatori sarebbero stati in grado di evitare i punti di
controllo dei suddetti Paesi e dello spazio Schengen (cfr. verbale 2
D17-18 pag. 3); che, d'altronde, il ricorrente non è stato in grado di
indicare a quale indirizzo avrebbe soggiornato in Spagna per due mesi
(cfr. verbale 1 pag. 6); che, tra l'altro, egli si è contraddetto, affermando
dapprima di ignorare da quale località sarebbe partito dalla Francia
(cfr. ibidem pag. 7), mentre che, in seguito, ha dichiarato trattarsi di
N._______ (cfr. verbale 2 D19 pag. 3),
che, pertanto, l'insorgente non può aver viaggiato nelle circostanze
descritte,
che, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio,
nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i
bisogni della causa,
che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata
consegna dei documenti d'identità,
che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità,
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore
dell'insorgente non è applicabile,
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se,
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità
di rifugiato del richiedente,
che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il
legislatore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale,
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accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni
manifestamente inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di
una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),
che il ricorrente ha fatto valere sostanzialmente delle persecuzioni da
parte di terzi, da cui temerebbe di essere ucciso,
che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure,
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione,
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),
che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in
mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della
benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,
che, segnatamente, il ricorrente non ha apportato chiarimenti a tutti gli
elementi contraddittori, nonché vaghi del suo racconto, rettamente
rilevati dall'UFM, limitandosi semplicemente a ribadire di temere di
essere ucciso da un gruppo di giovani che, secondo quanto
raccontato alla polizia, aveva visto uccidere una persona (cfr. ricorso
pag. 2); che, inoltre, le dichiarazioni inconsistenti e incoerenti del
ricorrente vertono proprio su punti essenziali del suo racconto, ciò che
conduce manifestamente all'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo;
che, a titolo d'esempio, basti sottolineare che il ricorrente non è stato
in grado di indicare in maniera precisa la data in cui avrebbe assistito
all'uccisione di una persona da parte del gruppo di giovani, ciò che
costituirebbe l'evento all'origine delle sue persecuzioni e della fuga dal
suo Paese d'origine; che, infatti, il ricorrente si è limitato ad affermare
che si sarebbe trattato di inizio (...) 2010 (cfr. verbale 1 pag. 5 e
verbale 2 D24 pag. 4); che non è plausibile che l'insorgente non ricordi
la data esatta, allorquando i fatti addotti sono recenti e risalgono
all'inizio dell'anno in corso; che lo stesso vale per il giorno in cui il
ricorrente sarebbe stato convocato e interrogato dalla polizia; che,
infatti, l'insorgente ha riferito soltanto che si trattava di due giorni dopo
l'assassinio, a inizio (...) 2010 (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 D31
pag. 5); che, inoltre, il ricorrente non ha saputo abbozzare l'identità di
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quelli che sarebbero gli assassini del ragazzo, nonché i suoi asseriti
persecutori, limitandosi a riferire che si sarebbe trattato dei membri
della società segreta di "O._______" (cfr. verbale 1 pagg. 5-6 e
verbale 2 D28-29 pag. 5); che, d'altronde, il ricorrente si limita a
semplici congetture circa il fatto che i suddetti individui sarebbero gli
stessi che, da un lato, avrebbero partecipato alla sparatoria e,
dall'altro, avrebbero ricercato e voluto uccidere l'insorgente
(cfr. verbale 1 pag. 5),
che, alla luce delle suesposte dichiarazioni, v'è ragione di concludere
all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal ricorrente,
senza che sia necessario evocare ulteriori elementi inconsistenti del
racconto reso,
che, ritenuta l'inverosimiglianza dei fatti addotti, non v'è motivo di
ritenere che il ricorrente non possa ottenere in patria, se
opportunamente sollecitata, un'appropriata protezione statale contro
l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti,
che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili,
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal
ricorrente,
che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art.
32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori
accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato
dell'insorgente medesimo,
che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal
punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8
pagg. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5,6, 5-5.7 pag. 90 e segg.),
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione
del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30),
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o
esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di
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trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950
per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),
che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è
entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art.
32 cpv. 2 lett. a LAsi,
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata,
che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché
art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; Giurisprudenza ed
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo
[GICRA] 2001 n. 21),
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr;
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 3 LStr),
che, inoltre, la situazione in Nigeria non appare notoriamente
caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio
nazionale,
che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed
ha una formazione scolastica superiore (cfr. verbale 1 pag. 2); che,
inoltre, egli dispone in patria di un'importante rete sociale, tra cui la
madre, il fratello e lo zio; che, infine, l'insorgente non ha preteso nel
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare
la sua ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad
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un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una
permanenza in Svizzera per motivi medici,
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 4 LStr),
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio
(art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513-515); che
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,
che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),
che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto,
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presenta sentenza.
3.
Comunicazione a:
- ricorrente tramite il Centro di registrazione e di procedura di
M._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Centro di registrazione e di procedura di M._______ (via fax,
per l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale
amministrativo federale)
- P._______ (in copia)
Il giudice unico: La cancelliera:
Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna
Data di spedizione:
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