Corte IV
D-5826/2006
{T 0/2}
Sentenza del 21 settembre 2007
Composizione: Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), Marianne Teuscher e
Claudia Cotting-Schalch (presidente di corte)
Cancelliere Marco Poretti
A._______, nato il _______, Moldova,
Ricorrente
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore
concernente
la decisione del 21 febbraio 2006 in materia d'asilo, allontanamento ed esecuzione
dell'allontanamento / N _______
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
2Ritenuto in fatto:
A. L'interessato ha presentato domanda d'asilo il 21 gennaio 2006. Ha dichiarato,
nella sostanza (cfr. verbali d'audizione del 6 e del 14 febbraio 2006), d'essere
espatriato nel novembre del _______ verso la B._______ perché nell'ottobre del
medesimo anno è stato nuovamente arrestato dalla polizia, trattenuto 2 o 3 giorni
e maltrattato, secondo la versione con l'accusa di contrabbando o di oltraggio.
Tuttavia, il motivo dell'arresto sarebbe da ricercare nel fatto che egli sarebbe
membro del partito democratico della Moldova (_______), inviso alle autorità
statali, per il quale avrebbe svolto della propaganda, segnatamente mediante la
musica. A causa del citato impegno politico, dal _______ al _______ sarebbe
stato oggetto di soprusi da parte delle forze dell'ordine, in particolare di diversi
arresti di 2/3 giorni e di uno di 15 giorni. Siccome non sarebbe riuscito a
regolarizzare il suo soggiorno in B._______ e temendo un rimpatrio forzato in
Moldova, avrebbe deciso di raggiungere la Svizzera nel gennaio del 2006.
B. Il 21 febbraio 2006, l'UFM ha respinto la citata domanda. Nello stesso tempo, ha
pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera, nonché l'esecuzione
dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.
C. Il 23 marzo 2006, l'interessato ha inoltrato ricorso contro la summenzionata
decisione dell'UFM. Ha chiesto l'accoglimento del ricorso, l'annullamento della
decisione impugnata e la concessione dell'asilo in Svizzera, subordinatamente
dell'ammissione provvisoria. Ha pure domandato d'essere dispensato dal
versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.
D. Con decisione incidentale del 26 aprile 2006, la Commissione svizzera di ricorso in
materia d'asilo (CRA), ha – per i motivi ivi menzionati – respinto la citata domanda
e invitato il ricorrente a versare, entro l'11 maggio 2006, un anticipo di fr. 600.-- a
copertura delle presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità
del gravame in caso di decorso infruttuoso del termine.
E. L'insorgente ha tempestivamente versato l'anticipo richiesto.
Considerato in diritto:
1. Questo Tribunale pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM
in materia d'asilo (art. 31 e 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 cpv. 1 della legge
sull'asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).
2. Il TAF osserva altresì che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto sia competente, i
ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i
servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto
3processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).
3. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della LAsi riguardanti la modifica
del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento dell'entrata in vigore
della citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.
4. Giusta l'art. 6 LAsi, le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale
sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti.
5. V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni
d'ammissibilità di cui all'art. 48 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA.
6. Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti (art. 62 cpv. 4
PA) o dai considerandi della decisione impugnata (DTF 126 I 207).
7. Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato inverosimili le
allegazioni decisive dell'interessato. In particolare, egli ha reso versioni divergenti
sulla data dell'arresto più lungo, quello di 15 giorni (_______ o _______), sulla sua
presenza alla perquisizione domiciliare del _______ e sul luogo dell'ultima
detenzione del mese d'ottobre del _______ (C._______ o D._______).
8. Nel gravame, il ricorrente ammette l'esistenza delle divergenze evidenziate nella
decisione impugnata. Sostiene però che nella seconda audizione avrebbe cercato
di spiegarle e che l'UFM non ha tenuto conto dei chiarimenti forniti. Fa valere
d'essere un rifugiato bisognoso di protezione. Peraltro, la situazione vigente in
Moldova e la sua personale rendono inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento.
9.
9.1 Il TAF osserva, come rettamente rilevato nella decisione impugnata, che le
dichiarazioni decisive rese dal ricorrente s'esauriscono in mere affermazioni di
parte, imprecise e non corroborate da alcun elemento della benché minima
consistenza. Inoltre, la descrizione delle attività svolte per anni in favore del PDM
è particolarmente povera, ritenuto che, nella sostanza, l'insorgente s'è limitato ad
allegare d'essersi occupato di musica e d'aver espresso il proprio malcontento
tramite canzoni. Non soccorrono altresì il ricorrente le generiche spiegazioni
fornite nell'audizione del 14 febbraio 2006, senza che nel gravame egli abbia infine
presentato una versione dei fatti definitiva e dettagliata degli avvenimenti che
avrebbe vissuto dal _______ al _______ in patria.
9.2 Per sovrabbondanza, può ancora essere rilevato che il nesso temporale fra
persecuzione passata e fuga decade, di regola, quando la fuga medesima
interviene dopo 6-12 mesi dalla fine delle persecuzioni (v. Giurisprudenza ed
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1998
n. 20 consid. 7). Ne consegue, dunque, anche l'irrilevanza delle evocate
perquisizioni che l'insorgente avrebbe subito fino a novembre del _______, fermo
restando che l'indicata ultima breve detenzione dell'ottobre del _______, per
contrabbando od oltraggio, non giustifica un timore d'esposizione attuale a future
persecuzioni statali per motivi politici. Peraltro, trattasi di fatti noti (cfr. U.S.
Department of State, Moldova, Country Report on Human Rights Practices – 2006,
6 marzo 2007) – in Moldova i semplici membri di movimenti politici
4dell'opposizione non sono generalmente esposti ad intimidazioni sistematiche.
10. Da quanto esposto, discende che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, privo
d'ogni e qualsivoglia fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va
confermata.
11. Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e
art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).
12. Per le ragioni già indicate nel considerando 9 del presente giudizio, non emerge
dagli atti di causa alcun serio indizio secondo il quale l'esecuzione
dell'allontanamento del ricorrente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS
0.142.30), l'art. 5 LAsi (principio del non-refoulement) nonché l'art. 14a cpv. 3 della
legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 26 marzo
1931 (LDDS, RS 142.20).
13. La portata dell'art. 14a cpv. 3 LDDS non si esaurisce, altresì, nella massima del
“non-refoulement”. Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera
possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare l'art. 3 della
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la
tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre
1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni presuppone,
peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa
essere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti
contrari a detti articoli. Spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di
siffatte serie e concrete ragioni.
13.1 Ora, e nella sostanza per i motivi indicati al considerando 9 del presente giudizio,
non v'è ragione di ritenere che il ricorrente possa essere esposto in patria al
rischio serio e concreto di un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv.
tortura. In altri termini, l'insorgente non ha saputo fornire un insieme d'indizi,
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e concordanti
riguardo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono
contrari alle menzionate disposizioni. Peraltro, ai sensi della giurisprudenza della
Corte europea dei diritti dell'uomo, la situazione generale che regna in un Paese
non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le disposizioni della
CEDU (GICRA 1995 n. 12 consid. 10 pag. 110 e segg.).
13.2 Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è lecita.
14. Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti in caso
d'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine (art. 14a cpv. 4
LDDS).
14.1 Notoriamente, in Moldova non vige attualmente una situazione di guerra, guerra
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme degli abitanti nella totalità
del territorio nazionale. Da questo profilo, l'esecuzione dell'allontanamento è
5esigibile.
14.2 Per il resto, il TAF constata che il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa
formazione ed esperienza professionale (_______). Peraltro, in sede di ricorso
l'insorgente neppure ha preteso che il suo stato di salute s'oppone alla pronuncia
dell'esecuzione dell'allontanamento, senza che ad un esame d'ufficio degli atti di
causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in Svizzera per
motivi medici (v. sulla questione GICRA 2003 n. 24). In siffatte circostanze, sono
adempite le condizioni per formulare una prognosi favorevole con riferimento
all'effettiva possibilità di un adeguato reinserimento sociale del ricorrente nel suo
Paese d'origine.
14.3 Da quanto esposto, consegue che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente
deve ritenersi ragionevolmente esigibile.
15. Considerato che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, può procurarsi
ogni documento indispensabile al rimpatrio, e che nessun ostacolo d'ordine tecnico
si oppone al rimpatrio medesimo, l'esecuzione dell'allontanamento deve pure
considerarsi possibile (art. 14a cpv. 2 LDDS).
16. Manifestamente infondato, il ricorso può essere evaso in procedura semplificata
(art. 111 cpv. 1 e 3 LAsi).
17. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 600.--, che seguono la
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art.
3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
6Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. L'anticipo
versato il 3 maggio 2006 è computato con le spese processuali.
3. Comunicazione:
- al ricorrente (plico raccomandato)
- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______)
- alla E._______ (in copia)
Il Giudice: Il Cancelliere:
Vito Valenti Marco Poretti
Data di spedizione: