B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l
T r i b u n a l e am m in i s t r a t i vo f e d e r a l e
T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l
Corte IV
D-6097/2019
Sen t en z a d e l 2 8 g e nn a i o 2 0 2 0
Composizione
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l’approvazione della giudice Constance Leisinger,
cancelliera Alissa Vallenari.
Parti
A._______, nato il (…),
Sri Lanka,
patrocinato dall’avv. Yasar Ravi, Avvocato,
ricorrente,
contro
Segreteria di Stato della migrazione (SEM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.
Oggetto
Asilo ed allontanamento (non entrata nel merito / domanda
multipla);
decisione della SEM dell’11 novembre 2019 / N (…).
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Fatti:
A.
L’interessato, di nazionalità srilankese e di etnia tamil, con ultimo domicilio
nel suo Paese d’origine a B._______, ha presentato una prima domanda
in Svizzera il (…) aprile 2014 (cfr. atto A1/2 e atto A4/11, p.to 1.10 seg.,
pag. 3 seg.). In data (…) aprile 2014 egli è stato interrogato segnatamente
in merito ai suoi dati personali, al viaggio intrapreso e brevemente in merito
ai suoi motivi d’asilo (cfr. atto A4/11).
B.
Con decisione del 21 luglio 2014 l’allora Ufficio federale della migrazione
(UFM; ora Segreteria di Stato della migrazione, di seguito: SEM), non è
entrato nel merito della domanda d’asilo del richiedente ai sensi
dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), ordinando
il suo allontanamento (recte: trasferimento) verso C._______ così come
l’esecuzione del suo allontanamento. Non essendo stata impugnata, tale
decisione è cresciuta in giudicato (cfr. anche atto A18/3) e l’interessato è
stato trasferito in C._______ il (…) (cfr. risultanze processuali).
C.
Per il tramite del suo rappresentante legale, A._______ ha presentato una
seconda domanda d’asilo in Svizzera il (…) dicembre 2014 (cfr. atto B1/3).
Anche circa la stessa, con decisione del 29 gennaio 2015, la SEM non è
entrata nel merito in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, pronun-
ciando nuovamente il trasferimento del summenzionato verso C._______
come pure l’esecuzione del precitato provvedimento. La procedura è ter-
minata con la sentenza D-939/2015 del 25 febbraio 2015 del Tribunale am-
ministrativo federale (di seguito: il Tribunale) che ha respinto il ricorso pre-
sentato il 13 febbraio 2015 dall’interessato.
D.
D.a Il 30 marzo 2015 l’interessato ha presentato un’istanza di revisione
della sentenza del Tribunale D-939/2015 per violazione delle norme sulla
ricusazione del giudice istruttore competente. Nel corso di procedura, il
rappresentante legale dell’istante ha esteso il motivo di violazione delle
norme sulla ricusazione ad altre persone del Tribunale delle Corti IV e V.
D.b Con decisione parziale B-3927/2015 del 6 giugno 2016, il Tribunale,
nella misura in cui non era diventata senza oggetto, ha respinto la do-
manda di ricusazione del 30 marzo 2015 dell’istante.
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D.c Il 26 ottobre 2016, per il tramite del suo rappresentante legale, l’istante
ha presentato una domanda di ricusazione del giudice istruttore compe-
tente per l’esame dell’istanza di revisione del 30 marzo 2015. Il Tribunale,
con sentenza D-6625/2016 del 3 febbraio 2017 ha respinto la predetta do-
manda di ricusazione.
D.d Con sentenza D-2048/2015 del 23 febbraio 2017, il Tribunale non è
entrato nel merito dell’istanza di revisione del 30 marzo 2015.
E.
E.a Il 28 febbraio 2017, per il tramite del suo rappresentante legale, l’inte-
ressato ha introdotto una terza domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atto
B35/3). A causa della scadenza del termine per il trasferimento del richie-
dente verso C._______, con decisione del 9 marzo 2017 la SEM ha annul-
lato la sua decisione resa il 29 gennaio 2015 ed ha ordinato la trattazione
della domanda d’asilo dell’insorgente in procedura nazionale (cfr. atto
B39/3).
E.b Il 17 maggio 2017 il richiedente l’asilo è stato sentito dalla SEM in me-
rito ai suoi motivi d’asilo (cfr. atto B46/21).
E.c Con decisione dell’11 settembre 2018, la SEM ha respinto la domanda
d’asilo del richiedente ed ha pronunciato il suo allontanamento dalla Sviz-
zera e l’esecuzione del medesimo provvedimento. Tale decisione è stata
confermata dal Tribunale con sentenza D-5987/2018 del 24 aprile 2019,
che respingeva il ricorso interposto avverso la stessa il 19 ottobre 2018.
F.
Per il tramite della decisione del 16 luglio 2019, l’autorità inferiore non è
entrata nel merito della nuova domanda d’asilo – qualificata quale do-
manda multipla ai sensi dell’art. 111c LAsi (RS 142.31) – dell’interessato,
presentata il 3 luglio 2019. Il ricorso interposto il 31 luglio 2019 contro la
predetta decisione, è stato respinto dal Tribunale con sentenza
D-3888/2019 del 2 settembre 2019.
G.
G.a Il 30 ottobre 2019, l’interessato ha presentato una quinta domanda
d’asilo invocando l’art. 111c LAsi. Egli ha motivato la precitata, prevalen-
dosi di diversi elementi che non sarebbero stati addotti nella prima proce-
dura d’asilo. Invero, lo stesso non avrebbe raccontato, per timore per lui e
per la sua famiglia – in quanto tutt’ora dei militari starebbero importunando
quest’ultima alla sua ricerca – che una sera del 2006 egli si sarebbe trovato
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con un amico, D._______, il quale avrebbe fatto esplodere una bomba con-
tro un edificio delle LTTE (acronimo in inglese per “Liberation Tigers of Ta-
mil Eelam”). L’interessato non avrebbe saputo delle intenzioni del cono-
scente, il quale nell’(…) del 2007 non avrebbe più fatto ritorno al proprio
domicilio, essendo stato rapito da qualcuno. A seguito di tali eventi, presso
l’abitazione del richiedente si sarebbero presentate più volte delle persone
sconosciute ed armate, domandando di lui in modo minaccioso alla madre
ed alle sorelle. Durante una di queste incursioni, tali persone avrebbero
giurato che se avessero visto l’interessato, gli avrebbero sparato a vista
uccidendolo. Viste tali continue ricerche da parte di queste ultime, la fami-
glia del richiedente lo avrebbe obbligato a fuggire immediatamente per sal-
varsi la vita. Tali fatti, non raccontati anche poiché sarebbe stato consigliato
da altre persone richiedenti di non narrare l’intera sua vicenda personale,
rimetterebbero chiaramente in discussione tutta la sua situazione. Inoltre,
se egli facesse ritorno in Sri Lanka, verrebbe immediatamente perseguitato
e la sua vita sarebbe messa in serio pericolo. Questo in quanto i militari
sarebbero convinti che anche egli sia coinvolto nel lancio della bomba com-
piuto dall’amico, nonché poiché egli avrebbe aiutato le LTTE. Per questi
motivi, la qualità di rifugiato andrebbe riconosciuta all’interessato ed egli ha
chiesto di sospendere ogni procedura di rimpatrio nei suoi confronti.
A supporto della sua domanda d’asilo, il richiedente ha presentato, in copia,
la seguente documentazione:
- uno scritto della “(…)”, in lingua straniera e non datata, con traduzione in
inglese (sub doc. A; di seguito: doc. 1);
- una dichiarazione della (…), datata (…), in lingua inglese (sub doc. B; di
seguito: doc. 2);
- una dichiarazione di scomparsa da parte della presunta moglie di
D._______ alla (…), datata (…), in lingua inglese (sub doc. C; di seguito:
doc. 3);
- una dichiarazione non datata attribuita alla madre del richiedente, in lin-
gua inglese, con la rispettiva copia della licenza di condurre (sub doc. D; di
seguito: doc. 4);
- uno scritto datato 29 agosto 2019 ed attribuito ad una vicina di casa, sot-
toscritto in medesima data anche dal “(…)”, in inglese (sub doc. E; di se-
guito: doc. 5);
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- l’ordine di detenzione del (…) del (…) emesso nei confronti di E._______
alias F._______ (sub doc. F; di seguito: doc. 6).
G.b Con decisione dell’11 novembre 2019, notificata il 13 novembre 2019
(cfr. avviso di ricevimento e atto n. 1055567-1/1), la SEM non è entrata nel
merito della domanda d’asilo del richiedente, ritenendo non sussistesse la
sua competenza funzionale, nonché statuendo che la decisione dell’11 set-
tembre 2018 è passata in giudicato ed è esecutiva e fissando un emolu-
mento di CHF 600.– a carico del ricorrente.
G.c L’insorgente ha inoltrato ricorso il 18 novembre 2019 (cfr. risultanze
processuali) avverso la suddetta decisione dinanzi al Tribunale chiedendo,
in via principale, che la decisione della SEM venga annullata e che gli atti
siano retrocessi alla stessa autorità affinché entri nel merito della domanda
del 30 ottobre 2019 ai sensi dell’art. 111c LAsi, nonché, in via subordinata,
che sia accertata l’inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento e di
conseguenza che gli atti siano retrocessi alla SEM perché conceda l’am-
missione provvisoria all’insorgente; il tutto con protesta di spese e ripetibili.
Al gravame, quali ulteriori nuovi documenti, l’insorgente ha allegato copia
di due articoli inerenti l’elezione del nuovo Presidente dello Sri Lanka
Gotabaya Rajapaksa, entrambi datati 17 novembre 2019 (sub doc. G e
doc. H; di seguito: doc. 7).
G.d Con decisione incidentale del 28 novembre 2019, il Tribunale ha invi-
tato il ricorrente a versare, entro il 13 dicembre 2019, un anticipo di
CHF 1’500.– a copertura delle presunte spese processuali. Il pagamento
dell’importo dell’anticipo richiesto è avvenuto tempestivamente l’11 dicem-
bre 2019 (cfr. risultanze processuali).
H.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
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Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF.
La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi in relazione con l’art. 37
LTAF). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. Il
ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-
gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48
cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto egli risulta legittimato ad aggravarsi contro
di essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al
contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi).
3.
Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di
scritti.
4.
4.1 L’autorità inferiore nella sua decisione, non è entrata nel merito della
domanda del 30 ottobre 2019 dell’interessato a causa della sua incompe-
tenza, in quanto la domanda d’asilo precitata viene qualificata dalla stessa
quale domanda di revisione. Invero, l’istanza del richiedente verterebbe su
dei motivi – ovvero l’evento che lo avrebbe coinvolto nel 2006 con una per-
sona che avrebbe lanciato una bomba contro un edificio delle LTTE e che
quest’ultima sarebbe in seguito stata rapita e probabilmente uccisa, oltre-
ché che anche lui sarebbe ricercato dai militari in quanto le autorità sareb-
bero convinte che egli sia coinvolto nel lancio dell’esplosivo – intervenuti al
più tardi nel 2014, allorquando egli sarebbe espatriato dal suo Paese d’ori-
gine. La sua nuova domanda d’asilo si prefiggerebbe quindi di ottenere un
esame di fatti anteriori alla sentenza materiale del Tribunale resa il
24 aprile 2019, sentenza che avrebbe messo un termine alla procedura
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d’asilo ordinaria. Pertanto la SEM ha concluso che i motivi invocati dall’in-
teressato sarebbero già potuti essere presentati nel corso della precitata
procedura ordinaria, e che tale domanda debba essere esaminata dal Tri-
bunale nel quadro di un’eventuale domanda di revisione. Inoltre, conside-
rando che l’istanza rileverebbe da un mandatario professionale, che da nu-
merosi anni assiste e rappresenta richiedenti l’asilo, e che il medesimo ha
intitolato la stessa quale “domanda di riesame”, il mandatario riterrebbe
che la SEM sia competente per trattarla. A mente dell’autorità di prime cure
tuttavia, per i motivi citati, non sussisterebbe alcuna competenza funzio-
nale, ed in applicazione dell’art. 9 cpv. 2 PA non sarebbe pertanto entrata
nel merito della domanda d’asilo.
4.2 L’insorgente, nel suo memoriale ricorsuale, dopo aver esposto ed am-
pliato la fattispecie, avversa la valutazione dell’autorità resistente in merito
alla sua incompetenza. L’evento legato all’amico D._______ dell’esplo-
sione che sarebbe avvenuta vicino al deposito delle Tigri Tamil, la succes-
siva scomparsa di D._______ e le ricerche sempre più insistenti dell’inte-
ressato da parte dei militari srilankesi, sarebbero invero degli elementi fon-
damentali per provare la sua qualità di rifugiato, che sarebbero da qualifi-
care quali fatti nuovi ed andrebbero quindi analizzati nell’ambito di una
nuova domanda d’asilo ai sensi dell’art. 111c LAsi. Il ricorrente avrebbe in-
vero avuto timore per la sua incolumità fisica, di narrare anticipatamente
tali fatti nel corso della procedura d’asilo ordinaria. Inoltre gli elementi de-
scritti dall’insorgente, non sarebbero mai stati analizzati nella procedura
d’asilo precedente, e non sarebbero pertanto rilevanti dal profilo della revi-
sione. Ai motivi succitati, andrebbe inoltre aggiunta l’evenienza determi-
nante dell’elezione dal nuovo Presidente dello Sri Lanka – elezioni che sa-
rebbero già state in corso al momento in cui è stata depositata la domanda
d’asilo in oggetto – che peggiorerebbe il rischio già elevato per l’incolumità
fisica dell’insorgente, già conosciuto politicamente e collegato dalle autorità
alle LTTE, nonché l’altissimo rischio di essere esposto a delle nuove torture
e maltrattamenti in violazione dell’art. 3 CEDU o dell’art. 1 della Conven-
zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura). Questo
in quanto, il neo presidente, avrebbe già esposto la sua volontà di eliminare
le minoranze Tamil ancora esistenti. A mente del ricorrente, la SEM
avrebbe pertanto dovuto confermare la propria competenza e dirimere la
vertenza entrando nel merito della domanda d’asilo ai sensi dell’art. 111c
LAsi.
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Pagina 8
5.
5.1 Il Tribunale, purché ritenga scorretta la non entrata in materia, effettua
un esame materiale, annulla la decisione impugnata e rinvia gli atti
all’istanza inferiore per nuova decisione. La questione circa l’allontana-
mento e l’esecuzione dell’allontanamento sono pure vagliati material-
mente, in quanto il Tribunale al riguardo ha piena cognizione (cfr.
DTAF 2007/8 consid. 2.1 con riferimento citato). Tuttavia, nel caso di ricorsi
avverso decisioni di non entrata nel merito, in cui la SEM considera che
non sussista la sua competenza funzionale, la competenza decisionale
dell’istanza di ricorso si riduce essenzialmente alla questione se l’istanza
inferiore ha negato a torto o a ragione la sua competenza. La competenza
funzionale comprende il quesito a sapere quale istanza, localmente ed in
fatto è competente per la trattazione di un’impugnativa (cfr. THOMAS FLÜC-
KIGER, in: Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2a ed.
2016, n. 14 segg. ad art. 7 PA e n. 14, pag. 174 ad art. 9 PA).
5.2 Alla luce di quanto sopra, le conclusioni ricorsuali in via subordinata,
tendenti ad accertare l’inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento,
risultano essere irricevibili.
6.
6.1 Una domanda di riesame, è una richiesta indirizzata ad un’autorità am-
ministrativa in vista della riconsiderazione di una decisione entrata in forza
di cosa giudicata. Tale rimedio, pur non essendo previsto espressamente
dalla PA, è noto da tempo a giurisprudenza e dottrina, che l’hanno dedotto
dall’art. 66 PA – il quale prevede il diritto di domandare la revisione delle
decisioni – e dagli art. 8 e 29 cpv. 2 della Cost. (cfr. DTAF 2010/27 consid.
2.1, URSINA BEERLI-BONORAND, Die ausserordentlichen Rechtsmittel in der
Verwaltungsrechtspflege des Bundes und der Kantone, 1985, pag. 173).
La domanda di riesame è espressamente prevista dalla legislazione in ma-
teria d’asilo a partire dalla modifica della LAsi del 14 dicembre 2012, in
vigore dal 1° febbraio 2014 (cfr. art. 111b LAsi). Secondo la giurisprudenza,
un’autorità non è tenuta ad entrare nel merito di una tale richiesta se non
nelle due situazioni seguenti: quando la stessa costituisce una “domanda
di riconsiderazione qualificata”, ossia una domanda per il cui tramite l’inte-
ressato si avvale di motivi di revisione previsti all’art. 66 PA senza che sia
precedentemente stata emanata una decisione di merito di seconda
istanza oppure quando costituisce una “domanda di adattamento”, vale a
dire nel caso in cui l’interessato si prevale di un cambiamento notevole
delle circostanze (di fatto o di diritto) dal momento della pronuncia della
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decisione materiale finale (inizialmente corretta) di prima o seconda istanza
(cfr. DTAF 2014/39 consid. 4.5 con ulteriori riferimenti; DTAF 2010/27 con-
sid. 2.1 e 2.1.1). Occorre a tal proposito rammentare che differentemente
dalla “domanda di riconsiderazione qualificata” in materia d’asilo la “do-
manda di adattamento” può vertere unicamente su aspetti relativi all’ese-
cuzione dell’allontanamento dal momento che eventuali fatti nuovi e deter-
minanti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato giustificherebbero il
deposito di una domanda multipla (cfr. DTAF 2013/22 consid. 11.3.2; Giu-
risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in ma-
teria d’asilo [GICRA] 1998 n. 1). In altre parole, a seguito di una richiesta
di adattamento, per poter dunque delimitare se la richiesta va trattata come
domanda di riesame (art. 111b LAsi) oppure come domanda multipla
(art. 111c LAsi) occorre esaminare se, sulla base del contenuto
dell’istanza, viene richiesto un nuovo apprezzamento della qualità di rifu-
giato (domanda multipla) oppure se vengono fatti valere dei nuovi ostacoli
all’esecuzione dell’allontanamento (domanda di riesame). La procedura
d’asilo in materia d’asilo, prevede infatti un caso specifico di rivalutazione
da parte dell’autorità di prima istanza, allorquando si tratti di valutare nuovi
motivi d’asilo (domanda multipla ai sensi dell’art. 111c LAsi). In tale conte-
sto vanno esaminati i motivi che non si riferiscono alla procedura d’asilo
anteriore (cfr. DTAF 2014/39 consid. 4.5). Si tratta infatti, contrariamente ai
casi di riesame, di una nuova domanda riguardante motivi d’asilo interve-
nuti dopo il passaggio in giudicato della decisione precedente (cfr.
DTAF 2016/17 consid. 4.1). Nel caso di una domanda di riesame/domanda
multipla, la competenza funzionale per l’esame dei nuovi fatti o mezzi di
prova, è dell’autorità di prima istanza, che dovrà emanare una nuova deci-
sione al riguardo. Al contrario, in presenza di una sentenza del Tribunale, i
fatti rilevanti attinenti i motivi già invocati e venuti a conoscenza dell’inte-
ressato susseguentemente alla pronuncia della sentenza ed i mezzi di
prova decisivi ritrovati posteriormente alla stessa ma già esistenti (pseudo
nova), rientrano nell’ambito dei motivi di revisione ai sensi dell’art. 123
cpv. 2 lett. a LTF, applicabile su rinvio dell’art. 45 LTAF, ed esulano dunque
dalla competenza della SEM.
6.2 Ora, nella presente disamina, per i motivi che verranno esposti dap-
presso, l’autorità inferiore ha rettamente omesso di entrare nel merito della
domanda del ricorrente per incompetenza funzionale.
6.2.1 Per quanto attiene i fatti inerenti gli eventi che avrebbero interessato
il ricorrente ed il conoscente D._______ a causa del presunto lancio di una
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Pagina 10
bomba a mano contro un edificio delle LTTE da parte di quest’ultimo, non-
ché le ricerche da parte dei militari dell’insorgente a seguito dello stesso
avvenimento, si osserva quanto segue.
Come già supra menzionato (cfr. consid. 6.1 in fine), in materia di revisione
risulta necessario ai sensi dell’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, che l’interessato
non fosse a conoscenza dei fatti allegati nella procedura precedente, ov-
vero sino alla data della sentenza, e che pertanto non potesse prevaler-
sene durante la medesima. Sono quindi escluse anche le circostanze delle
quali l’istante avrebbe potuto venire a conoscenza, con la dovuta diligenza,
nella procedura precedente, e questo vale pure se i nuovi fatti vengono
scoperti a seguito di indagini supplementari, in quanto in tal caso si ravvisa
una negligenza processuale della parte (cfr. sentenze del Tribunale
D-4981/2019 dell’11 dicembre 2019 consid. 3.2 e D-5387/2019 del 14 no-
vembre 2019 consid. 3.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor
dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, cifra 5.47, pag. 306; cfr. an-
che per quanto attiene la giurisprudenza inerente i motivi scusabili per le
allegazioni tardive: DTAF 2009/51 consid. 4.2.3 e Giurisprudenza ed infor-
mazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA]
2003 n. 17 consid. 4b). Tuttavia, occorrerà entrare nel merito di allegazioni
tardive, allorquando da queste ultime risulta evidente che il richiedente
asilo è minacciato da persecuzioni o da trattamenti contrari ai diritti umani
(in violazione degli art. 3 CEDU, art. 3 Conv. tortura, art. 33 della Conven-
zione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati [Conv. rifugiati,
RS 0.142.30] in relazione con l’art. 5 LAsi). In tale evenienza, il principio
della sicurezza giuridica dovrà cedere il passo al diritto internazionale pre-
minente, ed occorrerà pronunciarsi in merito alle nuove allegazioni, se da
queste ultime risultano degli ostacoli all’allontanamento del richiedente. Al
contrario, non v’è invece luogo di una nuova analisi della rilevanza dei fatti
allegati dal profilo dell’asilo, salvo se vi siano dei motivi scusabili per l’oc-
cultamento delle reali circostanze fattuali (cfr. per maggiori sviluppi
DTAF 2013/22 consid. 5.4 e consid. 9.3.1 con riferimenti ivi citati e GICRA
1995 n. 9 consid. 7; cfr. anche sentenza del Tribunale E-4667/2018 del
22 gennaio 2020 consid. 4.1.4-4.1.6 con ulteriori riferimenti citati).
In specie, risulta in modo chiaro, come le allegazioni ed i mezzi di prova
presentati dal ricorrente, rientrino in quest’ultima evenienza, e non deb-
bano quindi essere esaminati in questa sede alla luce della giurisprudenza
succitata, bensì questi ultimi erano conosciuti dal medesimo almeno nel
corso della procedura ordinaria d’asilo, terminata con la sentenza del Tri-
bunale D-5987/2018 del 24 aprile 2019. A differenza di quanto sostenuto
dal medesimo insorgente, il suo timore generico per la sua incolumità fisica
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che sarebbe derivata dalla rivelazione di tali circostanze precedentemente,
non risulta modificare tale conclusione ed il fatto che il ricorrente ha la pos-
sibilità di presentare gli stessi, se date le condizioni, nell’ambito di un rime-
dio straordinario (cfr. anche supra consid. 6.1).
6.2.2 Ciò vale anche per i mezzi di prova presentati sia con la domanda
d’asilo del 30 ottobre 2019 che con il gravame (cfr. documenti da 1 a 6
supra alla litt. Ga). Il doc. 1 dell’“(…)”, oltreché non datato, non menziona
in alcun modo gli eventi relativi al lancio della bomba, ma soltanto in ordine
agli arresti e detenzioni nonché alle ricerche da parte delle autorità srilan-
kesi, evenienze queste ultime che sono già state vagliate dal Tribunale
nella sentenza D-5987/2018 del 24 aprile 2019 (cfr. in particolare con-
sid. 6.4). Per quanto attiene il doc. 2, datato (…), oltreché essere antece-
dente alla precitata sentenza del Tribunale, non contiene neppure alcun
riferimento al ricorrente, ma ad una denuncia depositata e riguardante
G._______. Per quanto riguarda la dichiarazione della presunta moglie di
D._______ del (…) (cfr. doc. 3), anche la stessa risulta precedente alla
sentenza del Tribunale D-5987/2018 del 24 aprile 2019. La dichiarazione
della vicina di casa – che a differenza di quanto sostiene il ricorrente, par-
rebbe essere il doc. 4 e non il doc. 5, relativo invece alla supposta madre
dell’interessato – non essendo datato, non può condurre ad una conclu-
sione diversa. Ad uguale risoluzione si giunge pure per quanto attiene lo
scritto attribuito alla vicina di casa, ma in realtà dal contenuto se ne desume
essere invece della presunta madre dell’interessato (cfr. doc. 5), datato
(…), in quanto riportanti degli eventi già allegati e ritenuti non rilevanti nella
procedura d’asilo terminata con la sentenza del Tribunale del
24 aprile 2019, o comunque precedenti l’ultima sentenza del Tribunale D-
3888/2019 del 2 settembre 2019 in merito alla quarta domanda d’asilo del
ricorrente. Infine, lo scritto del (…) (cfr. doc. 6), oltreché essere datato (…),
quindi ben precedente alla procedura ordinaria terminata con la sentenza
del Tribunale del 24 aprile 2019 succitata, è in relazione con le allegazioni
circa i motivi d’asilo, già ritenuti irrilevanti al consid. 6.4 della precitata sen-
tenza.
6.2.3 A fronte di tali considerazioni, l’autorità di prima istanza ha quindi a
giusto titolo ritenuto di essere incompetente funzionalmente per la tratta-
zione di tali allegazioni, né in merito di una domanda di riesame né di do-
manda multipla.
6.3
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6.3.1 Da ultimo, soltanto con il suo ricorso, l’interessato si è prevalso di una
modificata della situazione in patria a causa dell’elezione del nuovo Presi-
dente dello Sri Lanka, che avrebbe ulteriormente peggiorato il rischio che
correrebbe il ricorrente, principalmente in quanto di etnia tamil e già cono-
sciuto dalle autorità, per la sua incolumità fisica e di subire dei trattamenti
proscritti dagli art. 3 CEDU e art. 1 Conv. tortura. A differenza di quanto
sembra implicitamente sostenere il ricorrente nel gravame, in assenza di
qualsivoglia elemento concreto nella sua domanda d’asilo come pure ri-
spetto alla situazione generale vigente in Sri Lanka al momento della deci-
sione della SEM, l’autorità inferiore non era tenuta a trattare tale questione.
Sia tali circostanze che i nuovi mezzi di prova presentati solamente con il
gravame (cfr. sub doc. 7), sono invero relativi ad un periodo posteriore alla
sentenza D-3888/2019 del 2 settembre 2019 resa dal Tribunale – ove da
ultimo la stessa autorità si è espressa sulla situazione generale in Sri Lanka
anche a seguito degli eventi successi nella Pasqua del 2019 in relazione
anche con le allegazioni del ricorrente presentate in tale sede (cfr. con-
sid. 5.2 e consid. 5.3) –. Gli argomenti inerenti la situazione politica mutata
nel Paese d’origine dell’interessato, come pure gli effetti che la stessa
avrebbe sul ricorrente dal profilo dell’asilo e dell’esecuzione del suo allon-
tanamento, non possono essere presentati nella presente procedura ine-
rente l’esame della competenza per la trattazione della domanda d’asilo
del ricorrente, ma sono eventualmente da sottoporre alla SEM nell’ambito
di un riesame rispettivamente di una domanda multipla (cfr. DTAF 2013/22
consid. 3.1-13; cfr. anche supra consid. 6.1).
6.3.2 Riguardo tali evenienze, il Tribunale rinuncia alla trasmissione alla
SEM della domanda del ricorrente, per la trattazione quale riesame di tale
motivo (cfr. in analogia alla DTAF 2013/22 consid. 3 – 13).
7.
Riassumendo, alla luce di tutto quanto precede, la SEM non è a ragione
entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente a causa dell’assenza
di competenza funzionale ed ha constatato che la sua decisione dell’11 set-
tembre 2018 è passata in giudicato ed è esecutiva. Per il che, nella misura
della sua ricevibilità, il ricorso deve essere respinto.
8.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1'500.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA, nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese
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di medesimo importo versato dall’insorgente l’11 dicembre 2019. Non ven-
gono assegnate indennità ripetibili (art. 7 segg. TS-TAF).
9.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:
1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali di CHF 1'500.– sono poste a carico del ricorrente.
Esse sono prelevate sull’anticipo spese di CHF 1'500.– versato l’11 dicem-
bre 2019.
3.
Non si assegnano indennità ripetibili.
4.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Alissa Vallenari
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