Corte IV
D-6736/2010
{T 0/2}
S e n t e n z a d e l 2 7 s e t t e m b r e 2 0 1 0
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Carlo Monti;
A._______, Iraq,
ricorrente,
contro
Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 16 settembre 2010 / N [...].
B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l
T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e
T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l
Composizione
Parti
Oggetto
D-6736/2010
Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 13 agosto 2010 in
Svizzera;
il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e
mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare,
entro 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'i-
dentità o di viaggio, con la comminatoria che, in caso di mancata con-
segna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della
sua domanda d'asilo;
i verbali d'audizione del 24 agosto 2010 e del 16 settembre 2010;
il verbale di decisione dell'UFM del 16 settembre 2010, notificata al ri-
chiedente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);
il ricorso del 17 settembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato,
data d'entrata 20 settembre 2010);
la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale ammini -
strativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 20 settembre 2010;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;
e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del
17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribuna-
le, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);
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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato
ad aggravarsi contro di essa;
che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del -
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;
che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che
seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e
LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a
cpv. 2 LAsi);
che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi d'asilo, l'interessato ha di-
chiarato di essere cittadino iracheno, di etnia curda e di aver avuto ulti-
mo domicilio a B._______ nella provincia di Duhok con un intervallo
tra l'ottobre del 2009 ed il 24 giugno 2010 trascorso a C._______ dove
avrebbe abitato in una casa per studenti a C._______;
che egli ha affermato di essere espatriato per il timore di essere ucci -
so da suo fratello e per evitare di subire un'eventuale condanna per
presumibili atti illeciti, in quanto un suo collega di studi l'avrebbe colto
in flagrante nella sua camera durante un rapporto intimo con un com-
pagno di classe ed avrebbe riferito il tutto al suo familiare;
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che l'interessato ha dichiarato di aver lasciato B._______ il 18 lu-
glio 2010 e di aver raggiunto Duhok dal suo villaggio in auto, dove sa-
rebbe rimasto fino al 20 luglio 2010 a casa di suo zio materno e di
avere poi proseguito sempre in auto giungendo a D._______ da dove
– con l'aiuto di un passatore – avrebbe attraversato il valico di
E._______ a piedi arrivando così a F._______ in Turchia; che si sareb-
be quindi recato ad G._______ in autobus arrivandovi il 21 luglio 2010;
che, dopo un soggiorno in un albergo fino al 3 agosto 2010, avrebbe
proseguito il suo viaggio con un Transports Internationaux Routiers
(TIR) il quale avrebbe preso un traghetto e sarebbe sbarcato in una lo-
calità a lui sconosciuta; che avrebbe poi preso un altro TIR viaggiando
per cinque o sei giorni fino ad una località a lui ignota da dove avrebbe
preso un treno con il quale avrebbe raggiunto la Svizzera in data
11 agosto 2010;
che il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;
che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo alcun documento d'identità o di viaggio valevole; che, dall'altro
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e
possibile;
che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, rimandato a quanto già affermato in
sede di prima istanza, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che
spiegano le ragioni per la mancata consegna dei documenti richiesti;
che egli ha altresì reiterato la veridicità delle sue dichiarazioni riguardo
ai motivi che l'avrebbero portato a fuggire dall'Iraq e che, ad ogni
modo, gli elementi a favore della verosimiglianza prevarrebbero su
quelli contrari; che, inoltre, ha sottolineato la logica del suo agire;
che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto l'annullamento
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda
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d'asilo; che, inoltre, egli ha chiesto di essere ammesso provvisoria-
mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a
copertura delle presumibili spese processuali;
che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;
che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato
del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);
che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (Decisioni del Tribunale amministrativo
federale [DTAF] 2007/7 consid. 5);
che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);
che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento
che adempia i citati criteri;
che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di aver
posseduto una carta d'identità ma di averla lasciata in patria, poiché
ha viaggiato illegalmente; che, le dichiarazioni del ricorrente circa le
misure prese per procurarsi detto documento sono poco credibili; che,
infatti, nella prima audizione ha dichiarato di non aver presentato
alcunché in merito "perché non ho nulla" (cfr. verbale d'audizione del
24 agosto 2010, pag. 5); che, invece, in occasione della seconda
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audizione ha allegato di essersi fatto spedire da un suo amico una
copia della sua carta d'identità via fax; che sul punto a sapere se
avrebbe dovuto presentare il documento in originale, egli, a suo dire,
così come sarebbe stato informato, ritiene che sarebbe bastata una
copia inviata tramite fax (cfr. verbale d'audizione del
16 settembre 2010, pag. 2); che, reso attento sul fatto che avrebbe
dovuto presentare la carta d'identità in originale, così come dal
promemoria consegnatogli (cfr. atto A4/1), egli si è limitato a dire di
non averlo letto e di sapere il motivo per aver agito in tal modo (cfr.
verbale ibidem, pag. 3); che, inoltre, ha dichiarato che i suoi genitori
non darebbero la carta d'identità a nessuno, pur avendola però data al
suo amico (cfr. verbale ibidem, pag. 3); che, confrontato con tale
contraddizione, egli ha asserito che i suoi genitori avrebbero lasciato
tale documento al suo amico solo per fargli fare una fotocopia; che in
seguito avrebbe poi allegato che i suoi genitori avrebbero consegnato
la carta d'identità al suo amico, in quanto quest'ultimo avrebbe detto
loro che gli sarebbe servita per motivi d'affari, oppure per farsi
rilasciare un certificato scolastico (cfr. verbale ibidem, pag. 2);
che, nel gravame, l'insorgente in sostanza non ha fatto altro che
ribadire, rinviando a quanto da lui spiegato in sede d'audizione e che
non avrebbe avuto abbastanza tempo per procurarsi l'originale della
sua carta d'identità (cfr. ricorso, pag. 2);
che, inoltre, per quanto il racconto circa il viaggio di espatrio possa
apparire a prima vista privo di contraddizioni, il ricorrente è stato
generico al riguardo, non riuscendo ad esempio ad indicare il nome
della città di sbarco e dove avrebbe preso il treno per giungere in
Svizzera; che, inoltre, non ha fornito alcuna spiegazione sui paesi che
avrebbe attraversato dopo lo sbarco (cfr. verbale d'audizione del
13 agosto 2010, pag. 8);
che egli ha altresì dichiarato di non avere subito né controlli durante il
suo viaggio d'espatrio (cfr. ibidem);
che, il ricorrente non è stato in grado di fornire dettagli e spiegazioni
che possano donare credibilità al proprio racconto che risulta pertanto
alquanto vago ed impreciso;
che, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio,
nonché e specialmente l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette
dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità,
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codesto Tribunale ha ragione di concludere che l'autore del gravame
dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa;
che, peraltro, giova sottolineare che varcare il confine Schengen senza
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi, per lo meno difficoltoso;
che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità,
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se,
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità
di rifugiato del richiedente;
che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o
meno della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);
che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla
base di un esame sommario è riconoscibile che il richiedente l'asilo
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei
motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);
che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato
dall'Iraq per il timore di essere ucciso da suo fratello e per evitare di
subire un'eventuale condanna per presumibili atti illeciti in merito al
suo orientamento sessuale;
che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);
che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della sua
domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza e neppure
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rilevanti da un punto di vista dell'asilo per le vicissitudini evocate dal
ricorrente in Iraq;
che, basti innanzitutto rilevare, che le dichiarazioni rese dal ricorrente
in sede d'audizione divergono in più punti da quelle rese dal suo amico
G._______ con il quale avrebbe avuto una relazione; che, in
particolare, si è contraddetto circa la fine dell'anno scolastico, in quan-
to egli ha dichiarato che sarebbe il 26 giugno, mentre G._______ il
mese di marzo o di aprile; che, inoltre, sussiste una divergenza in
merito al tempo di conoscenza dei due; che, infatti egli ha asserito che
si conoscerebbero da solo un anno, mentre il suo compagno ha
allegato che si sarebbero conosciuti almeno quattro anni fa; che,
peraltro, si sono contraddetti circa il numero dei letti nella camera di
A._______, sul numero dei suoi coinquilini e sulla frequenza dei loro
rapporti; che sempre in merito alla frequenza dei loro rapporti,
l'insorgente si è contraddetto egli stesso in sede d'audizione (cfr.
verbali d'audizione del 24 agosto 2010, pag. 6 e del
16 settembre 2010, pag. 6, D55-58); che, peraltro, egli ha dichiarato
che per entrare nella casa degli studenti G._______ avrebbe
necessitato di un permesso e di una tessera speciale, mentre il suo
compagno ha allegato che poteva entrare liberamente (cfr. verbale
d'audizione del 16 settembre sul diritto di essere sentito, pagg. 1-2);
che, nell'audizione sul diritto di essere sentito, il ricorrente non è stato
in grado di spiegare nessuna delle suddette contraddizioni come pure
in sede di ricorso; che, per di più, è completamente illogico che egli
abbia continuato ad avere dei rapporti con G._______ proprio nella
sua camera, dove altre persone, oltre al suo collega di studi,
avrebbero potuto coglierlo in flagrante come pure la sua decisione di
espatriare prima di fare un tentativo di chiarimento con la sua famiglia
visto che solo suo fratello ne era al corrente; che, tutto ciò posto,
codesto Tribunale non può che concludere all'inverosimiglianza
dell'asserita relazione;
che rettamente quindi, i motivi d'asilo evocati sono stati dall'autorità in-
feriore ritenuti come inverosimili giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;
che, inoltre, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3
lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini
della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesi-
mo;
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che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complemen-
tari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'ese-
cuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'am-
missibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel nord dell'Iraq
(nelle provincie di Dohuk, Arbil e Suleimaniya) possa violare
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione
del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30),
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o
esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di
trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950
per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a
LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata;
che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);
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che, la situazione vigente in Iraq non appare caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della po-
polazione nell'integralità del territorio nazionale;
che, inoltre, in merito alla sicurezza in Iraq, codesto Tribunale ha già
avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq
(Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di
violenza generalizzata e la situazione politica non è talmente tesa da
considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile; che, segnata-
mente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al
resto del Paese; che, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è miglio -
re rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che, in particolare,
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibi-
le, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e gio -
vani, a condizione che la persona interessata sia originaria della regio-
ne o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale,
segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i
partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane,
possiede una certa formazione scolastica (cfr. verbale d'audizione del
24 agosto 2010, pag. 2); che, inoltre, stando a quanto riferito, il ricor-
rente dispone di una rete famigliare nel suo Paese, dove vivono, perlo-
meno, i genitori, quattro fratelli ed una sorella (cfr. ibidem, pag. 3);
che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi proble-
mi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria
(cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame
nel suo Paese è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83
cpv. 4 LStr);
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83
cpv. 2 LStr);
che, infatti, il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurar-
si ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34
consid. 12 pagg. 513-515);
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che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;
che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; che
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;
che, avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del
ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo equiva-
lente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto;
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–,
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente sentenza non può essere impugnata con ricorso in
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d
LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva.
(Dispositivo alla pagina seguente)
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale
pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della
presente decisione.
3.
Comunicazione a:
- ricorrente, tramite il H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino
di versamento)
- UFM, H._______ (via fax, per l'incarto N [...], con preghiera di notifi -
care la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento
allegato al Tribunale amministrativo federale)
- I._______ (in copia).
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Carlo Monti
Data di spedizione:
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