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DE LA COMMISSION
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DOCUMENTS "COM"
COM (85) 792
Vol. 1985/0264
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COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
COMC85) 792 def.
Bruxelles, 28 gennaio 1986
Documento di lavoro
(Comunicazione della Commissione al Consiglio)
C0MC85) 792 def.
Documento di Lavoro
AZIONE COMUNITARIA NEL SETTORE FORESTALE
I. Introduzione
1. Nel programma sottoposto al Parlamento europeo nel marzo 1985, la
Commissione delle Comunità europee si è impegnata a presentare proposte
in materia forestale. Essa ha successivamente, deciso di procedere ad
ampie consultazioni prima di elaborare proposte concrete. Il presente
documento è inteso a fornire una base per tali consultazioni. Dopo che
le parti interessate avranno avuto l'opportunità di esprimere le lóro
opinioni sulle idee qui presentate, la Commissione elaborerà proposte
per un programma comunitario di azione forestale.
Per facilitare le consultazioni la Commissione pubblica, in appendice
al presente documento, un documento più dettagliato e descrittivo sulla
silvicoltura nella Comunità. Il programma di azione comunitario sarebbe
complementare alle politiche nazionali e potrebbe comportare una serie
di misure intese ad ampliare la superficie boschiva e a migliorare
l'utilizzazione delle foreste esistenti. Benché la Commissione non
proponga l'istituzione di una politica forestale comunitaria, molte
delle azioni suggerite sarebbero più efficaci se intraprese a livello
della Comunità anziché a livello dei singoli Stati membri.
La Commissione è convinta che la discussione non dovrebbe essere
limitata agli aspetti comunitari della questione e che anche i problemi
forestali dei paesi terzi, in particolare dei paesi in via di sviluppo,
dovrebbero essere presi in considerazione.
II. Importanza delle foreste nella Comunità
2. Le foreste sopperiscono al fabbisogno di materiali industriali, creano
attività economiche e occupazione in regioni sovente svantaggiate e
sono di sostegno, in termini di attività- e di occupazione, alle
industrie del legno nelle altre regioni della Comunità. Esse svolgono
inoltre una funzione vitale per quanto riguarda il mantenimento
dell'equilibrio ecologico, la tutela dell'ambiente, la prevenzione
dell'erosione e della desertificazione e le attività ricreative dei
cittadini della Comunità.
- 2 ■ -
3. I dieci Stati membri hanno un fabbisogno di prodotti a base di Legno (legno
segato, pannelli, cellulosa, carta, ecc.) . ampiamente superiore al
quantitativo di légno fornito dalle foreste comunitarie; conseguentemente,
la Comunità è il maggior importatore netto del mondo per quanto riguarda i
prodotti lignei. Nel 1984 il valore delle importazioni nette è stato di
quasi 17.000 milioni di ECU e La situazione non cambierà con l'adesione
della Spagna e del Portogallo.
Questo crescente squilibrio tra la domanda e la produzione di' legno nella
Comunità è solo parzialmente dovuto all'insufficienza della superficie
afforestata - dopo tutto, il 20% del territorio comunitario è boschivo. A
creare questa situazione contribuisce anche la sottoutilizzazione di gran
parte delle foreste, alcune delle quali sono totalmente improduttive. Una
corretta gestione e adeguate tecniche potrebbero migliorare la salute,
L'aspetto e la produttività di tali foreste.
Al tempo stesso, una maggiore offerta di legname (tenendo presente che
parte della domanda può essere soddisfatta soltanto con le importazioni),
abbinata ad una migliore Organizzazione, potrebbe incrementare l'attività
delle industrie comunitarie utilizzatrici di legno. Malgrado il suo deficit
generale, la Comunità esporta annualmente circa 2 milioni di t di carta e
cartone ed è esportatore netto di mobili. Nella Comunità esistono quindi la
domanda e la capacità industriale che dovrebbero consentire un maggiore uso
di risorse rinnovabili, con conseguente aumento del reddito e
dell'occupazione.
4. La funzione delle foreste sotto il profilo dell'ambiente è importante in
rapporto alla conservazione della natura e al mantenimento dell'equilibrio
naturale (ivi comprese la protezione del suolo e la prevenzione della
dispersione delle acque), nonché alle possibilità di attività ricreative.
Gli obiettivi di natura ambientale non sono necessariamente in conflitto
con l'obiettivo di un maggiore sviluppo della silvicoltura. Nell'offrire
possibilità di svago alla popolazione sia rurale che urbana, le foreste
rispondono ad un'esigenza sociale e contribuiscono allo sviluppo di servizi
e industrie turistiche che riflettono le nuove tendenze dei consumatori.
5. Le tre principali funzioni delle foreste comunitarie sopra descritte -
fornitura di materie prime, mantenimento dell'equilibrio ecologico e base
per attività ricreative - sono di grande importanza. L'incremento della
produzione di materie prime e il miglioramento dei servici sono obiettivi
che possono e dovrebbero essere conseguiti congiuntamente.
f «a n / a o n
Già in passato la Commissione aveva presentato proposte in materia di
Oreste e legno. Parecchie di queste iniziative (ricerca, strutture
agrarie, ecc.) sono state realizzate. Una proposta relativa alla protezione
Ì ’ ! [oreste contro il fuoco e gli effetti delle piogge acide è appoggiata
dalla vasta maggioranza delle delegazioni ed è all'esame del Consiglio.
Altre due proposte sono tuttora innanzi al Consiglio, ma i relativi lavori
procedono con molta lentezza. Nel 1979 la Commissione ha proposto una
risoluzione sulla politica forestale della Comunità e sull'istituzione di
un comitato forestale permanente. Verso la metà del 1983 essa ha proposto
obiettivi e linee d'azione per una politica comunitaria in materia di
silvicoltura e industrie connesse. Il Consiglio non ha sinora preso alcuna
decisione in merito a tali proposte.
Perché, quindi, la Commissione dovrebbe prendere ulteriori iniziative nel
settore forestale? I motivi sono numerosi:
- L a riduzione delle eccedenze agricole indurrà alla ricerca di colture
alternative, incluse le foreste.
Il considerevole deficit degli scambi comunitari di legno e prodotti a
base di legno offre la possibilità di aumentare la produzione ove ciò
possa essere fatto in modo economicamente valido.
Le attività economiche e l'occupazione devono essere mantenute e
potenziate, soprattutto nelle zone rurali.
Occorre arginare la sempre più rapida distruzione delle foreste europee
ad opera dell'inquinamento atmosferico e degli incendi. La superficie
boschiva distrùtta ogni anno dal fuoco in Spagna e in Portogallo è
approssimativamente pari a quella andata perduta negli altri dieci Stati
membri.
Tutto ciò solleva seri \ problemi di solidarietà comunitaria e richiede
un'azione da parte della Comunità.
Un altro importante motivo che spinge la Commissione a prendere iniziative
in materia forestale è rappresentato dalle pressioni esercitate dal
pubblico. Varie risoluzioni in tal senso sono state proposte al Parlamento
europeo il quale, nel 1983, ne ha approvato una che invoca l'instaurazione
di una politica forestale comunitaria. Molte delle questioni sollevate dal
Parlamento sono trattate nel presente documento.
9- In effetti, La Comunità ha investito somme considerevoli a favore
della silvicoltura nel contesto delle sue altre politiche. Tra il
1980 e il 1984 circa 470 milioni di ECU sono stati destinati ad
azioni forestali dal FEAOG, dal Fondo europeo di sviluppo regionale,
da vari programmi di ricerca e dal Fondo europeo di sviluppo (fuori
delta Comunità). Inoltre, la Banca europea per gli investimenti ha
concesso prestiti per progetti forestali in Irlanda, in Portogallo e
in paesi in via di sviluppo.
Benché queste misure comunitarie abbiano avuto un impatto
significativo, esse rimangono azioni isolate nel contesto di varie
altre politiche. La silvicoltura e le industrie connesse sono
tuttavia settori interdipendendi di un'attività economica che, per
non cadere nell'inefficienza, necessita di una sua propria chiara
strategia. Ad esempio, l'afforestamento di terreni marginali ha un
senso soltanto se può essere creata ('infrastruttura necessaria per
sfruttare e utilizzare il legname. Le diverse funzioni delle foreste
comunitarie suggeriscono un programma di azione forestale chiaramente
definito.
10. Le proposte di azione presentate dalla Commissione nel presente
documento sono articolate in tre gruppi: ampliamento della superficie
boschiva, impiego ottimale delle foreste esistenti e protezione della
foresta.
III. Ampliamento della superficie boschiva
11. Il fatto che la bilancia commerciale della Comunità nel settore dei
prodotti delle foreste temperate presenta un grave deficit è già
stato segnalato. Questo deficit persisterà anche dopo l'aumento della
produzione di legno previsto per la prossima decade a seguito dei
nuovi impianti effettuati a partire dal 1945. Esistono quindi ampie
possibilità di afforestare nuove superfici, sempre che ciò possa
essere fatto in modo accettabile dal punto di vista dell'ambiente.
L'ampliamento della superficie boschiva offrirebbe nuove possibilità
di occupazione e rallenterebbe quindi l'esodo rurale. Un aumento del
quantitativo di legname disponibile permetterebbe inoltre alle
industrie di trasformazione del legno di espandersi. In alcune zone
della Comunità già fortemente boschive, dove l'attività forestale è
bene organizzata, un vasto numero di posti di lavoro dipende
direttamente dalla silvicoltura (ad esempio, nel Land di
Baden-Württemberg si stima che 250.000 persone svolgano attività
connesse alle foreste).
12. Nel documento della Commissione "Prospettive per la politica agraria
comune (C0M(85)^ 333) è detto chiaramente che l'espansione della
silvicoltura può essere di vitale importanza per lo sviluppo
dell agricoltura comunitaria.
I terreni non più adibiti ad uso agricolo a seguito della crisi indotta
dalle eccedenze di produzione potrebbero venire afforestati.
La si Ivi coltura potrebbe rivelarsi adatta nelle parti meno produttive
delle aziende agricole, come già avviene nelle numerose aziende
agro-forestali. Lo sviluppo della foresta privata nelle aziende dovrebbe
quindi essere incoraggiato.
terreni agricoli marginali offrono condizioni ideali per La
silvicoltura. In tali zone esiste la possibilità di sviluppare colture a
breve termine ^per la produzione di pannelli pressati o per la
trasformazione in biomassa lignea, ovvero ancora per forme tradizionali di
produzione di legname, dove il proprietario deve attendere 15 o 20 anni
prima che l'investimento produca un reddito.
13. Per l'ampliamento delle superfici boschive, il primo problema da
affrontare è quello degli incentivi. Nella Comunità vengono attualmente
seguite due impostazioni: incentivi fiscali e regimi di aiuto.
14. In alcune regioni della Comunità gli incentivi dj carattere fiscale hanno
favorito una considerevole espansione della foresta privata. Sgravi
fiscali concessi dagli Stati membri alle società o ai privati che
investono nella silvicoltura potrebbero quindi rivelarsi di grande utilità
ai fini dell'espansione delle foreste.
15. Dati ^ i problemi creati dalle produzioni agricole eccedentarie, la-
Commissione sta esaminando la possibilità di sviluppare la silvicoltura
come alternativa all'agricoltura. In tale contesto, i costi di sostegno
dell'attività forestale vanno considerati in rapporto ai costi di sostegno
dell'agricoltura e a quelli di altre misure intese a sottrarre terreni
alla produzione agricola.
A lungo termine, L'azione agroforestale deve tendere allo sviluppo di un
settore autosufficiente, capace di sostenersi senza sovvenzioni onerose
(non si prevede di estendere alla silvicoltura un regime di sostegno dei
prezzi o altre misure esterne di protezione).
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Vari programmi di aiuto già offrono incentivi agli agricoltori per indurli
a sostituire le colture annuali con la silvicoltura. Tali programmi sono
intesi a consentire agli agricoltori di trarre dalla silvicoltura un
reddito regolare analogo a quello tratto dall'agricoltura. In alcuni casi
vengono concesse sovvenzioni per coprire i costi d'investimento necessari
per la creazione di nuove foreste. Aiuti, sia pure su scala limitata, sono
stati introdotti dal regolamento (CEE) n. 797/85 relativo al miglioramento
dell'efficienza delle strutture agrarie. Si tratta di aiuti agli
investimenti a favore degli agricoltori che si dedicano all'imboschimento
di superfici agricole o, nel caso dei terreni marginali, di indennità
annuali, Inoltre, in Francia e in Italia sono state sovvenzionate
(regolamento (CEE) n. 269/79) azioni forestali intese a proteggere il
suolo dall'erosione e a controllare il deflusso delle acque. Per
l’incentivazione dell'impianto di boschi nelle aziende agricole sono state
adottate misure specifiche in Grecia e in Irlanda e sono stati varati
programmi di sviluppo integrato in Francia e in Scozia.
Queste due impostazioni - eventualmente con modalità diverse - potrebbero
trovare una più ampia applicazione nella Comunità, nelle zone in cui le
produzioni agricole eccedentarie vengono sostituite dalla foresta.
16. L'afforestamento negli Stati membri è incoraggiato da incentivi fiscali o
dalla concessione di aiuti. Esso può essere incoraggiato anche mediante
un'azione comunitaria. L'accento va posto sugli strumenti maggiormente
adatti alle singole zone o ai singoli obiettivi.
La Comunità potrebbe avere un interesse diretto a finanziare tali
programmi, in quanto essi potrebbero ridurre i costi di bilancio inerenti
al sostegno dell'agricoltura. Nelle zone in cui si ritiene importante
favorire determinate essenze per motivi economici o ecologici, gli aiuti
potrebbero venire diversificati per offrire incentivi differenziati.
17. Lo sviluppo di un programma di azione comunitario nel settore forestale
richiederà un ulteriore approfondimento in materia di ricerca, statistiche
(a livello sia regionale sia nazionale) e informazione. Un considerevole
lavoro di ricerca è già stato fatto nell'ambito del programma "Legno in
quanto materia prima rinnovabile", che è stato recentemente prorogato per
un altro quinquennio. Esistono altri programmi, nei settori dell'energia,
dell'agricoltura e dell'ambiente, che comportano un elemento forestale.
Questi lavori potrebbero essere integrati da ricerche sulle essenze
tropicali e sugli impieghi alternativi del legno.
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18. Vari quesiti si pongono per quanto riguarda l'ampliamento della
superficie boschiva:
- Qual è il modo migliore per organizzare l'ampliamento della
superficie afforestata nella Comunità?
- A quali condizioni può la silvicoltura rappresentare un'alternativa
alle produzioni agricole eccedentarie?
Quali sarebbero gli effetti finanziari di una riconversione dei
terreni agricoli verso la silvicoltura?
- In che modo possono essere combinati gli sgravi fiscali e gli aiuti
per fornire incentivi efficaci allo sviluppo della silvicoltura?
- Come possono gli attuali fondi comunitari essere usati più
coerentemente in questo settore?
IV. Impiego ottimale delle foreste esistenti
19. Nonostante l'elevato livello delle importazioni nette comunitarie di
legno, soltanto una piccola parte delle foreste esistenti nella
Comunità è sfruttata in modo produttivo. Un aumento rilevante della
produzione potrebbe essere ottenuto con un investimento addizionale
relativamente modesto.
20. La produttività delle foreste dipende in parte dalla dimensione delle
aziende e dalla maggiore o minore contiguità e accessibilità delle
superfici boschive. Nelle regioni in cui le foreste sono
prevalentemente di proprietà dello Stato,, di enti parastatali o di
società, le parcelle sono sovente molto estese e le infrastrutture
facilitano una gestione efficiente.
Nel 60% delle foreste comunitarie di proprietà privata le parcelle
sono spesso di piccole dimensioni e disperse. La dimensione media dei
boschi privati è probabilmente di circa 8 ha, ma esistono notevoli
differenze strutturali tra gli Stati membri. Nel Regno Unito, dove
estese superfici boschive sono di proprietà di istituti di credito, la
dimensione media delle foreste private è molto maggiore di quanto non
sia in Francia, in Germania o in Italia, dove gran parte dei boschi fa
parte di aziende agricole.
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21. I maggiori ostacoli al miglioramento della produttività sono le piccole
dimensioni s la dispersione delle parcelle di foresta, la mancanza di
infrasi rotture adeguate e, di frequente, l'assenza di mercati per il
legno. ^ In una regione dove queste carenze sono particolarmente acute, gli
incentivi a sfruttare le risorse disponibili possono non essere
sufficienti a compensare i relativi costi. Al tempo stesso, è improbabile
che industrie utilizzatrici di legno, anche del tipo più semplice, vengano
impiantate dove vi è scarsa disponibilità di legname. La mancanza di un
mercato annulla qualsiasi incentivo a sfruttare le risorse forestali.
22. La situazione migliorerebbe se venissero create associazioni di produttori
forestali. Associazioni di questo genere, che forniscono servizi tecnici e
assistenza in materia di commercializzazione, già esistono in alcune
regioni della Comunità e si sono rivelate molto utili in Svezia e in
Finlandia. La creazione di tali associazioni, che potrebbero contribuire
all'elaborazione di piani di gestione per la foresta privata, dovrebbe
essere incoraggiata. La loro attività potrebbe essere integrata da quella
di ditte specializzate nel settore della silvicoltura, che potrebbero
essere sovvenzionate nell'ambito di programmi di aiuto alle piccole e
medie imprese, di natura tale da non incidere direttamente sui meccanismi
di formazione dei prezzi dell'industria del legno.
23. In alcune parti della Comunità, la mancanza di un'adeguata rete stradale
nelle zone boschive è di ostacolo all'utilizzazione ottimale delle risorse
forestali. La Comunità già sovvenziona la creazione di tali reti nelle
regioni mediterranee; potrebbe essere necessario estendere questi aiuti ad
altre regioni della Comunità.
24. Sbocchi adeguatamente ubicati e ragionevolmente stabili sono di grande
importanza ai fini di una maggiore produttività delle foreste. Ciò
presuppone, a sua volta, che i proprietari di boschi si impegnino a
fornire materia .prima all'industria e che l'industria si impegni ad
acquistare il legno. I grandi stabilimenti industriali, quali le fabbriche
di cellulosa, devono evidentemente poter contare su massicce forniture
provenienti da un'estesa superficie boschiva. #Ma anche le piccole
industrie, quali le segherie e le fabbriche di legno ricostituito,
necessitano di un rifornimento costante di materia prima. Dovrebbe essere
quindi incoraggiato il ricorso ad opportuni contratti di fornitura.
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25. Per favorire una maggiore produttività delle foreste è inoltre necessario
incoraggiare l'espansione delle industrie del legno. Ad esempio, a livello
comunitario, misure intese a migliorare la standardizzazione dei prodotti
della foresta sarebbero utili ai fini dello sviluppo degli scambi di
legname. Esiste già una direttiva comunitaria sul ravvicinamento delle
legislazióni degli Stati membri in materia di classificazione del legname
grezzo^ . Questa direttiva potrebbe essere integrata da disposizioni
intese ad eliminare le barriere tecniche che tuttora ostacolano gli scambi
di legname.
26. Queste proposte sono intese a favorire una maggiore redditività delle
foreste, ma è anche importante cercare di sviluppare le risorse boschive a
fini ambientali e ricreativi.
Potrebbe essere elaborato un codice di condotta ecologica per la gestione
della foresta, con finalità di tutela della fertilità a lungo termine del
terreno e del ruolo della foresta nel ciclo idrico, di conservazione della
flora, della fauna e del paesaggio boschivi, nonché di un'opportuna
diversificazione delle essenze. La Comunità già interviene in alcuni di
questi settori, ma l'intera questione dovrebbe essere disciplinata da un
codice di condotta completo.
Vi sono zone, ad esempio, dove le conifere proliferano in modo
preoccupante a detrimento delle latifoglie. E' possibile predisporre
programmi di aiuto, non particolarmente onerosi, per incoraggiare i
proprietari a impiantare alberi a foglie caduche. Tali programmi
potrebbero essere parzialmente inseriti nell'ambito della politica agraria
comune.
La creazione di riserve e parchi forestali, comuni in molti paesi,
valorizzerebbe le foreste europee in quanto centri ricreativi. Sovvenzioni
di modesta entità per la predisposizione delle necessarie infrastrutture
potrebbero trasformare molte superfici boschive in riserve naturali.
(1) Direttiva 68/89/CEE.
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27. Vari quesiti si pongono osr quanto riguarda l'impiego ottimale delle
foreste esistenti:
~ Come possono essere risotti i problemi inerenti alle piccole
dimensioni e alla dispersione delle parcelle boschive?
- Cosa può essere fatto per sviluppare le possibilità di mercato per il
legno e gli altri prodotti della foresta?
“ Come possono essere combinati e armoniosamente conseguiti questi
diversi obiettivi: maggiore produttività delle foreste, qualità
dell'ambiente, diversificazione delle essenze e foreste come centri
ricreativi?
V. Protezione delle foreste comunitarie
28. Nella Comunità te foreste sono gravemente danneggiate dall'inquinamento
atmosferico, dagli incendi, dalle malattie provocate da organismi
nocivi e, talvolta, da calamità naturali quali le tempeste e la
siccità.
La distruzione della foresta ha raggiunto proporzioni considerevoli nel
nord dell'Europa, specialmente in Germania e nella parte orientale
della Francia. Con il 50% delle foreste tedesche e, secondo recenti
notizie, il 40% delle foreste dei Vosgi (Alsazia e Lorena) danneggiati,
il futuro sviluppo economico di regioni dipendenti dalla silvicoltura e
del turismo è in pericolo. Queste, foreste si sono degradate ad una
velocità allarmante. Le cause del degrado e i relativi meccanismi non
sono del tutto noti, ma è unanimamente riconosciuto che uno dei
principali fattori è rappresentato dall'inquinamento atmosferico, in
particolare dalle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto.
29. La Commissione ha già presentato proposte intese a ridurre le emissioni
inquinanti da autoveicoli, ' da grandi impianti di combustione e da
impianti privati di riscaldamento centrale. Essa ha in programma di
avanzare ulteriori proposte in materia di limiti di velocità, emissioni
da autoveicoli diesel e da autocarri e, in un secondo tempo, emissioni
da altre importanti fonti, come indicato net documento C0M
opinione della Commissione che l'attuazione di queste proposte ridurrà
considerevolmente l'inquinamento atmosferico e il degrado delle foreste
che da questo probabilmente dipende.
Una proposta della Commissione per la creazione di un regolare
inventario delle foreste e di una rete di posti di osservazione è stata
presentata al Consiglio, ma i relativi lavori procedono molto
lentamente.
“ ® . / B . .
30. Gli incendi distruggono annualmente circa 120.000 ha di foreste nella
Comunità a dieci e, con l'ampliamento, questa cifra è destinata a più
che raddoppiare. Nel 1985, 300.000 ha di superficie boschiva sono
andati distrutti (più della superficie del Lussemburgo) e sono andate
perdute cinquanta vite umane oltre a considerevoli beni materiali.
La Commissione ha proposto misure intese a ridurre i rischi di incendio
nelle foreste e a potenziare le strutture antincendio negli Stati
membri. Tale proposta prevede aigti per la creazione di stazioni
antincendio, per il miglioramento delle attrezzature e per la
formazione di personale specializzato. La Commissione ritiene di vitale
importanza l'approvazione di tale proposta, che sta attualmente
incontrando resistenza da parte del Consiglio. Essa ritiene inoltre che
la portata dell'azione comunitaria in questo settore dovrebbe essere
ampliata. -
31. Le foreste comunitarie sono altresì esposte a danni biologici causati
da insetti o da malattie e la Comunità dovrebbe essere pronta a
intervenire rapidamente. Il comitato fitosanitario permanente, che si
riunisce regolarmente, viene consultato ogniqualvolta si constati un
potenziale danno biologico. La Comunità ha avviato vari progetti di
ricerca in questo settore. Potrebbero essere sviluppati nuovi sistemi
di cpntrollo per ridurre il rischio di introduzione di nuove malattie e
un'ulteriore ricerca specifica sulle malattie della foresta potrebbe
rivelarsi necessaria. Molto importante sarebbe l'adozione di un codice
di condotta sull'impoverimento genetico, fattore parzialmente
responsabile della sempre più debole resistenza delle foreste europee.
32. Esiste infine il problema delle conseguenze di condizioni climatiche
eccezionali; in particolare delle tempeste di vento. A questo proposito
la Comunità ha in passato posto un limite alle importazioni per ridurre
la pressione sul mercato provocata dall'improvviso aumento
dell'offerta. Ai fini di una maggiore efficacia di queste misure, va
presa in esame la possibilità di una più stretta collaborazione tra gli
Stati membri intesa ad alleggerire le tensioni del mercato che
potrebbero insorgere in tali circostanze.
33. Vari quesiti si pongono per quanto riguarda la protezione delle foreste
comunitarie:
- in che modo le foreste possono essere protette contro i danni
dell'inquinamento?
- Quali azioni devono essere intraprese per. ridurre i danni provocati
dagli incendi?
- Come può essere migliorato il sistema di controllo delle malattie e
dei danni causati dagli insetti?
Vi. La paesi in via di sviluppo
3 i’· D a t e che la Comunità è uno dei principali importatori di legno, in
particolare di essenze tropicali provenienti dai paesi in via di
sviluppo, un'azione comunitaria nel settore della silvicoltura non può
non tener conto di detti paesi»
La Comunità ha sottoscritto accordi di cooperazione, nell'ambito della
Convenzione di Lomé, con alcuni paesi fornitori africani, dei Caraibi
e del Pacifico (ACP). Tali accordi riguardano non soltanto gli scambi
commerciali, ma anche la cooperazione finanziaria e tecnica destinata
a tutelare e a sviluppare la foresta in quanto fattore primario del
miglioramento dell'ambiente e della lotta contro la desertificazione»
La Comunità è inoltre parte contraente dell’accordo internazionale sui
legni tropicali.
Attualmente, la foresta tropicale è eccessivamente sfruttata, con
gravi conseguenze per il clima e per la produzione agricola, nonché
per l'offerta di legname.
In un programma di azione forestale la Comunità dovrebbe tener conto
sia di questi accordi internazionali sia dei suoi stretti legami con
molti paesi in via di sviluppo.
35. Vari quesiti possono porsi per quanto riguarda la promozione della
silvicoltura nei paesi in via di sviluppo:
- Come può la Comunità mobilitare la propria capacità tecnica e
scientifica per arrestare il declino della foresta tropicale e
garantire una stabilità a lungo termine dell’offerta di essenze
tropicali?
- Come può la Comunità accelerare e migliorare i propri sforzi per
ridurre e - come obiettivo finale - prevenire la desertificazione
nei paesi in via di sviluppo?
- 13 -
Conclusioni
36. La Commissione è ansiosa di procedere a consultazioni quanto più ampie
possibile sulle questioni sollevate e sulle idee avanzate nel presente
documento - integrato dal più esauriente documento che lo accompagna.
Essa invita le altre istituzioni comunitarie e gli altri organismi
interessati a formulare le proprie osservazioni e i propri commenti. Sulla
base delle opinioni espresse nel corso del dibattito, la Commissione
presenterà le sue proposte prima dell'estate 1986.
La Commissione tiene a precisare che il presente documento non influirà
sulle conclusioni cui essa perverrà e che verrà tenuto pienamente conto
dei pareri espressi nel corso delle consultazioni.
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