CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE SIMONE ROZÈS
DEL 17 NOVEMBRE 1983 ( 1 )
Signor Presidente,
signori Giudici,
il Raad van Beroep di Amsterdam vi ha sottoposto, a norma dell'art. 177, 1o e 2° comma, del Trattato, quattro questioni pregiudiziali. L'organo giurisdizionale olandese vi chiede di pronunziarvi sull'interpretazione di talune disposizioni del regolamento del Consiglio 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità ( 2 ), e del relativo regolamento di attuazione 21 marzo 1972 ( 3 ). Dette questioni concernono principalmente l'art. 15, n. 1, lett. b) e c), del regolamento di attuazione, il quale stabilisce, ai fini dell'applicazione dell'art. 46, n. 2, lett. b), del regolamento base, i criteri secondo cui devono prendersi in considerazione i periodi assicurativi coincidenti.
Le parti nella causa principale, un ex operaio di cittadinanza tedesca che ha lavorato nei Paesi Bassi, Wilhelm J. Derks, e un ente previdenziale olandese, la Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging (in prosieguo: NAB), controvertono sulle modalità del calcolo, e quindi sull'importo, della prestazione contemplata dalla Wet op de Arbeidsongeschiktheidsverzekering (legge olandese sull'assicurazione contro l'inabilità al lavoro, in prosieguo: WAO) e che la NAB versa al Derks in base ai suddetti regolamenti. La controversia trae origine, fra l'altro, dal fatto che l'interessato ha maturato una parte dei periodi assicurativi da prendere in considerazione per il calcolo della prestazione quando vigeva l'«Invaliditeits-wet» (legge sull'assicurazione invalidità-vecchiaia degli operai), oggi sostituita dalla WAO, che contiene una disciplina notevolmente diversa. Avete già avuto modo di conoscere le difficoltà provocate da questo mutamento legislativo nell'ambito della causa Blottner/NAB, anch'essa originata da un rinvio pregiudiziale del Raad van Beroep di Amsterdam ( 4 ).
I —
Riassumo gli antefatti:
II Derks lavorava come operaio nei Paesi Bassi dal 7 giugno 1955 al 1° aprile 1971.
Dall'inizio fino al 31 dicembre 1964 egli versava cinquecento contributi settimanali, che coprivano integralmente questo periodo ( 5 ), a norma dell'«Invaliditeitswet». Questa legge faceva dipendere l'importo della prestazione dal numero dei periodi assicurativi maturati dal lavoratore. Essa costituiva quindi una normativa di tipo B, secondo la terminologia usata nel regolamento n. 3 ( 6 ) e che risulta comodo impiegare tuttora.
I casi disciplinati dalľ«lnvaliditeitswet» venivano liquidati con la «Liquidatiewet Invaliditeitswetten» (legge relativa alla liquidazione delle leggi sull'assicurazione contro l'invalidità) del 10 dicembre 1964, successivamente modificata. A norma di quest'ultima legge ( 7 ), dal 1o gennaio 1965 non si potevano più versare contributi in base all'«Invaliditeitswet», ma i lavoratori subordinati, come il Derks, coninuavano ad essere assicurati contro l'invalidità fino all'entrata in vigore della WAO ( 8 ).
Quest'ultima legge entrava in vigore il 1° luglio 1967 e il Derks restava affiliato al regime da essa istituito fino al 31 marzo 1971. La WAO costituisce una normativa di tipo A, ai sensi del regolamento n. 3, poiché l'importo della prestazione erogata in base alle sue disposizioni non dipende dalla durata dei periodi assicurativi maturati al momento in cui si verifica l'evento dannoso.
Durante la maggior parte del suo periodo di lavoro nei Paesi Bassi il Derks versava inoltre nella Repubblica federale di Germania contributi volontari in forza della «Arbeiterrentenversicherungs-Neu-regelung» (legge che innova la disciplina dell'assicurazione invalidità-vecchiaia degli operai), che costituisce una normativa di tipo B ( 9 ). Egli si assicurava nello Stato del quale ha la cittadinanza perché riteneva di poter fruire in tal modo di una pensione più elevata di quella che gli sarebbe spettata se si fosse affiliato al regime di assicurazione complementare del suo datore di lavoro olandese ( 10 ). L'assicurazione volontaria del Derks nella Repubblica federale di Germania copre due periodi: 1o gennaio 1957 - 31 dicembre 1966 e 1o gennaio - 31 dicembre 1968.
Dal 1o aprile 1971 ( 11 ) il Derks restava iscritto unicamente al regime obbligatorio tedesco di assicurazione contro l'invalidità.
L'8 ottobre 1976 egli diveniva inabile al lavoro.
Di conseguenza, egli chiedeva alla NAB una pensione d'invalidità a norma della WAO, che gli veniva attribuita dal 7 ottobre 1977 con provvedimento 31 maggio 1978. Questo provvedimento è basato sull'art. 45, n. 3, del regolamento n. 1408/71, il quale concerne l'ipotesi della normativa che, come la WAO, non stabilisca alcun requisito circa la durata dell'assicurazione, ma esiga che il lavoratore sia ad essa soggetto al momento in cui si avvera il rischio. Qualora, a questo momento, il lavoratore sia soggetto alla legislazione di un altro Stato membro — come nel caso del Derks, soggetto al regime previdenziale tedesco — l'art. 45, n. 3, dispone che la condizione dell'iscrizione si considera soddisfatta.
Poiché la pensione olandese poteva essere attributa all'interessato solo tenendo conto dei periodi assicurativi maturati nella Repubblica federale di Germania, la NAB applicava l'art. 46, n. 2, del regolamento n. 1408/71. Per calcolare l'importo effettivo di questa prestazione ai sensi della suddetta disposizione, sub b), essa determinava la durata dei periodi assicurativi maturati nei Paesi Bassi ( 12 ) rispetto alla durata complessiva dei periodi di assicurazione maturati nei Paesi Bassi e nella Repubblica federale di Germania ( 12 ).
I periodi 1o gennaio 1957 - 31 dicembre 1966 e 1o gennaio - 31 dicembre 1968, essendo coperti sia da un'assicurazione contemplata dalla normativa olandese sia da un'assicurazione disciplinata dalla legge tedesca, costituiscono periodi che si sovrappongono ai fini dell'applicazione delle norme di calcolo della prestazione dovuta dalla NAB. Pertanto, in conformità all'art. 46, n. 2, lett. d) ( 13 ), questo ente applicava l'art. 15 del regolamento n. 574/72.
Per quanto concerne il 1968, anno durante il quale il Derks era assicurato volontariamente nella Repubblica federale di Germania e obbligatoriamente nei Paesi Bassi, la NAB prendeva in considerazione solo l'assicurazione in quest'ultimo Stato, conformemente all'art. 15, n. 1, lett. b). Questo punto del provvedimento non è contestato.
II contrasto tra le parti nella causa principale riguarda pertanto l'arco di tempo compreso tra il 1o gennaio 1957 e la fine del 1966, in relazione al quale la NAB ha tenuto conto unicamente dei periodi assicurativi maturati nella Repubblica federale di Germania, escludendo quelli compiuti nei Paesi Bassi. A questo proposito essa si è basata sull'art. 15, n. 1, lett. c), a tenore del quale, quando un periodo assicurativo diverso da un periodo assimilato maturato sotto la legislazione di uno Stato membro coincida con un periodo assimilato ai sensi della normativa di un altro Stato membro, viene preso in considerazione soltanto il periodo diverso dal periodo assimilato.
La conclusione alla quale la NAB è pervenuta si basa quindi su due premesse:
— il periodo di assicurazione maturato in forza dell'«Invaliditeitswet» è un periodo assimilato;
— in caso di coincidenza di un periodo di assicurazione volontaria diverso da un periodo assimilato con un periodo di assicurazione obbligatoria assimilato, prevale il primo.
Il risultato è che l'importo della prestazione olandese attribuita all'interessato è inferiore di due terzi a quello che egli avrebbe ottenuto se fosse stato preso in considerazione il periodo assicurativo olandese.
La NAB ha inoltre dichiarato che il provvedimento di cui trattasi costituisce una decisione tipo.
Il Derks non accettava i criteri seguiti dall'ente previdenziale olandese e, il 6 luglio 1978, adiva il Raad van Beroep di Amsterdam sostenendo principalmente che il periodo 1o gennaio 1957 - 31 dicembre 1966 era, al pari del 1968, un periodo di assicurazione obbligatoria nei Paesi Bassi.
Il giudice adito, ritenuto che la soluzione della controversia dipenda dall'interpretazione dei regolamenti comunitari in materia di previdenza sociale dei lavoratori migranti, ha sospeso il procedimento e vi ha sottoposto le seguenti questioni pregiudiziali:
1.
Se per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, del regolamento n. 1408/71 un periodo di contribuzione a norma dell'«Invaliditeitswet» (legge olandese sull'assicurazione invalidità-vecchiaia degli operai) sia da considerare compiuto in base ad una legislazione ai sensi del combinato disposto degli artt. 1, lett. j), lett. r), e 94, n. 2, di detto regolamento.
2.
Se un periodo di contribuzione compiuto in base ad una legislazione ai sensi del combinato disposto delle lett. j) e r) dell'art. 1 suddetto costituisca un periodo non assimilato ai sensi dell'art. 15, n. 1 lett. c), del regolamento n. 574/72 oppure un periodo assimilato a norma della legislazione di uno Stato membro, ai sensi di quest'ultima disposizione.
3.
Se un periodo anteriore al 1o luglio 1967, per il quale non è stato pagato alcun contributo in base all' «Invaliditeitswet», ma nel quale è stato prestato lavoro subordinato come contemplato dall'allegato V, lett. H), sub 4a) del regolamento n. 1408/71 (nella versione in vigore al tempo del provvedimento impugnato), costituisca un periodo non assimilato ai sensi dell'art. 15, n. 1, lett. e), del regolamento n. 574/72 oppure un periodo assimilato a norma della legislazione di uno Stato membro, ai sensi di quest'ultima disposizione.
4.
Se, nel caso di coincidenza di un periodo di assicurazione obbligatoria assimilato in base alla legislazione di uno Stato membro con un periodo di assicurazione volontaria non assimilato, prevalga nell'ambito dell'art. 15 del regolamento n. 574/72 la questione «obbligatoria o volontaria» (n. 1, leu. b) o la questione «non assimilato o assimilato ai sensi della legislazione di uno Stato membro» (n. 1, leu. e)).
Osservo che le prime tre questioni hanno fra loro un punto in comune: esse concernono cioè la qualifica dei periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967.
II —
La prima questione è intesa ad accertare se i periodi di contribuzione maturati a norma dell'«Invaliditeitswet» siano da considerare compiuti in base ad una legislazione ai sensi del combinato disposto dell'art. 1, leu. j), leu. r), e dell'art. 94, n. 2, del regolamento n. 1408/71.
Per risolverla utilmente non bisogna dimenticare che essa è stata formulata non in maniera generica, ma relativamente all'applicazione del solo art. 46, n. 2, del regolamento n. 1408/71, e che questa disposizione è stata applicata quando la legge di cui trattasi non era più in vigore. Si deve inoltre tener presente che la questione non riguarda l'intero periodo anteriore all'entrata in vigore della WAO, ma soltanto la parte di questo periodo nella quale si potevano versare contributi in base all'«Invaliditeitswet», in altri termini fino al 31 dicembre 1964.
1.
Secondo la NAB, per l'eventuale presa in considerazione dei periodi contributivi maturati in base all' «Invaliditeitswet» ai fini dell'applicazione dell'art. 46, n. 2, del regolamento n. 14081/71, occorre far riferimento esclusivamente ai «periodi di lavoro subordinato e periodi assimilati compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967», di cui si fa menzione nell'allegato V, leu. H, n. 4, sub a), del suddetto regolamento. L'ente previdenziale olandese fa notare che questa nozione ha sostituito la nozione di «periodo di contribuzione» usata quando la legge era in vigore.
Non si potrebbe più parlare di periodo di contribuzione, dato che i contributi versati a norma dell'«Invaliditeitswet» sono stati interamente riscattati e i periodi maturati in base alla stessa legge sono stati capitalizzati, anche quando potevano attribuire il diritto a prestazioni d'invalidità.
Tuttavia, nelle relazioni internazionali, sopratutto per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, lett. b), del regolamento n. 1408/71 ( 14 ), era necessario determinare i periodi assicurativi maturati anteriormente all'entrata in vigore della WAO. Ciò è stato fatto con la circolare 8 marzo 1967, n. 315, del Sociale Verzekeringsraad (in prosieguo: SVR), il cui contenuto essenziale è stato riprodotto nella succitata disposizione dell'allegato V. In questa occasione la nozione di periodi di contribuzione è stata sostituita con quella di periodi di lavoro subordinato e periodi assimilati compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967. Quest'ultima nozione è nettamente più ampia della precedente.
Invero, quando vigeva l'«Invaliditeitswet» una parte notevole del periodo di lavoro subordinato non era considerato periodo assicurativo: per l'assicurazione contemplata dalla legge summenzionata era fissato un tetto retributivo; in generale, i periodi per i quali non erano stati versati contributi non potevano essere presi in considerazione come periodi assicurativi. Inoltre, a norma della menzionata circolare del SVR, i periodi di residenza nei Paesi Bassi sono considerati periodi di assicurazione, a meno che non sia dimostrato che durante tali periodi l'assicurato non ha svolto attività lavorativa subordinata in questo Stato. È assodato che l'espressione «periodi assimilati», di cui all'allegato V, leu. H, n. 4, sub a), si riferisce a questi periodi.
2.
A mio avviso, i rilievi della NAB sono esatti: ai fini dell'applicazione dell'art. 46, n. 2, si tiene conto non dei periodi contributivi maturati in forza dell'«Invaliditeitswet» — che corrispondono ad una fase ormai lontana del diritto olandese — ma dei periodi di lavoro subordinato e periodi assimilati contemplati dalla circolare n. 315 del SVR e presi in considerazione dalla citata disposizione dell'allegato V.
3.
La prima questione del Raad van Beroep deve pertanto leggersi come segue:
Se, per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, del regolamento n. 1408/71 i «periodi di lavoro subordinato e i periodi assimilati compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1° luglio 1967» si debbano considerare compiuti in base a una legislazione ai sensi del combinato disposto dagli artt. 1, lett. j), lett. r), e 94, n. 2 del suddetto regolamento.
3.1.
Mi sembra che la soluzione della prima parte di questa questione si possa già trovare nella vostra giurisprudenza:
Ricordo che l'art. 1, lett. j), del regolamento n. 1408/71 dispone che:
«il termine “legislazione” indica, per ogni Stato membro, le leggi, i regolamenti, le disposizioni statutarie e ogni altra misura di applicazione, esistenti o future, concernenti i settori e i regimi di sicurezza sociale di cui all'art. 4, paragrafi 1 e 2» ( 15 ).
Orbene, nella sentenza 9 giugno 1977, Blottner ( 16 ) avete considerato quanto segue:
«si tratta d'accertare se le parole “esistenti e future” abbiano per effetto di escludere dalla sfera d'applicazione della predetta definizione le norme che non erano in vigore alla data in cui furono emanati il regolamento in esame ed il suo regolamento d'applicazione, ...;
l'art. 51 del trattato contempla l'instaurazione di un sistema di previdenza sociale che garantisca ai lavoratori migranti il cumulo di tutti i periodi presi in considerazione dalle differenti legislazioni nazionali, sia per l'acquisto ed il mentenimento del diritto alle prestazioni, sia per il loro calcolo;
lo scopo di questo articolo non verrebbe raggiunto se il lavoratore perdesse la qualità d'assicurato ai sensi dei regolamenti in questione per il solo fatto che alla data d'emanazione dei suddetti regolamenti la legislazione nazionale cui il lavoratore era stato soggetto aveva ceduto il posto ad una disciplina diversa;
ne consegue che l'espressione “esistenti o future” non va interpretata nel senso di escludere norme che, dopo essere state in vigore in un periodo precedente, non lo erano più alla data d'emanazione dei suddetti regolamenti comunitari» ( 17 ).
3.2.
Anche la seconda disposizione citata nella questione, e cioè l'art. 1, lett. r), del regolamento n. 1408/71, milita, secondo me, a favore di una soluzione affermativa.
A tenore di questa disposizione,
«il termine “periodi di assicurazione” designa i periodi di contribuzione o di occupazione, quali sono definiti o riconosciuti come periodi di assicurazione della legislazione sotto la quale sono stati compiuti o sono considerati compiuti, nonché tutti i periodi assimilati nella misura in cui sono riconosciuti da tale legislazione come equivalenti ai periodi di assicurazione».
Poiché, ai fini dell'applicazione dell'art. 46, n. 2, le nozioni in uso all'epoca dell'«Invaliditeitswet» sono state sostituite con quelle menzionate nella circolare del SVR e nell'allegato V, leu. H, n. 4, sub a), ci si può riferire non più alle nozioni di cui alla «Invaliditietswet», legge nazionale in base alla quale sono stati maturati i periodi di cui trattasi, ma alle due citate fonti successive.
La soluzione della prima questione è quindi ovvia: dei periodi di lavoro subordinato e dei periodi assimilati maturati nei Peasi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967, ai sensi dell'allegato, costituiscono periodi di occupazione definiti dall'allegato e, rispettivamente, periodi assimilati dallo stesso considerati equivalenti a periodi assicurativi.
3.3.
Questa soluzione trova inoltre conforto nella terza disposizione menzionata dal Raad van Beroep, cioè l'art. 94, n. 2, del regolamento n. 1408/71, come risulta con sufficiente chiarezza dalla sua lettera :
«Ogni periodo di assicurazione ... compiuto sotto la legislazione di uno Stato membro prima della data di entrata in vigore del presente regolamento ... è preso in considerazione per la determinazione dei diritti acquisiti in conformità delle disposizioni del presente regolamento».
III —
In base alle considerazioni che precedono, e tenendo presente che i periodi contributivi non sono più da prendere in considerazione per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, in casi come quello di specie, la seconda questione, in cui si fa riferimento a questa nozione, diventa priva d'oggetto.
IV —
L'esame della terza questione sarà quindi sufficiente per stabilire se i periodi di lavoro subordinato ai sensi dell'allegato V, lett. H, n. 4, sub a), debbano essere considerati periodi non assimilati oppure periodi assimilati a norma della legislazione di uno Stato membro, ai sensi dell'art. 15, n. 1, lett. c), del regolamento n. 574/72.
1.
La Commissione propende per la prima soluzione.
Essa sostiene innanzitutto che i periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi precedentemente al 1o luglio 1967 non corrispondono alla nozione di periodi assimilati che si desume dall'art. 1, leu. r), del regolamento n. 1408/71. Secondo la definizione, articolata in tre punti, dei «periodi di assicurazione» che figura in questa disposizione, i periodi di lavoro subordinato rientrerebbero nella categoria dei periodi assicurativi diversi dai periodi assimilati. Questi ultimi, come si è visto, sono innanzitutto i «periodi ... di occupazione quali sono definiti o riconosciuti come periodi di assicurazione dalla legislazione sotto la quale sono stati compiuti».
La Commissione fa inoltre osservare che, a tenore dell'art. 1, lett. r), la qualifica di un periodo come «periodo assimilato» deve essere operata dalla normativa nazionale in materia, come voi avete dichiarato nella sentenza 5 dicembre 1967, Welchner ( 18 ). Orbene, l'allegato V, lett. H, n. 4, si applica solo al sistema di computo totale e ripartizione proporzionale contemplato dal regolamento n. 1408/71.
Essa sottolinea infine che i periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967 non possono costituire periodi assimilati ai sensi dell'art. 15 del regolamento di attuazione poiché l'art. 1, lett. r), dispone che i periodi assimilati sono considerati periodi di assicurazione. Di conseguenza, se il legame stabilito dall'allegato V tra i periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi prima del luglio 1967 e i periodi maturati in forza della WAO fosse un semplice legame di assimilazione, il suddetto allegato non avrebbe senso. Si tratterebbe pertanto di un legame di natura diversa. I periodi di cui trattasi dovrebbero invero essere considerati come maturati in forza della WAO, ai sensi del secondo punto della definizione di cui all'art. 1, lett. r) ( 19 ).
Secondo me, questi argomenti, che si basano tutti sul rinvio alla normativa in forza della quale i periodi di cui trattasi sono stati compiuti o si considerano compiuti — e quindi alla normativa olandese vigente prima del 1o luglio 1967 — non tengono conto del fatto che, per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, tale rinvio non ha più senso ( 20 ).
Occorre pertanto riferirsi unicamente all'allegato V, lett. H, n. 4, sub a).
2.
Per stabilire se i periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1° luglio 1967 costituiscano o no periodi assimilati ai sensi dell'art. 15, n. 1, lett. e), del regolamento n. 574/72, mi richiamerò alla definizione, articolata in tre punti, di cui all'art. 1, leu. r), del regolamento base, dei periodi di assicurazione ( 21 ).
È utile a questo punto citare letteralmente l'allegato V, lett. Η, η. 4, sub a), del regolamento n. 1408/71:
«per l'applicazione dell'art. 46, paragrafo 2, del regolamento sono considerati periodi di assicurazione compiuti sotto la legislazione olandese relativa all'assicurazione contro l'incapacità al lavoro ( 22 ) anche i periodi di lavoro subordinato e i periodi assimilati compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967».
Se si confronta questo testo con quello dell'art 1, leu. r), precitato, si deve necessariamente concludere che il legame stabilito dall'allegato V tra i periodi di lavoro compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1° luglio 1967 e la WAO non è un legame di assimilazione ai sensi del terzo punto della definizione dei periodi di assicurazione. I suddetti periodi, essendo considerati come compiuti a norma della WAO, rientrano nella seconda categoria di periodi assicurativi definita dall'art. 1, leu. r), del regolamento n. 1408/71.
V —
La quarta questione del Raad van Beroep si pone soltanto qualora si considerino i periodi di lavoro compiuti nei Paesi Bassi prima del 1o luglio 1967, periodi assimilati ai sensi dell'art. 15, n. 1, leu. e), del regolamento di attuazione. Poiché, a mio avviso, così non è, esaminerò questa questione solo per il caso in cui non doveste condividere il mio punto di vista.
Il giudice olandese chiede se, in caso di coincidenza di un periodo assimilato (ai sensi dell'art. 15, n. 1, lett. c) di assicurazione obbligatoria (ai sensi dell'art. 15, n. 1, leu. b) con un periodo non assimilato (ai sensi della leu. e) di assicurazione facoltativa (ai sensi della leu. b), debba prevalere il carattere assimilato o il carattere obbligatorio.
Ricordo che nella fattispecie il periodo di assicurazione volontaria non assimilato è il periodo assicurativo maturato dal Derks nella Repubblica federale di Germania, mentre il periodo di assicurazione obbligatoria assertivamente assimilato è il periodo di lavoro subordinato nei Paesi Bassi. Questi due periodi vanno dal 1° gennaio 1957 al 31 dicembre 1966.
1.
Per la NAB, l'ordine di precedenza dei periodi che possono essere presi in considerazione in casi del genere è il seguente:
— periodi di assicurazione obbligatoria;
— periodi di assicurazione volontaria che, al pari dei periodi di assicurazione obbligatoria, danno luogo al versamento di contributi; in entrambi i casi trattasi di periodi di assicurazione effettiva;
— periodi assimilati.
Secondo l'ente previdenziale olandese, pertanto, la distinzione più importante da operare fra le varie categorie di periodi assicurativi non è la distinzione fra periodi obbligatori e periodi volontari, ma quella fra periodi di assicurazione effettiva ( 23 ) — che può essere obbligatoria o volontaria — e periodi assimilati.
Nel sistema dell'art. 15, n. 1, del regolamento n. 574/72, la lett. b) si riferirebbe soltanto alla coincidenza di veri e propri periodi di assicurazione, obbligatoria in uno Stato membro e facoltativa nell'altro, e non riguarderebbe affatto i periodi assimilati.
La lett. c) dello stesso paragrafo disciplinerebbe, dal canto suo, una situazione del tutto diversa da quella di cui alla lettera precedente. Queste due disposizioni dovrebbero essere esaminate indipendentemente l'una dall'altra. La lett. c) si riferirebbe alla coincidenza di periodi assimilati e veri e propri periodi di assicurazione — che può essere obbligatoria o volontaria — e l'espressione «diverso da un periodo assimilato» comprenderebbe entrambe le categorie.
Un'altra prova della prevalenza della distinzione «diverso da un periodo assimilato - assimilato» sulla distinzione «obbligatoria - volontaria» sarebbe fornita dalla lett. d) dello stesso paragrafo, che disciplina la coincidenza di due periodi assimilati. Infatti, per determinare il periodo da prendere in considerazione in questa ipotesi non si terrebbe alcun conto del carattere obbligatorio o volontario. D'altronde, per la NAB, nella lett. a), come nella lett. b), l'espressione «assicurazione obbligatoria» è riferita esclusivamente ai periodi non assimilati.
2.
A mio avviso, questo punto di vista non può essere accolto.
Esso può essere esatto, come ammette la stessa NAB, solo se si attribuisca all' espressione «periodi di assicurazione», di cui all'art. 15, n. 1, lett. b) e d), del regolamento n. 574/72, un significato più ristretto — nel senso che essa non si riferirebbe ai periodi assicurativi assimilati — di quello che essa ha nell'art. 1, lett. r), del regolamento n. 1408/71.
2.1.
Orbene, mi sembra che questa interpretazione debba essere esclusa.
Innanzitutto, come sapete, ai fini dell'applicazione del regolamento n. 574/72 i termini usati in questo regolamento e definiti nell'art. 1 del regolamento n. 1408/71 hanno il significato attribuito loro in questo articolo ( 24 ).
Inoltre, nulla giustifica l'attribuzione agli stessi termini (periodi di assicurazione), nel sistema dell'art. 15, n. 1, di un significato diverso a seconda che ci si riferisca alle lett. b) e d) o alla lett. c) di questa disposizione.
2.2.
Infine, questo modo di vedere è in contrasto con l'analisi sistematica dell'art. 15, n. 1; dall'ordine logico di questa disposizione risulta che essa fa prevalere la distinzione «periodi di assicurazione obbligatoria - periodi di assicurazione volontaria».
In generale si possono distinguere, dal punto di vista del criterio «periodi di assicurazione effettiva - periodo di assicurazione volontaria», tre ipotesi di coincidenza di periodi: coincidenza di un periodo di assicurazione obbligatoria — assimilato o diverso da un periodo assimilato — con un periodo di assicurazione volontaria, coincidenza di due periodi di assicurazione obbligatoria e coincidenza di due periodi d'assicurazione volontaria.
Per la prima ipotesi l'art. 15, n. 1, lett. b), dà la precedenza ai periodi maturati in base all'assicurazione obbligatoria.
Nel caso della coincidenza di due periodi di assicurazione obbligatoria si possono concepire teoricamente tre possibilità: coincidenza di due periodi assicurativi diversi da periodi assimilati, coincidenza di un periodo diverso da un periodo assimilato con un periodo assimilato e coincidenza di due periodi assimilati. In pratica, però, possono verificarsi soltanto le ultime due possibilità, poiché l'art. 13, n. 1, del regolamento n. 1408/71 dispone che il lavoratore cui si applica il regolamento è soggetto alla normativa di un solo Stato membro. Queste due possibilità sono per l'appunto quelle contemplate dalle leu. e) e, rispettivamente, d), del paragrafo in esame.
Infine, la coincidenza di due periodi di assicurazione volontaria è anch'essa teorica, dato che l'art. 15, n. 2, secondo trattino, del regolamento n. 1408/71 fa obbligo all'interessato di optare per l'uno o per l'altro.
2.3.
Inoltre, e forse soprattutto, la tesi della NAB sembra incompatibile con lo scopo perseguito dagli artt. 48-51 del Trattato e dei regolamenti comunitari in materia previdenziale. Infatti, qualora, in caso di coincidenza tra un periodo di lavoro subordinato compiuto nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967 — anche se considerato come periodo assimilato — e un periodo di assicurazione volontaria nella Repubblica federale di Germania, si dovesse prendere in considerazione quest'ultimo, il lavoratore interessato percepirebbe meno di quanto gli spetterebbe non solo se venisse preso in considerazione il periodo olandese, ma anche se non avesse versato contributi volontari in Germania.
Siffatta conseguenza sembra contrastare con i principi della vostra giurisprudenza in materia di previdenza sociale dei lavoratori migranti, di cui mi limiterò a citare talune recentissime sentenze. Nella sentenza 10 marzo 1983 ( 25 ) avete ricordato che, «conformemente agli art. 48 e 51 del Trattato, i regolamenti nn. 1408/71 e 574/72 del Consiglio hanno in particolare lo scopo di evitare che il lavoratore migrante, spostandosi da uno Stato membro all'altro ... si trovi ... svantaggiato rispetto alla situazione di cui potrebbe godere se avesse sempre lavorato in un solo Stato membro» ( 26 ).
Analogamente, nella sentenza 15 settembre 1983 ( 27 ) avete dichiarato che «l'obiettivo perseguito dagli art. 48-51 del Trattato non sarebbe ... raggiunto qualora l'applicazione di tale normativa ( 28 ) comportasse la soppressione o la riduzione dei vantaggi previdenziali ottenuti esclusivamente dalla legge di uno Stato membro» ( 29 ).
Per questi motivi, propongo, in subordine, di risolvere la quarta questione nel senso che in caso di coincidenza di un periodo assimilato di assicurazione obbligatoria con un periodo non assimilato di assicurazione facoltativa prevale il carattere obbligatorio.
Ricapitolando, suggerisco che, come soluzione delle questioni pregiudiziali sollevate dal Raad van Beroep di Amsterdam nella causa fra il Derks e la Nieuwe Algemene Bedrifsvereniging, dichiariate quanto segue :
1.
Per l'applicazione dell'art. 46, n. 2, del regolamento n. 1408/71, i periodi di lavoro subordinato e i periodi assimilati compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967 si devono considerare compiuti in base ad una legislazione ai sensi del combinato disposto dall'art. 1, lett. j), lett. r), e dell'art. 94, n. 2, del suddetto regolamento.
2.
I periodi di lavoro subordinato compiuti nei Paesi Bassi anteriormente al 1o luglio 1967 costituiscono periodi assicurativi diversi da periodi assimilati ai sensi dell'art. 15, n. 1, lett. c), del regolamento n. 574/72.
3.
Non occorre risolvere l'ultima questione del Raad van Beroep.
Aggiungo, tuttavia, in subordine:
in caso di coincidenza di un periodo assimilato (ai sensi della lett. c) dell'art. 15, n. 1, del regolamento n. 574/72) di assicurazione obbligatoria (ai sensi della lett. b) della stessa disposizione) con un periodo non assimilato (ai sensi della lett. c)) di assicurazione facoltativa (ai sensi della lett. b)), prevale il carattere obbligatorio.
( 1 ) Traduzione dal francese.
( 2 ) Regolamento n. 1408/71, GUČE L 149 del 5. 7. 1971, pag. 2, nella versione codificata pubblicata nella GUCE C 138 del 9. 6. 1980, pag. 1.
( 3 ) Regolamento n. 574/72, GUCE L 74 del 27. 3. 1972, pag. 1, nella versione codificata pubblicata nella GUCE C 138 del 9. 6. 1980, pag. 65.
( 4 ) Sentenza 9 giugno 1977, causa 109/76, Racc. pag. 1141.
( 5 ) Risposta della NAB ad un quesito postole in udienza.
( 6 ) Relativo alla previdenza sociale dei lavoratori migranti, emanato dal Consiglio della Comunità economica europea il 25 settembre 1958.
( 7 ) Art. 3, n. I.
( 8 ) Infatti, a norma dell'art. 10 della «Liquidatiewet Invali-diteitswetten» l'art. 71 dell'« Invaliditeitswet» divenne caduco, tranne nella parte in cui attribuiva il diruto a una pensione per invalidità sopravvenuta anteriormente al 1o luglio 1967 e per la quale fosse stata presentata domanda entro il 1o luglio 1969.
( 9 ) Allegato III del regolaménto n. 1408/71.
( 10 ) Com'è dichiarato nel ricorso contro il provvedimento della NAB.
( 11 ) Data in cui si deve ritenere ch'egli abbia ripreso a svolgere un'attività lavorativa subordinata nella Repubblica federale di Germania.
( 12 ) O periodi equiparati.
( 13 ) Che recita: «Per l'appiicazione delle norme di calcolo di cui al presente paragrafo, le modalità di computo dei periodi che si sovrappongono sono fissate nel regolamento di applicazione di cui all'art. 97».
( 14 ) Circolare del SVR, pag. 2, punto 2.
( 15 ) Nei nn. 1 e 2 dell'art. 4 sono descritti, come sapete, i settori di previdenza sociale ai quali si applica il regolamento.
( 16 ) Gia citata.
( 17 ) Punti 10-13 della motivazione. Racc. 1977, pag. 1149
( 18 ) Causa 14/67, Landesversicherungsanstalt Rheinland-Pfalz/Joseph Welchner, Racc. pag. 391, in particolare pag. 399.
( 19 ) «Periodi ... di occupazione quali sono definiti o rico-nosciuti come perìodi di assicurazione dalla legislazione sotto la quale ... sono considerati compiuti».
( 20 ) Questo spiega perché io propongo una soluzione di-versa da quella della sentenza Welchner, che innanzitutto concerneva l'interpretazione del regolamento n. 3 — il quale non conteneva disposizioni analoghe all'allegato V, lett. H, n. 4, sub a), del regolamento n. 1408/71 — e inoltre riguardava non la normativa olandese, ma la legislazione tedesca.
( 21 ) Intendo evidentemente il rinvio, operato in questa di-sposizione, alla legislazione sotto la quale sono stati maturati i periodi assicurativi — nel caso di specie all' Invaliditeitswet« — come un rinvio all'allegato V, leti H, n. 4, sub a)
( 22 ) Vale a dire la WAO.
( 23 ) In altri termini, periodi diversi dai periodi assimilati.
( 24 ) Art. 1, lett. c), del regolamento n. 574/72.
( 25 ) Terza Sezione, causa 232/82, Baccini/Officc national de l'emploi, Race. pag. 583.
( 26 ) Punto 17 della motivazione.
( 27 ) Terza Sezione, causa 279/82, Leo Jerzak/Bundesknappschaft, Verwaltungsstelle Aachen, Race. 1983, pag. 2603.
( 28 ) I regolamenti comunitari relativi alla previdenza sociale dei lavoratori migranti.
( 29 ) Punto 11 della motivazione. Nella fattispecie ι vantaggi che sarebbero in tal guisa ridotti sono quelli che spetterebbero al Derks in ragione del periodo lavorativo compiuto nei Paesi Bassi dal 1° gennaio 1957 al 31 dicembre 1966 se egli non avesse versato contributi volontari nel suo paese d'origine nel corso dello stesso periodo.
Full & Egal Universal Law Academy