Conclusioni dell avvocato generale
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Signor Presidente,
signori Giudici,
1 . Con il presente ricorso per inadempimento la Commissione chiede alla Corte di dichiarare che la Repubblica federale di Germania è venuta meno, in fatto di libera prestazione di servizi da parte degli avvocati, agli obblighi impostile dal trattato CEE e dalla direttiva del Consiglio, del 22 marzo 1977, 77/249/CEE ( 1 ) .
I - Il diritto comunitario vigente
2 . La direttiva n . 77/249/CEE, adottata dal Consiglio a norma degli artt . 57 e 66 del trattato, mira a facilitare l' esercizio effettivo della libera prestazione dei servizi da parte degli avvocati .
3 . Dato che detta libertà scaturisce direttamente dal trattato CEE e, in particolare, dall' art . 59 dello stesso, la direttiva dev' essere interpretata alla luce delle disposizioni del trattato la cui attuazione essa mira a facilitare .
a ) Le disposizioni del trattato
4 . Ai termini del 1° comma dell' art . 59 del trattato, l' abolizione delle restrizioni della libera prestazione dei servizi all' interno della Comunità si estende a tutti i servizi forniti dai cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità diverso da quello del destinatario della prestazione . A norma dell' art . 60, 1° comma, sono considerate servizi le prestazioni fornite normalmente dietro retribuzione, in quanto non siano disciplinate dalle disposizioni relative alla libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone .
5 . Questa definizione delimita il settore della libera prestazione dei servizi, con riserva, tuttavia, dell' art . 61 e degli artt . 55 e 56, cui rinvia l' art . 66 . Inoltre la sfera di applicazione degli artt . 59 e 60 è definita in funzione del luogo di stabilimento o di residenza del prestatore di servizi e del destinatario della prestazione .
6 . L' art . 60, 3° comma, aggiunge : "Senza pregiudizio delle disposizioni del capo relativo al diritto di stabilimento, il prestatore può, per l' esecuzione della sua prestazione, esercitare, a titolo temporaneo, la sua attività nel paese ove la prestazione è fornita, alle stesse condizioni imposte dal paese stesso ai propri cittadini ".
7 . Secondo la costante giurisprudenza della Corte, gli artt . 59 e 60 del trattato sono divenuti direttamente efficaci alla scadenza del periodo transitorio, senza che la loro efficacia sia subordinata alla previa armonizzazione o coordinazione delle legislazioni degli Stati membri ( 2 ) . Dette disposizioni richiedono l' abolizione non solo di ogni discriminazione che colpisca il prestatore a causa della sua cittadinanza, ma anche di ogni restrizione della libera prestazione dei servizi che gli sia imposta per il fatto che è stabilito in uno Stato membro diverso da quello in cui la prestazione dev' essere fornita ( 3 ) .
8 . Per quanto riguarda il principio del trattamento nazionale stabilito dall' art . 60, 3° comma, la Corte ha affermato che detta disposizione, anche se ha lo scopo di "rendere possibile al prestatore di servizi l' esercizio della propria attività nello Stato membro destinatario della prestazione, senza alcuna discriminazione nei confronti dei cittadini di tale Stato (...) non implica tuttavia che qualsiasi disciplina nazionale che si applichi ai cittadini di tale Stato e si riferisca normalmente ad un' attività permanente delle imprese stabilite in tale Stato possa essere integralmente applicata anche ad attività di carattere temporaneo esercitate da imprese aventi sede in altri Stati membri" ( sentenza Webb, punto 16 ).
9 . Nella stessa sentenza ( punto 17 ) la Corte ha ammesso che, "tenuto conto delle speciali caratteristiche di talune prestazioni di servizi, non si possono considerare incompatibili col trattato talune condizioni specifiche, eventualmente imposte al prestatore di servizi, che siano giustificate dall' applicazione di norme relative a questo tipo di attività" ( vedasi anche la sentenza Van Wesemael, punto 28 ).
10 . La Corte ha tuttavia aggiunto che "la libera prestazione dei servizi, in quanto principio fondamentale sancito dal trattato, può venire limitata solamente da norme giustificate dal pubblico interesse e obbligatorie nei confronti di tutte le persone e le imprese che esercitino la propria attività sul territorio di tale Stato, nella misura in cui tale interesse non risulti garantito dalle norme alle quali il prestatore di servizi è soggetto nello Stato membro in cui è stabilito" ( principio dell' equivalenza ) ( sentenza Webb, punto 17; vedasi anche sentenza Van Wesemael, punti 28, 29 e 30 ).
11 . Inoltre, le condizioni stabilite dalla normativa nazionale devono essere "obiettivamente necessarie al fine di assicurare l' osservanza delle norme professionali e di garantire la tutela degli interessi da queste perseguita", come la Corte ha precisato nella sentenza 4 dicembre 1986 in materia di libera prestazione dei servizi nel settore delle assicurazioni ( 4 ) . Nella stessa sentenza la Corte ha aggiunto la condizione "che lo stesso risultato non possa essere ottenuto mediante provvedimenti meno drastici" ( punto 29 ).
12 . Conformemente a questi criteri, la Corte ha seguito, in quest' ultima sentenza, un iter articolato nei seguenti punti :
1 ) determinazione dell' esistenza di un interesse che giustifichi talune restrizioni della libera prestazione dei servizi di cui trattasi;
2 ) accertamento del se il pubblico interesse non sia già garantito dalle leggi dello Stato di stabilimento;
3 ) analisi del provvedimento restrittivo al fine di stabilire se esso sia oggettivamente necessario e se lo stesso risultato non fosse ottenibile con norme meno drastiche .
b ) La direttiva 77/249/CEE
13 . L' art . 63 del trattato prescrive l' elaborazione di un "programma generale" per la soppressione delle restrizioni della libera prestazione dei servizi all' interno della Comunità durante il periodo transitorio . Detto programma è stato approvato con decisione del Consiglio 18 dicembre 1961 ( 5 ) e la sua realizzazione doveva essere garantita mediante direttive .
14 . Delle direttive adottate, talune sono destinate ad abolire, durante il periodo di transizione, le restrizioni delle libera prestazione dei servizi, altre mirano ad inserire nelle legislazioni degli Stati membri un complesso di disposizioni destinate ad agevolare l' esercizio effettivo di detta libertà, in particolare mediante il reciproco riconoscimento di qualifiche professionali e il coordinamento delle norme relative all' esercizio delle attività indipendenti ( artt . 57, 63 e 66 ).
15 . In quest' ultima categoria rientra, per l' appunto, la direttiva n . 77/249/CEE, relativa alla libera prestazione dei servizi da parte degli avvocati ( in prosieguo : direttiva ).
16 . A norma della direttiva ( art . 2 ), l' esercizio effettivo della libertà di cui trattasi presuppone in primo luogo che ogni Stato membro riconosca la qualifica di avvocato alle persone che esercitano detta professione nei vari Stati membri con una delle denominazioni menzionate nell' art . 1, n . 2 . I presupposti di siffatto reciproco riconoscimento, al pari dell' esercizio della libertà di prestazione dei servizi, sono definiti negli artt . 3 e seguenti della direttiva .
17 . Per quanto riguarda specificamente le attività relative alla rappresentanza e alla difesa di un cliente in giudizio o dinanzi alle autorità pubbliche, l' art . 4, n . 1, stabilisce che dette attività "sono esercitate in ogni Stato membro ospitante alle condizioni previste per gli avvocati stabiliti in questo Stato, ad esclusione di ogni condizione di residenza o d' iscrizione ad un' organizzazione professionale nello stesso Stato ". E il n . 2 dello stesso articolo aggiunge che l' avvocato prestatore di servizi "rispetta le regole professionali dello Stato membro ospitante, fatti salvi gli obblighi cui è soggetto nello Stato membro di provenienza ".
18 . Nel presente procedimento per inadempimento la questione principale è incentrata sull' interpretazione dell' art . 5, 2° trattino, della direttiva, che dispone quanto segue :
"Per l' esercizio delle attività relative alla rappresentanza e alla difesa in giudizio di un cliente, ogni Stato membro può imporre agli avvocati di cui all' art . 1 :
- (...)
- di agire di concerto con un avvocato che eserciti dinanzi alla giurisdizione adita e che sarebbe in caso di necessità responsabile nei confronti di tale giurisdizione (...)".
19 . Il fatto che la Commissione invochi detta disposizione a fondamento delle sue censure nei confronti della Repubblica federale di Germania fa sorgere, come vedremo meglio in seguito, varie questioni interpretative : in primo luogo, la definizione dell' ambito di applicazione dell' obbligo di "agire di concerto"; in secondo luogo, la determinazione dei tipi o delle modalità di concertazione che possono essere stabiliti dallo Stato membro che decida di imporre detto obbligo .
II - La normativa nazionale
20 . La Repubblica federale di Germania ha attuato la direttiva mediante la legge 16 agosto 1980 ( in prosieguo : "legge d' attuazione "), che disciplina le attività degli avvocati prestatori di servizi .
21 . L' art . 4 di detta legge ( unitamente a varie disposizioni delle leggi procedurali e alle leggi sull' esercizio della professione d' avvocato e sulla rappresentanza in giudizio ) costituisce oggetto del ricorso per inadempimento .
22 . Il suddetto articolo, che riguarda la rappresentanza e la difesa in giudizio da parte di avvocati prestatori di servizi, è redatto come segue :
"1 ) Le persone menzionate nell' art . 1, n . 1 ( 6 ) , possono rappresentare o difendere un cliente in procedimenti giudiziari e in procedimenti amministrativi riguardanti illeciti penali, infrazioni minori, infrazioni disciplinari o inadempimenti degli obblighi professionali soltanto se agiscono di concerto con un avvocato che sia egli stesso mandatario ad litem o difensore . Possono inoltre intervenire nella trattazione orale o all' udienza solo se accompagnate da un avvocato; visitare in qualità di difensore un detenuto solo se accompagnate da un avvocato e corrispondere con un detenuto solo per il tramite di un avvocato .
2 ) La concertazione prescritta dal n . 1 dev' essere provata ogni volta che un atto è compiuto . Sono nulli gli atti delle persone menzionate nell' art . 1, n . 1, che siano compiuti in spregio del n . 1 o relativamente ai quali la prova della concertazione non venga fornita al momento del loro compimento . Durante la trattazione orale o all' udienza si considera sussistere effettivamente concertazione se l' atto non è immediatamente revocato o modificato dall' avvocato .
3 ) Nei casi in cui sia prescritta la rappresentanza da parte di avvocati iscritti nell' albo dell' organo giurisdizionale adito, si deve applicare per analogia l' art . 52, n . 2, della Bundesrechtsanwaltsordnung" ( legge federale che disciplina la professione legale ).
23 . L' art . 52, nn . 1 e 2, della "Bundesrechtsanwaltsordnung" ( in prosieguoi : "BRAO ") stabilisce, per quanto riguarda i casi di rappresentanza obbligatoria da parte di un avvocato, che :
"1 ) Nei casi in cui la rappresentanza da parte di un avvocato è obbligatoria, l' avvocato mandatario ad litem può delegare detta rappresentanza solo ad un avvocato che a sua volta possa essere mandatario ad litem .
2 ) L' avvocato mandatario ad litem dinanzi al tribunale adito può, durante la trattazione orale, delegare ad un avvocato che non possa a sua volta essere mandatario ad litem il compito di esporre, con la sua assistenza, i diritti del suo cliente ."
III - L' oggetto della controversia
24 . Nel corso della fase precontenziosa della controversia, descritta nella relazione d' udienza, la Commissione, non ritenendo soddisfacenti le osservazioni presentate dal governo della Repubblica federale di Germania, ha tenuto ferme, essenzialmente, tutte le censure da essa formulate .
25 . Le critiche della Commissione possono essere raggruppate in tre categorie .
1 ) La portata dell' obbligo di agire di concerto
a ) La legge d' attuazione obbliga gli avvocati prestatori di servizi ad agire di concerto con un avvocato tedesco, anche nei casi in cui il diritto tedesco non impone l' assistenza obbligatoria dell' avvocato ( art . 4, n . 1, della legge d' attuazione ).
b ) La legge d' attuazione estende la portata dell' obbligo della concertazione ai contatti con i detenuti anche quando l' assistenza dell' avvocato non è obbligatoria;
2 ) le modalità dell' obbligo di agire di concerto ( art . 4, nn . 1 e 2 )
a ) L' avvocato tedesco con il quale l' avvocato prestatore di servizi deve agire di concerto deve essere a sua volta mandatario ad litem o difensore nell' ambito del procedimento .
b ) l' avvocato prestatore di servizi :
- non può intervenire nella trattazione orale o all' udienza se non è accompagnato dall' avvocato tedesco;
- non può, in qualità di difensore, visitare un detenuto se non è accompagnato dall' avvocato tedesco, e può corrispondere con un detenuto soltanto tramite detto avvocato tedesco;
c ) La concertazione dev' essere provata ogni volta che un atto è compiuto; gli atti dell' avvocato prestatore di servizi, che siano compiuti in spregio delle disposizioni di legge sulla concertazione, o al compimento dei quali non sia fornita la prova della concertazione, sono nulli; durante la trattazione orale o all' udienza si considera sussistere concertazione se l' atto non è immediatamente revocato o modificato dall' avvocato tedesco .
3 ) L' applicazione per analogia dell' art . 52, n . 2, della BRAO, prescritta dall' art . 4, n . 3, della legge d' attuazione
nei casi in cui è necessario che la rappresentanza sia assunta da avvocati iscritti nell' albo dell' organo giurisdizionale adito ( principio della territorialità della rappresentanza in giudizio ), l' avvocato prestatore di servizi ha il diritto di presentare osservazioni nel corso della trattazione orale soltanto se assistito da un avvocato tedesco iscritto presso detto tribunale .
26 . Sottolineo solamente che il governo federale, nella risposta al parere motivato, pur difendendo la sua interpretazione della direttiva, si è dichiarato disposto ad esaminare la possibilità di prescrivere la concertazione contemplata dall' art . 5 della direttiva soltanto nei procedimenti in cui siano obbligatorie per legge la rappresentanza o la difesa da parte di un avvocato e a riesaminare la sua normativa su taluni punti relativi alle modalità della concertazione .
IV - Analisi delle censure della Commissione
A - Sulla portata dell' obbligo di "agire di concerto" con un avvocato nazionale
a ) I casi in cui l' assistenza dell' avvocato non è obbligatoria
27 . La Commissione sostiene che le disposizioni dell' art . 4, n . 1, della legge d' attuazione sono incompatibili con il diritto comunitario in quanto impongono la concertazione con un avvocato tedesco in procedimenti giudiziari e in procedimenti dinanzi alle autorità amministrative esercitanti competenze d' ordine giurisdizionale per i quali il diritto nazionale non prescrive l' assistenza obbligatoria dell' avvocato .
28 . Secondo la Commissione, dall' art . 5, secondo trattino, della direttiva emerge che detto obbligo può essere imposto soltanto nei casi in cui ai singoli non sia consentito provvedere da sè alla loro rappresentanza o alla loro difesa . Il governo tedesco sostiene invece che la disposizione di cui trattasi riguarda tutte le attività relative alla rappresentanza e alla difesa di un cliente da parte di un avvocato .
29 . Ricordo che a tenore dell' art . 5, secondo trattino, della direttiva, ogni Stato membro può imporre agli avvocati prestatori di servizi di "agire di concerto (...) con un avvocato che eserciti dinanzi alla giurisdizione adita (...)".
30 . Il primo argomento svolto dal governo tedesco a sua difesa si basa per l' appunto sul tenore letterale di questa disposizione : l' art . 5, nella parte iniziale, definisce il suo ambito d' applicazione mediante un riferimento generale all' "esercizio delle attività relative alla rappresentanza e alla difesa in giudizio di un cliente", senza limitarlo affatto alle materie in cui l' assistenza dell' avvocato è obbligatoria . Secondo il governo tedesco, l' argomento letterale che la Commissione trae dal riferimento alla concertazione "con un avvocato che eserciti dinanzi alla giurisdizione adita" è viziato da un' indebita confusione fra le nozioni "iscrizione dell' avvocato" e "assistenza obbligatoria dell' avvocato"; invero, il fatto che un avvocato sia iscritto presso un tribunale non significa che l' assistenza dell' avvocato sia obbligatoria dinanzi a detto tribunale . Infatti, mentre l' art . 18, n . 1, della "legge relativa alla professione di avvocato" ( BRAO ) stabilisce che tutti gli avvocati devono essere iscritti presso un organo giurisdizionale ordinario, sono i codici di procedura che, indipendentemente da questa questione di disciplina professionale, stabiliscono i casi in cui l' assistenza dell' avvocato è obbligatoria .
31 . Tuttavia, la Commissione sostiene che - siccome le norme della direttiva devono essere interpretate in senso conforme al trattato - imporre all' avvocato prestatore di servizi l' obbligo di agire di concerto nei casi in cui il diritto tedesco non prescrive l' assistenza obbligatoria costituisce una restrizione del principio fondamentale della libera prestazione di servizi, che deve essere abolita a norma dell' art . 59, e infrange il principio della parità di trattamento con i cittadini dello Stato ospitante, enunciato dall' art . 60, 3° comma . Ad avviso della Commissione, dallo scopo di queste disposizioni del trattato e dagli artt . 2 e 4, n . 1, della direttiva emerge che la parità di trattamento deve riferirsi alla situazione degli avvocati nazionali, e non a quella dei cittadini nazionali che non siano specialisti .
32 . La Commissione deduce del pari che, qualora una parte possa farsi rappresentare o difendere in giudizio da un terzo qualsiasi, nessun motivo giuridico o criterio di pubblico interesse giustifica che si impedisca all' avvocato prestatore di servizi di provvedere da solo alla rappresentanza o alla difesa in giudizio dei suoi clienti .
33 . La Commissione corrobora questo assunto con le seguenti considerazioni :
1 ) Un cliente ricorre ad un avvocato straniero soltanto per motivi particolari e se ritiene che questa soluzione sia per lui più vantaggiosa . Poiché ai termini dell' art . 2, n . 1, prima frase, della legge d' attuazione ( e dell' art . 3 della direttiva ) l' avvocato straniero dimostra, mediante il titolo professionale redatto nella lingua del paese d' origine, di non essere un avvocato tedesco, il cliente, anche se non è specialista, è pienamente in grado di valutare le capacità di detto avvocato .
2 ) L' intervento di un avvocato straniero sembra essere più idoneo al buon svolgimento del procedimento della rappresentanza nella propria causa da parte dello stesso interessato; rispetto all' intervento di una persona non specialista, l' intervento di avvocati prestatori di servizi è a maggior ragione giustificato . Del resto, è logico pensare che di regola si tratta della rappresentanza di cittadini di altri Stati membri o di problemi giuridici che interessano altri Stati membri .
3 ) Di regola, l' avvocato straniero assume l' incarico di rappresentare o difendere un cliente dinanzi ad un organo giurisdizionale tedesco soltanto qualora padroneggi la lingua tedesca e conosca sufficientemente l' ordinamento giuridico tedesco .
Altrimenti egli non si conformerebbe alle norme professionali - uniformi, sotto questo profilo, in tutti gli Stati membri - alla cui osservanza è tenuto in forza dell' art . 4, n . 2, della direttiva .
4 ) Non si comprende come il buon funzionamento della giustizia tedesca possa essere perturbato da prestazioni di servizi che, per natura, sono occasionali o provvisorie .
34 . Per quanto riguarda questi aspetti del problema, il governo della Repubblica federale di Germania ribatte in particolare alla censura della Commissione quanto segue :
1 ) Anche quando la rappresentanza da parte di un avvocato non è obbligatoria occorre che i rapporti fra le parti e il tribunale passino attraverso un mandatario che, per formazione professionale ed esperienza, sia particolarmente familiarizzato con il diritto tedesco, in particolare con le norme procedurali e con gli usi giudiziari .
Per questo la normativa nazionale limita per quanto possibile l' intervento di persone non qualificate e queste possono intervenire soltanto in casi eccezionali, qualora motivi giuridici giustifichino il loro intervento e questo non si trasformi in un' attività costante .
2 ) E nell' interesse del mandante che, anche nei procedimenti in cui il patrocinio dell' avvocato non è obbligatorio, il prestatore di servizi non possa agire senza il concorso di un avvocato tedesco . Infatti, nei procedimenti proposti dinanzi agli organi giurisdizionali inferiori amministrativi, tributari, sociali e di conciliazione, in cui l' assistenza dell' avvocato non è obbligatoria, i giudici non sono tenuti, nei confronti della parte che non sia rappresentata o quanto meno non lo sia da un avvocato, ad adempiere gli obblighi in materia di esplicitazione del procedimento come devono farlo quando vi sia un avvocato .
3 ) Le disposizioni del diritto processuale tedesco che autorizzano la rappresentanza da parte di persone che hanno la capacità di stare in giudizio mirano soprattutto a fornire alle parti la possibilità di difendersi da sè .
La legge sull' assistenza giudiziaria pone il divieto generale di esercitare professionalmente la rappresentanza in giudizio, salvo per gli avvocati e taluni altri agenti in determinate condizioni; pertanto la cerchia dei mandatari ammessi nei procedimenti in cui non è obbligatoria l' assistenza dell' avvocato è limitata a coloro che intervengono non professionalmente, ma solo in occasione di un procedimento particolare e senza intenzione di farlo abitualmente .
Di conseguenza, gli avvocati degli altri Stati membri, che per definizione agiscono professionalmente, non sono svantaggiati rispetto alle persone non qualificate, cittadine nazionali o straniere .
35 . L' argomentazione del governo tedesco mi obbliga a distinguere fra due casi diversi, anche se vicini e parzialmente coincidenti tra loro .
36 . Infatti, la Commissione ha adottato, come criterio di definizione dei limiti della facoltà concessa agli Stati membri dall' art . 5, 2° trattino, il riferimento all' ambito dell' assistenza obbligatoria dell' avvocato .
37 . Con ciò si intende l' obbligo imposto alle parti di una controversia di ricorrere all' avvocato sia per la presentazione di memorie nel corso del procedimento sia per la difesa orale dinanzi ad un organo giurisdizionale . L' obbligo di farsi rappresentare o assistere da un avvocato significa pertanto che la parte non può né agire direttamente in giudizio né incaricare una persona che non sia avvocato per rappresentarla in sede giudiziaria .
38 . In Germania il patrocinio dell' avvocato è in via di principio obbligatorio nel procedimento civile e penale, salvo, soprattutto, dinanzi agli organi giurisdizionali inferiori o in caso di infrazioni minori; per contro, nel contenzioso amministrativo, tributario, sociale e del lavoro, la rappresentanza da parte di un avvocato è in via di principio obbligatoria solo dinanzi agli organi giurisdizionali supremi .
39 . Nei casi in cui l' assistenza dell' avvocato è obbligatoria vi è inoltre, per natura, un monopolio legale degli avvocati per quanto riguarda la rappresentanza delle parti in giudizio : soltanto gli avvocati ( e, dinanzi ai giudici penali, anche i professori di diritto ) hanno il diritto di rappresentare o di assistere le parti in giudizio .
40 . A parte ciò, l' esistenza di un monopolio legale non esclude di per sè il diritto della parte di difendersi da sè; essa osta soltanto a che, quando la parte si fa rappresentare in giudizio, all' assistenza provvedano terzi che non siano avvocati .
41 . Al di fuori dell' ambito dell' assistenza obbligatoria, il monopolio legale dell' avvocato, qualora si tratti di un' attività esercitata professionalmente, è prescritto in Germania nel procedimento civile, per la fase orale del procedimento; il monopolio degli avvocati e dei professori di diritto vale in via di principio nel procedimento penale, come nel contenzioso costituzionale; nel contenzioso sociale, del lavoro, tributario e amministrativo il monopolio è limitato in quanto, a seconda dei casi, in genere possono essere ammessi a rappresentare le parti delegati sindacali e dei datori di lavoro, rappresentanti delle camere di agricoltura e delle associazioni di vittime di guerra, consulenti fiscali, periti contabili, giuristi dipendenti della pubblica amministrazione .
42 . D' altro canto, la legge sull' assistenza giudiziaria stabilisce il divieto generale, valevole, in via di principio, per qualsiasi terzo non avvocato, di occuparsi, professionalmente, di qualsiasi procedimento giuridico . Tuttavia è ammesso l' intervento di altri agenti, come notai, periti contabili, amministratori di beni, ecc ., che agiscano nei limiti delle loro competenze .
43 . Alla luce di tutto ciò che precede, sono in grado di manifestare il mio punto di vista sulla prima delle censure formulate dalla Commissione nei confronti della normativa tedesca .
44 . A mio avviso, gli argomenti difensivi del governo della Repubblica federale di Germania non sono fondati .
45 . Ciò significa che la condizione stabilita dalla legge d' attuazione, secondo cui l' avvocato prestatore di servizi, qualora sia tenuto ad intervenire nella rappresentanza e nella difesa in giudizio di un cliente, deve agire di concerto con un "Rechtsanwalt", non mi sembra, in via di principio, compatibile col trattato e con la direttiva 22 marzo 1977 .
46 . E vero che il testo della direttiva non stabilisce la minima distinzione diretta a limitare la portata dei poteri conferiti agli Stati membri dall' art . 5 .
47 . Tuttavia, come si è già osservato, la direttiva dev' essere interpretata alla luce delle disposizioni del trattato sulla libera prestazione dei servizi e dei principi sui quali esse sono basate .
48 . L' applicazione di questi principi al caso di specie mi induce a concludere che la normativa tedesca, per quanto riguarda i casi che esulano dalla portata dell' obbligo dell' assistenza dell' avvocato, non possiede i presupposti che, secondo quanto prescritto dalla giurisprudenza della Corte, possono far considerare compatibili con il trattato le "condizioni specifiche" imposte al prestatore di servizi . Proprio di questo si tratta quando la direttiva ammette che si possa imporre agli avvocati l' obbligo di "agire di concerto" con un avvocato nazionale .
49 . Infatti, nella materia di cui si discute, la legge tedesca non solo ammette che la parte possa difendersi da sè in giudizio, ma consente che essa possa farsi rappresentare da un terzo non specialista purché questi non agisca professionalmente .
50 . La sfera del monopolio legale dell' avvocato è quindi limitata agli interventi professionali .
51 . E pertanto evidente che le esigenze dell' interesse generale della buona amministrazione della giustizia ( prima condizione stabilita dalla Corte di giustizia ) sono senz' altro meno importanti qui che nel caso dei procedimenti in cui l' assistenza è obbligatoria - procedimenti, senza dubbio, di maggiore importanza e gravità - mentre nella disciplina del monopolio legale hanno maggiore importanza considerazioni di tutela della professione .
52 . D' altra parte, altri mezzi normativi contribuiscono efficacemente a garantire, in questi casi, la salvaguardia di detto interesse pubblico e quindi la restrizione di cui trattasi non è oggettivamente necessaria per conseguire il risultato contemplato ( seconda e terza condizione stabilite dalla giurisprudenza della Corte ).
53 . Infatti, come emerge dall' art . 4, n . 2, della direttiva, "nell' esercizio delle predette attività, l' avvocato rispetta le regole professionali dello Stato membro ospitante, fatti salvi gli obblighi cui è soggetto nello Stato membro di provenienza" ( vedasi sopra, punto 10 ).
54 . Inoltre egli rimane soggetto alle vigenti norme sulla responsabilità civile e penale .
55 . Per di più gli argomenti della Commissione, che ho sintetizzato sopra, nel punto 33, mi sembrano sostanzialmente fondati .
56 . Soltanto questa interpretazione consente non solo di rispettare i principi del trattato in materia di libera prestazione di servizi, ma anche di contribuire a realizzare, in questo settore, gli scopi della direttiva .
57 . Questa, infatti, prescrive ( art . 2 ) che ogni Stato membro riconosca la qualifica di avvocato a tutte le persone che, negli altri Stati membri, sono abilitati ad esercitare l' attività professionale di cui trattasi, e lo faccia in modo che le attività relative alla rappresentanza e alla difesa del cliente in giudizio o dinanzi alle autorità pubbliche siano esercitate alle stesse condizioni contemplate per gli avvocati stabiliti nello Stato ospitante ( art . 4, n . 1 ), fatte salve specifiche condizioni ammissibili .
58 . L' essenziale - lo dico per concludere questa parte - è che l' obbligo di agire di concerto imposto dalla normativa tedesca si limiti agli interventi "in giudizio" ( art . 5 della direttiva ), vale a dire ai procedimenti di natura giurisdizionale .
59 . Il governo tedesco sostiene che questo è quanto emerge dall' art . 4, n . 1, della legge di attuazione, là dove questa disposizione fa riferimento a "procedimenti (...) amministrativi riguardanti illeciti penali, infrazioni minori, infrazioni disciplinari o inadempimento degli obblighi professionali", il che la Commissione ha apparentemente ammesso nel ricorso ( pag . 14 ). Nella replica essa sembra mettere in dubbio la compatibilità, con la direttiva, del riferimento ai procedimenti amministrativi fatto nell' art . 4, n . 1; tuttavia, la censura che sembra in tal modo formulata è manifestamente tardiva e quindi non dev' essere presa in considerazione .
b ) I contatti con i detenuti
60 . La Commissione censura inoltre la Repubblica federale di Germania per il fatto che nell' art . 4, n . 1, seconda frase, l' obbligo della concertazione con un avvocato tedesco è esteso alle visite ai detenuti e alla corrispondenza con gli stessi, anche nei casi in cui i detenuti possono essere difesi da "persone di fiducia" che non siano avvocati tedeschi .
61 . Non ritengo che la Commissione abbia ragione per quanto riguarda l' essenziale .
62 . Infatti, le visite ai detenuti e la corrispondenza con gli stessi, figurando indiscutibilmente tra le "attività relative alla rappresentanza e alla difesa in giudizio di un cliente", rientrano nell' ambito di applicazione dell' art . 5 della direttiva .
63 . L' obbligo di agire di concerto con un avvocato tedesco può quindi, in via di principio, essere applicato per quanto le riguarda .
64 . Tuttavia detto obbligo dev' essere limitato alla sfera dell' assistenza obbligatoria dell' avvocato e per questo motivo, indipendentemente dalla valutazione delle modalità adottate dal legislatore tedesco, ritengo che questa censura della Commissione debba essere ritenuta parzialmente fondata .
B - Le modalità della concertazione
65 . Analizzato il problema della portata dell' obbligo di "agire di concerto" stabilito dalla normativa tedesca, esaminerò ora le censure della Commissione relative alle modalità della concertazione contemplate da detta normativa .
66 . Per risolvere il problema occorre definire il significato dell' espressione "agire di concerto", che figura nell' art . 5, 2° trattino, della direttiva, ma non è da questa definita .
67 . Si tratta, però, di una nozione di diritto comunitario, la cui concretizzazione non può essere lasciata interamente alla discrezione degli Stati membri e il cui contenuto dev' essere definito in base agli stessi criteri interpretativi usati per la determinazione della portata dell' obbligo contemplato da detta disposizione .
68 . Ciò significa che, in quanto nozione di diritto comunitario, essa dev' essere interpretata autonomamente e in conformità al trattato, secondo l' orientamento della giurisprudenza della Corte che ho prima ricordato .
69 . In primo luogo, trattandosi di una limitazione riguardante uno dei principi fondamentali del trattato, detta nozione dev' essere interpretata restrittivamente, conformemente alla costante giurisprudenza della Corte ( 7 ) .
70 . In particolare, perché una "condizione specifica" come questa, che è imposta agli avvocati prestatori di servizi a causa della peculiarità dell' attività esercitata, sia considerata compatibile con il trattato è necessario che ( 8 ):
- essa corrisponda ad un pubblico interesse che non sia tutelato dalle norme cui il prestatore è soggetto nello Stato membro di provenienza;
- sia oggettivamente necessaria al fine di garantire l' osservanza delle norme professionali e di assicurare la tutela degli interessi da queste perseguiti;
- lo stesso risultato non possa essere ottenuto mediante norme meno drastiche .
71 . Come applicare questi principi alla definizione generale della nozione "agire di concerto" ?
72 . Osservo innanzitutto che le varie versioni linguistiche della direttiva divergono tra loro per quanto riguarda la formulazione di questa nozione : talune di queste versioni sembrano prescrivere l' accordo fra gli avvocati, mentre le altre non implicano necessariamente lo stesso precetto .
73 . Detta espressione deve tuttavia essere interpretata in modo uniforme, in funzione degli scopi e del sistema generale della norma ( 9 ) .
74 . Orbene, è evidente che i motivi dell' obbligo di "agire di concerto" prescritto dalla direttiva sono da individuare nell' interesse generale del buon funzionamento della giustizia, di fronte all' intervento di avvocati formati nell' ambito di altri sistemi giuridici .
75 . L' obbligo di "agire di concerto" dev' essere quindi inteso come una forma di sostegno o di orientamento per l' avvocato prestatore di servizi grazie alla collaborazione con un avvocato dello Stato ospitante, formato e stabilito nel paese in cui la prestazione è fornita .
76 . L' elemento centrale di questo obbligo di "agire di concerto" consiste quindi nella collaborazione o nella cooperazione professionale dei due avvocati, intese a colmare le lacune nella conoscenza dell' ordinamento giuridico tedesco e la mancanza d' esperienza delle vie procedurali dello stesso, allo scopo di garantire il buon funzionamento della rappresentanza in giudizio .
77 . Di conseguenza, è giustificato che si lasci agli avvocati il compito di accordarsi tra loro sulla definizione delle forme che deve rivestire la concertazione . Entrambi gli avvocati sono tenuti a rispettare le norme professionali dello Stato membro ospitante, salvi restando, per il prestatore di servizi, gli obblighi ai quali egli è del pari soggetto nello Stato membro di provenienza; entrambi sono in grado, nel rispetto delle norme deontologiche e nell' esercizio dell' autonomia professionale, di stabilire insieme le modalità di cooperazione adeguate al mandato loro affidato .
78 . Si può persino ritenere che il legislatore - lasciando in bianco la definizione della nozione "concertazione" - abbia voluto affidare ai professionisti il compito di stabilire assieme le modalità di detta concertazione; peraltro, questa sembra essere la soluzione adottata dalla maggior parte degli Stati membri .
79 . Tuttavia, non arriverò ad affermare che gli Stati membri non possano stabilire con legge il quadro generale di questa concertazione, qualora lo facciano nel rispetto dei principi che ho ricordato .
80 . Essi devono pertanto limitare gli obblighi da loro imposti a quanto è oggettivamente necessario per rendere effettiva detta collaborazione professionale; in particolare, le modalità di concertazione eventualmente stabilite non devono trasformare l' avvocato prestatore di servizi in un semplice assistente dell' avvocato dello Stato ospitante o porlo sistematicamente in una posizione di subordinazione nella gestione della difesa affidatagli .
81 . Identiche considerazioni devono applicarsi, mutatis mutandis, alla prova della concertazione e alla definizione dell' eventuale responsabilità dell' avvocato dello Stato ospitante dinanzi al giudice adito .
82 . Del resto si deve osservare che, in pratica, indipendentemente dall' obbligo di "agire di concerto", l' avvocato di uno Stato membro che debba risolvere problemi relativi all' ordinamento giuridico di un altro Stato membro non esita a mettersi spontaneamente in contatto con un collega stabilito in detto Stato membro, ed a istituire con lui un adeguato sistema di cooperazione .
83 . Alla luce di queste considerazioni generali, non è difficile risolvere i problemi sollevati dalle censure della Commissione relative alle modalità di concertazione stabilite dalla normativa tedesca .
84 . La Commissione critica le modalità di concertazione stabilite dalla normativa tedesca essenzialmente su quattro punti :
1 ) obbligo per l' avvocato prestatore di servizi di "agire di concerto" con un avvocato tedesco che a sua volta sia mandatario ad litem o difensore nello stesso procedimento ( art . 4, n . 1, prima frase, della legge di attuazione ).
2 ) Necessità di essere affiancato dall' avvocato tedesco durante la trattazione orale del procedimento o all' udienza ( art . 4, n . 1, seconda frase, della legge d' attuazione ).
3 ) Obbligo di provare la concertazione in occasione di ciascun atto, al momento in cui l' atto è compiuto, pena la nullità dell' atto; tuttavia, "durante la trattazione orale o all' udienza, la concertazione si considera provata se l' atto non è immediatamente revocato o modificato dal 'Rechtsanwalt' " ( art . 4, n . 2, della legge d' attuazione ).
4 ) Obbligo di farsi accompagnare da un avvocato tedesco per le visite ai detenuti e divieto di corrispondere con i detenuti altrimenti che tramite detto avvocato ( art . 4, n . 1, seconda frase, in fine ).
85 . In generale la Commissione sostiene che, stabilendo in questo modo le modalità della concertazione, la legge d' attuazione travalica i limiti posti dal trattato e dalla direttiva, eccedendo quanto è richiesto dalla necessità di agire di concerto .
86 . Il governo federale ribatte dal canto suo che, come è consentito dall' art . 5, secondo trattino, della direttiva, l' avvocato tedesco assume l' intera responsabilità nei confronti del giudice adito, e che le modalità di concertazione prescritte dall' art . 4, nn . 1 e 2, della legge d' attuazione sono necessarie per consentire all' avvocato tedesco di assumere pienamente detta responsabilità .
87 . In particolare, la dinamica dei procedimenti giudiziari, richiedendo reazioni immediate ed opportuni interventi del mandatario, dipenderebbe strettamente dall' intervento di mandatari ad litem o da difensori professionisti che conoscano a fondo l' ordinamento giuridico nazionale, conoscenza che farebbe difetto all' avvocato prestatore di servizi .
88 . Secondo il governo tedesco, le carenze di preparazione dell' avvocato straniero non sono compensate dall' intervento del giudice nell' istruzione della causa, dati il dovere di imparzialità del giudice e il principio dispositivo che è alla base del procedimento civile tedesco .
89 . Il governo della Repubblica federale di Germania sostiene in sintesi che se non si stabilissero tali norme l' avvocato tedesco sarebbe ridotto al ruolo di semplice consigliere o assistente del prestatore di servizi, senza disporre dei mezzi per assumere la sua responsabilità dinanzi al giudice adito .
90 . Per giudicare il valore di questa argomentazione cercherò innanzitutto di determinare in cosa consiste siffatta responsabilità dinanzi al giudice adito la quale, come consente la direttiva, può essere imposta in caso di necessità all' avvocato nazionale .
91 . Orbene, dalla lettera e dalla ratio dell' art . 5, 2° trattino, della direttiva, emerge che tale responsabilità si riferisce alla stessa "concertazione ". Inoltre, la responsabilità cui fa riferimento la direttiva è quella che si assume dinanzi al giudice competente e non dinanzi alle parti .
92 . Sembra pertanto che quello che uno Stato membro può stabilire nella sua normativa sia, in particolare, che all' avvocato nazionale incombe la responsabilità di provare che l' avvocato prestatore di servizi possiede i requisiti e le qualifiche necessari per esercitare nel suo paese e al livello di giurisdizione considerato, e di provare inoltre la sussistenza della concertazione richiesta e la debita osservanza delle norme deontologiche .
93 . Tale responsabilità è, sostanzialmente, di natura disciplinare .
94 . Orbene, l' assunzione di questa responsabilità non sembra esigere l' imposizione delle condizioni che costituiscono oggetto di questa parte del ricorso della Commissione, almeno per quanto riguarda le prime tre censure .
95 . Infatti, a proposito della prima censura, si deve considerare, d' accordo con la Commissione, che l' obbligo, per il cliente, di designare due mandatari costituisce un onere supplementare e si risolve in un ostacolo per la prestazione dei servizi, che va al di là della necessità di agire di concerto . La scelta di un siffatto modo di collaborazione fra gli avvocati non deve quindi essere imposta, ma dev' essere lasciata alla concorde volontà delle varie parti ( cliente e avvocati ). Peraltro, dal testo della direttiva non si ricava alcun elemento a favore della soluzione adottata dal legislatore tedesco; al contrario, prescrivendo semplicemente di agire di concerto "con un avvocato che eserciti dinanzi alla giurisdizione adita", detto testo fornisce un' indicazione in senso contrario .
96 . Del pari, la condizione della costante presenza fisica dell' avvocato tedesco risulta manifestamente sproporzionata rispetto agli scopi dell' obbligo di agire di concerto, e inoltre si configura chiaramente, nell' art . 4, n . 1, seconda frase, della legge d' attuazione, come un' esigenza ulteriore rispetto alla sfera "normale" della concertazione .
97 . Infine, l' obbligo di fornire la prova della concertazione per ogni atto compiuto costituisce un fardello per l' avvocato prestatore di servizi : esso annulla completamente la sua autonomia, impedendogli di porre in essere autonomamente atti validi nei limiti della concertazione, fa tabula rasa della responsabilità impostagli dalle norme deontologiche e non consente affatto che la prova della concertazione venga fornita prima che egli inizi ad esercitare la sua attività e conservi i suoi effetti fino a quando non sia revocata .
98 . In poche parole, risulta evidente che l' eventuale responsabilità dell' avvocato tedesco relativamente alla concertazione con il prestatore di servizi può essere garantita con mezzi meno drastici di quelli prescritti dalla normativa tedesca .
99 . In ultima analisi, fra tutte le armi dissuasive utilizzabili contro l' ignoranza del diritto nazionale il legislatore tedesco ha scelto direttamente l' arma nucleare, mentre sarebbero già efficaci armi più convenzionali .
100 . Il caso dei contatti con i detenuti mi sembra essere diverso .
101 . In quest' ultimo caso importanti motivi di pubblico interesse - in particolare motivi di pubblica sicurezza - possono giustificare che venga prescritta per le visite ai detenuti e per la corrispondenza con gli stessi una concertazione come quella contemplata dalla legge d' attuazione, che consente all' avvocato tedesco di vigilare da vicino su queste attività e di assumere la relative responsabilità .
102 . Ritengo però che la disposizione di cui trattasi non si sottragga interamente alla censura della Commissione . Infatti, essa impone indiscriminatamente gli obblighi di cui sopra si è trattato, mentre dovrebbe limitarli ai casi in cui motivi di pubblico interesse e in particolare di pubblica sicurezza, lo richiedono . Questi casi potrebbero essere determinati in base, ad esempio, alla definizione legale del reato .
C - L' applicazione per analogia dell' art . 52, n . 2, della legge relativa alla professione d' avvocato ( BRAO ) (" principio della territorialità della rappresentanza giudiziaria ")
103 . Secondo la Commissione, l' art . 4, n . 3, della legge di attuazione, contemplando l' applicazione per analogia dell' art . 52, n . 2, della BRAO, comporta che, nei casi in cui la legge tedesca prescrive che alla rappresentanza provvedano avvocati iscritti nell' albo dell' organo giurisdizionale adito, l' avvocato prestatore di servizi ha soltanto il diritto di presentare osservazioni durante la trattazione orale, con l' assistenza di un avvocato tedesco patrocinante dinanzi a detto tribunale .
104 . Questo emergerebbe dal combinato disposto dei nn . 1 e 2 del citato art . 52 .
105 . Tale limitazione, molto più grave del sistema di concertazione contemplato dall' art . 4, nn . 1 e 2, della legge d' attuazione, finirebbe con l' applicarsi, a norma dell' art . 78, n . 1, del ZPO, alla maggioranza dei processi civili, vale a dire a tutti i processi dinanzi ai Landgerichte e agli organi giurisdizionali superiori ( gli Oberlandesgerichte, il Bayerische Oberste Landesgericht e il Bundesgerichtshof ), nonché dinanzi ai Familiengerichte, in materia di diritto di famiglia .
106 . La Commissione sostiene che, a norma dell' art . 5 della direttiva, la libera prestazione dei servizi da parte degli avvocati non può essere limitata alle esposizioni orali, con l' assistenza dell' avvocato iscritto .
107 . La censura della Commissione sembra ispirarsi alla giurisprudenza Webb, in cui la Corte, dopo aver ricordato che l' art . 60, 3° comma, del trattato ha anzitutto lo scopo di rendere possibile al prestatore di servizi l' esercizio della propria attività nello Stato membro destinatario della prestazione, senza alcuna discriminazione rispetto ai cittadini di tale Stato, considera che detto principio di non discriminazione "non implica tuttavia che qualsiasi disciplina nazionale che si applichi ai cittadini di tale Stato e si riferisca normalmente ad un' attività permanente delle imprese stabilite in tale Stato possa essere integralmente applicata anche ad attività di carattere temporaneo esercitate da imprese aventi sede in altri Stati membri" ( punto 16 ).
108 . Tenendo conto di detta giurisprudenza, la Commissione ritiene che gli avvocati prestatori di servizi debbano essere equiparati agli avvocati tedeschi iscritti presso il tribunale dinanzi al quale essi intendano fornire la loro prestazione, fatta salva la concertazione prescritta dall' art . 5 della direttiva .
109 . La Commissione si adopera per dimostrare che gli avvocati prestatori di servizi non si troverebbero per questo in una situazione di vantaggio rispetto ai colleghi tedeschi .
110 . In primo luogo, la situazione dell' avvocato prestatore di servizi non sarebbe identica a quella dell' avvocato tedesco .
111 . Quest' ultimo ha il centro dell' attività professionale nel luogo in cui è stabilito in Germania e la sua iscrizione nell' albo di almeno un tribunale di detto luogo corrisponde, in genere, alle esigenze della pratica professionale e a quelle dei suoi clienti; la situazione di un avvocato che fornisce una prestazione di servizi nella Repubblica federale di Germania è invece caratterizzata dal fatto che egli non è stabilito in detto paese e non è iscritto presso nessun tribunale dello stesso .
112 . Inoltre la prestazione dei servizi sarebbe, per natura, diversa dall' attività dell' avvocato che eserciti nel proprio paese, insediato nel proprio studio .
113 . La Commissione sostiene infine che l' interesse della buona amministrazione della giustizia non giustifica la limitazione stabilita dalla normativa tedesca . A questo proposito fa presente la prassi finora seguita e le previsioni che ragionevolmente si possono formulare circa il futuro volume della prestazione di servizi degli avvocati in altri Stati membri . Il fatto che l' avvocato prestatore di servizi debba eleggere domicilio presso l' avvocato tedesco qualora intervenga in un procedimento giudiziario basterebbe a garantire l' esistenza del legame fra il tribunale e l' avvocato, necessario per il corretto svolgimento del procedimento . Per rinforzare questa garanzia, si potrebbe disporre che il domicilio dev' essere obbligatoriamente eletto presso l' avvocato tedesco patrocinante dinanzi all' organo giurisdizionale di cui trattasi .
114 . Il governo tedesco controdeduce dal canto suo che il principio della territorialità della rappresentanza in giudizio da parte degli avvocati è stato adottato nell' interesse della buona amministrazione della giustizia, al fine di agevolare la comunicazione fra gli avvocati e i tribunali e di facilitare il rapido e corretto svolgimento del processo . In base a questo principio e a norma dell' art . 72, n . 1, del codice tedesco di procedura civile ( ZPO ), un avvocato tedesco non può essere mandatario ad litem in un processo civile qualora non sia iscritto nell' albo del tribunale dove si svolge il processo; se intende intervenire nel procedimento deve rispettare la ripartizione di competenze stabilita dall' art . 52, n . 2, della BRAO . Di conseguenza, la disposizione dell' art . 4, n . 3, della legge d' attuazione non farebbe altro che applicare agli avvocati prestatori di servizi la stessa disciplina cui sono soggetti gli avvocati tedeschi e non costituirebbe quindi violazione del diritto comunitario . Al contrario, se l' avvocato prestatore di servizi fosse posto nella stessa posizione di un avvocato iscritto presso l' organo giurisdizionale adito, gli avvocati tedeschi sarebbero notevolmente svantaggiati rispetto ai colleghi degli altri Stati membri . A questo proposito il governo tedesco cita l' esempio, particolarmente significativo, del "Bundesgerichtshof", dinanzi al quale sono abilitati a patrocinare soltanto 22 avvocati tedeschi specializzati, il cui diritto di stare in giudizio come mandatario ad litem sarebbe puramente e semplicemente esteso a tutti gli avvocati degli altri Stati membri .
115 . Su questo punto, e tenuto conto dello stato attuale del diritto comunitario, non credo che la censura della Commissione si possa considerare fondata .
116 . Come la Corte ha affermato nella sentenza Klopp, del 12 luglio 1984 ( 10 ) , "in mancanza di norme comunitarie specifiche in materia, ciascuno Stato membro è libero di disciplinare l' esercizio della professione d' avvocato nel proprio territorio ".
117 . Nella stessa sentenza ( punto 20 ) la Corte ha tuttavia ammesso che, "tenuto conto delle particolarità della professione forense, si deve riconoscere allo Stato membro ospitante il diritto, nell' interesse della buona amministrazione della giustizia, di pretendere dagli avvocati iscritti ad un albo nel proprio territorio che essi esercitino la loro attività in modo da mantenere un contatto sufficiente con i loro clienti e con i giudici e rispettino le norme deontologiche ".
118 . E vero che i brani citati si riferiscono ad un caso di diritto di stabilimento .
119 . Tuttavia i suddetti principi si possono applicare anche al settore della libera prestazione dei servizi, in cui la norma corrispondente all' art . 52, 2° comma, è la norma della parità di trattamento o di non discriminazione, sancita dall' art . 60, 3° comma, del trattato .
120 . L' essenziale è che le esigenze stabilite dalla normativa nazionale non abbiano l' effetto di impedire ai cittadini degli altri Stati membri di esercitare effettivamente i diritti loro garantiti dal trattato ( sentenza Klopp, punto 20, in fine ).
121 . Orbene, nella fattispecie, gli avvocati stabiliti in altri Stati membri possono esercitare il diritto di prestazione di servizi alle stesse condizioni di qualsiasi avvocato tedesco che non sia iscritto presso il tribunale competente . Del resto il parallelo ha aspetti particolarmente significativi, trattandosi di uno Stato federale, quando gli avvocati tedeschi si spostano per esercitare l' attività dinanzi a tribunali di Laender diversi .
122 . Si tratta pertanto nella fattispecie di una normativa che viene applicata indistintamente ai cittadini tedeschi e a quelli degli altri Stati membri, "il cui contenuto e finalità non permettono di concludere che è stata adottata con intenti discriminatori o che produce effetti di tale natura" ( 11 ) .
123 . Del resto, gli avvocati degli altri Stati membri qualora esercitino il diritto di stabilimento in Germania, possono chiedere l' iscrizione nell' albo di un tribunale tedesco; essi si trovano pertanto nelle stesse condizioni dei loro colleghi tedeschi, soggetti a identiche restrizioni . Restrizioni alle quali - se si adotta il punto di vista della Commissione - essi sarebbero sottratti se, invece di stabilirsi in Germania, si limitassero ad una prestazione di servizi occasionale . Ricorrerebbe quindi una situazione del genere di quelle che, secondo la sentenza Van Binsbergen del 3 dicembre 1974 ( 12 ) , possono essere legittimamente evitate mediante l' applicazione di norme obbligatorie nei confronti di chiunque risieda nello Stato ove la prestazione è effettuata .
124 . Del resto, supponendo che nel territorio della Comunità fosse già stato creato uno spazio giuridico unico, la consacrazione del principio dell' abilitazione territoriale a livello comunitario non porrebbe necessariamente gli avvocati ( benché non si possa ancora parlare di prestazione di servizi in senso comunitario ) in una situazione pratica peggiore di quella in cui attualmente si trovano gli avvocati prestatori di servizi .
125 . La Commissione ha inoltre ammesso all' udienza che sarebbe concepibile escludere dalla sua censura la situazione dinanzi al "Bundesgerichtshof ". Tuttavia non credo che vi sia una giustificazione abbastanza valida per tale duplicità di criteri .
V - Conclusione
126 . Vi suggerisco pertanto di dichiarare che la Repubblica federale di Germania è venuta meno agli obblighi impostile dagli artt . 59 e 60 del trattato e dalla direttiva del Consiglio 22 marzo 1977, n . 77/249/CEE, intesa a facilitare l' esercizio effettivo della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati, in quanto
a ) obbliga l' avvocato di un altro Stato membro il quale, nell' ambito della prestazione di servizi, eserciti nella Repubblica federale di Germania attività relative alla rappresentanza e alla difesa di un cliente in giudizio, ad agire di concerto con un avvocato tedesco nei casi in cui il diritto tedesco non impone l' assistenza obbligatoria dell' avvocato;
b ) esige che l' avvocato tedesco con il quale l' avvocato prestatore di servizi deve agire di concerto sia a sua volta mandatario ad litem o difensore nell' ambito della causa;
c ) vieta che l' avvocato prestatore di servizi intervenga durante la trattazione orale o all' udienza qualora non sia accompagnato dall' avvocato tedesco;
d ) esige che la prescritta concertazione venga provata ogni volta che un atto sia compiuto, pena la nullità dell' atto;
e ) vieta all' avvocato prestatore di servizi in ogni caso, e non solo quando importanti motivi di pubblico interesse lo giustifichino, di visitare un detenuto a meno che non venga accompagnato dall' avvocato tedesco, e di corrispondere con il detenuto altrimenti che per il tramite di detto avvocato .
127 . Per il resto, il ricorso dev' essere respinto .
128 . Siccome, però, la Repubblica federale di Germania è rimasta soccombente per quanto riguarda la maggior parte delle censure, ritengo che essa debba sopportare tutte le spese .
(*) Traduzione dal portoghese .
( 1 ) GU L 78 del 26.3.1977, pag . 17 .
( 2 ) Sentenza 12 dicembre 1974, causa 36/74, Walrave, Racc . pag . 1405; sentenza 18 gennaio 1979, cause riunite 110 e 111/78, Van Wesemael, Racc . pag . 35; sentenza 17 dicembre 1981, causa 279/80, Webb, Racc . pag . 3305 .
( 3 ) Sentenze Van Wesemael, punto 27, e Webb, punto 14 .
( 4 ) Sentenza 4 dicembre 1986, causa 205/84, Commissione / Repubblica federale di Germania, Racc . 1986, pag . 3755, punto 27 .
( 5 ) GU n . 2 del 15.1.1962, pag . 32 .
( 6 ) L' art . 1, n . 1, della legge d' attuazione riproduce letteralmente l' elenco delle denominazioni con le quali la professione d' avvocato può essere esercitata nei vari Stati membri, contenuto nell' art . 1, n . 2, della direttiva .
( 7 ) Vedansi, per esempio, sull' art . 55, 1° comma, la sentenza 21 giugno 1974 nella causa 2/74, Reyners, Racc . pag . 631, punti 33 e 43; sull' art . 48, n . 4, la sentenza 17 dicembre 1980 nella causa 149/79, Commissione / Regno del Belgio, Racc . 1980, pag . 3881, in particolare pag . 3903 e 3904, punti 19 e 22 .
( 8 ) Vedasi sopra, punto 12 .
( 9 ) Sentenza 27 ottobre 1977, causa 30/77, Regina / Bouchereau, Racc . 1977, pag . 1999, a pag . 2010, punto 14; vedasi anche sentenza 3 marzo 1977, causa 80/76, North Kerry Milk, Racc . pagg . 425 e 435; sentenze 7 febbraio 1979, causa 11/76, Paesi Bassi / Commissione, e causa 18/76, Repubblica federale di Germania c . Commissione, Racc . pagg . 245 e 278, 343 e 383; sentenza 12 luglio 1979, causa 9/79, Koschniske / Raad van Arbeid, Racc . 1979, sommario n . 1, pag . 2724 .
( 10 ) Causa 107/83, Racc . pag . 2971, a pag . 2989, punto 17 .
( 11 ) Sentenza 12 febbraio 1987, causa 221/85, Commissione / Belgio, Racc . 1987, pag . 719, punto 11 .
( 12 ) Causa 33/74, Racc . 1974, pag . 1229, a pag . 1308, punto 12 .
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