Massima
Parti
Motivazione della sentenza
Decisione relativa alle spese
Dispositivo
Parole chiave
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Libera circolazione delle merci - Restrizioni quantitative - Misure di effetto equivalente - Normativa che vieta lo smercio di articoli pornografici in taluni punti di vendita - Ammissibilità
( Trattato CEE, art . 30 )
Massima
L' art . 30 del Trattato va interpretato nel senso che non costituiscono una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa all' importazione norme nazionali che vietano la vendita di articoli pornografici legalmente ammessi da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza .
Infatti una normativa del genere concernente le modalità di smercio di taluni prodotti, che si applica indistintamente ai prodotti importati e ai prodotti nazionali e che non ha lo scopo di disciplinare gli scambi intracomunitari, non ha in realtà alcun rapporto con tali scambi, poiché lo smercio dei prodotti considerati è possibile attraverso negozi muniti di licenza nonché altri circuiti, ossia i negozi in cui gli articoli pornografici costituiscono solo una quota insignificante delle vendite e che, per questo motivo, non sono soggetti ad autorizzazione, o la vendita per corrispondenza .
Parti
Nel procedimento C-23/89,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art . 177 del Trattato CEE, dalla Chelmsford Crown Court del Regno Unito nella causa dinanzi ad essa pendente fra
Quietlynn Limited e Brian James Richards,
e
Southend Borough Council,
domanda vertente sull' interpretazione degli artt . 30 e 36 del Trattato CEE,
LA CORTE ( Sesta Sezione ),
composta dai signori C.N . Kakouris, presidente di sezione, F.A . Schockweiler, G.F . Mancini, T.F . O' Higgins e M . Díez de Velasco, giudici,
avvocato generale : C.O . Lenz
cancelliere : D . Louterman, amministratore principale
viste le osservazioni scritte presentate :
- per la Quietlynn Limited e Brian James Richards, da N . Peters, barrister, mandatario dello studio Kaye Tesler & Co ., Solicitors,
- per il Southend Borough Council, da S . Reid, barrister, mandatario del Borough Solicitor del Southend Borough Council,
- per il Regno Unito, da N . Paines, barrister, mandatario di S.J . Hay, Treasury Solicitor,
- per la Commissione, da E.L . White, membro del suo servizio giuridico, in qualità di agente,
vista la relazione d' udienza ed in seguito alla trattazione orale del 27 marzo 1990,
sentite le conclusioni dell' avvocato generale presentate all' udienza del 3 maggio 1990,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
Motivazione della sentenza
1 Con ordinanza 7 settembre 1988, pervenuta alla Corte il 30 gennaio 1989, la Chelmsford Crown Court ( Regno Unito ), ha proposto, in forza dell' art . 177 del Trattato CEE, tre questioni pregiudiziali relative all' interpretazione degli artt . 30 e 36 del Trattato CEE al fine di valutare la compatibilità con tali norme di una normativa nazionale che vieta la vendita di articoli pornografici legalmente ammessi da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza .
2 Tali questioni sono state sollevate nell' ambito di una controversia tra l' impresa Quietlynn Limited e il sig . Brian James Richards, suo amministratore, che gestiscono un negozio in cui sono venduti al dettaglio, tra l' altro, articoli pornografici, da un lato, e, dall' altro, il Southend Borough Council .
3 L' art . 2 del Local Government ( Miscellaneous Provisions ) Act del 1982 ( in prosieguo : la "legge ") fornisce alle autorità locali dell' Inghilterra e del Galles uno strumento per controllare i negozi di articoli pornografici nella loro circoscrizione . Esso dà loro, in particolare, la possibilità di adottare una decisione che renda applicabili, nella circoscrizione interessata, le norme dell' allegato 3 della legge che consente di sottoporre ad autorizzazione la vendita di tali articoli .
4 Il Southend Borough Council faceva uso di tale possibilità a partire dal 23 giugno 1983 . Esso promuoveva azioni penali nei confronti della Quietlynn Limited e del sig . Richards in quanto essi avevano gestito i loro locali senza licenza, il 13 marzo 1985 e l' 11 aprile 1985 . Essi venivano dichiarati colpevoli di due reati dalla Magistrates Court di Southend l' 11 febbraio 1986 e condannati ad un' ammenda di 1 000 UKL per ciascuno di essi, oltre alle spese .
5 La Quietlynn Limited e il sig . Richards interponevano appello avverso tale sentenza dinanzi alla Chelmsford Crown Court facendo semplicemente valere a loro difesa che le norme della legge relativa al regime di licenza a cui sono soggetti i centri pornografici sono incompatibili con l' art . 30 del Trattato CEE in quanto costituiscono una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa all' importazione da altri Stati membri e non formano oggetto né di una delle eccezioni stabilite all' art . 36 né di alcuna altra deroga .
6 La Chelmsford Crown Court ha ritenuto che la controversia sollevasse problemi di interpretazione del diritto comunitario e ha quindi proposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali :
"Questione 1
Se il fatto che uno Stato membro (( dopo che le autorità locali abbiano deciso che la normativa di cui trattasi va applicata nel loro territorio, salvo sottoporre a regime di autorizzazione ( licenza ) i locali che costituiscono 'sex establishments' ( negozi di articoli pornografici ) )) vieti la vendita, tra l' altro, di articoli pornografici legalmente ammessi da parte dei 'sex establishments' privi di licenza, costituisca una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa alle importazioni ai sensi dell' art . 30 del Trattato CEE qualora tale divieto abbia l' effetto di consentire alle autorità locali di esercitare un controllo sui 'sex establishments' situati nel loro territorio e qualora esso abbia avuto l' effetto di limitare la vendita da parte degli appellanti di merci provenienti da altri Stati membri, in quanto essi hanno cercato di non violare la 'legge' con la loro prassi in materia di scorte e hanno così venduto meno materiale importato da altri Stati membri di quanto avrebbero altrimenti fatto, e di limitare quindi l' offerta di articoli pornografici prodotti in altri Stati membri .
Questione 2
In caso di soluzione affermativa alla questione 1, se tale misura possa essere giustificata ai sensi dell' art . 36 .
Questione 3
Qualora il divieto di cui alla questione 1 contravvenga all' art . 30 e non sia giustificato dall' art . 36, se esso sia del tutto inopponibile ad un commerciante dello Stato membro o se lo sia solo in quanto impedisce operazioni relative a merci prodotte in altri Stati membri o importate in provenienza da questi ultimi ".
7 Per una più ampia illustrazione dello sfondo normativo e degli antefatti della causa principale, dello svolgimento del procedimento nonché delle osservazioni scritte presentate alla Corte, si fa rinvio alla relazione d' udienza . Questi elementi del fascicolo sono richiamati solo nella misura necessaria alla comprensione del ragionamento della Corte .
Sulla prima questione
8 Con la sua prima questione, il giudice nazionale cerca di stabilire se norme che vietino la vendita di articoli pornografi legalmente ammessi da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza costituiscano una misura di effetto equivalente a restrizioni quantitative ai sensi dell' art . 30 del Trattato .
9 In via preliminare, occorre constatare che una normativa nazionale che vieta la vendita di articoli pornografici da parte dei negozi privi di licenza si applica indistintamente ai prodotti importati e a quelli nazionali . Essa non configura quindi un divieto assoluto di vendere i prodotti di cui trattasi, ma semplicemente una norma di distribuzione che disciplina i punti di vendita attraverso i quali i prodotti possono essere smerciati . In linea di principio, lo smercio dei prodotti importati da altri Stati membri non è quindi reso più difficile di quello dei prodotti nazionali .
10 Al riguardo, occorre ricordare che la Corte ha già dichiarato in situazioni analoghe riguardanti le modalità di smercio di taluni prodotti che l' art . 30 del Trattato non si applicava . Così, nella sua sentenza 14 luglio 1981, Oebel ( causa 155/80, Racc . pag . 1993 ), la Corte ha ritenuto che una normativa nazionale riguardante le ore di lavoro, di consegna e di vendita nel settore della panificazione e della pasticceria era compatibile con l' art . 30 del Trattato poiché gli scambi intracomunitari restavano in effetti possibili in qualsiasi momento . Analogamente, nella sua sentenza 31 marzo 1982, Blesgen ( causa 75/81, Racc . pag . 1211 ), la Corte ha affermato che una disposizione di legge che riguarda solo la vendita per il consumo sul posto degli alcolici ad alta gradazione in tutti i locali aperti al pubblico e che non riguarda le altre forme di smercio delle medesime bevande non ha in realtà alcun rapporto con l' importazione dei prodotti e, pertanto, non è atta ad ostacolare il commercio tra gli Stati membri .
11 Occorre altresì constatare che le norme che vietano la vendita degli articoli pornografici da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza non hanno in realtà alcun rapporto con gli scambi intracomunitari poiché lo smercio dei prodotti considerati da tale legge è possibile attraverso negozi muniti di licenza, nonché altri circuiti, ossia i negozi in cui gli articoli pornografici costituiscono solo una quota insignificante delle vendite e che, per questo motivo, non sono soggetti ad autorizzazione, o la vendita per corrispondenza . Per giunta, tali norme non hanno lo scopo di disciplinare gli scambi intracomunitari di merci e non sono pertanto tali da ostacolare il commercio tra Stati membri .
12 Occorre quindi risolvere la prima questione pregiudiziale dichiarando che l' art . 30 del Trattato va interpretato nel senso che non costituiscono una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa all' importazione norme nazionali che vietano la vendita di articoli pornografici legalmente ammessi da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza .
Sulla seconda e sulla terza questione
13 Alla luce della soluzione data alla prima questione non occorre risolvere la seconda e la terza questione .
Decisione relativa alle spese
Sulle spese
14 Le spese sostenute dal governo del Regno Unito e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione . Nei confronti delle parti nella causa principale, il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese .
Dispositivo
Per questi motivi,
LA CORTE ( Sesta Sezione ),
pronunciandosi sulle questioni sottopostele dalla Chelmsford Crown Court del Regno Unito, con ordinanza 1° settembre 1988, dichiara :
L' art . 30 del Trattato va interpretato nel senso che non costituiscono una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa all' importazione norme nazionali che vietano la vendita di articoli pornografici legalmente ammessi da parte di negozi di articoli pornografici privi di licenza .
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