CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
CARL OTTO LENZ
presentate il 9 novembre 1993 ( *1 )
Signor Presidente,
Signori Giudici,
1.
Nel presente ricorso per inadempimento la Commissione ha concluso che la Corte voglia:
—
constatare che il Regno del Belgio, lasciando sussistere nella normativa belga alcune disposizioni in virtù delle quali taluni impieghi della gente di mare, diversi da quelli di capitano e di comandante in seconda, sono riservati ai cittadini belgi, è venuto meno agli obblighi che gli incombono ai sensi dell'art. 48 del Trattato CEE e degli artt. 1 e 4 del regolamento (CEE) del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612;
—
condannare il Regno del Belgio alle spese.
2.
Il governo del Regno del Belgio non contesta che le disposizioni della normativa belga censurate dalla Commissione sono in contrasto con il diritto comunitario. Esso si limita a far valere che sono stati ora elaborati progetti di legge che modificano queste disposizioni onde adeguarle al diritto comunitario. Secondo il governo belga, la Commissione ha ricevuto comunicazione di questi progetti che saranno sottoposti agli organi legislativi competenti non appena la Commissione li avrà approvati.
3.
Nel parere motivato 23 aprile 1991 la Commissione aveva invitato il Regno del Belgio a porre fine all'inadempimento contestato entro un termine di due mesi a decorrere dalla notifica del parere motivato. Orbene, è chiaro che fino alla conclusione della fase scritta del procedimento (e probabilmente a tutt'oggi) questo non è avvenuto, benché il Regno del Belgio abbia dichiarato fin dal 13 giugno 1991, in risposta al summenzionato parere motivato, di aver deciso di adeguare la normativa belga nel senso auspicato dalla Commissione. Il Regno del Belgio non ha addotto alcun motivo a giustificazione di tale ritardo.
4.
Stando così le cose, posso soltanto proporre alla Corte di accogliere le conclusioni della Commissione.
( *1 ) Lingua originale: il tedesco.
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