Conclusioni dell avvocato generale
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1 Nel presente procedimento si chiede alla Corte di pronunciarsi in ordine alla validità dei regolamenti che hanno imposto un prezzo minimo all'importazione di fragole congelate provenienti dalla Polonia, tra il luglio 1990 e il settembre 1991. Lo Hauptzollamt Stuttgart-West (ufficio doganale principale) ingiungeva il pagamento di un onere compensativo su importazioni effettuate dalla società Binder GmbH & Co. International, ricorrente nel procedimento a quo, che non ottemperavano a tale prezzo minimo all'importazione. Nel procedimento dinanzi al Finanzgericht (tribunale tributario del Baden-Wuerttemberg), la Binder contestava l'onere compensativo eccependo l'invalidità delle misure protezionistiche. Il Finanzgericht ha sottoposto alla Corte la questione della validità dei regolamenti.
La normativa comunitaria pertinente
2 Negli anni precedenti l'applicazione delle misure di salvaguardia controverse, la Comunità aveva stipulato una serie di accordi annuali con la Polonia, in forza dei quali il governo polacco si impegnava a garantire l'osservanza di un prezzo medio delle fragole congelate importate nella Comunità dalla Polonia. L'ultimo di questi accordi si riferiva alla campagna di commercializzazione conclusasi il 31 maggio 1990. Tuttavia, come precisa la Commissione nelle sue osservazioni scritte, tale accordo subiva le ripercussioni del crollo, avvenuto nel 1989, del sistema politico vigente nei paesi dell'Europa centrale ed orientale. La liberalizzazione del sistema economico in Polonia comportava come conseguenza che le autorità polacche non erano più in grado di controllare le esportazioni e di garantire l'osservanza dei prezzi medi all'importazione concordati con la Comunità.
3 Quale conseguenza di questi mutamenti politici, il prezzo delle fragole congelate importate dalla Polonia diminuiva nei primi cinque mesi del 1990, mentre aumentava parallelamente il volume delle importazioni. Su richiesta del governo del Regno Unito, la Commissione decideva di adottare misure di salvaguardia contro tali importazioni.
4 Le disposizioni con le quali la Commissione ha adottato tali misure di salvaguardia sono contenute nel regolamento (CEE) del Consiglio 24 febbraio 1986, n. 426, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli (in prosieguo: il «regolamento base») (1). L'art. 1 del regolamento base stabilisce che il regolamento si applica, tra l'altro, alle fragole congelate. L'art. 15 assoggetta le fragole congelate ad una licenza d'importazione. Misure adeguate possono essere adottate in forza dell'art. 18, il quale così dispone:
«1. Se, nella Comunità, il mercato di uno o più prodotti fra quelli cui si riferisce l'articolo 1 subisce o rischia di subire, in conseguenza di importazioni o di esportazioni, gravi perturbazioni tali da compromettere gli obiettivi dell'art. 39 del Trattato, negli scambi con i paesi terzi, possono essere applicate misure adeguate finché la perturbazione o il rischio della medesima non siano scomparsi.
Il Consiglio che delibera a maggioranza qualifica su proposta della Commissione, adotta le modalità di applicazione del presente paragrafo e definisce i casi e i limiti nei quali gli stati membri possono prendere provvedimenti cautelativi.
2. Qualora si verifichi la situazione di cui al paragrafo 1, la Commissione decide, su richiesta di uno stato membro o di propria iniziativa, le misure necessarie che vengono comunicate agli stati membri e sono immediatamente applicabili.
La decisione della Commissione su richiesta di uno stato membro deve essere adottata nelle ventiquattro ore successive alla ricezione della domanda.
3. Ogni stato membro può deferire al Consiglio il provvedimento preso dalla Commissione nel termine di tre giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui ne ha ricevuto comunicazione. Il Consiglio si riunisce immediatamente. Esso può modificare o annullare il provvedimento in questione deliberando a maggioranza qualificata».
5 Il secondo comma dell'art. 18, n. 1, ha trovato attuazione mediante regolamento (CEE) del Consiglio 14 marzo 1977, n. 521, che definisce le modalità di applicazione delle misure di salvaguardia nel settore dei prodotti trasformati a base di ortofrutticoli (in prosieguo: il «regolamento di attuazione») (2). Il regolamento di attuazione era stato originariamente adottato per attuare l'art. 14, avente identica formulazione, del regolamento (CEE) del Consiglio n. 516/77 (3). Allorché questo regolamento è stato sostituito dal regolamento base, si è mantenuto lo stesso regolamento di attuazione. Le disposizioni pertinenti ai fini del presente procedimento si rinvengono negli artt. 1 e 2 del regolamento di attuazione, i quali recitano quanto segue:
«Articolo 1
Per valutare se nella Comunità il mercato di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 516/77 subisce o rischia di subire, a causa delle importazioni o delle esportazioni, gravi perturbazioni in grado di compromettere gli obiettivi dell'articolo 39 del Trattato, si tiene conto in particolare:
a) del volume delle importazioni o delle esportazioni realizzate o prevedibili;
b) delle disponibilità di prodotti sul mercato della Comunità;
c) dei prezzi praticati per i prodotti indigeni sul mercato della Comunità e della loro prevedibile evoluzione e in particolare della loro tendenza ad un ribasso o ad un aumento eccessivo rispetto ai prezzi degli ultimi anni,
d) dei prezzi praticati sul mercato della Comunità, riportati ad uno stadio comparabile, per i prodotti provenienti dai paesi terzi, e in particolare della loro tendenza ad un ribasso eccessivo, se la situazione prevista al principio di questo articolo si produce a causa delle importazioni.
Articolo 2
1. Qualora si verifichi la situazione di cui all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 516/77, le misure che possono essere prese in applicazione dei paragrafi 2 e 3 di questo articolo sono le seguenti:
a) per i prodotti sottoposti al regime dei titolo di importazione:
- la cessazione totale o parziale del rilascio dei titoli, che comporta la non ricevibilità delle nuove domande;
- il rigetto totale o parziale delle domande in istanza di rilascio dei titoli;
b) (...)
c) per tutti i prodotti:
- un sistema di prezzi minimi al disotto dei quali le importazioni possono essere sottoposte alla clausola che abbiano luogo a un prezzo almeno pari al prezzo minimo fissato per il prodotto in questione;
(...)
2. Le misure di cui al paragrafo 1 possono essere prese solo nei limiti e per la durata strettamente necessari. Esse tengono conto della situazione particolare dei prodotti avviati verso la Comunità. Possono concernere solo prodotti provenienti dai paesi terzi o a questi destinati. Possono essere limitate ad alcune provenienze, origini, destinazioni, qualità o presentazioni. Possono essere limitate alle importazioni a destinazione di talune regioni della Comunità o alle esportazioni in provenienza da tali regioni.
(...)».
6 A decorrere dal 31 luglio 1990 trovavano applicazione prezzi minimi all'importazione per le fragole congelate provenienti dalla Polonia, conformemente al regolamento base e al regolamento di attuazione, in forza del regolamento (CEE) della Commissione 27 luglio 1990, n. 2198, recante misure di salvaguardia applicabili all'importazione di fragole congelate, di lamponi congelate, di fragole conservate provvisoriamente e di lamponi conservati provvisoriamente originari della Polonia (in prosieguo: il «primo regolamento recante misure di salvaguardia») (4).
7 Nella motivazione si fa riferimento alla concorrenza esercitata da paesi terzi mediante prezzi rilevantemente inferiori a quelli ai quali i prodotti comunitari possono essere messi in commercio. In essa si segnala che le importazioni nel 1989 e nei primi sei mesi del 1990 erano considerevolmente aumentate rispetto alla media degli ultimi tre anni. Nella motivazione si conclude che, «in tali circostanze, il mercato comunitario è esposto a gravi perturbazioni, atte a compromettere il conseguimento degli obiettivi dell'art. 39 del Trattato» e che è pertanto necessario applicare misure di salvaguardia. Lo scopo di queste ultime è quello di «evitare che i prodotti importati vengano commercializzati a prezzi anormalmente bassi». Tale scopo può essere conseguito istituendo un prezzo minimo per le importazioni nella Comunità. Il livello di questi prezzi può essere fissato tenendo conto dei prezzi concordati in precedenza con il paese in questione nonché della qualità e della presentazione dei prodotti di cui trattasi.
8 Le disposizioni del primo regolamento recante misure di salvaguardia pertinenti ai fini del procedimento sono le seguenti:
«Articolo 1
1. All'atto dell'importazione nella Comunità di fragole congelate (...) originarie della Polonia il prezzo minimo da rispettare all'importazione è fissato come segue:
Codice NC
Designazione delle merci
Prezzo minimo all'importazione
(ECU/100 kg netto)
0811 10 90
(...)
Fragole congelate senza aggiunta di zucchero
88
2. Se il prezzo all'importazione è inferiore al prezzo minimo di cui sopra, viene riscosso un onere compensativo pari alla differenza tra i due prezzi.
Articolo 2
1. Il prezzo minimo all'importazione è rispettato quando il prezzo all'importazione espresso nella moneta dello Stato membro importatore non è inferiore al prezzo minimo all'importazione applicabile il giorno di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
(...)
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica sino al 31 dicembre 1990».
9 Il primo regolamento recante misure di salvaguardia nulla dispone in ordine al tasso di cambio che dovrebbe essere applicato nella conversione del prezzo minimo all'importazione nella moneta dello Stato membro importatore, al fine di rendere possibile il raffronto prescritto dall'art. 1, n. 2, Tuttavia, in forza degli artt. 1 e 2 del regolamento (CEE) del Consiglio 11 giugno 1985, n. 1676, relativo al valore dell'unità di conto e ai tassi di conversione da applicare nel quadro della politica agricola comune (5), al primo regolamento recante misure di salvaguardia erano automaticamente applicabili i tassi di conversione agricoli, talché il prezzo minimo all'importazione veniva fissato in 88 ECU «verdi»/100 kg. I tassi di conversione agricoli differiscono in modo apprezzabile, per alcune valute, rispetto ai tassi di conversione di mercato dell'ECU.
10 I tassi di conversione agricoli venivano fissati con regolamento (CEE) del Consiglio n. 1678/85 (6). Tali tassi venivano adeguati di volta in volta dalla Commissione, al fine di tener conto dei riallineamenti nel sistema monetario europeo. I tassi applicabili al primo regolamento recante misure di salvaguardia sono stabiliti nel regolamento (CEE) della Commissione 2929/90 (7):
Prodotti
Tassi di conversione agricoli
1 ECU =
DM ...
Applicabile sino al
1 ECU =
DM ...
Applicabile dal
Ortofrutticoli trasformati:
...
- altri ortofrutticoli trasformati
2,34113
10.10.1990
2,35418
11.10.1990
11 Con effetto dal 1_ gennaio 1991 il primo regolamento recante misure di salvaguardia veniva sostituito dal regolamento (CEE) della Commissione 21 dicembre 1990, n. 3797, recante misure di salvaguardia applicabili all'importazione di alcuni frutti rossi semitrasformati originari della Polonia e della Iugoslavia (in prosieguo: il «secondo regolamento recante misure di salvaguardia») (8).
12 Nella motivazione di questo regolamento vengono richiamate le circostanze dell'adozione del primo regolamento recante misure di salvaguardia e si aggiunge che «in Polonia e Iugoslavia esiste attualmente una notevole disponibilità dei prodotti considerati» e che:
«in assenza di un accordo con i paesi esportatori circa il rispetto di un prezzo franco frontiera per il restante periodo della campagna in corso (...) ingenti quantitativi di detti prodotti verrebbero importati nella Comunità a prezzi estremamente bassi».
Si riteneva quindi necessario il mantenimento del sistema di prezzi minimi all'importazione. Nella motivazione viene altresì richiamata la necessità di fissare prezzi minimi all'importazione che tengano conto delle differenze di qualità tra i vari prodotti nonché all'esigenza di determinare espressamente il tasso di conversione da utilizzare per la conversione del prezzo minimo all'importazione nelle monete nazionali.
13 Le disposizioni del secondo regolamento recante misure di salvaguardia rilevanti nel caso di specie sono le seguenti:
«Articolo 1
1. All'atto dell'importazione nella Comunità
- di fragole e di lamponi congelati (...) originari della Polonia (...)
(...)
il prezzo minimo da rispettare è fissato come segue:
Codice NC
(...)
Designazione delle merci
Prezzo minimo all'importazione
0811 10 90
ex 0811 10 90
ex 0811 10 90
(...)
Fragole congelate senza aggiunta di zuccheri
frutti interi
altri
92
65
2. Se il prezzo all'importazione è inferiore al prezzo minimo di cui al paragrafo 1 viene riscossa una tassa compensativa pari alla differenza tra i due prezzi.
3. Il prezzo minimo all'importazione è convenuto in moneta nazionale dello Stato membro in cui avviene l'immissione in libera pratica applicando il tasso di conversione di cui all'articolo 3 bis del regolamento (CEE) n. 3152/85 della Commissione (9), valido, alla data di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
4. Il prezzo fissato per i prodotti di cui sopra rientranti nella categoria degli "altri" si applica ai prodotti diversi dai frutti interi congelati "IQF" delle classi I o Extra (fragole) o della classe Extra (lamponi), certificati tali da un organismo polacco o iugoslavo per il controllo della qualità e scortati, all'atto dell'immissione in libera pratica nella Comunità, da un certificato che ne indichi la categoria di qualità.
I prodotti che non soddisfano i requisiti di cui sopra sono immessi in libera pratica rispettando il prezzo minimo valido per la categoria dei "frutti interi".
Articolo 2
1. Il prezzo minimo all'importazione è rispettato quando il prezzo all'importazione espresso nella moneta dello Stato membro in cui avviene l'immissione in libera pratica non è inferiore al prezzo minimo all'importazione applicabile il giorno di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
(...)
Articolo 5
Il presente regolamento entra in vigore il 1_ gennaio 1991.
Esso si applica fino al 31 marzo 1991».
14 Il secondo regolamento recante misure di salvaguardia veniva prorogato fino al 31 luglio 1991, con regolamento (CEE) della Commissione n. 810/91 (10), e fino al 25 settembre 1991, con regolamento (CEE) della Commissione n. 2152/91 (11). Entrambi questi regolamenti fanno richiamo al persistere di notevoli disponibilità di questi prodotti in Polonia e in Iugoslavia.
15 L'art. 1, n. 3, del secondo regolamento recante misure di salvaguardia precisava su quale base il prezzo minimo all'importazione veniva convertito nella moneta nazionale dello Stato membro, in modo da allinearlo alla pratica in uso per i prezzi minimi all'importazione di altri prodotti agricoli. Il tasso di conversione applicato è il tasso agricolo rappresentativo in uso per il calcolo degli importi compensativi monetari. Il tasso di conversione applicabile era, al 1_ gennaio 1991, 1 ECU = DM 2,355418 (12). Al 1_ agosto 1991 il tasso di conversione era identico (13).
16 L'effetto combinato del prezzo minimo all'importazione e dei tassi di cambio agricoli viene illustrato nella seguente tabella, riferentesi ai prezzi all'importazione medi e minimi, espressi in marchi tedeschi, in vari periodi:
Fragole congelate importate dalla Polonia
ECU/100 kg
DM/100 kg
Prezzo medio concordato 1989/90
(al tasso di mercato applicabile l'1.8.90)
88 ECU (tasso di mercato)
181,95
Prezzo minimo all'importazione fino al 10.10.90
88 ECU verdi
206,02
Prezzo minimo all'importazione dall'11.10.90 al 31.12.90
88 ECU verdi
207,17
Prezzo minimo all'importazione all'1.1.91
- frutti interi
- altri
92 ECU verdi
65 ECU verdi
216,58
153,02
Prezzo minimo all'importazione all'1.8.91
- frutti interi
- altri
92 ECU verdi
65 ECU verdi
216,58
153,02
17 La Commissione osserva che il sistema di prezzi minimi all'importazione seguita attualmente ad essere applicato nell'ambito degli accordi stipulati tra la Comunità e la Polonia (14).
I fatti e le questioni pregiudiziali
18 Tra il novembre 1990 e il settembre 1991 la Binder importava fragole congelate dalla Polonia. Lo Hauptzollamt Stuttgart-West, parte resistente nel procedimento dinanzi al Finanzgericht, effettuava un'ispezione concludendo che la Binder non aveva rispettato i prezzi minimi all'importazione prescritti. Esso riteneva i prezzi contrattuali effettivamente pattuiti più bassi di quelli fatturati (i quali corrispondevano ai prezzi minimi all'importazione) e che la differenza veniva compensata dalla Binder mediante sottofatturazione di importazioni di frutta non assoggettata a prezzi minimi. Lo Hauptzollamt ingiungeva di conseguenza alla Binder il pagamento di oneri tributari compensativi, basati sui regolamenti recanti misure di salvaguardia, per un ammontare complessivo di DM 2 024 043,10.
19 La Binder proponeva opposizione avverso l'imposizione di oneri compensativi, negando di aver effettuato vendite sottocosto rispetto ai prezzi minimi all'importazione. Il procedimento di opposizione non è ancora stato definito. Lo Hauptzollamt rigettava una domanda di sospensione di esecuzione del pagamento.
20 La Binder adiva quindi il Finanzgericht chiedendo la sospensione dell'esecuzione dell'ingiunzione di pagamento con ordinanza di provvedimenti urgenti ai sensi del § 69, n. 3, del Finanzgerichtsordnung (codice processuale tributario tedesco). Nell'ambito di tale procedimento la Binder deduceva l'invalidità dei regolamenti recanti misure di salvaguardia.
21 il 6 luglio 1994 il Finanzgericht sottoponeva alla Corte la questione della validità dei regolamenti in parola. Il Finanzgericht sospendeva inoltre l'esecuzione dell'ingiunzione dello Hauptzollamt, dietro cauzione prestata dalla Binder, fino alla pronuncia della Corte.
22 Le questioni poste dal Finanzgericht sono le seguenti:
«1) Se il regolamento (CEE) della Commissione 27 luglio 1990, n. 2198, recante misure di salvaguardia applicabili all'importazione di fragole congelate, di lamponi congelati, di fragole conservate provvisoriamente e di lamponi conservati provvisoriamente originari dalla Polonia (GU L 198 del 28 luglio 1990, pag. 53) sia invalido nella sua durata complessiva di applicazione fino al 31 dicembre 1990.
2) Se il regolamento (CEE) della Commissione 21 dicembre 1990, n. 3797, recante misure di salvaguardia applicabili all'importazione di alcuni frutti rossi semitrasformati originari della Polonia e della Iugoslavia (GU L 365 del 28 dicembre 1990, pag. 22), nella sua durata originaria di applicazione fino al 31 marzo 1991, come pure nella sua durata di applicazione prorogata fino al 31 luglio 1991 e successivamente fino al 25 settembre 1991 [regolamenti (CEE) della Commissione nn. 810/91 e 2152/91, del 27 marzo 1991 e, rispettivamente, del 22 luglio 1991, recanti, di volta in volta, modifica del regolamento (CEE) n. 3797/90 (GU L 82 del 28 marzo 1991, pag. 42, e, rispettivamente, L 200 del 23 luglio 1991, pag. 16], sia invalido».
Le questioni
23 La Binder non ha presentato osservazioni scritte nell'ambito del procedimento dinanzi alla Corte; solo il governo spagnolo e la Commissione hanno presentato osservazioni. Dall'ordinanza di rinvio risulta che la Binder contesta la validità dei regolamenti recanti misure di salvaguardia deducendo tre motivi, il terzo dei quali è suddiviso in tre parti:
a) la Commissione non aveva il potere di adottare misure di salvaguardia in forza del regolamento base in quanto, alla luce degli elementi che il regolamento di attuazione prescrive di prendere in considerazione, il mercato comunitario non era esposto, né rischiava di essere esposto, a perturbazioni gravi.
b) I regolamenti recanti misure di salvaguardia non chiariscono adeguatamente i motivi sui quali sono fondati, contrariamente all'art. 190 del Trattato.
c) I regolamenti recanti misure di salvaguardia violano il principio comunitario di proporzionalità in quanto:
i) il primo regolamento, a differenza del secondo, non ha operato alcuna distinzione tra le varie categorie di qualità delle fragole congelate importate;
ii) ancorando i prezzi all'ECU «verde», il primo regolamento determinava un aumento dissimulato del prezzo minimo all'importazione;
iii) la durata dei regolamenti si è protratta oltre il necessario, in quanto il valore dei prodotti importati dalla Polonia è cresciuto oltre il prezzo minimo prima della fine del periodo di applicazione dei regolamenti.
24 La Binder ha altresì prodotto una perizia riguardante le questioni di fatto relative alla situazione del mercato comunitario delle fragole (15). La perizia conferma la tesi secondo la quale il mercato comunitario non era esposto a gravi perturbazioni.
Le perturbazioni del mercato
25 Il primo argomento addotto dalla Binder è che la Commissione non era autorizzata all'adozione di misure di salvaguardia in forza del regolamento base in quanto, alla luce degli elementi di cui il regolamento di attuazione impone di tener conto, il mercato comunitario non era esposto, né rischiava di essere esposto, a gravi perturbazioni. Tale presupposto per l'adozione di misure di salvaguardia si rinviene nell'art. 18, n. 1 del regolamento base. L'art. 1 del regolamento di attuazione enuncia quattro elementi di cui occorre tener conto in particolare nella valutazione delle perturbazioni del mercato: a) il volume delle importazioni realizzate o prevedibili; b) le disponibilità di prodotti sul mercato della Comunità; c) i prezzi dei prodotti comunitari; d) i prezzi dei prodotti importati.
26 La relazione degli esperti esamina in ordine successivo ciascuno di questi quattro elementi. Per quanto riguarda quello sub a), la relazione ammette l'aumento delle importazioni dalla Polonia, ma afferma che ciò era dovuto ad una domanda comunitaria crescente di fragole congelate di alta qualità destinate alla trasformazione (per prodotti specializzati come le confetture di qualità e gli yogurt) che non poteva essere soddisfatta dai produttori comunitari, ma richiedeva fragole della varietà Senga Sengana. Le fragole di questa varietà sono disponibili in Polonia, ma crescono in quantitativi assai modesti nella Comunità. Le fragole comunitarie della varietà Senga Sengana vengono trasformate allo stato fresco e non congelato, talché sarebbero rimaste prive della tutela apprestata dai regolamenti recanti misure di salvaguardia. Quanto all'elemento sub b), la relazione afferma che l'aumento delle importazioni dalla Polonia era altresì riconducibile ad un fabbisogno insoddisfatto di fragole congelate nella Comunità. La relazione prosegue che, in seguito agli abbondanti raccolti nel periodo 1987-1989, nel quale eccedenze di fragole fresche venivano congelate e vendute ad un'industria comunitaria di trasformazione in espansione, nella Comunità venivano coltivate minori quantitativi di fragole, lasciando all'industria di trasformazione un fabbisogno che non poteva essere soddisfatto dalla produzione comunitaria. In ordine all'elemento sub c), la relazione afferma che i prezzi contrattuali previamente concordati della fragole comunitarie destinate alla trasformazione sono rimasti per lo più stabili nel periodo 1989-1993. Per quanto riguarda l'elemento sub d), la relazione afferma che il prezzo principale delle fragole congelate importate dalla Polonia nel 1990e nel 1991 era superiore a quello del 1989. Infine, la relazione afferma che, poiché (nel 1992) soltanto il 7% delle fragole prodotte nella Comunità era destinato alla trasformazione, le importazioni di fragole congelate destinate alla trasformazione non avrebbero mai potuto costituire un rischio di grave perturbazione del mercato comunitario.
27 In sostanza, la relazione degli esperti sembra affermare che le fragole congelate importate dalla Polonia erano esclusivamente della varietà Senga Sengana e destinate ad essere utilizzate nell'industria di trasformazione di prodotti di alta qualità; che la produzione comunitaria di fragole di questa varietà è trascurabile; e che l'industria comunitaria di trasformazione non poteva diversificare la propria domanda rivolgendosi ad altre varietà di fragole ed era pertanto del tutto dipendente dalle importazioni della varietà Senga Sengana.
28 La Commissione e il governo spagnolo confutano gli argomenti contenuti nella relazione degli esperti.
29 In particolare, la Commissione sottolinea come nei primi cinque mesi del 1990 il governo polacco non fosse più in grado di garantire che il prezzo medio all'importazione concordato per le fragole congelate fosse rispettato. Le importazioni avvenute nel corso di questi cinque mesi, pari a 23 499 tonnellate, erano già superiori al volume globale delle importazioni del 1989, pari a 21 985 tonnellate (16). Tale incremento era parallelo ad una caduta del prezzo medio delle fragole congelate polacche dal prezzo concordato di 88 ECU/100 kg a quelli di 64 ECU/100 kg del maggio 1990 e 60 ECU/100 kg del giugno 1990. Anche i prezzi delle fragole congelate prodotte e messe in commercio nella Comunità è calato, al pari del prezzo medio di quelle complessivamente importate da paesi terzi. Alla luce di questa situazione, la Commissione ha istituito misure di salvaguardia adottando il primo regolamento recante misure di salvaguardia. La Commissione precisa inoltre che non tutte le fragole congelate importate dalla Polonia erano della varietà Senga Sengana. Si è dovuto tener conto della situazione predominante nel mercato complessivo delle fragole congelate e non soltanto di alcune varietà per le quali non esistono statistiche specifiche. Inoltre, la Commissione sostiene che l'industria comunitaria di trasformazione non è dipendente esclusivamente da una specifica varietà di fragole (la Senga Sengana, come si sostiene nella relazione), ma solo da una determinata qualità di fragole. Altre varietà, tra cui quelle che crescono nella Comunità, possono avere la stessa qualità.
30 La Commissione sostiene inoltre che, nel settore della politica agricola, essa detiene, in quanto autorità competente su una materia come quella di cui trattasi nel caso di specie, un ampio margine discrezionale nello stabilire il fondamento delle sue misure, con la conseguenza che può essere esercitato dalla Corte solo un sindacato limitato.
31 Non ritengo questa impostazione nel suo complesso corretta. E' certamente vero che, allorché le autorità comunitarie hanno la scelta tra provvedimenti diversi, che possono riguardare obiettivi di politica concorrenti, ad esse va riconosciuto un ampio margine discrezionale. In siffatte ipotesi non spetta certo alla Corte sostituire la propria valutazione alla loro. Tuttavia, allorché l'adozione della misura comunitaria in questione avviene in dipendenza di determinati accertamenti di fatto, la Corte deve, a mio parere, operare un controllo accurato su tali accertamenti, anche se normalmente essa non riterrà tale misura illegittima, a meno che non riscontri l'esistenza di un errore manifesto di valutazione dei fatti.
32 Entrambe le situazioni possono verificarsi nella stessa fattispecie, ma esse possono e devono andare distinte. Così, nella causa Wuidart e a., la Corte ha dichiarato (17):
«Per quanto attiene al controllo giurisdizionale delle condizioni di attuazione di detto divieto si deve tuttavia precisare che il legislatore comunitario dispone in materia di politica agricola comune di un potere discrezionale corrispondente alle responsabilità politiche che gli artt. 40 e 43 del Trattato gli attribuiscono (v. sentenza 11 luglio 1989, causa 265/87, Schraeder, Racc. pag. 2237, punto 22). Più specificamente, qualora il legislatore comunitario debba valutare, nell'emanare una normativa, i suoi effetti futuri e questi non possano essere previsti con certezza, la sua valutazione può essere oggetto di censura solo qualora appaia manifestamente erronea alla luce degli elementi di cui disponeva al momento dell'adozione della normativa stessa».
33 Recentemente, la Corte ha inoltre affermato che (18):
«Trattandosi della valutazione di una situazione economica complessa (le autorità competenti) dispongono di un ampio potere discrezionale. Il sindacato di legittimità sull'esercizio di detto potere deve quindi limitarsi agli eventuali vizi di errore manifesto, sviamento di potere o palese sconfinamento, da parte dell'istituzione, dai limiti del potere discrezionale».
34 Nel caso di specie, la questione non è se la Commissione abbia ecceduto i limiti del suo potere discrezionale, bensì quella se essa sia incorsa in errore manifesto. Al riguardo è rilevante, alla luce delle citate considerazioni della Corte, la circostanza che la Commissione dovesse operare sulla base delle informazioni disponibili in quel periodo e accertare sia l'esistenza o meno di una perturbazione grave del mercato sia il problema, più teorico, se il mercato comunitario sarebbe stato esposto in futuro al rischio di perturbazioni gravi. All'epoca dell'adozione dei regolamenti misure di salvaguardia la Commissione non poteva avere a propria disposizione le informazioni dettagliate contenute nella relazione degli esperti del 1994.
35 Inoltre, la Commissione ha dovuto stabilire se le importazioni di fragole congelate dalla Polonia avrebbero gravemente perturbato non solo il mercato delle fragole congelate, ma l'intero mercato delle fragole nella Comunità nella misura in cui questi prodotti sono tra loro in concorrenza (19). La Commissione ha quindi dovuto valutare le perturbazioni e i rischi di perturbazioni del mercato delle fragole congelate, delle fragole destinate alla trasformazione e del mercato delle fragole in generale.
36 A metà del 1990 la Commissione ha dovuto fare i conti con il crollo dell'accordo tra la Comunità e la Polonia e con un sostanziale aumento delle importazioni di fragole congelate dalla Polonia, parallelo ad una caduta dei prezzi delle fragole congelate sia prodotte nella Comunità sia importate dalla Polonia. Gli argomenti della Binder relativi al fabbisogno insoddisfatto nella Comunità non sono convincenti e non spiegano la caduta dei prezzi. In una situazione di fabbisogno insoddisfatto ci si dovrebbe attendere ad un aumento dei prezzi.
37 Le tabelle Eurostat prodotte dalla Commissione mostrano un marcato deterioramento, nel corso dei primi sei mesi del 1990, in tre dei quattro elementi di cui la Commissione doveva tener conto. Soltanto i quantitativi prodotti nella Comunità sono rimasti stabili; ciò era prevedibile, essendovi un considerevole lasso di tempo tra l'impiantazione e la coltivazione. A mio giudizio, la Commissione ha potuto legittimamente concludere che il mercato comunitario delle fragole congelate era esposto, o rischiava di essere esposto, a gravi perturbazioni. L'obiettivo di proteggere l'industria comunitaria delle fragole era in via di principio coerente con l'art. 39 del Trattato. Pertanto la Commissione poteva legittimamente adottare misure di salvaguardia idonee. L'imposizione di un prezzo minimo all'importazione era in via di principio un mezzo idoneo per conseguire tale scopo, poiché essa avrebbe avuto l'effetto di cancellare il vantaggio di prezzo di cui godevano le fragole importate dalla Polonia agendo quindi sulla causa della perturbazione.
38 Per giunta, alcune affermazioni contenute nella relazione degli esperti sembrano inesatte alla luce delle informazioni di cui dispone la Corte. Ad esempio, l'argomento secondo cui l'aumento delle importazioni era riconducibile ad una riduzione delle disponibilità di fragole congelate nella Comunità viene contraddetto dalle tabelle Eurostat prodotte dalla Commissione. In esse si rileva un leggero aumento del commercio di fragole congelate all'interno della Comunità nel primo semestre del 1990, rispetto al primo semestre del 1989, quantunque a spese di una riduzione dei prezzi (per mantenere le proprie quote di mercato contro le importazioni a miglior prezzo). Nella relazione stessa si ammette che, al giusto prezzo, la produzione di fragole fresche della Comunità può essere venduta all'industria di trasformazione. Pertanto, considerando il mercato delle fragole nel suo complesso, le importazioni di fragole congelate polacche a basso prezzo potevano ripercuotersi sul mercato delle fragole comunitarie sia fresche che congelate e potevano esse stesse determinare una riduzione delle coltivazioni (circostanza che può spiegare il calo della produzione di fragole congelate nella Comunità nel 1991 mentre le misure di salvaguardia erano ancora in vigore).
39 Analogamente, la circostanza che i prezzi delle fragole comunitarie siano rimasti stabili nel periodo dal 1989 al 1993 va considerata alla luce delle misure di salvaguardia adottate dalla Commissione: essa dimostra che queste misure hanno raggiunto lo scopo di proteggere il mercato comunitario contro le perturbazioni.
40 L'asserzione secondo cui il prezzo medio delle fragole importate dalla Polonia nel 1990 e nel 1991 era più elevato che nel 1989 appare anch'essa inesatta. Stando alle tabelle Eurostat, il prezzo medio delle fragole congelate originarie della Polonia era più basso nel 1990 e nel 1991 che nel 1989, nonostante le misure di salvaguardia.
41 Alcuni degli argomenti riportati nella relazione degli esperti vengono anticipati in una lettera in data 3 agosto 1990 del Waren-Verein der Hamburger Boerse e.V. (associazione mercantile della borsa di Amburgo) al ministero federale per l'Alimentazione, l'Agricoltura e le Foreste, nella quale si chiede al governo tedesco di intervenire per sospendere il primo regolamento recante misure di salvaguardia. Nella lettera non viene menzionato alcun fatto che non si rinvenga, in maniera più circostanziata, nella relazione degli esperti. Nella lettera si sostiene inoltre che le industrie comunitarie della trasformazione erano vincolate a contratti di importazione preesistenti a prezzi che venivano pregiudicati dall'imposizione minimo all'importazione. Sebbene questo argomento non venga richiamato nell'ordinanza di rinvio, vale la pena notare che la Corte ha già avuto occasione di pronunciarsi sulla questione dell'affidamento legittimo dei commercianti di prodotti agricoli. Nella sentenza Francia e Irlanda/Commissione, la Corte ha ribadito che (20):
«Occorre ricordare inoltre che, anche se il principio del rispetto del legittimo affidamento è uno dei principi fondamentali della Comunità, gli operatori economici non possono fare legittimo affidamento sulla conservazione di una situazione esistente che può essere modificata nell'ambito del potere discrezionale delle istituzioni comunitarie, e ciò particolarmente in un settore come quello delle organizzazioni comuni di mercato, il cui scopo implica un costante adattamento in funzione dei mutamenti della situazione economica (...). Gli operatori economici non possono pertanto far valere un diritto quesito alla conservazione di un vantaggio loro derivante dall'istituzione dell'organizzazione comune dei mercati e del quale hanno fruito in un determinato momento (...)».
42 Concludo pertanto nel senso che non è stato dimostrato che la Commissione sia incorsa in un errore di valutazione manifesto. Risulta al contrario che esisteva un rischio autentico di perturbazioni del mercato comunitario, cosicché non si può ritenere che l'adozione dei regolamenti recanti misure di salvaguardia per contrastare tali perturbazioni fosse una misura incongrua, alla luce delle informazioni disponibili in quel periodo.
L'insufficiente motivazione
43 La Binder assume che i regolamenti recanti misure di salvaguardia sono invalidi in quanto omettono di enunciare i motivi sui quali si basano, come prescritto dall'art. 190 del Trattato. Essa argomenta che la Commissione non ha preso in considerazione la situazione del mercato delle fragole nel suo complesso né ha precisato se si era tenuto conto dei criteri individuali di cui all'art. 1 del regolamento di attuazione.
44 La Corte ha ripetutamente affermato che la motivazione richiesta dall'art. 190 del Trattato deve fare apparire il ragionamento seguito onde consentire agli interessati di tutelare i propri diritti e alla Corte di esercitare il proprio controllo. Tuttavia, la motivazione non deve necessariamente specificare tutti gli elementi di fatto e di diritto rilevanti e si deve tener conto delle circostanze concrete in cui la decisione è intervenuta. Inoltre, il requisito della motivazione dev'essere valutato alla luce non solo del tenore letterale del provvedimento controverso ma anche del suo contesto nonché del complesso delle norme giuridiche che disciplinano la materia (21).
45 Nel caso di specie, i `considerando' del primo regolamento recante misure di salvaguardia menzionano il mancato rispetto dell'accordo sui livelli dei prezzi, l'aumento delle importazioni di fragole congelate originarie della Polonia e il calo dei prezzi di tali importazioni. Nella motivazione si rileva che le fragole congelate vengono importate a prezzi sensibilmente inferiori ai prezzi comunitari e che, in tali circostanze, il mercato comunitario è esposto a gravi perturbazioni, atte a compromettere il conseguimento degli obiettivi dell'art. 39 del Trattato. Il secondo regolamento recante misure di salvaguardia contiene una motivazione analoga.
46 A mio parere, la decisione di adottare misure di salvaguardia è sufficientemente motivata in entrambi i regolamenti. Come si è sopra rilevato, la motivazione indica correttamente gli elementi che giustificavano l'adozione della decisione. Inoltre, come dimostra la presente controversia, la motivazione consente pienamente agli interessati di tutelare i propri diritti e alla Corte di esercitare il proprio controllo.
La proporzionalità
47 I regolamenti recanti misure di salvaguardia non assoggettati non soltanto al principio generale di proporzionalità, ma altresì al criterio particolarmente rigoroso di proporzionalità enunciato nell'art. 2, n. 2, del regolamento di attuazione. In forza di questa disposizione, le misure di salvaguardia possono essere adottate «solo nei limiti e per la durata strettamente necessari» (22). La Binder assume che le misure adottate dalla Commissione non ottemperano a queste prescrizioni.
48 Preliminarmente all'esame dello specifico argomento della Binder, va rilevato che, in linea generale, le ripercussioni causate dalle misure di salvaguardia sulle importazioni dalla Polonia non sembrano far ritenere che tali misure fossero sproporzionate. Dalle tabelle Eurostat prodotte dalla Commissione risulta che nel 1990 e nel 1991 le importazioni di fragole congelate hanno continuato ad aumentare in modo sostanziale, nonostante il sistema di prezzi minimi all'importazione (23). Nella media, inoltre, tale sistema non ha determinato un aumento dei prezzi di queste importazioni rispetto a quelli praticati nel 1989.
49 Vanno ora presi in esame i tre specifici argomenti addotti dalla Binder nell'ambito del motivo relativo alla proporzionalità.
i) Differenziazione per quanto riguarda la qualità
50 La binder argomenta che, nel primo regolamento recante misure di salvaguardia, la Commissione avrebbe dovuto fissare prezzi minimi all'importazione differenziati in relazione alle diverse categorie di qualità delle fragole congelate. La Commissione ha di fatto operato una tale differenziazione nel secondo regolamento recante misure di salvaguardia. Dalla relazione degli esperti risulta che la maggior parte delle importazioni dalla Polonia appartenevano alle fragole della categoria seconda, il cui prezzo è più basso rispetto a quelle della categoria prima del 20-30%.
51 La Commissione ribatte tuttavia che l'accordo tra la Comunità e la Polonia aveva fissato un prezzo medio e che pertanto non era stata prescritta una certificazione di qualità (nel prezzo medio si bilanciavano tra loro le importazioni di alta qualità con quelle di bassa qualità) e che nel luglio 1990 non era operante alcun sistema attendibile di certificazione della qualità delle fragole polacche. Dal 1_ gennaio 1991 era disponibile un sistema di certificazione ufficiale della qualità e la Commissione ha provveduto a sostituire il primo regolamento con il secondo regolamento recante misure di salvaguardia, che ha fissato prezzi minimi all'importazione differenziati per due diverse categorie di qualità. All'udienza la Binder ha contestato che non fosse disponibile una certificazione della qualità nel luglio 1990. La Commissione ha ribattuto che, in quel periodo, essa non poteva fare affidamento su qualsiasi sistema di certificazione della qualità disponibile.
52 Condivido l'argomentazione della Commissione secondo cui non sussisteva un obbligo di fissare prezzi minimi all'importazione differenziati per le varie qualità di fragole congelate se si era dimostrato che ciò era impossibile. L'art. 2, n. 2, del regolamento n. 521/77 autorizzava la Commissione ad operare differenziazioni, senza tuttavia farle a ciò obbligo (24). La Commissione poteva fissare il prezzo minimo all'importazione unico nel primo regolamento recante misure di salvaguardia, e ad un livello sufficientemente alto per evitare importazioni massicce di fragole di bassa qualità.
ii) Il ricorso al tasso «verde» di conversione monetaria
53 Nel primo regolamento recante misure di salvaguardia nulla si diceva in ordine al tasso al quale il prezzo minimo all'importazione avrebbe dovuto essere convertito nella moneta dello Stato membro importatore, per consentire il raffronto con il prezzo all'importazione effettivo. In forza del regolamento n. 1676/85 (25), erano automaticamente applicabili i tassi di conversione agricoli.
54 La Commissione ha fissato il prezzo minimo all'importazione allo stesso livello precedentemente concordato come prezzo medio nell'ambito dell'accordo tra la Comunità e la Polonia. Tale prezzo era di 88 ECU/100 kg, corrispondente al tasso di mercato del 1_ agosto 1990 a 181,90 DM/100 kg. Tuttavia, il prezzo minimo all'importazione è stato fissato a 88 ECU «verdi»/100 kg, corrispondente a 206,02 DM/100 kg. Talché, nella sua attuazione in Germania, il primo regolamento recante misure di salvaguardia ha fissato un prezzo minimo all'importazione superiore del 13,3% al precedente prezzo medio (anche se l'aumento sembra molto inferiore negli Stati membri), mentre durante i precedenti quattro anni il prezzo medio era aumentato, in media, soltanto dell'1,4% l'anno. Lo scopo dichiarato del primo regolamento era quello di «evitare che i prodotti importati vengano commercializzati a prezzi anormalmente bassi» (26).
55 La Binder, facendo leva sulla relazione degli esperti, sostiene che «i prodotti importati commercializzati a prezzi anormalmente bassi» si presumerebbero a più buon mercato rispetto ai prezzi medi concordati in precedenza, che consentivano importazioni a prezzi sia più alti sia più bassi.
56 La Commissione precisa che questo aumento dei prezzi era voluto: non vi era stato alcun aumento dei prezzi nell'ambito dei precedenti accordi con la Polonia dal 1988, poiché l'obiettivo era quello di incentivare le importazioni di qualità superiore e i prezzi reali precedenti erano più alti dei prezzi medi concordati con la Polonia.
57 Che i prezzi minimi all'importazioni non siano stati fissati ad un livello troppo elevato è confermato a mio parere dalla circostanza che le importazioni dalla Polonia hanno seguitato ad aumentare tra il 1990 e il 1993, come dimostrano le tabelle Eurostat allegate alle osservazioni della Commissione. Quest'ultima non era affatto obbligata a mantenere il livello medio dei prezzi vigenti in forza dei precedenti accordi. Essa ben poteva fissare i prezzi minimi ad un livello idoneo a proteggere il mercato comunitario e la successiva dinamica delle importazioni dalla Polonia dimostra come il livello prescelto fosse di fatto appropriato.
iii) Durata
58 Infine, la Binder sostiene che i regolamenti recanti misure di salvaguardia hanno avuto una durata di applicazione eccessiva, in quanto il valore dei prodotti importati dalla Polonia è salito a oltre 100 ECU/100 kg ancor prima del quarto trimestre del 1990.
59 La Commissione ribatte che questo aumento dei prezzi dimostra soltanto che le misure di salvaguardia stavano raggiungendo l'effetto voluto. La Commissione sostiene che, in mancanza di un accordo con la Polonia sui prezzi all'importazione, la sospensione della misura avrebbe condotto ad ulteriori perturbazioni del mercato comunitario. Alla sua scadenza, il secondo regolamento recante misure di salvaguardia è stato sostituito da un accordo con la Polonia sui prezzi minimi all'importazione delle fragole destinate alla trasformazione, accordo tuttora in vigore.
60 A mio parere, posto che i prezzi all'importazione di fragole congelate dalla Polonia non sono cresciuti in media durante il periodo di applicazione dei regolamenti, rispetto al periodo precedente l'adozione di misure di salvaguardia (27) e in mancanza di un accordo con la Polonia, i regolamenti recanti misure di salvaguardia non avevano una durata sproporzionata.
Conclusione
61 Conseguentemente, ritengo che le questioni poste dal Finanzgericht vadano risolte nei seguenti termini:
«1) L'esame delle questioni poste non ma messo in evidenza elementi atti ad inficiare la validità del regolamento (CEE) della Commissione 27 luglio 1990, n. 2198, recante misure di salvaguardia applicabili alle importazioni di fragole congelate, di lamponi congelati, di fragole conservate provvisoriamente e di lamponi conservati provvisoriamente originari della Polonia per l'intera durata della sua applicazione fino al 31 dicembre 1990.
2) L'esame delle questioni poste non ma messo in evidenza elementi atti ad inficiare la validità del regolamento (CEE) della Commissione 21 dicembre 1990, n. 3797, recante misure di salvaguardia applicabili all'importazione di alcuni frutti rossi semitrasformati originari della Polonia e della Iugoslavia, come pure dei regolamenti (CEE) della Commissione 27 marzo 1991, n. 810, e 22 luglio 1991, n. 2152, che hanno prorogato il periodo di applicazione del regolamento n. 3797/90 fino al 31 luglio 1991 e, rispettivamente, al 25 settembre 1991.
(1) - GU L 49, pag. 1.
(2) - GU L 73, pag. 28. Il regolamento è stato richiamato, con effetto dal 1_ luglio 1995, dal regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1994, n. 3290, relativo agli adattamenti e alle misure transitorie necessarie nel settore dell'agricoltura per l'attuazione degli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round (GU L 349, pag. 105); v. art. 6 e all'allegato XIV.
(3) - GU L 73, pag. 1.
(4) - GU L 198, pag. 53. Nel testo inglese del regolamento si parla erroneamente di «strowberries»; nell'art. 1 si crea persino il concetto di «provincially preserved strowberries», mentre si dovrebbe leggere «provisionally preserved strawberries».
(5) - GU L 164, pag. 1.
(6) - GU L 164, pag. 11.
(7) - GU L 279, pag. 42; v. allegato III
(8) - GU L 365, pag. 22.
(9) - GU L 310, pag. 1.
(10) - GU L 82, pag. 49.
(11) - GU L 200, pag. 16.
(12) - Regolamento (CEE) della Commissione n. 3830/90 (GU L 369, Pag. 51).
(13) - Regolamento (CEE) della Commissione n. 2197/91 (GU L 207, pag. 42).
(14) - V. decisione del Consiglio 25 febbraio 1992, 92/228/CEE, relativa alla conclusione da parte della Comunità economica europea dell'accordo interinale tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica di Polonia, dall'altro, sul commercio e sulle questioni connesse (GU L 114, pag. 1; v. gli allegati degli allegati VIIb e Xc dell'accordo); decisione del Consiglio e della Commissione 13 dicembre 1993, 93/743/Euratom, CECA, CE, relativa alla conclusione dell'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra (GU L 348, pag. 1; v. ancora gli allegati degli allegati VIIIb e Xc dell'accordo).
(15) - Perizia del dott. H.C. Behr e del dott. W. Ellinger del Zentrale Markt- und Preisberichtstelle fuer Erzeugnisse der Land-, Forst- und Ernaehrungswirtschaft GmbH (osservatorio centrale del mercato e dei prezzi dei prodotti agricoli, della silvicoltura e alimentari) del febbraio 1994, allegata all'ordinanza di rinvio.
(16) - V. tabelle Eurostat nell'allegato 1 delle osservazioni della Commissione.
(17) - Sentenza 21 febbraio 1990, cause riunite da C-267/88 a C-285/88 (Racc. pag. I-435, punti 14).
(18) - Sentenza 29 febbraio 1996, causa riunite C-296/93 e C-307/93, Francia e Irlanda/Commissione (Racc. pag. I-0000, punto 31).
(19) - Sentenza 3 febbraio 1981, causa 95/80, Dervieu-Delahais/Directeur Général des Douanes et Droits Indirects (Racc. pag. 317, punto 11).
(20) - Citata (nota 18).
(21) - Sentenza 14 febbraio 1990, causa C-350/88, Delacre e a./Commissione (Racc. pag. I-395, punti 15 e 16).
(22) - V. paragrafo 36 delle mie conclusioni nelle cause C-24/90, Werner Faust (Racc. 1991, pag. I-4905), C-25/90, Wuensche (Racc. 1991, pag. I-4939), e C-26/90, Wuensche (Racc. 1991, pag. I-4961).
(23) - Nel 1989 le importazioni ammontavano a 21 985 tonnellate; nel 1990: 41 540 tonnellate; nel 1991; 62 934 tonnellate.
(24) - V. conclusioni da me presentate il 14 marzo 1996 nelle cause C-295/94, Firma Huepeden & Co. KG/Hauptzollamt Hamburg-Jonas, e causa C-296/94, Bernhard Pietsch/Hauptzollamt Hamburg-Waltershof, paragrafo 56.
(25) - Citato (nota 5).
(26) - V. terzo `considerando' del primo regolamento recante misure di salvaguardia.
(27) - V. allegato 1 delle osservazioni della Commissione.1989 - media mensile 86,1 ECU, media ponderata (in base al volume) 86,1 ECU
1990 - media mensile 80,0 ECU, media ponderata (in base al volume) 76,4 ECU1991 - media mensile 76,5 ECU, media ponderata (in base al volume) 76,3 ECU
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