CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
ANTONIO LA PERGOLA
presentate il 14 marzo 1996 ( *1 )
1.
Con ricorso presentato in data 27 giugno 1995, la Commissione chiede alla Corte di constatare che la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del Trattato CE non avendo adottato entro i termini prescritti le misure necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio 92/50/CEE del 18 giugno 1992, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi ( 1 ).
2.
L'art. 44, primo comma, della direttiva in parola fissa al 1° luglio 1993 il termine entro il quale gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative per conformarsi alla direttiva stessa.
3.
Al riguardo è sufficiente rilevare che il governo francese non contesta l'infrazione addebitatagli. Nelle sue osservazioni si è limitato a rilevare che un progetto di legge, volto ad adeguare la normativa nazionale alla direttiva prima menzionata, è stato presentato al Senato e dei decreti sono in via di adozione. Il che, conformemente alla giurisprudenza della Corte ( 2 ), non costituisce, tuttavia, causa esimente dell'inadempimento.
Conclusioni
Suggerisco pertanto alla Corte di accogliere il ricorso e di condannare, ai sensi dell'art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, lo Stato convenuto alle spese.
( *1 ) Lingua originale: l'italiano.
( 1 ) GU L 209 dcl 24 luglio 1992, pag. 1.
( 2 ) Si veda, ex multis, sentenza 6 aprile 1995, causa C-147/94, Commissione/Spagna (Race. pag. I-1015).
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