Massima
Parole chiave
Procedimento sommario - Provvedimenti provvisori - Presupposti per la concessione - Provvedimenti che non pregiudicano la decisione di merito - Ricorso principale vertente sulla responsabilità extracontrattuale della Comunità - Versamento d'importi in acconto sull'indennità richiesta - Esclusione
(Trattato CE, artt. 178, 186 e 215, secondo comma; regolamento di procedura del Tribunale, art. 107, nn. 3 e 4)
Massima
I provvedimenti provvisori che il giudice dell'urgenza può adottare devono mirare unicamente a salvaguardare, in pendenza dei giudizi innanzi alla Corte o innanzi al Tribunale, gli interessi di una delle parti della controversia al fine di non rendere illusoria la sentenza principale, privandola di efficacia pratica. Detti provvedimenti, conformemente all'art. 107, nn. 3 e 4, del regolamento di procedura del Tribunale, sono pertanto provvisori e cessano in linea di principio di avere effetti dalla pronuncia della sentenza definitiva. Ne discende che essi non devono pregiudicare la pronuncia di merito, e cioè non devono anticipare le conseguenze della successiva pronuncia di merito.
Deve pertanto essere respinta la domanda di provvedimenti provvisori mirante alla condanna della Comunità al versamento di importi corrispondenti a una parte dell'ammontare del danno lamentato dal ricorrente, secondo la valutazione formulata dal medesimo in sede di ricorso principale ex artt. 178 e 215, secondo comma, del Trattato.
Accogliere siffatta domanda equivarrebbe infatti ad anticipare l'analisi del merito, dato che il giudice dell'urgenza sarebbe costretto, nell'ambito della valutazione del fumus boni juris, a pronunciarsi prima facie sulla responsabilità extracontrattuale della Comunità e, in un secondo tempo, ad accordare una parte dei provvedimenti richiesti nel ricorso principale, senza aver potuto esaminare la fondatezza di tale ricorso alla luce dell'art. 215, secondo comma, del Trattato. Orbene, l'accertamento della sussistenza di una responsabilità e degli effetti che ne derivano non può fondarsi sul fumus boni juris, ma deve basarsi su una valutazione definitiva dei fatti e dei motivi allegati e necessita pertanto di una procedura che possa garantire a tutte le parti il rispetto dei diritti della difesa.
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