CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
JULIANE KOKOTT
presentate il 27 aprile 2006 1(1)
Causa C-239/04
Commissione delle Comunità europee
contro
Repubblica portoghese
«Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche – Zona di protezione speciale “Castro Verde” – Costruzione di un'autostrada – Effetti sull'ambiente – Alternative»
I – Introduzione
1. La Commissione contesta al Portogallo di aver violato, a seguito di un progetto di autostrada tra Lisbona e l'Algarve, l'art. 6, n. 4, della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (2) (in prosieguo: la «direttiva sugli habitat»). Essa fa valere che l'autostrada avrebbe dovuto seguire un altro tracciato, nell'ambito della zona di protezione speciale per uccelli «Castro Verde».
II – Contesto normativo
2. Ai sensi dell'art. 4 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (3) (in prosieguo: la «direttiva sulla protezione degli uccelli»), gli Stati membri destinano determinate superfici a zone di protezione speciale per uccelli (in prosieguo: «ZPS»). Inoltre, in tale articolo – al n. 4, prima frase – era disciplinata la protezione di tali zone.
3. L'art. 7 della direttiva sugli habitat ha modificato la disciplina della protezione delle ZPS:
«Gli obblighi derivanti dall'articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4 della presente direttiva sostituiscono gli obblighi derivanti dall'articolo 4, paragrafo 4, prima frase, della direttiva 79/409/CEE, per quanto riguarda le zone classificate a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, o analogamente riconosciute a norma dell'articolo 4, paragrafo 2 di detta direttiva a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva o dalla data di classificazione o di riconoscimento da parte di uno Stato membro a norma della direttiva 79/409/CEE, qualora essa sia posteriore».
4. Tale disciplina è spiegata al settimo ‘considerando’ della direttiva sugli habitat come segue:
«considerando che tutte le zone designate, comprese quelle già classificate o che saranno classificate come zone di protezione speciale ai sensi della direttiva 79/409/CEE (…), dovranno integrarsi nella rete ecologica europea coerente».
5. I nn. 3 e 4 dell'art. 6 della direttiva sugli habitat, rilevanti nel caso di specie, così dispongono:
« 3. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica.
4. Qualora, nonostante conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate.
(…)».
6. Il decimo ‘considerando’ della direttiva sugli habitat aggiunge quanto segue:
«considerando che qualsiasi piano o programma che possa avere incidenze significative sugli obiettivi di conservazione di un sito già designato o che sarà designato deve formare oggetto di una valutazione appropriata».
III – Fatti, procedimento e conclusioni delle parti
7. Secondo quanto afferma la Commissione, la ZPS Castro Verde è stata designata il 23 settembre 1999. Essa ha una superficie di 79 066 ettari. Almeno 17 specie di uccelli di cui all'allegato I della direttiva sulla protezione degli uccelli vi si trovano regolarmente, tra cui il Grillaio (Falco naumanni), l'Albanella minore (Circus pygargus), l'Otarda (Otis tarda), la Gallina prataiola (Tetrax tetrax), l'Occhione (Burhinus oedicnemus), la Ghiandaia marina (Coriacias garrulus), la Calandra (Melanocorypha calandra) e la Calandrella (Calandrella brachydactyla).
8. Il tratto autostradale controverso tra Aljustrel nel nord e Castro Verde nel sud è relativamente rettilineo per circa 9-10 chilometri nella zona al margine occidentale della ZPS Castro Verde. La parte principale della ZPS, circa 77 000 ettari, si trova ad est dell'autostrada, una parte di circa 1 700 ettari ad ovest della stessa, sostanzialmente sotto forma di una striscia di terra larga da uno a due chilometri a fianco dell'autostrada.
9. Ad ovest dell'autostrada all'interno della ZPS o al suo confine si trovano cinque località: Messejana all'estremità nord-occidentale della striscia di terra ed Estação de Ourique alla sua estremità sud-occidentale con la località limitrofa orientale Aivados, lontana circa un chilometro e mezzo, nonché, nel mezzo della striscia, Conceição e circa un chilometro e mezzo ad est Alcarias. L'autostrada passa a circa 700 metri da Messejana, Alcarias ed Aivados, mentre le altre due località si trovano più ad ovest. Al di fuori della ZPS, ad una distanza di circa un chilometro e mezzo a sud-ovest di Estação de Ourique, comincia una zona che circonda un lago artificiale inserita nel «Plano de Ordenamento da Albufeira do Monte da Rocha» (4) del 2003. Tuttavia, il bacino idrografico del lago artificiale è molto più esteso ed è attraversato da tutti i tracciati presi in considerazione.
10. Una valutazione dell'incidenza ambientale è stata preparata sin dal 1998 ed era disponibile il 6 settembre 1999. Secondo tale valutazione, il progetto ha significative ripercussioni su varie specie di uccelli presenti nella ZPS.
11. Ciononostante, il progetto è stato approvato il 19 gennaio 2000. I lavori di costruzione sono iniziati poco dopo e dal 21 luglio 2001 il tratto autostradale è in uso.
12. Il 20 ottobre 2000, con una lettera di diffida, la Commissione ha invitato il governo portoghese a prendere posizione. L'11 aprile 2001 quest'ultimo ha preso posizione con atto motivato.
13. La Commissione chiede che la Corte voglia:
1. dichiarare che la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell'art. 6, n. 4, della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nella versione della direttiva 27 ottobre 1997, 97/62/CE, per aver realizzato un progetto di autostrada il cui tracciato attraversa la zona di protezione speciale Castro Verde, sebbene i risultati della valutazione dell'incidenza ambientale fossero negativi e vi fossero soluzioni alternative per il tracciato in questione;
2. condannare la Repubblica portoghese alle spese.
14. La Repubblica portoghese chiede che la Corte voglia:
1. respingere il ricorso;
2. condannare la Commissione alle spese.
IV – Giudizio della Corte
15. La Commissione contesta alla Repubblica portoghese di aver violato l'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat. Tale disposizione era applicabile solo a partire dal momento della designazione della ZPS Castro Verde, vale a dire dal 23 settembre 1999. Prima della designazione di una zona che dev'essere classificata si applica l'art. 4, n. 4, prima frase, della direttiva sulla protezione degli uccelli, e non l'art. 6, nn. 2-4, della direttiva sugli habitat (5).
16. Poiché il procedimento di autorizzazione per il tratto autostradale in questione era già iniziato prima della designazione della ZPS, si potrebbe dubitare del fatto che le autorità competenti, durante tale procedimento, potessero passare dalla normativa di tutela della direttiva sulla protezione degli uccelli a quella della direttiva sugli habitat, più permissiva dal punto di vista del contenuto (6), ma più sviluppata a livello procedurale a causa della valutazione dell'incidenza. Tuttavia, un divieto di cambiare le disposizioni di tutela renderebbe inutilmente più difficile il procedimento di autorizzazione, senza promuovere in pratica la tutela della ZPS. Infatti, le autorità competenti sarebbero libere di avviare nuovamente il procedimento di autorizzazione dopo la designazione della ZPS e al più tardi in tale momento di applicare l'art. 6, nn. 2-4, della direttiva sugli habitat. In tale situazione, insistere per interrompere il procedimento o per portarlo a termine in applicazione della direttiva sulla protezione degli uccelli costituirebbe un formalismo inutile.
17. Poiché il governo portoghese non fa valere che il progetto debba essere giudicato sulla base dell'art. 4, n. 4, prima frase, della direttiva sulla protezione degli uccelli, dev'essere applicato l'art. 6, nn. 2-4, della direttiva sugli habitat.
A – Sul deterioramento della ZPS Castro Verde
18. L'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat si applica solo quando una valutazione dell'incidenza ai sensi dell'art. 6, n. 3, ha avuto esito negativo, vale a dire quando le autorità competenti, in sede di approvazione del progetto, non hanno potuto garantire che l'integrità della zona di protezione in causa non verrebbe pregiudicata. Ciò è contestato dal governo portoghese.
19. Il governo portoghese fa valere giustamente che nel ricorso per inadempimento la Commissione deve provare una violazione del diritto comunitario (7). Esso contesta che la separazione del 2% della superficie della ZPS di cui trattasi dimostri che l'integrità della zona sia stata pregiudicata ai sensi dell'art. 6, n. 3, seconda frase, della direttiva sugli habitat.
20. Tuttavia, con la designazione delle superfici in questione quali parte di una ZPS il Portogallo ha riconosciuto che in tali superfici sussistono le condizioni di vita più appropriate per le specie elencate nell'allegato I della direttiva (8).
21. La costruzione di un'autostrada attraverso tali superfici è fondamentalmente idonea a pregiudicare la loro qualità di zone più appropriate per la protezione degli uccelli. La strada provoca perdite dirette di superfici, disturbi ed immissioni di sostanze tossiche nelle superfici limitrofe. Inoltre, aumenta il rischio dell'uccisione di uccelli a causa del traffico. Infine, essa separa circa 1700 ettari della ZPS, ossia circa il 2% della superficie, dal resto della ZPS. A tale proposito, la rilevanza di tale separazione dipende dal comportamento e dalla sensibilità delle specie interessate.
22. Di conseguenza, non occorrono ulteriori prove del fatto che l'integrità della ZPS interessata venga pregiudicata (9). Spetta invece al Portogallo fornire la prova che gli effetti del progetto non deteriorano l'integrità della ZPS (10).
23. La direttiva sugli habitat dispone come tale prova debba essere prodotta in via di principio, cioè attraverso l'esame della compatibilità del progetto con gli obiettivi di conservazione della zona interessata, esame previsto dall'art. 6, n. 3, della direttiva sugli habitat. A tale proposito devono essere identificati tutti gli aspetti del piano o progetto che possono, da soli o in combinazione con altri piani o progetti, pregiudicare gli obiettivi di conservazione, tenuto conto delle migliori conoscenze scientifiche in materia (11). Quando, a seguito di tale esame, da un punto di vista scientifico è escluso ogni ragionevole dubbio che il progetto sia privo di effetti pregiudizievoli per la ZPS, esso può essere autorizzato senza ricorrere all'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat(12).
24. La Commissione sottolinea che, secondo la valutazione dell'incidenza ambientale (13), 17 delle specie di uccelli che vivono nella zona interessata figurano nell'allegato I della direttiva sulla protezione degli uccelli, 8 fanno parte delle specie minacciate o rare in Portogallo (14) e 16 appartengono alle specie minacciate o rare in Europa (15). Il Portogallo fa valere, basandosi su un parere dell'Instituto da Conservação da Natureza, che solo 8 specie di cui all'allegato I utilizzerebbero realmente le superfici interessate come zone di riproduzione: l'Otarda, il Grillaio e la Gallina prataiola come specie prioritarie secondo il diritto portoghese nonché l'Albanella minore, l'Occhione, la Ghiandaia marina, la Calandrella e la Calandra.
25. Già questa contraddizione tra la valutazione e quanto fatto valere dal Portogallo fa sorgere dubbi rilevanti in merito alla qualità della valutazione dell'incidenza, poiché quest'ultima deve stabilire quali specie utilizzino realmente le superfici interessate, al fine di poter giudicare gli effetti di un progetto. Una lettura della valutazione dell'incidenza ambientale conferma tali dubbi.
26. La valutazione contiene solo indicazioni vaghe sulle specie presenti. In particolare, essa menziona un luogo di accoppiamento dell'Otarda, uccello molto sensibile ai disturbi (16), ad una distanza di 6 chilometri, il che consente di concludere che le superfici interessate vengono utilizzate per l'allevamento delle nidiate (17). Tale specie è considerata minacciata in tutto il mondo (vulnerabile) (18).
27. Inoltre, la valutazione dell'incidenza ambientale menziona colonie di cova del Grillaio nelle vicinanze del tracciato. È pacifico che una colonia si trova ad una distanza di 80 metri dal tracciato (Quinta da Golipa), altre quattro si trovano ad una distanza da 800 a 1000 metri (Montes da Mosquetana, do Álamo, da Ribeira e do Pardieiro). Per tali specie la valutazione dell'incidenza ambientale rileva una media sensibilità al disturbo, ma un'alta sensibilità nei confronti della frammentazione degli habitat (19).
28. Mancano concrete indicazioni sulla rilevanza delle superfici interessate per altre specie, sebbene il governo portoghese nel procedimento in esame menzioni altre specie di cui all'allegato I ivi presenti. Né sono documentate osservazioni concrete, né vengono fatte dichiarazioni sul modo in cui le varie specie utilizzano le superfici o su come il progetto potrebbe influire concretamente su tale utilizzazione (20).
29. Già a causa delle sue carenze, tale valutazione non può dimostrare che l'integrità della ZPS BSG Castro Verde non sia stata pregiudicata dalla costruzione dell'autostrada. Tuttavia, essa costituisce un indizio supplementare che un tale pregiudizio era prevedibile, poiché stabilisce già sulla base dei suoi risultati frammentari un elevato impatto negativo (impacto negativo elevado) (21).
30. Ora, nel procedimento giurisdizionale, il Portogallo sottolinea che le popolazioni dell'Otarda e del Grillaio sarebbero aumentate e che la situazione della Gallina prataiola sarebbe migliorata grazie ad ulteriori misure promosse dalla Comunità. Per le restanti specie interessate fino ad ora non sarebbe dimostrabile alcun impatto negativo.
31. Tuttavia, ai sensi dell'art. 6, n. 3, seconda frase, della direttiva sugli habitat, ai fini dell'autorizzazione di un progetto non è sufficiente la prova a posteriori che un progetto non ha avuto effetti negativi. Al contrario, prima dell'autorizzazione del progetto dev'essere rimosso ogni dubbio ragionevole da un punto di vista scientifico che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa (22). Già per questo motivo, quanto fatto valere dal governo portoghese non è idoneo ad escludere l'applicazione dell'art. 6, n. 4.
32. Oltre a ciò, gli argomenti del governo portoghese non possono neanche dimostrare che il progetto non sia dannoso. Per molte specie si osserva che non sono provati effetti dannosi, senza fornire ulteriori indicazioni.
33. Per quanto riguarda, in particolare, l'aumento delle popolazioni dell'Otarda e del Grillaio, addotto dal governo portoghese, nemmeno per tali specie si può rilevare che il progetto di autostrada non abbia pregiudicato l'integrità della ZPS Castro Verde. Senza conoscenza dei motivi di un aumento della popolazione, infatti, esso non può escludere un deterioramento della zona da parte del progetto di costruzione stradale (23).
34. Nel caso di specie lo stesso Portogallo fa valere che tale sviluppo si basa in particolare su misure compensative nonché sulla realizzazione del piano di conservazione per la ZPS Castro Verde ed annuncia in tale contesto ulteriori misure per la conservazione della Gallina prataiola, misure che dovrebbero compensare eventuali deterioramenti di questo tipo. Tuttavia, se gli aumenti di popolazione si basano su misure compensative, essi non possono dimostrare che il progetto di costruzione stradale non fosse dannoso.
35. Infatti, il deterioramento di una zona dev'essere nettamente distinto, nel contesto dell'art. 6 della direttiva sugli habitat, dalle misure compensative (24). Secondo il sistema normativo della direttiva sugli habitat, i deterioramenti devono essere evitati per quanto possibile. Ciò avviene prevalentemente escludendo ogni rischio di danno o adottando corrispondenti misure di riduzione e di prevenzione del danno (25). Diversamente, misure compensative vengono prese in considerazione solo qualora debbano essere accettati pregiudizi per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico e in mancanza di un'alternativa. Infatti, la conservazione di beni naturali esistenti dev'essere anteposta alle misure compensative già per il fatto che il successo di queste ultime raramente può essere previsto con certezza.
36. Laddove il governo portoghese fa valere misure per la riduzione dei danni, si tratta sostanzialmente di misure accessorie ai lavori di costruzione nonché della conservazione della vegetazione. Tuttavia, esse non possono impedire gli effetti dannosi prevedibili dovuti all'esistenza e all'utilizzazione della strada.
37. Le misure di osservazione menzionate parzialmente in tale contesto possono costituire certamente un elemento necessario di un concetto della riduzione e della compensazione del danno. Tuttavia, di per sé, neanch'esse possono evitare i danni.
38. Di conseguenza, la Commissione rileva giustamente che il detto tratto autostradale non poteva essere autorizzato ai sensi dell'art. 6, n. 3, seconda frase, della direttiva sugli habitat, bensì tutt'al più in forza dell'art. 6, n. 4.
B – Sulla mancanza di alternative
39. Ai sensi dell'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat, un progetto può essere realizzato, nonostante conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, qualora sussistano motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica. In tal caso, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata.
40. Nel caso di specie, la controversia tra le parti non riguarda né la questione se la costruzione dell'autostrada (nel complesso) fosse determinata da motivi imperativi, né quella delle misure necessarie per garantire la detta coerenza. Tuttavia, la Commissione contesta al Portogallo di aver deteriorato notevolmente la ZPS Castro Verde mediante la costruzione dell'autostrada, sebbene sussistessero alternative al tracciato scelto.
41. L'autorizzazione di un progetto ai sensi dell'art. 6, n. 4, prima frase, della direttiva sugli habitat costituisce un'eccezione al principio generale dell'art. 6, n. 3, seconda frase, ai cui sensi i progetti vengono autorizzati solo se non pregiudicano l'integrità di una zona protetta. Come sostiene anche la Commissione, spetta pertanto a chi fa valere tale eccezione provare che sono stati osservati i requisiti delle disposizioni eccezionali (26). Di conseguenza, a differenza di quanto affermato dal governo portoghese, la Commissione non è tenuta a provare l'esistenza di un tracciato alternativo, ma deve soltanto destare dubbi ragionevoli (27) sul fatto che il Portogallo abbia osservato i requisiti di cui all'art. 6, n. 4.
42. L'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat consente un'autorizzazione di progetti solo in mancanza di alternative. Tale requisito di un'autorizzazione del progetto deve impedire che siano deteriorate zone di protezione quando gli obiettivi del progetto possano essere realizzati anche in modo tale da deteriorare meno o da non deteriorare affatto la zona di protezione (28). Pertanto, la mancanza di soluzioni alternative corrisponde ad una fase dell'esame della proporzionalità, secondo cui, quando sia possibile una scelta fra più misure appropriate, si deve ricorrere alla meno gravosa (29).
43. La mancanza di alternative non può essere determinata quando siano state esaminate solo alcune alternative, ma solo dopo che tutte le alternative sono state escluse. I requisiti relativi all'esclusione delle alternative aumentano in proporzione alla loro idoneità a realizzare gli obiettivi del progetto senza condurre – senza dubbi ragionevoli – a deterioramenti sproporzionati manifesti.
44. Tra le alternative così selezionate non dev'essere scelta necessariamente quella che pregiudica in maniera minore la zona interessata (30). Al contrario, la scelta richiede una ponderazione tra il deterioramento della ZPS e i corrispondenti motivi di rilevante interesse pubblico.
45. La necessità di una ponderazione risulta in particolare dall'espressione «rilevante», ma anche dal termine «imperativi». Motivi di interesse pubblico possono essere imperativi rispetto alla protezione territoriale solo quando ad essi è attribuita maggiore rilevanza. Anche ciò trova corrispondenza nell'esame della proporzionalità, poiché nell'ambito di quest'ultimo gli inconvenienti causati devono essere proporzionati agli scopi perseguiti (31).
46. È pertanto decisiva la questione se motivi imperativi di rilevante interesse pubblico richiedano proprio la realizzazione di tale alternativa o se possano essere soddisfatti anche con un'alternativa diversa che deteriori meno la ZPS (32). Tale confronto presuppone che le varie alternative della selezione ristretta vengano esaminate secondo criteri scientifici paragonabili per quanto riguarda i loro effetti sulla zona interessata e i rispettivi motivi di interesse pubblico (33).
47. Le autorità portoghesi hanno esaminato e respinto varie alternative. Alcune di esse prevedevano un tracciato che sarebbe passato più ad est, all'interno della ZPS, altre un tracciato situato più ad ovest, così da deteriorare la ZPS in minor misura. La Commissione non critica la scelta effettuata tra le dette alternative, bensì il mancato esame di alternative ulteriori nella parte occidentale della ZPS.
48. Ne consegue che il ricorso proposto dalla Commissione è fondato se le dette alternative situate nella parte occidentale della ZPS avrebbero dovuto essere esaminate e se non si può escludere che una di tali alternative avrebbe dovuto essere preferita al tracciato realizzato.
49. Agli ulteriori tracciati alternativi nella parte occidentale della ZPS proposti dalla Commissione il Portogallo controbatte sostanzialmente che sarebbero deteriorati scavi archeologici e sorgerebbero conflitti con località situate lungo la strada IC1. Tuttavia, tali argomenti non sono convincenti. Non è assolutamente precisato se i siti archeologici siano realmente pregiudicati da tutti i tracciati pensabili, quale importanza sia attribuita ai detti siti e in quale misura il loro valore scientifico avrebbe potuto essere preservato grazie alla realizzazione di scavi tempestivi. Non sono riscontrabili conflitti con località situate lungo la strada IC1, poiché tra il confine occidentale della ZPS e i detti luoghi vi è spazio sufficiente per un tracciato autostradale.
50. Tuttavia, tutte le alternative nella parte occidentale della ZPS potrebbero essere escluse a causa della strettoia di circa 1 chilometro e mezzo tra il lago artificiale e la località Estação de Ourique. Tali alternative dovrebbero passare attraverso la detta strettoia in modo relativamente rettilineo oppure svoltare verso est prima di Estação de Ourique e passare con un arco attraverso la ZPS a nord e ad est di Aivados. Entrambe le varianti fanno sorgere problemi evidenti, ma il governo portoghese non ha provato che esse siano state esaminate in maniera sufficiente da escludere tracciati alternativi corrispondenti.
51. Un tracciato tra il lago artificiale ed Estação de Ourique non pregiudicherebbe la ZPS, ma sarebbero prevedibili effetti sul lago artificiale, vale a dire in particolare sull'approvvigionamento d'acqua, e sulla località sotto forma di rumore, inquinamento atmosferico ed effetti di separazione. Inoltre, diventerebbero necessari due attraversamenti della strada IC1. Secondo le informazioni disponibili non è chiaro se tali problemi possano essere risolti mediante misure tecniche (34).
52. Un tracciato che passa ad ovest di Messejana e di Conceição per poi girare verso est e proseguire con un arco a nord e ad est di Aivados è stato invece già esaminato e respinto a causa della sua vicinanza a queste località. Finora non è stato provato che tracciati simili con maggiore distanza da tali località siano stati esclusi a causa di maggiori costi o di svantaggi relativi alla circolazione. Inoltre, fino ad ora non è evidente se siano state esaminate misure tecniche per la riduzione degli effetti nocivi né se un siffatto tracciato pregiudicherebbe realmente la ZPS in misura minore rispetto al tracciato costruito.
53. Di conseguenza, il Portogallo non ha provato sufficientemente che siano state esaminate tutte le alternative.
54. Inoltre, l'intero esame delle alternative è pregiudicato dalla spiegazione insufficiente dei deterioramenti della ZPS da parte del progetto (35). Non è dimostrato che siano stati esaminati né i danni concreti (36) né misure per la riduzione dei danni derivanti dall'utilizzazione dell'autostrada (37). Inoltre, manca ogni classificazione corrispondente dei danni nel contesto generale di Natura 2000, in particolare riguardo ai loro effetti sullo stato di conservazione delle specie interessate. Non è chiaro, poi, se le prospettive di successo di misure compensative per la garanzia della coerenza di Natura 2000 siano state previamente esaminate, il che sarebbe stato rilevante per la ponderazione dei danni. Pertanto non è neanche possibile ponderare il deterioramento della ZPS in rapporto ai motivi di interesse pubblico fatti valere dal governo portoghese.
55. Non è da escludere che un esame attento di tutte le alternative che tenesse conto dei punti di vista sopra indicati avrebbe condotto a rilevare che il tracciato scelto corrisponde ai requisiti dell'art. 6, n. 4, prima frase, della direttiva sugli habitat. Le dimensioni della ZPS interessata e il palese successo delle misure compensative lasciano presumere che il deterioramento della ZPS avesse una rilevanza modesta. Inoltre, gli svantaggi di un tracciato che risparmi la ZPS o la pregiudichi in maniera minore non possono essere ignorati. Tuttavia, il governo portoghese non ha prodotto la prova necessaria che tutti questi punti di vista siano stati verificati e ponderati.
56. Come conseguenza di tale omissione dapprima solo processuale occorre dichiarare nella causa in esame che le autorità portoghesi competenti non hanno esaminato tutte le alternative.
57. Pertanto, avendo realizzato un progetto autostradale il cui tracciato passa attraverso la zona di protezione speciale Castro Verde senza aver esaminato tutte le alternative al detto tracciato, la Repubblica portoghese ha violato gli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell'art. 6, n. 4, della direttiva sugli habitat.
V – Spese
58. Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, la Repubblica portoghese, rimasta soccombente, va condannata alle spese.
VI – Conclusione
59. Propongo pertanto alla Corte di dichiarare quanto segue:
1. Avendo realizzato un progetto autostradale la cui linea passa attraverso la zona di protezione speciale Castro Verde senza aver esaminato tutte le alternative al detto tracciato, la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell'art. 6, n. 4, della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nella versione della direttiva 27 ottobre 1997, 97/62/CE.
2. La Repubblica portoghese è condannata alle spese.
1 – Lingua originale: il tedesco.
2 – GU L 206, pag. 7, nella versione della direttiva 27 ottobre 1997, 97/62/CE (GU L 305, pag. 42).
3 – GU L 103, pag. 1.
4 – Risoluzione del Consiglio dei Ministri portoghese 4 settembre 2003, n. 154/2003, .
5 – Sentenza 7 dicembre 2000, causa C-374/98, Commissione/Francia (Basses Corbières) (Racc. pag. I‑10799, punti 47 e 57); v. anche le mie conclusioni 27 ottobre 2005, causa C-209/04, Commissione/Austria (Lauteracher Ried) (sentenza 23 marzo 2006, Racc. pag. I‑2755, paragrafi 46 e segg.).
6 – Sentenza Basses Corbières (cit. alla nota 5, punti 50 e segg. e 56) e, con maggiore prudenza, sentenza 11 giugno 1996, causa C‑44/95, Royal Society for the Protection of Birds (Lappel Bank) (Racc. pag. I‑3805, punto 37).
7 – V., ad es., sentenze 25 maggio 1982, causa 96/81, Commissione/Paesi Bassi (Racc. pag. 1791, punto 6), 6 novembre 2003, causa C-434/01, Commissione/Regno Unito (Racc. pag. I‑13239, punto 21) e 29 aprile 2004, causa C-194/01, Commissione/Austria (Racc. pag. I‑4579, punto 34).
8 – V. sentenza 28 febbraio 1991, causa C-57/89, Commissione/Germania (Leybucht), (Racc. pag. I‑883, punto 20).
9 – V., a tale proposito, sentenze Leybucht (cit. alla nota 8, punti 20 e seg.) e 2 agosto 1993, causa C-355/90, Commissione/Spagna (Paludi di Santoña), (Racc. pag. I‑4221, punto 36), in cui la Corte ha considerato rispettivamente perdite di superfici come deterioramenti rilevanti di ZPS.
10 – V. sentenza 29 gennaio 2004, causa C-209/02, Commissione/Austria (Golfplatz Wörschach), (Racc. pag. I‑1211, punto 26), nonché le conclusioni dell'avvocato generale Léger 6 novembre 2003 (paragrafo 40), ai cui sensi in caso di deterioramenti scientificamente provati lo Stato membro deve provare l'efficacia di misure di riduzione del danno.
11 – Sentenza 7 settembre 2004, causa C‑127/02, Waddenvereniging e Vogelbeschermingsvereniging (Waddenzee), (Racc. pag. I‑7405, punti 53 e seg.).
12 – Sentenza Waddenzee (cit. alla nota 11, punto 59).
13 – Volume II/V, pag. 63 e segg. (pagg. 198 e segg. degli allegati al ricorso).
14 – V. Cabral e a., Livro Vermelho dos Vertebrados de Portugal, 1989.
15 – V. Heath and Tucker, Birds in Europe, 1994.
16 – Cit. alla nota 13, pag. 64 (pag. 199).
17 – Cit. alla nota 13, pagg. 68 e seg. (pagg. 203 e seg.).
18 – Birdlife International (Papazoglou e a.), Birds in the European Union – a status assessment, 2004, pag. 32, , v. anche Kollar, H. P., Action Plan for the Great Bustard (Otis Tarda) in Europe, .
19 – Cit. alla nota 13, pag. 64 (pag. 199).
20 – In particolare, la valutazione dell'incidenza ambientale non contiene valutazioni dei singoli effetti congiunti, ad es. perdita di superfici, effetto di separazione, rumore, inquinamento dell'aria o rischio di traffico. In tal modo, essa non soddisfa i requisiti della direttiva sugli habitat, v. sentenza Waddenzee (cit. alla nota 11, punto 54). Tuttavia, la Commissione non fa valere tale violazione.
21 – Volume III/V, pag. 78 (pag. 222 dell'allegato al ricorso).
22 – Sentenza Waddenzee (cit. alla nota 11, punto 59).
23 – Così, nella sentenza Golfplatz Wörschach (cit. alla nota 10, punto 27), la Corte ha respinto argomenti analoghi senza ulteriore motivazione.
24 – La separazione tra i nn. 3 e 4 dell'art. 6 della direttiva sugli habitat è stata affermata esplicitamente nella sentenza 14 aprile 2005, causa C-441/03, Commissione/Paesi Bassi (conformità), (Racc. pag. I‑3043, punti 26 e 28).
25 – V. sentenza Golfplatz Wörschach, punto 26, e le conclusioni dell'avvocato generale Léger, paragrafo 40 (entrambe citate alla nota 10), nonché le mie conclusioni 29 gennaio 2004, causa C-127/02, Waddenvereniging e Vogelbeschermingsvereniging (Waddenzee) (Racc. pag. I‑7405, paragrafo 108).
26 – V., in tal senso, sentenze 8 novembre 1979, causa 251/78, Denkavit (Racc. pag. 3369, punto 24) e 12 luglio 1990, causa C‑128/89, Commissione/Italia (Racc. pag. I‑3239, punto 23) sulla libera circolazione delle merci, sentenza 23 ottobre 1997, causa C-157/94, Commissione/Paesi Bassi (Racc. pag. I‑5699, punto 51) sull'art. 88, n. 2, CE, nonché sentenze 28 marzo 1996, causa C‑318/94, Commissione/Germania (Racc. pag. I‑1949, punto 13) e 10 aprile 2003, cause riunite C‑20/01 e C‑28/01, Commissione/Germania (Racc. pag. I‑3609, punto 58) sulle gare d'appalto. In merito all'art. 6, n. 4, v. le mie conclusioni nella causa Lauteracher Ried (cit. alla nota 5, paragrafo 68).
27 – Nella sentenza Waddenzee (cit. alla nota 11, punto 59) la Corte ha già utilizzato la nozione di dubbio ragionevole in relazione all'art. 6, n. 3, seconda frase, della direttiva sugli habitat.
28 – A tale proposito, è fuorviante la sentenza Commissione/Paesi Bassi (conformità), (cit. alla nota 24, punto 27), ai cui sensi «la mancanza di soluzioni alternative e l'esistenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico sono dirett[e] a consentire allo Stato membro di adottare ogni misura compensativa necessaria (…)».
29 – Sentenze 10 marzo 2005, cause riunite C-96/03 e C-97/03, Tempelman e van Schaijk (Racc. pag. I‑1895, punto 47), 3 luglio 2003, causa C-220/01, Lennox (Racc. pag. I‑7091, punto 76), 12 giugno 2003, causa C‑112/00, Schmidberger (Racc. pag. I‑5659, punto 79), 12 marzo 2002, cause riunite C‑27/00 e C-122/00, Omega Air e a. (Racc. pag. I‑2569, punto 62) e 12 luglio 2001, causa C-189/01, Jippes e a. (Racc. pag. I‑5689, punto 81), nonché le mie conclusioni nella causa Waddenzee (cit. alla nota 25, paragrafo 106).
30 – Così potrebbe intendersi, invece, quanto affermato dalla Commissione nel suo manuale Natura 2000 - Gebietsmanagement, Die Vorgaben des Artikels 6 der Habitat-Richtlinie 92/43/EWG, Lussemburgo 2000, pagg. 47 e seg.
31 – V. la giurisprudenza citata alla nota 28.
32 – V. le mie conclusioni nella causa Lauteracher Ried (cit. alla nota 5, paragrafo 72) e 9 giugno 2005, causa C‑6/04, Commissione/Regno Unito (conformità) (sentenza 20 ottobre 2005, Racc. pag. I‑9017, paragrafo 46).
33 – V. le mie conclusioni 3 febbraio 2005, causa C‑441/03, Commissione/Paesi Bassi (conformità), (Racc. pag. I‑3043, paragrafo 15).
34 – Ad esempio, misure di protezione acustica, costruzione al di sotto del livello di superficie, particolare trattamento delle acque di scarico ecc.
35 – V. le mie conclusioni nella causa Lauteracher Ried (cit. alla nota 5, paragrafo 74).
36 – V. supra, punti 25 e segg.
37 – Ad esempio aiuti per l'attraversamento e recinti per evitare collisioni.
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